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ALMANACCO: 22 Gennaio 1944 Gli Alleati sbarcano d Anzio

Gli Alleati sbarcano ad Anzio: Nella notte del 22 gennaio l’esercito alleato diede vita a un’imponente operazione militare che si rivelò ben più ardua del previsto, causando migliaia di perdite tra le file dei “liberatori”.
Lo sbarco di Anzio (nel Lazio), venne ricordato come una delle fasi più drammatiche della Seconda guerra mondiale combattute sul territorio italiano.
Dopo i primi risultati positivi della Campagna d’Italia , di fronte allo stallo dell’offensiva di terra, rallentata dai tentativi respinti di conquistare Montecassino, si studiò una strategia alternativa.
Nel corso della conferenza di Marrakech del 7-8 gennaio, il primo ministro inglese Winston Churchill e il presidente USA Franklin D. Roosevelt pianificarono l’Operazione Shingle.
In pratica, con lo sbarco sulla spiaggia di Anzio, a soli 40 km da Roma, erano convinti di aggirare la linea Gustav delle truppe germaniche che tagliava in due l’Italia , e lanciare l’offensiva verso Nord.
Il D-Day venne fissato per il 22 gennaio. Alle ore 2,45 un convoglio di 374 navi sbarcava la I Divisione Britannica sul tratto di costa fra le Torri Caldara e San Lorenzo, mentre la III divisione Americana puntava sull’arco costiero compreso tra Nettuno e Torre Astura, noti con i nomi in codice di Peter Beach e X Ray Beach.
Il comando delle operazioni era affidato al generale John P. Lucas.
La strenua resistenza dei battaglioni tedeschi agli ordini del comandante Albert Kesselring da un lato, le abbondanti piogge con il conseguente allagamento della zona dall’altro, resero le operazioni più difficili del previsto.
Ne seguirono feroci battaglie, che si risolsero a favore degli alleati soltanto verso la fine di maggio.
Ricordata come un successo da alcuni storici, come un fallimento da altri, lo Sbarco di Anzio provocò gravi perdite da ambo le parti: circa 30.000 uomini tra i soldati americani, 12.000 le vittime inglesi, 25.000 quelle tedesche.

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Amadeus annuncia le cover e i duetti di Sanremo.

I classici della musica italiana e internazionale animeranno venerdì 4 febbraio la serata cover di Sanremo, uno degli appuntamenti fissi del festival.

Le scelte degli artisti in gara, pescate dal grande repertorio degli anni ’60, ’70, ’80 e ’90 e i relativi duetti sono stati annunciati da Amadeus.

Da “My Way” di Frank Sinatra a “Mi sono innamorato” di te di Luigi Tenco; da “You make me feel (like a natural woman)” di Aretha Franklin a “Canzone” di Don Backy, a “Your Song” di Elton John. Previsti anche omaggi a Pino Daniele, Raffaella Carrà, Fabrizio De André, Pierangelo Bertoli.

Le Vibrazioni proporranno “Live and Let Die” di Paul McCartney, con Sophie and the Giants e il maestro Peppe Vessicchio. Ditonellapiaga e Rettore invece “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli.

Michele Bravi si misurerà con “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi” di Lucio Battisti al quale renderà omaggio anche Giusy Ferreri con “Io vivrò senza te”, in coppia con Andy dei Bluvertigo.

Massimo Ranieri omaggerà invece Pino Daniele con “Anna verrà”, eseguita con Nek, Tananai Raffaella Carrà con “A far l’amore comincia tu” in compagnia di Rosa Chemical, mentre Fabrizio Moro ha scelto “Uomini soli” dei Pooh.

Rkomi duetterà con i Calibro 35 in un medley di successi di Vasco Rossi.

Medley anche per Ana Mena con Rocco Hunt e per Gianni Morandi con Mousse T (produttore del brano in gara). Giovanni Truppi ha scelto de André con “Nella mia ora di libertà” con Vinicio Capossela;

Elisa, “What a feeling” di Irene Cara (da “Flashdance”).

Noemi si esibirà in “You make me feel (like a natural woman)”, una delle hit di Aretha Franklin, mentre Iva Zanicchi proporrà “Canzone”, di Don Backy e Detto Mariano, nella versione di Milva.

Achille Lauro ha voluto accanto a sé Loredana Bertè in “Sei bellissima”, Dargen D’Amico proporrà la sua versione della Bambola di Patty Pravo, Emma, “Baby One More Time” di Britney Spears in coppia con Francesca Michielin.

