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Cultura

Jazz in the Theatre”, il jazz al Teatro Ivelise

L’eleganza del jazz incontra la suggestione del teatro: il 15 ottobre inaugura l’VIII edizione di “Jazz in the Theatre”, la rassegna di concerti jazz del Teatro Ivelise.

Il teatro, a pochi passi dal Colosseo, è un luogo intriso di storia,

e diventa cornice perfetta per far rivivere tra le sue mura la storia della musica jazz.

La jazz singer Valeria Rinaldi, in ogni appuntamento della rassegna bimestrale, si esibisce con musicisti di rilievo del panorama jazzistico, ogni volta diversi.

I concerti mirano alla congiunzione tra un luogo intriso di storia e di arte e un ritrovo accogliente per tutti coloro che vogliano conoscere e condividere questo meraviglioso genere musicale.

Il primo appuntamento della rassegna

Domenica 15 ottobre alle 19.30 in scena il primo appuntamento della rassegna con “My time”.

“MY TIME sarà un vero e proprio concerto di musica. Quindi ci distacchiamo momentaneamente dal varietà per presentare un lavoro musicale che sarà presto racchiuso in un nuovo album. La formazione strumentale è composta da sette elementi, Valeria Rinaldi voce, Giuseppe Panico tromba, Stefano Di Grigoli sax tenore, Walter Fantozzi trombone, Pietro Caroleo pianoforte, Flavio Bertipaglia contrabbasso e Gianmarco De Nisi batteria. Gli arrangiamenti in chiave jazzistica, sono interamente curati da Stefano Di Grigoli, le composizioni sono per lo più originali scritte da me e dallo stesso Stefano Di Grigoli. Era il disco che appettavo da tempo! Nuova linfa che nutre la fame di musica e che stimola al cambiamento. Un disco un po’ autobiografico che racconta della consapevolezza raggiunta” continua Valeria Rinaldi.

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Cultura

Almanacco. 12 ottobre 1881: viene eletto sindaco di Roma Luigi Pianciani

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 12 ottobre 1881:

E’ eletto sindaco di Roma Luigi Pianciani che resterà in carica fino

al 4 maggio. A lui si deve la costruzione del rione Prati.
Tentò di far applicare norme molto precise contro lo sfruttamento del terreno da parte dei costruttori subordinando le aree edificabili alle decisioni del Comune.

Da Sindaco sostenne, fra l’altro, la costruzione di un impianto crematorio presso il cimitero del Verano, che fu a lungo uno dei pretesti degli scontri tra clericali e anticlericali, in Comune.
Ci volle un bel po’ di tempo, ma la battaglia fu vinta, e quando il conte Pianciani morì a Spoleto, nel 1890, il suo corpo, come quello

dell’amico Luigi Castellazzo, fu cremato, e le ceneri deposte al Verano , come egli aveva richiesto.

La città gli dedicò una strada, nel 1911, nel nuovo Rione Esquilino

che in quegli anni si veniva costruendo attorno a Piazza Vittorio.

TRA IL 1872 E IL 1874 SU INIZIATIVA DI PIANCIANI FURONO INSTALLATE LE PRIME FONTANELLE ROMANE

Tra il 1872 e il 1874 su iniziativa di Pianciani furono installate le prime fontanelle pubbliche romane, cilindri in ghisa alti poco più di un metro con tre cannelle per far sgorgare l’acqua corrente.
Le prime furono installate in Piazza della Rotonda, in via delle Tre Cannelle e in via San Teodoro.

Passeggiando per le strade di Roma noterete senz’altro le fontanelle pubbliche che furono istituite appunto nel 1874 proprio dal sindaco Luigi Pianciani.
Queste fontanelle sono gratuite e sparse un po’ per tutta Roma.

MA PERCHE’ LE FONTANELLE SONO CHIAMATE “NASONI”?

