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Cultura

L’Avventura della Moneta: la storia della moneta come non è mai stata raccontata

Dal 31 ottobre 2023 fino al 28 aprile 2024 apre al pubblico “L’Avventura della Moneta”.

La mostra immersiva di Banca d’Italia, ideata da Paco Lanciano e Giovanni Carrada, realizzata in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaxpo. 

La direzione e progettazione tecnologica è stata a cura di OSC Innovation, che si è occupata dell’allestimento

e il setup artistico delle tecnologie, dello sviluppo e la realizzazione dei software per l’inclusività e per la gestione e messa in onda dei contenuti e della loro fruizione immersiva.

Nel Palazzo Esposizioni

La mostra, ospitata nelle sale del Palazzo Esposizioni Roma, rappresenta un’anteprima del futuro Museo della Moneta (MUDEM) – Banca d’Italia, che aprirà ufficialmente nel 2025, all’interno di Villa Hüffer.

Un progetto composito, che unisce storia, finanza, tecnologia e comunicazione, ponendo l’accento sull’importanza di rendere più comprensibili a tutti i cittadini

i principali eventi economici che hanno segnato il nostro paese, diffondendo così una migliore cultura finanziaria.

Un vero e proprio viaggio immersivo nella storia, che parte dalle tavolette sumere, fino ad arrivare alle attuali banconote,

raccontando l’evoluzione dei sistemi economici moderni e i principali strumenti e fenomeni monetari e finanziari.

Il percorso è articolato in varie sale, le ultime tre delle quali illustrano la crescente importanza della finanza nella quotidianità,

i benefici e i rischi legati alla sua evoluzione e l’apporto delle banche centrali nell’assicurare la stabilità dei mercati e la tutela dei consumatori.

La mostra (e in futuro il museo) si presenta come un progetto particolarmente innovativo, dotato di spettacolari interazioni tra video e automazioni e di soluzioni avanzate e uniche, ed è fruibile in varie lingue.

La mostra sarà occasione per sperimentare soluzioni utili a garantire la fruibilità di esperienze immersive anche a persone affette da disabilità uditive o visive.

 

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Cultura

“Qui NON finisce tutto: più diritti nelle carceri!”: il 6 novembre in Campidoglio

Lunedì 6 novembre, a partire dalle ore 18.00, si svolgerà presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio l’incontro dal titolo “Qui NON finisce tutto: più diritti nelle carceri”.

Il terzo appuntamento di un ciclo di conferenze che si ripropone di ascoltare la comunità transgender romana per comprenderne meglio bisogni e necessità.

Nel corso dell’incontro, organizzato da Azione, sarà affrontata la spinosa questione dei diritti delle persone LGBTQI+ detenute nelle carceri, con particolare riferimento alle persone transgender.

Ai lavori prenderanno parte, tra gli altri, accanto a Flavia De Gregorio, capogruppo capitolino di Azione e membro della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale; 

Valentina Calderone, Garante comunale delle persone private della libertà personale, Maria Brucale, avvocato penalista e componente del Direttivo di Nessuno Tocchi Caino, 

Francesca Tricarico, direttrice di Le Donne dal Muro Alto e regista dell’associazione culturale Per Ananke, 

Asia Cione, Coordinatrice Transgender Day of Visibility Roma, Leila Pereira, Presidente Libellula APS.

A introdurre questo momento di incontro sarà Carlotta Desario, autrice di Ortica e membro del gruppo D&I dello US Youth Council a Roma.

A moderare sarà Valerio D’Angeli, coordinatore del gruppo Politiche Sociali di Roma in Azione. Parteciperà Marilena Grassadonia, coordinatrice dell’Ufficio Diritti Lgbt+ di Roma Capitale.

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Cultura

Almanacco. 3 novembre 1957 muore a Roma il tenore Beniamino Gigli

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande tenore.

