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Almanacco. 22 dicembre 1947: la Costituzione Italiana è approvata !

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una data storica per il nostro Paese.

Il 22 dicembre 1947 La Costituzione italiana è approvata:

L’aula della Camera è gremita in ogni scranno per il grande appuntamento con la storia: all’ordine del giorno c’è la votazione

della Costituzione della Repubblica italiana, cui hanno lavorato per

oltre un anno tutte le forze politiche.

D’altronde i 556 deputati sono stati votati il 25 giugno 1946 per

formare quell’Assemblea Costituente , il cui principale compito era

di redigere la nuova carta costituzionale.

A CENTO ANNI DI DISTANZA DALL’ADOZIONE DELLO STATUTO ALBERTINO

Il tutto a cento anni di distanza dall’adozione dello Statuto Albertino, che era diventato il testo fondamentale del Regno d’Italia nel 1861

ma che, dopo la sconfitta della monarchia al referendum del ’46, non era più conciliabile con il mutato assetto repubblicano.

All’apertura dei lavori, prende la parola Meuccio Ruini, presidente

della Commissione per la Costituzione, di cui fanno parte 75 membri incaricati di stendere il progetto generale del prezioso documento.
Nelle sue parole emerge il momento difficile che attraversa la Nazione, colpita da una grave crisi economica e sociale, di fronte alla quale

le istituzioni sono chiamate a dare un segnale di solidità e di lungimiranza per le future generazioni.

Questo segnale, per Ruini, è nella libera Costituzione che l’Italia sta

per darsi, da lui definita «inno di speranza e di fede» e in grado di porre un argine invalicabile agli errori e ai soprusi del recente passato.

Si arriva al fatidico momento del voto e la procedura adottata è a scrutinio segreto. Un’ora dopo il Presidente dell’Assemblea Costituente, Umberto Terracini, dà lettura dell’esito della votazione:

presenti 515; maggioranza 258; voti favorevoli 453; voti contrari 62. La Costituzione è approvata!

La costituzione entrerà in vigore il primo gennaio 1948.

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Almanacco. 21 dicembre 1950: muore a Roma il poeta Trilussa

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un grande poeta.

Il 21 dicembre 1950 muore a Roma Carlo Alberto Salustri,
in arte Trilussa autore di numerosi e famosissimi sonetti,
parte del suo studio è ricostruito al Museo di Roma
in Trastevere.

Della sua natia Roma è stato per oltre mezzo secolo il principale cantore in versi.

Registrato all’anagrafe come Carlo Alberto Salustri, si affermò come poeta utilizzando come nome d’arte l’anagramma del suo cognome: Trilussa.

TRILUSSA OPTO’ PER IL DIALETTO BORGHESE PIU’ VICINO ALL’ITALIANO

Se Gioacchino Belli aveva elevato a dignità letteraria il romanesco popolare della prima metà dell’Ottocento, lui optò per il dialetto borghese, più vicino all’italiano ed espressione appunto della classe borghese.

Politici, gerarchi fascisti, letterati e tutti gli altri protagonisti della cronaca di quei tempi finirono nel mirino della sua sferzante ironia, espressa sotto forma di favola moraleggiante alla maniera di Esopo.

Celebre la teoria dei due polli, contenuta nella poesia “La Statistica”, con cui svela l’ingannevole utilizzo delle statistiche, per fini politici, e che tutt’oggi conserva la sua validità.
In pratica: se una persona mangia due polli e un’altra nessuno, secondo la media risulta che entrambi ne hanno mangiato uno.

Trilussa fu il terzo grande poeta dialettale romano comparso sulla

scena dall’Ottocento in poi: se Belli con il suo realismo espressivo

prese a piene mani la lingua degli strati più popolari per farla confluire in brevi icastici sonetti, invece Pascarella propose la lingua del popolano dell’Italia Unita, che aspira alla cultura e al ceto borghese, inserita in un respiro narrativo più ampio.

