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Cultura

Nel primo mese quasi 30mila visitatori per Tolkien alla Gnam

Grande successo per Tolkien.

Uomo, Professore, Autore, la mostra ideata e promossa dal Ministero della Cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford e inaugurata il 15 novembre alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna

e Contemporanea di Roma dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, alla presenza del presidente del Senato, Ignazio La Russa

e della presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni.
L’esposizione, tra il 15 novembre e il 14 dicembre, ha fatto registrare 28.045 visitatori in 26 giorni di apertura al pubblico, una media di 1.078,6 al giorno.

MEDIA DI OLTRE 1000 INGRESSI AL GIORNO, IN MOSTRA FINO ALL’ 11 FEBBRAIO 2024

Rispetto allo stesso periodo del 2022, quando i visitatori alla GNAM furono 20.317, si segnala un incremento di quasi 8mila unità.

La differenza è ancora più ampia se il bilancio del primo mese di apertura della mostra viene confrontato con la media giornaliera

degli ingressi registrati alla GNAM nel 2022: 747,7 ogni giorno.
“Il successo della mostra dedicata alla figura di questo grande scrittore conforta il nostro lavoro e rimanda al mittente tutte le critiche ricevute. La grande partecipazione di pubblico è il vero dato che conta, la risposta migliore ai ‘maestrini’ con il ditino alzato. Continueremo ad occuparci di grandi scrittori attraverso le mostre e raccomando a tutti di visitare anche la mostra su Calvino, che in questo momento si trova alle Scuderie del Quirinale”, ha dichiarato il ministro Sangiuliano.
Alcune curiosità sui dati: • il 23,3% dei visitatori ha meno di 25 anni (6.544 in totale); • la fascia d’età con più visitatori è la 26-40, con il 30% di accessi.
L’esposizione alla GNAM terminerà l’11 febbraio 2024 e proseguirà a Napoli, Torino e Catania.

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Cultura

Almanacco. 15 dicembre 1962: viene rappresentato per la prima volta al Sistina “Rugantino”

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il debutto di un grande musical.

Il 15 dicembre 1962: viene rappresentato, per la prima volta,

al Teatro Sistina il “RUGANTINO”, una commedia musicale

realizzata da Garinei e Giovannini …Una commedia entrata a

far parte della tradizione popolare capitolina ed interpretata dai

più celebri nomi dello spettacolo italiano: da Nino Manfredi ed Aldo Fabrizi, protagonisti della prima edizione .

IL CAST DI “RUGANTINO” NELLA COMMEDIA DEL 1962

Rugantino era Nino Manfredi, Rosetta Lea Massari; Mastro Titta aveva il volto di Aldo Fabrizi e Eusebia quello di Bice Valori.
Con scene e costumi di Giulio Coltellacci e coreografie di Dania Krupska, sostituita per la seconda edizione (1979) da Gino Landi, autore della versione coreografica tuttora rappresentata.

Il maestro Armando Trovajoli curò anche l’orchestrazione –

insieme a Zeno Vukelich – mentre l’orchestra nella prima edizione fu diretta da Bruno Nicolai.
Con lo stesso cast – unica variante Ornella Vanoni al posto di

Lea Massari nel ruolo di Rosetta – Rugantino debuttò al Teatro Mark Hellinger di New York nel Gennaio 1964.

Per rendere comprensibile il dialogo agli spettatori americani,

per la prima volta vennero usati dei sopratitoli:

la traduzione inglese veniva proiettata su uno schermo sospeso

in alto sul palcoscenico.

IL RICORDO DI FABRIZI E MANFREDI A NEW YORK

“Nessuno avrebbe immaginato – raccontava Manfredi- che in platea ci sarebbero stati anche molti italiani, assistemmo così al buffo fenomeno della doppia risata, degli italiani prima e degli stranieri dopo”.
“Il nostro arrivo a Toronto -ricorda Aldo Fabrizi- fu un mezzo disastro. io mi ero portato qualcosetta da mangiare che pensavo non si trovasse in quei paesi.

L’olio buono, la pasta, i pomodori il pecorino romano, il necessario insomma per sopravvivere decorosamente.

Alla dogana l’apertura del mio baule scatenò il finimondo, mi sequestrarono tutto. L’unica cosa che mi lasciarono fu una confezione

di bicarbonato, tenetevela pure, dissi, tanto tutto quello che dovevo digerire, me l’avete tolto”.

