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Cultura

Almanacco. 10 gennaio 2015: muore a Roma Francesco Rosi

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 10 gennaio 2015:

muore il regista FRANCESCO ROSI
L’esordio nella regia è del 1958 con La sfida, eccellente opera prima

che già anticipa quelle tematiche che diventeranno caratteristiche peculiari del suo cinema.
Presentato alla Mostra di Venezia dello stesso anno, il film ottiene

il Premio speciale della Giuria e registra subito una buona accoglienza da parte del pubblico.

Successo ripetuto l’anno dopo con I magliari con Alberto Sordi.

NEL 1961 INAUGURA I FILM-INCHIESTA CON SALVATORE GIULIANO

Nel 1961 inaugura il genere dei film-inchiesta italiani con Salvatore Giuliano, ripercorrendo la vita del celebre bandito siciliano attraverso una lunga serie di flashback.
Pur non avvalendosi di attori famosi presso il grande pubblico il film

si classifica al 10° posto nella graduatoria degli incassi di quell’anno, a riprova del crescente interesse verso pellicole di argomento politico.

NEL 1963 VINCE IL LEONE D’ORO CON LE MANI SULLA CITTA’

Nel 1963 vince il Leone d’Oro con Le mani sulla città (1963), in cui denuncia con coraggio le collisioni esistenti tra i diversi poteri dello Stato.
Dopo tante opere di impegno civile, strettamente collegate ai fatti

della cronaca, nel 1967 si concede un volo verso orizzonti da favola.
Per l’occasione dirige due grandi star come Sophia Loren e Omar Sharif.
Una favola, comunque, a modo suo.

Dopo questo ‘intermezzo’, negli anni ’70 torna al cinema di sempre e

con Gian Maria Volontè indugia sui retroscena di morti illustri e misteriose (Il caso Mattei, 1972), usa ancora la tecnica del documentario (Lucky Luciano, 1973) e realizza la versione cinematografica del romanzo autobiografico di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli .

NEL 2008 VINCE L’ORSO D’ORO ALLA CARRIERA

Adatta per il cinema Cronaca di una morte annunciata (di Gabriel Garcia Marquez) dove, in mezzo ad una schiera di illustri attori, dirige anche sua figlia Carolina.
Dieci anni più tardi, grazie a Martin Scorsese che lo aiuta a trovare i finanziamenti, riesce finalmente a realizzare quel sogno (La tregua, 1996) che ha diviso però la critica e non ha ottenuto il successo di pubblico sperato dato anche l’alto costo dell’operazione.
Tra i premi più importanti l’Orso d’oro alla carriera al festival di Berlino nel 2008, la Legione d’onore nel 2009 e il Leone alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia nel 2012.

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Il Municipio IX proroga le mostre ospitate all’interno della Vaccheria

Il Municipio IX Roma Eur annuncia la proroga delle tre mostre attualmente ospitate all’interno della Vaccheria, lo spazio espositivo di Roma Capitale nato dalla convenzione urbanistica “Eur – Castellaccio” e collocato nel paesaggio urbano contemporaneo dell’Eur. I visitatori avranno tempo fino al 31 marzo per ammirare, o tornare ad apprezzare, le opere dei più grandi artisti del ‘900 presentate nel progetto espositivo Dal Futurismo all’Arte Virtuale, a cura di Giuliano Gasparotti e Francesco Mazzei;

Fino al 31 gennaio L’arte nei fumetti

mentre, fino al 31 gennaio prossimo, avranno la possibilità di scoprire da vicino i segreti dell’arte fumettistica e del disegno applicato al cinema, grazie alle due mostre L’arte nei fumetti di Massimo Fecchi e Il cinema dipinto: l’arte nei manifesti di Rodolfo Valcarenghi. Inoltre, il 13 gennaio alle ore 16, in programma il terzo e ultimo appuntamento con Massimo Fecchi e le sue lectio magistralis. Dopo il successo dei primi due appuntamenti, il disegnatore incontrerà ancora una volta il pubblico della Vaccheria per raccontare come nascono i suoi fumetti.

