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Cultura

Pharmakon curatela femminile e Generazione Z

Pharmakon curatela interamente femminile e Generazione Z per una staffetta di appuntamenti di arte contemporanea per scandagliare l’interiorità dei nuovi millennials in un percorso a tappe e in dialogo con la città. Il progetto d’arte che porta all’attenzione del grande pubblico opere e progetti di giovani artisti con l’intenzione di mostrare ed esprimere, attraverso diverse forme artistiche, le proprie solitudini, per inaugurare un nuovo rapporto con la comunità. La prima tappa espositiva sarà ospitata alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale fino al 5 giugno.

Pharmakon curato dall’Associazione Gandhara, vincitore del bando VitaminaG

Pharmakon è curato dall’Associazione Gandhara, vincitore del bando VitaminaG nell’ambito del programma GenerAzioniGiovani.it, e finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio con il sostegno del Dipartimento per la Gioventù, promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il progetto Pharmakon ha come obiettivo la riconnessione delle giovani voci artistiche con il territorio e le istituzioni culturali e museali della capitale, oltre che dare la possibilità ai talenti emergenti di poter esprimere il loro sentire artistico in relazione alla società contemporanea.

Sentire generazionale

Un sentire generazionale, spesso malinconico, confuso, perso di vista nei meandri della coscienza singola o nella frenesia della società di massa. In greco pharmakon (φάρμακον) viene inteso come farmaco utile o nocivo, veleno, cura, espediente, una via di fuga dalla realtà per le nuove generazioni che in questo modo cercano riparo dalle frustrazioni e dai disagi che la società contemporanea produce in loro. Secondo un pensiero baudelairiano, l’artista, in questa realtà distopica, innescandosi nel preciso punto di convergenza di un proprio sentire utile ma contemporaneamente anche nocivo, come un pharmakon, trasforma un malessere sterile in malessere espressivo, fecondo, liberatorio, motore di creatività e di pensiero. Seguiranno altre tappe espositive presso il Museo delle Mura dal 22 settembre al 3 novembre.

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Cultura

“Mondi” al Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri

“Mondi” è un progetto appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma, nel ventennale della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea. Esso vive nobilmente sulle arti che riprogrammano il mondo, si campiona ad essere uno spettacolare archivio decentralizzato ove le diverse discipline si nutrono di arte-mondo, mira a rappresentare come si abita la cultura globale, ovvero l’altramodernità, che altro non è che una sorta di costellazione, una specie di arcipelago di singoli mondi e singoli artisti le cui isole interconnesse non costituiscono un continente unico di pensiero, ma anche lo specchio di un’arte postproduttiva e frontaliera.

Mondi è un progetto ideato dal Prof. Carlo Franza

È con questo progetto, dal 18 maggio con Giorgio Bevignani, ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, intellettuale di piano internazionale, che si vuole indicare e sorreggere un’Europa Creativa Festival e, dunque, protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell’eterno. Il terzo millennio che fa vivere i processi creativi nel clima di abitare stili e forme storicizzate, perché il futuro è ora, fra rappresentazioni e interpretazioni, ci porta a cogliere il nuovo destino della bellezza.

Arte apre finestre sul mondo

Con l’arte vogliamo aprire finestre sul mondo, con l’arte vogliamo aprire stagioni eroiche, con l’arte vogliamo inaugurare una nuova civiltà. Con “Mondi” (2020-2021-2022) si porgono dodici mostre personali di dodici artisti contemporanei, taluni di chiara fama. Questa mostra dal titolo “Particolare / Universale” è la settima del percorso, ed è già una novità in quanto si veicolano a Roma nomi dell’arte contemporanea di significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti più intriganti del fare arte nel terzo millennio.

Esposizione “Particolare/Universale”

L’esposizione curata dall’illustre Storico dell’Arte Contemporanea di fama internazionale, Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo dal titolo “Particolare / Universale”, riunisce una serie di opere dell’artista Giorgio Bevignani, già apparso agli occhi della critica italiana e internazionale come una figura delle più interessanti e propositive dell’arte contemporanea, e ricordato come chiaro e significante interprete.

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Almanacco. 30 aprile 1989 muore a Roma il regista Sergio Leone

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 30 aprile 1989.

Il regista Sergio Leone muore a Roma dove era nato nel 1929.

È stato uno dei più importanti registi della storia del cinema, particolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-western.

Diceva: “Il cinema dev’essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito”.