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eXtraFESTIVAL, più di 10 giorni dedicati all’infanzia

eXtraFESTIVAL, dal 20 al 31 dicembre, più di 10 giorni di festival dedicati all’infanzia e all’adolescenza, con spettacoli, laboratori ed eventi all’insegna della musica, del teatro e della danza. eXtraFESTIVAL è una proposta formativa, educativa e performativa diretta alla fascia d’età dai 0 ai 18 anni. 10 giorni di festival nelle diverse aree territoriali del X Municipio, per un totale di 39 attività, di cui 6 spettacoli e 33 laboratori creativi, con diversi appuntamenti ognuna, che coinvolgono gli spazi teatrali e formativi del territorio. A Ostia sono numerose le attività che saranno coinvolte in eXtraFESTIVAL quest’anno.

eXtraFESTIVAL ad Ostia

Uno dei primi appuntamenti è il 21 dicembre con i laboratori di didattica musicale che avranno luogo al Teatro Fara Nume fino al 29 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, una serie di percorsi formativi di pianoforte e canto corale. I laboratori non finiscono qui. Dal 27 al 30 dicembre al Teatro Pegaso sono previsti il laboratorio intensivo di teatro in inglese “Acting Together” dalle 10 alle 13 e quello su Plauto e la commedia latina “Anche gli antichi romani ridevano” dalle 16:30 alle 19:00. Il 29 e 30 dicembre è il turno degli spettacoli nella Sala Paolo Poli, a cominciare da “Dalla parola scritta alla parola detta – il viaggio del teatro”, diretto da Blas Roca Rey il 29 dicembre. Il 30 dicembre sarà la volta di “La mia storia – tra improvvisazione e testo”, diretto da Giorgia Mazzuccato.

Laboratorio musicale al Teatro Dafne

Rimanendo a Ostia, ma spostandosi al Teatro Dafne, tornano i laboratori. Dal 21 al 23 dicembre sono previsti il laboratorio musicale per bambini dalle 16 alle 18 e il laboratorio di disegno musicale dalle 16 alle 19. Il Teatro Dafne ospita anche il laboratorio di Teatro Workshop sul “Canto di Natale” dal 21 al 31 dicembre, un breve percorso di recitazione teatrale e cinematografica il 27 dalle 10 alle 13 e due workshop il 21 dicembre: sulla psicomotricità e sulle tecniche di grammelot e di affabulazione. Al Teatroinstalla Ostia lo spettacolo “Fatti acqua e cambia” andrà in scena il 27 e 28 dicembre alle ore 10:00 alle ore 16:00, mentre al Centro Culturale Affabulazione il 20 dicembre alle ore 9:30 sarà il turno del format di riflessione sugli stereotipi di genere per le scuole superiori dal titolo “RI-GENERAZIONI”, a cura di Valdarda Teatro.

L’ultima di eXtraFESTIVAL ad Ostia

Il 28 dicembre è il turno di una rinnovata modalità di fare musica attraverso “Drum Circle” alle ore 11, mentre il 23 dicembre c’è spazio anche per “Semi di musica”, il laboratorio per bambini e famiglie sui principi fondamentali della Music Learning Theory. L’ultima tappa di eXtra FESTIVAL ad Ostia è il Teatro del Lido, che ospiterà il 21 dicembre lo spettacolo riservato agli istituti scolastici “La storia di Aligaspù”, il giorno successivo alle 9:30 e alle 11:30 “Marco non c’è perché Laura se n’è andata” sempre riservato agli istituti scolastici.

Babbo e il natale riciclato

“Babbo e il natale riciclato” è lo spettacolo dell’Accademia Santa Rita per bambini del 23 dicembre alle ore 17, all’insegna del Natale e della condivisione. Il 27 dicembre è il turno di due spettacoli diversi, “il mostro dai lunghi peli” alle ore 11 e “H2ops!” alle ore 17:00. “Cuore di ghiaccio” sarà l’ultima rappresentazione del Teatro del Lido nell’ambito di eXtra FESTIVAL il 29 dicembre alle 11:00.

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Almanacco. 14 dicembre 1976: I Nap tendono un agguato al capo dell’antiterrorismo del Lazio Noce: muore un agente di polizia e un terrorista

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un tragico fatto di cronaca.

Il 14 dicembre 1976: I Nuclei Armati Proletari tendono un agguato al capo dell’antiterrorismo del Lazio, Noce.

Nella sparatoria muoiono un agente di polizia e un terrorista.

