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Roma, schianto sulla Tiburtina, auto contro moto: morto scooterista

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

È morto, nella notte, in ospedale lo scooterista rimasto gravemente ferito ieri sera in un incidente stradale avvenuto in via Tiburtina all'altezza di Tor Cervara a Roma. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani del IV Gruppo. La vittima, un 44enne, viaggiava su uno scooter, un Honda Sh, che si è scontrato con un'auto, una Volkswagen Passat, guidata da un uomo di 62 anni. Il 44enne è stato soccorso in codice rosso e trasportato all'ospedale Pertini poi, in prognosi riservata, trasferito all'Umberto I ma nella notte è deceduto

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Roma, sos violenza sulle donne: “Più stalking e meno abusi”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Maria Elena Vincenzi) – Diminuiscono le violenze sessuali, ma crescono i casi di stalking e i maltrattamenti in famiglia. Sono numeri enormi quelli del gruppo di magistrati che si occupa dei reati contro le fasce deboli. Un pool di dodici pubblici ministeri, guidato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, che ha per le mani 8.394 fascicoli. Quasi un migliaio in più rispetto allo scorso anno( +11,25%). E che in dodici mesi ha dovuto vagliare 6.733 denunce contro noti, ovvero contro una persona specifica, e 1.800 casi in cui, invece, la vittima non sapeva fare il nome dell'aggressore.

Dati, riferiti al periodo che va dal 1 luglio 2016 al 30 giugno del 2017, che servono a dare la misura di una città in cui donne e bambini continuano a essere nel mirino. Di chi li vuole ferire, certo, ma anche dei magistrati e delle forze dell'ordine che li devono difendere: l'attenzione degli inquirenti è altissima. Sono 526 le misure richieste dai pm del gruppo a cui vanno aggiunti 202 casi di arresti, fermi e allontanamenti urgenti. Procura, polizia e carabinieri, insomma, si danno da fare, ma va detto che i crimini si fanno più efferati: ecco perché, in tanti casi, ci sono gli estremi per far finire gli autori dietro alle sbarre in attesa del processo. Di tutte le misure chieste, in ben 220 casi è stato ritenuto che fosse necessaria la prigione, mentre in 118 casi si è proceduto all'allontanamento dell'abitazione. E questo dato, in particolare, è quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: erano 60.

Salgono anche i numeri degli arresti in flagranza: 76 per maltrattamenti, 71 per violenza e 46 per stalking.

Sono in calo, invece, le violenze sessuali: 633 procedimenti contro i 799 del periodo precedente. Tra queste, 553 sono violenze semplici o aggravate, 59 i casi di atti sessuali con minori e 10 quelli di corruzione di minore. A tutto ciò vanno aggiunti i casi di adescamenti di minore: 633. Un dato preoccupante è quello riferito alle audizioni protette di chi ancora non ha 18 anni: 230, tra cui moltissimi bambini, vittime di violenza. Va detto che nel pool c'è un sottogruppo di tre magistrati che si occupano solo di pedofilia.

Fanno registrare il segno positivo anche i casi di stalking (1360 fascicoli contro i 1263 dell'anno passato) e di maltrattamenti in famiglia (1522 a fronte dei 1337 del periodo precedente). Lieve flessione, invece, dei femminicidi: 4 quelli consumati e 7 i tentati. L'anno scorso erano stati 5 quelli consumati e 2 i tentati.
Infine i bambini contesi, spesso da mamma e papà: 254 i casi di sottrazione di minore agli atti della procura di Roma.

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VIDEO – Tre presunti rapinatori arrestati dalla Polizia di Stato

ROMA. FINTI GIOCATORI DI SLOT-MACHINE MA VERI RAPINATORI. 3 ROMANI, 2 UOMINI ED UNA DONNA, ARRESTATI DALLA POLIZIA DI STATO.

