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Paco Roca protagonista ad ARF con “Le case di carta”

Paco Roca protagonista ad ARF, il Festival del Fumetto di Roma, con la mostra “Le case di carta”. Considerato all’unanimità, da critica e pubblico, il maggior esponente del fumetto spagnolo contemporaneo, Paco Roca approda per la prima volta a Roma con la grande mostra inedita Le case di carta, con circa 90 opere originali, che ripercorre il suo intero percorso artistico, dal suo celebrassimo graphic novel Rughe fino al suo ultimo e straordinario Ritorno all’Eden (2021) e alla sua personale interpretazione di Batman per la DC Comics.

Esposizione di Paco Roca in due luoghi differenti

L’esposizione sarà allestita in due differenti luoghi: negli spazi del Festival presso la Città dell’Altra Economia a Testaccio dal 13 al 15 maggio e alla Chiesa della Trasfigurazione, un luogo storico tutto da scoprire all’interno del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande a Trastevere dal 13 maggio al 12 giugno 2022, a ingresso gratuito. Il materiale in mostra all’ARF! (una ricca selezione di tavole originali tratte da Rughe, La Casa, Ritorno all’Eden, Il Tesoro del Cigno Nero e tanto altro) sarà così integrato nella mostra di Trastevere da martedì 17 maggio.

Autore presente ad ARF nei tre giorni del Festival

Autore presente all’inaugurazione della mostra e nei tre giorni di ARF! Festival per incontrare il pubblico. “Le vere case, per Paco Roca, sono quelle narrative, che si sviluppano elevandosi su affilati storytelling. Su una scelta tanto istintiva quanto meditata delle inquadrature e dei frame catturati nelle vignette; sull’impiego di colori desaturati che rifuggono dall’iperrealismo e rimandano al modo in cui la nostra mente accoglie e riplasma ciò che assorbe dall’esterno”, Così introduce la mostra Alessandro Di Nocera. La mostra “Le case di carta” di Paco Roca alla Chiesa della Trasfigurazione (Trastevere), promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è organizzata e co-prodotta dall’Istituto Cervantes di Roma, con ARF! Festival e anche COMICON.

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Almanacco. 7 maggio 1922 nasceva a Roma Raimondo Vianello

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo i 100 anni dalla nascita di un grande artista.

Il 7 maggio 1922 nasceva a Roma RAIMONDO VIANELLO

La proverbiale mimica e l’ironia elegante hanno fatto di lui e dell’inseparabile Sandra Mondaini una delle coppie del cinema e della TV più amate dal pubblico italiano.

Nato a Roma, visse per diverso tempo in Istria e Dalmazia, prima di ritornare in Italia dopo la guerra, dove si laureò in Giurisprudenza e coltivò la sua forte passione per il calcio in squadre di terza categoria.

IL CONNUBIO CON UGO TOGNAZZI

Formatosi come tanti nella rivista, entrò nel mondo del cinema negli anni Cinquanta, trovando in Ugo Tognazzi il suo partner ideale sul set e in TV.

Il grande successo giunse in televisione nel programma Un due tre assieme a Ugo Tognazzi, che conobbe qualche anno prima (nel 1951)

e con il quale cominciò un sodalizio artistico che durò per tutto il decennio.

Un due tre fu il primo esempio di satira televisiva, che non evitò di toccare Presidenti della Repubblica e del Consiglio.

Per un’epoca nella quale la censura televisiva discendeva dalla stessa impostazione data alla rete unica della Rai, ciò si prestava inevitabilmente a qualche guaio censorio, che sarebbe evoluto verso la chiusura stessa del programma.

Questa avvenne durante la puntata del 25 giugno 1959, quando il duo Tognazzi-Vianello decise di mettere in burla un incidente occorso la sera prima alla Scala e taciuto dai principali mezzi di stampa:

il Capo dello Stato italiano Giovanni Gronchi, a causa del tentativo di un gesto galante con una signora, cadde a terra per la sottrazione della sedia accanto al presidente della Repubblica Francese De Gaulle.

