Categorie
Cultura

La mostra Sandro Visca – Fracturae al Museo Carlo Bilotti prorogata

La mostra Sandro Visca – Fracturae al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, che indaga l’universo simbolico e figurativo di un protagonista dell’arte contemporanea lungo un arco di tempo che va dai primi anni Sessanta fino alla produzione più recente, prorogata al 23 febbraio. L’esposizione presenta al pubblico circa cento opere tra grandi tele, lavori su carta e installazioni che esprimono il continuo dialogo tra la materia e la sua messa in forma.

L’arte di Sandro Visca in mostra

A partire dalla valorizzazione del “frammento”, entità minima all’apparenza marginale e inutile, l’arte di Sandro Visca si caratterizza per l’assoluta libertà espressiva e una cura meticolosa per il dettaglio. Oltre che dalle celebri serie di sculture composite dei Teatrini e delle Silhouette, il percorso espositivo è arricchito dall’inedita opera installativa a parete Amore Amore del 2024 composta da due quadri e una scala dorata, un’architettura pericolante che traduce e denuncia le “fratture” dell’umano di fronte all’attuale processo di distruzione dei valori. La mostra, curata da Generoso Bruno, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dalla Fondazione Pescarabruzzo e CLAP Museum. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

L’arte visionaria di Jan Fabre dal 31 gennaio alla Galleria Mucciaccia

L’arte visionaria di Jan Fabre, uno dei più grandi innovatori della scena contemporanea, dal 31 gennaio al 1 marzo a Roma, con una mostra che, per la prima volta in Italia, raccoglie i due più recenti capitoli della sua produzione artistica (foto Pierluigi Di Pietro): Songs of the Canaries (A Tribute to Emiel Fabre and Robert Stroud) e Songs of the Gypsies (A Tribute to Django Reinhardt and Django Gennaro Fabre).

L’arte di Fabre alla Galleria Mucciaccia

Artista visivo, creatore teatrale e autore, capace di fondere tradizione artistica, filosofia, scienza e spiritualità in un unico personale universo creativo, Fabre porta alla Galleria Mucciaccia di Roma un corpus di opere che attraversano l’essenza del pensiero umano, la fragilità della vita e il potere trasformativo dell’arte, “giocando” con la performatività dei materiali, per esplorare temi esistenziali, spirituali e scientifici attraverso un dialogo costante tra corpo, mente e materia.

Tra materia e spirito

Occasione per immergersi in un viaggio tra simbolismo, innovazione e intimità personale, in un percorso espositivo attraverso il quale Fabre continua a spingere i confini dell’arte reinventando antiche metafore per affrontare questioni contemporanee, la mostra è un’esplorazione del rapporto tra materia e spirito, forte di un uso innovativo di materiali come il marmo di Carrara, il Vantablack (la più nera versione esistente del nero) e i colori a matita e tempera. Il primo capitolo Songs of the Canaries (A Tribute to Emiel Fabre and Robert Stroud) è un tributo poetico alla fragilità della vita, all’inseguimento dei sogni e alla continua ricerca dell’umanità di comprendere il cielo.

Sculture e disegni di Fabre

Fabre esplora queste tematiche attraverso un’installazione composta da opere meticolosamente scolpite in marmo di Carrara e intimi, sorprendenti disegni a matite colorate su Vantablack. Una serie di sculture raffigura canarini appollaiati in cima a cervelli umani, apparentemente in contemplazione dei meccanismi interni della mente. Dettagli come le piume di un canarino – metafora della libertà e della fragilità – o le vene di un cervello si trasformano in una poesia scultorea che armonizza i suoni del cielo con l’eco dei pensieri umani, attraverso titoli evocativi come Thinking Outside the Cage (2024), Sharing Secrets About the Neurons (2024) e Measuring the Neurons (2024).

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

Siti web del sistema museale, culturale e turistico di Roma in crescita

I siti web del sistema museale, culturale e turistico di Roma Capitale, gestiti da Zètema Progetto Cultura, chiudono il 2024 con numeri straordinari. I dati confermano una crescita significativa, con milioni di accessi che testimoniano l’interesse sempre più marcato del pubblico per l’offerta culturale e turistica della città. Il network dei Musei in Comune e il portale dei Musei Capitolini segnano un incremento del 31% rispetto al 2023, superando complessivamente i 6 milioni di visite.

