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Almanacco. 27 novembre 2001: Una forte esplosione a Roma sventra un palazzo di via Ventotene

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una tragedia accaduta il

27 novembre 2001: Una forte esplosione a Roma sventra un palazzo di via Ventotene nel quartiere Montesacro.
Il bilancio è di 7 morti accertati, tra loro 3 vigili del fuoco.
Con l’esplosione del gas, che aveva saturato l’area sottostante la palazzina, morirono sul colpo tre vigili del fuoco: il caposquadra

Danilo Di Veglia e i vigili del fuoco Sirio Corona e Fabio Di Lorenzo. Alessandro Manuelli fu trasportato con urgenza all’Ospedale Sandro Pertini di Roma dove morì il 2 dicembre successivo.

NELL’ESPLOSIONE MORIRONO ANCHE QUATTRO DONNE

Oltre ai quattro vigili del fuoco, nell’esplosione perirono quattro donne: Maria Grosso di 45 anni, parrucchiera che esercitava al pianterreno dello stabile, la figlia ventiduenne Fabiana Perrone, studentessa,

Elena Proietti di 81 anni che si trovava nel negozio al momento dell’esplosione, nonché Michela Camillo, venticinquenne studentessa italo-scozzese giunta in Italia da poco per motivi di studio.
Vi furono poi altri quattro feriti gravi, 15 leggeri e 25 persone medicate sul posto.
L’esplosione è avvenuta sotto il marciapiede dove passano le condutture del gas.

LO SCOPPIO GENERATO DA UNA FUGA DI GAS

Lo scoppio, generato da una fuga di gas, provocò uno squarcio di

trenta metri nello stabile: i pompieri della squadra 6A del distaccamento Nomentano furono investiti dall’onda d’urto subito dopo essere

riusciti ad evacuare l’edificio, impedendo così una tragedia ancor maggiore; nulla da fare anche per tre donne che si trovavano nel negozio di parrucchiere al pian terreno e per colei che fu travolta dal crollo

del tetto.
Complessivamente, furono interessati dall’evento 400 nuclei familiari, per un totale di circa 750 persone, di cui almeno 230 usufruirono

della prima assistenza organizzata presso la parrocchia del Cristo Redentore. Inoltre, 40 nuclei familiari per complessivi 120 persone furono alloggiati presso gli alberghi della zona nella notte tra il 27

e il 28, in attesa di rientrare quanto prima nelle rispettive abitazioni.

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A Roma “Macchine del tempo”: dal 25 novembre al Palazzo delle Esposizioni

Far conoscere l’astrofisica e il coinvolgimento dell’Istituto nazionale

di astrofisica nelle grandi scoperte recenti, attraverso un percorso

fatto di exhibit interattivi, foto di telescopi e satelliti, suoni coinvolgenti, videogiochi e molto altro. È l’obiettivo di “Macchine del tempo”, la mostra dell’Inaf a Palazzo Esposizioni a Roma dal 25 novembre 2023

al 24 marzo 2024. Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, ideata e realizzata da Inaf in collaborazione con Pleiadi, e prodotta con il contributo di Azienda Speciale Palaexpo, “Macchine del Tempo” parla di astrofisica e astronomia a tutti, grandi e piccoli, neofiti e appassionati.

DAL 25 NOVEMBRE 2023 AL 24 MARZO 2024

Le macchine del tempo sono strumenti dell’ingegno italiano, frutto

della ricerca condotta negli osservatori Inaf, utilizzati dalle donne e dagli uomini che ogni giorno mettono impegno e passione per ampliare la nostra conoscenza del cosmo. La mostra vuole parlare di scienza

e astrofisica mostrando proprio questi strumenti ma facendo anche vedere chi c’e? “dietro l’oculare”. Un’esperienza immersiva che comincia innanzitutto da noi stessi, dai visitatori, passando poi a Galileo, l’italiano che, posando l’occhio sul cannocchiale, utilizzò

la prima “macchina del tempo”.I telescopi, che gli astrofisici

oggi costruiscono nei luoghi più lontani del pianeta, sono in grado di trasportarci in un remoto passato, all’origine dell’universo,

all’indomani del Big Bang, quando le prime galassie e le stelle hanno preso forma, ma anche di immergerci nel nostro passato più recente, sviscerando la storia del nostro pianeta e del sistema solare attraverso

la ricerca e l’osservazione di esopianeti, di mondi lontani che stanno nascendo o che già orbitano attorno ad altre stelle.