Ma vi siete mai chiesti perchè sono dette “nasone”?
Perchè nel corso degli anni il disegno delle fontanelle è stato modificato: se prima erano provviste di tre bocchette a forma

di drago nel nuovo disegno le tre bocchette vengono eliminate per

esser sostituite da un unico cannello liscio detto per l’appunto nasone.
Le bocchette a forma di drago non sono del tutto scomparse ma sono

più rare si trovano per lo più in piazza della Rotonda, in via di San Teodoro, alle spalle del Foro Romano e in via delle Tre Cannelle.
Ci sono fra l’altro anche delle fontanelle (ne sono rimaste una settantina) dette “della lupa imperiale” costruite in travertino da cui esce una testa di lupa in ottone e le potete vedere nei parchi romani e al Villaggio Olimpico.
Attualmente le “nasone” o fontanelle romane sono all’incirca 2.000 e l’acqua che bevete è la stessa che si scorre nelle abitazioni dunque non vi sono dubbi sul fatto che sia potabile.

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Ambiente Cultura

L’arte della ceramica torna in mostra a Roma

La manifestazione si svolgerà il 14 e 15 ottobre 2023, nella cornice dell’ex Cartiera Latina, all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica.

Quest’anno vedrà la partecipazione di 11 Istituti scolastici, tra i quali l’Accademia di Belle Arti di Roma

e le due scuole serali delle arti dei mestieri del Comune di Roma, con 29 Espositori privati. 

A organizzarla, con il patrocinio della Regione Lazio,

l’azienda Forni De Marco, attiva nella costruzione di forni elettrici e nella vendita di prodotti e materie prime per la realizzazione di opere in ceramica.

“Ceramics… and more” 

“Ceramics… and more” è un appuntamento pensato per i visitatori occasionali e per gli addetti ai lavori in cui maestri artigiani, ceramisti, decoratori, orafi, scultori

si incontrano per esporre le proprie opere,

confrontarsi e fare dimostrazioni pratiche di tecniche e metodi di lavorazione, classici e innovativi, all’interno del proprio ambito artistico.

Tra le novità di questa nona edizione c’è il concorso a tema,

a cui sarà dedicata una sezione speciale all’interno dell’esposizione tradizionale: “EART-H, l’arte per la terra” è la prospettiva entro cui dovranno muovere il proprio estro i partecipanti.

Come raccontare l’emergenza climatica che caratterizza questo nuovo Millennio? Quali soluzioni ipotizzare a favore della necessaria transizione ecologica? Quali i materiali più indicati alla salvaguardia dei delicati equilibri alla base della nostra vita e di quella della nostra Terra? Queste le domande alla base del concorso.
 

Inoltre, durante l’evento, si svolgeranno laboratori a ingresso libero ma con prenotazione telefonica obbligatoria.

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Cultura

In mostra prima versione della ‘Presa di Cristo’ di Caravaggio

Palazzo Chigi ad Ariccia (Roma), dal 14 ottobre al 14 gennaio 2024, ospita in mostra, per la prima volta al pubblico,

un vero capolavoro sconosciuto: la prima versione della famosa composizione del Caravaggio raffigurante “La Presa di Cristo” della Collezione Ruffo.

“La presa di Cristo”

L’opera, esposta soltanto nel 1951 alla storica Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi tenuta presso il Palazzo Reale di Milano a cura di Roberto Longhi, si presentava sporca e con varie ridipinture, rimosse dopo il recente restauro.

Le indagini hanno evidenziato radicali cambiamenti ed estesi pentimenti,

che ne avvalorano l’assoluta autografia di Caravaggio, confermata per la sua qualità molto alta da autorevoli studiosi sin dalla sua ricomparsa nel 2003

“La Presa di Cristo” della Collezione Mattei, è una delle composizioni spiritualmente più intense e ricche di pathos dell’attività romana di Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610).

Il dipinto costituisce un vero corrispettivo a destinazione privata delle stupefacenti tele della cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi (1599-1600)

e della cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo (1600), che segnano una radicale svolta in termini espressivi nella produzione dell’artista lombardo, dopo la prevalenza di soggetti di genere e a tema mitologico degli anni precedenti.

La mostra

La mostra ripercorre la controversa storia della potente invenzione caravaggesca e delle sue testimonianze pittoriche,

che hanno un vertice nelle due redazioni della raccolta Ruffo di Calabria, ritrovata da Roberto Longhi nel 1943, e della Compagnia dei Gesuiti di Dublino, in deposito presso la National Gallery of Ireland dal 1993.

