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Almanacco. 10 ottobre 1970: a Roma vengono istituite le “corsie preferenziali” per taxi e autobus

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 10 ottobre 1970:

vengono istituite le “Corsie Preferenziali” per autobus e taxi in Via Nazionale.
Tra il 10 e il 24 ottobre 1970 entrano in vigore i primi sensi unici attraverso un percorso a senso unico per la circolazione ordinaria e a doppio senso per gli autobus: da piazza della Repubblica il percorso segue via Nazionale, via IV Novembre, piazza Venezia, via del Corso, largo Chigi, via del Tritone, via Barberini, via V. E. Orlando, per tornare quindi a piazza della Repubblica.

In tutte queste strade è istituita una corsia preferenziale che, per la sua pecularità di voler assicurare lo stesso percorso del mezzo pubblico

in ambo i sensi, viene impropriamente definita contromano.
Un secondo percorso è attivo dal 4 marzo 1971 sul percorso piazza Esquilino, via Cavour, via Panisperna, via Milano, via F. Crispi, via Sistina, via Quattro Fontane, via De Pretis, piazza Esquilino.

A questi due percorsi circolari vanno ad aggiungersi quelli che il

piano del comune definisce itinerari preferenziali di penetrazione, percorsi protetti che dalla periferia facilitano le linee autobus che

ancora vengono definite radiali: ne sono previsti ben dodici, che in

gran parte sfruttano le sedi tramviarie dismesse (via Ostiense) o

ancora utilizzate (via Tiburtina) purché la sezione stradale consenta il contemporaneo mantenimento di un doppio senso di marcia per il traffico ordinario, e il loro scopo principale è quello di svincolare i trasporti pubblici dai tortuosi itinerari rotatori imposti alla circolazione ordinaria in punti di particolare conflitto.

LE LINEE INTERESSATE DAI NUOVI QUADRILATERI SONO 33

Le linee interessate dai nuovi quadrilateri esterno ed interno sono 33, che ne beneficeranno in misura più o meno rilevante a seconda del grado di penetrazione nel centro, e seppure qualche timido risultato

lo si ottiene l’operazione si rivela nel complesso fallimentare per l’impossibilità di superare i limiti intrinseci del trasporto su gomma.
Ciò nonostante viene annunciato un programma di estensione dei percorsi preferenziali, per un totale di 140 Km, nel contempo

iniziando una generalizzata sospensione di tutti o quasi i servizi limitati, la cui effettiva utilità si rivela soltanto negli orari di maggiore richiesta.

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Almanacco. 9 ottobre 1982: Attentato alla sinagoga di Roma

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un fatto di cronaca avvenuto

il 9 ottobre 1982 – Attentato alla sinagoga di Roma: muore un bambino di due anni e 35 feriti gravi
Sono le 11 e 55 di una mattina di sabato.
E’ l’ultimo giorno della festa ebraica delle Capanne.
All’uscita della Sinagoga di Roma, i fedeli vengono colpiti da lanci di bombe e colpi di mitra.

NELL’ATTENTATO PERDE LA VITA UN BAMBINO DI DUE ANNI

Nell’attentato, il più grave subìto dalla comunità ebraica romana dopo

la fine della Seconda guerra mondiale, perde la vita un bambino di

due anni, Stefano Gay Tachè.
Altre trentacinque persone vengono ferite. Gli autori materiali della sparatoria non saranno mai individuati.
Il palestinese Abdel Al Zomar, sarà condannato all’ergastolo come responsabile di aver organizzato l’attentato.
Nei giorni successivi all’attentato, l’atto venne attribuito al Consiglio rivoluzionario di al-Fath guidato da Abu Nidal, responsabile di numerosi attentati contro obbiettivi ebraici in Italia e in Europa lungo gli anni ottanta.
Una rivendicazione da parte di sedicenti “Brigate Rosse OLP” non fu giudicata attendibile dagli inquirenti.