Durante l’assalto dei Nap alla macchina del vicequestore Alfonso Noce, perdono la vita l’agente di polizia Prisco Palumbo e il terrorista Martino Zicchitella. Prisco entra in Polizia a diciannove anni.

Nel 1971 si trasferisce a Trieste dove frequenta la Scuola Allievi.
Ancora molto giovane viene assegnato a Caserta dove rimane pochissimo.
Viene, infatti, trasferito alla Questura di Roma.

Il 14 dicembre 1976 sta guidando l’auto di scorta del vicequestore Alfonso Noce, responsabile dei Servizi di sicurezza per il Lazio .

L’AUTO VIENE ASSALITA DAI TERRORISTI DEI NUCLEI ARMATI PROLETARI APPOSTATI IN UN FURGONE

L’auto viene assalita da alcuni terroristi dei Nuclei Armati Proletari appostati in un furgone.
I nappisti scendono dall’automezzo e danno vita a un conflitto a fuoco. Un colpo di mitra raggiunge la tempia di Palumbo.
L’agente muore mentre era ancora al volante dell’auto.

Nello scontro perde la vita anche il terrorista Martino Zicchitella.
Restano, invece, feriti il vicequestore Noce e un altro agente

della sua scorta.

La Digos di Roma, a conclusione di serrate indagini, riesce ad type=’text/javascript’ identificare e poi individuare alcuni dei responsabili dell’agguato, facenti capo al “Nucleo armato 29 ottobre”, tra essi:

Raffaele Piccinino, Ernesto Grasso, Sebastiano Cerullo e

Giovanni Gentile Schiavone, che vengono arrestati e, in seguito, condannati all’ergastolo.

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Almanacco. 13 dicembre 1911: muore a Roma Gigi Zanazzo

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 13 dicembre 1911:

Muore a Roma GIGI ZANAZZO è stato un poeta, commediografo, antropologo e bibliotecario italiano. Studioso delle tradizioni del

popolo romano e poeta in romanesco, è considerato, insieme con Francesco Sabatini, il padre fondatore della romanistica.
Alla sua scuola mossero i primi passi Trilussa e i più bei nomi della poesia dialettale della Roma d’inizio secolo.

NACQUE A ROMA IN VIA DELFINI 5

Nacque in via dei Delfini 5 nel rione Campitelli dal padre Carlo, nativo di Lozzolo ma originario del Veneto, che si era trasferito circa nel 1830 a Roma, dove gestiva un’osteria a Testaccio.
Sposò Agnese Bianchini, prima donna della Compagnia Romanesca

da lui fondata con la collaborazione dell’attore e poeta Pippo Tamburri.

Questa compagnia, che agiva al Teatro Rossini, recitò molte fortunate commedie, tra cui più d’una di pugno dello stesso Zanazzo, come l’operetta Li Maganzesi a Roma, messa in scena il primo ottobre 1882 per le musiche del maestro Mascetti, o la scoppiettante Pippetto ha

fatto sega a scola, interpretata dall’incontenibile Oreste Capotondi.

Dette così forte impulso al teatro dialettale romanesco e incuriosì anche la regina Margherita , la quale volle assistere al Rossini alle recite della compagnia.

FAMOSA LA SUA OPERA “USI,COSTUMI E PREGIUDIZI DEL POPOLO DI ROMA”

Famosissima la sua opera Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma, edita in tre volumi, insostituibile guida allo studio della cultura popolare cittadina e raro esempio di prosa in romanesco.

Per i tipi dell’editore Perino fondò i periodici dialettali Rugantino (1887) e Casandrino .
Si avvalse nella direzione di questi periodici della preziosa collaborazione di Adolfo Giaquinto.
Inaugurò così la più prolifica stagione della stampa periodica romanesca.

Fu dalle colonne del Rugantino che prese il via il festival della canzone romanesca di San Giovanni.
Sempre per lo stesso editore nel 1896 diresse Il Valore Italiano periodico storico-militare-patriottico-aneddotico illustrato sino alla sua definitiva chiusura avvenuta il 14 marzo 1897.

Sostenitore di Crispi, fu estromesso dal suo impiego di bibliotecario del Ministero della Pubblica Istruzione a seguito della tristemente famosa epurazione della Minerva.

MORI’ A SOLI 51 ANNI

Morì poco dopo a soli 51 anni. Alla sua memoria è intitolata una via di Trastevere e il bel monumento, con il suo busto bronzeo, eseguito nel 1929 da Amleto Cataldi.

L’opera si trova all’inizio di via dei Delfini, sulla parete della sua casa natale, oggi cadente, verso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, sotto la sua loggetta.