L’espandersi dell’uso del denaro virtuale e la conseguente assenza di  contante , costringe ladri e rapinatori ad inventare sempre nuovi escamotage per trarre  benefici dai loro reati. Proprio per questo il terzetto, fermato dalla Polizia di Stato nel quadrante nord della capitale, usava le sale slot a mo’ di bancomat: fingendosi giocatori, entravano nella sala più vicina ed usando le carte di credito ed i documenti appena rapinati, prendevano un ticket ma, dopo aver fatto una piccola giocata, tornavano alla cassa e con la scusa di una giornata sfortuna, restituivano il ticket chiedendo però indietro denaro contante.
Il sistema non è sfuggito agli agenti del commissariato Ponte Milvio che indagavano su  3 rapine, tutte commesse in orario notturno ai danni di giovani donne. Sempre lo stesso  schema: due uomini ed una donna, cercavano le vittime nelle vie del Fleming, le minacciavano con un coltello, si facevano consegnare la borsetta e fuggivano su un’utilitaria celeste.
Determinante per il buon esito dell’indagine la conoscenza dei “pregiudicati di zona” degli investigatori; visionando le registrazioni delle telecamere interne delle sale giochi hanno riconosciuto uno di essi, ovvero F.S., romano di 39 anni.
A fornire un’ulteriore elemento è stata la stessa donna del terzetto; F.A., queste le inziali della 47enne arrestata, che, non paga del bottino di una delle rapine, ha contattato tramite social network la vittima e si è fatta consegnare dalla stessa 30 euro per averle “ritrovato” la borsa.
Nei giorni scorsi, mentre gli agenti erano appostati nelle vicinanze dell’abitazione presso la quale F.S. era agli  arresti domiciliari, hanno bloccato un’utilitaria identica a quella usata per le rapine ed alla guida c’era proprio F.A. che nascondeva ,nell’auto ,lo stesso coltello usato per-minacciare-levittime.
Grazie a questi elementi gli investigatori hanno sottoposto a fermo di P.G. i primi due rapinatori e, dopo averli accompagnati in carcere, hanno proseguito le indagini per arrivare al-complice.
A dare un nome ed un volto all’ultimo rapinatore sono sempre le varie telecamere di sorveglianza che hanno filmato i reati; per B.G., queste le iniziali del 36enne romano, le porte di Regina Coeli si sono aperte grazie ad un’ordinanza del Tribunale di Roma che è stata eseguita dagli stessi investigatori del commissariato Ponte Milvio.
I 3, in concorso fra loro, dovranno ora rispondere di una lunga serie di reati che vanno dalla rapina, all’utilizzo fraudolento delle carte di credito e, per il solo F.S. , evasione, avendo compiuto le rapine mentre era detenuto agli arresti domiciliari.
 
Roma,14-ottobre-2017.

 

 

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VIDEO – Arrestato presunto rapinatore seriale

ROMA. TRE RAPINE IN UN’ORA. ARRESTATO DALLA POLIZIA DI STATO RAPINATORE SERIALE.

Un romano di 42 anni, armato di coltello da cucina, ha compiuto nel pomeriggio di ieri e, in un lasso di tempo brevissimo (poco più di un’ora), tre rapine, facendosi consegnare l’incasso della giornata. Obiettivo: due farmacie e un esercizio commerciale, nella zona tra Casal Selce e Boccea.

Le pattuglie della Polizia di Stato, che controllavano il quartiere, hanno ricevuto la prima segnalazione, ed in pochi secondi si sono portate all’indirizzo della parafarmacia. La titolare ha fornito ai poliziotti un dettagliato “identikit”, raccontando che, il rapinatore l’aveva minacciata con un grosso coltello, e si era fatto consegnare 240euro, prima di dileguarsi . 

Stessa segnalazione di rapina subito dopo, e anche qui, nell’immediato, sono intervenute le pattuglie, presso una farmacia in zona Casalotti.

Il racconto fornito dal titolare è stato praticamente identico ed anche la descrizione fisica  dell’uomo è risultata la stessa.

La terza segnalazione è giunta immediatamente dopo, sempre una rapina, questa volta, ai  danni di un negozio in via dell’Acquafredda.

Il modus operandi è stato sempre lo stesso: il rapinatore “seriale” è entrato all’interno degli esercizi commerciali, ha minacciato i titolari e rapinato l’incasso.

Il tutto in un brevissimo lasso di tempo, dopodiché ha fatto perdere le sue tracce.

Con gli elementi a disposizione, le pattuglie del Reparto Volanti e del commissariato Aurelio, si sono messe al lavoro e, dopo qualche battuta in zona hanno individuato il malvivente.

B.C., romano 42enne, è stato intercettato a bordo della sua vettura e alla vista degli agenti ha tentato di disfarsi del coltello, gettandolo dal finestrino. 

I poliziotti lo hanno prontamente bloccato e recuperato l’arma.

Dalla perquisizione è stata recuperata la somma di 3218 euro, provento delle rapine, poco prima portate a segno.

