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Cronaca

In ricordo di Giovanni Falcone

Domani alle ore 12.00 presso la Galleria Alberto Sordi di Sorgente Group si svolgerà la cerimonia di inaugurazione della Teca che custodisce i resti della Croma blindata su cui viaggiavano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. A rimuovere il telo che copre la Teca saranno Tina e Giovanni Montinaro, vedova e figlio del caposcorta Antonio, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, Prefetto Luigi Savina. Alla cerimonia parteciperanno tra gli altri il Questore di Roma Guido Marino, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Generale Antonio De Vita, Il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Generale Cosimo Di Gesù e il Colonnello e il Capo centro della Dia di Roma Colonnello Francesco Gosciu. Parteciperanno inoltre classi delle seguenti scuole: Carlo Alberto Dalla Chiesa di Montefiascone ,Istituto Magistrale Statale Santa Rosa di Viterbo,Francesco Orioli di Viterbo, Paolo Savi di Viterbo,  Alessandro Farnese di Montalto di Castro, Vincenzo Cardarelli di Tarquinia,Guglielmo Marconi di Civitavecchia, Luigi Calamatta di Civitavecchia, Liceo Scientifico Statale Democrito di Roma, Liceo Scientifico Statale Peano di Roma, Vincenzo Gioberti di Roma,Liceo Scientifico Statale Talete di Roma, Galileo Galilei di Roma,Carlo Cattaneo di Roma. La cerimonia di inaugurazione sarà preceduta alle 9.30 da un incontro alla Sala Umberto di 400 studenti con Giovanni e Tina Montinaro che saranno intervistati dal giornalista Enrico Bellavia. Portando per la prima volta la Teca da Palermo a Roma la Regione vuole  raccontare  la storia di chi viaggiava su quell'auto, i ragazzi della "Quarto Savona 15", nome in codice della scorta. La storia  di un viaggio che non finisce sotto il tritolo del 23/05 ma che continua ancora  e che permette a quell'auto di percorrere ulteriori chilometri coniugando memoria e impegno contro tutte le mafie. Nella settimana di esposizione della Teca, dal 24 al 31 gennaio, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale saranno tantissime le scuole che si recheranno alla Galleria Alberto Sordi per rendere omaggio agli agenti della scorta di Falcone. La Regione Lazio ringrazia di cuore la Polizia di Stato e Tina Montinaro  per aver consentito l’esposizione della Teca a Roma nell’ambito del progetto "Quarto Savona Quindici: la Memoria in Marcia"

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Sequestro di merce rubata per 15.000 euro

Nell’ambito di predisposti servizi di contrasto ai reati predatori, i Carabinieri della Stazione di Capena hanno denunciato a piede libero un 27enne e una 23enne, entrambi di origini romene e già conosciuti alle forze dell’ordine, per il reato di ricettazione. I militari, nel corso di una perquisizione scattata nel loro appartamento di via Provinciale per Capena, hanno rinvenuto un ingente e variegato quantitativo di merce, di cui la coppia non ha saputo dimostrare la provenienza. Nello specifico, sono state sequestrate oltre 100 bottiglie di superalcolici di diverse marche, 300 confezioni di cosmetici e profumi, 300 cover per cellulari, 90 confezioni di tonno in scatola, 50 confezioni di colla, 500 confezioni di chewing gum, 100 confezioni di rasoi, 100 testine ricambio per spazzolini elettrici e oltre 100 confezioni di batterie alcaline. Il valore della merce sequestrata ammonta a oltre 15.000 euro. Sono in corso accertamenti, da parte dei Carabinieri della locale Stazione, finalizzati a rintracciare i negozi da dove è stata rubata la merce, in particolare sono al vaglio le denunce presentate dai centri commerciali ubicati lungo la SP Tiberina e quello di  Monterotondo.

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Topo d’appartamento in trappola

La scorsa sera, i Carabinieri della Stazione di Roma Casalotti hanno arrestato un cittadino albanese, di 30 anni, sorpreso subito dopo aver tentato un furto all’interno di un’abitazione. La proprietaria dell’appartamento, ubicato in via Arona, dopo aver sentito dei rumori sospetti sul suo terrazzo ed ha allertato il “112”. I Carabinieri hanno iniziato a perlustrare la zona fino a quando, giunti all’altezza del parcheggio del mercato coperto di via Casalotti, hanno notato due individui che, alla loro vista sono dati alla fuga. Ne è nato un breve inseguimento terminato con l’arresto del 30enne albanese che ha tentato di opporre una strenua resistenza, mentre il suo complice è riuscito a far perdere le proprie tracce. Durante la fuga i Carabinieri hanno recuperato e sequestrato gli arnesi atti allo scasso utilizzati dai due ladri. L’arrestato è stato accompagnato in caserma dove sarà trattenuto in attesa del rito direttissimo. Proseguono le indagini dei Carabinieri finalizzate all’identificazione del complice.

