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Cultura

“I Dioscuri tornano a Roma” a Porta Pinciana

Castore e Polluce, i mitici Dioscuri, i “figli di Zeus” dei Greci, venerati anche dai Romani a partire dal V sec. a. C, sono i protagonisti di una grande esposizione dello scultore Gianfranco Meggiato.

In programma dal 1° dicembre al 1° febbraio a Roma. Undici monumentali sculture saranno allestite in un luogo emblematico della Capitale, nel cuore del Municipio 1, fra via Veneto e Porta Pinciana.

I Dioscuri tornano a Roma” è il titolo della mostra, promossa dal Municipio Roma 1 Centro – Assessorato alla Cultura e dall’Associazione Via Veneto. L’esposizione è organizzata dalla “Fondazione di Arte e Cultura Gianfranco Meggiato”. Ha per curatore scientifico Dimitri Ozerkov, già direttore del Dipartimento di Arte Contemporanea dell’Ermitage di San Pietroburgo. Dimessosi dalla direzione museale nell’ottobre del 2022 in segno di protesta contro l’invasione russa in Ucraina.

L’inaugurazione inizia venerdì 1° dicembre alle 10

L’inaugurazione è in programma venerdì 1° dicembre alle 10 a Porta Pinciana, alla presenza dell’assessore alla Cultura del Municipio Roma 1, Giulia Silvia Ghia. Sarà presente l’Artista.

Le opere sono realizzate da Meggiato in alluminio, con la tecnica della fusione a staffa, e in bronzo, con la tecnica della fusione a cera persa, tutte le sculture sono poste su basi in acciaio inox.

La loro altezza varia da due fino a cinque metri. È possibile percorrere l’itinerario dell’esposizione attraverso il proprio smartphone, seguendo una mappa completa di immagini e descrizione. Si attiva scannerizzando un QR code posto sui cartelli esplicativi che accompagnano ciascuna scultura.

Il catalogo, che sarà presentato a gennaio 2024 in concomitanza con la chiusura della mostra, è pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori.

Partendo proprio dal mito dei Dioscuri, l’esposizione indaga i significati della dualità e della duplicità, degli opposti che tendono all’Uno, così come Castore-Materia (umano) e Polluce-Spirito (Divino) sono realtà opposte e complementari che perseguono l’unione.

La rappresentazione mitologica dei Dioscuri, attraverso il loro valore simbolico, per l’artista è, infatti, occasione per sottolineare il significato di unità e fratellanza, di superamento del duale, nella consapevolezza che siamo tutti parte di uno stesso insieme, cellule di un medesimo organismo, siamo tutti Uno. Il riferimento costante alla dimensione trascendente, pur dal piano della materia, ci ricorda come il riconoscersi figli di uno stesso universo e fratelli di un comune destino possa indicare un cammino che porti al superamento dei conflitti, fino all’armonia e alla pace. Il gesto artistico e la visione culturale sono anche contrassegnati dalle dimensioni delle sculture e dal loro esprimersi attraverso la verticalità, che richiama quella naturale tendenza dell’essere umano alla ricerca di una spiritualità che è interiore, alla scoperta di se stessi, e al contempo esteriore, oltre il proprio io.

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Cultura

Almanacco. 29 novembre 2010: muore a Roma il regista Mario Monicelli

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande regista.

Il 29 novembre 2010: muore a Roma MARIO MONICELLI:

Regista tra i più rappresentativi del secondo Novecento,

è uno dei maestri della commedia all’italiana.Figlio d’arte,

dato che suo papà Tommaso fu critico teatrale e giornalista.

Dopo la laurea in filosofia, iniziò a fare il critico cinematografico, e, grazie all’amico Giacomo Forzano iniziò a frequentare alcuni studios cinematografici.

IL SUO DEBUTTO DA REGISTA IN COPPIA CON STENO CON “TOTO’ CERCA CASA”

Nacque e crebbe così la sua passione per la regia e la sceneggiatura

che favorì il suo debutto ufficiale da regista nel 1949 in coppia con Steno (Stefano Vanzina), con “Totò cerca casa”.

In realtà il suo primo lavoro risale al 1934 con il cortometraggio

“Cuore rivelatore”, seguito da un mediometraggio muto

“I ragazzi della via Paal”, che gareggiò e fu premiato a Venezia.