AD OGGI SI CONOSCE L’DENTITA’ DI UNO SOLO DEGLI ATTENTATORI

A oggi si conosce l’identità solo di uno degli attentatori, Osama Abdel Al Zomar, arrestato il 20 novembre 1982 mentre cercava di passare

il confine fra Grecia e Turchia portando con sé un carico di esplosivo.
In seguito all’arresto, ulteriori riscontri condotti dalla polizia e la testimonianza della sua fidanzata italiana portarono a identificarlo

come uno dei componenti del commando.
Al Zomar scontò una condanna per traffico di armi in Grecia, al termine del quale, nonostante le richieste di estradizione avanzate dall’Italia,

fu lasciato libero.
Zomar riparò in Libia, dove risulta sia rimasto fino alla caduta del regime di Gheddafi.
Nel 1991, fu condannato in contumacia per strage dalla Corte d’Appello di Roma.
Uno dei principali collaboratori di Abu Nidal fu arrestato in Svizzera nel mese di settembre (quindi prima dell’attentato), ma la notizia fu resa nota solo a metà ottobre, perché si sospettò che l’arrestato fosse fra gli ideatori di questo e altri attacchi contro luoghi e istituzioni ebraiche.
Il 7 ottobre 2007, fu celebrata la nuova intestazione del piazzale luogo dell’attentato (situato all’incrocio fra Via del Tempio e Via Catalana) al piccolo Stefano Gaj Taché, in presenza del sindaco Walter Veltroni.

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Almanacco.7 ottobre 1959 muore a Roma il tenore Mario Lanza

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista.

Il 7 ottobre 1959 muore a Roma MARIO LANZA , è stato un tenore

e attore statunitense di origine italiana dotato di un bell’aspetto e

di una grande voce, in grado di interpretare svariati generi musicali.

Con le sue interpretazioni, in particolare nel film Il grande Caruso (1951), ha avuto il grande merito di far conoscere e amare ai

giovani la musica lirica;

infatti molti furono coloro che intrapresero lo studio del canto lirico dopo aver ascoltato le sue interpretazioni.
I suoi dischi sono ancor oggi oggetto di collezione da parte di molti intenditori.

NEL 1958 GIRA IL FILM ARRIVEDERCI ROMA

Ma il suo amore resta sempre l’opera e, nel 1957, parte con la famiglia per l’Italia, dove nel (1958) gira Arrivederci Roma, un film con

Renato Rascel e Marisa Allasio; nell’occasione, incide anche la celeberrima canzone che dà il titolo al film.

Nel 1959 interpreta il suo ultimo ruolo cinematografico nella pellicola Come prima, a fianco di Zsa Zsa Gábor.
Il mondo della lirica sembra non voler rinunciare al talento di

Lanza e gli propone alcune esibizioni:

la Scala di Milano lo vuole per il Rigoletto, mentre il Teatro di

San Carlo di Napoli gli dà l’opportunità di interpretare un’opera a sua scelta.

MUORE A ROMA A SOLI 38 ANNI

Lanza sceglie Pagliacci ma il destino non gli concede di coronare

il suo sogno: già reduce da un attacco cardiaco alcuni mesi prima,

il cantante viene infatti ricoverato d’urgenza per un malore presso la clinica romana Valle Giulia, dove muore a soli 38 anni, il 7 ottobre 1959;

la morte fu attribuita ad embolia polmonare, in quanto il cantante era affetto da una flebite agli arti inferiori (condizione predisponente), ma non fu eseguita un’autopsia ed il decesso, secondo alcuni autori, può essere ascrivibile alla tachiaritmia da tireo-tossicosi provocata dalle massicce dosi di gonado-tropina corionica assunte dal cantante allo scopo di perdere peso.

