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Operazione antidroga congiunta a Latina

Operazione antidroga congiunta a Latina con 16 arresti. Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nella mattinata odierna, nelle province di Latina e Roma, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, la Squadra Mobile della Questura di Latina, unitamente agli agenti del Commissariato di Fondi ed al Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Terracina, e coadiuvati nella fase esecutiva dal Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato, dal Raggruppamento Aeromobili Carabinieri di Pratica di Mare, da unità Cinofili dell’Arma e della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma nei confronti di 16 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di appartenere ad un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dall’uso delle armi, di estorsione, usura, violenza privata e minaccia aggravata.

Tre attività distinte di indagine

Il citato provvedimento cautelare scaturisce da tre distinte attività investigative condotte dai citati reparti, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, e confluite, per connessione, nel medesimo procedimento penale. Le investigazioni hanno consentito di ricostruire l’esistenza di una consorteria armata dedita al traffico di sostanze stupefacenti ed operante in provincia di Latina, cui hanno preso parte, tra gli altri, soggetti già recidivi nello specifico settore dei reati in materia di stupefacenti, chi con il ruolo di capo, promotore e finanziatore e chi con il ruolo di semplice partecipe dell’associazione, i quali hanno assicurato lo stabile approvvigionamento delle piazze di spaccio di Fondi, Latina, Terracina e Nettuno, grazie ad una consolidata esperienza maturata nel settore e ad una solida rete di soggetti dediti alla commercializzazione dello stupefacente.

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Incubo dei commercianti dell’Eur in manette

Incubo dei commercianti dell’Eur in manette. Il modus operandi era sempre lo stesso: agiva di notte, sceglieva con cura le attività commerciali da saccheggiare, prive di saracinesca in ferro e dotate di vetrina espositiva per poi munirsi di pietre con le quali infrangeva il vetro ed entrava all’interno per racimolare il denaro delle casse e fuggire. Per un 26enne italiano, all’esito delle indagini condotte dagli agenti della Polizia del XI Distretto Esposizione, è scattata così la misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione dello strumento di controllo elettronico a distanza disposta dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Un incubo per i commercianti della zona

Sono state le denunce dei commercianti della zona, esasperati dai numerosi furti subiti, a far scattare l’attività d’indagine. Grazie agli elementi acquisiti dalle numerose denunce, alle immagini dei sistemi di video sorveglianza e al consueto modus operandi è stato possibile ricondurre tutti i furti ad un medesimo responsabile. È stato, tuttavia, un tatuaggio dietro l’orecchio l’elemento decisivo per il riconoscimento del malvivente, elemento comune all’autore di tutti i furti e ripreso dalle immagini di videosorveglianza. L’uomo, interrogato dai poliziotti, ha ammesso di essere tossicodipendente e di aver commesso i furti per procurarsi denaro per il crack e la cocaina.

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Tentato omicidio: 36enne di origini rom in manette a Centocelle

Tentato omicidio: 36enne di origini rom in manette a Centocelle, arrestato dai Carabinieri della Stazione di Roma Quadraro. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Roma a seguito delle risultanze investigative del personale della Polizia Locale di Roma Capitale che ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato in ordine al fatto che il 21 ottobre scorso a bordo di un’autovettura, per sottrarsi ad un controllo avrebbe tentato di investire un agente della polizia locale.

Tentato omicidio lo scorso 21 ottobre

Quel pomeriggio, infatti, una pattuglia del V° Gruppo di Polizia Roma Capitale notò uscire ad alta velocità un’auto dal campo nomadi di via dei Gordiani e attraverso la targa, con immediati accertamenti alla Banca Dati, verificò la mancanza di copertura assicurativa. Gli agenti iniziarono a seguire l’auto, che percorreva pericolosamente la strada anche con passaggi sull’altra corsia di marcia, riuscendo ad intercettarla in via Anagni e ponendosi con l’autovettura di servizio davanti il veicolo in fuga. Il conducente però riuscì ad eludere il controllo ingranando la retromarcia e accelerando verso un agente, urtandolo e facendolo cadere a terra.

