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Cultura

Google Arts & Culture per Klimt al Museo di Roma

Il Museo di Roma, insieme a Google Arts & Culture, porta online nuovi contenuti in occasione della mostra Klimt. La Secessione e l’Italia, attualmente in corso al Museo di Roma a Palazzo Braschi fino al 27 marzo 2022.

Confronto tra due opere iconiche di Klimt

Sulla piattaforma Google Arts & Culture si propone un confronto fra due opere iconiche dell’importante artista austriaco, curato da Franz Smola. Il confronto tra il Bacio conservato al Belvedere di Vienna e Le tre età della donna della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, permetterà di ammirare attraverso una narrazione immersiva e tecnologie digitali all’avanguardia, due opere che, pur non essendo esposte in mostra, caratterizzano il percorso artistico di Klimt. La tecnologia riesce ancora una volta a dare maggiore luminosità ed emotiva interpretazione alla cultura mediante nuovi contenuti lanciati su piattaforma digitale.

Collaborazione tra Google Arts & Culture e il Belvedere di Vienna

Alla collaborazione tra Google Arts & Culture Lab Team e il Belvedere di Vienna, con la cura scientifica di Franz Smola, è dovuto anche il lavoro sui Faculty Painting (tre celebri dipinti conosciuti anche come Quadri delle Facoltà – La Medicina, La Giurisprudenza e La Filosofia – allegorie realizzate da Klimt tra il 1899 e il 1907 per il soffitto dell’Aula Magna dell’Università di Vienna e rifiutate da quest’ultima perché ritenute scandalose) riportati alla luce attraverso il Machine Learning (sottoinsieme dell’Intelligenza Artificiale), ossia un processo di ricostruzione digitale del colore, a partire dalle sole immagini fotografiche in bianco e nero dei dipinti andati distrutti in un incendio nel 1945. Questo progetto è esposto nella mostra in corso per la prima volta. Google Arts & Culture è uno spazio online creato per esplorare i tesori, le storie e il patrimonio di conoscenza di oltre 2.000 istituzioni culturali di 80 paesi nel mondo. In linea con la missione di Google di rendere l’informazione più accessibile, la missione di Arts & Culture è rendere la cultura mondiale fruibile a chiunque, ovunque. Con Arts & Culture si possono scoprire l’arte, la storia e le meraviglie culturali di tutto il mondo. La mostra Klimt. La Secessione e l’Italia ripercorre le tappe dell’intera parabola artistica di Gustav Klimt, ne sottolinea il ruolo di cofondatore della Secessione viennese e, per la prima volta, indaga sul suo rapporto con l’Italia, narrando dei suoi viaggi e dei suoi successi espositivi.

Oltre 200 opere prestate dal Belvedere di Vienna e dalla Klimt Foundation

Oltre 200 opere tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture, esposte a Roma e prestate eccezionalmente dal Museo Belvedere di Vienna e dalla Klimt Foundation, tra i più importanti musei al mondo a custodire l’eredità artistica klimtiana, e da rinomate collezioni pubbliche e private come la Neue Galerie Graz. La mostra è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina, co-prodotta da Arthemisia che ne cura anche l’organizzazione con Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Belvedere Museum e in cooperazione con Klimt Foundation, a cura di Franz Smola, curatore del Belvedere, Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente Capitolina e Sandra Tretter, vicedirettore della Klimt Foundation di Vienna.

Accordo tra Museo di Roma e Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Grazie a un accordo con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, dove è esposta l’opera di Klimt Le tre età della donna, i visitatori che esibiranno il biglietto della mostra Klimt. La Secessione e l’Italia godranno del biglietto ridotto per la visita alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Verrà altresì concesso il biglietto ridotto alla mostra di Klimt. La Secessione e l’Italia ai visitatori che presenteranno il biglietto della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

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Cultura

Un Murale per Lando Fiorini

In occasione del centenario di Testaccio e dell’84° anniversario della nascita dell’artista romano, questa mattina è stato inaugurato il murale dedicato a Lando Fiorini nello storico quartiere capitolino. L’opera è stata realizzata da Lucamaleonte su un edificio Ater con il sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Roma Cares della As Roma.

Omaggio dovuto a grande artista

«Un bellissimo omaggio a un grande artista molto amato nella nostra città. Ringrazio il figlio Francesco e la sua famiglia: è stato un evento emozionante e partecipato», ha dichiarato Massimiliano Valeriani, assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio.

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Giorno della memoria: ricordare la Shoah e tutte le vittime del nazismo.

Il 27 gennaio in tutto il mondo si celebra il Giorno della memoria, una data simbolica per ricordare le vittime del nazismo.