IL RE DEGLI SPAGHETTI WESTERN

Leone è considerato uno dei più importanti registi della storia del cinema, nonostante abbia diretto pochi film nella sua carriera:

la sua regia innovativa, ricca di originalità e stile, ha fatto scuola ed ha contribuito alla rinascita del western negli anni sessanta,

grazie a film come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo (che formano la cosiddetta trilogia del dollaro), C’era una volta il West e Giù la testa, ai quali si affianca C’era una volta in America, un gangster-movie, che vanno a formare la cosiddetta “trilogia del tempo”.

L’ASSEDIO DI LENINGRADO

Quando morì per un attacco di cuore, il regista era al lavoro su un progetto che avrebbe dovuto riguardare l’epico Assedio di Leningrado durante la Seconda guerra mondiale.

Il film avrebbe dovuto raccontare oltre che le pagine più drammatiche della guerra in Russia, una storia d’amore tra un giornalista americano e una ragazza russa, in un ideale messaggio di pace fra le due superpotenze.

L’URSS di Gorbaciov, in piena perestrojka, aveva già concesso alla casa di produzione del regista un’autorizzazione di massima per le riprese sul suolo sovietico ma la morte di Leone fece sfumare tutto.

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ARF! Il Festival del Fumetto torna dal 13 al 15 maggio

ARF! Il Festival del Fumetto di Roma torna alla Città dell’Altra Economia a Testaccio, dal 13 al 15 maggio 2022. Nell’intensa tre giorni, tanti i grandi nomi del mondo del Fumetto italiano e internazionale come che sarà possibile incontrare come Silvia Ziche, Silver, Horacio Altuna (protagonisti delle tre Lectio Magistralis), Paco Roca, Pera Toons, Fumettibrutti, Samuel Spano, Werther Dell’Edera, Giacomo Bevilacqua, LRNZ, Zuzu, Kalina Muhova, Enrique Breccia, Otto Schmidt e tanti altri.

Sei le mostre di ARF!

Sei le mostre esclusive: Icone di Carmine Di Giandomenico, un gigante del panorama fumettistico mondiale, che firma il manifesto di questa “Edizione Anno VIII. Le case di carta, la grande mostra inedita che ripercorre l’intero percorso artistico di Paco Roca considerato all’unanimità da critica e pubblico “il maggior esponente del fumetto spagnolo contemporaneo”, prodotta in collaborazione con l’Istituto Cervantes di Roma e la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. 30 anni di COMIX, una pietra miliare del Fumetto italiano, con i disegni, le parole, i segni & disegni di Bonvi, Silver, Magnus, Jacovitti, Cinzia Leone, Disegni & Caviglia, Silvia Ziche; YY·BB. Yi Yang – Benxi /Bologna.

Manga dal gusto europeo di Yi Ying

L’esposizione di Yi Yang, la giovanissima ma già affermatissima autrice che, grazie ad un personalissimo stile di disegno che miscela la tradizione del manga al gusto europeo, sta conquistando il Fumetto italiano con opere come Easy Breezy o il Dylan Dog Color Fest. Inoltre la consueta mostra del vincitore del Premio Bartoli, quest’anno a nome di Lorenzo Mò, e quella della Self ARF! con le opere visionarie di Davide Bart. Salvemini e il suo coloratissimo universo creativo. Tra le sezioni del Festival, come sempre l’area dedicata alle opportunità professionali – la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività.

Per i più piccoli ARF! Kids

Per i più piccoli non mancherà ovviamente la ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti. La Self ARF! 2022, l’area indipendente e come sempre ad accesso gratuito, che presenterà le migliori 30 realtà dell’autoproduzione e della microeditoria del Fumetto italiano, quest’anno si presenterà in una veste rinnovata grazie all’esclusivo allestimento posto nella centrale “piazza” del Campo Boario.

Sinonimo di solidarietà

Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi, Dynamo Camp, Amnesty International, Unchr e Mediterranea, quest’anno il partner solidale del Festival sarà l’Associazione antimafie daSud che insieme al collettivo Magville presenta un programma denso di attività tra cui il panel L’educazione come strumento per combattere disuguaglianze e conflitti, violenza di genere, marginalità sociali e territoriali che vedrà protagonisti il rapper Kento, la scrittrice vincitrice del Premio Campiello 2021 Giulia Caminito, il fumettista Lelio Bonaccorso e la fumettista Takoua Ben Mohamed, eletta lo scorso dicembre “Donna dell’anno 2021” da D – La Repubblica delle Donne.

