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Cultura

“Psichiatria e Diritti Umani: passato, presente e possibile futuro” a Roma

“Psichiatria e Diritti Umani: passato, presente e possibile futuro” torna presso il prestigioso Palazzo Velli Expo in Piazza di Sant’Egidio 10 a Roma, con il Patrocinio del Comune di Roma. Nonostante la riforma, più formale che sostanziale, gli orrori psichiatrici del passato persistono nel presente perché, come previsto dallo stesso Franco Basaglia, il trasferimento delle competenze agli ospedali non ha cambiato l’approccio manicomiale fatto di trattamenti coatti, minacce, contenzione, sbarre, sedazione profonda e privazione dei più fondamentali diritti.

Come è cambiata la Psichiatria

Per questo, il titolo scelto quest’anno dagli organizzatori evidenzia la continuità sostanziale tra passato e presente, auspicando al tempo stesso un futuro in cui il sogno di Basaglia e le linee guida dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, possano infine diventare realtà. La mostra si sviluppa attraverso documentari fotografici ed audiovisivi che guidano il visitatore attraverso un percorso storico che parte dalle origini della psichiatria andando verso il presente.

Rassegna fotografica in 15 totem

Quest’anno la Mostra si arricchisce di una rassegna fotografica in 15 totem che mostrano, attraverso una selezione di foto storiche d’archivio, com’era la situazione dei manicomi italiani agli inizi degli anni ’90; quasi 15 anni dopo la chiusura ufficiale dei manicomi voluta con la legge Basaglia. Sarà inoltre arricchita dalla presentazione di due libri a cura dei rispettivi autori: “Patogenesi Psichiatrica” del Dott. Giulio Murero e “Oltre il Manicomio” del Dott Roberto Cestari. Oltre che del film “Folle d’amore – Alda Merini” e del docu-film: “Se mi ascolti e mi credi.”.


Comunicato Stampa

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Cultura

Appia Regina Viarum, in mostra nel Casale di Santa Maria Nova fino al 13 ottobre

Dipinti, fotografie, illustrazioni, manifesti pubblicitari, progetti architettonici e documenti d’archivio del secolo scorso raccontano

in sei sezioni il lato moderno dell’Appia, una delle più note vie consolari, parte vivente anche della Roma contemporanea.
Presso il casale di Santa Maria Nova, nel Parco Archeologico

dell’Appia Antica, è aperta al pubblico fino al 13 ottobre la mostra ‘L’Appia è moderna’, a cura di Claudia Conforti, Roberto Dulio,

Simone Quilici e Ilaria Sgarbozza.

IL SUO LATO MODERNO IN MOSTRA

Numerosi i progetti di grandi architetti del Novecento in mostra: Marcello Piacentini, la famiglia Busiri Vici, Raffaele De Vico, Enrico Del Debbio, Luigi Moretti, Sergio Musmeci, Lucio Passarelli, Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti. Non solo l’architettura ma anche le arti figurative, tra verismo, simbolismo e astrazione, hanno lasciato il segno nel racconto moderno di questa parte di città. Esposti, tra gli altri, lavori di Duilio Cambellotti e di Giulio Aristide Sartorio. La via Appia è entrata anche nella mondanità: nel dopoguerra era l’Olimpo dei divi di Hollywood tra piscine moderne e classici ninfei; le ville degli attori lungo e attorno la via Appia finivano sui rotocalchi, accendendo l’immaginazione popolare. A distanza di decenni il lato pop dell’Appia si manifesta nel cinema, da ‘La dolce vita’ a ‘La grande bellezza’ e nei fumetti, come dimostrano i due numeri di ‘Topolino’ in mostra che, utilizzando l’Appia come scenario, ne scoprono la potente e vitale modernità.

TRA LE OPERE ANCHE 8 FOTOGRAFIE DI FRANCESCO JODICE

Tra le opere esposte anche otto fotografie di Francesco Jodice, che porta il suo personale sguardo sulla via Appia, e i fotogrammi inediti estrapolati da una pellicola cinematografica 35 mm di Mariano Fortuny, che ci rivelano lo sguardo dell’artista sulla via. Sono soggetti che poi l’artista ha traslato in incisioni e acqueforti, oltre che nei suoi famosi tessuti.