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Storie di Pietra a Villa Medici dal 13 ottobre al 14 gennaio 2024

Storie di Pietra a Villa Medici dal 13 ottobre al 14 gennaio 2024. Compagne delle nostre fantasticherie, le pietre, più antiche della vita, hanno esercitato sugli esseri umani un fascino di cui ognuno di noi condivide l’esperienza: una raccolta, un lancio, una contemplazione ammirata. Poeti e artisti di tutte le epoche artistiche hanno testimoniato le profonde influenze che queste presenze silenziose hanno avuto sulle loro creazioni. Il grande scrittore surrealista Roger Caillois, la cui esposizione di notevoli esemplari minerali tratti dalla sua collezione costituisce il prologo di questa mostra, descriveva così questo rapporto insistente: “Più di una volta mi è capitato di pensare che fosse opportuno guardare alle pietre come a una sorta di poesia”.

Storie accompagnate dalla prosa

Accompagnata dalla prosa dello scrittore, la mostra è il romanzo di questa frequentazione continua che rivela come questi minerali occupino una posizione decisiva intermedia tra il capriccio della natura e l’opera d’arte. La mostra Storie di pietra presentata a Villa Medici ha beneficiato dei prestiti di oltre 70 istituzioni e raccoglie quasi 200 opere, dal più antico minerale terrestre risalente a 4,4 miliardi di anni fa fino all’ultimo minerale creato dall’artista contemporanea Agnieszka Kurant, la Sentimentite.

Percorso in dieci sale espositive

Il percorso si snoda in dieci sale espositive e prosegue nell’antica cisterna di Villa Medici, negli appartamenti del Cardinale Ferdinando de’ Medici e nell’atelier Balthus. Le suggestioni che queste pietre hanno suscitato negli artisti di tutte le epoche ci permettono di misurare fino a che punto i nostri pensieri, i nostri miti, le nostre proteste e, talvolta, anche le nostre inquietudini abbiano beneficiato della loro vicinanza. Vi dialogano riuniti, al di là delle contingenze della Storia, pietre ai margini dei sentieri e cristalli ambiti, pietre votive, semplici rovine o armi dei deboli per difendersi dai potenti, oggetti di studio scientifico, di contemplazione romantica.

Anche grandi nomi della modernità

E tra gli Uomini, dalle società megalitiche ai grandi nomi della modernità, troviamo Auguste Rodin o Giuseppe Penone, Charlotte Perriand o Antonio Tempesta, Tatiana Trouvé o facteur Cheval; tutti, ispirati dai loro misteri sedimentati, sono gli araldi di questa vasta narrazione. La mostra è realizzata grazie all’eccezionale supporto finanziario di Van Cleef & Arpels. La scenografia della mostra è realizzata da Piovenefabi. Il catalogo è pubblicato dalle edizioni Delpire & Co.

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Domenica 8 ottobre la giornata nazionale degli ospedali storici

Domenica 8 ottobre si celebra la seconda giornata nazionale degli ospedali storici, voluta da ACOSI (Associazione culturale per gli ospedali storici italiani) di cui ASL Roma 1 è tra i soci fondatori. Da Milano, Firenze, Venezia, Roma e Napoli, passando per Alessandria, Brescia, Lodi e l’Emilia Romagna sarà possibile visitare gratuitamente 22 luoghi di interesse artistico e culturale spesso chiusi al pubblico, veri e propri tesori nascosti all’interno di storiche istituzioni ospedaliere, collezioni d’arte, antichi strumenti sanitari, chiese ed edifici monumentali, biblioteche e rare collezioni librarie.

Domenica con la ASL Roma 1

La ASL Roma 1 aveva già messo a disposizione per domenica 8 ottobre l’antico monastero dei Santi medici Cosma e Damiano, noto come Complesso Monumentale di San Cosimato, e i suoi chiostri, che dagli anni ’70 ospitano il Presidio Nuovo Regina Margherita. Tuttavia, visto il successo dell’iniziativa e le numerose adesioni ha deciso di raddoppiare inserendo una ulteriore data.