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Almanacco. 28 aprile 1937 inaugurati gli studi di Cinecittà

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 28 aprile 1937:

Inaugurati gli studi di Cinecittà.

Da strumento di propaganda e di “distrazione di massa” nato negli anni bui del regime, Cinecittà diventa in poco tempo la grande fabbrica di sogni made in Italy, capace di tenere testa ai mitici studios hollywoodiani.

Oggi, oltre ad essere la più grande città del cinema in Europa, è la memoria storica di quasi ottant’anni di settima arte.

IL CINEMA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA

Dall’inizio degli anni Trenta, il regime fascista intuisce le potenzialità del cinema come strumento di propaganda e adotta una serie di provvedimenti,

che hanno l’effetto da un lato di scoraggiare le importazioni di film stranieri, dall’altro di alimentare una produzione locale.

Il prodotto finale di questa strategia è la cosiddetta Legge Alfieri del 1939, che istituisce l’Ente Nazionale Industrie Cinematografiche (ENIC).

Nel frattempo, la fine dei vecchi studi Cines nel 1935,

distrutti da un incendio, crea le condizioni per la costruzione di un nuovo e più vasto complesso, rispondente alle ambizioni “imperiali” dell’Italia mussoliniana.

La zona in questione viene individuata in un terreno

di 500mila metri quadrati, lungo la via Tuscolana, a 9 chilometri dal centro di Roma.

Del progetto vengono incaricati l’architetto Gino Peressutti e l’ingegnere Carlo Roncoroni.

INAUGURATI IL 28 APRILE 1937

Partiti a gennaio del 1936, i lavori vengono ultimati in appena 15 mesi.

Il 28 aprile del 1937 è il giorno dell’inaugurazione e a presiederla è Benito Mussolini.

Il complesso che si trova davanti è qualcosa di completamente inedito in Europa e potrebbe fare invidia agli Americani:

73 edifici , 40mila mq di strade e piazze, tre piscine per le riprese sott’acqua, 35mila mq di giardini, 900 dipendenti fissi.

Una vera “città del cinema”, di nome e di fatto, dove trovano spazio l’Istituto Luce e il Centro Sperimentale di Cinematografia.

PRIMO FILM SCIPIONE L’AFRICANO

Prima pellicola ad uscire dai nuovi studios è Scipione l’Africano (1937) di Carmine Gallone.

La censura fascista non consente grande libertà di generi, per cui prevale in questa prima fase un cinema d’evasione,

fatto di sentimenti passionali e di uomini forti e risoluti come Amedeo Nazzari e Massimo Girotti.

Il periodo d’oro per Cinecittà arriva negli anni Cinquanta con il filone peplum (termine che nell’antica Grecia indicava la tipica tunica femminile),

ossia dei “film storici in costume” , che trovano qui la location ideale: da Quo vadis? a Ben Hur, passando per Gli ultimi giorni di Pompei.

Negli stessi anni escono i primi capolavori firmati da Visconti, De Sica e Fellini, destinati a fare scuola nei decenni a venire.

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Palazzo Borghese ospita due nuove mostre

Palazzo Borghese ospita due nuove mostre dedicate alla fotografia: Mare Omnis di Francesco Zizola e Epifanie/03 di LAB/per un laboratorio irregolare a cura di Antonio Biasiucci. La mostra Mare Omnis di Francesco Zizola, visitabile fino al 30 giugno 2022, presenta una raccolta di 22 fotografie di grande formato che sembrano raffigurare delle costellazioni lontanissime, ma che in realtà sono tonnare, ossia reti da pesca inserite nel grande mare Mediterraneo fotografate da un drone.

Reti da pesca fotografate da un drone

Reti che i tonnarotti, coloro che si occupano della mattanza, installano per catturare i tonni nella loro migrazione verso la costa. Nelle fotografie i punti bianchi sono boe e i fili argentati sono le cime che assicurano le parti galleggianti ai fondali. La mostra documenta la vita vissuta in mare attraverso forme di pesca ancora manuali, secondo tradizioni centenarie, indagando il rapporto dell’uomo con la natura e della sua influenza sul mare declinato attraverso un linguaggio visivo articolato e complesso