Enzo Ferreri

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Cultura

Le “Sfide” sportive diventano capolavori d’arte a via Margutta

Le “Sfide” sportive diventano capolavori d’arte. In mostra le originalissime opere del Maestro Mario Russo dedicate a varie discipline dal 31 maggio al 9 giugno presso la Galleria Area Contesa, via Margutta a Roma. Madrina l’attrice Adriana Russo. Il senso dello sport come valore di crescita personale e come strumento educativo. Sono alcune delle tematiche al centro di “Sfide”, l’originale mostra d’arte che, dal 31 maggio al 9 giugno presso la Galleria Internazionale Area Contesa, mostrerà alcune opere del celebre pittore Mario Russo dedicate proprio alle discipline sportive che amava tantissimo.

Idea Sfide da Adriana Russo

L’idea di organizzare una personale con opere incentrate su un tema insolito per l’arte contemporanea è stata proposta dalla figlia, l’attrice Adriana Russo, che ha recuperato le tele del padre grazie ad un lavoro attento e scrupoloso svolto in collaborazione con i critici Alfio Borghese e Mario Salvo e le galleriste Teresa e Tina Zurlo. L’artista di origini napoletane, la cui popolarità ha varcato in confini italiani, ha sempre ricercato strade nuove nel suo percorso artistico e come lui stesso diceva: “Spero che scatti sempre dentro di me quella molla che sappia darmi l’entusiasmo necessario per lavorare”. Proprio in una delle sue numerose esposizioni in giro per il mondo, precisamente in Canada, il Maestro Mario Russo rimase colpito dalle partite di football americano.

Emozioni di sport

Affascinato dalle performance dei giocatori decise di riprodurre i momenti più salienti di alcune discipline per riportare sulla tela espressioni ed emozioni di quelle “Sfide”. La mostra ad ingresso gratuito sarà inaugurata il 31 maggio ore 18.00 in via Margutta 90 a Roma con la madrina Adriana Russo e personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’arte e anche del giornalismo.


Comunicato Stampa

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Cultura

‘Corpo vitreo’, a Roma dal 16 maggio la genesi poetica di Michele Burato

Una tecnica artistica radicata nella millenaria tradizione dell’alto artigianato veneziano, legato a un materiale che nasce da sabbia e

fuoco, ma stimolata da una sensibilità tutta moderna.
È questa una delle chiavi di lettura della mostra ‘Corpo Vitreo’ di Michele Burato, una rara occasione per immergersi in un allestimento

di manufatti contemporanei di vetro di Murano a Roma dal 16 maggio al 29 giugno presso la Galleria Abscondita. Si tratta di una mostra antologica che va dalla fine degli anni ’90 ai giorni nostri e presenta

il percorso dell’artista e la peculiarità della sua ricerca sulle potenzialità delle tecniche e delle forme del vetro di Murano.

DALLA MILLENARIA TRADIZIONE DI MURANO ALLA CONTEMPORANEITA’ DI FORME E COLORI

Corpo vitreo – spiega in particolare Gabriele Frasca, direttore della galleria Abscondita – è il nome della sostanza anatomica trasparente che permette la rifrazione della luce dall’esterno alla retina, permettendo la visione del mondo che abitiamo.
Così, le opere di Michele Burato filtrano e riflettono profondamente lo spirito, le esperienze e le passioni dell’artista – la sua attrazione per gli incontri, i viaggi e la sperimentazione. I vetri di Michele infatti sono corpi, con le proprie cicatrici, il proprio respiro e le proprie ombre: hanno una vitalità formale data da un’armonia organica, estranea alle precise simmetrie geometriche della tradizione muranese; hanno una vivacità cromatica pulsante, come la vita esperita nella sua forma originaria di impulso e desiderio”.

Enzo Ferreri

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Viaggio nel Foro di Cesare torna dal 22 maggio al 22 settembre

Viaggio nel Foro di Cesare, l’appassionante spettacolo multimediale che racconta e fa rivivere la scenografica area archeologica, torna anche quest’anno dal 22 maggio al 22 settembre. Il progetto, promosso da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, prodotto e organizzato da Zètema Progetto Cultura, si avvale dell’ideazione e della cura dell’indimenticato Piero Angela e di Paco Lanciano e della stessa Direzione Scientifica della Sovrintendenza Capitolina.

Viaggio per romani e turisti

Romani e turisti, dal 22 maggio, potranno dunque tornare a godere di una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico, accompagnati dalla straordinaria voce narrante di Piero Angela e dalla visione di filmati, proiezioni e videomapping che ricostruiscono l’attuale area archeologica così come si presentava nell’antica Roma. Lo spettacolo, con possibilità di ascolto della narrazione in audiocuffia in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese), si snoda lungo un percorso itinerante in quattro tappe, della durata complessiva di circa 50 minuti, inclusi i tempi di spostamento.