Corsie Sistine del Santo Spirito in Sassia

Domenica 15 ottobre saranno aperte le porte del più antico ospedale d’Europa, le Corsie Sistine del Santo Spirito in Sassia, che svolge da oltre 800 anni una funzione di accoglienza e di cura nel cuore di Roma, riaperto dopo un restauro epocale a luglio 2022, con una cerimonia di inaugurazione che ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Durante la Giornata degli Ospedali Storici i visitatori potranno anche assistere gratuitamente ai concerti di musica classica organizzati a cura dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, con il sostegno del Ministero della Cultura.

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Musei in Musica sabato 25 novembre

Musei in Musica in programma quest’anno sabato 25 novembre. I musei civici di Roma Capitale saranno straordinariamente aperti a tutti in orario serale, dalle 20 alle 02 di notte, con un biglietto di ingresso pari a 1 euro, o completamente gratuito per i possessori della MIC Card. Oltre ad ammirare le collezioni permanenti e le mostre temporanee dei musei, sarà possibile assistere a un ampio programma di concerti e spettacoli dal vivo

Avviso pubblico Musei in Musica 2023

La selezione degli eventi che si svolgeranno negli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale avverrà attraverso l’avviso pubblico “Musei in Musica 2023” pubblicato oggi da Zètema Progetto Cultura sul sito www.zetema.it. Gli enti, le associazioni, le società e gli altri soggetti in possesso dei requisiti richiesti potranno presentare i propri progetti entro le ore 12.00 del 2 novembre 2023, previa compilazione della documentazione necessaria scaricabile al seguente link: https://gareappalti.zetema.it/.

Assessore Miguel Gotor

«L’edizione di ‘Musei in Musica’ dell’anno scorso, che arrivava dopo uno stop di tre anni dovuto alla pandemia, è stata un grandissimo successo – ha dichiarato l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor – con circa 40.000 le persone che hanno affollato tanti luoghi della cultura della città eccezionalmente aperti in orario serale. Sono sicuro che anche l’edizione di quest’anno saprà attirare tantissimi romani e turisti per una serata unica di musica, cultura, divertimento e spettacolo».

Musei civici coinvolti

Tra i Musei Civici coinvolti: Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Mercati di Traiano -Musei dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma, Museo Napoleonico, Museo di Roma in Trastevere, Museo Pietro Canonica, Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca), Museo delle Mura, Museo Carlo Bilotti, Museo di scultura antica Giovanni Barracco, Museo Civico di Zoologia, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Galleria d’Arte Moderna, Museo di Casal de’ Pazzi. La manifestazione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

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Almanacco 6 ottobre 1924: iniziano le trasmissioni radiofoniche

Oggi nel nostro almanacco una data storica: Il 6 ottobre 1924:

Iniziano le trasmissioni radiofoniche: «URI (Unione Radiofonica Italiana).

1-RO: Stazione di Roma. Lunghezza d’onda metri 425.

A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924.

Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana per il servizio delle radioaudizioni circolari.

Il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani,

eseguirà Haydn dal quartetto “Opera 7”, I e II tempo.»

INES DONARELLI ANNUNCIA L’INIZIO DELLE TRASMISSIONI RADIOFONICHE

È la voce della violinista Ines Donarelli che annuncia l’inizio delle trasmissioni radio dalla stazione San Filippo di Roma (nell’attuale quartiere Parioli).

Comincia da qui la storia della radio in Italia, che all’inizio è riservata

a pochi abbonati e solo la diffusione di apparecchi più maneggevoli ne farà un fenomeno di massa.

Fondamentale sarà l’ingresso della pubblicità nel 1926 che darà maggiori risorse e consentirà di ampliare i contenuti.

Oltre al radiogiornale, condizionato dalla propaganda di regime, i più seguiti saranno i concerti di musica leggera (con motivi storici come Tulipan del Trio Lescano e Mille lire al mese di Gilberto Mazzi),

le romanze, gli sketch degli attori più amati dal pubblico (come Vittorio De Sica e Alberto Sordi) e le radiocronache sportive.

