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Cultura

Eugenio Bennato salirà sulla Nave dei libri per Barcellona

Eugenio Bennato salirà sulla Nave dei libri con la sua band. Il cantautore napoletano, tra l’altro vincitore del Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano “Grande Sud”, è stato invitato dall’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona per Aspettando San Jordi, un grande concerto che si terrà nella città catalana lunedì 22 aprile, vigilia della festa di San Giorgio, i libri e le rose.

Eugenio Bennato per la XII edizione di Una nave di libri per Barcellona

E proprio per l’occasione, dal 20 al 25 aprile Agra Editrice, in collaborazione con Leggere: tutti e Grimaldi Lines Tour Operator, e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona e dell’ANP, organizza la XII edizione di Una nave di libri per Barcellona, viaggio letterario in coincidenza con il 23 aprile, Giornata Mondiale del Libro che a Barcellona si festeggia in modo del tutto particolare: nella Diada de Sant Jordi (il giorno di San Giorgio, patrono della Catalogna) è tradizione che gli uomini regalino una rosa alle donne e siano contraccambiati con un libro. Così tutta la citta si riempie di rose e di libri con decine di eventi e incontri con scrittori e poeti.

Programma letterario in definizione

Durante il viaggio, sia all’andata sia al ritorno, nelle sale della Cruise Roma di Grimaldi Lines il programma letterario, in via di definizione, prevede incontri con scrittori, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e musicali. Hanno già confermato la presenza a bordo della nave che salperà dal porto di Civitavecchia nella serata del 20 aprile: Lorenzo Marone, Gabriella Genisi, Giampaolo Simi, Carola Carulli, Anna Maria Gehnyei, Peppe Millanta, Patrizia Cirulli, cantautrice che ha musicato e interpretato poesie di Garcia Lorca, Frida Kahlo, Quasimodo, D’Annunzio, che duetterà con l’attore Gino Manfredi, che leggerà alcuni brani di questi grandi poeti. Per l’edizione 2024 la Nave dei libri guarda all’Europa. Saranno a bordo, grazie al progetto Desibook di Erasmus+, studenti provenienti da Bulgaria, Turchia, Grecia, Spagna e Italia, accompagnati dai loro insegnanti.

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Cultura

Un Mondo di Menu, la grande Storia a tavola, al Garum dal 5 al 7 aprile

Un Mondo di Menu, la grande Storia a tavola, si terrà a Roma presso il Garum, Biblioteca e Museo della Cucina dal 5 al 7 aprile, e sarà inaugurata giovedì 4 aprile alle ore 17. La mostra è gratuita e l’ingresso è libero. Ideata e curata dal Garum, Biblioteca e Museo della Cucina e dall’associazione internazionale di collezionisti Menu Associati. La mostra, visitabile in maniera completamente gratuita, si compone di 400 importanti menu originali appartenenti alle principali collezioni, private e pubbliche, e molti dei menu saranno esposti al pubblico per la prima volta, a partire dal più antico menu a stampa conosciuto (1803) fino a menu a noi contemporanei quali quello del Pranzo offerto da Casa Artusi al Presidente Napolitano il 7 gennaio 2011 o quello relativo al viaggio di papa Francesco a Cuba per incontrare il patriarca Kirill.

Collaborano a Un Mondo di Menu

Alla mostra collaborano fra gli altri: Maurizio Campiverdi, proprietario della più vasta collezione di menu conosciuta, Academia Barilla, l’Istituto Luigi Sturzo, il Museo Panini di Modena, Casa Artusi, lo Zeppelin Museum di Friedrichschafen e, eccezionalmente, l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica. La prefazione del catalogo è a firma del Prof. Alberto Capatti mentre la curatela del catalogo e dell’evento è di Maurizio Campiverdi, Franco Chiarini, Giulio Fano, Matteo Ghirighini e Roberto Liberi. Il 2024 dovrebbe essere l’anno della qualifica di Patrimonio Immateriale dell’Umanità per la Cucina Italiana e questa mostra si propone come base di studio e di confronto su quello che gli antichi menu possono raccontare sullo sviluppo e sulle sfumature delle Gastronomie e delle Tradizioni.