Anche Epifanie/03 a Palazzo Borghese

Ad affiancare Mare Omnis, il LAB/per un laboratorio irregolare a cura di Antonio Biasiucci torna negli affascinanti spazi della Galleria del Cembalo con la mostra Epifanie/03, la terza edizione del progetto, visitabile fino al 14 maggio 2022. LAB/per un laboratorio irregolare nasce nel 2012 per rispondere all’esigenza di creare un percorso, di circa due anni completamente gratuito, rivolto a giovani artisti a cui trasmettere un metodo costante di approfondimento e critica del proprio lavoro. La mostra Epifanie/03 proporrà circa 80 opere fotografiche realizzate da Paolo Covino, Alessandro Gattuso, Valeria Laureano, Laura Nemes-Jeles, Claire Power, Ilaria Sagaria, Giuseppe Vitale e Tommaso Vitiello. Gli autori della terza edizione del LAB hanno raccontato la propria “epifania” (dal greco επιφάνεια, manifestazione, apparizione), realizzando portfolio fortemente diversi tra loro sia per forme che per contenuti.

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Almanacco. 26 aprile 1977. Muore a Roma Sandro Giovannini

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 26 aprile 1977.

Muore a Roma Sandro Giovannini, scrittore di commedie musicali di successo, divenuto famoso per il lungo sodalizio artistico

con Pietro Garinei, col quale formò il duo Garinei e Giovannini.

Entrambi giornalisti, esordirono nel 1944 con la rivista Cantachiaro numero 1 per Anna Magnani,

dal titolo omonimo del loro giornale satirico e si rivelarono i più validi rappresentanti del teatro leggero italiano del secondo dopoguerra,

passando dal grande spettacolo tradizionale di rivista alla commedia musicale con una lunga serie di lavori che vanno da Gran baldoria (1951) a Rugantino (1962) ad Aggiungi un posto a tavola (1975).

I SUCCESSI CON LA COMMEDIA MUSICALE

Il 1952 fu l’anno della svolta della coppia Garinei e Giovannini, che fiutando i cambiamenti di gusto del pubblico, decisero di optare, primi in Italia, per la commedia musicale, presentando Attanasio cavallo vanesio, in parte ispirati dal modello americano, in parte prendendo spunti dalla rivista.

Una delle opere fondamentali della coppia risultò Buonanotte Bettina (1956), che evidenziò tutte le qualità di Walter Chiari e Delia Scala.

Assieme a loro hanno lavorato grandi interpreti del teatro nazionale

come Totò, Macario, Carlo Dapporto, Alberto Sordi,

Nino Manfredi, Aldo Fabrizi .

SUCCESSI ANCHE IN TELEVISIONE

Hanno inoltre collaborato con il musicista e compositore Gorni Kramer,

che si può considerare il terzo uomo della pregiata ditta.

Tra gli altri compositori che hanno affiancato la coppia, si ricordano Armando Trovajoli, Domenico Modugno e Renato Rascel.

La coppia Garinei e Giovannini produsse ben quarantanove copioni come autori ed allestì ottantacinque tournée inscenate in oltre venti nazioni.

Non trascurabile anche la loro attività televisiva, dopo la trasmissione d’esordio Duecento al secondo il successo fu raggiunto con la fortunatissima trasmissione Il Musichiere, presentata da Mario Riva.

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Almanacco. 23 aprile 1960 muore a Roma il regista Camillo Mastrocinque

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 23 aprile 1960, muore a Roma Camillo Mastrocinque.

E’ stato un regista, sceneggiatore, attore, montatore, scenografo.

Nella sua carriera diresse molti dei numerosi attori brillanti italiani quali Renato Rascel (Attanasio cavallo vanesio del 1952 e Alvaro piuttosto corsaro del 1953);

TANTI I FILM CON TOTO’

Totò (Siamo uomini o caporali? del 1955, Totò all’inferno dello stesso anno, Totò, Peppino e la… malafemmina del 1956, Totò lascia o raddoppia? del 1958 e Totòtruffa 62 del 1961); Vittorio De Sica (Totò, Vittorio e la dottoressa del 1957)

e (Vacanze d’inverno del 1959 interpretato anche da Alberto Sordi); Nino Manfredi e Ugo Tognazzi (I motorizzati del 1962) ed infine Walter Chiari (Quel fantasma di mio marito del 1950 e La più bella coppia del mondo del 1968).

SI FIRMAVA MASTRO 5

Curiosamente, nei titoli di testa di alcuni film che ha diretto appariva scherzosamente come Camillo Mastro5.(scritto a numero).

Operò anche in televisione realizzando i telefilm Stasera Fernandel del 1964 e Le avventure di Laura Storm dell’anno seguente.