Il 3 novembre 1957 muore a Roma a sessantasette anni una

delle voci piu’ amate dagli italiani nel dopoguerra, il tenore BENIAMINO GIGLI.

Aveva debuttato a 15 anni come contralto protagonista dell’operetta

“La Fuga di Angelica” ma per il grande pubblico è soprattutto l’interprete che ha lanciato la canzone ” Mamma” di Bixio e Cherubini.

Nel 1917 iniziarono le scritture all’estero (Madrid, Barcellona, Montecarlo, Rio, Buenos Aires) e, dopo aver esordito a Milano

al Teatro Lirico nella primavera del 1918 con Lodoletta,

il 19 novembre dello stesso anno esordì alla Scala in Mefistofele, sotto la direzione di Arturo Toscanini.

IL 26 NOVEMBRE 1920 FECE IL SUO INGRESSO AL METROPOLITAN DI NEW YORK

Il 26 novembre 1920 fece l’ingresso al Metropolitan di New York,

di nuovo con Mefistofele;

fu un successo e il direttore del teatro gli prolungò la scrittura, prima per altri due mesi poi per quattro anni.
Il successo fu favorito sia dall’apprezzamento importante della comunità italiana che dalla dichiarazione perentoria di Enrico Caruso, che vide in lui il proprio successore.

Il 2 agosto 1921 Caruso scomparve e la stagione del Metropolitan,

da lui inaugurata per diciotto anni, lo fu quell’anno da Gigli con La traviata.
Fu regolarmente presente al “Met” per oltre un decennio e il successo si estese a molte altre città .

Nello stesso periodo fece tournée in Europa e Sudamerica.

Nel 1932, dopo dodici anni consecutivi e circa cinquecento recite,

la collaborazione con il Metropolitan si interruppe in seguito alla riduzione dei compensi dovuta alla grande crisi economica americana

e Gigli tornò in Italia, facendo del Teatro dell’Opera di Roma le sede principale della sua attività (farà ritorno al “Met” solo nel 1939 per cinque rappresentazioni, fra le quali Aida).

FECE SEDICI FILM PER IL CINEMA

In seguito, con l’avvento del sonoro, approdò anche al cinema, girando una serie continuativa di sedici film dal 1935 ai primi anni cinquanta, malgrado gli evidenti limiti di una fotogenia non proprio type=’text/javascript’ ideale e di una recitazione alquanto convenzionale.
Venne di frequente paragonato a Enrico Caruso, e alla definizione talvolta datagli di “Caruso Secondo” soleva rispondere di preferire quella di “Gigli Primo”.

Morì all’età di sessantasette anni nella sua abitazione di via Serchio

a Roma, stroncato da un arresto cardiaco, avvenuto in seguito ad una polmonite.

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Cultura Scienza

Dal 3 novembre a Technotown arriva Portal installazione artistica di Artematiko

Sarà presentata venerdì 3 novembre alle ore 17.00 a Villa Torlonia, all’interno di Technotown – l’Hub della scienza creativa di Roma Capitale gestito da Zètema Progetto Cultura – l’opera site-specific Portal ideata e curata da Artematiko, 

in collaborazione con Gianluca Ferranti, uno dei tutor di Technotown.

Portal è una installazione artistica in realtà aumentata, un viaggio intenso nello spazio e nel tempo.

Una esperienza nella meraviglia in cui il visitatore potrà immergersi semplicemente usando il proprio smartphone,

gli auricolari e l’app gratuita ARTIVIVE disponibile sugli store per dispositivi iOs e Android.

L’installazione-totem, allestita nell’atrio di Technotown, sarà fruibile dal pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle 19.00.

Artematiko artigiano cross-mediale

Il processo creativo di Portal, iniziato a gennaio 2023 e terminato lo scorso settembre,

è nato da un’idea di Artematiko, ricercatore artistico e “artigiano cross-mediale”, che ha realizzata l’opera a mano utilizzando le sue skill da scenografo per dare

l’idea di un oggetto che al tatto e alla vista, ricordasse una pietra aliena, scolpita su più piani, giocando con ombre finte.