Mahmood & Blanco rileggeranno “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli; Matteo Romano “Your Song” di Elton John in coppia con Malika Ayane; Yuman proporrà “My Way” di Frank Sinatra con Rita Marcotulli;

Aka 7ven duetterà con Arisa sulle note di “Cambiare” di Alex Baroni. Sangiovanni ha chiamato Fiorella Mannoia per rendere omaggio a Pierangelo Bertoli con “A muso duro”.

La Rappresentante di Lista ha scelto “Be My Baby” delle Ronettes, con Cosmo, Margherita Vicario e Ginevra; Highsnob e Hu proporranno “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, con Mr Rain;

Irama sarà sul palco con Gianluca Grignani sulle note di “La mia storia tra le dita”.

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ALMANACCO: 21 Gennaio 1871 Roma diventa Capitale d’Italia

Roma oggi compie 149 anni. Il 21 gennaio 1871, venne infatti approvata la legge che stabiliva lo spostamento della capitale del Regno d’Italia da Firenze a Roma.

La città di Roma, con un passato tanto glorioso, non fu fin da subito la capitale del Regno perché non ne faceva parte, così come il Trentino, il Veneto, il Friuli, e tutto il Lazio.

Da una parte il papa re rivendicava fortemente l’indipendenza dello Stato della Chiesa, ma da un’altra parte, già il 17 marzo 1861, giorno dell’Unità d’Italia, Roma Capitale era vista come un obiettivo imprescindibile, poiché nella sua sola città si trovavano ” tutte le circostanze storiche, intellettuali e morali che devono determinare le condizioni della capitale di un grande stato”.

La prima capitale del Regno fu Torino, già capitale del Regno di Sardegna e nel 1864, per motivi strategici, venne scelta Firenze, per la sua posizione più centrale, tenendo sempre a mente quella che doveva essere la meta finale: Roma.

Si stava solo aspettando il momento giusto. Il 20 settembre 1870, l’esercito italiano guidato dal generale Cadorna aprì la breccia a Porta Pia, episodio del Risorgimento che sancì l’annessione di Roma al Regno d’Italia e, a quel punto, non restava altro che realizzare lo spostamento degli apparati amministrativi.

Il 21 gennaio 1871 lo si fece dal punto di vista legislativo.

La cerimonia ufficiale si tenne pochi giorni più tardi, il 3 febbraio 1871. La fine del potere temporale del papa era però ormai inequivocabile, sebbene il conflitto con lo stato italiano venne definitivamente sanato solo con il Concordato del 1929.

Molto probabilmente, Roma fu voluta sin da subito come capitale perché è lì che ha sede la Chiesa Cattolica e trasferire lì la capitale poteva essere vista come una mossa strategica per porre fine ai continui attriti tra lo stato Pontificio e il Regno d’Italia.

Quando il Papa venne relegato in un territorio minuscolo, il Re del Regno prese il suo posto nel suo palazzo sul colle più alto della città. Ovviamente, come già avvenne per Firenze, la scelta di Roma avvenne sicuramente anche per ragioni geografiche, trovandosi in pieno centro del Regno appena formatosi.

Molto sfarzo e molti abbellimenti vennero effettuati nella neo capitale d’Italia.

Edifici pubblici, strade nuove e l’accentramento dei maggiori poli istituzionali e culturali.

Pochi anni dopo, D’Annunzio fece visita alla città di Roma e ammise di non averla riconosciuta.

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Nuovo anno accademico per l’Università Sacro Cuore

Lunedì 24 gennaio 2022 il Commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni interverrà all’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2021/2022 presso la sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che avrà luogo, con inizio alle ore 10.30, nell’Auditorium dell’Ateneo in largo F. Vito 1. La cerimonia inaugurale sarà preceduta alle ore 9 dalla celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio, presso la Chiesa Centrale della Sede. Alle ore 10.30, nell’Auditorium, il Rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli pronuncerà il discorso inaugurale. Seguirà la relazione del Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Rocco Bellantone. Le prolusioni sono affidate ai professori Stanislao Rizzo, ordinario di Malattie dell’apparato visivo (“Artificial Vision: dream or reality?”) e Franco Locatelli, ordinario di Pediatria (“Terapia genica e genome editing nelle emoglobinopatie: modelli di medicina di precisione”). L’evento sarà trasmesso in diretta streaming al seguente link: https://roma.unicatt.it e sui canali social @unicatt.

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Almost, Maine al Teatro Golden dal 26 gennaio

L’amore vince su tutto ed è in grado di superare qualsiasi genere di ostacolo. Riparte proprio dal valore dei sentimenti il primo spettacolo che annuncia la stagione 2022 del Teatro Golden di Roma. Una nuova storia, così ricca di quelle emozioni che solo uno spettacolo dal vivo può dare.