IL PERCORSO ESPOSITIVO SI SNODA SU TRE SALE

Il percorso espositivo si snoda su tre sale. Si parte da un’ambientazione familiare: un cielo stellato, con l’invito a ripetere l’esperienza che Galileo fece oltre 400 anni fa, puntando verso il firmamento un “occhio potenziato”, il cannocchiale. Da qui inizia un viaggio attraverso i pianeti del nostro vicinato cosmico, il Sistema Solare, ricreato sulla scala della città di Roma e riproposto in versione ludica con una vera e propria sala giochi in stile anni Ottanta. Il viaggio prosegue tra pianeti, stelle, galassie e giganteschi ammassi di galassie, abbracciando le immense scale cosmiche che le “macchine del tempo” dell’astrofisica contemporanea cercano di afferrare, fino agli albori dell’Universo.

UN VIAGGIO NEL TEMPO

Attraverso una combinazione di immagini iconiche, exhibit interattivi

e tecnologie innovative come la realtà virtuale, chi visita la mostra

verrà in contatto diretto con le sfide di una ricerca che, giorno dopo giorno, spinge sempre più avanti i limiti della nostra conoscenza. I visitatori della mostra – spiega l’Inaf – intraprenderanno un vero e proprio “viaggio nel tempo” il cui tema centrale è la luce che con la

sua velocità non ci permette di vedere il presente bensì il passato.

Grazie alla luce è possibile viaggiare nel tempo guardando il cielo:

più distante osserviamo e più indietro nel tempo riusciamo a vedere.

La mostra è realizzata in doppia lingua (italiana e inglese) e ha molti elementi di inclusività per persone sorde, cieche e ipovedenti: software di sonificazione che permettono di “sentire” le immagini, rappresentazioni tattili che rendono tangibile l’informazione sulle diverse aree di un’immagine, video in LIS.

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Almanacco. 26 novembre 2018: muore a Roma il regista Bernardo Bertolucci

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 26 novembre 2018:

muore a Roma BERNARDO BERTOLUCCI. è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

Tra i registi italiani più rappresentativi e conosciuti a livello internazionale, ha diretto film di successo come Il conformista,

Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, Novecento e L’ultimo imperatore, che gli valse l’Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale.

E’ L’UNICO ITALIANO AVER VINTO UN OSCAR PER LA REGIA

È l’unico italiano ad aver vinto un Oscar per la regia, considerando che Frank Capra, anch’egli assegnatario del riconoscimento, era italiano ma naturalizzato statunitense.

Negli anni ottanta Bertolucci gira soprattutto all’estero kolossal di straordinaria potenza visiva.

Nel 1987 dirige in Cina L’ultimo imperatore, un grande successo internazionale che si aggiudica ben nove premi Oscar, tra cui quelli

per il miglior film e la migliore regia;

Nel 1990 gira in Marocco il film Il tè nel deserto (1990), tratto da

un romanzo di Paul Bowles, mentre nel 1993 è la volta del Piccolo Buddha con Keanu Reeves, ambientato in Nepal e negli Stati Uniti.

NEL 2007 GLI FU CONFERITO IL LEONE ALLA CARRIERA

Nel 2007 gli fu conferito il Leone d’oro alla carriera alla 64ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 2011

la Palma d’oro onoraria al 64º festival di Cannes.

Nel 2012 gira la trasposizione cinematografica del romanzo

Io e te di Niccolò Ammaniti, intitolata appunto Io e te.

Inizialmente era intenzione di Bertolucci girare il film in 3D, ma

ha rinunciato all’idea dopo aver riscontrato che questo tipo di

proiezioni sono considerate appannaggio di film commerciali e

riservati ad un pubblico giovanile.

Per il cinema Bertolucci scrisse anche numerose sceneggiature

per i film suoi e per quelli diretti da altri, due dei quali da lui prodotti.
Ebbe alcune esperienze da attore in alcuni film come Golem –

Lo spirito dell’esilio diretto nel 1992 da Amos Gitai.