Tentativo di investimento

L’uomo alla guida, non contento, con altra manovra pericolosa, tornò indietro e tentò di investire nuovamente l’agente, ancora inginocchiato, che riuscì ad interrompere l’azione esplodendo un colpo con la pistola d’ordinanza e riuscendo a forare lo pneumatico del veicolo. Il fuggitivo, infatti, accortosi del danno all’auto e vistosi ormai bloccato, si diede nuovamente alla fuga per un breve tratto fino a quando abbandonò l’auto e riuscì a fuggire a piedi, minacciando di morte gli agenti. Dall’auto scesero tre passeggeri, collaborativi, tutti identificati. A seguito delle indagini avviate dalla Polizia Locale di Roma Capitale, coordinate dalla Procura di Roma, si è giunti all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Roma.

Fermato in via di Centocelle

La scorsa serata, il destinatario della misura cautelare è stato fermato dai Carabinieri della Stazione di Roma Quadraro nel corso di controllo alla circolazione stradale in via di Centocelle; dagli accertamenti è risultato gravato dal provvedimento che gli è stato notificato. L’arrestato è stato condotto nel carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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La strategia di sicurezza pianificata dalla questura di Roma prosegue

La strategia di sicurezza pianificata dalla questura di Roma in vista dell’Anno Santo, che mira a tenere alto il livello della prevenzione e della sicurezza pubblica con cadenzati servizi interforze che tracciano il tessuto urbano dal cuore della Capitale alle aree periferiche, prosegue.

Obiettivi precisi da monitorare

Al centro dell’attenzione obiettivi precisi, già evidenziati e monitorati da settimane nel corso dei continui servizi ordinari e straordinari di controllo del territorio con lo scopo condiviso di fronteggiare situazioni di degrado urbano in cui si innestano situazioni di illegalità reale che inficiano il senso di sicurezza della cittadinanza. Tra le altre aree interessate dall’operazione i quartieri di Fidene, Aurelio e San Lorenzo. Sono più di 200 le persone identificate e 7 le violazioni amministrative contestate per un ammontare complessivo di oltre 11.500 euro.

Bar chiuso per sette giorni

Tra gli esercizi pubblici controllati, per uno di questi, sito in piazza Monte Gennaro, è scattato anche il provvedimento del questore ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S.: il bar, attenzionato già da tempo dagli agenti del III Distretto Fidene – Serpentara visti i numerosi interventi della polizia a fronte di ricorrenti episodi di disordine scaturiti tra gli avventori, resterà chiuso per sette giorni. Il provvedimento si è ritenuto necessario quale risposta ad un concreto pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità e la sicurezza dei cittadini, in particolare dei residenti la cui percezione di legalità, proprio a causa delle frequentazioni del locale, risulta fortemente minata.

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Pluripregiudicata 34enne in manette a San Vittorino Romano

Pluripregiudicata 34enne in manette a San Vittorino Romano, arrestata dai Carabinieri per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, furto aggravato e ricettazione. La donna è stata infatti trovata in possesso, presso la propria abitazione, di una carta d’identità italiana valida per l’espatrio risultata falsa e con diverse generalità, consegnata per l’identificazione ai Carabinieri durante il controllo, al fine di sottrarsi all’esecuzione di due ordini per la carcerazione pendenti a suo carico.

Due ordini di carcerazione a carico

La stessa risulta gravata infatti da due ordini di esecuzione per la carcerazione per i reati di furto in abitazione, commesso nel comune di Nettuno nel 2017, e furto aggravato, commesso a Cisterna di Latina nel 2019.

Quattro anni da scontare in carcere

La donna deve scontare una pena residua di 4 anni di reclusione. Inoltre, a seguito di perquisizione personale e domiciliare, i militari hanno rinvenuto e sequestrato oltre 5.000 euro in banconote, alcune delle quali macchiate con inchiostro anti rapina, svariati monili in oro di ingente valore, un orologio Rolex Daytona in oro dal valore di circa 30.000 euro di presunta provenienza illecita e un’autovettura Audi RS Q3 Sportback dal valore di quasi 80.000 euro a lei in uso, verosimilmente utilizzata per la commissione di reati, poiché al suo interno sono state rinvenute due maschere da clown idonee a travisarsi.