FAMOSA LA SUA POESIA “BORGHICIANO”

Famosa è la sua poesia BORGHICIANO
So’ borghiciano, so’: nun ero nato
che bazzicavo già drento Palazzo:
mi’ padre me ce messe da regazzo
e, graziaddio, ciò sempre lavorato.
Pe’ fatigà, fratello ho fatigato;
da fanello ero sverto com’u’ razzo;
ma da un ber pezzo in qua ,nu’ me strapazzo;
perché so’ vecchio e m’hanno giubbilato.
Bazzico er Vaticano tutt’er giorno,
conosco er papa, so li fatti sui,
e de quelli magnoni che cià intorno.
Pe’ me, ‘sino che dura è ‘na cuccagna
ma nun sia mai, me se morisse lui,
lo possino scannà, come se magna?

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Almanacco. 12 dicembre 1969: a Roma, una bomba esplode alla BNL di Via Veneto e un altra all’Altare della Patria

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una terribile fatto di

cronaca accaduto il 12 dicembre 1969: Una bomba esplode alla BNL

di via Veneto causando il ferimento di 16 persone, un’altra esplode
all’altare della Patria, a Roma, mentre a Milano, in piazza
Fontana, esplode una bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura .

E’ L’INIZIO DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE

E’ l’inizio della cosiddetta “strategia della tensione”.
La terza bomba esplode a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collega l’entrata di via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio.

DUE BOMBE ESPLODONO A ROMA CAUSANDO IL FERIMENTO DI 16 PERSONE

Altre due bombe esplodono a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una

davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del Museo centrale

del Risorgimento, in piazza Venezia, per un totale di 16 persone ferite.

Si contarono, in quel tragico 12 dicembre, cinque attentati terroristici, concentrati in un lasso di tempo di appena 53 minuti, che colpirono contemporaneamente le due maggiori città d’Italia: Roma e Milano.

La vicenda è tuttora oggetto di controverse interpretazioni; secondo

una, quando fu imboccata la pista dell’attentato neofascista – abbandonata quella anarchica – si volle avallare la teoria della

«strategia della tensione», ossia un disegno razionale, perseguito dall’estrema destra per creare instabilità e paura nelle istituzioni e

nei cittadini, e quella della «strage di Stato», ordinata da settori del mondo politico (dai servizi segreti e consorterie criminal-economiche) per creare un’atmosfera di panico, rendendo necessarie misure d’emergenza, e garantire il potere ai reazionari nemici del popolo.

Le indagini si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e neofascisti; tuttavia alla fine tutti

gli accusati sono stati sempre assolti in sede giudiziaria

(peraltro alcuni sono stati condannati per altre stragi, e altri usufruiranno della prescrizione, evitando la pena).

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Almanacco. 11 dicembre 2007: Posa della prima pietra a Roma del Centro Congressi all’Eur “La Nuvola”

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo l’11 dicembre 2007:

si inaugura Il Nuovo Centro Congressi (giornalisticamente noto come

la Nuvola per via del suo disegno) è un edificio in costruzione a Roma, nel quartiere dell’EUR; La posa della prima pietra avvenne proprio

l’11 dicembre 2007 alla presenza dell’architetto Massimiliano Fuksas e varie autorità tra cui l’allora sindaco di Roma Walter Veltroni.

LA “NUVOLA” E’ LA STRUTTURA CARATTERISTICA DEL PROGETTO

La “Nuvola” è la struttura caratteristica del progetto e contiene l’auditorium da 1 850 posti e i relativi servizi (foyer, bar, guardaroba, bagni, camerini, sale traduzioni e deposito).
È collegata alla “teca” per mezzo di passerelle sospese e tramite lo “scafo”, la struttura portante principale.
L’auditorium può costituire un sistema indipendente rispetto alle altre attività congressuali. Il sistema di prevenzione incendi del Nuovo Centro Congressi di Roma rappresenta un esempio importante di come si possano affrontare problematiche di edifici complessi tramite l’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio.

I LAVORI INIZIARONO NEL FEBBRAIO 2008

I lavori iniziarono nel mese di febbraio 2008.
Il costo inizialmente previsto era di 275 milioni di euro (l’appalto era stato aggiudicato per 272 milioni, nel corso degli anni ha superato

i 413 milioni di euro.
Nel dicembre 2013 viste le ristrettezze di bilancio del Comune di Roma i lavori rischiavano di essere interrotti ma il governo con la legge di stabilità ha stanziato un prestito di 100 milioni di euro da restituire in 30 anni per permettere di continuare i lavori.
L’opera fu inaugurata il 29 ottobre 2016 alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, della sindaca Virginia Raggi e dell’architetto Massimiliano Fuksas, con una cerimonia trasmessa in diretta su Rai 1.

