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Cultura

Un ricco cartellone di iniziative culturali con Natale nei Musei

Un ricco cartellone di iniziative culturali per impreziosire le festività natalizie con percorsi guidati per tutte le età nei musei e sul territorio, concerti e laboratori per i più piccoli alla scoperta di Roma città del mondo. È il programma di eventi Natale nei Musei, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, che si svilupperà per tutto il periodo delle Feste, da sabato 21 dicembre 2024 a mercoledì 8 gennaio 2025.

Attività tradotte in LIS

Diverse attività sono previste con traduzione in LIS, Lingua dei segni italiana, a cura del Dipartimento Politiche Sociali e Salute (Direzione Servizi alla Persona) con la cooperativa Segni d’Integrazione Lazio. Il 24 e il 31 dicembre tutti i Musei Civici e le aree archeologiche saranno aperti fino alle ore 14.00. Resteranno chiusi invece il 25 dicembre, e riapriranno con orario ordinario il 26 dicembre. Inoltre il 1° gennaio, in occasione della quarta edizione di Roma Capodarte, i Musei e le aree archeologiche saranno aperti a ingresso gratuito.

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Cultura

La Clode Art Gallery inaugura “Oltre il tempo: generazioni a confronto”

La Clode Art Gallery inaugura la sua nuova mostra collettiva intitolata “Oltre il tempo: generazioni a confronto”, un dialogo visivo tra artisti del Novecento e voci della scena contemporanea. L’esposizione sarà aperta al pubblico durante le festività, con un’inaugurazione speciale prevista per due giorni, sabato 21 e domenica 22 dicembre, dalle ore 15 alle 20, arricchita da una degustazione di vini selezionati e un accompagnamento musicale.

Alla Clode Art Gallery fino al 12 gennaio

La mostra rimarrà poi visitabile, negli orari di apertura della galleria, fino al 12 gennaio 2025, offrendo al pubblico l’opportunità di immergersi in un viaggio artistico senza tempo anche dopo le festività natalizie. La direttrice della galleria, Claudia Guitto, ha scelto di creare un ponte tra epoche, stili e visioni artistiche: «Si tratta di un incontro tra passato e presente – afferma – tra chi ha tracciato le basi dell’arte e chi oggi ne rinnova il linguaggio, creando un dialogo senza tempo che trova spazio nella bellezza condivisa».

Opere dei maestri della Scuola Romana

Saranno infatti esposte opere dei grandi maestri della Scuola Romana, come Franco Angeli, con i suoi simbolismi carichi di significato, Mimmo Rotella, maestro del décollage e della poetica dei manifesti strappati, e Mario Schifano, con la sua pittura visionaria e sperimentale che ha segnato il Pop Art italiano. Accanto a loro, troviamo artisti come Renato Mambor, capace di raccontare il rapporto tra immagine e realtà con il suo stile minimale, e Giosetta Fioroni, unica voce femminile del gruppo, che ha portato la sensibilità dell’intimità e della memoria nella sua opera. Completano questa celebrazione della grande arte italiana maestri come Renato Guttuso, simbolo del realismo sociale, Antonio Del Donno, noto per la sua capacità di unire la scultura alla forza della materia, ed Emilio Leofreddi, con la sua estetica fortemente simbolica e contemporanea.

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The Large Glass da domani al MAXXI

The Large Glass è il titolo della mostra curata dall’artista americano Alex Da Corte (Philadelphia, 1980) che, aperta al pubblico il 13 dicembre, inaugura una nuova prospettiva nel programma espositivo del MAXXI, volta al coinvolgimento di artisti e intellettuali per reinterpretare le Collezioni del museo (foto Vincenzo Labellante). Il progetto combina opere di artisti moderni e contemporanei e si distingue per la sua capacità di proporre un intreccio narrativo in cui il tradizionale concetto di presentazione di una collezione museale si unisce alla visione nuova e dinamica della mostra.

