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Almanacco. 3 gennaio 1954: viene inaugurato il primo impianto televisivo con un antenna di 135 m da Piazzale Clodio a Roma. Nasce la tv

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo la nascita di un mezzo che rivoluzionerà il nostro modo di vivere.

Il 3 gennaio 1954: Alle ore 11,30 viene inaugurato il primo

impianto trasmittente televisivo con un’ardita antenna di ben 135 metri in zona piazzale Clodio a Roma.

La televisione sarà destinata a cambiare le abitudini degli italiani, diventerà un nuovo focolare, contribuirà ad estendere l’uso

della lingua italiana in tutto il paese.

All’inizio la televisione si vedeva al bar o in casa di amici o parenti.

LE TRASMISSIONI DURAVANO POCHE ORE, DA MEZZOGIORNO ALLE 23

Le trasmissioni duravano poche ore da mezzogiorno alle ore 23.
Nasce la televisione italiana: Fulvia Colombo, la decana di tutte le “signorine buonasera”, dagli studi di Milano annuncia

l’inizio ufficiale del regolare servizio di trasmissioni televisive in Italia.

L’evento è seguito da 15mila apparecchi in tutto il territorio nazionale, distribuiti tra abitazioni e bar dove sono raccolti migliaia di italiani.

Si tratta di un palinsesto scarso che apre con la telecronaca dell’inaugurazione delle sedi RAI di Milano, Roma e Torino, cui

segue la rubrica Arrivi e partenze condotta dal giovane italoamericano Mike Bongiorno.

Pomeriggio all’insegna dello sport, con trotto e calcio, e del cinema con la pellicola Le miniserie del signor Travet di Mario Soldati.

ALLE 20.45 VA IN ONDA IL PRIMO TELEGIORNALE REGOLARE

Alle 20,45 va in onda il primo telegiornale regolare, dopo quello sperimentale trasmesso il 10 settembre del 1952.
Nel 1961 nacque il secondo canale.
Nel 1979 nacque il terzo canale.

Nel 1980 Silvio Berlusconi fondava
Canale 5 che si poteva ricevere nella zona centro settentrionale dell’Italia, dall’82 trasmetteva in tutta Italia.
Dal 1990 la legge Mammì stabilì che nessuna azienda televisiva poteva possedere più di tre reti e anche giornali.

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Almanacco. 2 gennaio 1991: muore a Roma Renato Rascel

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grandissimo artista.

Il 2 gennaio 1991:

Muore a Roma RENATO RASCEL .
Poliedrico attore comico, cantautore e ballerino il cui vero nome era Renato Ranucci.

All’inizio degli anni trenta, e dopo un lungo tirocinio in compagnie di avanspettacolo, Renato Ranucci decide di scegliersi un nome d’arte

e sceglie casualmente quello di “Rachel” (dal nome di una cipria francese molto famosa in quel tempo); tuttavia, poiché, come

ammetterà più tardi in alcune interviste, sono in molti a sbagliarne la pronuncia, decide di sostituire la “ch” con “sc”, onde evitare errori.

Successivamente gli viene addirittura imposto il nome italianizzato di “Rascele” in ottemperanza alle direttive emanate da Achille Starace

per conto del regime fascista, malgrado le resistenze del giovane ma arguto Renato che pare abbia risposto: “Cambiate prima Manin in Manino, e poi ne riparliamo”.

NEL 1957 ACQUISTA POPOLARITA’ CON LA CANZONE “ARRIVEDERCI ROMA”

Nel 1957 Rascel acquisisce notorietà internazionale con la sua canzone Arrivederci Roma che spinge un produttore cinematografico di Hollywood a proporgli di girare un film al fianco del tenore Mario Lanza.
Nasce così The Seven Hills of Rome, girato in esterni a Roma ed in interni negli stabilimenti della Titanus, dove Rascel non sfigura al fianco del grande tenore americano e di Marisa Allasio.

Il film verrà distribuito in Italia con il titolo Arrivederci Roma.