In quattro occasioni fu anche attore, una con lo pseudonimo di Thomas Miller.

È sepolto nel cimitero del Verano sull’altipiano del Pincetto.

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QuinteScienza al Teatro del Lido di Ostia

Torna QuinteScienza al Teatro del Lido di Ostia dal 5 al 31 maggio: quattro fine settimana di teatro e performance, incontri e workshop tra spettacolo, robotica e intelligenza artificiale, per riflettere e giocare insieme sulla scienza e sulla ricerca contemporanea. Le arti performative da un lato mettono in scena una narrazione e dall’altro praticano un’inedita divulgazione scientifica attraverso il mezzo teatrale. Una divulgazione sempre accessibile a tutti: dai bambini agli adulti, passando per gli appassionati e le famiglie. Il tema del 2022 è Connessioni. In questo senso chiude un vero ciclo.

QuinteScienza spinge ora l’occhio oltre l’ostacolo

Dopo aver posto l’attenzione nel 2020 sull’individualità ed averla poi spostata al mondo esterno (e all’immensità della natura) nel 2021, QuinteScienza spinge ora l’occhio oltre l’ostacolo, indagando le possibilità di connessione virtuosa tra esseri umani e macchine, nell’ottica di un progresso ecosostenibile e realmente rispettoso del mondo che viviamo. Dall’Intelligenza Artificiale applicata alla neuro-medicina alle evoluzioni della robotica. La riflessione umana parte da uno scenario contemporaneo che, con i suoi orizzonti, esclude l’uomo. Ma il mezzo, lo spettacolo dal vivo, è arcaico e secolare. Il tutto attraverso cicli di spettacoli, lezioni interattive, incontri presso il Teatro del Lido di Ostia, in via delle Sirene 22, che verranno fruiti in presenza o in streaming, a seconda della contingenza normativa legata all’emergenza Covid.

Tutte le attività gratuite

Le attività sono tutte gratuite. Si parte il 5 Maggio con Io (Sono) Robot di e con Dario Focardi, e si conclude il 31 Maggio con lo spettacolo Le Intelligenze Artificiali al Wellness, ideato e scritto da Giuseppe Nicodemo e diretto da Sabrina Morena con Giuseppe Nicodemo. Quintescienza è un percorso triennale artistico di approfondimento scientifico, realizzato attraverso un linguaggio performativo multi-disciplinare. “Il progetto, promosso da Roma Culture, è vincitore dell’Avviso Pubblico EUREKA! Roma 2020 – 2021 – 2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE”.

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Il 23 aprile torna a Roma la festa di San Jordi, libri e rose

Il 23 aprile, giorno della festa di Sant Jordi (San Giorgio),

la Delegazione in Italia del Governo della Catalogna

ripropone l’iniziativa culturale di promozione della letteratura catalana, sulla scorta di quanto avviene a Barcellona e nel resto della Catalogna.

L’iniziativa, partita da Roma, si allarga quest’anno ad altre dieci città italiane.

GLI ACQUIRENTI AVRANNO IN OMAGGIO UNA ROSA

Grazie alla collaborazione di Associazione Librai Italiani,

Librerie di Roma, network Libri da Asporto e Istituto Ramon Llull, 

nelle librerie aderenti sarà allestito un “corner” per la promozione della vendita di libri di autori catalani tradotti in italiano. 

Gli acquirenti riceveranno in omaggio una rosa e alcuni gadget

(una borsa con il logo della festa e una cartolina-segnalibro

sulla quale sarà possibile scrivere un’eventuale dedica).

Il logo rappresenta il cavaliere Sant Jordi (l’elmo) con gli elementi stilizzati caratteristici della festa, che sono appunto la rosa e il libro.

Sul segnalibro sarà riportato anche il codice QR che rimanda al canale YouTube della Generalitat della Catalogna

dove sono pubblicati i videoclip del progetto “La Catalogna raccontata agli italiani”. 

18 LE LIBRERIE ADERENTI A ROMA

Questa iniziativa, avviata con il lockdown del 2020, spiega storia, tradizioni, curiosità e letteratura catalane al pubblico italiano.

Sono 18 le librerie aderenti a Roma più dieci in altrettante città italiane.

Ai principali capoluoghi si aggiunge Alghero, che ha legami secolari con la Catalogna e dove tutt’oggi si parla catalano. 

Presente a Roma Maria Barbal, scrittrice catalana, che ha ricevuto numerosi premi e che presenterà il suo ultimo libro “Tandem”. (ANSA).