Infine Trilussa type=’text/javascript’ ideò un linguaggio ancora più prossimo all’italiano, nel tentativo di portare il vernacolo del Belli verso l’alto.
Trilussa alla Roma popolana sostituì quella borghese, alla satira storica l’umorismo della cronaca quotidiana.

In particolare Trilussa ha la capacità di evidenziare attraverso meschinità e debolezze tipiche delle persone attraverso metafore

efficaci e graffianti, spesso basate su episodi che hanno come protagonisti animali domestici.

Scomparve nella sua amata città il 21 dicembre del 1950, venti giorni dopo aver ricevuto la nomina a senatore a vita dal presidente Einaudi.
Molte delle sue poesie hanno ispirato artisti famosi, tra cui Baglioni e Jovanotti, e finanche un pontefice, Giovanni Paolo I, che lesse “La fede” nel corso di un’udienza.

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Almanacco. 20 dicembre 1950. Inaugurata la Stazione Termini

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 20 dicembre 1950:

Viene inaugurata la stazione Termini i cui lavori erano iniziati

prima della guerra, ma dopo il conflitto il progetto era stato modificato.

La pensilina resta l’elemento caratterizzante dell’edificio.
La stazione deve il suo nome alle vicine terme di Diocleziano.

NEL 1939 VENNE APPROVATO IL PROGETTO DEFINITIVO

Nel 1939 venne approvato il progetto definitivo redatto negli ultimi mesi del 1938 da Angiolo Mazzoni per la realizzazione del nuovo impianto ferroviario.
I lavori iniziarono con la demolizione dell’edificio del Bianchi e

la realizzazione dei corpi di fabbrica laterali, ma nel 1943 furono

interrotti a seguito del peggioramento della situazione bellica e

della caduta del regime fascista.

Nei primi mesi del 1946 il progetto di Mazzoni fu accantonato,

in quanto ritenuto inidoneo e obsoleto, soprattutto per via della

facciata, sebbene nel 1943 il Mazzoni stesso avesse provveduto

a modificare i disegni del 1938 eliminando ogni accenno alla monumentalità.

Erano già stati realizzati gli impianti, le pensiline e i corpi di

fabbrica laterali (con l’eccezione del Padiglione reale).

Il ministero dei Trasporti decise così di optare per una revisione generale del piano dell’opera (ad esempio la biglietteria e

il ristorante, che avrebbero dovuto essere collocati nell’ala lungo

via Giovanni Giolitti, furono previsti nell’atrio su piazza dei Cinquecento)

e d’indire un concorso per un nuovo edificio frontale, posizionato cinquanta metri più avanti rispetto a quello del progetto mazzoniano

al fine di permettere un allungamento dei binari.

In occasione del concorso del 1947, il primo premio fu attribuito

ex aequo agli architetti Leo Calini e Eugenio Montuori e al

gruppo capeggiato da Annibale Vitellozzi comprendente

Massimo Castellazzi, Vasco Fadigati e Achille Pintonello.

La stazione fu così completata secondo la nuova versione, con la realizzazione dell’edificio frontale caratterizzato dalla ardita

pensilina, opera considerata uno degli esempi più significativi dell’architettura italiana del Dopoguerra, e fu inaugurata appunto

il 20 dicembre 1950.

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Almanacco. 19 dicembre 1996: muore l’attore Marcello Mastroianni

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo uno dei grandi interpreti della commedia all’italiana.

Il 19 dicembre 1996 muore MARCELLO MASTROIANNI

(era nato a Fontana Liri -FR- nel 1924): E’ universalmente riconosciuto come il Marcello del cinema italiano, di cui fu un protagonista

assoluto nella stagione d’oro tra la fine degli anni Cinquanta e

l’inizio degli anni Settanta.