Dopo la fine della guerra, Rascel torna al teatro di rivista con la nuova macchietta del “piccolo corazziere”, altro personaggio incentrato sul contrasto tra la sua bassa statura e l’elmo e lo sciabolone d’ordinanza.

IL 1952 E’ L’ANNO DELLA SVOLTA CON IL FILM “IL CAPPOTTO”

Il 1952 è per lui l’anno della svolta, poiché interpreta per la regia di Alberto Lattuada il film Il cappotto, tratto dal racconto di Nikolaj Gogol’.
In questa pellicola per la prima volta Rascel interpreta un ruolo drammatico, e dimostra oltre ogni dubbio di essere un attore completo. La sua interpretazione gli frutterà l’ambito riconoscimento del Nastro d’argento.
Sempre nello stesso anno, il 15 dicembre debutta al Teatro Sistina di Roma con Attanasio cavallo vanesio, che sarà la prima delle “favole musicali” scritte appositamente per lui da Garinei e Giovannini, a cui faranno seguito nel 1953 Alvaro piuttosto corsaro e nel 1954 Tobia, candida spia.

NEL 1960 PARTECIPA AL FESTIVAL DI SANREMO CON LA CANZONE VINCITRICE “ROMANTICA”

Nel 1960, in coppia con Tony Dallara, partecipa al Festival di Sanremo con la canzone vincitrice Romantica, da lui composta e con il testo firmato da Dino Verde. La sua interpretazione, melodica e molto “sussurrata”, è in aperto contrasto con la versione di Dallara, che è uno dei cosiddetti “cantanti urlatori”.

Nell’autunno del 1970 prepara una nuova commedia musicale di

Garinei e Giovannini, dal titolo Alleluja brava gente, che dovrebbe interpretare insieme a Domenico Modugno, ma quest’ultimo è

costretto a rinunciare a causa di un infortunio. Viene quindi scritturato quale co-protagonista l’ancor giovane Gigi Proietti, con il quale

Rascel raggiunge un’intesa perfetta nonostante la differenza d’età e di stile tra i due attori.
Del 1986 è la sua ultima apparizione in teatro, al fianco dell’amico Walter Chiari con il quale interpreta Finale di partita di Samuel Beckett.

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Almanacco. 30 dicembre 2012: muore a Roma Rita Levi Montalcini

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una grandissima scienziata.

Il 30 dicembre 2012: muore nella sua abitazione a Roma in

via di Villa Massimo, a due passi da Villa Torlonia a 103 anni

RITA LEVI MONTALCINI: è stata una delle menti più eccelse e

illustri che la medicina e la ricerca italiana conosca.

NEL 1986 RICEVETTE IL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA

Ricercatrice e neurologa, nel 1986, è stata insignita del

Premio Nobel per la medicina in quanto, negli anni cinquanta,

i suoi studi la portarono alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa ,una proteina coinvolta nello

sviluppo del sistema nervoso dei vertebrati, prodotta nei momenti di rigenerazione.

Proteina analizzata tutt’oggi per trovare la cura per le più gravi

malattie che colpiscono il sistema nervoso, tra cui la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e il morbo di Alzheimer.

La scienziata devolse una parte dell’ammontare del premio alla comunità ebraica, per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma.
Nel 1987 ricevette dal Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan

la National Medal of Science, l’onorificenza più alta del mondo scientifico statunitense.

All’età di circa 90 anni è diventata parzialmente cieca a causa di una maculopatia degenerativa.

NEL 2001 FU NOMINATA SENATRICE A VITA

Nel 2001 fu nominata senatrice a vita, dall’allora presidente

della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che la scelse per i suoi meriti

sociali e scientifici.

È stata socia nazionale dell’Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche e socia-fondatrice della Fondazione Idis-Città della Scienza.

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Almanacco. 29 dicembre 1971: Giovanni Leone presta giuramento come sesto Presidente della Repubblica

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 29 dicembre 1971:

Giovanni Leone presta giuramento come sesto Presidente della Repubblica Italiana, rimarrà in carica fino al 15 giugno 1978.