Comunicato Stampa

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La mostra “Narciso. La fotografia allo specchio” alle Terme di Caracalla

La mostra “Narciso. La fotografia allo specchio” visitabile alle Terme di Caracalla fino al 3 novembre 2024. Il progetto espositivo è promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, e organizzato da Electa con la cura di Nunzio Giustozzi. 78 iconici scatti di 35 fotografi sono suddivisi in 3 sezioni.

Mostra da suggestioni particolari

«Le mostre fotografiche e, più in generale, sull’arte dei nostri tempi alle Terme di Caracalla acquistano un fascino e una suggestione tutti particolari – riflette Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – grazie alla dialettica con le maestose vestigia romane che danno al contemporaneo una dimensione di eternità. Così come è senza tempo il tema del doppio, dello specchio, dello specchiarsi e del rispecchiarsi, eternato da Narciso, come dimostrano le infinite versioni del mito. Qui lo riscopriamo attraverso gli scatti dei grandi fotografi del Novecento, con immagini dal forte valore simbolico e aperte alle interpretazioni, speriamo le più diverse, dei visitatori».

Comunicato Stampa

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Sabato 18 maggio torna a Roma la Notte dei musei 2024

Sabato 18 maggio 2024 torna a Roma la storica manifestazione

Notte dei Musei, con il suo ricco programma di eventi e mostre

da visitare negli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale.

QUATTORDICESIMA EDIZIONE NELLA CAPITALE

Giunta alla sua quattordicesima edizione nella Capitale, la manifestazione, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, propone l’apertura straordinaria al pubblico in orario serale, dalle 20 alle 2 (ultimo ingresso ore 01.00), degli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale.
Il programma sarà presto disponibile sul sito www.culture.roma.it e www.museiincomuneroma.it.

Enzo Ferreri

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Tête-à-tête fino al 6 luglio nella sede romana di Mucciaccia Gallery

Tête-à-tête fino al 6 luglio 2024 nella sede romana di Mucciaccia Gallery, mostra a cura di Catherine Loewe. Un’esplorazione del mondo di alcune celebri coppie di artisti in cui amore, vita e fare arte si fondono nella reciproca ricerca. Tête-à-tête si sviluppa come un racconto appassionato in un serrato confronto delle opere eseguite dai protagonisti: Sue Arrowsmith & Ian Davenport, Nick Carter & Rob Carter, Charlotte Colbert & Philip Colbert, Rossella Fumasoni & Piero Pizzi Cannella, Ilya and Emilia Kabakov, Carolina Mazzolari & Conrad Shawcross, Annie Morris & Idris Khan, Shirin Neshat & Shoja Azari

Lo sguardo insolito di Tête-à-tête

Il “testa a testa” suggerito dal titolo si traduce in uno sguardo insolito sulle dinamiche dietro le relazioni tra artisti che condividono la vita privata e quella professionale e su come questo condizioni le pratiche dei singoli, sia che lavorino individualmente che in collaborazione. Catherine Loewe, curatrice della mostra, descrive una realtà molto variegata: “Sebbene le relazioni possono essere un terreno fertile per la creatività, non sono prive di sfide, richiedono un alto grado di tolleranza e compromesso, in particolare quando si tratta di navigare nel processo creativo, tra le esigenze di un frenetico programma espositivo internazionale e le necessità di una famiglia. I tempi potrebbero non essere gli stessi, ma gli artisti di oggi seguono le orme di coppie pionieristiche come Robert e Sonia Delaunay, Frida Kahlo e Diego Rivera, Jackson Pollock e Lee Krasner, le cui vite spesso tumultuose hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’arte d’avanguardia”.

Ufficio Stampa

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Lazio terra di cinema e registi

Lazio terra di cinema, un linguaggio universale che unisce gli appassionati di tutto il mondo, e ha visto l’Italia giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo di questa forma d’arte, offrendo al mondo cinematografico lungometraggi e registi che hanno fatto la storia e influenzato generazioni di cineasti internazionali. Per avere un quadro di insieme dei talenti cinematografici italiani è stato realizzato uno studio, che fotografa le province e regioni che hanno dato i natali ai registi vincitori dei principali festival cinematografici europei.