Condotto presso gli uffici di Polizia per gli atti di rito, dovrà rispondere del reato di rapina aggravata e continua.

 

Roma, 13 ottobre 2017.

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Roma, grosso incendio al Fleming, a fuoco una palestra: paura tra i residenti

 

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Veronica Cursi) – Paura questa mattina al Fleming, quartiere a nord di Roma. Un grosso incendio è divampato accanto ad un benzinaio. Il fumo e le fiamme altissime sono state viste dai palazzi vicini. Sono stati proprio alcuni residenti a chiamare i vigili del fuoco. Il rogo è scoppiato alle 7 in una palestra, la Fleming Fitness, su via Flaminia Vecchia che, fortunatamente, era chiusa al momento dell'incendio. Le fiamme si sono propagate in pochissimi minuti. Distrutto il terrazzo della piccola palazzina di due piani. 

 

Il rogo era ben visibile anche da Corso Francia. Traffico in tilt nelle vie circostanti. Sul posto le squadre dei vigili del fuoco con due autobotti e il carro autoprotettori che hanno domato le fiamme. Ancora da capire le cause che hanno provocato il rogo.

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VIDEO – Parco Rabin, Parioli

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VIDEO – Due coniugi arrestati a Zagarolo

ROMA. LA POLIZIA DI STATO ESEGUE DUE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE: A FINIRE AI DOMICILIARI DUE CONIUGI DI 27 E 29 ANNI .   

Avevano commesso un furto del valore di circa 15.000 euro, in una gioielleria a San Giovanni, nel mese di marzo .

Un metodo collaudato quello escogitato dai due coniugi .

Fingendosi clienti, entravano nei negozi, poi, con destrezza si impossessavano dei preziosi, messi a disposizione del incauto gioielliere di turno, allettato da una potenziale vendita .

Fatale per i due malviventi, proprio, l’ultimo furto, quello commesso nella gioielleria di San Giovanni, dove  le immagini delle telecamere, hanno permesso agli investigatori del commissariato Vescovio di stringere il cerchio intorno ai due malviventi, L.S. e C.G., già conosciuti alle forze dell’ordine per furti analoghi  .

La gravità degli indizi insieme alla recidiva specifica a loro carico hanno indotto il giudice delle indagini preliminari ad accogliere la richiesta, di custodia cautelare in regime di detenzione domiciliare, formulata dal pubblico ministero .

I coniugi, all’interno della loro abitazione a Zagarolo, sono stati raggiunti quindi dai due provvedimenti restrittivi, notificati dagli agenti del commissariato vescovio .

 

Roma, 12 ottobre 2017

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Roma, sposini si fingevano clienti e derubavano le gioiellerie: presi i Bonnie e Clyde di Zagarolo

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Due sposini si fingevano clienti, entravano nelle gioiellerie, poi con destrezza si impossessavano dei prezioni mostrati loro dall'incauto negoziante di turno, allettato da una possibile vendita. L'ultimo furto, del valore di circa 15.000 euro, l'avevano messo a segno in una gioielleria a San Giovanni, nel mese di marzo. Un metodo collaudato quello escogitato da due giovani coniugi di Zagarolo, arrestati dalla polizia.

Fatale per i due malviventi, proprio, l'ultimo colpo, a San Giovanni, dove le immagini delle telecamere, hanno permesso agli investigatori del commissariato Vescovio di stringere il cerchio intorno ai due malviventi, L.S. e C.G. di 27 e 29 anni, già conosciuti alle forze dell'ordine per furti analoghi. La gravità degli indizi insieme alla recidiva specifica a loro carico hanno indotto il giudice delle indagini preliminari ad accogliere la richiesta, di custodia cautelare in regime di detenzione domiciliare, formulata dal pubblico ministero. I coniugi, all'interno della loro abitazione a Zagarolo, sono stati raggiunti quindi dai due provvedimenti restrittivi, notificati dagli agenti del commissariato Vescovio.

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Roma, la città degli scempi edilizi. “Dalla terrazza alla villa ecco i nuovi seimila abusi”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo e Giuseppe Scarpa) – C'È la finestra aperta senza alcun preavviso, lì dove non era prevista. Ecco il balcone chiuso e riadattato a stanza. Ma anche la villa costruita in un'area vincolata, sottoposta a tutela dal Mibacat. Ancora, centinaia e centinaia di case che hanno visto crescere a dismisura la propria volumetria da un giorno all'altro. Oppure hanno cambiato destinazione: l'appartamento diventa un piccolo Bed & Breakfast, può capitare di trovarsi di fronte a un garage trasformato in un negozio. O, come succede nel quartiere Africano, in un'abitazione con accesso diretto dal marciapiede. Quel che più impressiona, però, sono i dati che rimbalzano tra l'assessorato e il dipartimento all'Urbanistica: dal 2011 a oggi sono stati scoperti 6.112 nuovi abusi.