Menu testimone della storia

Nella visione proposta dalla mostra il menu, oltre che un manufatto spesso di fattura pregevole e artistica ed un testimone oculare della storia della Gastronomia, è piuttosto un credibile cronista dell’economia, delle scienze sociali e politiche e della quotidianità a sé contemporanee. Un narratore di Un Mondo di Menu può raccontare le più affascinanti storie che hanno fatto la Storia!

Grandi eventi del Mondo

Difatti i menu esposti, e ampiamente descritti nel catalogo analitico a stampa che accompagna la mostra, sono legati a eventi storici e situazioni particolari quali, a mero titolo di esempio: le celebrazioni per lo Statuto Albertino, la concessione a Garibaldi della cittadinanza onoraria di Londra, la Breccia di Porta Pia e le due guerre mondiali, fino ad arrivare alle relazioni diplomatiche del secondo dopoguerra come nel caso del menu della Colazione offerta dal Presidente Cossiga a Michail Gorbaciov e alla Signora Rajssa Gorbaciova all’indomani della caduta del muro di Berlino.

Dal Titanic all’ultimo Zar

Ad essi si affiancano menu che ci raccontano le ultime ore del Titanic, le grandi imprese di Amelia Earhart e Charles Lindbergh, Umberto Nobile e Francesco De Pinedo. Dal primo pranzo di Hitler e Mussolini a quelli legati alle celebrazioni per il matrimonio di William & Kate, passando per le incoronazioni di Elisabetta II e di Nicola II, l’ultimo Zar. La mostra sarà articolata in un percorso unico diviso in numerosi capitoli.

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Cultura

Asian Film Festival dal 10 al 17 aprile al Cinema Farnese Arthouse

Asian Film Festival dal 10 al 17 aprile al Cinema Farnese Arthouse la 21ma edizione. Tagliato il traguardo dei vent’anni, Asian Film Festival si rinnova con un’edizione che si preannuncia straordinaria. Per la prima volta verranno proiettati film dalla Mongolia e dal Nepal, mentre, accanto ai nuovi film di grandi registi, ci saranno molte opere prime di alto livello, assolute sorprese, distribuite tra la sezione Newcomers, il Concorso e il Fuori Concorso.

Oltre 30 lungometraggi dal 10 al 17 aprile all’Asian Film Festival

Il festival, che si svolgerà al Cinema Farnese Arthouse, dal 10 al 17 aprile, presenterà più di trenta lungometraggi provenienti da Corea del Sud, Giappone, Cina, Taiwan, Hong Kong, Malesia, Singapore, Indonesia, Vietnam, Thailandia, Filippine, oltre ai già menzionati debuttanti Nepal e Mongolia. Visto il grande successo degli ultimi anni, ritornano le giornate a tema, dedicate ai paesi che meglio si sono distinti per l’originalità e il dinamismo delle proprie cinematografie, dal Giappone alla Corea del Sud, dal Vietnam alla Thailandia, con due nuove nazioni che saranno annunciate in seguito.

Sostegno rinforzato al Festival

I “days” sono organizzati grazie al sostegno e al coordinamento imprescindibile di Ambasciate, Istituti di Cultura, Film Commission, Agenzie governative dei paesi dell’Estremo Oriente che in questo anno hanno rinforzato a vario titolo la loro partnership strategica con il Festival. Tre i temi trainanti di questa ventunesima edizione: la condizione della donna, il coming of age attraverso racconti adolescenziali, ma anche la violenza declinata nelle sue diverse forme. Giunti ornai in un’era post-covid, la ventunesima edizione di Asian Film Festival accoglierà molti ospiti, da paesi diversi, tra cui registi, attori e attrici, produttori. E proprio con produttori e distributori italiani, questa edizione del festival intende riflettere sulle possibili co-produzioni tra Italia, Europa, e Paesi dell’Estremo Oriente, tra difficoltà a livello di content e opportunità a livello economico ed artistico.