Testo dell’attore e drammaturgo John Cariani

Dal 26 gennaio al 6 febbraio è in scena “Almost, Maine. Paese per romantici, non per sentimentali”, un testo contemporaneo dell’attore e drammaturgo John Cariani, tratto dall’omonimo bestseller, in un nuovo adattamento che porta la firma del poliedrico regista Massimiliano Bruno, autore di molte sceneggiature di successo che ha anche diretto e interpretato. A pochi mesi dall’uscita del suo ultimo film per il cinema, tra le commedie più attese del 2022, “C’era una volta il crimine”, in sala dal 10 marzo.

Il Regista: “Mi sono innamorato del testo”

«Almost Maine è un testo di cui mi sono perdutamente innamorato perché racconta una versione folle dell’amore, surreale e assolutamente sopra le righe. Avevo molta voglia di tornare a teatro ma soprattutto di lavorare con i giovani; i quattro interpreti sono bravissimi e l’atmosfera sul palco diventa subito magica», dice il regista, Massimiliano Bruno. Grande appassionato di teatro a cui si dedica da sempre con amore, Massimiliano Bruno fonda e dirige un Laboratorio di arti sceniche, nato proprio per sostenere i giovani artisti. Ed ecco che nella sala dal palcoscenico centrale del teatro di via Taranto, diretto da Andrea Maia, saranno proprio quattro bravissimi attori emergenti, Sara Baccarini, Lara Balbo, Matteo Milani, Kabir Tavani, a calarsi nell’atmosfera di una cittadina del Maine, in un caleidoscopio di stati d’animo che influenzano le relazioni e le storie di ogni giorno.

Commedia romantica ambientata in un luogo lontano

Una commedia romantica, ambientata nel freddo sconfinato e settentrionalissimo stato americano, in una cittadina così piccola da non essere segnalata neppure sulle mappe: Almost. In questo luogo lontano il susseguirsi di incontri e sensazioni daranno vita ad uno spaccato di vita caratterizzato proprio dalla varietà di sentimenti che sono il motore dell’esistenza di ognuno. Esiste l’armonia perfetta? I protagonisti tenteranno di scoprirlo, immersi nelle loro vicissitudini, indagando nel multiforme organo del cuore. Diretti ed ironici, si riconoscono uguali e diversi nella sala ristoro di un motel di passaggio, cercano la leggendaria aurora boreale, si perdono in una pista dia ballo o fanno il giro del mondo per stare più vicini.

Iniziativa #sposailteatrodelcuore

Dal teatro alla vita quotidiana: il tema dello spettacolo ha dato lo spunto al direttore dello spazio culturale per lanciare un’iniziativa solidale, #sposailteatrodelcuore, e favorire, in questo periodo storico difficile, le giovani coppie decise a convolare a nozze. Per coloro che mostreranno al botteghino di aver ottenuto le pubblicazioni ufficiali, il Teatro Golden donerà, nella giornata di giovedì, l’ingresso omaggio ai due innamorati come regalo di matrimonio.

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A Santa Severa è nata DMO Etruskey

Una straordinaria collaborazione tra pubblico e privato volta a creare una rete territoriale capace di riconoscersi in un’unica identità: gli Etruschi. È questo il significato dell’Associazione DMO Etruskey, costituita ufficialmente il Castello di Santa Severa da 12 Comuni e 31 realtà private di cui CoopCulture è capofila e con un’ambizione precisa: aprire una nuova strada per collaborare in mondo sistematico e continuo alla promozione turistica dell’Etruria meridionale.

Progetto vincitore del bando turistico di LazioCREA spa

Il progetto sottostante, che è stato tra i vincitori del bando “Interventi a sostegno delle Destinazioni Turistiche del Lazio”, pubblicato da LazioCREA spa, è stato tra i 25 progetti interamente finanziati. Nelle prime fasi prevede la creazione di un marchio d’area, una piattaforma di promo-commercializzazione comune agli associati, una comunicazione web e social, pacchetti turistici tematici e partecipazione ad eventi di settore. «Mettere insieme una compagine così complessa, rappresentata da così importanti Comuni e da realtà private di grande spessore e motivazione, è stato il primo traguardo, per nulla scontato – afferma Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture e presidente della neonata associazione DMO Etruskey –