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Il Dipartimento Protezione Civile capitolino all’esercitazione in zona Ostiense

Il Dipartimento Protezione Civile capitolino prenderà parte alla maxi esercitazione, in programma nella notte tra il 23 e il 24 novembre nella zona della Stazione Ostiense, che vedrà impegnati Vigili del Fuoco, Comando provinciale dei Carabinieri, Ares 118, Polizia Locale di Roma Capitale e Croce Rossa Italiana. L’iniziativa prevede la simulazione di un incendio a bordo di un treno, con passeggeri feriti e intossicati. L’obiettivo è quello di verificare l’efficacia delle capacità di intervento, coordinamento, comunicazione e accoglienza sanitaria in una situazione d’emergenza, in vista del Giubileo. Gli operatori del Dipartimento Protezione Civile, affiancati da 6 associazioni di volontari convenzionate con Roma Capitale, si occuperanno dell’accoglienza ai viaggiatori illesi, della ricerca dei dispersi, del posizionamento della torre faro per illuminare la zona e dell’assistenza alla popolazione coinvolta. Previsto anche l’impiego di 3 mezzi del Dipartimento e del personale qualificato per l’assistenza psicologica.

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L’App YouPol della Polizia fa centro in zona Casilino

L’App YouPol della Polizia, nata per segnalare anche in forma anonima episodi di spaccio, disagio giovanile, bullismo e poi estesa anche ai reati che investono la sfera familiare, ancora una volta ha permesso di far scoprire una base di spaccio in zona Casilino. Un continuo via vai di tossicodipendenti, davanti a un palazzo nel quartiere di Torre Maura: questa la segnalazione che i residenti avevano inviato alla sala operativa della questura e che ha dato il via alle indagini condotte dagli agenti del VI Distretto Casilino.

Segnalazione App giusta

È proprio davanti ad un locale di Torre Maura che i poliziotti hanno intercettato i movimenti sospetti di un ragazzo poco più che maggiorenne. Il giovane, dopo aver “preso la richiesta” dai clienti, era entrato in un palazzo per poi uscire dopo pochi istanti e consegnare al tossicodipendente la dose di hashish. Gli investigatori hanno documentato due vendite e sono poi entrati in azione: dopo aver bloccato il diciottenne, hanno fatto irruzione nell’appartamento dove hanno scovato un 34enne di origini albanesi ed una 21enne romana.

Pusher colti di sorpresa

Colti di sorpresa dagli agenti, il loro tentativo di disfarsi della droga è rimasto vano: all’esito della perquisizione, i poliziotti hanno sequestrato più di 2 etti di hashish e circa 700 euro in contanti. Tradotti presso gli uffici del VI Distretto Casilino per gli accertamenti di rito, i tre intercettati sono stati arrestati per la violazione della normativa sugli stupefacenti e posti a disposizione della Magistratura. Questa mattina, nelle aule di piazzale Clodio, il Giudice per le Indagini preliminari, su richiesta della Procura, ha convalidato l’operato dei poliziotti.

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La signora Olena Zelenska in visita al Bambino Gesù

La signora Olena Zelenska è arrivata oggi in visita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dopo aver incontrato Papa Francesco al termine dell’udienza in piazza S. Pietro. Insieme a lei sono arrivate nella sede del Gianicolo le first lady della Lituania, signora Diana Nausediene e della Serbia, signora Tamara Vucic e la moglie del primo ministro dell’Armenia, signora Anna Hakobyan. Nel corso dell’incontro con il presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti, Olena Zelenska ha ringraziato per l’assistenza fornita ai bambini ucraini dallo scoppio del conflitto. Nei 1000 giorni della guerra, l’Ospedale della Santa Sede ha accolto oltre 2500 bambini con le loro famiglie. Prima di lasciare il Bambino Gesù, le signore hanno portato doni in ludoteca ad alcuni dei bambini ucraini seguiti in ospedale.