Il visitatore di The Large Glass

Il visitatore è invitato così a riflettere sulle dinamiche dell’alterazione e del mutamento, attraverso una selezione di opere del patrimonio museale del MAXXI, tra dipinti, installazioni, fotografie e opere di architettura. Qui i lavori di grandi maestri dialogano con quelli di giovani autori contemporanei, dando vita a un racconto corale inedito, arricchito dalla visione personale e concettuale dell’autore. Alex Da Corte, riconosciuto a livello internazionale per il suo linguaggio multidisciplinare, ha costruito un percorso che supera le barriere tra le arti: muovendosi tra il concreto e l’astratto, la narrazione del curatore invita il pubblico a immergersi in un viaggio tra i movimenti dell’universo, nel tempo e nello spazio.

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Il Conte Mascetti “è tornato a casa” a Velletri

Il Conte Mascetti “è tornato a casa”. Ha preso posto nella Casa Museo Ugo Tognazzi di Velletri, Casa della Memoria dedicata al grande attore, la digiscultura realizzata da Andrea Tirinnanzi che ritrae Ugo Tognazzi nei panni del Conte Mascetti di Amici Miei. L’opera dell’artista fiorentino, una sagoma a grandezza naturale, accoglierà d’ora in avanti tutti i visitatori di “Casa Vecchia”, acquistata da Ugo negli anni ’60 e diventata il fulcro della vita privata e professionale dell’artista. Ad annunciare, via social, il lieto ritorno è stato GianMarco Tognazzi, patron della cantina La Tognazza e coordinatore della Casa della Memoria di Velletri:

Finalmente a casa il Conte Mascetti

«Ebbene sì! Finalmente il Conte Mascetti è tornato a casa! Grazie al maestro Andrea Tirinnanzi – ha affermato GianMarco Tognazzi – autore di questa meravigliosa digiscultura, per avere omaggiato la Casa Museo Ugo Tognazzi a Velletri con questa sua opera, dando così a tutti i visitatori la possibilità di essere accolti direttamente dal padre fondatore del libero territorio».

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Nordic Film Fest da giovedì 12 a domenica 15 dicembre

Il Nordic Film Fest si tiene da giovedì 12 a domenica 15 dicembre. La rassegna che nasce con l’intento di promuovere la cinematografia e la cultura dei Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia) è organizzata dalla ITALE20 di Antonio Flamini, che ne cura anche la direzione artistica, in collaborazione con le quattro ambasciate nordiche presenti in Italia e con il Circolo Scandinavo di Roma, si svolgerà presso lo Spazio Scena di Roma a Trastevere dal 12 al 15 dicembre e presenterà una selezione della cinematografia nordica degli ultimi anni realizzata in collaborazione con i Film Institutes dei rispettivi paesi e alcuni distributori, con il patrocinio della Regione Lazio, del MIC ed aderisce al Circuito dei Festival Indipendenti di CNA Roma finanziato da Fondazione Cinema per Roma.

Programma del Nordic Film Fest

Oltre alle proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano o in inglese e ad ingresso libero, il programma prevede presentazioni e incontri con ospiti internazionali, mostre, presentazioni di libri e degustazioni di prodotti tipici nordici. Quest’anno la manifestazione festeggerà la sua tredicesima edizione, importante obiettivo raggiunto con un percorso che l’ha vista affermarsi sul panorama romano e nazionale come appuntamento imperdibile della stagione cinematografica, per questo il tema di questa edizione rappresenterà la sintesi dei tanti argomenti trattati in tutte le precedenti edizioni, dall’emigrazioni ai cambiamenti climatici, dalla diversità all’amore dell’uomo per la natura, dall’avventura ai rapporti padri-figli, dalla morte all’amore.

The Emigrants ad aprire il festival

Ad aprire ufficialmente il Nordic Film Fest 2024, sarà il film ”The Emigrants” del regista norvegese Erik Poppe, una coproduzione tra Svezia, Norvegia e Danimarca che narra dell’emigrazione dalla Svezia al Nord America nel XIX secolo, un periodo caratterizzato da carestia e povertà. La storia si concentra su Kristina (Lisa Carlehed) e Karl Oskar (Gustaf Skarsgård), una coppia di contadini che, motivati dal desiderio di una vita migliore e da nuove opportunità, intraprendono un difficile viaggio verso l’America. Il film si basa sulla popolare serie di romanzi di Vilhelm Moberg su Kristina di Duvemåla, pubblicata tra il 1949 e il 1959.