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Senzatomica arriva dal 20 marzo al 18 maggio all’Ospedale delle Donne

Senzatomica, una mostra sul disarmo contro la minaccia delle armi nucleari, in tour per l’Italia, arriva dal 20 marzo al 18 maggio a Roma, allestita negli spazi monumentali dell’Ospedale delle Donne. Il percorso propone una riflessione intima attraverso le esperienze dei sopravvissuti, gli hibakusha, e una visita immersiva nei luoghi delle tragedie di Hiroshima e Nagasaki con la voce narrante di Carmen Consoli. La simulazione del lancio di una bomba atomica su Roma, una visita “immersiva” dei luoghi della memoria di Hiroshima e Nagasaki attraverso un visore e le esperienze degli “hibakusha”, i sopravvissuti allo scoppio delle bombe atomiche: tutto questo in una versione totalmente rinnovata e rivista dal punto di vista contenutistico, grafico ed espositivo.

Obiettivo di Senzatomica

Sranzatomica, trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” inaugura il 20 marzo 2024 a Roma. L’esposizione si svolgerà presso l’Ospedale delle Donne – piazza S. Giovanni in Laterano, 74, fino al 18 maggio 2024 e sarà aperta dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 19, dal venerdì alla domenica dalle 9 alle 20 (ultimi ingressi un’ora prima della chiusura). La mostra Senzatomica è rivolta in particolare ai giovani e offre percorsi personalizzati e materiali didattici adatti per ogni ordine e grado scolastico, a partire dalla quarta elementare. Accompagnati lungo il percorso della mostra da volontari appositamente formati, gli studenti potranno approfondire la storia della bomba atomica, il concetto di deterrenza nucleare, le azioni della società civile e il valore della trasformazione interiore per realizzare così un mondo libero da armi nucleari.

Ingresso gratuito

L’ingresso è gratuito con possibilità di prenotazione per le scuole (mail: scuole.roma@senzatomica.it). La mostra, realizzata grazie ai fondi dell’8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, è un’esposizione itinerante che farà tappa in diverse città italiane ed è patrocinata da: Roma Capitale, Regione Lazio, Città metropolitana di Roma Capitale, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Rete delle Università italiane per la Pace.

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L’Altrove Teatro Studio lancia il concorso Prosit!

L’Altrove Teatro Studio ha deciso di dedicare un nuovo concorso di drammaturgia al genere della prosa. I destinatari di Prosit! sono tutte le compagnie emergenti del teatro italiano che vogliono confrontarsi con questo genere. Durante la serata della finale il pubblico dell’Altrove Teatro Studio potrà dare il suo voto per decretare, insieme alla giuria tecnica, il vincitore tra i 4 finalisti che farà parte della stagione 2024-2025. In un teatro apertamente dedicato alle nuove drammaturgie, non poteva mancare uno spazio riservato esclusivamente alla prosa, genere dato un po’ per scontato, se non relegato al lato nell’odierno panorama di nuove forme di comunicazione teatrale.

Voce alla prosa all’Altrove Teatro Studio

Anzi la volontà è proprio quella di dare voce ad un genere niente affatto desueto ma anzi fortemente ricercato dal pubblico. Autori nuovi e nuove idee ci sono, come vivacissima è la loro capacità di raccontare storie contemporanee attraverso un genere che merita di avere uno spazio di primo piano. Fin dalla sua fondazione, l’Altrove Teatro Studio si è affermato come luogo dedicato alle nuove drammaturgie contemporanee e, in special modo, al teatro di prosa. Mai come nell’attuale contesto storico, volto principalmente alla valorizzazione delle forme di sperimentazione teatrale come la performance, ci sembra necessario dare uno spazio altrettanto adeguato al teatro di parola.

Non è teatro obsoleto

La prosa, senza dimenticare la grande tradizione, non può rimanere relegata nell’ambito di un teatro spesso ingiustamente tacciato di essere superato o addirittura obsoleto rispetto alle nuove esigenze di rappresentazione della realtà. Il circuito dei teatri nazionali da una parte e quello del teatro commerciale dall’altra, hanno impedito alle generazioni di autori nuovi di imporsi all’attenzione del pubblico. Queste giovani realtà possono opporre una controffensiva di grande vivacità creativa a questo stato di necrosi, contribuendo direttamente alla rinascita di un teatro che sia di cultura popolare.

Il Premio Prosit!

Il Premio di drammaturgia “Prosit!” nasce proprio come contenitore ideale per le numerose compagnie del panorama teatrale romano, e non solo, che siano in grado di produrre un teatro di parola che sia attuale. Con questo si intendono delle tematiche fortemente radicate nel presente, sviluppate attraverso dinamiche di messa in scena semplici e scarne, atte a valorizzare prima di tutto il testo e il livello artistico di professionisti validi, capaci e meritevoli di essere i nuovi protagonisti della scena italiana.

