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Maltrattamenti in famiglia: 43enne arrestato a Segni

Maltrattamenti in famiglia continuati e lesioni personali aggravate, nei confronti dei genitori: 43enne di Segni in manette, arrestato dai Carabinieri della Stazione locale. I genitori hanno denunciato che il figlio, già da qualche anno, metteva in atto sistematici atteggiamenti offensivi, violenti e minacciosi nei confronti dei genitori e talvolta anche della sorella, consistiti nel rivolgere frasi ingiuriose e nell’aggredirli fisicamente procurando loro lesioni, con prognosi fino a 25 giorni.

Maltrattamenti sempre più frequenti

Tali comportamenti, assunti con sempre maggiore frequenza, talvolta sfociati anche in atteggiamenti intimidatori con conseguente danneggiamento di arredi e suppellettili dell’abitazione, erano dovuti a risentimenti, maturati dal 43enne nei confronti dei genitori, per un asserito trattamento disparitario rispetto alla sorella. Nei giorni scorsi, dopo l’ennesimo episodio, i genitori esasperati dal comportamento del figlio hanno richiesto aiuto al numero di emergenza 112. I Carabinieri hanno raccolto la denuncia informando tempestivamente la Procura della Repubblica di Velletri. Dopo pochi giorni, il G.I.P. del Tribunale di Velletri, ha emesso l’ordinanza che dispone la misura cautelare personale in carcere nei confronti del 43enne.

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Pluripregiudicato di 61 anni in manette all’ufficio postale di via Anastasio II

Pluripregiudicato di 61 anni tratto in arresto, presso l’ufficio postale di via Anastasio II, precedentemente segnalato alla Polizia Postale dall’Ufficio Fraud Management di Poste Italiane, poiché intento ad effettuare operazioni sospette. L’uomo, in compagnia di un altro soggetto e travestito con abito talare, si trovava in quell’ufficio postale per richiedere un finanziamento bancoposta esibendo una patente di guida precedentemente sottratta ad un alto prelato dello Stato del Vaticano.

Pluripregiudicato bloccato dagli investigatori della Polizia Postale

Lo stesso veniva bloccato grazie al rapido intervento degli investigatori della Polizia Postale che, già da diversi giorni, monitoravano gli uffici postali del quartiere considerati a maggior rischio per la commissione dei reati di truffa. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo in passato aveva inviato il proprio certificato di morte contraffatto alle Procure che lo vedevano imputato per ottenere l’estinzione dei processi, inoltre lo stesso, al momento del controllo, era trovato in possesso anche di una carta d’identità, perfettamente riprodotta, intestata ad un’ignara persona residente nella provincia di Potenza.

Fermato anche l’accompagnatore

L’accompagnatore del finto prelato, indagato per concorso nel reato, è risultato essere un quarantenne già indagato per essersi spacciato come Carabiniere dei NAS durante un controllo delle Forze dell’Ordine. Nell’occasione quest’ultimo aveva esibito un falso distintivo di qualifica unitamente a un passaporto contraffatto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Arresto convalidato con l’applicazione della misura degli arresti domiciliari e l’obbligo del braccialetto elettronico.

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Ricercato dalle autorità slovacche, catturato a Roma dalla Polizia

Ricercato dalle autorità slovacche dallo scorso febbraio di quest’anno, quando è stato emesso nei suoi confronti un mandato di arresto europeo, ai fini della estradizione, per aver ucciso, due anni fa, la sua ex, e catturato dagli agenti della Polizia del Commissariato Viminale. Era il luglio del 2022 quando la donna aveva denunciato alla Polizia slovacca il comportamento ossessivo del suo ex compagno che la ossessionava seguendola ovunque.