Milioni di persone furono sterminate per via della loro razza, nazionalità o ideologia politica dal regime hitleriano. Un orrore che non ha annientato solo il popolo ebreo, che piange circa 6 milioni di morti, ma anche gli emarginati e chi non si allineava con i principi del nazionalsocialismo.  

L’antisemitismo in Europa si trasformò in un programma politico preciso quando Hitler salì al potere nel 1933.

La persecuzione degli ebrei divenne sistematica e spietata in diversi Paesi, tra questi l’Italia fascista.

Sono serviti anni per consentire alla storiografia di ricostruire numericamente l’Olocausto.

La stima delle vittime oggi fa paura: si aggira attorno a 6 milioni di persone, metà delle quali uccise nei campi di concentramento o di sterminio.

Un terzo della popolazione ebraica fu così cancellata dalla faccia della terra.

Una vergogna per l’umanità che adesso ha il dovere di ricordare e riflettere.

Pochi sanno che tra le vittime dei nazisti ci furono migliaia di Testimoni di Geova.

Il regime nazista li bollò come “nemici dello Stato”. Allora conosciuti come “studenti biblici” rifiutarono apertamente “di accettare anche gli aspetti più marginali del nazismo contrari alla loro fede e al loro credo” – afferma la storica Christine King.

I Testimoni furono tra i primi ad essere mandati nei campi di concentramento, dove portavano un simbolo sull’uniforme: il triangolo viola.

Dei circa 35.000 Testimoni presenti nell’Europa occupata dai nazisti, più di un terzo subì una persecuzione diretta.

La maggior parte fu arrestata e imprigionata. Centinaia dei loro figli furono affidati a famiglie naziste o mandati nei riformatori.

Circa 4.200 Testimoni finirono nei campi di concentramento nazisti. Uno dei massimi esperti dell’Olocausto, lo storico Detlef Garbe, ha scritto: “L’intenzione dichiarata delle autorità naziste era di eliminare completamente gli Studenti Biblici dalla storia tedesca”. Si stima che morirono 1.600 testimoni, di cui 370 per esecuzione.

Tra i perseguitati dal Terzo Reich anche gli appartenenti a etnie nomadicontrassegnati da un triangolo marrone. 

Nel 1938 fu emanata la legge per la “lotta alla piaga zingara” e nel maggio del 1941 arrivò invece l’ordine di eliminazione di “tutti gli indesiderabili dal punto di vista razziale e politico”, in cui erano compresi “comunisti, asiatici inferiori, ebrei e zingari”.

L’anno successivo fu ordinato l’internamento di tutti gli zingari e meticci nel campo di Auschwitz-Birkenau. Per mano nazista morirono tra le 196.000 e le 300.000 persone.

Ogni minoranza veniva contrassegnata con un simbolo: il triangolo nero toccava agli “asociali” (tra cui i trans), il triangolo blu per gli emigrati antinazisti, uno rosso per i dissidenti politici e infine il rosa per gli omosessuali, che si stima sopravvissero in meno della metà ai campi di concentramento.

Quest’anno, per la prima volta, la Commissione ha deciso di illuminarre il suo quartier generale, l’edificio Berlaymont con “We Remember”, aderendo a una campagna globale co-organizzata dal World Jewish Congress e dall’Unesco in memoria delle vittime della ShoahPer. Un modo “per ricordare i milioni di donne, uomini e bambini ebrei, nonchè tutte le altre vittime.

“L’Olocausto è stato un disastro europeo. L’antisemitismo ha portato a questo disastro. L’antisemitismo disumanizza il popolo ebraico. Nella Germania nazista, questa disumanizzazione ha aperto le porte alla Shoah. Non dobbiamo mai dimenticare”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

A Roma In Italia il presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, e il presidente della Camera, Roberto Fico, deporranno una corona di fiori in Largo 16 ottobre 1943, luogo simbolo della deportazione degli ebrei romani.

A riceverli Ruth Dureghello, Noemi Di Segni e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.

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I Premi Presidente della Repubblica di Santa Cecilia

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito i Premi Presidente della Repubblica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per gli anni 2018 e 2019 e ha assegnato le Borse di Studio in memoria dei maestri Goffredo Petrassi e Giuseppe Sinopoli.

Salvatore Accardo per il 2018, Daniele Gatti per il 2019

Il Premio Presidente della Repubblica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è stato conferito per l’anno 2018 al violinista Salvatore Accardo e per l’anno 2019 al direttore d’orchestra Daniele Gatti. Le due Borse di studio sono riservate ad un allievo diplomato dei Corsi strumentali di Perfezionamento (Borsa di Studio Sinopoli) e ad un allievo diplomato del Corso di Composizione (Borsa di Studio Petrassi) dell’Accademia di Santa Cecilia, distintisi per gli ottimi risultati conseguiti, nonché per i concorsi vinti, i riconoscimenti ottenuti e la particolare attività concertistica svolta nei due anni precedenti l’assegnazione.