I successi ed i premi di Mario Monicelli non si contano. Ricordiamo alcuni tra i lavori più rappresentativi della sua carriera:

“Guardie e ladri” (1951), “I soliti ignoti” (1958), “La grande guerra” (1959), “I compagni” (1963), “L’armata Brancaleone” (1965), “Amici miei” (1975), “Un borghese piccolo piccolo” (1977), “Il Marchese del Grillo” (1981), “Speriamo che sia femmina” (1985), “Parenti serpenti” (1992), “Cari fottutissimi amici” (1994).

VINSE MOLTI PREMI COME IL LEONE D’ORO ALLA CARRIERA

Mario Monicelli prestò la sua opera anche come regista teatrale, commediografo, regista televisivo ed, occasionalmente, attore.
Vinse molti premi come il “Leone d’oro alla carriera” nel 1991, molti “David di Donatello” (l’ultimo dei quali nel 2005), diversi “Nastri d’Argento”, una nomination all'”Oscar” e molti altri.
Non mancarono nemmeno le onorificenze come (giusto per citarne l’ultimo) la “Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte” insignito a Roma il 25 febbraio 2000.

Con l’avanzare dell’età la sua attività è gradualmente diminuita ma

non si è mai fermata, grazie ad una forma fisica e mentale sempre buona.
A dimostrazione di questo, a 91 anni è tornato al cinema con un nuovo film, Le rose del deserto (2006).

In un’intervista del 2008 ha dichiarato di aver abbandonato definitivamente l’attività registica con il cortometraggio documentaristico Vicino al Colosseo… c’è Monti.

MUORE SUICIDA ALL’ETA’ DI 95 ANNI

Nonostante ciò nel 2010 realizza La nuova armata Brancaleone, un cortometraggio di protesta contro i tagli alla cultura e all’istruzione

di questo governo, con la collaborazione del compositore Stefano Lentini, di Mimmo Calopresti in veste di sceneggiatore e di Renzo Rossellini come produttore.

Morì suicida, all’età di 95 anni, lanciandosi da un balcone del quinto piano della clinica (Ospedale San Giovanni reparto urologia) in cui

era ricoverato a causa di un tumore alla prostata in fase terminale che

lo aveva ormai irrimediabilmente debilitato.
Dopo le commemorazioni civili tenutesi nella sua casa romana al Rione Monti e presso la Casa del cinema, il suo corpo è stato cremato.

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Cultura

Prima domenica del mese, 3 dicembre, con Musei gratis

Prima domenica del mese con gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale e alcune aree archeologiche della città da visitare gratuitamente. Domenica 3 dicembre saranno aperte a ingresso libero l’Area Sacra di Largo Argentina (via di San Nicola De’ Cesarini di fronte al civico 10, dalle ore 9.30 alle ore 16 con ultimo ingresso ore 15), l’area archeologica del Circo Massimo (dalle ore 9.30 alle ore 16, con ultimo ingresso ore 15) e i Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana 09.00–16.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).

Offerta della prima domenica del mese

L’offerta si completa con i seguenti Musei Civici aperti: Musei Capitolini, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Centrale Montemartini, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Serra Moresca di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura e Villa di Massenzio. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Ingresso libero compatibilmente con la capienza dei siti. Prenotazione obbligatoria solo per i gruppi al contact center di Roma Capitale 060608 (ore 9 – 19).

Gratis anche le esposizioni temporanee

A ingresso gratuito sia le collezioni permanenti che le esposizioni temporanee, a partire dai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1) dove a Palazzo dei Conservatori, nelle sale piano terra, prosegue la mostra I sommersi. Roma 16 ottobre 1943, a cura di Yael Calò e Lia Toaff, che commemora attraverso l’esposizione di documenti, giornali, disegni, fotografie ma soprattutto oggetti di vita quotidiana di persone, donne, uomini, bambini, le storie di chi quel giorno, da tutti i quartieri della Capitale, fu arrestato e non tornò mai più.

Ultimo giorno per la Deposizione di Cristo del Tintoretto

Nella Pinacoteca Capitolina, ultimo giorno utile per ammirare la Deposizione di Cristo, spettacolare capolavoro del celebre pittore veneziano Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, il pittore più geniale e anticonformista del Rinascimento veneziano. Nella Sala degli Arazzi del Palazzo dei Conservatori la mostra VRBS Roma in cui ammirare il vetro dorato raffigurante la dea Roma, personificazione della città secondo l’iconografia diffusa, con l’elmo e la lancia, rinvenuto nel corso degli scavi per la realizzazione della stazione della Metro C a Porta Metronia e per la prima volta esposto al pubblico.