Dal romanzo di Moberg

Nel suo adattamento del romanzo di Moberg, già affrontato nel fortunato film omonimo di Jan Troell del 1971 con Liv Ullmann, Poppe si concentra sulle donne e in particolare sulla coraggiosa scelta di Kristina di lasciarsi tutto alle spalle e sul turbamento emotivo del trasferimento in un altro Paese: il film inizia in bianco e nero e man mano che vengono svelati i retroscena della sua famiglia e inizia il viaggio verso l’America, le immagini diventano lentamente a colori. Prima della proiezione di apertura della manifestazione sarà presentato il libro “Immagini” di Ingmar Bergman, a cura della Cue Press, la prima casa editrice digitale italiana dedicata alle arti dello spettacolo, e inaugurata la mostra “A Swedish Love Story: Film and TV drama” a cura dell’Ambasciata di Svezia, a cui seguirà una degustazione di gløgg, la bevanda di Natale tipica per favorire “l’atmosfera nordica” dell’evento.

Il progetto SIMKA del Circolo Scandinavo

Inoltre, il Circolo Scandinavo di Roma presenterà il progetto SIMKA, video art a cura degli artisti Simon Häggblom (Finlandia) e Karin Lind (Svezia), che introdurranno I loro lavori. La sigla della manifestazione è realizzata dagli studenti dello IED (Istituto Europeo di Design) di Roma. Durante la rassegna saranno presentati in tutto 8 lungometraggi, cortometraggi norvegesi e filmati di video art a cura del Circolo Scandinavo introdotti dagli autori. Tutte le proiezioni saranno introdotte dai rappresentanti delle ambasciate ”nordiche”.

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Salvador Dalì, tra arte e mito, a Roma dal 25 gennaio al 27 luglio

Salvador Dalì, tra arte e mito, la mostra dedicata al grande maestro del surrealismo, organizzata da Navigare presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano dal 25 gennaio al 27 luglio e allestita dal curatore di mostre internazionali Vincenzo Sanfo, con il supporto di un comitato internazionale. La mostra gode del patrocino della Regione Lazio, di Roma Capitale Assessorato alla Cultura e di Oficina Cultural de la Embajada de España. Circa 80 opere provenienti da collezioni private di Francia e Italia, per un viaggio nell’arte e nel mito del genio di Salvador Dalí.

L’universo di Salvador Dalì

Dipinti, disegni, sculture, ceramiche, vetri, incisioni, litografie, documenti, libri e fotografie conducono il pubblico a immergersi nell’universo daliniano, libero dalla rigidità delle regole, dove la realtà è costituita dai sogni. A completare questo percorso, sono esposte anche opere di altri autori che hanno condiviso con Dalí l’idea di un’arte dal carattere onirico e surreale, come René Magritte, Max Ernst, André Masson, Man Ray, Leonor Fini, Giorgio de Chirico, oltre a scrittori del calibro di André Breton, Jean Cocteau, Louis Aragon e molti altri.

Evento di rilevanza internazionale

Un evento che per i lavori esposti assume una straordinaria rilevanza a livello internazionale, celebrando non solo Dalí, ma anche l’intero panorama surrealista europeo. Tra le opere in esposizione si trovano anche molte litografie, comprese quelle legate ai lavori di García Lorca e alla Divina Commedia, incisioni a puntasecca, disegni, arazzi, sculture, oggetti in vetro, ceramiche, gioielli, dipinti e una serie di fotografie, libri e documenti che arricchiscono ulteriormente la collezione.

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Più libri più liberi conferma numeri importanti

Più libri più liberi, nonostante un giorno festivo in meno, segna un numero di ingressi in linea con quello dello scorso anno, confermandosi il principale appuntamento culturale della Capitale e un evento di riferimento per il panorama editoriale italiano. La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e ospitata presso il Roma Convention Center – La Nuvola dell’Eur, ha attirato non solo il pubblico abituale, ma anche un numero significativo di nuovi appassionati, segnando un traguardo senza precedenti. L’evento si è distinto ancora una volta come luogo di dialogo e riflessione, capace di offrire contenuti di alto valore culturale e stimolare il pensiero critico, promuovendo la crescita personale e collettiva.