Le borse di Studio Giuseppe Sinopoli

Per l’anno 2018 la Borsa di Studio Giuseppe Sinopoli è stata assegnata al pianista Alberto Idà, per il 2019 al pianista Axel Trolese. Per l’anno 2018 la Borsa di Studio Goffredo Petrassi è stata assegnata al M° Simone Corti, per il 2019 al M° Alvise Zambon.

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ALMANACCO: 24 Gennaio del 1904, alle 12,00, viene “sparato” il primo colpo di cannone dal Gianicolo.

Il 24 Gennaio del 1904,alle 12,00,viene “sparato” il primo colpo di cannone dal Gianicolo.
La tradizione risale all’epoca di Pio IX, esattamente al 1 dicembre 1847, quando viene istituito il colpo di cannone da Castel S.Angelo per “ovviare al disordine che può non di rado arrecare il diverso andamento di tanti orologi in questa Capitale” (come risulta dal “Diario Romano” del 30 novembre 1847).
Lo sparo da l’inizio al suono delle campane delle Chiese romane.
Il cannone era allora in Castel Sant’Angelo, da dove venne spostato nel 1903 a Monte Mario, per qualche mese, per essere poi posizionato al Gianicolo nella sua collocazione attuale.
L’uso non fu interrotto dall’Unità d’Italia, ma dalla guerra sì.
Fu ripristinato il 21 aprile 1959, in occasione del 2712º anniversario della fondazione di Roma.
Oggi, sono i militari dell’Esercito Italiano che ricordano a Roma che il mezzogiorno è arrivato!
Il primo cannone a sparare dal Gianicolo poteva vantare una lunga storia: era stato infatti impiegato dall’artiglieria del Regno d’Italia per aprire la breccia di Porta Pia ed entrare a Roma nel 1870.
Dal 1991 viene utilizzato un obice della Seconda guerra mondiale caricato con un chilo di polvere da sparo.
Prima dell’introduzione del telegrafo e, oggi, del telefono, il segnale per far partire il colpo di cannone veniva dalla chiesa di Sant’Ignazio: una cesta contenente una palla nera veniva issata su una lunga asta posta sul tetto della chiesa e lasciata cadere alle dodici in punto.
L’ufficiale addetto al cannone la osservava con un binocolo, e come la palla cadeva, dava l’ordine di sparo.
Nei giorni in cui la città è meno rumorosa, oggi il colpo si può sentire fino all’Esquilino: uno sparo dal valore simbolico ma non per questo meno gradito dai romani e dai visitatori della città.
Tra l’altro RadioRomaCapitale fin dalla sua nascita è stata la prima radio a mandare in onda tutti i giorni allo scoccare delle ore 12.00, il famoso colpo del cannone e continua farlo per la gioia degli ascoltatori romani.

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MAXXI incontra l’artista cinese Cao Fei

MAXX propone un incontro esclusivo online in diretta Instagram (@museomaxxi) giovedì 27 gennaio alle 16 con Cao Fei, artista cinese di fama internazionale, inserita quest’anno dalla prestigiosa rivista Artreview al 7° posto tra i Power 100 del mondo dell’arte.

Artista innovativa e visionaria

Cao Fei, protagonista al MAXXI della sua prima grande personale in Italia Supernova, è un’artista innovativa e visionaria, i suoi lavori in bilico tra reale e virtuale raccontano le trasformazioni delle metropoli cinesi, il passaggio da tradizioni millenarie a un presente tecnologico e travolgente, tracciando una linea che attraversa centinaia di anni e proietta a velocità astrali verso il futuro.

Linguaggio poetico, critico e ironico di Cao Fei

Con un linguaggio allo stesso tempo poetico, critico e ironico, Cao Fei affronta le questioni più urgenti della contemporaneità, come il destino delle grandi città ossessionate dallo sviluppo o l’analisi dell’individuo e delle sue relazioni in una società sempre più alienante.

Incontro in inglese senza sottotitoli

Di tutto questo Cao Fei parlerà con Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI, con il nuovo direttore del Mao Museo di Arte Orientale di Torino Davide Quadrio e il giornalista e fondatore di China Files Simone Pieranni. L’incontro si terrà in lingua inglese, senza sottotitoli.