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Cultura

Queen Unseen – Peter Hince arriva al WeGil dall’8 dicembre

Queen Unseen – Peter Hince arriva al WeGil di Roma, hub culturale della Regione Lazio a Trastevere, per il suo tour europeo. Un vero e proprio viaggio esperienziale nel mondo della celeberrima band da vivere attraverso le immagini inedite fermate nel tempo da chi i Queen li ha conosciuti davvero bene, vivendoci in simbiosi per oltre dieci anni. La mostra di Roma, dall’8 dicembre al 4 febbraio 2024, è organizzata dalla Blu&Blu Network con il patrocinio della Regione Lazio, il sostegno di Lazio Crea, il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e la sponsorizzazione di Poste Italiane e di Coldwell Banker Italy.

Queen Unseen, le foto di Peter Hince

La mostra “Queen Unseen – Peter Hince” racconta, attraverso le fotografie del road manager e assistente personale di Freddie Mercury, Peter Hince appunto, e una ricca selezione di memorabilia, lo straordinario percorso umano e professionale dei Queen e del suo carismatico leader. Grazie alla fortuna d’aver lavorato per una delle più famose fabbriche di hit musicali degli anni Settanta e Ottanta, Ratty, come era soprannominato Hince, ha potuto avere accesso, sia professionale che privato, ai momenti salienti che hanno contraddistinto la band di Bohemian Rhapsody che è riuscito a fermare nel tempo e rendere eterni con i suoi memorabili scatti.

Sodalizio dal 1975

Il sodalizio tra Hince e i Queen inizia nel 1975, quando la band si stava apprestando a registrare A Night at the Opera. Peter era la persona responsabile di strumenti e soundcheck che doveva vigilare affinché la performance della banda sul palco filasse come da copione; presto si guadagnò la fiducia di Freddie, Brian, John e Roger. Di quei primi anni purtroppo non esistono fotografie che invece Peter inizia a scattare a partire dal 1977, quando ormai la band aveva raggiunto l’apice del proprio successo mondiale, fino al 1986. In virtù dello stretto rapporto personale particolare esistente tra Hince e Freddie Mercury la mostra dedicherà una particolare attenzione al front-man della band.

Immagini iconiche di Freddy Mercury

Tra gli scatti di Hince spiccano certamente alcune tra le immagini più iconiche del cantante, catturate in studio di registrazione, sul set dei video musicali più trasmessi nel mondo o su quello fotografico, in cui Hince ha immortalato Freddie abbigliato come una vera regina. Freddie, immigrato nell’Inghilterra degli anni ’70, è stato una delle figure chiave non solo della rivoluzione musicale della seconda metà del XX secolo, ma anche di quelle sociale e culturale, che lo hanno reso uno dei principali ed indiscussi protagonisti di quegli anni gloriosi. E se le fotografie di Hince ci offrono uno spaccato unico ed un accesso privilegiato alla band e al suo leader, la carriera dei Queen nella mostra è documentata nel dettaglio da un ricco allestimento che include gli oggetti provenienti dalla raccolta personale di Niccolò Chimenti, uno dei maggiori collezionisti europei dell’universo Queen.

Vero percorso esperienziale

La mostra, quindi, non rappresenta soltanto un inedito viaggio fotografico attraverso i momenti più importanti della band, ma un vero e proprio percorso esperenziale impreziosito da memorabilia, dischi, poster, strumenti musicali, abiti ed accessori, documenti, rarità e cimeli originali appartenuti ai membri della band. E ancora, a concludere il percorso espositivo i visitatori avranno accesso ad una sala video in cui verranno proiettati rari spezzoni dei principali concerti internazionali della band.