Siti web da record nel 2024

In particolare, i Musei Capitolini stabiliscono un record storico, con oltre 1 milione di visite web (+16%) e più di 3 milioni di visualizzazioni di pagina. Anche il portale della Sovrintendenza Capitolina raggiunge risultati significativi, con circa 970.000 visite e un totale di oltre 11,5 milioni di pagine viste. Il sito culture.roma.it, punto di riferimento per gli eventi promossi dal Dipartimento Cultura, registra un aumento del 26% rispetto all’anno precedente, superando le 748.000 visite e totalizzando 1,48 milioni di pagine viste.

Efficace strategia di comunicazione

Un risultato che conferma l’efficacia delle strategie di comunicazione digitale per valorizzare l’offerta culturale della città. Numeri record nell’anno del Giubileo per il portale turismoroma.it che si distingue con un incremento del 49% rispetto al 2023, raggiungendo 7,1 milioni di visite e 14 milioni di pagine viste (+81%). La pagina Roma Live risulta la più consultata, a conferma dell’interesse per gli eventi e le attrazioni della città. Cresce anche romapass.it, il portale della city card turistica, con un aumento del 5%.

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

Barbara Baraldi Romics d’Oro della 34ma edizione del Festival

Barbara Baraldi, scrittrice e sceneggiatrice poliedrica, sarà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro durante la 34ma edizione del Festival, in programma dal 3 al 6 aprile a Fiera Roma. Con una carriera che spazia tra romanzi, racconti e sceneggiature per fumetti, Barbara Baraldi è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di letteratura noir, thriller, fantasy e fumetto, lasciando un segno profondo nell’immaginario collettivo

L’esordio di Barbara Baraldi

Esordisce nel mondo della narrativa noir con Una storia da rubare (2007), vincendo il premio Gran Giallo Città di Cattolica come miglior racconto. Questo successo ha avuto un seguito di opere di grande intensità, come La collezionista di sogni infranti (2007) e Lullaby – La ninna nanna della morte (2010), che l’hanno consacrata come una delle autrici emergenti più promettenti della narrativa noir italiana. Nel 2010, Barbara Baraldi ha conquistato il pubblico con Scarlett, un’avvincente saga dark fantasy pubblicata da Mondadori che mescola atmosfere gotiche, orrore e romanticismo. La trilogia, composta da Scarlett (2010), Scarlett: Il bacio del demone (2011) e Scarlett: La terza luna (2015), ha riscosso un enorme successo tra i giovani lettori, diventando un punto di riferimento nel genere fantasy italiano.

La serie Aurora Scalviati nel 2017

Nel 2017, Barbara ha consolidato la sua vocazione al thriller psicologico per la casa editrice Giunti, dando vita alla serie di Aurora Scalviati, profiler del buio. Il primo romanzo, Aurora nel buio (2017), è stato seguito da Osservatore oscuro (2018), L’ultima notte di Aurora (2019), La stagione dei ragni (2021) e Cambiare le ossa (2022). Questi romanzi hanno confermato il talento dell’autrice nel creare trame dense di suspense e atmosfere inquietanti, conquistando il pubblico e la critica. Il suo ultimo romanzo è La bambola dagli occhi di cristallo (Giunti). Barbara Baraldi ha iniziato la sua collaborazione con Sergio Bonelli Editore nel 2012, esordendo con la storia Il bottone di madreperla, disegnata da Paolo Mottura e pubblicata su Dylan Dog Color Fest n.9, e nel 2015 ha debuttato sulla serie regolare con l’albo n.348, La mano sbagliata, illustrato da Nicola Mari.

Firma di punta di Dylan Dog

Da allora è una delle firme di punta della testata, contribuendo con opere amate come Gli anni selvaggi (2016), Casca il mondo (2019) e Jenny (2021), arricchendo il personaggio creato da Tiziano Sclavi con nuove sfumature emotive e narrative. A coronamento del suo percorso, nel maggio 2023, la nomina a curatrice di Dylan Dog, assumendo un ruolo centrale nel futuro creativo della serie. Nel corso della sua carriera, ha collaborato con la Walt Disney Company come consulente creativa, ha pubblicato graphic novel con editori indipendenti in Italia, e in Francia con l’editore Soleil. Ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton.

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

La Vaccheria di Roma ospita “AmoR-Pop. NeonPopArt Icons”

La Vaccheria di Roma continua a indagare la scena contemporanea trasformando i suoi spazi in un laboratorio di luce e colori con la mostra “AmoR-Pop. NeonPopArt Icons”, personale di Carla Campea: dal 24 gennaio al 24 febbraio, un dialogo tra gli spazi restituiti dell’ex casale e la neon pop art italiana. Esponente della nuova scena neon contemporanea, Carla Campea presenta un corpus di lavori (foto Emanuela Bertuccioli) che esplorano le intersezioni tra materiali tradizionali e installazioni luminose, attraverso un percorso articolato tra creazioni e racconti visivi che attingono all’immaginario collettivo trasformandolo in esperienze multisensoriali, portando letteralmente il quotidiano sotto una “nuova luce”.