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Alfabeto OBIC, un nuovo codice per leggere le opere d’arte

L’Alfabeto OBIC è un rivoluzionario progetto culturale, editoriale ed espositivo, un nuovo codice per leggere le opere d’arte. Un alfabeto che nasce per creare una nuova dimensione dell’opera d’arte, una nuova lettura, una nuova codifica, qualcosa di non ancora interpretato, ma che esiste e, soprattutto, che può regalare allo spettatore uno strumento inatteso con cui osservare e leggere l’arte.

Doppio appuntamento con Alfabeto OBIC nella Capitale

Per dare concretezza a questo progetto si presenta a Roma un doppio appuntamento: il 21 marzo alle ore 18 presso il Teatro Casa Manfredi di Via dei Conciatori una Live Performance aperta al pubblico e la mostra Alfabeto OBIC dal 22 marzo al 24 aprile alla Galleria MICRO Arti Visive di Viale Mazzini. La mostra e la performance sono curate da Anna Paola Lo Presti e Gianluca Marziani e presentano opere di Roberto Giacomucci, Giulio Marchetti e Mario Ricci, oltre a una serie di opere fotografiche della OBIC photo collection di cui tre inedite realizzate appositamente per l’evento e la mostra di Roma.

Come funziona il progetto

La performance live aperta al pubblico dimostra come funziona il progetto OBIC. Anna Paola Lo Presti ha letto nelle opere di Roberto Giacomucci, Giulio Marchetti e Mario Ricci il loro “Codice OBIC” e lo ha utilizzato per realizzare le ricette, trasformarle in opera e renderle iconiche con uno scatto fotografico. Da qui la performance che vedrà, oltre agli artisti presenti, due ospiti d’eccellenza: Giorgia Proia, pastry Chef e Luciano Monosilio, Chef e Pasta Ambassador.

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Mostra Gian Maria Volonté 30 all’Archivio Storico Enrico Appetito

Mostra evento Gian Maria Volonté 30 all’Archivio Storico di Cinema Enrico Appetito per celebrare il trentennale della scomparsa dell’artista. La mostra: dal 1 al 24 marzo 2024 tutti i giorni dalle 10 alle 19, a ingresso gratuito, negli spazi del WEGIL, hub culturale della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea a Trastevere, a Largo Ascianghi 5. Tra i film presenti in Archivio sono stati selezionati tre dei film più rappresentativi tra quelli interpretati da Volontè: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Sacco e Vanzetti e Per un pugno di dollari.

Novanta foto in mostra

La mostra propone novanta foto, divise tra set e fuori set, scelte tra le oltre 8.000 foto presenti in archivio dei tre film, saranno esposte al piano terra dell’edificio razionalista disegnato da Luigi Moretti. Il cinema: Nel pomeriggio ore 18:30, sempre con ingresso gratuito, gli appuntamenti proseguiranno con la proiezione dei tre film preceduti da incontri e dibattiti, realizzati in collaborazione con la rivista LEFT, con artisti, registi e critici cinematografici moderati da Giusi De Santis e Francesco Della Calce. SPAZIO SCENA lo spazio polivalente e polifuzionale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, in via Degli Orti d’Alibert, a Trastevere, ospiterà le proiezioni dei tre film con il seguente programma

Per un pugno di dollari

Giovedì 7 marzo – Per un pugno di dollari – Incontro con la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté interviene Daniele Vicari e Georgia Lorusso – 1964 primo film della cosiddetta trilogia del dollaro, diretta da Sergio Leone e interpretata da Clint Eastwood, che comprende anche “Per qualche dollaro in più” (1965) e “Il buono, il brutto, il cattivo” (1966). Gian Maria Volonté appare con il nome John Wells e Ennio Morricone e firmò la colonna sonora con lo pseudonimo Dan Savio, in alcuni titoli e rinominato Leo Nichols. Nel 1965 – Nastro d’argento Migliore colonna sonora a Ennio Morricone.