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Sgominata banda di spacciatori al Casilino

Oltre 2 kg. di marijuana e diversi involucri di cocaina sequestrati a 6 cittadini nigeriani. Sono stati gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Casilino, diretto da Pasquale Fiocco, a concludere un’operazione antidroga “lampo” che ha permesso di arrestare 6 persone, tutte di nazionalità nigeriana, che dovranno rispondere di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Appostati davanti ad un’abitazione, da tempo tenuta d’occhio, gli investigatori hanno notato un giovane uscire con un vistoso zaino sulle spalle, e dirigersi alla fermata degli autobus. Seguito a distanza e senza mai perderlo di vista, gli agenti hanno deciso di controllarlo prima che riuscisse a salire sul mezzo pubblico. L’uomo, sin da subito si è mostrato molto nervoso. Comportamento che ha insospettito gli agenti che, pertanto, hanno deciso di procedere ad un controllo più accurato. Nello zaino infatti, c’erano due grossi involucri contenenti 2,2 kg di marijuana. La perquisizione è stata estesa, anche con l’aiuto dei cani antidroga, presso l’abitazione del giovane dove, una volta entrati, gli investigatori hanno trovato altre 5 persone, tra cui una donna. Su un tavolino, in bella vista, c’era altra “maria”, mentre, nella camera da letto di uno degli “ospiti”, diversi ovuli contenenti cocaina. Sequestrati anche un bilancino di precisione, un rotolo  in cellophane trasparente e tutto il materiale per il confezionamento delle dosi. I cinque, tutti nigeriani, identificati per I.C. di 22 anni, O.P. di 36 anni, A.F. di 30 anni, Y.A. di 34 anni, O.K. di 27 anni e la donna , O.J.V. di 27 anni, alla fine degli accertamenti sono stati arrestati.

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Stop anoressia e bulimia

Questa mattina l’Ospedale Israelitico di Roma e l’Associazione DonnaDonna Onlus hanno inaugurato la campagna di sensibilizzazione “Stop anoressia e bulimia. Uniti per la salute del corpo e dell’anima”. Il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Il Presidente dell’Ospedale Israelitico, Bruno Sed, e la Fondatrice dell’Associazione DonnaDonna Onlus, Nadia Accetti, hanno tagliato il nastro della mostra che unisce le donne di tutti gli enti ebraici, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Marina Militare, nella lotta ai disturbi del comportamento alimentare. In una conferenza stampa che si è tenuta nei locali della Sinagoga dell’Ospedale Israelitico, in via Fulda a Roma, è stato inoltre presentato il calendario ebraico “L’Amore Salva”. Nel mondo oltre 70 milioni di persone, e solo in Italia circa 3 milioni, fanno i conti con i Disturbi del comportamento alimentare (DCA), senza considerare il “sommerso” di casi non evidenti o non dichiarati. I DCA sono la prima causa di morte, dopo gli incidenti stradali, tra gli adolescenti e gettano nel dolore migliaia di famiglie. La maggior parte degli individui che ne soffrono sono di sesso femminile, tra i 12 e i 25 anni, ma in aumento sono i sintomi tra le bambine dagli 8 anni e donne in età di menopausa. Sempre più numerosi, infine, sono i casi maschili. Gli scatti d’autore di Salvatore Arnone effettuati sono una pioggia di rose rosse, simbolo di questa battaglia, testimoniano attraverso la mostra e il calendario la gioia di vivere e la bellezza di riconoscersi unici e irripetibili. «Ero intrappolata nella malattia – racconta Nadia Accetti, fondatrice dell’Associazione – nella vergogna, nella paura, nella sofferenza e nei sensi di colpa. Per oltre dieci aani ho vissuto così. Ora sono rinata, finalmente sono libera e ho deciso di dedicare la mia vita alla prevenzione raccontando a quante più persone possibili che vincere si può. Non è il cibo il nemico da combattere, è fame d’amore e di vita». Il presidente dell'Israelitico Bruno Sed ha affermato: «L’Ospedale Israelitico è da sempre impegnato nelle battaglie che pongono la dignità della vita al centro. Siamo felici di aver collaborato con l’Associazione DonnaDonna Onlus e con Nadia Accetti che ha portato nelle nostre strutture un importante messaggio che noi vogliamo diffondere il più possibile. La mostra e il calendario non solo hanno contribuito a mettere in risalto i nostri valori comuni, ma hanno acceso l’Ospedale di passione. Per questo ho deciso di promuovere un centro di ascolto sulla bulimia e sull’anoressia, affinché questa iniziativa abbia un nuovo e concreto sviluppo». All’iniziativa hanno partecipato anche il Direttore Generale dell’Ospedale Israelitico, Giovanni Naccarato, il Consiglio d’Amministrazione, il Commissario prefettizio, Claudio D’Amario, e i rappresentanti degli Enti Ebraici che hanno aderito al progetto.