Insegnante di procedura penale dal 1936, entrò in politica nel 1944 aderendo alla Democrazia Cristiana.

Eletto all’Assemblea Costituente nel 1946, fu presidente della Camera dei deputati dal 1955 al 1963.

Presiedette due brevi governi nel 1963 (Governo Leone I) e nel 1968 (Governo Leone II).

E’ STATO IL PRIMO PRESIDENTE A PROCEDERE ALLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DI ENTRAMBE LE CAMERE PER 2 VOLTE

È stato il primo Presidente della Repubblica italiana a procedere allo scioglimento anticipato di entrambe le camere e lo ha fatto due volte, nel 1972 e nel 1976.

Si dimise in anticipo di sei mesi rispetto alla scadenza del mandato, in seguito a campagne di stampa secondo cui sarebbe stato coinvolto nello scandalo Lockheed, scandalo a cui in seguito fu riconosciuta la sua completa estraneità.

Fino al giorno delle sue dimissioni, Leone preferì non rispondere pubblicamente di tutto quello che era successo.
Furono soltanto i suoi figli a sporgere querela, per i fatti a loro ascritti.

La Cederna perse in tutti e tre i gradi di giudizio:

fu condannata per diffamazione e a lei e al suo giornale, L’Espresso,

fu comminata una multa elevata, il libro della Cederna fu ritirato dal commercio e le copie rimaste distrutte.

A seguito delle dimissioni Leone fece ritorno al Senato in quanto senatore di diritto e a vita, iscrivendosi al gruppo misto.
A Giovanni Leone, poche settimane prima di spegnersi all’età di 93 anni, a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 settembre 2001 fu attribuito il titolo di Presidente Emerito della Repubblica, dignità di ordine onorifico e protocollare che da allora spetta ex lege a tutti gli ex capi dello Stato in vita.
Si spense a Roma il 9 novembre 2001 nella sua villa in località “Le Rughe” sulla Via Cassia

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Il risveglio nel nuovo anno con la terza edizione di Roma Capodarte

Il risveglio nel nuovo anno per la Capitale avverrà nel segno della terza edizione di Roma Capodarte, il programma interamente gratuito di eventi culturali distribuiti su tutto il territorio cittadino che dal mattino di lunedì 1° gennaio 2024 accompagnerà l’intera giornata di festa con un fitto calendario di concerti, visite guidate, conferenze, proiezioni, mostre, laboratori, spettacoli e attività per grandi e piccoli.

Un risveglio con oltre 80 iniziative

Oltre 80 iniziative in circa 50 spazi tra cui i Musei Civici e gli altri spazi espositivi di Roma Capitale, oltre alle biblioteche comunali, i teatri, i cinema e i molti altri luoghi della cultura eccezionalmente e gratuitamente aperti per l’occasione. E poi ancora piazze, vie, chiese pronte a prendere vita grazie a una festa diffusa su tutto il territorio cittadino. Una festa lunga un giorno ma con uno sguardo rivolto all’intero 2024. Roma Capodarte introduce un anno importante per la città di Roma che si prepara ad accogliere in estate, dall’1 all’8 agosto, la XXV edizione del World Congress of Philosophy intitolata Philosophy across Boundaries.

In cammino verso agosto per Philosophy across Boundaries

Inaugurando il cammino verso l’importante evento estivo, l’edizione di quest’anno della manifestazione capitolina vuole essere una sorta di introduzione alle tematiche filosofiche: studiosi, accademici e importanti personalità della cultura saranno infatti ospiti il 1° gennaio e animeranno numerosi incontri e conferenze su tematiche ispirate alla città di Roma, alla sua storia e agli innumerevoli spunti offerti dalla vita culturale odierna. È poi con l’auspicio che la pace si diffonda nel mondo, mettendo fine a tutte le guerre che insanguinano innumerevoli angoli della terra, che Roma accende simbolicamente dal 21 dicembre al 7 gennaio, per il tramite del progetto ROMA, LUCI D’ARTISTA PER LA PACE, una riflessione sui temi della contemporaneità e sulla convivenza pacifica.