Dal 24 febbraio al 26 settembre 2021 il centro congressi ha ospitato un centro, il più grande d’Italia, per la somministrazione del vaccino anti COVID-19.
Il centro è stato in grado di accogliere fino a 3 000 persone al giorno, con un totale di 536mila somministrazioni di vaccini anti-Covid.
Il 30 e 31 ottobre 2021 ha ospitato il 16º vertice del G20, il primo tenutosi in Italia.
Un anno dopo, dal 23 al 25 ottobre 2022, ha ospitato “Il grido della pace. Religioni e culture in dialogo”, incontro internazionale per

la Pace organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.

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Almanacco: 9 dicembre 2017: muore a Roma Lando Fiorini

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande artista.

Il 9 dicembre 2017: muore a Roma LANDO FIORINI. E’ stato un attore e cantante italiano.
Lando Fiorini nasce a Roma, da una famiglia romana del rione di Trastevere.

Ultimo di otto figli, si trova a vivere la difficile situazione economica dell’Italia post-guerra di quegli anni ed i genitori pensano bene di affidare il loro figlio alle cure di una semplice famiglia modenese.

Così vive per circa due anni a Disvetro di Cavezzo, in Provincia di Modena presso la famiglia Montanari.
Gli anni della sua infanzia sono decisamente non facili per lui,

segnati inesorabilmente anche dalla prematura scomparsa della madre, che viene a mancare quando Lando ha soli 14 anni.

Tornato a Roma, dapprima fa disparati lavori, quali il barbiere, il riparatore di biciclette e il facchino ai Mercati Generali di

Via Ostiense a Roma: proprio tra la gente della sua città non perde occasione per intonare canzoni melodiose, spinto più che altro dal suo grande amico “Nino er biondo” e da Amedeo Silvestri, un cassiere della ditta D’Acunto-Santini che lo spingerà a studiare canto.

INTERPRETA NELLA COMMEDIA “RUGANTINO” UN CANTASTORIE

Nel 1961, partecipa al Cantagiro e dopo l’affermazione alla kermesse itinerante, interpreta la commedia musicale firmata Garinei e Giovannini Rugantino interpretando il ruolo del cantastorie e

del popolano romano che canta la canzone Ciumachella de Trastevere.
Nel frattempo si susseguono apparizioni alla radio e alla TV.

Alla radio, per due anni di fila, è l’animatore di l’Arciroma mentre in televisione partecipa a diversi spettacoli, da Dizionaretto musicale a

Il Paroliere questo sconosciuto, a Ciao Mamma, per approdare all’edizione del 1966 di Canzonissima.

Dopo un’apparizione in TV ad Adesso musica, con Chitarra romana, Fiorini interpreta un film a fianco di Franchi e Ingrassia, Storia di fifa e di coltello – Er seguito der più, parodia di Er più di Sergio Corbucci con Adriano Celentano, interpretando il ruolo di un cantastorie, Verdicchio.

Partecipa a trasmissioni televisive: Come quando fuori piove interpretando la canzone Cento campane, sigla del noto sceneggiato televisivo Il segno del comando .

NEL 1968 APRE A TRASTEVERE IL PUFF UN NOTO CABARET DELLA CAPITALE

Nel 1974 interpreta in televisione, nello spettacolo Girovacanze la canzone Er monno, canzone che ha portato in finale a Un disco per l’estate.
Prendendo parte, inoltre, a Canzonissima nel girone folk e con la canzone Barcarolo romano, seguita da Pupo biondo e da Ponte mollo.

Nel 1968 Fiorini apre nel cuore di Trastevere uno dei primi locali di cabaret della Capitale: Il Puff, conseguendo in ogni stagione il tutto esaurito.
Ubicato dapprima in via dei Salumi fino all’attuale sede in via Giggi Zanazzo.

Tifoso della squadra di calcio Roma, nel 1977 compone e incide Forza Roma, trasmessa allo stadio in occasione delle partite casalinghe della squadra dal 1977 fino alla fine degli anni ’80.

Malato dal 2003 di mesotelioma, muore a Roma la sera del 9 dicembre 2017 all’età di 79 anni.