Sacco e Vanzetti

Giovedì 14 marzo – Sacco e Vanzetti – Left incontra Antonello Fassari e Mattia Sbragia – film del 1971 con la regia di Giuliano Montaldo, con Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla, narra la vicenda realmente accaduta a Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due anarchici italiani emigrati negli Usa a inizio Novecento condannati a morte sulla sedia elettrica pur essendo innocenti. Nel 1977, in seguito al clamore suscitato dal film di Giuliano Montaldo, dalle numerose manifestazioni e dal lavoro di revisione del processo promosso dal Comitato Internazionale per la Riabilitazione, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis dichiarò che «ogni stigma e onta siano per sempre cancellate dai nomi di Sacco e Vanzetti».

Contro il pregiudizio

Continuava il governatore con parole ancora attuali: «Il loro processo e la loro esecuzione dovrebbe far ricordare ai popoli civili del costante bisogno di munirsi contro la nostra suscettibilità al pregiudizio». Mercoledì 20 marzo – Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto – Left incontra Mimmo Calopresti e Andrea Occhipinti – il pluripremiato film, premio Oscar nel 1971, di Elio Petri con Gian Maria Volonté e Florinda Bolkan. È considerato uno dei migliori film del regista e uno dei migliori in Italia, tanto da essere inserito nella lista 100 film italiani da salvare.

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Il Festival del Cinema Tedesco dal 14 al 17 marzo

Il Festival del Cinema Tedesco torna a Roma per la quarta edizione dal 14 al 17 marzo 2024 al Cinema Quattro Fontane. A volere l’iniziativa German Films che, da oltre 25 anni, promuove il cinema tedesco nel mondo, e che quest’anno festeggia i sui 70 anni di attività. Il Festival si svolgerà in collaborazione con Goethe-Institut e Ambasciata della Repubblica di Germania a Roma.

Quattro giorni di Festival

Nei quattro giorni di programmazione saranno presentate alcune tra le opere più interessanti scelte a partire dalle recenti produzioni cinematografiche tedesche per le quali il pubblico romano sarà chiamato a votare il proprio film preferito. Una selezione di film, tra anteprime italiane e opere prime, che spaziano, per generi e tematiche tra loro diverse, e che vanno dall’emancipazione femminile alla rivendicazione dei diritti degli atleti queer, passando per il cinema di genere e il racconto di formazione.

Falling into place ad aprire

Ad aprire il festival, in anteprima italiana, Falling into place, opera prima della regista Aylin Tezel anche protagonista del film presente al festival per incontrare il pubblico in sala. Kira e Ian, due sconosciuti in fuga dal loro passato si incontrano durante un fine settimana sull’isola di Skye dove trascorrono insieme trentasei ore in cui tutto sembra possibile, ma tornati a Londra, ignari di abitare a poca distanza l’uno dall’altra, potranno ritrovarsi solo dopo aver affrontato i propri demoni.

Anche Black Box in concorso

Tra i film in concorso Black Box, diretto da Asli Özge, pluripremiata regista di Men on the bridge, e già vincitrice del premio per la Migliore sceneggiatura alla XVIII edizione della Festa del cinema di Roma. Black Box è un film sui pregiudizi, una metafora sui giochi di potere e sulla politica. Nel microcosmo di un condominio berlinese l’incaricato alle vendite di un’agenzia immobiliare si trova a fare i conti con gli abitanti del palazzo di cui si sta occupando e dal quale, per un’ordinanza della polizia, non si può né entrare né uscire. A causa del divieto tra i condomini si diffonde un clima in cui dominano dubbi, panico e pericolo finendo per acuire le tensioni già esistenti.

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“Itinerari viaggio tra natura, arte e cultura” prosegue a Spazio Sferocromia

“Itinerari viaggio tra natura, arte e cultura”, la rassegna multidisciplinare con la direzione artistica di Laura Nardi e Sonia Barbadoro ospitata nello Spazio Sferocromia (Via Ippolito Pindemonte, 30B) a Monteverde, prosegue. Domenica 3 marzo ancora una giornata di teatro, letteratura e pittura a ingresso libero. Si comincia alle 11 con il laboratorio di disegno “Disegniamo il nostro giardino interiore” a cura dell’illustratrice Laura Cortini. Un workshop in cui i partecipanti di tutte le età sono invitati a mettersi in gioco con il colore. A partire da un momento di ascolto meditativo i partecipanti trasformano le proprie percezioni in immagini attraverso l’utilizzo di diverse tecniche: dall’acquerello alle matite colorate, dai pennarelli alla china fino al collage, giornali, parole e tutto ciò che può aiutare a completare la propria opera.