Quattro castoni rialzati, contengono quattro gemme di colore differenti: blu, verde, giallo, rosso.

Il quattro ricorre anche nella composizione sonora scandendone tutta l’animazione, realizzata con disegni, sempre di Artematiko,

scomposti e animati con vari software di grafica 2D e 3D e di video editing.

La parte sonora dell’installazione è curata da Gianluca Ferranti, sound designer e musicista elettronico, che è anche uno dei tutor di Technotown.

Il brano che ascoltato durante l’esperienza si chiama Stoneblade. È stato composto a partire dal concetto dei quattro colori delle gemme presenti sull’installazione. 

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Cultura

Almanacco. 2 novembre 2020: muore a Roma Gigi Proietti

Oggi vogliamo ricordare nel nostro almanacco romano un artista davvero poliedrico.

Il 2 novembre 2020 Muore a Roma GIGI PROIETTI, è stato un attore, doppiatore, cantante, conduttore televisivo, direttore artistico,

direttore del doppiaggio, insegnante, regista e trasformista italiano.

Affermatosi come attore teatrale, ebbe anche esperienze nel campo televisivo, al quale si dedicò fugacemente tra la fine degli anni

sessanta e l’inizio degli anni settanta:

prese parte allo sceneggiato Il circolo Pickwick di Ugo Gregoretti, collaborazione che proseguì successivamente con esperienze televisive di minor rilevanza.

Tra gli anni settanta e gli anni ottanta fu inoltre protagonista di svariati spettacoli di successo come Sabato sera dalle nove alle dieci, Fatti e fattacci, Fantastico e Io a modo mio.

NEGLI ANNI SETTANTA APRE UN LABORATORIO DI ESERCITAZIONI SCENICHE

Verso la fine degli anni settanta ha anche aperto il Laboratorio

di esercitazioni sceniche, che ha visto tra i suoi allievi numerosi personaggi divenuti poi volti noti dello spettacolo italiano.

Nonostante il sodalizio con il cinema non abbia spesso dato i frutti sperati, ha raggiunto la consacrazione cinematografica nel 1976

con Febbre da cavallo, nel ruolo dell’incallito scommettitore Mandrake, che con il passare degli anni è divenuto un vero e proprio film di culto, che ha ripreso nel 2002, anno nel quale ha iniziato un forte sodalizio

con i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina.

NUMEROSE LE SUE FICTION DI SUCCESSO

A partire dagli anni novanta, parallelamente al successo ottenuto in teatro, è stato protagonista di svariate serie televisive di successo,

prima fra tutte la serie per la Rai Il maresciallo Rocca, iniziata nel 1996 e divenuta una delle serialità di maggior audience della televisione italiana, spianandogli inaspettatamente la strada verso una vera

e propria seconda giovinezza.

Sempre per la Rai è stato anche San Filippo Neri nella miniserie Preferisco il Paradiso, il cardinale Romeo Colombo da Priverno in L’ultimo papa re, il misterioso generale Nicola Persico in

Il signore della truffa, e lo stravagante giornalista Bruno Palmieri in

Una pallottola nel cuore.

HA AVUTO ESPERIENZE ANCHE COME CANTANTE

Ha avuto anche esperienze come cantante, facendo parte del gruppo musicale Trio Melody, insieme a Stefano Palatresi e Peppino di Capri, oltre che come poeta e scrittore.

Nel 2017, a vent’anni dall’ultima esperienza, è tornato in televisione come protagonista del programma Cavalli di battaglia, tratto dall’omonima tournée celebrante i suoi 50 anni di carriera.

Morì all’alba del 2 novembre 2020, giorno del suo 80º compleanno,

a seguito di un arresto cardiaco nella clinica romana “Villa Margherita”, dove era ricoverato dal 17 ottobre a seguito di un aggravamento delle sue condizioni di salute dovute a una grave cardiopatia.