CON SOPHIA LOREN FORMO’ UNA DELLE COPPIE PIU’ AFFIATATE SUL SET

Con Sophia Loren formò una delle coppie più affiatate sul set, regalando grandi interpretazioni drammatiche con Matrimonio all’italiana, “I girasoli” e “Una giornata particolare”.

Diretto dai più insigni registi, quali Fellini, De Sica e Scola, fu, con Manfredi, Gassman e Sordi, un pioniere della commedia all’italiana, grazie a capolavori come I soliti ignoti e “Divorzio all’italiana”.

E’ STATO PER TRE VOLTE CANDIDATO ALL’OSCAR

È stato per tre volte candidato all’Oscar al miglior attore:

per Divorzio all’italiana (1963), per Una giornata particolare (1977)

e per Oci ciornie (1988). Ha vinto numerosi e importanti premi: due Golden Globe, due Premi BAFTA, otto David di Donatello,

otto Nastri d’argento, cinque Globi d’oro e un Ciak d’oro.

Nel 1990 gli è stato conferito il Leone d’oro alla carriera.
Colpito da un tumore del pancreas, poco prima della morte

realizzò durante la lavorazione del suo ultimo film (Viaggio all’inizio del mondo di Manoel de Oliveira) una lunga auto-confessione

(Marcello Mastroianni – Mi ricordo, sì, io mi ricordo, curata da

Anna Maria Tatò, la sua ultima compagna) che è considerata da molti

il suo testamento spirituale.

L’ULTIMO IMPEGNO FU LA COMMEDIA LE ULTIME LUNE

L’ultimo impegno fu la commedia Le ultime lune nei teatri italiani.
A causa delle tre fleboclisi al giorno recitava quasi sempre seduto e molte date previste non furono realizzate a causa dell’aggravarsi dello stato di salute.

Dopo un malore, fu l’attore stesso a chiedere di non andare avanti con la tournée e l’ultima rappresentazione fu a Napoli; poi tornò a Parigi.

Morì pochi mesi dopo nel suo appartamento di Parigi il 19 dicembre 1996, all’età di 72 anni, stroncato dalla malattia e assistito dalla figlia minore, Chiara. Le sue spoglie riposano nel cimitero del Verano, a Roma.

Ha vissuto a lungo a Roma che gli ha intitolato una piazza in villa Borghese davanti alla Casa del Cinema.

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Al Museo di Roma a Palazzo Braschi, la mostra di Luca Marcelli Pitzalis

Nell’ambito di Quotidiana, il programma espositivo sull’arte italiana contemporanea in corso al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Promosso dalla Quadriennale di Roma e da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Apre al pubblico dal 22 dicembre 2023 al 21 gennaio 2024 dalle  ore 10.00 – 19.00 e con ingresso gratutito , per la sezione Portofolio, la mostra del giovane artista Luca Marcelli Pitzalis.

In mostra, Corrispondenze Vol. I, opera che prende origine da uno scambio di e-mail avvenuto tra l’artista e gli utenti iscritti a una newsletter dedicata. Inviata ogni due mercoledì alle dieci di sera, per un anno, in cui invitava gli interlocutori a rispondere.

Inseguendo la possibilità di una comunicazione non mediata della propria sfera emotiva, l’artista incoraggia la creazione di uno spazio virtuale temporaneo capace di diventare una zona franca rispetto ai protocolli sociali, garantendo la reciproca comprensione e il riconoscimento sensibile di una piccola comunità.

Quotidiana è il programma espositivo che, a partire da settembre 2022, coinvolge le due sale al piano terra del Museo di Roma. Aperte al pubblico con un palinsesto di mostre, ideate e prodotte dalla Quadriennale con l’obiettivo di approfondire alcuni orientamenti significativi dell’arte italiana del XXI secolo. 

Nell’atrio d’ingresso che connette le due sale è allestito uno spazio di lettura dove sono messi a disposizione del pubblico i testi critici sviluppati dai curatori delle due rassegne.

Il programma si divide in due cicli espositivi.