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Almanacco. 28 dicembre 2006: muore a Roma Aroldo Tieri

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande artista.

Il 28 dicembre 2006: muore a Roma AROLDO TIERI. è stato un attore italiano.
Una importante figura nel teatro e nel cinema italiano.

Lavorò con Totò in alcuni suoi film di successo.
È del 1939 l’esordio cinematografico in Mille chilometri al minuto, diretto da Mario Mattoli, cui seguirono diverse commedie dei telefoni bianchi.

Nel dopoguerra raggiunse il successo soprattutto con la rivista diretto

da Garinei e Giovannini insieme con Anna Magnani, Gino Cervi,

Walter Chiari e Totò, ma recitò anche nelle commedie leggere di Rattigan e Barry e in opere di maggior impegno come il teatro di Pirandello.

Tra la metà degli anni cinquanta e gli anni sessanta Tieri si dedicò soprattutto al cinema, alla radio e alla televisione, girando quasi 110 film.

CON TOTO’ FECE TREDICI FILM

È stato spalla di successo dei maggiori interpreti della commedia all’italiana, tra cui Totò, accanto al quale recitò tredici volte,

con risultati notevoli in Totò sceicco e Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci.
L’ultima interpretazione risale al 1967, nel film di Steno La Feldmarescialla, accanto a Rita Pavone.

CON BENIGNI RECITO’ NEL FILM “PINOCCHIO”

Nel 2002 Roberto Benigni pensò a lui per affidargli la parte del giudice nel film Pinocchio, ma alla fine il ruolo andò a Corrado Pani.
Alla fine degli anni Sessanta tornò a tempo pieno al teatro, dopo che

nel 1965 aveva formato con la moglie Giuliana Lojodice la compagnia Tieri-Lojodice.
Negli oltre trenta anni di attività la coppia mise in scena un repertorio vario e raffinato, da Shakespeare a Molière, da Pirandello a Shaw.

HA PRESENTATO CANZONISSIMA NEL 1960-61

In televisione, oltre a recitare in alcuni sceneggiati (Melissa, La foresta pietrificata, Le avventure di Nicola Nickleby), ha presentato Canzonissima nell’edizione 1960-61 insieme con gli attori Lauretta Masiero e Alberto Lionello.
Nel 1984 Tieri ha ricevuto il Premio Armando Curcio per la rappresentazione di Un marito di Italo Svevo.
L’ultimo impegno teatrale prima del ritiro dalle scene è stato L’amante di Marguerite Duras nel 1999.

È morto nella clinica San Valentino di Roma la notte del 28 dicembre 2006, all’età di 89 anni.

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Almanacco. 27 dicembre 1985: attentato terroristico a Fiumicino, palestinesi uccidono 13 persone

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un tragico fatto di cronaca avvenuto il 27 dicembre 1985:

Guerriglieri palestinesi aprono il fuoco all’interno dell’aeroporto romano di Fiumicino.

E’ un duplice attentato terroristico perpetrato il 27 dicembre a opera

del gruppo palestinese estremista facente capo ad Abu Nidal, che contemporaneamente assaltò l’aeroporto di Roma-Fiumicino

e quello di Vienna, uccidendo un totale di 13 persone.

Includendo i 3 terroristi rimasti uccisi il numero delle vittime sale a 16.

I FERITI FURONO OLTRE 100

I feriti furono oltre 100.

I due attacchi ebbero luogo con una differenza di pochi minuti l’uno dall’altro alle 9.15 circa.

L’azione terroristica fu perpetrata da uomini armati che, dopo aver gettato bombe a mano, aprirono il fuoco con raffiche di mitra

sui passeggeri in coda per il check-in dei bagagli presso gli sportelli

della compagnia aerea nazionale israeliana El Al e dell’americana TWA, scegliendo le loro vittime in modo indiscriminato.