Il duo ripeté la scena in televisione: Raimondo Vianello tolse la sedia a Tognazzi che cadde a terra e Vianello gli gridò: “Chi ti credi di essere?”.

La comicità più popolaresca e sanguigna di Ugo e quella più raffinata e “inglese” di Raimondo si compenetravano a vicenda con ottimi risultati comici che ottennero grande successo di pubblico.

IN COPPIA CON SANDRA MONDAINI

Dopo la conduzione in RAI di storici programmi come “Un due tre” e “Canzonissima”, alla fine degli anni Sessanta cominciò a formarsi il celebre duo con la moglie Sandra, che riscosse il maggior successo grazie alla ventennale sit-com Casa Vianello (1988-2007), trasmessa sulle reti Mediaset.

Conduttore del Festival di Sanremo 1998, fu per anni l’anima del programma sportivo Pressing (1991–1999 e dal 2000 al 2006

nella versione “Pressing Champions League), commentando con un pizzico di humour le vicende calcistiche.

Morì a Milano nell’aprile del 2010, cinque mesi prima della scomparsa della moglie.

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Alphes Chauhan Premio Abbiati 2022

Ad Alphes Chauhan l’edizione 2022 del Premio Abbiati. La giuria del 41° Premio Abbiati, il più importante riconoscimento attribuito in Italia agli spettacoli di musica classica e conferito dall’Associazione nazionale critici musicali, ha assegnato il premio come “miglior direttore” ad Alpesh Chauhan per i concerti diretti alla testa dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dell’Orchestra Sinfonica di Milano, dell’Orchestra Regionale Toscana.

Alphes Chauhan a Santa Cecilia nel maggio 2021

A Santa Cecilia, il Maestro inglese ha diretto l’Orchestra il 13, 14 e 15 maggio del 2021 (Primo Concerto per pianoforte di Brahms con Beatrice Rana alla tastiera e Sesta Sinfonia Šostakovič) e successivamente in tournée a Rimini e a Verona nel settembre e ottobre dello stesso anno. Alpesh Chauhan, nato a Birmingham nel 1990, attualmente è Direttore Ospite Principale dei Düsseldorfer Symphoniker, Direttore Associato della BBC Scottish Symphony Orchestra e Direttore Musicale della Birmingham Opera Company.

Accademia Nazionale di Santa Cecilia lieta del riconoscimento

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è particolarmente lieta di questo riconoscimento che premia la costante e attenta ricerca rivolta a giovani musicisti da lanciare sul proprio palcoscenico. Questo nuovo premio si somma ai numerosi altri riconoscimenti ricevuti negli ultimi anni dall’Accademia e dai suoi artisti. La cerimonia di premiazione e la lettura delle motivazioni avranno luogo nella sala Tremaglia del Teatro Donizetti di Bergamo il 5 giugno alle ore 17

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Almanacco. 6 maggio 1962 Antonio Segni eletto Presidente della Repubblica

Oggi ricordiamo il 6 maggio 1962 Il democristiano ANTONIO SEGNI viene eletto Presidente della Repubblica dopo 9 scrutini.

Come Capo dello Stato ha conferito l’incarico a

tre Presidenti del Consiglio: Amintore Fanfani, Giovanni Leone

e Aldo Moro, ha nominato 3 senatori a vita nel 1963.

Non ha nominato alcun giudice della Corte Costituzionale.

HA LA PIU’ BREVE PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Eletto presidente della Repubblica il 6 maggio 1962,

la sua fu la seconda presidenza più breve nella storia della Repubblica Italiana dopo quella di Enrico De Nicola 

in quanto mantenne il ruolo solamente per due anni e mezzo, fino alle dimissioni per impedimenti di salute del 6 dicembre 1964.

 Segni fu per due volte Presidente del Consiglio dei Ministri, dal 6 luglio 1955 al 20 maggio 1957 e dal 16 febbraio 1959 al 26 marzo 1960.

 Divenne Senatore a vita in quanto ex Presidente della Repubblica,

e morì a Roma nel 1972, all’età di 81 anni.

