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Cultura

Al Mu.Ga. – Museo Garibaldino di Mentana due “Vero Montenegro”

Il Mu.Ga. – Museo Garibaldino di Mentana con due pistole revolver modello “Vero Montenegro”, che entrano a far parte del patrimonio museale. I Carabinieri di Tivoli le hanno consegnato nelle mani del direttore Manuel Balducci. Le due pistole furono oggetto di sequestro nel febbraio 2020 in occasione di una operazione svolta dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli presso il popoloso quartiere di Ponte di Nona, alla periferia est di Roma.

Dal sequestro del 2020 al Mu.Ga.

Le armi, infatti, erano finite nelle mani di due soggetti che, in quell’occasione furono arrestati per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e detenzione di armi clandestine e stupefacenti. Il Tribunale di Roma, al termine della vicenda processuale, aveva condannato i due uomini e disposto la confisca e la distruzione delle armi rinvenute dai militari. Tuttavia, nel solco di una collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e il Ministero della Cultura, prima di procedere alla distruzione delle armi sequestrate, i militari hanno interessato gli uffici della Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio per l’area metropolitana di Roma, al fine di verificare l’eventuale interesse storico di quanto sequestrato.

Armi fabbricate nel 1880

L’oplologo del Ministero della Cultura, ovvero la figura professionale che studia la tecnica e il modo d’uso delle armi nel loro contesto storico e sociale, ha confermato la storicità delle stesse, circostanziando il grande valore storico (risultano essere state fabbricate addirittura nel 1880), disponendone l’affidamento, per l’esposizione al pubblico al Mu.Ga. di Mentana.

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I 100 anni di Jacovitti, a ottobre mostre in arrivo a Termoli e a Roma

Due punti di vista distinti per celebrare il maestro del fumetto amato

dal secondo dopoguerra da schiere di ragazzi per il suo segno irriverente fatto di vermi, salami, personaggi strambi e lische di pesce.

I cento anni della nascita di Benito Jacovitti saranno ricordati nel

mese di ottobre da due mostre riunite sotto il titolo ‘Jacovittissimevolmente’ a Termoli e a Roma, le due città care all’artista.

Il Macte, il Museo di Arte Contemporanea della sua città natale, proporrà dal 7 ottobre al 25 febbraio 2024 ‘Tutte le follie di Jac!’,

a cura di Luca Raffaelli. Il MaXXI, il Museo nazionale delle arti de XXI secolo della capitale, risponderà con ‘L’incontenibile arte dell’Umorismo’, curata da Dino Aloi, Silvia Jacovitti con Giulia Ferracci dal 25 ottobre al 18 febbraio 2024.

Torna così a prendere forma per il grande pubblico il mondo fantastico e l’inventiva giocosa e graffiante di Jacovitti. 

IN OTTOBRE IL MACTE E IL MAXXI CELEBRANO IL MAESTRO DEL FUMETTO

Benito Franco Giuseppe Jacovitti (Termoli, 1923 – Roma, 1997) esordì giovanissimo come autore di fumetti fino a diventare uno dei grandi nomi di riferimento del genere. Dal suo pennino e le sue tavole sono usciti personaggi divenuti celebri nell’immaginario popolare, come Cocco Bill, Zorry Kid, Jack Mandolino, Tom Ficcanaso. Jacovitti ha pubblicato strisce su Il Vittorioso, il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei Ragazzi, e ha disegnato le vignette del Diario Vitt, che hanno accompagnato per più trent’anni, dal 1949 al 1980, generazioni di scolari italiani.

Le due esposizioni – realizzate con la figlia del fumettista, Silvia – raccontano in modo complementare il mondo animato dalle trovate pungenti e grottesche del disegnatore. La mostra al MaXXI dal taglio antologico presenta i cento personaggi che hanno scandito la lunga carriera del fumettista. L’appuntamento di Termoli approfondisce le invenzioni tecniche e linguistiche che hanno reso “La lisca di pesce” uno stile riconoscibile e Jacovitti un inventore di segni e personaggi indimenticabili.