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Almanacco. 25 novembre 1907: viene eletto sindaco di Roma Ernesto Nathan

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 25 novembre 1907:

Viene eletto sindaco di Roma Ernesto Nathan a capo di una

giunta sorretta dai liberali democratici, radicali e socialisti.
Compirà una importante opera di ammodernamento della città.
Le sue innovazioni lasciarono il segno.

Nel 1909 fu approvato il primo piano regolatore della città, che

definì le aree da urbanizzare fuori le mura, tenendo conto del fatto

che il 55% delle aree edificabili era in mano a soli otto grandi proprietari.

Sempre nel 1909, dopo aver difeso questo obiettivo per molti

anni dall’opposizione degli speculatori, promosse la

municipalizzazione del servizio tranviario e dell’energia elettrica.

DURANTE L’AMMINISTRAZIONE NATHAN FURONO APERTI 150 ASILI

Durante l’amministrazione Nathan furono inoltre aperti circa

150 asili comunali per l’infanzia, che fornivano anche la refezione.
Un numero più che rispettabile, se si pensa che Roma ha, oggi,

non più di 288 scuole materne comunali.

Grazie alla presenza all’interno della giunta comunale del

dottor Achille Ballori, primario dell’ospedale Santo Spirito,

nella città vennero istituite pubbliche guardie ostetriche, presidi

per l’assistenza sanitaria e la profilassi delle malattie infettive.

L’azione della giunta guidata da Nathan non si concentrò però

solo sulla città: nell’agro romano le scuole rurali, che nel

1907 erano 27, erano diventate 46 nel 1911.

Nell’agro vennero realizzate anche case cantoniere e presidi medici

che fornivano assistenza gratuita.

CURIOSO L’ANEDDOTO “NON C’E’ TRIPPA PER GATTI”

Un aneddoto ormai famoso narra che, neoeletto sindaco, a Nathan

venne sottoposto il bilancio del comune per la firma.

Nathan lo esaminò attentamente e, quando lesse la voce

“frattaglie per gatti”, chiese spiegazioni al funzionario che gli aveva portato il documento.

Egli rispose che si trattava di fondi per il mantenimento di una

nutrita colonia felina che serviva a difendere dai topi

i documenti custoditi negli uffici e negli archivi capitolini.

Nathan prese la penna e cancellò la voce dal bilancio, spiegando

al suo esterrefatto interlocutore che d’allora in avanti i gatti del Campidoglio avrebbero dovuto sfamarsi con i roditori che

avevano lo scopo di catturare e, che nel caso di topi non avessero

più trovati, sarebbe venuto a cessare anche lo scopo della loro presenza.

Da questo episodio deriverebbe il detto romanesco Nun c’è trippa pe’ gatti.

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I cani salvavita per diabetici

Si chiama progetto Serena e da molti anni si occupa di formare cani speciali. Con il loro fiuto, si accorgono quando una crisi glicemica sta arrivando e avvertono il paziente diabetico: letteralmente cani salvavita. Tante storie speciali che vi terranno compagnia nella prossima puntata di “Dalla parte degli animali”, la trasmissione ideata e condotta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, in onda la domenica su Rete4 alle 10 e 25. In replica la domenica alle 16.30 su La5

e il martedì in seconda serata sempre su Rete4, il programma che meglio di tutti racconta l’ amicizia tra uomini e animali.

Salvata grazie al suo cane anti-diabete

Serena Pellegrini si era sentita male durante la notte e solo grazie al suo cane anti-diabete è riuscita a salvarsi. Un racconto davvero emozionante che mostra quanto può essere prezioso l’aiuto dei nostri amici a quattro zampe e del loro fiuto prodigioso. Nella cascina-studio è il turno dei finanzieri del Cites Malpensa. Ci mostreranno gli stupendi coralli sottratti al traffico illecito,

mentre negli ospedali pediatrici di Roma e Milano scodinzolano, allegri, cani e cagnoloni che portano salute e felicità.