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La Croce Rossa incontra Papa Francesco

Sabato 27 gennaio, alle ore 11.45 presso l’Aula Paolo VI in Vaticano, si terrà l’udienza del Santo Padre con i volontari della Croce Rossa Italiana, guidati dal Presidente nazionale e neo-eletto Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca. Durante l’incontro il Presidente Rocca interverrà con un discorso di saluto al Santo Padre, in merito a tematiche di interesse comune come le nuove fragilità sociali, le tante emergenze umanitarie nazionali e internazionali, il ruolo chiave del mondo del volontariato. Oltre ai 6mila volontari di Croce Rossa Italiana, saranno presenti all’udienza i massimi vertici delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, tra cui i Presidenti della Mezzaluna Rossa Siriana, Palestinese, Iraniana e del Bangladesh e quelli della Croce Rossa di Argentina, Venezuela, Cina, Haiti, Antigua e Barbuda, Zimbabwe.

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Pecorino Romano con gli occhi a mandorla

Con gli accordi di libero scambio l’Unione Europea legalizza dal Canada al Giappone fino ai Paesi sudamericani del Mercosur, l’agropirateria internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro con i tarocchi del prodotti alimentari Made in Italy. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della presentazione del XV Rapporto Ismea-Qualivita 2017 sui prodotti Dop/Igp dal quale si evidenzia che il sistema italiano di qualità “Food and wine” conta su 818 specilità tutelate che sviluppano un valore alla produzione di 14,8 miliardi con un aumento del 6% su base annua e del 70% in 10 anni. Il valore delle esportazioni del sistema nazionale di qualità “Food and Wine” è pari a 8,4 miliardi ma all’estero, sottolinea la Coldiretti, sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre che utilizzano impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele spesso “clonati”, ma anche gli extravergini di oliva, le conserve come il Pomodoro San Marzano. Ora le brutte copie di prodotti simbolo del Made in Italy sono state esplicitamente autorizzate dall’Unione Europea negli accordi di libero scambio conclusi con il Canada e il Giappone e in dirittura di arrivo come quello con i Paesi del Mercosur dove la produzione locale del falso è tra i piu’ fiorenti del mondo, dal Parmesao Carioca al Grana, dal Reggianito al Provolone, dal Romano al Sardo fino alla Mortadela. Ad aprire la strada è stato il Trattato di libero scambio con il Canada dove sono falsi quasi nove formaggi di tipo italiano in vendita su dieci. L’accordo con il Paese nordamericano (CETA) ha legittimato per la prima volta nella storia dell’Unione Europea le imitazioni del Made in Italy che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele. Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano più esportato nel mondo, il Parmigiano Reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. L’accordo è già entrato in vigore a livello europeo il 21 settembre 2017, anche se in via provvisoria, ma il nuovo Parlamento italiano che uscirà dalle elezioni ha la possibilità di non ratificarlo. Un precedente che, denuncia la Coldiretti, è stato subito recepito nell’accordo definitivo tra l’Unione Europea e Giappone che autorizza per i prossimi anni la produzione e vendita di Asiago, Fontina e Gorgonzola Made in Japan ma anche di copie locali con i nomi "grana", "padano", "romano", "provolone", "mortadella" e il preoccupante via libera totale al Parmesan dagli occhi a mandorla. La situazione è ancora più preoccupante nel negoziato in corso con i paesi del mercato comune dell'America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur). Sulle 291 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea è stata prevista una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su 30 di queste sono state già presentate opposizioni, a partire dal Parmigiano Reggiano. «E’ inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si rischia di svendere l’identità dei territori che rappresentano un patrimonio di storia, cultura, e lavoro conservato nel tempo da generazioni di agricoltori.

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Roma, a Prati si potano gli alberi ma i rami restano in strada

 

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Dopo l'allarme per rami e alberi crollati nel quartiere nei giorni del maltempo, ora il rischio è che nel quartiere Prati il rimedio sia peggiore del problema che si provava a risolvere. Da giorni, in zona è partito un piano potature che sembra lasciare poche speranze alle piante che adornano il quartiere.

Il caso è scoppiato in particolare nella centrale via Sabotino, dove gli alberi da sempre al centro del viale sono stati del tutto private delle folte chiome. Non solo: i rami tagliati ingombrano la strada almeno da giovedì scorso, con disagi per passanti e viabilità. 
 