Oltre 90 immagini in Queen Unseen

“Queen Unseen | Peter Hince” si compone di oltre 90 immagini del fotografo londinese, mai esposte in precedenza in nessun Paese europeo, e di cui alcune in assoluta anteprima internazionale, e di oltre un centinaio di cimeli, memorabilia, oggetti e documenti vari, tutti rigorosamente originali, tra i quali l’asta del microfono utilizzata da Freddie Mercury nel suo ultimo concerto, una chitarra autografata di Brian May, un piatto autografato e le bacchette della batteria di Roger Taylor. Completa l’esposizione la proiezione di video rari e di spezzoni dei più famosi concerti della band. A 50 anni dall’uscita del primo disco, l’omonimo Queen, l’esposizione rappresenta un’occasione imperdibile per i fan di scoprire aspetti e dettagli inediti sul gruppo e per il grande pubblico di ampliare la propria conoscenza sulla band che ha rivoluzionato la musica degli ultimi 50 anni e che ancora oggi riesce ad essere straordinariamente attuale.

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Cultura

Roma, alla Villa di Massenzio “Nuvola Creativa-Festival delle Arti” dal 2 dicembre

Dal 2 al 16 dicembre a Roma alla Villa di Massenzio e al Mausoleo

di Romolo, si terrà la VI edizione di Nuvola Creativa – Festival delle Arti con circa 70 artisti coinvolti tra mostra e performance (con la direzione artistica a cura di Antonietta Campilongo).

Per l’edizione 2023 la manifestazione si concentrerà su un dibattito rimasto sempre aperto nell’arte: la dialettica storicizzata tra uomo e natura.

In occasione del centenario della nascita di Italo Calvino, il sottotitolo dell’edizione 2023 – Polvere/Riflessioni sul rapporto uomo e ambiente – vuole essere un omaggio allo storico autore e nel contempo una riflessione sull’ambiente e il suo significato più profondo, che

parte dalla rilettura della sua opera “La nuvola di smog”, una impietosa descrizione della polvere, frutto di una città industriale dominata da

una fabbrica di ghisa. Il racconto di Calvino ha infatti una data importante, il 1958, che segna l’inizio del boom industriale.

Pochi scrittori fanno caso all’inquinamento che questo boom comporta, e Calvino è forse il primo che vi dedica uno spazio letterario.

PIU’ DI TRENTA GLI ARTISTI IN MOSTRA

Più di trenta gli artisti in mostra: Andrea Ádány, Marco Baldassari, Rosella Barretta, Teresa Bianchi, Francesco Maria Bonifazi,

Maristella Campolunghi, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli,

Silvano Corno, Vincenza Costantini, Alexander Luigi Di Meglio,

Maria Korporal, Stefano Imbratta, Luciano Lombardi, Debbie Martin, Lucia Nicolai, Giorgio Ortona, Flaviana Pesce, Nguyen Ngoc Phuong, Enrico Porcaro, Gabriella Porpora, Loredana Raciti, Fabio Romoli, Loredana Salzano, Vincenza Spiridione, Villo Steiner, Andrea Sterpa, Krisztina Szabó, Anna Tonelli, Jack Tuand, Valter Vari, Klara Varhelyi. Tra le performance in programma, quelle di Artisti and Innocenti,

Blink Circus Imaginarium (Lorenzo Mastroianni e il suo cast), Compagnia Butterfly, Lara Ferrara e Marco Baldassari, di e con

Barbara Lalle, Daniela Carreras e musica di Luca Pagliani,

Letizia Girolami, Loredana Raciti con Marialuisa Sales e

M° Lorenzo Massotti, Silvia Stucky.

Nel calendario della manifestazione anche reading, dibattiti, e musica, con le esibizioni di Mauro Tiberi, I Sonic Jesus, Just Standards, nonché

i laboratori didattici di Impresa Sociale Capodarco S.r.l e di Gabriele Manili.

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Almanacco. 28 novembre 1860: muore a Roma Gian lorenzo Bernini

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 28 novembre 1860:

muore a Roma Gian Lorenzo Bernini: Il massimo genio del barocco

in scultura, celebre per l’impeccabile naturalismo delle

forme corporee e la profonda espressività dei volti dei suoi gruppi marmorei.

Ebbe nel padre Pietro Bernini un valido maestro e nella Roma dei Papi il cantiere type=’text/javascript’ ideale, per mettere a frutto le nuove istanze dettate dalla pittura del Caravaggio.

Dopo i cosiddetti “gruppi borghesiani” (Enea e Anchise,

Ratto di Proserpina, David, Apollo e Dafne), perché commissionati

dal cardinale Scipione Borghese, ottenne l’incarico più prestigioso della sua vita.