Successo frutto di un lavoro di squadra

Si tratta, pertanto, di un grande successo frutto di un lavoro di squadra coordinato e sinergico in vista del raggiungimento di un obiettivo comune, ovvero quello di far crescere e conoscere un’area (Litorale Laziale, Tuscia e Maremma Laziale) che dalla civiltà etrusca ha ereditato ingegno, accoglienza e ospitalità e che potrà finalmente essere riconosciuta come un’unica destinazione turistica. Siamo anche consapevoli che si tratta solo del primo passo. Il prossimo obiettivo da raggiungere sarà quello di offrire ai turisti che vogliamo accogliere, forme di turismo esperienziale di alta qualità: culturale, ambientale, termale, enogastronomico. Siamo convinti che l’Etruria meridionale abbia trovato oggi nella DMO Etruskey lo strumento di promozione del territorio idoneo a cogliere le opportunità derivanti dal Pnrr».

Si lavora insieme per un prodotto turistico vincente

Ne è convinto anche Stefano Landi, Destination Manager di Etruskey: «Da oggi si lavora insieme per fare di questo immenso patrimonio storico, paesaggistico, culturale un nuovo prodotto turistico vincente. Un’unica forte identità, che avrà, nei diversi cluster e ambiti territoriali, la propria declinazione in un’offerta turistica integrata. Ne saranno protagonisti l’archeologia, il mare, le colline, il cibo e il vino, la tradizione e tutto quello che gli enti pubblici e le imprese di tutta la filiera produttiva del territorio vorranno mettere a disposizione in modo innovativo e strategicamente sistematico. Come indica lo stesso nome, EtrusKey è la chiave per scoprire il territorio e le sue risorse».

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Pasolini, retrospettiva integrale all’Academy Museum Los Angeles

Cinecittà e l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles si uniscono nel segno di Pasolini.

In quella che è la prima partnership tra le due istituzioni, uno degli artisti italiani più versatili in assoluto sarà celebrato con una retrospettiva integrale in occasione del centenario della nascita (5 marzo 1922).

Intitolata ‘Conoscenza carnale: I film di Pier Paolo Pasolini’, la retrospettiva si terrà dal 17 febbraio al 12 marzo all’interno dell’edificio realizzato da Renzo Piano e inaugurato l’anno scorso.

Il programma, che prevede l’utilizzo quasi esclusivo di preziose copie in 35 mm realizzate da Cinecittà, compresi alcuni corti e documentari, inaugura un accordo unico nel suo genere, che prevede la programmazione stabile di rassegne, mostre e attività dedicate al cinema italiano per i prossimi cinque anni, a testimonianza del rapporto più che ventennale che lega le due istituzioni.

“L’Italia è il primo paese al mondo a siglare un simile accordo – ha sottolineato Nicola Maccanico, ad di Cinecittà – e siamo orgogliosi di iniziare questo percorso celebrando uno dei nostri migliori intellettuali. Nonostante la sua critica feroce al capitalismo e alla borghesia, Pasolini rimase affascinato dagli Stati Uniti, New York in particolare, come dichiarò in un articolo del 1966 a firma di Oriana Fallaci, e venne ricambiato”.

La retrospettiva attraverserà i tre periodi principali di Pasolini: la sua reinvenzione del neorealismo italiano come veicolo potentemente lirico per devastanti ritratti della vita moderna (Accattone, Mamma Roma); i suoi scabrosi ritratti della depravazione della società europea (Teorema, Porcile); la sua scioccante Trilogia della vita, una celebrazione dei piaceri primari del sesso ambientata nell’antichità, e la sua antitesi, il devastante e tetro spettacolo horror della Seconda Guerra Mondiale, Salò. 

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Addio a Camillo Milli, uno dei protagonisti della commedia italiana degli anni Ottanta.

L’attore Camillo Milli, 91 anni, è morto a Genova, dove viveva da anni. Ne dà notizia la famiglia. Nato a Milano l’1 agosto 1929, ha debuttato sul grande schermo con “Ragazze d’oggi” di Luigi Zampa ma è stato uno dei protagonisti della commedia italiana degli anni Ottanta, lavorando, tra gli altri con Mario Monicelli nel “Il marchese del Grillo” e con Neri Parenti in “Fantozzi contro tutti”.

Celebre il suo ruolo come presidente della Longobarda ne “L’allenatore nel pallone”.

Da qualche tempo era ricoverato in una clinica di Genova per i postumi del Covid. Pochi giorni fa aveva perso la moglie.


Attore dalla lunga carriera ricca di successi, Milli ha ricoperto importanti ruoli sia in televisione sia al cinema e in teatro.

Artista di talento ha lavorato a fianco dei più grandi attori, da Sordi, Tognazzi a Manfredi, Volontè, Villaggio e Lino Banfi.
 