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Cultura

Grottaferrata candidata a Capitale del Libro 2024

Per il secondo anno consecutivo, Grottaferrata è tra le città italiane

in lizza per il titolo di “Capitale Italiana del Libro 2024”.

La candidatura a questo riconoscimento, conferito dal ministero

della Cultura, parte dalle numerose iniziative sul tema del libro

attivate dall’amministrazione guidata da Di Bernardo nel corso del 2022 e del 2023, unite alle progettualità in corso avviate in convenzione con gli atenei del Lazio.

DAL RESTAURO DEL CODICE DI LEONARDO AL POLO UNIVERSITARIO

“Il nostro obiettivo è mettere a sistema tutti i fattori che rendono Grottaferrata, a tutti gli effetti, città del libro – spiega il sindaco

Mirko Di Bernardo -. Partendo dalla promozione della lettura tra la cittadinanza attraverso la rassegna letteraria permanente che ha ospitato decine di autori, passando dalle presentazioni realizzate in collaborazione con l’associazionismo locale e i componenti del ‘Patto per la Lettura’, fino ad arrivare alle convenzioni stipulate con l’Università di Tor Vergata, l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e L’Università Europea di Roma per l’istituzione nella nostra città della ‘Scuola del Libro’ e del ‘Nilianum’, sedi universitarie incentrate sullo studio e la ricerca sul tema del libro antico e del restauro”, sottolinea il primo cittadino.

 Il libro antico è profondamente legato alla storia criptense.
L’Abbazia di San Nilo è infatti sede del primo laboratorio a carattere scientifico fondato in Italia per la salvaguardia del patrimonio bibliografico, autore di prestigiosi restauri tra i quali il

Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci. Grottaferrata, inoltre, è dal 2011

“Città del Libro”, menzione speciale ottenuta per aver recuperato le tradizioni che legano il libro alla città, e “Città che legge”.

LE PAROLE DEL SINDACO MIRKO DI BERNARDO

 La città vincitrice del bando riceverà 500.000 euro di fondi per realizzare i progetti presentati in fase di candidatura. “Oltre Grottaferrata, le altre città candidate sono Butera, Colleferro,

Gaeta, Gallipoli, San Mauro Pascoli, Taurianova, Terni, Tito, Trapani”, ricorda il Comune in una nota.
“Il coinvolgimento dei giovani e delle scuole riveste un ruolo preminente sia nelle progettualità attivate dalla nostra Amministrazione, sia nel progetto presentato in sede di candidatura”, continua il sindaco.
“Essere per il secondo anno tra le città candidate a ricevere questo importante riconoscimento è per la nostra Amministrazione un grande onore – precisa Di Bernardo -, che conferma la validità di un percorso culturale avviato nell’ultimo anno e mezzo con l’obiettivo di rendere

la lettura un’abitudine sociale diffusa e allo stesso tempo una risorsa

per il turismo e lo sviluppo del territorio, che ne valorizzi i punti di forza partendo dalle sue origini storiche e guardando al suo futuro”, conclude il sindaco.

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Almanacco. 9 gennaio 1878: muore a Roma Vittorio Emanuele II

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 9 gennaio 1878:

muore a Roma VITTORIO EMANUELE II:
Vittorio Emanuele II: Principale artefice dell’impresa unitaria

iniziata dal padre, fu il primo Re dell’Italia unita e il sovrano della dinastia sabauda più celebrato dalle cronache storiche.

Primogenito del re di Sardegna Carlo Alberto, venne subito avviato

alla disciplina militare, passando da fuciliere a generale e nel 1846 a luogotenente generale.

Medaglia d’oro durante la Prima guerra di indipendenza (1848-1849), salì al trono sabaudo dopo l’abdicazione del padre.

E’ RICORDATO ANCHE CON L’APPELLATIVO DI RE GALANTUOMO

È ricordato anche con l’appellativo di Re galantuomo, perché dopo la sua ascesa al trono non ritirò lo Statuto Albertino promulgato da suo padre Carlo Alberto.
Dopo aver sciolto il Parlamento pubblicò il Proclama di Moncalieri

(per spingere gli elettori ad una maggioranza favorevole alla ratifica del trattato di pace con l’Impero austriaco) e si occupò del risanamento dei conti dello Stato, del rinnovo dell’esercito e di rilanciare il commercio con la Gran Bretagna.