I più vecchi risalgono agli anni '80. Minano anche l'Appia antica, polmone verde del quadrante Sud della capitale. Lungo la Regina viarum si concentra infatti più del 10 per cento degli scempi. Sono oltre 620 e per un terzo – lo dicono gli uffici del Comune – vanno demoliti. Oppure, in alternativa, acquisiti al patrimonio capitolino.

I nuovi dati si inseriscono nel trend registrato dalla procura. I numeri raccolti da Roberto Cucchiari, il pubblico ministero che guida il pool specializzato in abusi edilizi, fotografano una capitale in ginocchio.
Roma, nel 2016, ha registrato un aumento del 40 per cento del mattone selvaggio. L'unica possibile spiegazione, secondo il magistrato, può essere "il leggero miglioramento della congiuntura economica".
Un fattore che, però, da solo non basta a spiegare il boom di inchieste a piazzale Clodio. Dal primo luglio 2015 al 30 giugno 2016 sono stati aperti 1.586 nuovi fascicoli. L'anno precedente erano 1.172. Un incremento che costringe gli inquirenti a lavorare senza un attimo di sosta: il reato di abuso edilizio si prescrive in cinque anni e, nonostante il tribunale di Roma gli abbia ormai dedicato una corsia preferenziale, sono molto pochi i casi che arrivano in Cassazione.

Se il 2016 è stato un anno nero, il 2017 non sembra offrire niente di buono. Cucchiari è certo che l'anno in corso farà registrare una nuova impennata di abusi edilizi: "Dai fascicoli vistati in questi primi mesi posso ipotizzare che ci sarà un ulteriore incremento".

Piccoli interventi fuori legge e scempi macroscopici. Uno degli ultimi scoperti dalla procura si può ammirare direttamente dal Campidoglio. Di fronte a Palazzo Senatorio, in cima all'antico palazzo al civico 1 di piazza dell'Aracoeli, è infatti cresciuta indisturbata una veranda tanto panoramica quanto abusiva. Quasi ottanta metri quadri di vista mozzafiato. Ma, secondo i pm, non un centimetro sarebbe in regola.
Così, nel registro degli indagati, sono stati iscritti i proprietari degli ultimi due piani dello stabile, l'82enne Gianfranco Luppi e il figlio Oscar, 55 anni.

Un capitolo a parte va dedicato alla questione delle mansarde, per cui invece vige un ordinamento a parte. Nel Lazio, per legge, il sottotetto è libero da ormai otto anni. Una sanatoria made in Pisana permette ai proprietari di trasformali in abitazione, pagando semplicemente gli oneri di concessione edilizia. Senza finire nel mirino del Comune di residenza, senza il rischio di vedersi recapitare una determinazione dirigenziale di demolizione.

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Roma, «Pagate o non me ne vado», ospite di una coppia di anziani chiede 10mila euro per lasciare la casa: arrestato

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Ospite da cinque anni nell'abitazione di due anziani coniugi, ha tentato di estorcergli 10mila euro per liberare la stanza: un romeno di 65 anni, incensurato, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia Roma con l'accusa di estorsione. L'uomo era ospite in casa delle vittime da circa cinque anni: da qualche tempo però, secondo la ricostruzione dei carabinieri, l'uomo aveva iniziato ad abusare di alcolici. E, probabilmente a causa di ciò, aveva assunto atteggiamenti violenti nei confronti degli anziani che, dopo alcuni episodi preoccupanti, hanno deciso di chiedergli di lasciare la loro casa.

Il 65enne non solo si è rifiutato di allontanarsi dall'abitazione, ma con toni violenti e minacciosi, ha preteso dai padroni di casa ingenti somme di denaro, fino ad arrivare alla richiesta di 10.000 euro, quale «buona uscita». La coppia ha, quindi, deciso di chiedere aiuto ai carabinieri che hanno arrestato il romeno. L'uomo è stato portato nel carcere di Regina Coeli dove rimane in attesa di essere processato.