Vittorie italiane nei Festival del cinema

La prima parte dello studio, a cura della piattaforma di corsi di lingua online Preply, si focalizza sulle analisi delle vittorie italiane nei festival di Berlino, Cannes, Locarno e San Sebastian. L’Orso d’Oro, il prestigioso premio del Festival di Berlino, ha visto trionfare registi italiani tra gli anni ’50 e il 1972, con un ritorno al successo nel 1991 grazie a Marco Ferreri. Anche a Cannes l’Italia si è distinta, piazzandosi al terzo posto per numero di vittorie totali. A Locarno invece il cinema italiano può vantare 11 successi, mentre a San Sebastian i successi italiani hanno segnato il periodo del boom economico, con l’ultimo trionfo nel 1981 di Marco Ferreri. Lo studio si concentra successivamente su quelle regioni che hanno dato i natali al maggior numero di registi vincitori dei primi premi dei festival presi in questione.

Lazio davanti a tutti

Sul gradino più basso del podio l’Emilia Romagna: 5 successi totali, tra i quali spicca la tripletta di Michelangelo Antonioni, ben accompagnato da Pier Palo Pasolini e Federico Fellini. I 9 successi permettono alla Lombardia di stabilirsi in seconda posizione. Non mancano grandi nomi come Marco Tullio Giordana e Alberto Lattuada e pellicole indimenticabili come L’albero degli zoccoli o Il gattopardo. Vanta invece il primato in questa speciale classifica il Lazio, che guarda tutti dall’alto forte delle sue 10 vittorie. Oltre a De Sica e Rossellini, si possono apprezzare opere maestre di Elio Petri e Maurizio Ponzi.


Comunicato Stampa

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ARF! e l’Instituto Cervantes presentano la mostra “Più di 100 proiettili”

ARF! e l’Instituto Cervantes di Roma presentano alla Sala Dalì di Piazza Navona la mostra in prima assoluta “Più di 100 proiettili” del rinomato artista sudamericano, vincitore di 4 Eisner Awards, Eduardo Risso. In occasione dell’inaugurazione dell’esposizione, che ospiterà circa 80 tavole originali, venerdì 17 maggio alle ore 18, l’autore incontrerà il pubblico italiano, per un talk e una sessione di dediche.

Talk pre ARF! venerdì 17 maggio

«Dopo aver collaborato con maestri dell’illustrazione, del fumetto e della graphic novel quali David Aja, Issa Watanabe o Juanjo Guarnido, è per noi naturale e siamo fieri di ospitare presso la nostra Sala Dalí uno dei grandi nomi della graphic novel attuale, Eduardo Risso, argentino diventato universale. La sua mostra “Più di 100 proiettili” è fondamentale nella nostra programmazione di questi mesi, che presta particolare attenzione all’illustrazione, come dimostra la condizione di Paese Ospite conferita alla Spagna nel Festival Cartoons on the Bay, organizzato dalla RAI a Pescara», afferma Ignacio Peyró, Direttore Instituto Cervantes di Roma.

Linea Vertigo della DC Comics

Sul finire degli anni ’90, quell’incredibile decade in cui la linea Vertigo della DC Comics diretta da Karen Berger aveva sfornato pietre miliari come Sandman, Hellblazer o Preacher, Brian Azzarello e Eduardo Risso spararono i loro cento proiettili, e fu una deflagrazione! Con la lunga saga corale di 100 Bullets, una serie noir di 100 numeri, di crimini e sangue, riscatti e vendette, guerre di potere tra famiglie, in cui i molteplici protagonisti, boss della malavita, agenti sotto copertura, killer spietati, giustizieri solitari, femmes fatales, si spostano come pedine di un’elaborata scacchiera tra New York, Miami, Parigi, la California o il Sudamerica.

Popolarità di Eduardo Risso

La popolarità di Risso, che già pubblicava serie come Parque Chas o Chicanos sia nella sua natia Argentina che all’estero (in Spagna, Francia e Italia, anche sulle pagine di Skorpio e Lanciostory), crebbe esponenzialmente con il successo di 100 Bullets, tradotta e pubblicata nei più importanti mercati editoriali del mondo; il suo tratto unico, la sua capacità nel tratteggiare le espressioni di ogni personaggio o nel descrivere nel dettaglio qualsiasi ambiente, riuscivano a trasformare in puro storytelling qualsiasi cosa disegnasse, dai tatuaggi e le catene d’oro dei gangster dei barrios di Los Angeles alle evoluzioni degli skeaters newyorchesi di Central Park, agli spassosi vecchietti che giocano a domino al Parco Maximo Gomez di Calle Ocho, in Little Havana!

Comunicato Stampa