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Manifestazione nazionale delle “Chiese Aperte”

La manifestazione nazionale delle “Chiese Aperte” arriva quest’anno alla sua XXVIII edizione. Domenica 8 Maggio ben 60 chiese apriranno il loro patrimonio artistico alla visione di tutti in Italia. Importanti gli eventi nel Lazio. Ad esempio a Cassino il patrimonio artistico della chiesa extraurbana Santa Scolastica del Riparo. La prima costruzione risaliva all’VIII sec. e fu distrutta completamente dal terremoto del 1349 e ricostruita più volte successivamente. Distrutta un’ultima volta nella seconda guerra mondiale, come per Montecassino. È stata ricostruita dall’Abate di Montecassino Ildefonso Rea negli anni 1970/71 su progetto del monaco ingegnere Don Angelo Pantoni. È chiamata “del colloquio” per gli incontri di S. Benedetto con la sorella gemella S. Scolastica, che risiedeva nel vicino convento di clausura di Piumarola.

Manifestazione con tante possibilità di visitare patrimoni artistici

«A Terracina sarà possibile ammirare il patrimonio artistico di S. Maria dell’Orazione e Morte, detta del Purgatorio. La chiesa fu inaugurata nel 1787. Sorge sui resti della chiesa medievale di S. Nicola, risalente al XII sec. e già parrocchia del borgo suburbano di Cipollata. La costruzione dell’edificio fu promossa e realizzata dalla Confraternita dell’Orazione e Morte di Terracina, che nel 1733 acquistò l’ormai diruto edificio di S. Nicola ed avviò, con autorizzazione vescovile ed utilizzando i lasciti e le “elemosine dei fedeli”, la costruzione della nuova chiesa “dei Suffragi”.

La nuova chiesa dei Suffragi

Così si sarebbe dovuta chiamare all’inizio. I lavori per il nuovo edificio, interrotti nel 1735, ripresero nel 1760, continuando fino al compimento dell’opera, nel 1787, come riportato nel cartiglio inserito nella parte superiore del timpano di facciata. Altri interventi si ebbero nel corso dell’800». Così Antonio Ribezzo, Coordinatore Archeoclub D’Italia del Lazio. A Formello la straordinaria storia di chiesa viva del Santuario di Santa Maria del Sorbo. Presenti in tutti i siti i volontari dell’Archeoclub D’Italia. Le visite dalle ore 9 alle ore 13.30 e dalle ore 16.30 alle 19.

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Al Maxxi, Berengo Gardin mostra l’Italia in bianco e nero

 “Sono contro la guerra anche perché l’ho vissuta”. Queste le parole di Berengo Gardin.

Al Maxxi per presentare la sua ultima mostra, omaggio del museo nazionale delle arti e delle architetture del XXI secolo 

alla sua lunga carriera di fotografo, Gianni Berengo Gardin non perde d’occhio un momento la sua Leica a pellicola, strumento di un mestiere che è ancora una passione senza mai pause.

200 STAMPE SELEZIONATE

Attorno a lui quasi 200 stampe selezionate dalle curatrici Margherita Guccione e Alessandra Mauro nel suo immenso archivio

restituiscono il racconto e le tante emozioni di una vita di impegno su mille fronti del sociale, “un viaggio nel tempo e nello spazio che racconta meglio di tanta saggistica la storia del lavoro italiano, le nostre tante città, le evoluzioni del costume”,

sottolinea accanto a lui la presidente Giovanna Melandri.

Dal celeberrimo reportage nei manicomi che spinse e aiutò la Legge Basaglia alla vita nei campi nomadi, le mondine inchinate nelle risaie, gli operai sulle gru, il muso delle navi da crociera davanti a San Marco.

UN RITRATTO DELL’ITALIA LUNGO 60 ANNI

Paesaggi, ritratti di intellettuali, interni che hanno fatto la storia come la stanzetta ordinata e un po’ naif del bandito Giuliano o gli interni della casa di Gramsci a Oristano.