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Lezione di fisica del premio Nobel Serge Haroche a La Sapienza

Giovedì 27 gennaio 2022, alle ore 14, presso l’Aula Amaldi del Dipartimento di Fisica della Sapienza, si svolgerà la prima lezione della Cattedra “Enrico Fermi” 2021-2022, tenuta dal premio Nobel per la Fisica Serge Haroche.

Haroche è docente alla Sorbonne di Parigi

Quest’anno il corso avrà come tema “Scienza della luce: dal telescopio di Galileo al laser e alla rivoluzione dell’informazione quantistica” e si articolerà in 15 incontri presso il Dipartimento di Fisica. Serge Haroche, docente al Collège de France, Università Sorbonne di Parigi, ha ottenuto il Nobel per la Fisica nel 2012 per “i pionieristici esperimenti che consentono di misurare la manipolazione dei singoli sistemi quantistici”. La sua prima lezione alla Sapienza sarà dedicata a “La luce nel Seicento e nel Settecento”. Tra i temi approfonditi: l’invenzione del telescopio e del pendolo, i ruoli di Galileo e Huygens; Newton, la teoria dell’emissione e lo spettro della luce; l’aberrazione delle stelle.

Dal 2011 ciclo di lezioni di studiosi internazionali

Dal 2011, anno in cui il Miur ha istituito la Cattedra “Enrico Fermi”, la Sapienza affida un ciclo di lezioni ai massimi studiosi internazionali che hanno contribuito in modo significativo a specifici campi di ricerca: l’Ateneo si impegna così a celebrare il genio universale Enrico Fermi, tradizione scientifica del nostro Paese e a promuovere la conoscenza della fisica moderna.

Lezioni gratuite e aperte a un pubblico non specialistico

Negli scorsi anni sono intervenuti, tra gli altri, Barry Barish, premio Nobel 2017 (California Institute of Technology), Giovanna Tinetti (University College London, Francesco Sette (Direttore Generale della European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) di Grenoble, Roberto Car (Princeton University), Gabriele Veneziano (CERN, Ginevra e College de France, Parigi), Luciano Maiani (Sapienza). Le lezioni sono gratuite e aperte ad un pubblico non specialistico.

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Webinar sul diabete a La Sapienza

Mercoledì 26 gennaio 2022 alle ore 15 si terrà il webinar dal titolo “Data preparation e data analytics: il caso del diabete”, organizzato nell’ambito degli eventi promossi dal centro di ricerca S.T.I.T.C.H. – Sapienza Information-Based Technology InnovaTion Center for Health.

Esplorare le tecniche di intelligenza artificiale

L’incontro ha l’obiettivo di esplorare le tecniche di intelligenza artificiale (AI) e come queste contribuiscono al Data Management in due aspetti fondamentali: la preparazione dei dati (data preparation) e l’analisi dei dati (data analytics). In questo seminario verrà illustrato l’esempio del lavoro di data preparation effettuato nell’ambito di un progetto condotto da STITCH in collaborazione con l’Associazione Medici Diabetologi (AMD).

Messa a punto di nuove tecniche di cura e prevenzione

Il progetto ruota attorno ad un data set messo a disposizione da AMD e ha come finalità la messa a punto di tecniche per l’individuazione precoce di complicanze e la caratterizzazione della risposta ai farmaci utilizzati nella cura delle persone con diabete tipo 2. L’evento ospiterà gli interventi di Marianna Maranghi e Giorgio Grani del Dipartimento di Medicina traslazionale e di precisione e di Maurizio Lenzerini, Riccardo Rosati e Federico Croce del Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale.

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Cinecittà celebra Pasolini con l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles

La retrospettiva integrale dedicata a Pier Paolo Pasolini per celebrare il centenario della sua nascita: è il primo grande evento che lancia la partnership siglata da Cinecittà con l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles, aperto a settembre dopo vari rinvii dovuti alla pandemia.

Dal 17 febbraio al 12 marzo

La mostra, che si svolgerà dal 17 febbraio al 12 marzo, per onorare il poeta, filosofo e regista, è intitolata Conoscenza carnale: I film di Pier Paolo Pasolini Il programma, che prevede l’utilizzo quasi esclusivo di preziose copie in 35 mm realizzate da Cinecittà, compresi alcuni corti e documentari, inaugura un accordo unico nel suo genere, che prevede la programmazione stabile di rassegne, mostre e attività dedicate al cinema italiano per i prossimi cinque anni, a testimonianza del rapporto più che ventennale che lega le due istituzioni. Dichiara Nicola Maccanico, AD di Cinecittà.