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Maxi operazione antidroga dei Carabinieri a Ostia: 20 arresti

Maxi operazione antidroga dei Carabinieri a Ostia. Su delega della DDA della Procura di Roma, dalle prime luci dell’alba, i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, che dispone l’arresto per 20 persone, tutte gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione, spaccio e traffico internazionale di stupefacenti.

Indagini che hanno portato al blitz

Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia, coordinati dalla Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, partite dopo l’arresto di Claudio Corelli, trovato in possesso di 220 g di cocaina, fratello di Paolo Corelli, assassinato il 14 febbraio 2022 ad Acilia, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un’organizzazione criminale dedita all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dall’Olanda verso la Capitale per un giro di affari di milioni di euro.

Ricostruite le modalità operative del consorzio criminale

Ricostruite in maniera dettagliata, le modalità operative del sodalizio criminale, che avrebbe garantito la distribuzione della droga, su larga scala in tutto il Lazio e finanche in altre regioni italiane, utilizzando metodi di approvvigionamento estremamente sofisticati per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Nel corso delle indagini, i Carabinieri di Ostia hanno arrestato in flagranza di reato 9 persone, sequestrato oltre 32 kg di cocaina, per un valore di circa 1,5 milioni di euro, nonché 174.000 € in contanti, ritenuti provento di attività illecite.

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Addetta alle pulizie di casa per un’anziana, ma anche rapinatrice: in manette

Addetta alle pulizie di casa per un’anziana, ma anche rapinatrice: in manette. Aveva carpito la fiducia della sua vittima facendosi assumere per le pulizie di casa ma, mentre fingeva con gentilezza di offrirle un succo di mirtillo, in realtà la narcotizzava con benzodiazepine per sottrarle di nascosto il portafogli ed effettuare dei prelievi con la sua carta di credito. La donna, una trentasettenne di origini rumene, è ora in carcere perché gravemente indiziata dei reati di rapina aggravata in abitazione ed indebito utilizzo di strumenti di pagamento.

Ricostruzione degli agenti del VII Distretto San Giovanni

Sono stati gli agenti della Polizia del VII Distretto San Giovanni a ricostruirne i movimenti grazie alla combinazione delle immagini di videosorveglianza acquisite dal condominio e dagli istituti di credito dove venivano effettuati i prelievi. L’indagine della polizia è partita ad ottobre, quando l’anziana si è presentata presso gli uffici del VII Distretto San Giovanni raccontando ai poliziotti ciò che le era accaduto il giorno prima. Tutto aveva avuto inizio la mattina precedente, quando la domestica le aveva offerto un succo di mirtillo. Un atto di gentilezza dietro cui era celato un piano escogitato alle sue spalle per spogliarla dei suoi averi. Quella stessa sera, l’anziana era stata poi ritrovata da alcuni familiari nella sua abitazione, riversa a terra vicino al letto ed in stato di incoscienza.

Al pronto soccorso in codice rosso

Una volta trasportata al pronto soccorso in codice rosso, i medici le avevano riscontrato un sovradosaggio di benzodiazesipine; solo quando aveva ripreso coscienza l’anziana si era resa conto dei numerosi prelievi che, nel corso della giornata, erano stati effettuati con le sue carte di credito a sua insaputa. Una volta tornata a casa, poi, aveva constatato che la boccetta di un farmaco che aveva assunto anni prima, e che non aveva toccato per tre anni, fosse vuota. Di lì le è nato il sospetto che la donna l’avesse narcotizzata: insieme ai familiari, è così corsa a denunciare l’accaduto alla polizia.

Episodio analogo a Napoli nel 2016

Le indagini condotte dai poliziotti del VII Distretto San Giovanni hanno consentito di ricostruire in poco tempo i movimenti della domestica: dai primi accertamenti esperiti nei suoi confronti, peraltro, è emerso che la stessa fosse già ricercata per un episodio analogo commesso a Napoli nel 2016. Chiesta e ottenuta nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, disposta con ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, i poliziotti sono riusciti ad intercettarla qualche giorno fa alla stazione Termini, dove aveva fatto rientro proprio dalla città partenopea.

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