Foto dopo foto, uno scatto dopo l’altro in questo allestimento che nel suo andamento ondulante riproduce il Canal Grande della sua adorata Venezia, viene fuori un ritratto d’Italia lungo 60 anni.

IL PARERE DI GARDIN SULLA GUERRA

Gli chiedono della guerra. La guerra no, risponde dall’alto dei suoi 92 anni magnificamente portati, la guerra non l’ho mai fotografata.

E però quello del fotografo di guerra “è un lavoro importante e rischioso – sottolinea – i fotografi in guerra rischiano la vita, in quella che si sta combattendo in Ucraina ancora di più perché i russi non hanno rispetto dei civili e neppure di chi porta il giubbotto con la scritta press”. 

Con il digitale poi, e soprattutto il photoshop, il falso oggi, anche nelle foto di guerra è in agguato “le foto sicuramente vere sono quelle fatte dal satellite”. 

Ma resta che la guerra, ogni guerra “è terribile, questa anche più delle altre”. 

Lui la Russia l’ha conosciuta, fotografata, anche amata “e posso dire che i russi sono una cosa, Putin un’altra, spero se ne liberino presto”.
    (ANSA).

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Il 14 maggio torna a Roma “La Notte dei Musei”

Sabato 14 maggio torna dopo 2 anni “La Notte dei Musei”.

La manifestazione, che si svolge in contemporanea in tutta Europa

dal 2005, e giunge quest’anno alla sua dodicesima edizione a Roma,

è promossa da Roma Culture,

Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’Organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Roma aderisce all’iniziativa aprendo straordinariamente al pubblico

in orario serale, dalle 20.00 alle 02.00 (ultimo ingresso ore 01.00),

gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale.

I MUSEI ADERENTI ALL’INIZIATIVA

Tra i Musei Civici coinvolti:

Musei Capitolini, Centrale Montemartini, 

Mercati di Traiano,

Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, 

Museo di Roma, Museo Napoleonico, 

Museo di Roma in Trastevere, 

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, 

Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca), 

Museo delle Mura, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese,

Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco,

Museo Civico di Zoologia, 

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina.

Galleria d’Arte Moderna, 

Museo di Casal de’ Pazzi.

IL COSTO DEL BIGLIETTO

I visitatori potranno accedere a tutti i musei sopra indicati

al costo simbolico di 1 euro a persona, salvo che non sia diversamente indicato.

L’ingresso nei Musei Civici sarà gratuito per i possessori della MIC Card.

I Musei saranno aperti per 6 ore, dalle ore 20.00 di sabato 14 maggio alle 02.00 di domenica 15 maggio.  

L’ultimo ingresso alle sarà alle ore 01.00.

Per informazioni è possibile visitare il sito museiincomuneroma.it

o telefonare la numero 060608

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Almanacco. 3 maggio 2005 Assolti gli imputati della strage di Piazza Fontana

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 3 maggio 2005.

Dopo 35 anni, a Roma la Corte di Cassazione assolve tutti gli imputati della Strage di Piazza Fontana

e condanna al pagamento delle spese processuali i parenti delle vittime e le parti civili Il nuovo processo era iniziato il 24 febbraio 2000 a Milano.

Il 30 giugno 2001 furono condannati all’ergastolo Delfo Zorzi

(come esecutore della strage), Carlo Maria Maggi (come organizzatore) e Giancarlo Rognoni (come basista).

LA STORIA DELLA SENTENZA

Carlo Digilio ottenne la prescrizione del reato per il prevalere delle attenuanti riconosciutegli per il suo contributo alle indagini,

mentre Stefano Tringali fu condannato a tre anni per favoreggiamento).

Il 12 marzo 2004 furono cancellati i tre ergastoli (e ridotta la condanna di Tringali da tre anni a uno)

e il 3 maggio 2005 la Cassazione ha confermato la sentenza (dichiarando prescritto il reato di Tringali).

Al termine il processo nel maggio 2005 ai parenti delle vittime sono state addebitate le spese processuali.