Più libri più liberi 2025

L’appuntamento con Più libri più liberi è già fissato per il prossimo anno, dal 4 all’8 dicembre 2025, sempre a La Nuvola. 1200 gli ospiti italiani e internazionali che hanno partecipato agli oltre 700 appuntamenti di questa edizione, offrendo nuove prospettive su La misura del mondo, libri, editoria, confronti su temi di grande rilevanza, scienza, poesia, giornalismo.

Incontri più seguiti

Tra gli incontri più seguiti quello di Alicia Giménez-Bartlett, il dialogo tra Jonathan Bazzi, Gaja Cenciarelli, Roberto Saviano e Licia Troisi con Serena Dandini, Diego Bianchi e Nicola Lagioia con Paolo Di Paolo. Tra i molti autori stranieri Geoffroy de Lagasnerie, Moshtari Hilal, Anna Pazos, Andrés Felipe Solano, Patrick Winn. Per gli italiani Donatella Di Pietrantonio, Anna Foa, Valerio Magrelli, Francesca Mannocchi, Valeria Parrella, Sandro Veronesi, Paolo Zellini. Per i più giovani Giulio Fabroni, Jenny Jägerfeld, Guillaume Perreault, Kelly Yang. Chiara Valerio, curatrice e responsabile del programma, dichiara:

La curatrice Chiara Valerio

«Se è vero, come sta scritto in Jane Austen, della quale ricorrono i 250 anni dalla nascita nel 2025, che Desiderare vuol dire sperare, il tema del prossimo Più libri più liberi sarà Ragioni e sentimenti, che vuol dire poi cercare di indagare, attraverso i libri, le persone che li hanno scritti, e soprattutto le persone che li hanno letti, se siamo ancora in grado di desiderare e cioè di sperare e non solamente, come pure ci capita, di disperare, tutto attaccato. Dalla prima edizione, sotto la mia direzione, ci siamo portati le parole, da quella di quest’anno le misure, il prossimo anno le mescoliamo per farci raccontare e per raccontare le ragioni e i sentimenti».

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La fotografia e la pittura con la doppia personale Life Is but a Day

La fotografia e la pittura si incontrano dal 14 dicembre al 31 gennaio 2025, con la doppia personale Life Is but a Day, che nella Mucciaccia Gallery Project vede insieme Charlie Davoli ed Elisa Zadi, in una mostra inedita a cura di Maria Vittoria Pinotti. La Mucciaccia Gallery Project chiude così la stagione espositiva 2024 mettendo in dialogo le opere di due artisti contemporanei dallo stile e dalla tecnica profondamente diversa, creando una relazione non di contrasto ma di suggestioni visive e richiami a un universo immaginifico e poetico, attraverso un percorso espositivo nato dal desiderio di esplorare il rapporto tra tempo, memoria e percezione, temi sintetizzati dal titolo Life Is but a Day, tratto da una poesia di John Keats.

Fotografia e pittura intrecciano realtà e immaginazione

Attraverso questa lente, le opere di Davoli e Zadi propongono visioni che intrecciano la realtà e l’immaginazione, ciascuno sviluppando una narrazione unica: l’uno attraverso la manipolazione surreale di paesaggi naturali, l’altra con dipinti che riflettono intimi rapporti tra figura umana e natura. Charlie Davoli, fotografo di origini singaporiane, presenta scatti inediti che sfidano le leggi fisiche per aprire così finestre su universi impossibili: le sue composizioni, ricche di enigmi visivi, sono popolate da figure anonime che invitano lo spettatore a costruire una narrazione personale, immergendosi in paesaggi naturali trasformati in scenari di pura invenzione.

La pittrice fiorentina Elisa Zadi

Elisa Zadi, pittrice fiorentina, si distingue per un approccio tecnico che combina cromie luminose con riferimenti ai paesaggi toscani: i suoi dipinti, ispirati a scene d’incendi reali, esplorano il tema della trasformazione e del rapporto tra corpo umano e ambiente, offrendo una prospettiva intima e simbolica. «Fotografia e pittura non si oppongono ma si completano – spiega la curatrice Maria Vittoria Pinotti, Storica dell’arte e critica indipendente – dando vita a nuove attinenze e prospettive, in un dialogo che costruisce spazi immaginari attraverso relazioni e corrispondenze». In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo con un testo critico della curatrice.