Ricercato per omicidio

Qualche giorno dopo, la sera del 15 luglio, l’uomo aveva poi messo a segno la sua azione architettata e crudele. Aveva inseguito la vittima mentre viaggiava, a bordo della propria auto, sulla strada tra i comuni slovacchi di Revuca e Muranska Dlha Luka, e con una serie di manovre pericolose l’aveva investita ripetutamente con la propria macchina. Infine, con l’intenzione di ucciderla, si era schiantato deliberatamente contro il veicolo della donna, immediatamente deceduta sul colpo per sanguinamento a causa delle gravi ferite riportate. Due anni dopo, le Autorità Slovacche hanno condannato il quarantanovenne a 25 anni di reclusione perché indiziato del reato di omicidio.

In manette questa notte

L’uomo è finito in manette questa notte. Ad incastrarlo l’alert “alloggiati” scattato in una struttura ricettiva in via Giovanni Amendola, che ha segnalato alla sala operativa della questura la sua presenza all’interno dell’hotel. L’uomo è stato associato alla casa circondariale di Regina Coeli, dove resterà a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa dell’estradizione.

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Pusher 36enne arrestato a Fonte Nuova dai Carabinieri

Pusher 36enne arrestato a Fonte Nuova dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo. L’uomo è gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. La scorsa notte, nell’ambito di un servizio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Monterotondo hanno notato il 36enne che si aggirava, con fare sospetto, a bordo della sua utilitaria, per le vie del comune di Fonte Nuova.

Pusher con 110 dosi di cocaina

Una volta fermato, le motivazioni fornite dall’uomo non hanno convinto i militari che hanno deciso di procedere a una perquisizione, così rinvenendo 110 dosi di cocaina. I successivi approfondimenti, anche presso il luogo di lavoro del 36enne, hanno consentito di trovare ulteriori 620 dosi della medesima sostanza stupefacente, per un peso complessivo di oltre 450 grammi. La droga, immessa sul mercato illegale, avrebbe fruttato un introito di oltre 30.000 Euro. L’uomo, che agli investigatori ha raccontato di avere agito perché gravato da debiti dovuti ad investimenti sbagliati, è stato condotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, così come disposto dalla Procura della Repubblica di Tivoli.

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Furto di superalcolici a Paliano: tre arresti

Furto di superalcolici: tre arresti dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Colleferro. In manette tre uomini georgiani, un 36enne, un 33enne e 23enne, gravemente indiziati di ricettazione e furto aggravato all’interno di supermercati della provincia di Roma e Frosinone.

Furto di quattro bottiglie

I tre cittadini georgiani sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, di aver perpetrato, ieri pomeriggio, il furto all’interno di un supermercato di Paliano di 4 bottiglie di superalcolici, dal valore di 70 euro, e, dopo essere stati scoperti, si sono poi dileguati in direzione di Colleferro; nel frattempo la Centrale Operativa dei Carabinieri di Anagni, allertata dal titolare dell’attività, ha diramato le ricerche dell’autovettura, una Opel Corsa di colore grigio, che è stata immediatamente intercettata dai militari del Radiomobile di Colleferro che, dopo un breve inseguimento terminato sull’autostrada A/1 Roma-Napoli, l’hanno bloccata, identificato gli occupanti, tutti e tre cittadini georgiani provenienti dalla provincia di Napoli.

Perquisizione fruttuosa

La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire ulteriori 53 bottiglie di superalcolici, per un valore approssimativo di circa 1200 euro, una piccola tronchese per staccare i dispositivi antitaccheggio e una banconota contraffatta da 50 euro. Il tutto è stato sequestrato e dovrà essere restituito ai titolari dei supermercati che non hanno ancora formalizzato denuncia. Stando alle prime attività investigative i tre sono gravemente indiziati di aver commesso altri furti analoghi in numerosi supermercati della provincia di Frosinone e Roma, e in alcuni casi sono stati scoperti e hanno desistito dalla loro azione. Per i tre si sono aperte le porte del carcere di Velletri: dovranno difendersi dall’accusa di ricettazione e furto aggravato, nonché detenzione di banconota contraffatta.