In Paesaggio, ogni due mesi, curatori italiani e stranieri riflettono su temi dell’arte contemporanea attraverso un testo critico e una mostra con poche opere essenziali.

In Portofolio, ogni mese un artista under 35 è presentato in mostra con una sola opera. A raccontarne la ricerca è un portfolio sviluppato da Gaia Bobò, curatrice della Quadriennale

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Al museo Leonardo Da Vinci, la mostra di Francesco Astiaso Garcia

Il museo Leonardo Da Vinci – Il Genio e Le Invenzioni, allestita all’interno del Palazzo della Cancelleria di Roma e diretta da Augusto Biagi,

si prepara a festeggiare il Natale con l’esposizione di opere d’arte realizzate da Francesco Astiaso Garcia, pittore, fotografo e curatore italo-spagnolo.

Festeggiare al museo il Natale con Astiaso Garcia

Astiaso Garcia ha da sempre riscosso notevole interesse nel mondo artistico. La sua grande capacità è ritrarre la figura umana in modo da fissarne sulla tela l’essenza spirituale.

I quadri, che saranno durante le festività natalizie, sono delle rivisitazioni delle celebri opere di Leonardo Da Vinci come la Gioconda, la Scapiliata, la Madonna del Garofalo, la Dama con l’ermellino e tante altre.

Astiaso Garcia con la sua arte ha girato il mondo realizzando affreschi e pitture murali sia all’estero che in Italia. Esponendo, inoltre, le sue opere in numerose Gallerie d’Arte.

Inoltre, dal 2011 collabora con il Vaticano per cui realizza commissioni artistiche.

È stato anche apprezzato da Papa Francesco a seguito di un ritratto da lui eseguito che lo ritraeva.

Il Pontefice ha, inoltre, ammirato e benedetto ulteriori suo opere tra cui “La Crocifissione dei migranti”, “Misericordia e Verità” e l’affresco monumentale dell’Annunciazione dipinto nella Santa Casa di Loreto.

Ma le novità non finiscono qua. Con l’anno nuovo, infatti, la mostra Leonardo Da Vinci – Il Genio e Le Invenzioni sarà protagonista di numerose novità che si potranno apprezzare all’interno del Palazzo della Cancelleria.

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Almanacco. 18 dicembre 2014: muore a Roma Virna Lisi

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo una grande artista.

Il 18 dicembre 2014 muore a Roma VIRNA LISI. E’ stata un’attrice italiana.
Ha ottenuto numerosi premi per le sue interpretazioni: due David di Donatello, sei Nastri d’argento, un Globo d’oro e tre Grolle d’oro, oltre a diversi premi onorari.
Nel contesto internazionale ha ottenuto un Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes 1994 per il ruolo di Caterina de’ Medici ne La Regina Margot, che le è pure valso, prima interprete non francese della storia, un Premio César per la migliore attrice non protagonista.

HA RECITATO ANCHE AD HOLLYWOOD DEBUTTANDO ACCANTO A JACK LEMMON

Ha recitato anche a Hollywood, debuttando accanto a Jack Lemmon

in Come uccidere vostra moglie nel 1965.
È poi apparsa con Tony Curtis e George C. Scott in Due assi nella manica e con Frank Sinatra ed Anthony Franciosa in U-112 assalto

al Queen Mary, oltre che in due film con Anthony Quinn, Il segreto

di Santa Vittoria (film premiato con il Golden Globe come miglior

film commedia o musicale) diretto da Stanley Kramer, e La 25a ora.
Muore nel sonno il 18 dicembre 2014 all’età di 78 anni, circa un mese dopo aver scoperto di avere un cancro ai polmoni fulminante.
Il figlio ha rifiutato la camera ardente in Campidoglio, preferendo funerali in forma privata, nel rispetto della riservatezza che ha sempre caratterizzato l’attrice in tutta la sua vita.
Il rito è stato celebrato il 20 dicembre nella chiesa di San Roberto Bellarmino, nel quartiere Parioli di Roma dove l’attrice abitava.