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Cultura

‘Gladiatori nell’Arena’, la mostra nei sotterranei del Colosseo dal 21 luglio al 7 gennaio 2024

E’ stata inaugurata nei sotterranei del Colosseo la mostra

Gladiatori nell’Arena.

Tra Colosseo e Ludus Magnus’, ideata e realizzata dal Parco archeologico del Colosseo, visitabile dal 21 luglio al 7 gennaio 2024.

L’esposizione, curata da Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro e Silvano Mattesini, raccoglie un’installazione multimediale

e reperti originali e valorizza il recupero del criptoportico orientale

del Colosseo, che in età romana collegava l’arena con le palestre dei gladiatori.

Tra queste l’unica di cui si conserva parte delle strutture antiche è la Ludus Magnus, la più grande. Fatta costruire dall’imperatore Domiziano, era una copia del Colosseo di dimensioni più ridotte, utilizzata per l’addestramento dei gladiatori.

L’edificio era a pianta rettangolare a 3 piani con al centro una grande area ellittica, della stessa forma del Colosseo, circondata da una cavea per ospitare il pubblico. Gli ambienti intorno alla cavea centrale erano invece utilizzati come abitazioni dei gladiatori: piccole celle di cui ancora oggi si riconosce bene la forma.

DALL’INSTALLAZIONE NUOVA VITA AL CRIPTOPORTICO

Nell’800 la costruzione di un collettore fognario per il quartiere Esquilino aveva interrotto questo antico corridoio, che oggi finalmente torna a essere ripristinato: grazie a una proiezione olografica,

proprio sull’asse Colosseo-Ludus Magnus, è virtualmente “demolito” il muro che interrompe il collegamento, restituendo così al pubblico una visione unitaria dell’area archeologica, mentre i gladiatori tornano a solcare l’originario pavimento del criptoportico, avanzando verso l’arena vestiti delle loro armature.

L’esposizione temporanea illustra una selezione delle principali tipologie di coppie di gladiatori che si esibivano in combattimento nell’Arena.
Nell’allestimento un video riproduce le ricostruzioni delle armature dei gladiatori realizzate secondo la tecnica antica dello sbalzo e della fusione dal maestro Silvano Mattesini. Al termine della mostra l’installazione multimediale resterà visibile a chi visita il Colosseo.

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Almanacco. 20 luglio 2019: muore a Roma l’attrice Ilaria Occhini

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista molto brava.

Il 20 luglio 2019: muore a Roma ILARIA OCCHINI. E’ stata un’attrice e imprenditrice italiana.
Si affermò presto in televisione, diretta da Anton Giulio Majano

negli sceneggiati L’Alfiere e Jane Eyre, e fece il suo esordio a teatro

nel 1957 in L’impresario delle Smirne di Carlo Goldoni per la regia di Luchino Visconti, che la diresse anche in Uno sguardo dal ponte e Figli d’arte.

VINSE UN NASTRO D’ARGENTO

Ilaria Occhini interpretò anche numerosi film, raramente in parti da protagonista, come Un uomo a metà del 1966; tra le caratterizzazioni più riuscite quella nella commedia di Alessandro Benvenuti del 1990, Benvenuti in casa Gori, che le valse il Nastro d’argento alla migliore attrice non protagonista.
Tra il 2005 e il 2013 riconquistò l’attenzione del pubblico televisivo come madre di Veronica Pivetti nelle prime cinque stagioni della popolare fiction di Rai 1 Provaci ancora prof!.

Nel 2008 fu la protagonista di Mar Nero, film di Federico Bondi che

le valse la candidatura ai David di Donatello e la vittoria del Pardo d’Oro alla miglior attrice al Festival internazionale del film di Locarno.

NEL 2010 VINSE IL DAVID DI DONATELLO

Nel 2010 vinse il David di Donatello per la migliore attrice non protagonista e il premio Alida Valli per la migliore attrice non protagonista al Bif&st 2011 con Mine vaganti di Ferzan Özpetek,

oltre ad ottenere il Nastro d’argento alla carriera.
Dal 1966 era sposata con lo scrittore Raffaele La Capria.