TRA LE VOCI STORICHE L’ANNUNCIATRICE MARIA LUISA BONCOMPAGNI

Voci storiche di questi primi anni sono l’annunciatrice Maria Luisa Boncompagni, il presentatore Nunzio Filogamo e i radiocronisti sportivi Nicolò Carosio (per le partite di calcio) e Mario Ferretti (per le gare di ciclismo).

Nel frattempo crescerà il numero degli abbonati URI (che nel 1928 si trasformerà in EIAR), arrivando a 500mila nel 1935.

Con lo scoppio della guerra il controllo del regime fascista si farà

più pressante, facendone uno strumento di manipolazione

dell’opinione pubblica.

Ciononostante la radio aumenterà la platea di ascoltatori, arrivando nel 1940 al milione e mezzo di abbonati.

Con la nascita della RAI, nel 1944, l’offerta si amplierà notevolmente con la comparsa dei quiz e dei programmi divulgativi e, nel 1951,

con l’istituzione del Festival di Sanremo.

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La mostra di Paolo Portoghesi all’Accademia Nazionale di San Luca

La mostra di Paolo Portoghesi Sguardo, parole, fotografie, in programma fino al 4 novembre, curata e organizzata da Francesco Cellini, Vice Presidente e Laura Bertolaccini, Vice Segretario aggiunto dell’Accademia, all’Accademia Nazionale di San Luca. La mostra (foto Pierpaolo Lo Giudice), posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è l’inizio di una riflessione sull’eredità lasciata dal grande architetto, storico e critico dell’architettura, accademico dal 1966 e Presidente dell’Accademia nel biennio 2013-2014, figura di grande rilievo per la cultura architettonica internazionale.

Mostra prima di una serie di appuntamenti dell’Accademia

Primo di una serie di appuntamenti che l’Accademia intende dedicargli, l’esposizione si focalizza su ciò che avrebbe caratterizzato e tracciato costantemente tutta la sua vita: uno scritto appassionato e intenso, composto all’età di soli sedici anni, Paolo Portoghesi: di Francesco Borromini (riprodotto in alcune parti nel catalogo e da cui trae ispirazione il titolo della mostra) e una selezione dell’immenso archivio di fotografie di studio scattate da Portoghesi a partire dalla metà degli anni Sessanta per la sua prima indagine critica su Francesco Borromini, sull’architettura e sulla città barocca.

72 fotografie esposte

72 le fotografie esposte, tratte da negativi in formato 6×6 e rigorosamente in bianco e nero, prevalentemente di opere di Francesco Borromini: la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, San Carlo alle Quattro Fontane, San Giovanni in Laterano, la Casa dei Filippini, Sant’Agnese in Agone, Palazzo Falconieri, il Collegio di Propaganda Fide, la chiesa di Sant’Andrea delle Fratte. Scatti eseguiti con una Rolleiflex o con una Hasselblad, macchine che potevano essere tenute in mano (cosa che gli consentiva di arrampicarsi in ogni dove), abbandonando dunque la staticità della ripresa con cavalletto e iniziando ad una conoscenza, anche fotografica, dell’architettura attraverso percorsi, e dunque immagini, sino ad allora inedite. Portoghesi, con le parole e con le immagini descrive le architetture e la città mutando il punto di vista, come negli scatti di sotto in su o viceversa, per imprimere immagine e forza alla ricchezza spaziale barocca.

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Almanacco. 5 ottobre 1726 Inaugurazione dell’Ospedale San Gallicano

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 5 ottobre 1726:

Inaugurato a Roma L’Ospedale San Gallicano.
La struttura fu commissionata nel 1724 da Papa Benedetto XIII

(1724-1730), salito al soglio pontificio nello stesso anno e

costituisce l’ultimo dei cinque ospedali storici di Roma.