NELL’ATTACCO MORIRONO 13 PERSONE

Nell’attacco all’aeroporto di Fiumicino morirono 13 persone, inclusi

i terroristi (stando all’ordinanza di rinvio a giudizio , quattro statunitensi, due messicani, due italiani, una cittadina greca, un algerino e

tre terroristi arabi dalla nazionalità ancora oggi indefinita).

I terroristi che parteciparono alla strage di Fiumicino furono in totale quattro:

tre di essi furono uccisi dalle guardie della sicurezza aeroportuale

nel corso dell’azione e uno, il capo del commando Mohammed Sharam,

fu catturato vivo.

UN TERRORISTA VENNE UCCISO

L’attacco coinvolse tre terroristi poi fuggiti su un’automobile rubata:

uno di loro, Mongi Ben Aballah Saadaoui, venne ucciso

durante l’inseguimento, gli altri due, furono catturati alla fine dell’inseguimento.

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Almanacco. 23 dicembre 1980: muore a Roma Memmo Carotenuto

Nel nostro almanacco romano oggi ricordiamo un bravissimo artista.

Il 23 dicembre 1980 muore a Roma MEMMO CAROTENUTO è stato un attore e cabarettista italiano.

Fratello di Mario Carotenuto, entrambi figli di Nello Carotenuto,

a sua volta noto attore teatrale, e di Corinna Santarnecchi, esordisce

in teatro ancora bambino nella compagnia dialettale romanesca di cui faceva parte il padre Nello, ed entra nel cinema in ruoli tecnici, interpretando nel frattempo le prime piccole parti, e nel 1935 in

Vecchia guardia di Alessandro Blasetti.

Prosegue l’attività anche durante la guerra, aderendo alla cinematografia di Salò.

Il primo ruolo importante arriva solo con l’interpretazione del

compagno di stanza d’ospedale del protagonista di Umberto D. (1952), in cui Vittorio De Sica gli dà la possibilità di mettere in mostra il suo talento drammatico che si perfeziona con gli anni in ruoli di popolano capitolino di sanguigna espressività e grande cuore.

NEL 1956 CON IL FILM “IL BIGAMO” VINCE IL NASTRO D’ARGENTO

Nel 1956 la sua interpretazione di Quirino, comprimario di Marcello Mastroianni nel film Il bigamo di Luciano Emmer, gli vale l’assegnazione di un Nastro d’argento.

Con una caratteristica voce arrocchita e dall’incontenibile ironia tipicamente romana, i modi plebei ma sinceri, dagli anni cinquanta gira oltre cento film spesso con maestri della commedia all’italiana, come Totò, Alberto Sordi, Peppino De Filippo, il già citato Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida.

Degna di nota la sua parte ne I soliti ignoti di Mario Monicelli (1958), nel quale interpreta il galeotto Cosimo, cui Peppe er Pantera

(Vittorio Gassman) soffia il piano del fatidico colpo al Monte di Pietà che finisce a pasta e ceci.

IN “POVERI MA BELLI” E’ IL TRANVIERE COMPAGNO DI STANZA DI SALVATORI

In Poveri ma belli (1956) e Belle ma povere (1957), entrambi di Dino Risi, è il tranviere compagno di stanza di Renato Salvatori, in Padri e figli di Mario Monicelli (1957), è invece un amorevole ma collerico padre alle prese con una numerosa prole; infine, in Pane, amore e fantasia (1953) e Pane, amore e gelosia (1954), entrambi di Luigi Comencini, ha la parte del carabiniere Baiocchi, spalla di De Sica.

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Parte da Roma il viaggio nel mondo di Rino Gaetano

Parte da Roma il viaggio nel mondo di Rino Gaetano con la prima mostra dedicata al grande cantautore che ha segnato un’epoca nella musica italiana. Iconico poeta dallo stile unico e tagliente, con la sua voce ruvida e con i suoi testi apparentemente leggeri e disimpegnati ma pieni di contenuti, ha saputo graffiare società e politica senza mai nascondersi dietro etichette e maschere.