L’ultimo film a cui prese parte fu Una famiglia perfetta di

Paolo Genovese del 2012.

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Almanacco. 19 luglio 1943: Avvenne il primo bombardamento a Roma durante la II guerra mondiale

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 19 luglio 1943:

avvenne Il primo bombardamento di Roma durante la seconda guerra mondiale, ad opera di bombardieri statunitensi.
Dopo un triennio di ipotesi intorno all’inserimento della capitale italiana nel novero degli obiettivi aerei alleati, San Lorenzo fu il quartiere

più colpito dal primo bombardamento degli Alleati mai effettuato su Roma, insieme al Tiburtino, al Prenestino, al Casilino, al Labicano, al Tuscolano e al Nomentano.

LE 4000 BOMBE SGANCIATE SULLA CITTA’ PROVOCARONO 3000 MORTI E 4000 FERITI NEL QUARTIERE DI SAN LORENZO

Le 4.000 bombe sganciate sulla città provocarono circa 3.000 morti

e 11.000 feriti, di cui 1.500 morti e 4.000 feriti nel solo quartiere di San Lorenzo.
Al termine del bombardamento papa Pio XII si recò a visitare le zone colpite, benedicendo le vittime sul Piazzale del Verano.
Nel primo grande bombardamento di Roma, oltre al quartiere, alla basilica e allo scalo ferroviario di San Lorenzo, venne colpito anche

il cimitero. Furono danneggiati il quadriportico, il Pincetto,

il sacrario militare, il deposito comunale dei servizi funebri.

Le esplosioni provocarono anche il crollo di un tratto delle mura di cinta, poste alla destra dell’ingresso, causando la morte di alcune persone che vi avevano cercato riparo.

Numerose furono le vittime fra i fiorai e i marmisti di piazzale del Verano.

SUBIRONO DANNI LE TOMBE DI PETROLINI E DELLA FAMIGLIA PACELLI

Subirono danni, tra le altre, le tombe di Petrolini e della famiglia Pacelli.
Benché tra i soccorritori morti (morirono ventiquattro vigili del fuoco) vi fosse anche il comandante dei carabinieri generale Azzolino Hazon, fedelissimo monarchico che era accorso sul posto, la limousine di Vittorio Emanuele III fu fatta oggetto di sassate e di grida ostili che

gli consigliarono un rapido dietro-front mentre un coro di donne gli gridava: “non vogliamo le vostre elemosine, vogliamo la pace, fate la pace”.

Il Papa scese tra la folla a portare il suo conforto spirituale. Pochi giorni dopo: il 25 il Gran Consiglio del Fascismo “sfiducerà” Mussolini, chiamato dal re sarà costretto a dimettersi e sarà arrestato. E’ la
caduta del fascismo. Un altro terribile bombardamento colpirà la città il 13 agosto.

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Akemi Takada Special Guest della XXXI edizione di Romics

Akemi Takada, la grande illustratrice dal tratto morbido, gentile e al tempo stesso accattivante, caratterizzata dalla sua spiccata ricerca della bellezza e della dolcezza, sarà Special Guest della XXXI edizione di Romics in programma dal 5 all’8 ottobre 2023 a Fiera Roma. Premiata con il Romics d’Oro nel 2013, a distanza di dieci anni torna a Romics in occasione della celebrazione dei quaranta anni dalla prima messa in onda del primo episodio de L’incantevole Creamy, il suo character più famoso. L’illustratrice giapponese, fin dall’infanzia è incantata dalla tecnica del disegno e, nel 1977, si laurea in graphic design presso la Tama Art University.