L’ascesa al governo del conte di Cavour segnò una ripresa del progetto unitario, prima con la partecipazione alla guerra di Crimea e poi con

la Seconda guerra d’indipendenza (aprile-luglio 1859) che portò all’annessione della Lombardia.

IL 17 MARZO 1861 VENNE PROCLAMATO RE DEL REGNO D’ITALIA

Il successo dell’impresa dei Mille, condotta da Garibaldi, riunì sotto

la sua corona gran parte della penisola: il 17 marzo 1861 venne proclamato Re del nuovo Regno d’Italia, con capitale Torino e comprensivo di Piemonte, Lombardia, Granducato di Toscana,

ducati di Parma e Modena, Regno delle Due Sicilie, Sardegna

e parte dei possedimenti pontifici.

Completata l’opera con la Terza guerra d’indipendenza e la Breccia di Porta Pia, spostò la capitale a Roma, dove scomparve nel gennaio del 1878, lasciando il trono al figlio Umberto I.

Per aver realizzato l’Unità d’Italia, viene indicato come Padre della Patria, così come compare nell’iscrizione nel monumento nazionale

che da lui prende il nome di Vittoriano, sito a Roma, in piazza Venezia.

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“Way Point. Da dove venite… Dove andate?” per Fabrizio De André

“Way Point. Da dove venite… Dove andate?” il progetto di Fondazione Fabrizio De André Onlus e Sony Music Italia per ricordare Fabrizio De André (foto Fondazione Fabrizio De André Onlus). Ripercorrere 25 anni con l’amato cantautore, scomparso l’11 gennaio 1999, attraverso le sue parole, il suo pensiero, la sua visione e i suoi ‘viaggi’ presenti e attuali ancora oggi.

Il progetto Way Point nel 2024

Il progetto si svilupperà lungo tutto il 2024 con varie iniziative, volte a celebrare e a consegnare alle nuove generazioni l’eredità artistica e culturale di uno degli artisti italiani più seguiti e influenti, sottolineando come la genialità e la profondità delle sue parole e la sua visione unica continuino a ispirare. Tra le principali iniziative, la navigazione completa nella sua discografia che prevede la riedizione durante l’anno di tutti i suoi dischi in studio in ordine cronologico. Gli album saranno ristampati in versione LP nero 180 gr e CD, arricchiti da annotazioni autografe di Fabrizio De André, pensieri, riflessioni, commenti, estratti di interviste inerenti alle canzoni e agli album e alcuni documenti inediti conservati al Centro studi De André dell’Università degli Studi di Siena.

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Almanacco. 8 gennaio 1889: si inaugura a Roma il Museo Etrusco a Villa Giulia

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo l’8 gennaio 1889:

A Roma si inaugura IL MUSEO ETRUSCO a Villa Giulia.
Felice Barnabei per raccogliere insieme tutte le antichità pre-romane

del Lazio, dell’Etruria meridionale e dell’Umbria appartenenti alle

civiltà etrusche e falisca, istituisce il Museo Nazionale etrusco.

VILLA GIULIA FU COSTRUITA DA PAPA GIULIO III TRA IL 1550 E IL 1555

Villa Giulia, costruita da papa Giulio III tra il 1550 e il 1555, rappresenta uno splendido esempio di villa rinascimentale, sorta

come residenza suburbana, analogamente ad altri complessi cinquecenteschi di Roma e dintorni.

Al progetto e alla realizzazione parteciparono i più grandi artisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati.
Dal 1889 accoglie il Museo di Villa Giulia che, nato come Museo delle Antichità preromane, in particolare falische, si può oggi definire il più rappresentativo Museo Etrusco, ricco di testimonianze provenienti dall’Etruria Meridionale, ovvero dal territorio compreso tra il Tevere

ed il mare Tirreno (alto Lazio). Sono presenti alcune delle più importanti espressione artistiche etrusche insieme a creazioni greche di altissimo livello, importate in Etruria tra i secoli VIII e IV a.C. L’esposizione delle opere segue un criterio topografico: accanto ai grandi centri etruschi quali Vulci, Cerveteri, Veio, sono rappresentati anche siti minori dell’Italia preromana (Agro falisco, Latium vetus, Umbria).