Itinerari per tutte le età

L’incontro ha una durata di un’ora, il materiale è incluso. Adatto a tutte le età. Si prosegue alle 16.00 con la visita guidata “Il lavoro dell’artista… come nasce un’opera”, presentazione delle opere del pittore e scultore Umberto Ippoliti e di nuovi artisti. Ospiti della giornata Monica Sarandrea, scultrice, che espone opere su tela e carta e Roberto Mirulla, fotografo paesaggista. Alle 17.30 c’è l’incontro letterario “Ecoshock – come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica”, un racconto di Giuseppe Caporale, scritto con chiarezza giornalistica e guidato dalla necessità di far capire che l’Italia sarà la prima vittima in Europa dei cambiamenti climatici e che questo conto alla rovescia verso la possibile apocalisse ci chiama a una nuova assunzione di responsabilità e consapevolezza.

Incontro a cura di Federico Raponi

Incontro a cura di Federico Raponi con la partecipazione dell’autore, Giuseppe Caporale. Questa giornata si conclude dalle 19 alle 21 (ultima entrata alle 20.30) con “Parliamo di pace” one to one performance, spettacolo per un solo spettatore a cura di Laura Nardi con Sonia Barbadoro, Elisa Bongiovanni, Tiziana Avarista, Laura Nardi, Marina Remi e Valentina Valsania. Sei attrici ricevono in un flusso continuo e in contatto ravvicinato gli spettatori, accogliendoli ognuna nella propria postazione, per offrire un brano poetico, letterario o saggistico sui due temi più urgenti della nostra contemporaneità: la guerra e la pace.

Memoria e libri

La Memoria e i Libri, archivi immensi di pensieri, immagini e documenti, sono la risorsa più preziosa per non dimenticare la nostra Storia di esseri umani e per tentare di affrontare queste delicate tematiche senza retorica, condividendo così un momento unico e irripetibile: sarà lo spettatore a scegliere, tramite carte divinatorie, la storia che vorrà ascoltare.

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Epopee Celesti dal 1° marzo al 19 maggio all’Accademia di Francia

Epopee Celesti. Art Brut nella collezione Decharme dal 1° marzo al 19 maggio 2024 all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Mostra che riunisce una selezione di 180 opere della collezione di Bruno Decharme, una vera e propria panoramica sull’art brut. Il concetto di art brut è attribuito al pittore francese Jean Dubuffet (Le Havre, 1901 – Parigi, 1985) che a partire dal 1945 diede vita a una collezione di oggetti e opere realizzati da pazienti di ospedali psichiatrici, detenuti, emarginati, solitari, persone “fuori dal sistema”. Questi creatori autodidatti producono senza preoccuparsi dello sguardo degli altri e partecipano alla nascita di nuovi linguaggi, invenzioni o tecniche.

Epopee dell’Art Brut

Nel libro L’Art Brut préféré aux arts culturels (L’Art Brut preferita alle arti culturali. Parigi, Galerie René Drouin, 1949), Jean Dubuffet definisce l’art brut come “opere eseguite da persone che non possiedono alcuna cultura artistica, in cui quindi il mimetismo, a differenza di quanto accade tra gli intellettuali, ha un ruolo scarso o assente, per cui gli autori si basano solo (…) sul proprio background e non sui cliché dell’arte classica né sull’arte alla moda. Qui assistiamo all’operazione artistica pura, cruda, reinventata in tutte le fasi dal suo creatore, sulla sola base dei suoi impulsi”.

Una scossa alla storia dell’arte

L’art brut ha sempre scosso la storia dell’arte e nutrito spiriti refrattari alle regole, mettendo in discussione non solo le nozioni tradizionali di arte e creazione ma anche quelle di normale e patologico. Ma chi sono gli artisti di questo particolare genere, testimoni di un altro universo, estranei a movimenti e privi di influenze stilistiche? Si tengono, o vengono tenuti, al di fuori della cultura delle belle arti, dei codici e dei luoghi che la costituiscono: scuole, accademie, musei, fiere…