La carriera di Akemi Takada

Akemi Takada avvia la sua carriera presso la casa di produzione Tatsunoko Production, dove si specializza in character design. Il suo tratto morbido, sinuoso, gentile e accattivante al tempo stesso è uno dei più riconoscibili stili degli anni ’80, quando ha lavorato capolavori indiscussi e vivi ancora oggi, come: Urusei Yatsura (Lamù – La ragazza dello spazio) nel 1981, Mahō no Tenshi Creamy Mami (L’incantevole Creamy) nel 1983, Kimagure Orange Road (È quasi magia Johnny) nel 1987, Kidō Keisatsu Patlabor (Patlabor) nel 1989. Akemi Takada, dopo essere uscita dalla casa di produzione, ha proseguito la sua carriera come free-lance, ottenendo risultati molto apprezzati in tutto il mondo, non solo per le sue illustrazioni ma anche nel campo dei videogiochi e del disegno di gioielli, producendo anche artbook, cover e molto altro.

Originali esposti in tutto il mondo

Le opere originali dell’autrice sono state esposte in mostre negli Stati Uniti, a Hong Kong e a Taiwan e mostre d’arte personali e mostre d’arte collettive si tengono regolarmente in Giappone. In occasione dei quaranta anni dalla prima messa in onda del primo episodio de L’incantevole Creamy, Akemi Takada torna a Romics per festeggiarne la ricorrenza. Il primo luglio 1983 appare infatti per la prima volta sugli schermi televisivi un anime unico nel suo genere, frutto della sua matita: Creamy Mami. L’anime, con i suoi tratti sinuosi e l’originale storia incentrata sulla magia e la musica, è accolto con grande entusiasmo dal pubblico e incanta intere generazioni.

A 40 anni di distanza

A distanza di quaranta anni, la magia e la freschezza delle avventure della protagonista Yuu Morisawa, continua a coinvolgere e ad appassionare. Romics, in tale occasione, dedica alla Sensei e all’anime, un evento speciale imperdibile, ricco di emozioni, ricordi e immancabile magia. La presenza di Akemi Takada a Romics è resa possibile dalla collaborazione con la casa editrice Nippon Shock edizioni.

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Almanacco. 18 luglio 64 d.c.: Grande incendio di Roma

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 18 luglio 64 d.c.

Grande incendio di Roma: Il fuoco inizia a bruciare nell’area mercantile di Roma e ben presto va fuori controllo. Si racconta che l’Imperatore Nerone suoni la lira e canti, mentre osserva l’incendio da distanza di sicurezza.
L’incendio scoppiò nella zona del Circo Massimo e infuriò per nove giorni complessivamente, propagandosi in quasi tutta la città.

Delle quattordici regioni (quartieri) che componevano la città, tre

(la III, Iside e Serapis, attuale colle Oppio, la IX, Circo Massimo, e la X, Palatino) furono totalmente distrutte, mentre in altre sette si registrarono danni relativamente più limitati.

I MORTI FURONO MIGLIAIA E CIRCA DUECENTOMILA I SENZATETTO

I morti furono migliaia e circa duecentomila i senzatetto.

Numerosi edifici pubblici e monumenti andarono distrutti, insieme a circa 4.000 insulae e 132 domus.
Gli scavi condotti nelle aree maggiormente interessate dall’evento, hanno spesso incontrato strati di cenere e materiali combusti, quali evidenti tracce dell’incendio.

In particolare sono stati rinvenuti, in alcuni casi, frammenti di arredi metallici parzialmente fusi, a riprova della violenza delle fiamme e

delle elevatissime temperature raggiunte.

“Iniziò in quella parte del Circo che confina lungo il Palatino e

il Celio, dove il fuoco, scoppiato nelle botteghe che contenevano prodotti altamente infiammabili, divampò subito violento, alimentato dal vento, e avvolse il circo in tutta la sua lunghezza, visto che

non esistevano palazzi con recinti o templi cinti con mura o qualcosa che potesse fermare le fiamme”.