Il progetto dell’ospedale fu affidato prima a Lorenzo Possenti

(in seguito inquadrato nel ruolo di tecnico e direttore dei lavori)

e successivamente all’architetto Filippo Raguzzini, che portò

a termine incaricato di costruire una struttura ospedaliera nell’area

già parzialmente edificata del rione XIII di Trastevere.

LA PRIMA PIETRA FU POSATA IL 14 MARZO 1725

I lavori procedettero speditamente; la prima pietra fu posata il

14 marzo 1725, e la chiesa fu consacrata da Benedetto XIII,

il 6 ottobre 1726, come risulta nella lapide murata all’interno della chiesa stessa e come testimoniato dal diario di don Emilio Lami,

anche se in realtà l’apertura effettiva ai malati avvenne due giorni dopo, in data 8 ottobre.

Nello stesso giorno fu emanato il decreto di fondazione, con la bolla Bonus Ille, che esplicitava lo scopo e il funzionamento della

struttura e nominava il Card. Corradini protettore e Don Lami priore.

Vennero inoltre coniate medaglie commemorative e fu murata una lapide marmorea all’ingresso su Piazza Romana, che attualmente

si trova collocata nell’atrio a testimonianza della fondazione.

TRA LE STRUTTURE DELL’OSPEDALE UNA SPEZIERIA E TEATRO ANATOMICO

Tra le strutture dell’ospedale, si annovera anche una spezieria e un teatro anatomico costruito nel 1826 da Leone XII.

Attualmente è sede della Comunità di Sant’Egidio e dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti

e per il contrasto delle malattie della Povertà – INMP, ente pubblico

del Servizio Sanitario Nazionale, istituito nel 2007 per fronteggiare

le sfide socio-sanitarie poste dalle popolazioni più vulnerabili e vigilato dal Ministero della Salute.

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Almanacco. 4 ottobre 2006 muore a Roma lo scrittore e regista Riccardo Pazzaglia

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un personaggio davvero poliedrico.

Il 4 ottobre 2006 muore a Roma Riccardo Pazzaglia, nato a Napoli

nel 1926, è stato uno scrittore, giornalista, paroliere e anche attore e regista italiano.

Conosciuto presso il grande pubblico per essere stato il “filosofo” nella fortunata trasmissione di Renzo Arbore “Quelli della notte”.

Nel 1952 si diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, avendo come docenti Alessandro Blasetti, Vittorio de Sica, Roberto Rossellini.

Da quell’anno, comincia un’intensa attività di documentarista e sceneggiatore.

IL FLM D’ESORDIO “ONORATA SOCIETA'”

Il suo film di esordio, “L’onorata società” (1960) è dissacrazione della mafia; secondo film della coppia Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
Seguono il mediometraggio “La fabbrica dei soldi” (1965), con Salvo Randone, e “Farfallon” (1974), satira del sistema carcerario italiano,

sia repressivo che permissivo.

Nel 1984 firma come autore, insieme a Renzo Arbore,

il programma Cari amici vicini e lontani, dedicato ai sessant’anni della radio.

Negli anni sessanta partecipa al programma radiofonico Radio ombra

e nel 1985 alla trasmissione televisiva Quelli della Notte, di Renzo Arbore, nella quale interpreta un ruolo da “filosofo”.

AUTORE DI CANZONI DI SUCCESSO

Negli anni ottanta è autore di vari libri, come “Il brodo primordiale” (1985), seguito da “La stagione dei bagni” (1987) e “Partenopeo in esilio” (1989).

Dall’opera di satira sociale “Separati in casa” trae la sceneggiatura del film omonimo.

È anche autore di alcune canzoni interpretate da Domenico Modugno come Sole, sole, sole, Lazzarella, Io, mammeta e tu, ‘O ccafè, Meraviglioso (di recente colonna sonora del film di Giovanni Veronesi Italians) e da Joe Sentieri (Lei, finalista al Festival di Sanremo 1961).