Orgogliosi per l’accordo con il Museo Academy di Los Angeles

«L’Italia è il primo paese al mondo a siglare un simile accordo, e siamo orgogliosi di iniziare questo percorso celebrando uno dei nostri migliori intellettuali. Nonostante la sua critica feroce al capitalismo e alla borghesia, Pasolini rimase affascinato dagli Stati Uniti, New York in particolare, come dichiarò in un articolo del 1966 a firma di Oriana Fallaci, e venne ricambiato. La sua opera è talmente vitale e contemporanea da essere puntualmente richiesta, rivista, studiata. La partnership che Cinecittà ha definito con il Museo Academy, tra le varie attività previste, intende donare nuova vita e visibilità agli autori come lui, che hanno formato e influenzato generazioni di grandi registi internazionali, nella speranza che continuino ad appassionare le generazioni future».

La retrospettiva attraversa i tre periodi del regista

Questa retrospettiva attraverserà i tre periodi principali di Pasolini: la sua reinvenzione del neorealismo italiano come veicolo potentemente lirico per devastanti ritratti della vita moderna (Accattone, Mamma Roma); i suoi scabrosi ritratti della depravazione della società europea (Teorema, Porcile); la sua scioccante Trilogia della vita, una celebrazione dei piaceri primari del sesso ambientata nell’antichità, e la sua antitesi, il devastante e tetro spettacolo horror della Seconda Guerra Mondiale, Salò.

Impatto profondo sul mondo del cinema

Pur essendo stato regista per poco più di un decennio, l’impatto di Pasolini sul cinema è stato profondissimo. Gay dichiarato e critico feroce del capitalismo e dell’establishment borghese europeo, Pasolini rimase nel mirino dell’élite per tutta la sua carriera, che finì tragicamente quando fu assassinato, poche settimane prima della premiere della sua più incendiaria condanna delle classi agiate: Salò o le 120 giornate di Sodoma. Aveva 53 anni.

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“Chiamatemi Mimì”, l’omaggio a Mia Martini al Nuovo Teatro Parioli

Marco Morandi e Claudia Campagnola sono gli interpreti di “Chiamatemi Mimi'”, monologo musicale firmato da Paolo Logli e diretto da Norma Martelli, in scena il 24 gennaio al Nuovo Teatro Parioli di Roma per la rassegna “I concerti del lunedì”.

Uno spettacolo che si snoda attraverso il racconto e il ricordo di canzoni immortali e intramontabili di Mia Martini, tracce che sono nel cuore di tutti noi, da Piccolo Uomo a Minuetto, da La costruzione di un amore ad Almeno tu nell’universo, viste come tappe di una vicenda umana prima ancora che di una carriera canora.

“In molti mi hanno chiesto con quale coraggio mi fosse venuto in mente di affrontare il repertorio di un mostro sacro come Mia Martini, oltretutto donna – spiega Marco Morandi – Ho pensato sin da subito che, invece, proprio il fatto di essere un uomo potesse essere la chiave per riascoltare le sue canzoni con orecchie nuove, per rileggere i testi dandogli un peso diverso. Il lavoro più faticoso e difficile è stato quello di cucire le canzoni su di me, tentando di restituire, anche in parte, la stessa forza interpretativa delle originali”.

Un percorso intimo, privato, sussurrato sul filo dei ricordi d’infanzia, dei batticuori e delle pazzie della giovinezza. Mimì, grande artista e icona femminile.

Una pantera sul palco, un’anima fragile nella vita. Mimì come angolino del cuore di ognuno di noi, sulle note di canzoni che nel cuore ci abitano, e non se ne vanno più.

Mimì donna ferita, Mimì donna orgogliosa, Mimì vittima di indecenti maldicenze, additata come porta jella, uccisa professionalmente dalle male lingue.

Mimì che si ribella sul palco di Sanremo, cantando tutto il suo dolore e la sua rabbia, e neppure quella volta vince.

Mimì e i suoi ricordi d’infanzia, le feste di piazza in Calabria, il primo provino a Milano, gli anni hippy di gioia e di amore libero, a fianco di Renato Zero e sua sorella Loredana. 

“Chiamatemi Mimi'” prodotto da Palco Reale, è un viaggio nell’anima della grande signora della canzone, e nei fragili sentimenti di una donna troppo innamorata dell’amore.

Come spiega l’autore Paolo Logli, è uno spettacolo che si presenta al pubblico come “atto di amore per la più grande interprete italiana di tutti i tempi”.

A ricordare le canzoni della grande artista sarà l’intensa voce di Marco Morandi; il cantante e musicista sarà affiancato sul palco dall’attrice romana Claudia Campagnola, che farà vibrare con la sua recitazione le disparate corde dell’animo di Mia Martini.