Un incendio sul quale si e’ a lungo dibattuto e che, la storiografia antica, da Tacito a Svetonio, da Cassio Dione a Plinio il vecchio,

ha attribuito, in gran parte, alla volontà dell’imperatore Nerone.
Una tesi sconfessata dalla storiografia moderna, che assolve l’imperatore, vedendo, in tali tesi, l’ostilità della classe aristocratica senatoria, ad una politica favorevole ai ceti produttivi e popolari.

E rintracciando in cause accidentali, i motivi del tragico rogo.

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Almanacco. 17 luglio 2019: muore a Roma Andrea Camilleri

Oggi nel nostro almanacco vogliamo ricordare un grande scrittore.

Il 17 LUGLIO 2019 Muore a Roma ANDREA CAMILLERI.

E’ stato uno scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e insegnante italiano. Ha insegnato regia all’Accademia nazionale d’arte drammatica.

Incomincia a lavorare come regista teatrale nel 1942. Nel 1944 si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo, ma non consegue la laurea.

S’iscrive al Partito Comunista Italiano e dal 1945 pubblica racconti

e poesie, arrivando anche fra i finalisti del Premio Saint Vincent.
Nel 1949 viene ammesso, unico allievo regista per quell’anno, all’Accademia nazionale d’arte drammatica, dove conclude gli studi

nel 1952, contemporaneamente ad allievi attori che diverranno celebri, come Luigi Vannucchi, Franco Graziosi e Alessandro Sperlì, con i quali stringe amicizia; da allora esegue la regia di più di cento opere, soprattutto di drammi di Pirandello.

Tra il 1945 e il 1950 pubblica racconti e poesie, vincendo anche il Premio Saint Vincent. Alcune sue poesie vengono pubblicate in un’antologia curata da Giuseppe Ungaretti.

Dal 1959 a tutti gli anni sessanta, tra le molte produzioni Rai di cui

si occupa come delegato alla produzione hanno successo gli sceneggiati Le avventure di Laura Storm, con Lauretta Masiero, e le fiction con il tenente Sheridan, protagonista Ubaldo Lay , Le inchieste del commissario Maigret, protagonista Gino Cervi.

NEL 1978 ESORDISCE NELLA NARRATIVA

Nel 1978 esordisce nella narrativa con Il corso delle cose, scritto

dieci anni prima e pubblicato gratuitamente da un editore a pagamento con l’impegno di citare l’editore stesso nei titoli dello sceneggiato TV

La mano sugli occhi tratto dal libro che non viene distribuito e rimane ignoto al pubblico dei lettori.
Nel 1980 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Grazie a quest’ultima opera Camilleri riceve il suo primo premio letterario a Gela.

RAGGIUNGE LA POPOLARITA NEGLI ANNI 90 CON LA SERIE TV IL COMMISSARIO MONTALBANO

Ha raggiunto la popolarità dalla fine degli anni novanta per aver

ispirato la serie televisiva di grande successo Il commissario Montalbano trasmessa da Rai 1.
Dal 1995 al 2003 si amplia il fenomeno Camilleri, che di fatto esplode nel 1998.
Titoli come Il birraio di Preston (1995) (quasi 70.000 copie vendute),

La concessione del telefono e La mossa del cavallo (1999) vanno a ruba, mentre la serie televisiva su Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, ne fa ormai un autore cult.
Nel 2001 viene pubblicato il romanzo Il re di Girgenti, ambientato

nel Seicento, interamente scritto in siciliano inframmezzato con lo spagnolo.
Una peculiarità di alcuni romanzi di Camilleri è l’uso di un particolare linguaggio commisto di italiano e siciliano.
Come sue prime opere letterarie Camilleri scrisse poesie che rispettavano scrupolosamente le regole di composizione e usavano il linguaggio letterario italiano.

Le sue poesie furono premiate in concorsi poetici importanti e furono riconosciute come notevoli, tanto che Giuseppe Ungaretti le fece stampare in una sua antologia e lo stesso fece Ugo Fasolo.

In seguito lo stesso Salvatore Quasimodo insistette per avere delle sue poesie da pubblicare.