PAPA URBANO VIII GLI AFFIDO’ IL BALDACCHINO DI SAN PIETRO

Papa Urbano VIII, che nel 1626 consacrò la Basilica di San Pietro,

ne affidò al giovane scultore il completamento sia dell’esterno (con il colonnato ellittico), che dell’interno, con lo splendido Baldacchino di San Pietro, simbolo della rinascita della Chiesa promossa dal nuovo pontefice.

Il suo capolavoro assoluto lo realizzò, tra il 1647 e il 1652, nella

chiesa romana di Santa Maria della Vittoria, con la struggente estasi

di Santa Teresa d’Avila.

REALIZZO’ LA FONTANA DEI QUATTRO FIUMI A PIAZZA NAVONA

Tra le opere della maturità, vanno ricordate: la Fontana dei Quattro Fiumi, in piazza Navona, e Palazzo Ludovisi, in seguito ribattezzato Montecitorio e destinato ad ospitare la Camera dei deputati.

Tra le sue opere più significative spiccano alcune fontane monumentali di Roma: la Fontana delle Api, la Fontana del Moro e la Fontana del Tritone.

Bernini progettò anche tre chiese: San Tommaso di Villanova a Castel Gandolfo (1658-61), Sant’Andrea al Quirinale (1658-70) e infine Santa Maria dell’Assunzione all’Ariccia (1662-64)

MORI’ IL 28 NOVEMBRE 1860

Nel 1680 la salute di Bernini, già declinante, si aggravò a causa di

una paralisi al braccio destro; visse il suo malanno in maniera ironica

e giocosa, riconoscendo che era giusto che la sua mano destra si riposasse dopo così tanto lavoro.

La sua infermità, tuttavia peggiorò, sino a condurlo a morte il 28 novembre 1680; nell’anno della sua dipartita, il soglio pontificio era occupato da Innocenzo XI, l’ottavo papa a vedere il Bernini all’opera.

L’artista venne infine tumulato nella basilica di Santa Maria Maggiore

a Roma, nella tomba terragna di famiglia.

Per volere dello stesso Gian Lorenzo, autore di così tante tombe monumentali e scenicamente architettate, la sua sepoltura è invece costituita da una modestissima lapide, posta a copertura di un gradino sul lato destro dell’altare maggiore.

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“La Biblioteca del Mondo” alla Fondazione Memmo

Martedì 12 dicembre 2023, alle ore 11.00, si terrà alla Fondazione Memmo l’anteprima stampa della mostra La Biblioteca del Mondo, nona edizione di Conversation Piece. Il ciclo di mostre a cadenza annuale, a cura di Marcello Smarrelli, è nato con l’intento di restituire una panoramica degli artisti italiani e stranieri

che scelgono ogni anno Roma come luogo di residenza, di ricerca e di lavoro.

Nove gli artisti coinvolti, che condividono come comune denominatore l’uso del libro come “materiale da costruzione” dell’opera d’arte: Yael Bartana (1970, Israele. Vincitrice del Premio Roma dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo 2023/24), Nicolò Degiorgis (1985, Bolzano), Bruna Esposito (1960, Roma), Claire Fontaine (artista collettiva fondata a Parigi nel 2004 da Fulvia Carnevale e James Thornhill), Paolo Icaro (1936, Torino), Kapwani Kiwanga (1978, Hamilton, Canada. Borsista presso l’Accademia di Francia – Villa Medici), Marcello Maloberti (1966, Codogno), Francis Offman (1987, Butare, Ruanda). Infine Ekaterina Panikanova (1975, San Pietroburgo, Russia).                

Attraverso un nucleo di opere disposte in un percorso che parte dalla facciata di Palazzo Ruspoli per proseguire nel cortile e nelle Scuderie, l’esposizione si propone di restituire un’immagine di “biblioteca” come deposito dell’immaginario collettivo e della cultura universale

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Segni, arrestato 18enne per possesso di hashish

I Carabinieri della Stazione di Colleferro e Carpineto Romano, al termine di una congiunta e più ampia attività di prevenzione disposta in tutta la provincia dal Comando Provinciale di Roma

finalizzata a contrastare il fenomeno dell’uso e dello spaccio di sostanze stupefacenti tra i più giovani,

arrestano un 20enne di Segni, gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I Carabinieri fermano il giovane, a bordo di un’auto in compagnia della ragazza e di due amici e lo sottopongono ad un controllo. Ad esito delle verifiche, il 20enne era in possesso di circa 750 g di hashish. Occultati nel cofano posteriore del veicolo, suddivisi in 8 panetti contenuti in una scatola alloggiata nel vano della ruota di scorta.

