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Roma, Cucchi bis: il processo ai carabinieri inizierà il 16 novembre. La sorella Ilaria: «Ho fiducia»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Finalmente ci siamo. Il 16 novembre si parte col processo e mi auguro di vedere in aula il maresciallo Mandolini che lo ricordo è imputato, visto che continua a fare lo spavaldo sui social». L'ha detto Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, dopo che il presidente del Tribunale di Roma ha designato il collegio che giudicherà gli imputati per la morte del fratello. «Ho fiducia che questa volta – ha aggiunto – i responsabili della morte di mio fratello e di anni ed anni di depistaggi saranno puniti».

Il processo bis per la morte di Stefano Cucchi, deceduto il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Sandro Pertini di Roma dopo l'arresto per possesso di droga, è stato affidato alla prima Corte di Assise. Inizierà il via il 16 novembre. Lo ha stabilito il presidente del Tribunale, Francesco Monastero, che ha ritenuto fondata l'iniziativa del presidente della Terza Corte d'Assise, Evelina Canale, che il 13 ottobre scorso, in apertura della prima udienza, aveva annunciato di doversi astenere visto che si era già occupata del primo processo per la morte di Cucchi. Il dibattimento si terrà a piazzale Clodio.

Nell'inchiesta bis, coordinata dal pm Giovanni Musarò, tre carabinieri sono accusati di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità. Si tratta di Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco. L'ultimo è accusato anche di falso e calunnia insieme al maresciallo Roberto Mandolini, mentre il militare Vincenzo Nicolardi deve rispondere della sola calunnia.

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VIDEO – Piazza Ragusa

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Roma, nascondeva droga shaboo nelle caramelle per le feste dei filippini: arrestata pusher 37enne

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Le dosi di shaboo perfettamente "incartate" e nascoste nelle confezioni di chewing gum, erano pronte ad animare le serate della comunità filippina a Roma. Ma qualcosa è andato storto per una 37enne delle Filippine, arrestata dai carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Roma Parioli.

I carabinieri, in servizio in abiti civili, la tenevano d'occhio, seguendo i suoi movimenti sospetti in piazza dei Cinquecento, mentre avvicinava i suoi connazionali. Quando l'hanno sorpresa a cedere alcune dosi di droga ad un connazionale, 35enne, l'hanno bloccata. 

Dopo aver trovato nelle sue tasche diverse dosi di shaboo, i carabinieri hanno deciso di perquisire anche la sua abitazione, dove hanno rinvenuto la grossa parte dello stupefacente: 350 dosi pronte alla vendita illecita, 400 euro e altre banconote. L'arrestata è stata portata in caserma e trattenuta in attesa del rito direttissimo.

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Roma, stuprò anche la clochard di Villa Borghese: nuovo arresto per violentatore seriale

(Fonte: www.repubblica.it)

E' stato il romeno Cristi Popa, 25 anni, a violentare, picchiare e rapinare una donna tedesca lo scorso 18 settembre a Villa Borghese. La squadra mobile ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane, gia' detenuto a Regina Coeli per i reati di sequestro di persona, violenza sessuale, rapina, lesioni e ricettazione commessi nei confronti di altre tre donne, rispettivamente il 22 settembre, il 28 settembre e il 5 ottobre.

L'input decisivo alla soluzione del caso e' arrivato dalla individuazione del profilo genetico dell'indagato dai lacci con i quali era stata legata la clochard tedesca, la prima delle quattro vittime in Italia del 25enne. Dieci giorni dopo, il 28 settembre, gli investigatori si sono infatti imbattuti in un nuovo caso di violenza sessuale, questa volta ai danni di una prostituta italiana, A.S., in via Salaria: e' parso subito evidente che il profilo e il modus operandi dell'autore di questo stupro coincidevano con quello di Villa Borghese, in quanto la donna era stata violentata, picchiata con violenza al volto e legata mani e piedi con i suoi stessi indumenti.

Nei giorni successivi, sulla base del racconto di A.S. e attraverso un attento monitoraggio della zona, gli agenti sono riusciti ad individuare altre due prostitute romene, vittime della violenza del Popa, le quali – in un primo momento – proprio per il terrore che lo stesso potesse dar seguito alle minacce di morte proferite nei loro confronti, non volevano sporgere querela per quanto subito. Grazie anche alle loro denunce gli investigatori hanno ricostruito la fisionomia dell'indagato, che si muoveva con disinvoltura soprattutto nel tratto compreso tra via Salaria, via Prati Fiscali e la stazione Termini, sempre a bordo di uno scooter, un Kymco nero, corrispondente a quello descritto dalle vittime.

Lo scorso 7 ottobre, Cristi Popa e' stato fermato in via Salaria e, nel corso dell'interrogatorio, ha ammesso parzialmente le proprie responsabilita', affermando di essere l'autore di tre rapine e lesioni compiute nei confronti di tre prostitute ma negando decisamente di essere l'autore della violenza commessa a Villa Borghese. Il dna prelevato ha consentito pero' di attribuire al Popa anche lo stupro di Villa Borghese.

Preziose in questo senso le attivita' del Gabinetto interregionale e del Servizio di Polizia Scientifica, che hanno confermato la serialita' nei quattro episodi di violenza, "dal momento – spiegano gli investigatori – che lo stesso dna estrapolato dai lacci con cui la donna tedesca e' stata legata e' risultato un aplotipo del tutto compatibile con quello completo, estratto dai campioni biologici e dagli indumenti con cui sono state legate la seconda e la terza vittima del Popa. E questi sono coincisi con il profilo genetico estratto con il tampone buccale. E' stato possibile ricondurre, senza alcun dubbio, l'aplotipo rinvenuto a Villa Borghese con gli altri, in quanto l'aplotipo individua il medesimo ceppo maschile presente all'interno di una certa famiglia e il Popa e' risultato l'unico appartenente alla propria presente sul territorio nazionale".