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Cultura

La 19° edizione del concorso scolastico indetto dalla mostra Leonardo Da Vinci – Il Genio e Le Invenzioni

Al via la diciannovesima edizione del concorso scolastico organizzato dalla mostra permanente Leonardo Da Vinci – Il Genio e Le Invenzioni.

Allestita all’interno del Palazzo della Cancelleria di Roma e diretta da Augusto Biagi.

La storica Mostra da oltre dieci anni offre ai visitatori italiani e stranieri nuove invenzioni e tecnologie multimediali,

laboratori, eventi e attrazioni sempre al passo con i tempi.

Da sempre ha al centro delle sue attività le generazioni più giovani.

Nel corso degli anni, infatti, sono state molteplici le attività rivolte alla scuola e ai giovani visitatori,

affinché imparino a conoscere uno dei più grandi artisti e scienziati della nostra storia, senza rinunciare al divertimento.

Concorso rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie

Proprio per questo, il museo ha deciso di rinnovare il concorso rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado che hanno visitato la mostra.

La sfida di quest’anno consiste nel riprodurre in una fotografia un dipinto di Leonardo, facendo attenzione a tutti i dettagli

dallo sfondo ai costumi, dagli accessori alle pettinature fino alle pose del soggetto e le espressioni.

Ogni classe potrà presentare più fotografie dei dipinti e/o dei personaggi preferiti di Leonardo ma verrà selezionato un solo lavoro per classe.

I vincitori verranno designati da una giuria di professionisti formata da storici dell’arte e le foto più originali verranno esposte in una sala del museo per un mese intero.

Il primo classificato si aggiudicherà un “orologio” da muro o da tavolo type=’text/javascript’ ideato da Leonardo e realizzato a mano da artigiani, da esporre in classe, e matita della mostra di Leonardo per ciascun partecipante della classe vincitrice.

Il secondo, invece, vincerà due modelli di alcune invenzioni di Leonardo da costruire, mentre il terzo avrà un solo modello.

Sarà possibile partecipare al concorso fino al 31 gennaio 2024.

Per tutte le informazioni: https://www.mostradileonardo.com/concorso-scolastico/

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Cultura

Domenica 5 novembre ingresso gratuito nei musei civici e siti archeologici

Domenica 5 novembre, prima domenica del mese, torna la tradizionale possibilità di visitare gratuitamente gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale e alcune aree archeologiche della città.

Tra queste l’Area Sacra di Largo Argentina (via di San Nicola De’ Cesarini di fronte al civico 10, dalle ore 9.30 alle ore 16.00 ultimo ingresso ore 15.00),

l’area archeologica del Circo Massimo (dalle ore 9.30 alle ore 16.00, ultimo ingresso ore 15.00) e i Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana 09.00 – 16.30, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).

I musei civici aperti

I Musei Civici aperti:

Musei Capitolini; Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali; Museo dell’Ara Pacis; Centrale Montemartini; Museo di Roma a Palazzo Braschi; Museo di Roma in Trastevere; Galleria d’Arte Moderna; Musei di Villa Torlonia; Serra Moresca di Villa Torlonia; 

Museo Civico di Zoologia; Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco; Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese; Museo Pietro Canonica a Villa Borghese; Museo Napoleonico; Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina; Museo di Casal de’ Pazzi; Museo delle Mura; Villa di Massenzio.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Ingresso libero compatibilmente con la capienza dei siti.

La prenotazione obbligatoria solo per i gruppi al contact center di Roma Capitale 060608 (dalle ore 9 – alle ore19)

A ingresso gratuito sia le collezioni permanenti che le esposizioni temporanee, a partire dai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1) dove, a Palazzo dei Conservatori, nelle sale piano terra, è allestita la mostra I sommersi e molte altre.