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Le parole di Mauro, commerciante del Centro

Oggi, nel corso della trasmissione di Paolo Cento "Ma che parlate a fa", è intervenuto Mauro, un commerciante che opera nella zona di piazza Navova. Mauro ha raccontato la situazione di tanti come lui che operano nel settore risto e beverage, soprattutto in seguito ai nuovi regolamenti per quanto riguarda i tavoli all'esterno.

Riascolta l'intervento di Mauro

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Roma, Ponte della Magliana allarme della Sapienza “Rischio crollo: va chiuso”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Maria Elena Vincenzi) – Il ponte della Magliana è a rischio. «Meglio, a rischio è l’incolumità dei cittadini che lo percorrono». A lanciare l’allarme la Facoltà di Ingegneria della Sapienza. In un convegno a dicembre scorso, alcuni professori e persino il preside della facoltà, Antonio D’Andrea, si sono riuniti per parlare dei ponti storici di Roma. C’erano nomi illustri dell’ingegneria e architettura non solo romana, ma nazionale: Achille Paolone, Franco Purini e Salvatore Perno. E l’attenzione si è concentrata su quello della Magliana. A parlarne diffusamente è stato il professore Remo Calzona, ordinario di Tecnica della Costruzioni dell’Ateneo dal 1978. Per l’accademico, il ponte è insicuro. E per dimostrarlo ha presentato una relazione di una quarantina di pagine piene di algoritmi, fisica e storia. Non c’è bisogno di essere ingegneri per comprendere le conclusioni sullo stato di salute di un ponte sul quale, ogni anno, passano più di venti milioni di persone.

« La gravità dello stato di conservazione – scrive il docente universitario – e la decadenza delle caratteristiche meccaniche e fisiche dei materiali per effetto di fatica impongono che venga valutata con grande attenzione la messa fuori servizio dell’opera, questione questa da prendere in conto perché il ponte della Magliana, con i suoi 70 anni di vita, è fuori dalla vita di servizio di 50 anni prevista dalle norme tecniche attuali » . Per l’accademico non esiste una soluzione alternativa, il ponte non può essere restaurato. Deve essere chiuso perché ne va delle sicurezza di chi lo percorre. D’altronde, come spiega il professore nel suo intervento, che quella costruzione abbia problemi è cosa nota ormai da tempo. Lo era già nel 1976: in una relazione tecnica dell’epoca, disposta dal Comune, si parlava già della macroscopica dilatazione dei giunti e dell’ « inaccettabile » stato di deterioramento degli apparecchi di appoggio e scorrimento. Anche negli anni Duemila, il sindaco Rutelli, consapevole del problema ( che nel frattempo era, ovviamente peggiorato), bandì un concorso per la progettazione del “ Ponte dei Congressi”, struttura che avrebbe messo fuori uso il vecchio predecessore.

L’idea, per un periodo abbandonata, è stata tirata fuori dal cassetto per lo Stadio della Roma. Un piano che prevede che il ponte della Magliana continui il suo servizio. Ma, secondo Calzona, questo è impensabile: le criticità ormai sono moltissime. Dovute all’età, prima ancora che alla scarsa manutenzione. Poi ci sono le cure che al ponte sono state negate. Come sottolinea l’accademico, che è stato anche consulente tecnico d’ufficio delle procure in casi di molti crolli ( quello di Villa Iacobini per dirne uno), «la mancata protezione delle superfici metalliche ha portato alla corrosione delle stesse, con la riduzione delle sezioni resistenti fino alla metà con una drastica e irreversibile riduzione della resistenza dell’opera » . Ancora: la conservazione della carpenteria metallica è « preoccupante ». Poi c’è il problema dei giunti che si stanno pian piano staccando.

Forse anche per questo, tra gli interventi per lo Stadio, era stata prevista la costruzione di un nuovo ponte, quello di Traiano, che avrebbe potuto mandare in pensione quello della Magliana. Ma la riduzione delle cubature voluta dalla giunta Raggi ha fatto escludere quell’infrastruttura dal progetto. Recentemente il ministro Lotti era intervenuto per dire che il ponte di Traiano si sarebbe fatto a spese del Governo, ma a quelle parole, almeno per il momento, non c’è stato seguito.
Progetti futuri ancora da definire e per i quali ci vorrà chissà quanto. Nel frattempo, la viabilità della zona, si affida al vecchio e malandato pontedella Magliana. Bocciato in convegni pubblici dai quali, però, il Campidoglio e, in particolare il XII dipartimento, si tiene alla larga. Addirittura, a quello del 13 dicembre era prevista la presenza dell’ingegnere Fabio Rocchi, dirigente comunale. Il suo intervento, “ Ponte della Magliana: stato dell’Arte” era nella bozza del programma. Ma il dipendente capitolino, alla fine, ha comunicato che non poteva essere presente. Altri impegni o inopportunità?