È sepolta nel cimitero di Prima Porta di Roma accanto al marito.
A seguito della sua morte è stato istituito in sua memoria il Premio Virna Lisi, come riconoscimento alla carriera assegnato ad attrici italiane che si sono distinte anche all’estero.

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Almanacco. 17 dicembre 1989: muore a Roma Luciano Salce

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista indimenticabile.

Il 17 dicembre 1989 Si spegne a 67 anni LUCIANO SALCE a Roma dove era nato il 25 settembre del 1922.

Regista e attore di altissimo livello, il 1961 è l’anno in cui si fa notare dal pubblico cinematografico e dalla critica italiana con il film Il federale, scritto da Castellano e Pipolo.

Il film diventa in poco tempo una svolta verso la commedia adulta

da parte del protagonista Ugo Tognazzi e segna l’esordio come compositore di colonne sonore del maestro Ennio Morricone.

Nel 1962 l’attività registica di Luciano Salce prosegue con i film La voglia matta e Le ore dell’amore, continuando la collaborazione con Ugo Tognazzi e Castellano e Pipolo.

Con queste pellicole inizia a percorrere un filone incentrato su

graffianti commedie di costume, che comprende anche La cuccagna, interpretato dagli esordienti Donatella Turri e Luigi Tenco.

IL 1975 E’ L’ANNO DI DUE SUCCESSI CINEMATOGRAFICI, IL PRIMO E’ FANTOZZI E IL SECONDO L’ANATRA ALL’ARANCIA

Il 1975 è l’anno di due successi cinematografici per Luciano Salce:

il primo è il film Fantozzi, tratto dalle avventure di Fantozzi, un libro scritto da Paolo Villaggio e interpretato dallo stesso attore genovese; inoltre la pellicola è la più vista tra quelle italiane nella stagione 1974-1975.

Sempre nello stesso anno, sostituisce Dino Risi sul set de L’anatra all’arancia e coglierà il secondo successo al botteghino.
Nel 1976 sulla scia del successo ottenuto col precedente film, Luciano Salce gira Il secondo tragico Fantozzi e in poco tempo raggiunge picchi di comicità grottesca inarrivabile.

Sempre nello stesso anno interpreta il personaggio del barone svanito

di Perdutamente tuo… mi firmo Macaluso Carmelo fu Giuseppe, per la regia di Vittorio Sindoni, col quale coglie ancora un ottimo successo come attore.

Tra il 1977 e il 1978, Luciano Salce continua la collaborazione con Paolo Villaggio: i due lavorano assieme per la realizzazione dei film Il… Belpaese e Professor Kranz tedesco di Germania , nonché per quella dell’episodio “Sì Buana” inserito nella pellicola Dove vai in vacanza?

NEL 1982 TORNA AL SUCCESSO CON “VIENI AVANTI CRETINO”

Nel 1982 torna al successo cinematografico con Vieni avanti cretino, rendendo tributo alla comicità d’avanspettacolo, con Lino Banfi protagonista.
Dall’aprile al giugno del 1983 conduce e dirige su Rete 4 il programma Gran varietà, tratto dall’omonima rivista radiofonica di Antonio Amurri e Dino Verde, assieme a Loretta Goggi e Paolo Panelli;
Nel 2000 il Comune di Roma gli ha dedicato una strada nel quartiere Vallerano.

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Almanacco. 16 dicembre 1998: a Roma alle 3.06 crollo del palazzo di via Vigna Jacobini. Muoiono 27 persone tra cui 6 bambini

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo una tragedia avvenuta

il 16 dicembre 1998: alle 3.06 del mattino, crollava in pochi secondi

un palazzo di via Vigna Jacobini uccidendo ventisette persone,

tra cui 6 bambini.