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VIDEO – Diretta Facebook di sabato 21 ottobre

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Roma, pino cade davanti a Carrefour: distrutte 4 auto, paura tra i passanti

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Un grosso albero è caduto davanti al supermercato Carrefour in via Germania. La pianta, un pino marittimo, è piombata su alcune auto in sosta. Almeno quattro vetture sono state colpite. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale Roma Capitale e i vigili del fuoco. «Poteva essere una strage», spiega un vigile, guardando la porta d'entrata del supermercato a pochi passi dalle auto distrutte.
 
Decine le persone che poco prima avevano parcheggiato l'auto, passando a piedi sulla traiettoria dell'albero. C'era chi doveva andare in farmacia, chi a fare la spesa. E' stato il boato a risvegliare la paura, che ha fatto uscire tutti in strada per vedere cosa era successo. «Sembrava un terremoto, per un attimo mi ha tremato il pavimento sotto i piedi», racconta una donna.

Ora le indagini sono affidate alla polizia locale che ha già contattato il Servizio giardini del Comune per mettere in sicurezza anche gli altri fusti presenti in zona, contollando che non vi siano pericoli di altri cedimenti. Poi bisognerà capire di chi siano eventuali responsabilità per il cedimento.

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VIDEO – Via della Tenuta di Torrenova, VI Municipio

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Termini, banda di romeni rapina coppia di turisti: tre arresti

 

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Accerchiarono alcuni giorni fa una coppia di turisti all'angolo di via Vicenza con via Varese, in zona Termini a Roma, e dopo averli aggrediti violentemente li rapinarono indisturbati nel cuore della notte. Tre cittadini romeni, parte del feroce branco composto da 5 persone, sono stati individuati e fermati dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro.

Le vittime, un 27enne e una 29enne della Corea del Sud, derubate di smartphone, orologi, braccialetto in oro e contanti, avevano richiesto aiuto al 112. Giunti sul posto quando i rapinatori si erano già allontanati, i carabinieri hanno soccorso le vittime e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. La visione e le analisi dei video hanno permesso ai Carabinieri di accertare che i malviventi erano in cinque, tra aggressori e «pali», e che hanno seguito la coppia per un lungo tratto di strada fino a raggiungerli per entrare in azione nel punto più buio e solitario della via. Ricostruito l'identikit, i militari della compagnia del Centro hanno attivato le ricerche fino a ieri sera quando, durante un mirato servizio in zona Termini, ne hanno riconosciuto tre che indossavano gli indumenti utilizzati durante la rapina e immortalati dalle telecamere di videosorveglianza. Portati in caserma, dove hanno opposto resistenza danneggiando anche alcuni arredi, i tre connazionali, di 20, 34 e 38 anni, sono sottoposti a fermo di indiziato di delitto, già convalidato, per rapina aggravata in concorso, resistenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento aggravato. Ora si trovano nel carcere di Regina Coeli.

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VIDEO – Diretta Facebook di giovedì 19 ottobre

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Tor Tre Teste, 43enne arrestato dalla Polizia di Stato

ROMA. ARRESTATO PER MALTRATTAMENTI DAGLI AGENTI DELLA POLIZIA DI STATO, CONTINUAVA A SPACCIARE NONOSTANTE I DOMICILIARI.

 

Insulti e minacce nei confronti della ex compagna.

Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato ”Prenestino”, in poco meno di una settimana, sono intervenuti più volte in zona Tor Tre Teste, per le frequenti lite tra i due conviventi.

Nell’ultimo episodio, dopo l’ennesimo litigio, gli agenti sono  riusciti  a bloccare sulle scale del condominio della ex M.C., 43enne romano, in evidente stato di alterazione psico-fisica dovuta probabilmente all’ assunzione di stupefacenti.

Successivamente ad una laboriosa indagine investigativa, gli uomini della squadra della polizia giudiziaria sono venuti a conoscenza che M.C., con precedenti specifici, aveva messo in atto un’attività illecita di spaccio.

Pertanto, hanno proceduto alla perquisizione domiciliare, rinvenendo all’interno dell’abitazione dieci grammi di cocaina custodita all’interno di una scarpa e 4000 euro in contanti.

Per M.C., sono scattate le manette con l’accusa di spaccio di sostanza stupefacente.

Giudicato per direttissima, veniva sottoposto agli arresti domiciliari.

Nonostante la misura cautelare adottata, sono continuate le violenze fisiche e psicologiche nei confronti sia della donna che di suo figlio.

Immediatamente notiziata l’autorità giudiziaria, è stata emessa nei confronti di M.C. la custodia in carcere, con l’accusa di maltrattamenti e atti persecutori.

Al momento dell’esecuzione della misura cautelare, gli agenti lo hanno trovato in possesso di 200 grammi hashish per cui, in concerto con il pubblico ministero di turno, è stato indagato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Per M.C. si sono quindi spalancate le porte di Regina Coeli.

 

Roma, 18 ottobre 2017

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Comunicato scaricabile dal sito: http://questure.poliziadistato.it/Roma
e dalla pagina Facebook della Questura di Roma (clicca qui)