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Premio Letterario Invictus al via

Premio Letterario Invictus, concorso letterario sportivo promosso dalla Lab DFG, al via. Iscrizioni entro aprile 2024, con la finale il 12 settembre a Cisterna di Latina. Presentata la quinta edizione alla Nuvola di Fuksas, in occasione di Più Libri più Liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria. Rilevanti novità del concorso promosso dalla casa editrice Lab DFG, con il patrocinio del Comune di Cisterna di Latina: il forte interesse che arriva dalla Germania ad ospitare gli organizzatori del Premio Invictus alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte dal 16 al 20 ottobre 2024.

Il Premio diventa internazionale

Il Premio Invictus da questa quinta edizione diventa di suo internazionale, allargando la partecipazione ad autori e case editrici di Malta; si rinforza il coinvolgimento del mondo della scuola attraverso una masterclass Invictus, una tre giorni di academy di letteratura sportiva nella esclusiva location del Giardino di Ninfa, dove avverrà anche la premiazione di Extra Invictus, con le menzioni speciali della critica associate ai media partner, che fino alla passata edizione avveniva nella serata finale in cui sono assegnati i premi ai cinque finalisti del Premio Invictus. Una rassegna culturale che negli anni ha conquistato il consenso della critica, nobilitandosi con la partecipazione di autorevoli firme e case editrici, nonché l’attenzione delle istituzioni, in un contesto che sa unire cultura, sport e scuola.

Finale da tradizione a Cisterna di Latina

La finale, tradizionalmente nella corte del Palazzo Caetani a Cisterna di Latina, ci sarà il 12 settembre 2024. Termine delle iscrizioni nel mese di aprile. Regolamento sul sito premioinvictus.it, possono partecipare tutte le opere editate nel 2023. Intanto il 22 novembre scorso è stato presentato il secondo Invictus School, contest letterario, in cui sono gli studenti a valutare gli autori. Un invito alla lettura da protagonisti. Nell’occasione hanno preso parte alla conferenza gli studenti dell’Istituto I.S.I.S.S. Pacifici e De Magistris di Sezze.

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Almanacco. 7 dicembre 1979: un commando delle BR uccide a Roma il Maresciallo di P.S. Mariano Romiti

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un tragico fatto di cronaca.

Il 7 dicembre 1979: Un commando terroristico uccide, in

via Casilina (nel quartiere di Torre Spaccata) il maresciallo di

Pubblica sicurezza MARIANO ROMITI.
L’assassinio viene rivendicato dalle Brigate rosse.

Maresciallo comandante della Squadra di Polizia Giudiziaria

del Commissariato Centocelle da ben undici anni, Romiti aveva partecipato alla costituzione del primo sindacato

della Polizia di Stato.

IL MARESCIALLO ROMITI ERA NELLA LISTA DI PERSONE CHE DOVEVANO ESSERE ELIMINATE

In quegli “anni di piombo” in cui era in atto una “guerra” anche il Maresciallo Mariano Romiti entrò a far parte di quella lista di persone che dovevano essere eliminate.

Cominciò, insieme ad altri colleghi, a ricevere minacce di morte, pedinamenti.

Lui, in particolare, nel periodo dopo l’uccisione del militante di destra Giaquinto, essendo in servizio d’ordine pubblico il giorno della morte.

Provò ad attuare nella sua vita quotidiana tentativi per evitare di essere coinvolto in attentati, come non percorrere sempre la stessa strada

per il tragitto casa-lavoro, togliere la targhetta dal citofono di casa oppure far controllare da altri la strada prima di percorrerla.

Il 7 dicembre 1979 doveva recarsi al Tribunale di Roma, per testimoniare ad un processo; per tale motivo, intorno alle otto meno

un quarto del mattino, stava raggiungendo a piedi e in borghese la fermata dell’autobus che l’avrebbe portato a destinazione.

All’improvviso da dietro un muretto ,all’angolo tra via Angelo Cassioli e via Augusto Marini, comparvero dei terroristi che gli spararono

contro dei colpi di arma da fuoco: uno dei terroristi, allontanandosi, gli diede il colpo di grazia.

LE BRIGATE ROSSE RIVENDICARONO L’OMICIDIO

Vani furono i tentativi di soccorso e la corsa all’ospedale;

il Maresciallo arrivò all’ospedale San Giovanni di Roma senza vita.
In seguito le Brigate Rosse rivendicarono l’omicidio, che rientrava in una campagna messa in atto in quel periodo volta a colpire gli apparati dell’anti-terrorismo.