Vaccheria scelta come sede espositiva

La scelta della Vaccheria come sede espositiva non è casuale: emblematico ex casale dell’agro romano e oggi Casa romana della Pop Art, lo spazio nel cuore dell’EUR diventa un contenitore ideale per le opere di Campea, che reinterpretano simboli e oggetti di consumo in chiave luminosa e pop, in un percorso espositivo che abbraccia la poetica della luce come strumento narrativo. Con “AmoR-Pop. NeonPopArt Icons”, realizzata con l’iconico medium del neon, Carla Campea riflette sui temi del consumo, della memoria e della percezione, portando il visitatore a interrogarsi sul ruolo dell’arte nella vita di tutti i giorni attraverso una mostra che dialoga con lo spazio, trasformando la Vaccheria in un teatro di emozioni visive, con uno stile che attinge al “solaio” della memoria collettiva, recuperando ed elaborando, con metodo anche scientifico artigianale, personaggi iconici.

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

Reinventare il linguaggio, Gastone Novelli e la scrittura francese d’avanguardia

Reinventare il linguaggio, Gastone Novelli e la scrittura francese d’avanguardia. In occasione del centenario della nascita di Gastone Novelli, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e l’Archivio Novelli ospiteranno un incontro il 16 gennaio 2025, dalle ore 18:00 alle 20:00, dedicato all’influenza delle opere dell’artista sugli scrittori francesi. L’evento si terrà nel Grand Salon di Villa Medici, in lingua italiana, con ingresso gratuito previa prenotazione.

Panel di specialisti italiani e francesi

L’appuntamento riunisce un prestigioso panel di specialisti italiani e francesi, Marco Rinaldi, Davide Crosara, Andrea Cortellessa e Mireille Calle-Gruber, per approfondire i complessi rapporti tra immagine e scrittura sviluppati da Novelli e condivisi con autori come Georges Bataille, Claude Simon e Pierre Klossowski. Dagli anni Cinquanta in poi, Gastone Novelli ha dato vita a un’intensa esplorazione dei legami tra il linguaggio visivo e quello scritto, trovando ispirazione nei movimenti letterari del surrealismo tardivo e del Nouveau Roman francese.

La ricerca artistica di Novelli

La sua ricerca artistica si è nutrita dell’incontro con figure di spicco come Samuel Beckett, Georges Bataille e Claude Lévi-Strauss, avviando collaborazioni che hanno prodotto opere grafiche e libri unici, non semplicemente illustrati ma reinterpretati attraverso la sua poetica cromatica e segnica. Questo dialogo rappresenterà una significativa occasione per esplorare il ruolo di Novelli come trait d’union tra Italia e Francia, tra innovazione visiva e narrativa, tra il linguaggio della modernità e l’eco del mito.

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

FOROF inaugura il suo Public Program il 24 gennaio

FOROF, realtà culturale unica che combina archeologia e arte contemporanea, fondata da Giovanna Caruso Fendi, inaugura il suo Public Program venerdì 24 gennaio. Curato da Bartolomeo Pietromarchi, il programma presenta 5 Episodi che da gennaio a giugno 2025 trasformeranno lo spazio di FOROF in un luogo vibrante e di sperimentazione continua. Ogni episodio attiverà in modo dinamico la mostra site-specific Nimbus Limbus Omnibus dei Gelitin/Gelatin, visitabile fino al 30 giugno 2025. Le performance, concepite appositamente per l’occasione da artisti provenienti da discipline diverse, si configureranno come veri e propri strumenti per amplificare e vivere il tema centrale del progetto espositivo: le libertà.

Public Program di FOROF

Il Public Program di questa IV Stagione di FOROF prevede, quindi, tre interventi inediti del collettivo viennese Gelitin/Gelatin, una performance del duo artistico (LU. PA), composto da Lulù Nuti e Pamela Pintus, e una dell’artista spagnola Aitana Cordero. L’intento è stimolare un dialogo profondo e coinvolgente tra l’arte, lo spazio e il pubblico, invitando ciascun visitatore a essere protagonista attivo, immergendosi in nuove prospettive di riflessione e partecipazione. Il primo episodio celebra il 20° anniversario della leggendaria scultura Hase / Rabbit / Coniglio (2005), un gigantesco coniglio (foto Christof Harringer) che domina le Alpi Marittime, in Piemonte. Per questa occasione i Gelitin/Gelatin presentano una performance inedita: 40 minuti di balli, parole, disegni e dipinti dal vivo, indossando costumi da coniglio e comportandosi come tali, trasformando lo spazio in un palcoscenico vivace e coinvolgente.