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Il Rights Centre di Più libri più liberi chiuso con grande successo

Il Rights Centre di Più libri più liberi, Fiera nazionale della piccola e media editoria a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e a cui hanno preso parte 58 operatori provenienti da 28 Paesi europei ed extraeuropei, si è chiuso ieri con all’attivo 835 incontri tra editori italiani ed editori stranieri per lo scambio di diritti di traduzione. Novanta gli espositori italiani coinvolti. La due giorni è stata preceduta dal Fellowship Program per sei editori della Polonia, sette mesi dopo Italia Ospite d’Onore alla Fiera del Libro di Varsavia. Gli editori hanno avuto l’occasione di visitare alcune case editrici romane espositrici a Più libri più liberi: 66th and 2nd, Bibliotheka, Castelvecchi ed Elliot Edizioni, Gallucci Editore, Orecchio Acerbo, Round Robin.

Rights Centre con il sostegno di ICE-Agenzia e Regione Lazio

Il Rights Centre e il Fellowship Program sono realizzati con il sostegno di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Lazio per il tramite di Lazio Innova soggetto attuatore, con i fondi PR FESR Lazio 2021-2027, della Camera di Commercio di Roma e con un contributo della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e di Bologna Children’s Book Fair – BolognaFiere.

Fabio Del Giudice direttore AIE

«L’internazionalizzazione dell’industria editoriale nazionale è tra gli obiettivi che da decenni AIE persegue lavorando a fianco delle istituzioni: dal 2001 a oggi i diritti venduti all’estero dagli editori italiani sono quadruplicati, ma soprattutto i piccoli e medi editori hanno margini di ulteriore crescita ampi. Il Rights Centre di Più libri più liberi è uno degli strumenti che l’Associazione offre alla comunità editoriale per farsi conoscere meglio all’estero e il successo anno dopo anno ci mostra che è una iniziativa oramai consolidata e dal valore riconosciuto» ha spiegato Fabio Del Giudice, direttore dell’AIE e della Fiera Più libri più liberi.

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Il MAXXI racconta un secolo di viaggi con Autostrade e futuro

Il MAXXI racconta un secolo di viaggi con Italia in movimento con Autostrade e futuro, la mostra che apre al pubblico domani 6 dicembre. Curata da Pippo Ciorra con Angela Parente, in collaborazione con Autostrade per l’Italia, l’esposizione svela come le autostrade abbiano plasmato il paesaggio, la società e l’immaginario di un intero paese.

Al MAXXI connessione di luoghi, persone e storie

L’autostrada italiana non è solo un’infrastruttura, è il filo che intreccia modernità e memoria, connettendo luoghi, persone e storie. Con gli slanci eroici del Novecento, l’accelerazione produttiva del dopoguerra, gli scenari ecosostenibili del futuro, la mostra è un invito a riscoprire l’Italia come l’hanno vissuta milioni di viaggiatori, nel corso delle varie epoche. Dall’ambito “Grand Tour” sette/ottocentesco, passando per la letteratura il cinema e la televisione, il nostro paese rappresenta da secoli una meta sognata dai viaggiatori di tutto il mondo. Un sogno reso non solo possibile, ma alla portata di tutti proprio grazie alle autostrade.

Uno spettacolare itinerario

Tra progetti d’archivio, fotografie d’autore, mappe in evoluzione e immagini iconiche, la mostra accompagna il visitatore lungo uno spettacolare itinerario spazio-temporale, fatto della storia delle autostrade ma anche dei suoi luoghi e temi ricorrenti. Le quattro sezioni della mostra celebrano infatti il ruolo dell’autostrada come protagonista della vita quotidiana e della narrazione collettiva. La rete è il cuore del progetto secolare delle autostrade, che hanno come principale obiettivo quello di avvicinare le persone e le storie.

Documenti, immagini e mappe

Il processo di completamento della rete autostradale è qui illustrato dai documenti, le immagini fotografiche e in movimento, mappe, carte turistiche, progetti e disegni reperiti nei ricchi archivi della Società Autostrade, nella collazione MAXXI Architettura e Design Contemporaneo e negli archivi e studi dei numerosi prestatori. La sezione viaggio è una riflessione su ciò che viene offerto allo sguardo del viaggiatore, una specie di comfort estetico, all’interno del percorso e dei servizi autostradali.

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