Come in ogni puntata, cani, gatti e altri animali si mostrano in tutta la loro bellezza per cercare una casa e un cuore. Tre caprette corrono spensierate: sono Gelsy, Betty e Zoe. Cercano una casa con giardino. Se desiderate un cane tirabaci, il cucciolo Baci di nome e di fatto fa per voi. Ricciola e tutta bianca: diamo il benvenuto alla cagnolotta Maya, una pelosina strappacarezze. Per l’adozione del cuore, Axel e Fiona, inseparabili. Axel è semicieco, Fiona gli fa da guida. Speedy l’ “investigatore” farà un appello per Nina, cagnetta perduta a Calcinate in provincia di Brescia.

“Dalla parte degli animali”, attraverso la televisione, arriva nelle case di tutti gli italiani per promuovere le adozioni, combattere la vergognosa piaga del randagismo e diffondere la cultura del possesso responsabile. Protagonisti del programma sono gli animali che vivono nei rifugi. Grazie alla vetrina televisiva, cani, gatti, e tanti altri animali, riescono a trovare il calore di una casa, l’amore di una famiglia e, in poche parole, il posto che meritano. E’ una trasmissione a cura di Carlo Gorla, per la regia di Fabio Villoresi, realizzata in collaborazione con la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (LEIDAA).

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Presentazione “La nostra storia Tutto il mondo di Happy Days”

Resta indimenticabile la gioia sottile e colorata che regalava ogni puntata di Happy Days. Per anni milioni di persone sono entrati in casa Cunningham, si sono seduti da Arnold’s, hanno camminato accanto a Fonzie.

La celebre sit com è andata in onda negli Stati Uniti dal 15 gennaio 1974 al 24 settembre 1984. Mise in scena una visione idealizzata della vita americana. A cavallo tra gli Anni ‘50 e i ‘60, la sit com, raccontata le vicende quotidiane della famiglia Cunningham. Facevano la fila per ore, in migliaia, fuori dagli Studios, per assistere dal vivo alle riprese di Happy Days. Il crescente successo delle storie della serie e la popolarità immediata dei personaggi alimentarono una sorta di febbre che contagiò tutto il mondo.
 
In prossimità del 50° anniversario della messa in onda negli Stati Uniti della prima puntata (15 gennaio 2024), Edizioni Minerva, grazie al lavoro di Giuseppe Ganelli Emilio Targia, ha finalmente raccontato il formidabile viaggio di Happy Days nelle case di tutto il mondo. La presentazione del libro ci sarà 27 novembre ore 18 presso la libreria LIBRACCIO (Via Nazionale 254/255, Roma).

Sembra incredibile, ma finora nessuno, in nessuna parte del mondo, aveva mai pubblicato un libro che raccontasse nel dettaglio la storia della celebre serie tv Happy Days, i suoi creatori e i protagonisti delle puntate.

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Cultura

A Natale regala un libro e acquistalo in libreria

L’evento “Più Libri Più Liberi” promosso dagli editori a Roma, svolgendosi a ridosso del Natale, cannibalizza le vendite mettendo ulteriormente a rischio la rete delle librerie del territorio.

Un sostegno per i presidi culturali

“La rete delle librerie diffuse sul territorio rappresenta un valore culturale da difendere e tutelare. Sottolinea il Presidente del Sil, Sindacato Italiano Librerie della Confesercenti di Roma e Lazio,
“Ci rivolgiamo a tutti i cittadini invitandoli a cogliere questo momento per acquistare, presso le librerie del territorio, un libro come regalo di Natale. Un gesto concreto a sostegno di questi presidi culturali e stimolante per chi lo riceve”.

“Un impegno che devono assumere anche gli enti pubblici”, rincara Il Presidente del Sil. Ben vengano eventi promozionali centrali che promuovono la lettura ma senza cannibalizzare la promozione e la vendite che le stesse librerie del territorio assicurano durante l’intero anno, esponendo sui loro scaffali migliaia di testi”.
“L’evento di Più Libri Più Liberi, è quello che purtroppo meglio rappresenta questa grave distorsione, collocandosi a Roma a ridosso delle festività natalizie”, dichiara Ciarla.

Una iniziativa che rappresenta appunto questo fenomeno, ovvero quello di assorbire, con una manifestazione centrale e diretta degli editori, le quote di mercato di migliaia di attività diffuse che con impegno economico e professionale cercano quotidianamente di offrire ai lettori i libri che avevano acquistato in precedenza dagli stessi editori”.