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

L’arte racconta la musica alle Scuderie Aldobrandini di Frascati

L’arte racconta la musica. Otto tele trasformate in spartiti con una live experience dell’artista Maria Luisa D’Eboli. Un concerto/performance per inaugurare la mostra nel Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini di Frascati (foto Deboli). Dal 28 dicembre al 5 gennaio 2025, a cura di Roberta Frate.

Fusione di arte e musica

La magia dell’arte e della musica che si fondono per dare vita ad una live experience unica nel suo genere: “The Shape of Sound”, il concerto/performance ideato dall’artista Maria Luisa D’Eboli che, come scrive la Storica dell’arte Alessandra De Simone, dopo il Macro di Roma, Casa Cava di Matera e la Pinacoteca Provinciale di Potenza, arriva al Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini come nuova cornice d’eccezione per questo progetto esclusivo che costituisce l’estrema essenza di una pittura d’avanguardia, protesa alla sperimentazione di un’arte sinestetica ed inclusiva estremamente innovativa.

Tele che “riproducono” musica

Otto grandi tele monocromatiche in esposizione, plastiche e dinamiche allo stesso tempo, che “riproducono” con il colore il suono prodotto da strumenti musicali diversi che la D’Eboli ha realizzato ascoltando l’esecuzione di otto musicisti di fama internazionale: Mathilde Lebert, Teodor Coman, Patrick Messina, Adriana Ferreira, Lorenza Borrani, Filippo Lattanzi, Ricardo Serrano, Floraleda Sacchi. Questo il tema della mostra che prende vita in un viaggio emozionante tutto da vivere ed ascoltare, nel quale la pittrice percepisce la vibrazione e ne veicola l’energia dentro di sé riuscendo a plasmare una copiosa quantità di acrilico, con il quale traduce l’esperienza sonora in esperienza visiva.

Patrocinio della Regione Lazio

L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Lazio, dal Comune di Frascati e dal Musa, sarà inaugurata il 28 dicembre 2024 alle 17.30 per poi essere esposta fino al 5 gennaio 2025. Le tele dipinte, a loro volta, trasformate in spartiti, vengono attivate dallo sguardo dello spettatore e restituiscono all’infinito la melodia che per incanto si accende e pervade lo spazio espositivo circostante. Un abbraccio musicale connette la pittura ai resti archeologici dell’età imperiale sospesi su teche trasparenti, realizzando un tessuto spazio-temporale armonioso in grado di coniugare passato e presente in un continuum che solo la magia dell’arte può realizzare.

Gaia Vazzoler accompagna la pittrice

In questo evento ad accompagnare la pittrice sarà Gaia Vazzoler, musicologa e pianista laureata al D.A.M.S. con il Prof. Mario Bortolotto e collaboratrice per oltre dieci anni dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove coniuga l’insegnamento del pianoforte all’attività concertistica e di divulgazione musicale, in sinergia con le più importanti e prestigiose istituzioni culturali capitoline. L’apertura della Mostra pregerà lo spettatore di un evento suggestivo dove la pittrice mostrerà sé stessa durante l’atto creativo, ovvero il momento in cui, veicolata dall’arte, avviene la sua personale connessione con il flusso vitale infinito che muove la vita, nel generoso intento di risvegliare nello spettatore la consapevolezza di poter fare della sua vita un’opera d’arte. Ingresso gratuito Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini piazza Guglielmo Marconi, 6 a Frascati.

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

La mostra Bansky and Warhol al WeGil fino al 6 giugno 2025

La mostra Bansky and Warhol, curata da Sabina de Gregori e Giuseppe Stagnitta, al WeGil di Roma dal 20 dicembre al 6 giugno 2025, patrocinata dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea e prodotta da MetaMorfosi Eventi e Emergence Festival, documenta il percorso innovativo e rivoluzionario di due grandi artisti che hanno cambiato il modo di vivere l’arte degli ultimi 50 anni: Andy Warhol e Banksy.