Ricostruito idealmente sull’altana di Palazzo Chigi, l’atelier di Caravaggio,

collocando la tela su una parete a fondo nero, con luce proveniente diagonalmente dall’alto a sinistra, come testimoniano le fonti storiche (Bellori, Mancini). 

Nella mostra, sono esposte anche “La Presa di Cristo del Cavalier d’Arpino”,

un dipinto rinascimentale ambito di Giorgione raffigurante il medesimo soggetto e una versione della Baruffa di Bruttobuono di Francesco Villamena, riferimenti per la composizione di Caravaggio.

Nella sala quadrata, collocata sotto l’altana,

sono invece esposte copie contemporanee tratte da dipinti celebri di Caravaggio eseguite dai pittori Nicola Ancona, Giancarlo Pignataro, Luciano Regoli, Guido Venanzoni.

La mostra è sostenuta anche dall’intervento dell’associazione culturale ‘Comitato di San Floriano’ di Illegio, sponsorizzata dalla Fondazione Meeting del Mare – C.R.E.A. (cultura religioni e arte),

istituto di cultura che ha sede nel Cilento, a Camerota e finanziato con il contributo della Fondazione BCC dei Castelli Romani e del Tuscolo.

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Cultura

Musica Expo, l’evento per professionisti e appassionati del settore musicale

Musika Expo torna domenica 15 ottobre presso il Palazzo dei Congressi in Roma. La manifestazione, la cui ultima edizione nel 2019 ha registrato più di 7000 presenze, aumenterà le sue dimensioni rispetto al passato.

I cinquemila metri quadrati di superficie del Palazzo dei Congressi saranno un contenitore polivalente che darà vita a live, seminari, presentazioni e conferenze ed esposizioni.

Sarà possibile entrare in contatto con più di 200 marchi di aziende leader nel settore degli strumenti musicali grazie a realtà come: Aramini, Algam Eko, Sergio Tomassone, Midiware, Mezzabarba Custom Amplification, Reference Cable, Girap, Bomap, Gewa, oltre a  numerose eccellenze artigianali del settore.

Presenti alla manifestazione oltre 50 scuole di musica della Regione Lazio, coordinate da Co.sm.o. .

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Cultura

Almanacco: 11 ottobre 1821: Apertura ufficiale del cimitero acattolico di Testaccio

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo l’11 ottobre 1821:

Apertura ufficiale del cimitero acattolico di Testaccio
In un angolo di Roma a lato della Piramide Cestia, c’è il cimitero acattolico per gli stranieri al Testaccio, un luogo che come indica

il nome stesso, accoglie le spoglie dei non cattolici stranieri.
Il cimitero acattolico è nato dopo l’emanazione di una legge pontificia che impediva la sepoltura in terra consacrata di tutti i non cattolici

e quindi di ortodossi, ebrei, protestati e così via, ma anche dei suicidi che venivano inumati fuori dalla mura delle città.

Per questo viene anche conosciuto come il cimitero protestante o il cimitero degli inglesi, tra le sue tombe ci sono cipressi centenari, fiori

e prati verdi.
All’orizzonte, il cimitero acattolico è incorniciato dalla Piramide che svetta dietro le mura romane, mentre non sarà strano trovare sulle lapidi, i gatti sdraiati al sole.

OGNI TOMBA E’ DIVERSA DALLE ALTRE, TUTTE ACCOMUNATE DALL’ASSENZA DI FOTOGRAFIE

In questo piccolo cimitero ogni tomba è diversa dalle altre, sono

però tutte accomunate dall’assenza di fotografie.
L’apertura ufficiale del cimitero acattolico è datata 1821 e resa necessaria dall’aumento di decessi di persone straniere e

non cattoliche nella Capitale.
All’epoca non si potevano utilizzare croci o iscrizioni, esse

furono “liberalizzate” solo dopo il 1870.

Tra le tombe di personaggi illustri ci sono John Keats, poeta inglese

e uno dei principali esponenti del romanticismo e il poeta Percy Shelley; lo scultore statunitense William Wetmore Story sepolto insieme

alla moglie sotto una sua scultura in marmo e pietra chiamata

“Angelo del dolore” e ancora generali, archeologi, scrittori, pittori.