Il suo debutto a teatro ha inizio sotto la direzione di Giorgio Strehler nel 1951.

Tra i progetti a cui ha partecipato vanno ricordati “Sogni mostruosamente proibiti”, “In nome del popolo sovrano”, “Habemus Papam”, “Vogliamo i colonnelli” o il “Caso Mattei”.

In televisione ha recitato in fiction come “CentoVetrine” e “Un Medico in famiglia 9”.

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Il Fai apre le porte di Palazzo dei Congressi a Roma

 Icona dell’architettura del ‘900 italiano, ideato nel ’39 con le linee pure e nitide dall’architetto Adalberto Libera per il nascente complesso dell’E42, l’esposizione universale che avrebbe dovuto celebrare l’Italia dell’epoca di Mussolini, è il Palazzo dei Congressi all’Eur la nuova apertura straordinaria per le giornate del Cosa Fai oggi, a cura dei volontari della Delegazione Fai di Roma, in programma sabato 22 gennaio.

Chiamato inizialmente Palazzo dei Ricevimenti dei Congressi e delle Feste, l’edificio era stato ideato come fulcro del progetto urbanistico dell’E42 dove all’incrocio tra le vie principali (cardo e decumano come nella tradizione antica romana) doveva fronteggiare il Palazzo della Civiltà Italiana, più noto come Colosseo quadrato.

Venne completato quasi del tutto, ma l’idea dell’E42 s’infranse con lo scoppio della seconda guerra mondiale e non fu più portato a termine. Nei primi anni ’50, il progetto da cui poi ha avuto origine il quartiere dell’Eur ha ritrovato nuova vita, se pur con la difficoltà della damnatio memoriae.

Il Palazzo dei Congressi era, sì, l’espressione dell’architettura razionalista voluta da Libera, ma si intrecciava con i ricordi dell’architettura classica romana.

Così negli anni ha ospitato i grandi congressi di partito, le Olimpiadi del ’60 con le gare di scherma, manifestazioni culturali, fino all’ultimo G20 con il centro media a cui erano accreditati 1.200 giornalisti di tutto il mondo.

Oltre alle due importanti facciate d’ingresso, il grande spazio interno modulabile e l’arena da 700 posti, da non perdere, la molteplicità dei marmi lavorati con un preciso segno grafico, le file di alberi di ulivo sul tetto a richiamare il verde dei Castelli romani e poi le grandi opere di Achille Funi, l’affresco di Gino Severini e i mosaici di Luigi Canevari.

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Festival di Sanremo, 100% di capienza.

La decisione è di stamattina: il Teatro Ariston avra’ il 100% di capienza per Sanremo.

Questa mattina si è tenuto l’ultimo Comitato sull’Ordine e la Sicurezza Pubblica per definire gli ultimi dettagli per lo svolgimento del Festival di Sanremo al Teatro Ariston.

L’evento si terrà dall’1 al 5 febbraio. Il Comitato ha confermato la capienza al 100% del Teatro con nave da Crociera, in rada a Sanremo, come studio televisivo.

La capienza sarà quindi al 100% e secondo le norme vigenti si entrerà con il Super Green Pass .

Questo vuol dire che al Teatro Ariston, per cinque sere consecutive, ci saranno 2000 persone (capienza massima della struttura). Tutte insieme.

Nave da crociera, red carpet e zona rossa: “Si sta lavorando da diverse settimane su questi grandi temi.

Sono stati chiariti i protocolli sanitari; c’è stata la massima collaborazione da parte di tutti i presenti e voglio ribadire, che la nave in rada a Sanremo non sarà un albergo.

Non si farà ristorazione, ma sarà uno studio televisivo e secondo me sarà anche un’occasione importante per la città e per la promozione di tutto il territorio”.

Sull’ingresso all’Ariston: “Si stanno compiendo tutte le valutazioni, come per la gestione dell’entrata del pubblico, affinché avvenga in massima sicurezza.

E poi, per la gestione del red carpet e di tutto quello che si svolgerà al Palafiori e al Casinò.

C’è la massima condivisione e disponibilità per un Festival in sicurezza, sicuramente in una situazione che è ancora delicata, ma rispettando tutte le norme, soprattutto avendo i vaccini e tutto il resto, si può fare spettacolo, si può fare un evento di questo tipo”.

Sul pubblico? “La capienza sarà al cento per cento e secondo le norme vigenti si entrerà con super green pass.

Sul red carpet ci saranno tutti i varchi di controllo e di sicurezza, come avvenuto negli anni passati, quest’anno con maggiore attenzione sotto l’aspetto sanitario”.