Un confronto di artisti in mostra

Un confronto tra due artisti e due personalità apparentemente distanti: il favoloso mondo di Andy Warhol, l’artista più fotografato al mondo, famoso e onnipresente, contro l’anonimo Banksy, che ha reso la sua arte un evento mediatico mondiale. Da una parte, dunque, Warhol e le sue opere diventate un prodotto di consumo e il suo nome un vero e proprio brand, e dall’altra Banksy grande esperto di comunicazione, che continua a far parlare di sé trasformando il vandalismo di strada in un evento internazionale da prima pagina, capace di raggiungere l’intero pianeta, usando il suo anonimato per diventare icona (brand) allo stesso modo di Warhol. Il focus della mostra è proprio questo: investigare in parallelo gli obiettivi e gli intenti dei due artisti che più hanno lavorato sulla propria immagine pubblica.

Arte che diventa azione

L’arte diventa azione e la provocazione al mercato dell’arte esplicita. Le opere esposte sono oltre 100, provenienti da famose collezioni private di tutto il mondo e da importanti gallerie d’arte. Dalla Kate Moss sensuale di Banksy alla posa della Marylin realizzata da Warhol dopo la morte dell’attrice nel 1962, al significativo ritratto della Regina Elisabetta ritratta da Warhol con il diadema reale e a quella di Banksy con le sembianze di una scimmia (Monkey Queen). E poi il famoso ritratto di Mao, Lenin e Kennedy di Warhol e la Regina Vittoria di Banksy. Grace Kelly, Mick Jagger, Keith Haring, Joseph Beuys, Liza Minelli: due artisti geniali, capaci di creare un cocktail potente di celebrità, satira e voyerismo e che hanno saputo trasformare la loro arte in un evento straordinario.

Immensa produzione di Bansky

La numerosissima produzione di Banksy con un esempio delle Soup che sono considerate post-produzione di una delle opere più iconiche di Warhol e il famoso autoritratto, Self Portrait, su tela del 1967 di Warhol messo a confronto con il muro di Banksy dal titolo Computer Boy (di cui alcune interpretazioni vedono nel ragazzo accovacciato Banksy da piccolo con l’identità già nascosta). Sarà in mostra anche il famosissimo muro di Banksy dal titolo Season’s greetings realizzato in Galles a Port Talbot nel 2018, che ci invita a riflettere sulle conseguenze che l’inquinamento atmosferico ha sulla nostra salute.

In mostra anche la musica

Si affronteranno, inoltre, i grandi temi comuni a entrambi gli artisti come la Musica, che costituiranno un faccia a faccia unico. Dischi e manifesti iconici dei due artisti, tra tutti la famosa banana del 1967 della copertina di The Velvet Underground & Nico, simbolo di una generazione musicale che sarà in dialogo con l’opera di Banksy dal titolo Pulp Fiction, in cui John Travolta anziché la pistola ha in mano la banana iconica di Warhol e oltre 50, tra vinili di Warhol firmati e cd con la copertina realizzata da Banksy.

Comunicato Stampa

Categorie
Cultura

La Biennale MArteLive chiude con numeri straordinari

La Biennale MArteLive, da oltre 20 anni, dà voce e spazio alle varie anime artistiche, coniugando discipline, visioni e talenti diversi da ogni parte del mondo. Ideata e tuttora diretta da Giuseppe Casa, la manifestazione è diventata un punto di riferimento nel panorama culturale italiano, crescendo in maniera significativa e costante dal 2001 fino ad oggi.

Edizione 2024 della Biennale

L’edizione 2024, nel corso dei due mesi, ha registrato numeri straordinari: organizzati 188 eventi multidisciplinari, che hanno animato la scena culturale romana in 43 location diverse, 123 concerti, 30 spettacoli di teatro e danza, 2 eventi non convenzionali, 5 murales e 28 laboratori e workshop. Complessivamente, sono state rappresentate 16 discipline artistiche e realizzati 11 Progetti Speciali, configurando la Biennale come un evento unico nel suo genere in Italia.

Giuseppe Casa

«La Biennale MArteLive 2024 ha avuto un impatto profondo e multidimensionale: ha valorizzato l’arte come veicolo di innovazione culturale, ha sostenuto artisti emergenti dimostrando come la cultura possa essere una leva strategica per lo sviluppo economico e sociale. La Biennale ha saputo unire artisti affermati e talenti emergenti, valorizzando il turismo culturale e la rigenerazione urbana in 14 quartieri, soprattutto nella periferia romana. Un evento che dimostra il potere trasformativo dell’arte e la sua capacità di creare valore, promuovendo coesione e benessere individuale e collettivo», ha dichiarato Giuseppe Casa.

Comunicato Stampa