L’esposizione vanta anche grandi raccolte antiquarie costituite dal nucleo del seicentesco museo Kircheriano, dai materiali delle Collezioni Barberini, Bermann e Gorga e soprattutto dalla ricchissima collezione Castellani composta da ceramiche, bronzi e dalle celebri oreficerie antiche e moderne, queste ultime opera degli stessi Castellani, orafi tra i piu noti a Roma nella seconda meta del XIX secolo.
Famosi nel mondo, il Sarcofago degli Sposi da Cerveteri (VI a.C.), la statua di Apollo in terracotta da Veio (VI sec. a.C.), l’altorilievo e le lamine d’oro in lingua etrusca e fenicia da Pyrgi (V sec. a.C.), l’Apollo dello Scasato da Falerii (IV sec. a.C.), il Centauro in nenfro da Vulci (sec. VI a.C.), i complessi orientalizzanti da Palestrina (sec. VII a.C.).

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Goya e Caravaggio ai Musei Capitolini dal 12 gennaio al 25 febbraio

Goya e Caravaggio: verità e ribellione, alla Pinacoteca Sala Santa Petronilla dei Musei Capitolini dal 12 gennaio al 25 febbraio. Il progetto espositivo si inserisce nella politica culturale di scambi promossa già da tempo dalla Sovrintendenza: grazie ad un accordo con il Museo Nazionale del Prado, il dipinto di Goya ‘Il parasole’ (El quitasol, 1777) sarà esposto ai Musei Capitolini, come controprestito dell’‘Anima beata’ di Guido Reni, concessa all’istituzione spagnola in occasione della mostra ‘Guido Reni’ (Museo Nazionale del Prado, 28 marzo-9 luglio 2023). Sarà possibile ammirare l’opera di Goya all’interno della Sala Santa Petronilla, dove sarà posta a confronto con ‘La Buona Ventura’ (1597) di Caravaggio, offrendo ai visitatori un tema di riflessione sui due grandi artisti. L’intento è quello di accostare due magistrali interpreti della società del proprio tempo che nella loro pittura seppero introdurre rivoluzionarie novità iconografiche e stilistiche.

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Almanacco. 5 gennaio 1976: muore a Roma Checco Durante

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista.

Il 5 GENNAIO 1976 Muore a Roma CHECCO DURANTE.

E’ stato un attore e poeta italiano. Nato a Roma in via dei Salumi a Trastevere,

fu inizialmente impiegato presso una ditta di vendita all’ingrosso di tessuti e attore in una filodrammatica, ove conobbe la futura moglie Anita, poi nel 1918 entrò, con la ragazza, nella compagnia del

grande Ettore Petrolini, con cui fu coautore della commedia

Cento di questi giorni.

A partire dal 1950 con la sua Compagnia stabile del teatro romanesco recitò nel periodo estivo a Villa Aldobrandini, e nella stagione

invernale al Teatro Rossini, teatro che già con Zanazzo e Tamburri

era divenuto l’epicentro del teatro dialettale romano.

NELL’INTERVALLO DELLE COMMEDIE ERA SOLITO DECLAMARE I SUOI VERSI

Nell’intervallo delle commedie era solito declamare i suoi versi.
Molto ricercato come caratterista, non disdegnò di affiancare

alla prevalente attività teatrale quella di attore cinematografico, interpretando numerosi film con registi di rilievo quali Luigi Zampa, Mario Camerini, Mario Soldati, Dino Risi ed altri.

Tra i titoli più noti si possono ricordare: Roma ore 11 del 1952, Policarpo, ufficiale di scrittura del 1959, Straziami, ma di baci saziami del 1968, Nel giorno del Signore del 1970, In nome del popolo italiano del 1971.