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46enne romano arrestato a Pomezia per non aver prestato dovute cure alla nonna

46enne romano arrestato da Carabinieri di Pomezia per non aver prestato le dovute cure alla nonna, 90enne convivente. I medici della clinica Sant’Anna di Pomezia hanno allertato i Carabinieri poiché avevano preso in carico l’anziana signora giunta in pronto soccorso in ambulanza in condizioni igienico sanitarie particolarmente gravi. I militari si sono quindi recati presso l’abitazione della donna ed a seguito degli accertamenti del caso hanno appurato come la donna vivesse in condizioni di degrado estremo. D’intesa con la Procura della Repubblica di Velletri, il nipote della donna è stato arrestato perché gravemente indiziato del reato di abbandono di persona incapace ed è stato ristretto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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Inseguimento con arresto nel centro di Cerveteri

Inseguimento con arresto nel centro di Cerveteri: in manette un 20enne italiano senza patente, con precedenti, gravemente indiziato del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Nel dettaglio, durante un servizio di pattuglia, i Carabinieri hanno notato un’utilitaria con la targa montata al contrario.

Inseguimento durato oltre 8 km

Il conducente, nonostante l’alt intimato dai militari, ha proseguito la marcia a forte velocità, dando così inizio ad un lungo inseguimento durato per oltre 8 chilometri nel pieno centro cittadino. Nel corso della fuga, l’uomo ha eseguito manovre estremamente pericolose, anche nei pressi di alcuni istituti scolastici della zona, mettendo a rischio, tra l’altro, la sicurezza degli studenti negli orari di uscita. L’inseguimento si è concluso solo in via dell’Infernaccio, dove i militari sono riusciti ad interporsi al veicolo e a fermare definitivamente l’uomo.

20enne senza patente di guida

Da un controllo più approfondito è emerso che il 20enne non ha mai conseguito la patente di guida, inoltre, è stato anche sanzionato per delle violazioni al codice della strada con una multa complessiva di circa duemila euro. Raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indiziato, i Carabinieri lo hanno arrestato e accompagnato presso le aule dibattimentali del Tribunale di Civitavecchia che ha convalidato l’arresto e disposto per lui la misura degli arresti domiciliari.

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Finge di essere un dipendente di un hotel per un furto: finisce in manette

Finge di essere un dipendente di un hotel, ma finisce in manette. Un 29enne questa mattina si è intrufolato nella stanza di un hotel di Tivoli fingendosi un dipendente e ha aggredito un ospite dopo averlo ingannato segnalandogli la presenza di alcuni rapinatori. L’uomo è stato arrestato dagli agenti della polizia di stato del commissariato Tivoli–Guidonia, che lo hanno intercettato poco dopo, mentre cercava di scappare con un televisore. Erano circa le 7 di questa mattina quando è giunta all’112 la segnalazione di una rapina avvenuta all’interno di un hotel.

Ospite dell’hotel aggredito

Un ospite era stato aggredito nella sua stanza da un giovane che, dopo aver bussato con insistenza alla porta, si era intrufolato con l’inganno fingendo di essere un dipendente dell’hotel che voleva avvisarli della presenza di rapinatori. A quel punto lo aveva aggredito per poi darsi alla fuga. Quando i poliziotti intervenuti sul posto lo hanno intercettato per strada, l’uomo stava scappando di corsa con un televisore tra le braccia. Non appena gli agenti lo hanno bloccato, anche di fronte al loro alt, li ha aggrediti verbalmente dichiarando loro, peraltro, delle false generalità, presentandosi come un noto conduttore televisivo.

Con il televisore rubato

Al momento del controllo, il ventinovenne portava con sé un televisore che, come emerso dal successivo sopralluogo eseguito dagli uomini della polizia scientifica, aveva rubato in un’altra stanza non occupata da ospiti. Tradotto presso gli uffici del commissariato per gli atti di rito, l’uomo è stato arrestato. Nei suoi confronti, il PM di turno della Procura presso il Tribunale di Tivoli ha disposto la traduzione presso il Carcere romano di Rebibbia per la successiva richiesta di convalida e applicazione di misura cautelare.