Il 20enne, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto,

è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del processo.

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Domani la mostra Max Peiffer Watenphul. Dal Bauhaus all’Italia

Nell’ambito della mostra Max Peiffer Watenphul. Dal Bauhaus all’Italia a cura di Gregor H. Lersch, in corso fino al 10 marzo 2024. Al Museo Casa di Goethe di Roma, domani, martedì 28 novembre alle ore 19.00, Elizabeth Otto terrà la conferenza Max Peiffer Watenphul: Photography and the Queer Bauhaus! 

Mentre i suoi dipinti appaiono più fedeli alla tradizione paesaggistica e ritrattistica, nella fotografia Max Peiffer Watenphul si concesse una libertà maggiore.

Le fotografie dell’artista, primo membro queer del Bauhaus di cui si abbia notizia, ritraggono i suoi amici del Bauhaus, scene di desiderio queer e paesaggi urbani in Italia, dove si recò prima come borsista del Premio Roma nel 1931 e poi come esule.

La conferenza è organizzata dalla Casa di Goethe in collaborazione con la Bibliotheca Hertziana e si svolgerà in lingua inglese.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria: prenotazioni@casadigoethe.it

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Fiano Romano, mostra realizzata da ragazzi con patologie psichiatriche

Un’esposizione di mosaici e dipinti realizzati a mano da ragazzi con patologie psichiatriche. L’obiettivo terapeutico è di rafforzare il percorso di reinserimento sociale attraverso un progetto inclusivo che coinvolge in prima persona la comunità locale di riferimento.

La mostra di mosaici, a cura dei laboratori di Maieusis, sarà inaugurata venerdì 1 e sabato 2 dicembre

presso il Castello Ducale di Fiano Romano in piazza Giacomo Matteotti.
Un’occasione per scambiarsi gli auguri di Natale

e per consolidare quel percorso di riabilitazione intrapreso dai giovani con disagio mentale che frequentano il centro di riabilitazione Maieusis.

I ragazzi del centro psichiatrico Maieusis

A realizzare i mosaici, vere e proprie opere d’arte, sono stati i 29 ragazzi con patologie psichiatriche

che usufruiscono, grazie al sistema sanitario regionale, di un percorso psichiatrico riabilitativo e di inserimento sociale al centro diurno psichiatrico Maieusis. Realtà che fa parte della rete di Fenascop, associazione nazionale di organizzazioni che dal 1995 si occupano di riabilitazione psichiatrica extraospedaliera per adulti e minori.
L’obiettivo principale di questa iniziativa è accendere un faro sul tema della salute mentale. Sempre più emergenza mondiale e nazionale,

come spiega Paola Marchetti, presidente di Fenascop Lazio che insieme ai comuni di Fiano Romano e Capena ha dato il patrocinio all’iniziativa:

“i recenti fatti di cronaca ci riportano al tema sempre più frequente del disagio e della devianza giovanile. Secondo le ultime stime dell’Oms oltre un miliardo di persone al mondo soffre di disturbi psichici. Nel nostro Paese questa è una vera e propria emergenza, troppe volte dimenticata dalle Istituzioni, visto che da anni ormai siamo fanalino di coda nella spesa sanitaria dedicata alla salute mentale, con appena il 3,4% della spesa per la salute destinata a questi temi”.

“Il Covid ha acuito i problemi mentali ed ha lasciato tantissimi pazienti senza cure, abbandonando le famiglie al proprio destino. Con la rete Fenascop, grazie all’accreditamento con il sistema sanitario regionale, siamo in grado di aiutare tanti pazienti ad intraprendere un percorso psicoterapeutico per poter tornare in sicurezza alla socialità. Dobbiamo però fare di più e ci auguriamo che iniziative di sensibilizzazione come questa possano contribuire a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica, spingendo la politica ad assumersi l’onere di scelte importanti a favore della salute mentale”, conclude la presidente di Fenascop Lazio.