Il Presidente del Sil Confesercenti di Roma e del Lazio, annuncia che il prossimo anno le librerie del territorio, metteranno in campo un evento diverso e alternativo. Articolato sul territorio della città metropolitana di Roma e che tra i suoi scopi prioritari ci sarà l’attenzione al lettore e principalmente la promozione della lettura.

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Cultura

Apertura straordinaria e gratuita di 85 dimore storiche

Sabato domenica 3 dicembre, 85 dimore storiche del Lazio apriranno le porte gratuitamente a cittadini, famiglie, studenti e turisti.

Tra queste, anche beni riconosciuti Patrimonio UNESCO come Villa Adriana e Villa D’Este e numerosi “gioielli nascosti” del nostro territorio, normalmente inaccessibili al pubblico.

Far conoscere al grande pubblico siti poco accessibili o conosciuti.

L’iniziativa, voluta dalla Regione Lazio in collaborazione con Lazio Innova, ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere al grande pubblico la Rete regionale

costituita da dimore, ville, castelli, parchi, giardini, complessi architettonici e paesaggistici di grande rilevanza storico-culturale, tra cui alcuni siti solitamente poco accessibili o conosciuti.

L’intento è anche quello di promuovere luoghi e territori delle cinque province della regione. Di creare nuovi percorsi turistici e culturali attraverso modalità di fruizione innovative. Novità del progetto è, infatti, l’uso delle tecnologie digitali.

Per favorire la conoscenza del patrimonio, la Regione realizzerà audioguide in italiano e in inglese, una locandina innovativa e una app per smartphone e tablet. Qui gli utenti troveranno informazioni, gallerie fotografiche e riferimenti geolocalizzati delle dimore.

Un importante strumento è il sito web retedimorestorichelazio.it, piattaforma online della Regione Lazio, che offre al visitatore un panorama sulla Rete regionale delle dimore storiche e informazioni dettagliate su ciascun bene della stessa. 

«Quello delle dimore storiche – spiega Simona Renata Baldassarre,assessore alla Cultura, alle Pari opportunità, alle Politiche giovanili e della Famiglia, al Servizio civile della Regione Lazio – è un patrimonio che intendiamo tutelare e valorizzare, favorendo sinergie pubblico-private per far conoscere e proiettare nel futuro un’identità fatta di luoghi, bellezze e saperi legati al territorio.

La nostra ambizione è raccontare questo autentico museo a cielo aperto

preservare e sostenere questo patrimonio, che stimola lo sviluppo del turismo e di tanti comparti dell’economia locale».

La Rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico,

è stata costituita nel 2017 in attuazione della Legge regionale 8/2016. Attualmente comprende 199 dimore, accreditate tramite avvisi pubblici periodici curati dall’Area Valorizzazione del Patrimonio culturale della Direzione regionale Cultura e Lazio Creativo.

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Cultura

“Fidia”, a Roma la prima mostra sul geniale artista ai Musei Capitolini

 Dal 24 novembre al 5 maggio 2024 i Musei Capitolini – Villa Caffarelli di Roma ospitano “Fidia”, la prima mostra monografica sul più

grande scultore greco dell’età classica; un artista geniale, un innovatore, architetto, pittore e scultore, che ancora oggi è fonte d’ispirazione.

La mostra, (promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura), è curata dal Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce:

“In questa mostra si ripercorre da un lato il personaggio, cosa noi sappiamo di Fidia, quali sono gli elementi che sono riconducibili direttamente a lui. Dall’altra parte siamo in grado di ricomporre un percorso cronologico; lui ha vissuto grosso modo tra il 480 e il 430 a.C., realizzando una serie di opere che abbiamo documentate attraverso le fonti letterarie. La ricerca archeologica, la ricerca artistica, ha permesso di ricostruire attraverso le copie alcune di queste sue realizzazioni, ma poi soprattutto abbiamo il suo contributo essenziale come soprintendente della realizzazione del Partenone, forse l’opera per l’epoca classica più straordinaria in assoluto”.