TRA GLISTRANIERI CI SONO ANCHE NOMI ILLUSTRI ITALIANI

Tra gli stranieri però ci sono anche nomi illustri italiani, sebbene

infatti il cimitero acattolico sia stato istituito per ospitare gli stranieri, sono sepolti qui anche uomini che per varie vicende della loro vita

sono stati costretti ad essere stranieri in terra propria.
E’ il caso del politico Antonio Gramsci, non solo italiano ma anche cattolico, sposato però con una donna sovietica di confessione ortodossa o dello scrittore e poeta Dario Bellezza, gli scrittori Carlo Emilio Gadda e Luce d’Eramo e pochi altri.

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Cultura

Il Salone delle Lingue venerdì 20 ottobre presso lo spazio WEGIL

Il Salone delle Lingue, evento unico in Italia in cui studenti, famiglie e docenti italiani interessati ai percorsi di lingue all’estero potranno incontrare una selezione delle migliori scuole di lingue e operatori del settore, avrà luogo venerdì 20 ottobre presso lo spazio WEGIL di Roma. Un’iniziativa, organizzata da IALCA, l’associazione Italiana degli agenti specializzati nei percorsi di studio all’estero, che offre la possibilità di incontrare tramite incontri vis-à-vis, meeting pubblici ed esperienze seminariali, alcune delle più prestigiose realtà internazionali per conoscere al meglio le singole offerte formative e ricevere consulenze ad personam con il supporto delle agenzie IALCA associate.

Anche l’EINT al Salone delle Lingue

Quest’anno, inoltre, parteciperanno l’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo e, per la prima volta al Salone, anche la lingua italiana sarà rappresentata dall’Associazione Italian in Italy. La giornata prevede la partecipazione di scuole di lingue da Gran Bretagna, Irlanda, Malta, Usa, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Spagna che illustreranno il clou e l’originalità della propria offerta, alternandosi in un ricco programma di eventi, talk e workshop con i protagonisti dell’istruzione e rappresentanti di istituzioni straniere, all’insegna della promozione dell’apprendimento delle lingue, oramai indispensabile a tutti.

Panorama variegato

Un panorama variegato sulle destinazioni offerte proporrà diverse opportunità e modalità di orientamento per studiare all’estero, con possibilità di alternanza studio-lavoro nel luogo prescelto. In palio, tra i visitatori, l’estrazione di diverse borse di studio per un corso di lingue all’estero: per partecipare basta registrare la propria presenza sul sito al link https://www.ialca.it/iscrizione-salone- delle-lingue/. Pina Foti, Presidente IALCA, esperta del settore Education, dichiara: «Giunto alla sua quarta edizione il Salone delle Lingue è cresciuto in maniera esponenziale, anche in virtù delle preziose collaborazioni con università, enti e istituzioni internazionali».

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Cultura

Cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza

Cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2023-2024, 721° dalla fondazione, alla Sapienza. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali della rettrice Antonella Polimeni. Sono seguiti gli interventi di Antonio Butruce, studente della Facoltà di Medicina e psicologia e di Enza Vallario, manager didattico di Ateneo in rappresentanza del personale universitario.

Durante la cerimonia dottorato honoris causa a Samantha Cristoforetti

Nell’ambito della cerimonia, è stato conferito il Dottorato di ricerca honoris causa in Ingegneria aeronautica e spaziale a Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA – Agenzia spaziale europea; “per aver legato il nome dell’astronautica italiana ai più prestigiosi risultati nella storia delle missioni e dell’esplorazione spaziali, contribuendo all’avanzamento delle tecnologie e delle scienze aerospaziali”. Prima donna europea a ricoprire il ruolo di comandante della Stazione spaziale internazionale durante la “Spedizione 68”, la Cristoforetti è considerata una delle personalità più rilevanti nel mondo della scienza.