Fanno eccezione alla gratuità: Helmut Newton. Legacy,al Museo dell’Ara Pacis.


Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili su www.museiincomuneroma.it e sui canali social di Roma Culture, del Sistema Musei e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

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Cultura

“Roma nell’anima”, mostra di acquerelli alla Galleria Angelica dal 6 all’11 novembre

Dal 6 all’11 Novembre la storica Galleria Angelica, in via di sant’Agostino 11, presenta la mostra collettiva “Roma nell’anima”,

a cura dell’Associazione Romana Acquerellisti.

L’Associazione nasce dieci anni fa da un’idea, rivelatasi lungimirante, di alcuni amici appassionati di questa meravigliosa tecnica, e rappresenta oggi un riferimento non solo nazionale ma anche internazionale nel panorama dell’acquerello.
In questi dieci anni si è fatta promotrice di numerosi eventi,

mostre, plein air, corsi, workshop, per i quali si è sempre avvalsa del

contributo e della collaborazione dei più bravi acquerellisti al mondo. Molte sono state anche le condivisioni con altre analoghe realtà associative dell’acquerello italiane e straniere.

Per rendere più tangibile l’opera di diffusione dell’acquerello, quest’anno l’Associazione ha iniziato dei corsi nelle scuole medie inferiori e intende continuare anche con maggior impegno nei prossimi anni.

DAL 6 ALL’11 NOVEMBRE IN VIA S.AGOSTINO 11

Il titolo della mostra “Roma nell’anima” vuole essere uno stimolo a cercare nel proprio vissuto, recente o passato, momenti di vita fissati nella memoria e che più di altri hanno creato emozione. Il risultato è

una varietà di interpretazioni personali, molte rispondenti a una

visione classica di Roma, alcune oniriche, altre quasi astratte, ma tutte intrise di una evidente passione per Roma e per l’acquerello.

IL 6 NOVEMBRE ALLE 18.00 IL VERNISSAGE DELLA MOSTRA

Il 6 Novembre dalle ore 18,00 è previsto il vernissage della mostra, aperto al pubblico, a cui interverranno alcuni critici d’arte.
Previsto anche l’intervento del prof. Mammucari, autore di una decina di volumi sull’arte e, in particolare, sul Grand Tour e sull’acquerello a Roma e nella campagna romana.

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Cultura

Almanacco. 1 novembre 1906: Nasce a Roma Aldo Fabrizi

Nel nostro almanacco romano ricordiamo la nascita di un artista romano per eccellenze.

Il 1 novembre 1906 nasce a Roma ALDO FABRIZI : Personalità simbolo della romanità nel cinema, Aldo Fabrizi è stato uno dei

migliori attori italiani del Novecento.
Fabrizi nasce al Vicolo delle Grotte numero 10 (dove ancora oggi esiste una targa commemorativa).
All’età di undici anni rimase orfano del padre Giuseppe, vetturino, morto per una polmonite fulminante, contratta cadendo con cavallo e carretto in un fosso romano.
Romano “de Roma”, nacque in una famiglia modestissima , costretto

ad abbandonare gli studi per contribuire al sostentamento della numerosa famiglia, che comprendeva anche cinque sorelle – tra le quali Elena Fabrizi , in seguito soprannominata Sora Lella – si adattò a fare i lavori più disparati..
Dal suo vissuto personale trasse ispirazione per le numerose macchiette, che lo resero celebre prima a teatro e poi in TV.

Nel 1931, a 26 anni, esordì come macchiettista nei piccoli teatri della capitale e in giro per l’Italia, insieme con la compagna “Reginella”, con il nome di “Fabrizio” comico grottesco romano, proponendo caricature dei tipi caratteristici romani: il vetturino, il conducente di tram e lo sciatore.