AI MUSEI CAPITOLINI-VILLA CAFFARELLI FINO A MAGGIO 2024

Oltre cento opere suddivise nelle sei sezioni, tra reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti, disegni.

Alcuni pezzi sono esposti per la prima volta, con prestiti dai più importanti musei del mondo, come due frammenti originali del

fregio del Partenone, che vengono dal Museo dell’Acropoli di Atene.

Tra i pezzi più preziosi, la testa dell’Atena Lemnia in marmo, copia augustea di un originale fidiaco, il Codice Hamilton 254, manoscritto quattrocentesco contenente la prima immagine del Partenone arrivata in Europa, e lo scudo Strangford – copia di epoca romana in marmo pentelico dell’originale appartenente alla statua di Atena in oro e avorio, collocata nella cella nel Partenone. E c’è anche la possibilità di viaggiare nel tempo e rivivere la visita del Partenone grazie a un’installazione multimediale in realtà aumentata.

Il percorso si chiude con l’eredità lasciata da Fidia.

“Raccontiamo come la riscoperta a partire dall’Ottocento abbia determinato quella capacità dei moderni di appropriarsi della scultura fidiaca e quindi di farlo diventare un modello di ispirazione fino all’epoca contemporanea”.

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Almanacco. 24 novembre 1848: Papa Pio IX scappa da Roma, è l’inizio della Repubblica romana

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo che spaventato dai moti popolari Giovanni Mastai Ferretti (più noto come Papa Pio IX) scappa da Roma la notte del 24 novembre 1848.
Si traveste da prete e prende posto nella carrozza offertagli da

una nobile dama riparando a Gaeta, presso i Borboni, e lì aspetta il momento della rivincita.

Non era partito male come papa perché nel 1846, prendendo il posto

del reazionario Gregorio XVI, concesse un’amnistia ai condannati politici e arrivò a “benedire l’Italia” dal balcone di san Pietro.

L’INIZIO DELLA REPUBBLICA ROMANA

Il 14 marzo 1848, concesse una sorta di Costituzione, assicurò diritti agli ebrei e parziale libertà di stampa.

E’ L’INIZIO DELLA REPUBBLICA ROMANA.

Quella della repubblica romana fu un’esperienza significativa nella storia dell’unificazione italiana, che rappresentava l’obiettivo della Repubblica, e vide l’incontro e il confronto di molte figure di primo piano del Risorgimento accorse da tutta la Penisola, fra cui

Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli.

In quei mesi Roma passò dalla condizione di Stato tra i più arretrati d’Europa a banco di prova di nuove type=’text/javascript’ idee democratiche, ispirate principalmente al mazzinianesimo, fondando la sua vita politica e civile su principi quali, in primis, il suffragio universale maschile

(il suffragio femminile in realtà non era vietato dalla Costituzione, ma

le donne ne restarono escluse per consuetudine); l’abolizione della pena di morte e la libertà di culto.

LA REPUBBLICA ROMANA RIUSCI’ AD EMANARE UNA COSTITUZIONE

La Repubblica Romana, diretta dal triumvirato composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, pur nella sua breve vita riuscì a emanare una costituzione, che riservava comunque ampie garanzie al Pontefice.
Pio IX si appellò alle potenze straniere affinché gli fosse restituito il potere temporale.

Rispose la Francia repubblicana del Bonaparte:

fu inviato un corpo di spedizione di 7.000 soldati al comando del generale Oudinot.
Il 30 aprile 1849 i francesi furono sconfitti da Garibaldi nella battaglia di Porta Cavalleggeri, ma grazie ai copiosi rinforzi che nel frattempo avevano ricevuto, i francesi, nonostante la resistenza che incontrarono, riuscirono a far breccia nelle mura del Gianicolo e a conquistare Roma il 30 giugno 1849 dove fecero ingresso il 3 luglio.

Il papa programmò un lento rientro a Roma.

Soggiornò a Portici dal 7 settembre fino al 4 aprile 1850.

Poi si mise in viaggio, toccando varie località dello Stato per otto giorni. Fece il suo ingresso nell’Urbe il 12 aprile 1850.
Acclamato dalla folla, si diresse in Vaticano, scelto come sua nuova residenza in luogo del Quirinale.