NEGLI ANNI 60 ALCUNE COMMEDIE IN DIALETTO FURONO TRASMESSE DALLA RAI

Negli anni sessanta alcune commedie in dialetto, furono trasmesse in televisione dalla RAI.
Recitò anche nello sceneggiato televisivo Il giornalino di Gian Burrasca, con protagonista Rita Pavone.
Partecipò a numerosi programmi radiofonici come Radio Campidoglio e Campo de’ Fiori.
È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma, assieme alla moglie, al genero e alle figlie, scomparse entrambe nel 2014.

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Almanacco. 4 gennaio 2015: muore a Roma Pino Daniele

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande cantautore.

Il 4 GENNAIO 2015 Muore a Roma PINO DANIELE, colpito

da infarto in provincia di Grosseto è stato trasportato al

Sant’Eugenio dove è deceduto pochi minuti dopo.

Da anni soffriva di una grave malattia coronarica per la quale

era gia’ stato sottoposto a vari interventi chirurgici.

Chitarrista di formazione blues, è stato, a cavallo degli anni settanta

e ottanta, uno dei musicisti più innovativi del panorama italiano.
La sua tecnica strumentale e compositiva è stata influenzata dalla musica rock, dal jazz di Louis Armstrong, dal chitarrista

George Benson e soprattutto dal genere blues, in una sintesi fra elementi musicali e linguistici assai differenti, interpretati con vena del tutto personale e creativa.

La sua passione per i più svariati generi musicali (da Elvis Presley a Roberto Murolo) ha dato origine a un nuovo stile da lui stesso denominato “tarumbò”, a indicare la mescolanza di tarantella e blues, assunti come emblema delle rispettive culture di appartenenza.

A NAPOLI IL 6 GENNAIO UNA FOLLA DI 100MILA PERSONE LO HA COMMEMORATO CON LE SUE CANZONI

La sua scomparsa ha provocato forti risposte emotive soprattutto a Napoli, dove una folla di circa 100.000 persone si è riunita in

Piazza del Plebiscito la sera del 6 gennaio per commemorarlo cantando le sue canzoni.

I funerali si sono svolti in due tappe distinte: la mattina del 7 gennaio 2015 al Santuario della Madonna del Divino Amore a Roma e la

sera in Piazza del Plebiscito nella sua città natale, con una cerimonia svolta all’aperto officiata dal Cardinale di Napoli

Crescenzio Sepe a cui hanno partecipato circa centomila persone.

La morte dell’artista ha, inoltre, generato nel mondo della musica

e dello spettacolo numerosi ricordi di amici e colleghi tra i quali:

Eric Clapton, Zucchero, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Vasco Rossi, Luciano Ligabue e altri ancora.

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Musei gratis domenica 7 gennaio nella Capitale

Musei gratis nella prima domenica del nuovo anno nella Capitale. Il 7 gennaio, tutti i visitatori, residenti e non residenti a Roma, potranno accedere gratuitamente ai musei civici e ad alcune aree archeologiche della città. Domenica saranno infatti aperte con ingresso libero l’Area Sacra di Largo Argentina (via di San Nicola De’ Cesarini di fronte al civico 10, dalle ore 9.30 alle ore 16.00 ultimo ingresso ore 15.00), l’area archeologica del Circo Massimo (dalle ore 9.30 alle ore 16.00, ultimo ingresso ore 15.00) e i Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana 09.00 – 16.30, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).

I Musei Civici aperti

L’offerta si completa con i seguenti Musei Civici aperti: Musei Capitolini, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Centrale Montemartini, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Serra Moresca di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura e infine Villa di Massenzio. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Ingresso libero compatibilmente con la capienza dei siti.

Prenotazione obbligatoria per i gruppi

Prenotazione obbligatoria solo per i gruppi al contact center di Roma Capitale 060608 (ore 9 – 19). A ingresso gratuito sia le collezioni permanenti che le esposizioni temporanee, a partire dai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1) dove a Palazzo dei Conservatori, nelle sale piano terra, prosegue la mostra I sommersi. Roma 16 ottobre 1943, a cura di Yael Calò e Lia Toaff, che commemora attraverso l’esposizione di documenti, giornali, disegni, fotografie ma soprattutto oggetti di vita quotidiana di persone, le storie di chi quel giorno, da tutti i quartieri della Capitale, fu arrestato e non tornò mai più.