Una giornata drammatica per il quartiere Portuense di Roma, dove un palazzo di cinque piani si è letteralmente sbriciolato.
Lo stabile n. 65 di Via di Vigna Jacobini nel quartiere Portuense

a Roma era un edificio di 5 piani costruito nel 1957 e ristrutturato

tra il 1992 e il 1993.

ALLE 3.06 IL PALAZZO CROLLO’ SENZA SEGNI PREMONITORI LASCIANDO A TERRA CUMULI DI MACERIE

Alle 3:06 di mercoledì 16 dicembre 1998 il palazzo crollò improvvisamente senza segni premonitori lasciando a terra vari cumuli di macerie.

I soccorritori arrivano dopo circa mezz’ora, allertati dalle persone residenti nelle vicinanze.
Fin da subito si venne a sapere che sotto le macerie erano presenti

quasi 30 persone e che c’erano anche dei bambini, per questo non furono usate scavatrici.

VERRANNO ESTRATTI DALLE MACERIE SOLO 2 SUPERSTITI

Alla fine furono estratti dalle macerie solo 2 superstiti che

verranno ricoverati in ospedale in gravi condizioni mentre vi furono 27 morti.

I funerali di 13 vittime si svolsero in forma pubblica il 22 dicembre successivo alla presenza del presidente della repubblica

Oscar Luigi Scalfaro e dei presidenti di Camera e Senato.

L’ esequie delle restanti 14 vittime furono svolte in forma privata.

LE INDAGINI DEL CROLLO

Il procedimento penale ha accertato che il crollo dell’edificio fu

causato da errori progettuali (sottodimensionamento dei pilastri) e

dalla scarsa qualità ed estrema disomogeneità del calcestruzzo.
Si è inoltre proceduto nei confronti del responsabile della tipografia,

che era installata nel piano seminterrato, in ragione dei possibili

effetti prodotti dai macchinari sull’ambiente circostante

(in particolare si è ipotizzato che le macchine tipografiche

avessero determinato un clima caldo e asciutto, nocivo per il calcestruzzo).

Dopo due annullamenti della Corte di Cassazione,

il procedimento penale si è concluso nel 2019 con sentenza di assoluzione dell’unico imputato perché il fatto non sussiste,

pronunciata dalla Corte di appello di Roma su richiesta conforme della Procura generale.

È stato quindi riconosciuto che l’attività tipografica non ebbe

alcun effetto nocivo sulla struttura dell’edificio.

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On Shuffle x Spaghetti Unplugged domenica all’Alcaraz

On Shuffle x Spaghetti Unplugged è l’evento che celebra la conclusione del progetto di laurea promosso dagli studenti del Major in Music Business della Luiss Business School. La festa avverrà domenica 17 dicembre presso l’Alcazar, rinomato locale di musica live situato in zona Trastevere, durante il tipico slot di Spaghetti Unplugged dove, nella fascia oraria 21:30-22:30, avverrà un take-over da parte dei sette vincitori della prima edizione del contest Premio Generazione Contemporanea. Si tratta di un concorso indetto dai giovani studenti appassionati di musica iscritti al corso di Music Business del Master in Management delle Imprese Creative e Culturali presso la Luiss Business School.

I sette On Shuffle…

I 7 vincitori del concorso, scelti da un’attenta giuria di addetti ai lavori (tra cui Fausto Donato e Marco Sonzini) e dagli stessi studenti, hanno registrato le canzoni presentate in fase di selezione negli studi Luiss BS Records, dando così vita a un EP corale intitolato On Shuffle. I brani saranno pubblicati in forma gratuita sulle piattaforme BandCamp e SoundCloud. I sette brani vogliono essere un riflesso della dinamicità e anche diversità del contesto musicale attuale e i loro autori sono: Kauma – “Di Fretta”, Sofia Sirtori – “Two Parts”, Palma – “Gennaio”, Claire Audrin – “Vortici”, DumLow – “Ocean”, Marco Buompane – “Dove l’acqua scompare”, Solosophia – “Uber”.