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Sequestro sventato in via delle Palme dalla polizia

Sequestro sventato in via delle Palme. Erano circa le 4 del mattino quando gli agenti della polizia del V Distretto Prestino e del commissariato Torpignattara sono stati inviati dalla sala operativa della questura in viale Palmiro Togliatti, indicata dalla madre della vittima come luogo del riscatto. Ai poliziotti degli equipaggi intervenuti sono bastati pochi minuti per intercettare il giovane che provava a divincolarsi dalla presa del suo aggressore che, stringendolo a sé, lo stava trascinando in direzione di un parco vicino.

L’inizio del sequestro

Tutto ha avuto inizio quando la vittima, un giovane tossicodipendente, si era recata nella piazza del Quarticciolo a comprare per sé una dose di cocaina. Stando al suo racconto, dopo aver preso e pagato la droga, sarebbe stato avvicinato da due uomini che, minacciandolo con una bottiglia rotta, lo avrebbero condotto in una zona buia del vicino parco. Lì, dopo averlo malmenato e rapinato della giacca, dell’orologio e del cellulare, i due aggressori, non contenti del “bottino”, lo avrebbero bloccato e obbligato a telefonare alla madre per farsi portare soldi e carte di credito a titolo di riscatto.

Chiamata all’112 della madre

La donna, però, fingendo di cedere alla richiesta estorsiva, non ha esitato un attimo e ha allertato l’112. Ai poliziotti del V Distretto Prenestino e del commissariato Torpignattara sono bastati pochi minuti per intercettare la vittima, corrispondente alle descrizioni fornite dalla madre, in via delle Palme. All’arrivo della polizia, mentre uno dei due aggressori è fuggito nella direzione opposta, l’altro, noncurante della presenza degli agenti, ha raccolto da terra una spranga e si è scagliato contro i poliziotti nel tentativo di colpirli.

Aggressore bloccato

Con non poca difficoltà ed utilizzando lo spray in dotazione, gli agenti sono però riusciti a bloccare l’aggressore, un 24enne originario del Marocco, e al contempo a liberare la vittima. Tradotto negli uffici di polizia per gli accertamenti di rito, l’uomo è finito in manette, gravemente indiziato dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione e resistenza a Pubblico Ufficiale. La Procura di Roma ha chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le Indagini Preliminari, la convalida dell’arresto e l’adozione di una misura cautelare che gli impone la permanenza nel carcere romano di Regina Coeli.

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Pusher minorenni sorpresi dai Carabinieri nella provincia romana

Pusher minorenni sorpresi dai Carabinieri che hanno svolto un mirato servizio di contrasto al fenomeno dell’uso e spaccio di sostanze stupefacenti tra i minori all’esterno degli istituti scolastici nel territorio di competenza. Nel corso delle attività i militari hanno denunciato due minori, rispettivamente di 15 e 16 anni, poiché gravemente indiziati di detenere sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Primo giovane pusher scovato a Palombara Sabina

In particolare, i Carabinieri della Sezione Radiomobile hanno sorpreso all’esterno di un istituto di istruzione secondaria di secondo grado nel comune di Palombara Sabina un ragazzo, di 16 anni, che, nei pressi della scuola è stato trovato in possesso di circa 70 g di hashish, suddiviso in più pezzi, nonché materiale per il confezionamento delle dosi. Il giovane agli investigatori ha raccontato di essere dispiaciuto per l’accaduto, giustificando le sue azioni con le difficoltà economiche che stava attraversando il suo nucleo familiare, attesa la perdita del lavoro da parte del padre. Il ragazzo, all’insaputa dei genitori, aveva intrapreso l’illecita attività, credendo, in tal modo, di poter dare un aiuto economico alla famiglia.

15enne fermato a Montelibretti

Poco dopo, i Carabinieri della Stazione di Montelibretti, invece, nei pressi di altro istituto scolastico, hanno sorpreso un 15enne che nascondeva nello zaino 25 g di hashish, suddiviso in più dosi, nonché materiale utile allo smercio della sostanza. Entrambi i giovani sono stati denunciati alla Procura della Repubblica dei Minori di Roma e riaffidati ai genitori.

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