La Cassazione, assolvendo i tre imputati, ha tuttavia affermato che la strage di piazza Fontana fu realizzata dalla cellula eversiva di Ordine Nuovo

capitanata da Franco Freda e Giovanni Ventura, non più processabili in quanto assolti con sentenza definitiva nel 1987.

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Roma. 2 convegni per i 400 anni della Chiesa di S.Maria della Vittoria

Due giorni di iniziative a Roma per i 400 anni della chiesa di Santa Maria della Vittoria:

“Un’occasione di reciproca conoscenza e comprensione fra europei”,

si legge nella nota che presenta l’iniziativa, che gode del patrocinio del Comune di Roma (Assessorato alla Cultura),

del Centro Ceco di Roma, della Fondazione Roma Sapienza e della Federazione unitaria scrittori italiani (Fuis).

ESEMPIO DI ARTE BAROCCA

“La chiesa di Santa Maria della Vittoria, perla dell’arte barocca sita in Largo di Santa Susanna a Roma, costituisce – spiega il comunicato –

un importante patrimonio storico-culturale italiano ed europeo, non soltanto per la presenza del celebre gruppo scultoreo dell’estasi di Santa Teresa del Bernini, ma anche per l’epocale serie di eventi che, 400 anni or sono, le hanno dato il nome. 

LA STORIA DELLA CHIESA

La chiesa venne così intitolata l’8 maggio 1622, celebrando con una grandiosa sfilata di nobiltà, ecclesiastici e popolo romano

la vittoria delle potenze dell’Europa cattolica sui ‘ribelli’ protestanti e hussiti della Boemia.

Il successo della battaglia della Montagna Bianca (Bílá Hora), combattuta nelle vicinanze di Praga l’8 novembre del 1620,

venne infatti attribuito al contributo miracoloso di un’immagine della Vergine, oggi conservata sopra l’altare della chiesa. 

L’evento, risalente agli inizi della guerra dei Trent’anni,

costituì di fatto uno dei grandi spartiacque della storia europea. 

La riconquista del regno di Boemia, ago della bilancia

dell’elezione imperiale e degli equilibri dell’Europa centrale,

consentì agli Asburgo d’Austria di riprendere la secolare titolarità del Sacro Romano Impero.

Una vicenda che conferma gli aspri conflitti, le violente repressioni, ma anche i profondi legami politico-culturali  

che hanno a lungo caratterizzato la comune vicenda europea, prima della riconciliazione dei 27 stati all’interno dell’attuale Unione”.

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Almanacco. 2 maggio 1927. Arrestato Girolimoni, accusato di stupro di 7 bambine

Oggi nel nostro almanacco romano, ricordiamo il 2 maggio 1927.

Gino Girolimoni viene arrestato con l’accusa di una serie di delitti,

tanto brutali quanto orribili per la giovane età delle vittime.

lo stupro di sette bambine e l’omicidio di cinque di loro.

Il suo cognome ancora oggi è utilizzato per chi si macchia di atti violenti contro i bambini.

Contro di lui, diversi indizi, molti dei quali costruiti dalla polizia pur di punire il colpevole.

VENNE COMPLETAMENTE SCAGIONATO

Successivamente scagionato, ne ebbe comunque la vita sconvolta.

La sua vicenda di errore giudiziario rappresenta un caso emblematico degli effetti perversi sulla pubblica opinione

di una campagna giornalistica pilotata e aprioristicamente accusatoria.

Nel marzo del 1928 verrà assolto e scarcerato in gran segreto.

AVEVA SCONTATO 11 MESI DI CARCERE

Nel frattempo aveva però scontato undici mesi di carcere.

Il proscioglimento di Girolimoni passò però sotto silenzio:

la notizia, per ragioni di convenienza politica, venne relegata dai giornali, con scarsa evidenza, nelle pagine interne:

il giornale romano La tribuna ne diede notizia in un trafiletto a pagina quattro.

Non riuscendo più a proseguire il suo lavoro, perse ben presto il suo discreto patrimonio.

Cercò di sopravvivere riparando biciclette o facendo il ciabattino nei popolari quartieri di San Lorenzo e Testaccio.