LE SUE OPERE SONO STATE TRADOTTE IN 30 LINGUE

Le sue opere (oltre cento) sono state tradotte in almeno 30 lingue

(tra cui inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, irlandese, russo, polacco, greco, norvegese, ungherese, giapponese, ebraico

e croato)e ha venduto più di 10 milioni di copie.
È stato sepolto nel cimitero acattolico di Roma, dopo aver ricevuto un funerale strettamente privato, com’era suo desiderio.6

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Bombardamento di San Lorenzo: l’80° anniversario

Bombardamento di San Lorenzo: tante le iniziative del Municipio II in occasione dell’80° anniversario. Roma, 19 Luglio 1943 ore 11,03. Sulla verticale dello scalo merci San Lorenzo “Lucky Lady” sgancia le prime bombe. Obiettivo: lo scalo e altri punti strategici. Dopo un primo passaggio, i 662 bombardieri statunitensi scortati da 268 caccia ricevono l’ordine di mirare alle nubi di polvere, al fumo e agli incendi, ma la zona si allarga sempre di più e ad ogni passaggio aereo grappoli di bombe investono in pieno il quartiere e centrano Piazzale del Verano. Gli ordigni offendono la Basilica Paleocristiana di San Lorenzo e le tombe del Cimitero, ponendo fine all’illusione della inviolabilità della città eterna.

Bombardamento del 19 luglio ricorrenza sempre nella memoria

Nel corso dei decenni il raid aereo del 19 luglio ha mantenuto intatta la sua capacità di infondere emozione e la ricorrenza è stata oggetto di un ininterrotto flusso commemorativo. L’evento in memoria delle vittime si svolgerà nella mattinata del 19 luglio all’interno del Parco dei Caduti del 1943, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo i saluti istituzionali alle ore 11 la deposizione della corona di alloro presso il monumento ai Caduti. Alla Basilica San Lorenzo fuori le Mura ore 12 l’inaugurazione della mostra storico-documentaria su iniziativa dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ANVCG “Il grande bombardamento di Roma 19 luglio 1943 – San Lorenzo” nel chiostro della basilica.

Assessore Gotor alle Officine

Dalle 14,30 alle 15 alle Officine in Via dello Scalo San Lorenzo 10/B, con il patrocinio del Municipio Roma II, deposizione corona di alloro in presenza dell’Assessore Miguel Gotor. Al Parco dei Caduti del 1943 dalle ore 18 alle 21 “Il coro e le parole”, riflessione in parole e musica sulla guerra e sulla pace a cura dell’ANPI San Lorenzo. Al “Giardino Verano” in Piazzale del Verano alle ore 19, nell’ambito delle iniziative dell’Estate Municipale 2020-2023, giornata di memoria del bombardamento 19 luglio a San Lorenzo con selezioni artistiche e letture a cura di Rolando Galluzzi.

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Il Vittoriano apre di sera per tutta l’estate

A luglio, agosto e settembre 2023 si rinnova il programma di

visite guidate, percorsi accessibili, visite animate e laboratori didattici studiati su misura dal team didattico del VIVE – Vittoriano e

Palazzo Venezia.

Sarà possibile, inoltre, scoprire il Vittoriano nelle ore serali.

FINO AL 16 SETTEMBRE TUTTI I VENERDI’ E SABATO SARA’ APERTO DALLE 19.30 ALLE 22.30

Fino al 16 settembre, tutti i venerdì e i sabato, il Vittoriano sarà aperto dalle 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 21.45). I visitatori, tutti i venerdì alle 19.30 e alle 20.00, potranno partecipare a visite guidate per adulti e bambini con famiglie. 

Nei fine settimana e in giornate speciali il pubblico potrà fruire di attività dedicate alla scoperta e alla conoscenza del patrimonio culturale di Palazzo Venezia, del Vittoriano, del Museo Centrale del Risorgimento e visitare tutti gli spazi del VIVE, dai giardini di Palazzo Venezia alla Terrazza Panoramica del Vittoriano, con una vista mozzafiato sulla città di Roma.