Innovativo e appassionato

Autore innovativo, appassionato e dal forte impegno civile, dopo la prematura scomparsa, le sue canzoni, manifesti da cui traspare tutta la sua umanità, sono state riscoperte e diventate veri e propri inni tra le nuove generazioni, usate in teatro, come colonne sonore di film, sono diventate fiction, compilation, street art e festival. La denuncia sociale celata dietro l’ironia delle sue filastrocche resta ancora attualissima. Non ha mai avuto maestri, rappresentava lui stesso l’onda nuova di una corrente senza eguali.

Parte al Museo di Roma in Trastevere

Il songwriter, calabrese di nascita ma romano d’adozione, sarà celebrato con la grande mostra Rino Gaetano (foto Archivio di Anna Gaetano), che sarà ospitata a Roma dal 16 febbraio al 28 aprile 2024 al Museo di Roma in Trastevere, nel quartiere che amò e frequentò fin dai tempi del Folkstudio. Un viaggio straordinario di memoria collettiva al ritmo delle note delle sue stralunate canzoni e dove la sua arte sarà più viva che mai.

Mostra promossa da Roma Capitale

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è organizzata e realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Con il patrocinio del Ministero della Cultura e la media partner di Rai che conserva la maggior parte dei filmati che riguardano l’artista e con la collaborazione di Universal Music Publishing Group. La mostra di Rino Gaetano è a cura di Alessandro Nicosia e Alessandro Gaetano.

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Al Colosseo una mostra dal 22 dicembre al 30 aprile celebra la colonna Traiana

Il “racconto di un simbolo” come recita il titolo della mostra, ma

anche il racconto dell’ingegno umano, della sfida tecnologica

all’epoca in cui Roma raggiunse il massimo dell’espansione territoriale.

A poco meno di duemila anni di distanza, al Colosseo si celebrano i fasti e la costruzione della colonna Traiana, con una mostra organizzata e promossa dal Parco archeologico del Colosseo e dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza.

“Una mostra spettacolare che racconta anche la storia una antica ‘archistar’ ” dice la direttrice del Parco del Colosseo, Alfonsina Russo, che ha curato la mostra con Federica Rinaldi, Angelica Pujia e

Giovanni Di Pasquale. La Colonna di Traiano veniva inaugurata

nel 113 d.C., 1910 anni fa, e sin dalla sua progettazione e costruzione rappresentò una sfida per l’ingegno umano: l’estrazione del marmo

dalla cava di Carrara, il trasporto via terra, via mare e via fiume,

e infine la lavorazione e posa in opera dei blocchi nel cantiere del

Foro di Traiano: si trattava di sovrapporre blocchi di marmo del peso

di circa 40 tonnellate e di farli combaciare, fino a comporre il disegno dei famosi rilievi a nastro che narrano la storia della conquista

della Dacia e le gesta dell’imperatore, ma anche i gradini della scala a chiocciola interna, che doveva già essere stata scavata nei rocchi prima della collocazione.

UNA MOSTRA RACCONTA L’ARDITO PROCESSO INGEGNERISTICO DELL’OPERA

 Ad ideare e realizzare questa straordinaria opera dell’ingegno era

stato Apollodoro di Damasco, il geniale e innovativo architetto e ingegnere di origine siriana: l’ esposizione ‘La Colonna Traiana.

Il racconto di un simbolo’, visitabile dal 22 dicembre 2023 al 30 aprile

al Colosseo, racconta anche la sua storia. Si vedono modelli ricostruttivi, non solo della Colonna stessa ma anche delle macchine

per il trascinamento e sollevamento dei blocchi colossali, così come delle funi e dei sistemi di aggancio e gli strumenti, compassi, squadre, argani, manovelle, fili a piombo rinvenuti nei contesti di scavo e ad esse riferibili.
La colonna Traiana fu idolatrata da Papi e sovrani d’Europa che non potendola spostare, la fecero disegnare, calcare, replicare, come fece Napoleone I, e perfino riconsacrare, come fece Papa Sisto V.