Elogio di Sergio Pirozzoli

Sergio Pirozzoli, coordinatore del Dottorato di ricerca in Ingegneria aeronautica e spaziale, ha pronunciato l’elogio. Ha fatto seguito la lectio magistralis di Samantha Cristoforetti dal titolo “L’esplorazione dello Spazio è un’opportunità di crescita e sviluppo per l’Italia e per l’Europa”. Le musiche dell’Orchestra MuSa classica hanno accompagnato i diversi momenti della cerimonia. In programma il GaudeaMuSa, nuovo arrangiamento del “Gaudeamus” realizzato dal Maestro Francesco Vizioli. Si sono esibiti il soprano Anna Koschina ed elementi del coro MuSa Blues. Durante il conferimento del Dottorato eseguita la sinfonia di Gustav Holst: “Mars” da “The Planets” opus 32.

Conclusione della cerimonia

La cerimonia si è conclusa con il solenne atto di inaugurazione del nuovo anno accademico. Presso l’atrio dell’Aula magna è stato possibile ammirare le Opere d’arte di Alberto Burri (Cellotex Rivoli n. 11, 1991 e Cellotex Rivoli n. 17, 1991), concesse in comodato dalla Fondazione Palazzo Albizzini, e il Piviale di Bonifacio VIII, concesso in comodato da dal Museo Cattedrale di Anagni.

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Concorso scolastico della mostra di Leonardo Da Vinci al via

Concorso scolastico organizzato dalla mostra permanente Leonardo Da Vinci – Il Genio e Le Invenzioni, allestita all’interno del Palazzo della Cancelleria di Roma e diretta da Augusto Biagi, al via con la 19ma edizione. La storica Mostra, che da oltre dieci anni offre ai visitatori italiani e stranieri nuove invenzioni e tecnologie multimediali, laboratori, eventi e attrazioni sempre al passo con i tempi, ha da sempre al centro delle sue attività le generazioni più giovani. Nel corso degli anni, infatti, sono state molteplici le attività rivolte alla scuola e ai giovani visitatori, affinché imparino a conoscere uno dei più grandi artisti e scienziati della nostra storia, senza rinunciare al divertimento.

Concorso rinnovato

Proprio per questo, il museo ha deciso di rinnovare il concorso rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado che hanno visitato la mostra. La sfida di quest’anno consiste nel riprodurre in una fotografia un dipinto di Leonardo, facendo attenzione a tutti i dettagli: dallo sfondo ai costumi, dagli accessori alle pettinature fino alle pose del soggetto e le espressioni. Ogni classe potrà presentare più fotografie dei dipinti e/o dei personaggi preferiti di Leonardo ma sarà selezionato un solo lavoro per classe. I vincitori saranno designati da una giuria di professionisti formata da storici dell’arte e le foto più originali saranno esposte in una sala del museo per un mese intero.

Premi per i vincitori

Il primo classificato si aggiudicherà un “orologio” da muro o da tavolo ideato da Leonardo e realizzato a mano da artigiani, da esporre in classe, e matita della mostra di Leonardo per ciascun partecipante della classe vincitrice. Il secondo, invece, vincerà due modelli di alcune invenzioni di Leonardo da costruire, mentre il terzo avrà un solo modello. Sarà possibile partecipare al concorso fino al 31 gennaio 2024. Per tutte le informazioni: https://www.mostradileonardo.com/concorso-scolastico/

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Cultura

Apertura straordinaria il 15 ottobre per la mostra ‘Alberto Sordi e il suo tempo’

Aperta al pubblico dal 22 settembre, la mostra “Alberto Sordi e il suo tempo”, a cura di Alessandra Maria Sette, ha già i numeri di una grande mostra ed aggiunge,

oltre i consueti orari di apertura, un nuovo orario per la giornata di domenica 15 ottobre dalle 10 alle 13.

Quasi 6000 gli ingressi in poco più di due settimane per una mostra che intreccia la carriera professionale di Alberto Sordi con le vicende del nostro Paese, dal 1920 al 2003. 

La mostra è ospitata nella Casa Museo Alberto Sordi, la storica villa in cui l’attore visse dal 1958 al 2003,

sede dell’Archivio Storico e della Fondazione Museo che per l’occasione apre al pubblico il Grande Salone e il Teatro dove Sordi usava proiettare in anteprima le pellicole dei suoi film.