AL CINEMA IRRESISTIBILE IN COPPI A CON TOTO’

Al cinema dimostrò versatilità nel vestire i panni dei più disparati personaggi, la maggior parte legati al contesto sociale della Capitale: alternò ruoli di grande intensità drammatica, come il prete di Roma città aperta (accanto a una straordinaria Anna Magnani, con cui recitò in altri film), ad altri di irresistibile comicità, su tutti quelli in coppia con

Totò (da “Guardie e ladri” a “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi”).
Si dedicò anche, in maniera saltuaria, al doppiaggio: sue sono le voci

di Giuseppe Varni, il bidello della scuola femminile nel film Maddalena… zero in condotta (1940) e di Gino Saltamerenda, il netturbino che aiuta Lamberto Maggiorani ed il piccolo Enzo Staiola a cercare la bicicletta rubata, nel mercato di Porta Portese, in Ladri di biciclette (1948), entrambi diretti da Vittorio De Sica.

SUL PICCOLO SCHERMO ESORDI’ NEL 1959

Sul piccolo schermo esordì nel 1959, come interprete dello sceneggiato di Leopoldo Cuoco e Gianni Isidori “La voce nel bicchiere”, diretto da Anton Giulio Majano. Per molto tempo, preso da impegni cinematografici e teatrali, sarà questo il suo unico lavoro televisivo, fino al 1971, quando ottenne un altro grande trionfo nel varietà del sabato sera Speciale per noi diretto da Antonello Falqui, accanto ad Ave Ninchi, Paolo Panelli e Bice Valori, che è anche l’unica testimonianza visiva rimasta delle sue macchiette teatrali.
L’ultima apparizione televisiva avvenne nel corso del G. B. Show, in onda su Raiuno, il 27 agosto 1987, in cui ripropose da Rugantino: ‘na donna dentro casa è ‘n antra cosa.
Premiato con il David di Donatello alla carriera nel 1988, due anni dopo scomparve a Roma e venne sepolto al Cimitero Monumentale del Verano.

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Cultura

Almanacco. 31 ottobre 1993: muore a Roma Federico Fellini

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande regista.

Il 31 ottobre 1993: muore a Roma FEDERICO FELLINI:
Nell’olimpo dei migliori registi di sempre, al punto che l’aggettivo felliniano ovunque rievoca scene immortali che hanno fatto la

storia della settima arte. Dimostrò il suo sconfinato estro inizialmente come vignettista del quindicinale Marc’Aurelio, la principale rivista satirica italiana, e poi come autore alla radio.
Trasferitosi a Roma con la scusa di iscriversi a Giurisprudenza, inizia

a frequentare il mondo dell’avanspettacolo e della radio.

E in questo ambiente conosce Aldo Fabrizi, Erminio Macario e Marcello Marchesi, iniziando a scrivere copioni.

IL BATTESIMO CON IL SET AVVENNE COME SCENEGGIATORE

Il battesimo con il set avvenne come sceneggiatore, dapprima di diversi film di Aldo Fabrizi, successivamente di due manifesti del neorealismo, “Roma città aperta” e “Paisà” (per i quali ebbe due nomination all’Oscar), firmati da Roberto Rossellini.
Nel 1943 Federico incontra in radio Giulietta Masina e in quello stesso anno i due si sposano.
Il primo film Lo sceicco bianco è del 1952, l’ultimo, La Voce della Luna, del 1990,
Dopo il debutto alla regia con Luci del varietà (1950), impose la sua poetica visione del cinema, proiettando la sua cara realtà di provincia in un universo onirico e indefinito.

OTTIENE 5 PREMI OSCAR

Da “I vitelloni” (Nastro d’argento come “miglior regista”) del 1953 ad Amarcord (premio Oscar come “miglior film”) del 1973, passando per la La dolce vita e 8½, suo capolavoro assoluto.
Oltre a cinque premi Oscar (l’ultimo alla carriera nel 1993, poco prima di morire), conquistò la Palma d’oro al Festival di Cannes e nel 1985 il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia..