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Cultura

Roma. A Videocittà,il Festival della Visione e della Cultura Digitale

La fisica delle particelle approda a Videocittà – Il Festival della Visione e della Cultura Digitale, con il videomapping “Forme e colori di una scoperta”, realizzato dall’Infn per celebrare il decennale della

scoperta del bosone di Higgs. 

DAL 13 AL 16 LUGLIO NEL COMPLESSO DEL GAZOMETRO

Dal 13 al 16 luglio nel complesso del Gazometro di Roma, uno spettacolo di luci, forme e suoni trasformerà la facciata di uno

degli opifici, portando gli spettatori all’interno del laboratorio del Cern, dove è stata realizzata la scoperta. Le proiezioni avverranno a partire dalle 22.

Sulla facciata del palazzo, – informa l’Infn – si possono seguire le particelle nella loro corsa a velocità inimmaginabili all’interno del

Large Hadron Collider (LHC), il più grande acceleratore di particelle esistente, fino a vederle scontrarsi in collisioni ad altissima energia da cui scaturiscono fontane di nuove particelle.

Gli elementi architettonici si trasformano poi nei rivelatori di particelle Atlas e Cms, apparati estremamente sofisticati e alti come palazzi,

che osservano milioni di questi scontri al secondo. Fra le collisioni si annida il bosone di Higgs, la particella che ha dato la massa alle particelle elementari, un attimo dopo l’origine dell’universo.

La scoperta del bosone di Higgs ha scritto un nuovo capitolo dei libri

di fisica: l’annuncio della scoperta, il 4 luglio del 2012 al Cern, è stato seguito nel 2013 dal Premio Nobel a due dei fisici che avevano proposto l’esistenza della particella, Peter Higgs e François Englert.

L’INFN RACCONTA CON LUCI E SUONI IL BOSONE DI HIGGS

Giunto alla sua quinta edizione, il festival Videocittà esplora le forme più avanzate dell’audiovisivo e dei linguaggi digitali.

L’evento si rivolge a un pubblico vasto ed eterogeneo attraverso proiezioni, AV performance, talk formativi e divulgativi, installazioni monumentali e immersive, videomapping e videoarte.

Il videomapping dedicato alla scoperta dell’Higgs si inserisce in

questo contesto cogliendo la sfida di raccontare una storia scientifica attraverso un’esperienza visiva coinvolgente, lavorando all’ intersezione tra arte, scienza e tecnologia per trasmettere i contenuti scientifici attraverso tecniche innovative. Il progetto è stato sviluppato nel 2022 con Luca Agnani Studio – Video Projection Mapping e presentato per la prima volta al Festival della Scienza 2022 sulla facciata di Palazzo Ducale a Genova, con il contributo di ASG Supercondutors. (Info e biglietti: https://www.videocitta.com/infn-pres-forme-colori/)

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Cultura

Almanacco. 10 luglio 1973: viene rapito a Roma Paul Getty III, nipote del celebre miliardario

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un fatto di cronaca avvenuto il 10 luglio 1973: Sparisce a Roma PAUL GETTY III,

nipote del celebre miliardario.
Il 10 luglio 1973 venne rapito a Roma a piazza Farnese dalla ‘Ndrangheta calabrese, facente capo alle ‘Ndrine dei Mammoliti, Piromalli e Femia, con la richiesta di un riscatto di diciassette milioni di dollari.

Nel novembre dello stesso anno, un suo orecchio ed alcune fotografie sono fatte pervenire dai rapitori ai giornali per sollecitare ulteriori pagamenti, onde indurre l’inflessibile e ricchissimo nonno Paul Getty I

a pagare il riscatto.

L’uomo era infatti restio al pagamento per non incoraggiare altri potenziali sequestratori a compiere simili crimini.

PAUL GETTY III VENNE LIBERATO IL 17 DICEMBRE DELLO STESSO ANNO, DOPO IL PAGAMENTO DI 1 MILARDO E 700 MILIONI DI LIRE

Paul Getty III viene liberato il 17 dicembre dello stesso anno, sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria e ritrovato da un camionista all’altezza di Lauria in Basilicata, dopo cinque mesi di segregazione e

il pagamento di un miliardo e settecento milioni di lire.

Paul Getty III sarà costretto a rateizzare la resa del riscatto al suo parente. In un’intervista Rai subirà lo scherno di un giornalista

che nonostante la disavventura lo considera pur sempre un privilegiato

e facoltoso, dileggio dal quale si sottrarrà con dignità interrompendo l’intervista.

Nel 1974 John Paul Getty III, all’età di 19 anni, sposa la giovane tedesca Gisela Zacher, incinta di cinque mesi, venendo contemporaneamente diseredato. La coppia divorzia nel 1993.

PAUL GETTY III POI MUORE NEL 2011 A 54 ANNI

Profondamente segnato dal sequestro, il giovane John Paul inizia a

fare uso di stupefacenti ed alcol; nel 1981, a seguito di un ictus provocato dall’assunzione di una miscela a base di metadone, alcol e valium, diviene quasi cieco, disartrico e paralizzato.
Muore nel 2011 all’età di 54 anni nella sua tenuta di Wormsley Park, a Wormsley, nella contea di Buckinghamshire in Inghilterra.

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Cultura

Almanacco. 8 luglio 1888: inaugurazione a Roma del giardino di Piazza Vittorio Emanuele II

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo l’8 luglio 1888:

Inaugurazione del giardino di Piazza Vittorio Emanuele II.
Parte integrante del disegno del giardino sono gli antichi trofei di

Mario e la misteriosa Porta Magica, una porta ricca di criptiche iscrizioni, un tempo ingresso secondario della non più esistente villa del marchese Palombara.
Fu un evento molto atteso, perché risolveva la grave situazione di disagio che si era venuta a creare nel nuovo quartiere in formazione sui colli esquilini.
Un insostenibile degrado.

Nel 1888, infatti, gli edifici porticati di piazza Vittorio erano stati ultimati da tempo, seppure con qualche problema, ed i palazzi

erano quasi tutti abitati, ma la piazza tardava ad essere sistemata ed era

un coro continuo di proteste perché l’area centrale si presentava come uno spiazzo dissestato, un immenso lago di fango, dove non mancavano veri e propri rivoli d’acqua sporca.

I Trofei di Mario, che a parere di molti avrebbero dovuto essere abbattuti, erano diventati pubbliche latrine.

Una situazione insostenibile, dove ciascuno faceva “lordure” dove

gli pareva, perfino sotto i portici. Uno sconcio che causava lagnanze da parte degli abitanti, che, con la stagione più calda, temevano malattie e infezioni.

In tale situazione di degrado, inoltre, i portici erano diventati un luogo di bivacco di “rivenduglioli d’ogni genere” che impedivano la libera circolazione e assordavano “con grida sguaiate e villane i passanti”.

Per eliminare il gravissimo sconcio, dannoso anche alla pubblica igiene, il Consiglio comunale aveva fatto collocare delle “baraccacce mal costruite e con certe pitturacce da osteria”, poi aveva optato per orinatoi in ferro, eleganti, comodi ed illuminati a gas. Ma la soluzione era ben altra.

LA DEFINITIVA SISTEMAZIONE

La definitiva sistemazione.
Spinto dalla necessità e dall’urgenza, il Consiglio comunale finalmente assegna l’appalto per i lavori di sistemazione della piazza e così, dopo

lo sterro generale dell’area e la costruzione di scogliere artificiali, con tufo, cemento e pozzolana, intorno ai Trofei di Mario, nel maggio 1888, il Servizio Giardini completa tutte le opere di giardinaggio previste,

in tempo utile per l’inaugurazione del giardino agli inizi dell’estate.
Infatti, dopo la morte improvvisa di Alfredo Kelbling, direttore del Servizio comunale e autore del progetto, il giardino viene realizzato grazie all’impegno del nuovo direttore Carlo Palice.
Un giardino-square.

IL PROGETTO DI GIARDINO TROVA ISPIRAZIONE NELLE VILLE ESQUILINE

Il progetto di giardino trova ispirazione nelle “delizie” delle ormai perdute ville esquiline, trasmutate nel modello urbano di verde cittadino della nuova città, borghese e popolare.
Si sviluppa in una serie di vialetti che, con un percorso sinuoso, collegano tra loro i Trofei di Mario, il laghetto con la fontana,

la Porta Magica, ricoperta di rose e caprifogli, e le tante essenze esotiche e rare, inserite a macchie, in più o meno ampie isole di verde.

Dai ruderi dei Trofei di Mario, verdeggianti di edera, una cascata d’acqua si rovescia a formare un laghetto, con un ponticello di legno rustico dove nuotano i cigni, tra ninfee e altre piante acquatiche.
“Due magnifiche stelle di variati fiori guarniscono le aiuole di contro alle due entrate” organizzate sui lati di via Carlo Alberto e di via Conte Verde.
Al centro, viene lasciato uno spiazzo per i concerti della banda musicale.

LA PORTA MAGICA

E vicino ai Trofei di Mario, con ai lati la coppia di statue raffiguranti

il dio egizio Bes, intelaiata ad un setto di terra preservato dagli sterri, viene inserita la cosiddetta Porta Magica, proveniente dalla scomparsa villa Palombara, destinata a diventare il pezzo più prezioso e misterioso del giardino.
Per la sistemazione del verde sono stati piantumati 170 alberi, tra cui

si distinguono magnolie, cedri del Libano e platani, ma anche palme, come le Pritcardie o Cocos australiani, ed i Cocos campestri.

Alcuni alberi, come i Dasylirion sono addirittura rarissimi.
Piazza Vittorio Emanuele II, con il suo esotico giardino, è anche la piazza più grande di Roma.
I portici le conferiscono l’idea stessa della monumentalità.
Nei primi giorni di apertura – consentito l’ingresso soltanto dalle cinque alle nove di sera – una folla continua visita il giardino ammirando il laghetto con i cigni ed il ponticello.
Ed è così numerosa da far temere che, priva di protezione com’è, l’erba del prato ben presto risulti tutta pestata.

MOLTO FREQUENTATA ANCHE LA GIOSTRA

Molto frequentata inoltre anche la giostra, dotata di otto cavalli e

quattro carrozzine, “con i bambini che fanno la coda aspettando il

loro turno”, e si teme l’arrivo in forze di “quel popolo di fanciulli, laceri, cenciosi e birichini che popolano le regioni Esquiline”, “empiendolo del loro sudiciume, dei loro giochi di strada e del loro turpiloquio”.
La stampa benpensante chiede provvedimenti di attiva e severa vigilanza per non “deturpare l’oasi magnifica, per quanto poco ombrosa, che è sorta in quella piazza sterminata per opera del Comune, coadiuvato dalle tasche dei contribuenti”.
La Direzione Giardini regolamenta tale vigilanza, effettuata con

guardie di servizio, per impedire l’accesso a veicoli e cavalli, alle persone avvinazzate o indecentemente vestite o senza la giacca,

agli accattoni e ai rivenditori ambulanti, a chi porta cani sciolti e

ai ragazzi minorenni non accompagnati.

Dopo un lungo periodo di abbandono, negli anni ’90 del secolo scorso

il giardino e’ stato riprogettato con l’aggiunta di nuove alberature, pavimentazioni in travertino e ripristino della vecchia cancellata.

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Cultura

Alla Nuvola di Fuksas torna “Roma Arte in Nuvola” con 150 gallerie

Dopo il successo della seconda edizione, chiusa con oltre 36.000 visitatori, torna nella Capitale “Roma Arte in Nuvola”, la grande fiera

di arte moderna e contemporanea ideata e diretta da Alessandro Nicosia con la direzione artistica di Adriana Polveroni e con la consulenza

di Valentina Ciarallo, in programma dal 23 al 26 novembre 2023 presso la Nuvola di Fuksas.

Oltre 150 le gallerie italiane e internazionali partecipanti per questa terza edizione, con molti degli espositori provenienti dall’estero:

da Londra a Parigi, da Barcellona a Knokke, da Dubai a Tel Aviv fino a New York ed Osaka.

LA TERZA EDIZIONE DAL 23 AL 26 NOVEMBRE 2023

Nata per colmare una mancanza decennale di simili iniziative nella Capitale, nonché per valorizzare il collezionismo italiano del Centro e del Sud Italia, diventandone punto di riferimento, “Roma Arte in Nuvola” è una manifestazione di richiamo non solo per le gallerie provenienti dalle città del Mezzogiorno, tra cui Catania, Napoli, Avellino, Pescara, Palermo, Lecce, Ragusa e Siracusa, ma anche per quelle del Nord Italia.

Una proposta completa che, anche quest’anno, caratterizza gli oltre 14.000 metri quadri di spazio espositivo, suddivisi fra arte moderna e contemporanea, creando un dialogo che rappresenta una straordinaria proposta integrata fra le diverse espressioni artistiche.

Nata per colmare una mancanza decennale di simili iniziative nella Capitale, nonché per valorizzare il collezionismo italiano del Centro

e del Sud Italia, diventandone punto di riferimento, “Roma Arte in Nuvola” è una manifestazione di richiamo non solo per le gallerie provenienti dalle città del Mezzogiorno, tra cui Catania, Napoli, Avellino, Pescara, Palermo, Lecce, Ragusa e Siracusa, ma anche

per quelle del Nord Italia. Una proposta completa che, anche quest’anno, caratterizza gli oltre 14.000 metri quadri di spazio espositivo, suddivisi fra arte moderna e contemporanea, creando

un dialogo che rappresenta una straordinaria proposta integrata fra le diverse espressioni artistiche.

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Cultura

Almanacco. 7 luglio 1856 Papa Pio IX inaugura la ferrovia che collega Roma con Frascati

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 7 luglio 1856.

Pio IX inaugura la ferrovia che collega con Frascati, la stazione è subito fuori porta Maggiore.

La stazione di Frascati è fuori dal paese, prima della salita che oggi

è chiamata Villa Sora. Fu la prima ferrovia dello Stato della Chiesa.

Il 25 novembre 1848 venne sottoscritto l’accordo per la costruzione della ferrovia Roma-Frascati tra il Comitato Governativo e la Società Pia-Latina.

I lavori furono interrotti e ripresi molte volte anche a causa delle vicende politiche dello Stato Pontificio (Repubblica Romana).

In otto anni venne costruita la strada ferrata e due stazioni, a Roma

la stazione di Porta Maggiore ed a Frascati la stazione di Campitelli

a tre chilometri dal centro cittadino, e fu realizzato un tunnel.

Tutte le opere vennero affidate all’Impresa York & Co di proprietà

del signor John Oliver York, che impegnò centottanta persone tra maestranze e dirigenti.

Mappa del nodo ferroviario di Ciampino dopo l’attivazione della nuova stazione con la relativa variante, nel 1892.

LA FERROVIA ROMA FRASCATI FU MESSA IN SERVIZIO IL 7 LUGLIO 1856

La ferrovia Roma-Frascati fu messa in servizio il 7 luglio 1856 e permetteva cinque viaggi al giorno, tre al mattino e due il

pomeriggio con un tempo di percorrenza di 28 minuti.

Nel 1874 la linea venne collegata con la stazione di Roma Termini e la vecchia stazione di Porta Maggiore venne demolita.

Nel 1881 iniziarono i lavori di prolungamento della linea dalla stazione di Campitelli al centro cittadino, così il 2 febbraio del 1884 venne inaugurata la nuova stazione di Frascati,

il nuovo tracciato lasciò in un binario morto la vecchia stazione che, abbandonata a se stessa, cadde in rovina.
Pasquino commentò:

“Perchè vi lamentate, è così che fa Pio IX, fa le cose a metà.

Prima benedì l’Unità d’Italia, poi la mandò a farsi benedire”.

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Cultura

La Sapienza apre le sue porte alle nuove matricole

La Sapienza apre le sue porte e si presenta alle future matricole e a tutti coloro che vogliono conoscere l’offerta formativa e i servizi dell’Ateneo. La manifestazione, giunta quest’anno alla 27esima edizione, si articolerà in tre giornate, dall’11 al 13 luglio. Nel viale di ingresso della Città universitaria saranno ospitati gli spazi informativi delle Facoltà e dei servizi per gli studenti, mentre in Aula magna si svolgeranno le conferenze di presentazione dei corsi di studio.

La Sapienza dal 1303

Fondata nel 1303, la Sapienza è la prima università in Europa per numero di iscritti e tra le prime università in Italia per la qualità della ricerca e della didattica secondo i ranking internazionali, con oltre120 mila studenti, 3500 docenti, 11 Facoltà, 48 biblioteche, 18 musei, 58 Dipartimenti e numerosi Centri di ricerca e una Scuola superiore di studi avanzati. La Sapienza raggiuge livelli di eccellenza in campi quali l’archeologia, la fisica e l’astrofisica, le scienze umanistiche e i beni culturali, l’ambiente, le nanotecnologie, la terapia cellulare e genica, il design, l’aerospazio.

Porte Aperte

«Porte Aperte alla Sapienza – afferma la rettrice Antonella Polimeni – è l’occasione con cui ci presentiamo alle studentesse e gli studenti che vogliono continuare gli studi. Sappiamo bene quanto sia complesso e delicato questo momento, negli anni abbiamo quindi perfezionato l’appuntamento affinché si potesse avere pieno accesso a tutta l’offerta formativa e si potesse dialogare direttamente con i docenti e con studenti già iscritti ai vari corsi, per dissipare i vari dubbi e fare quindi scelte consapevoli. Ad accogliere le future matricole un’offerta formativa ampia, innovativa e qualità; una serie di agevolazioni per quanti hanno fragilità economiche, più iscritti nello stesso nucleo familiare, particolari meriti sportivi o voti di maturità alti ed una serie di servizi volti ad accompagnare e supportare quanti sceglieranno di entrare nella nostra Comunità Universitaria».

Incontri dedicato nell’Aula magna del Palazzo del Rettorato

Gli incontri dedicati alla presentazione dei diversi corsi di studio si svolgeranno nell’Aula magna del Palazzo del Rettorato secondo il calendario indicato. Durante le tre giornate di Porte Aperte sono previste anche una serie di iniziative culturali e ricreative aperte al pubblico. Sarà possibile visitare le mostre “La mummia di Ramses. Il faraone immortale” che ricostruisce in 3D il volto dell’antico sovrano egizio; “Caere. Storie di dispersione e di recuperi”, progetto indirizzato a sensibilizzare sul tema della dispersione del patrimonio archeologico; “Il sale, l’oro bianco della preistoria”, esposizione realizzata dagli studenti del corso di Ecologia preistorica della Laurea magistrale in Archeologia. Inoltre i visitatori saranno accompagnati da tutor all’interno di musei, facoltà, dipartimenti, biblioteche e laboratori della Sapienza. Per tutte le informazioni sugli orari e sugli eventi previsti consultare il sito di uniroma1.

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Cultura

Roma. A Piazza Augusto Imperatore riaffiora una testa in marmo

 “Roma continua a restituire preziose testimonianze del suo passato:

una splendida testa in marmo, integra, è stata appena ritrovata durante

i lavori in corso a Piazza Augusto Imperatore curati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

E’ INTEGRA. GUALTIERI, “ROMA RESTITUISCE PREZIOSE TESTIMONIANZE”

Gli archeologi e i restauratori sono adesso impegnati nella pulitura

e nello studio del reperto”.

Così su Facebook il sindaco Gualtieri annuncia il ritrovamento.

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Cultura

Almanacco. 6 luglio 1890: Alla presenza del Re Umberto, inaugurazione del primo tram elettrico a Roma

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 6 luglio 1890:

alla presenza di RE UMBERTO si svolge l’inaugurazione del primo tram elettrico sulla via flaminia , da Porta del Popolo a Ponte Milvio.
Era in realtà una linea molto sperimentale, creata da un certo

capitano Michelangelo Fattori, che aveva ideato un sistema di alimentazione delle vetture circolanti sulla linea in serie, anzichè

in parallelo come tuttora avviene.

Il servizio al pubblico fu iniziato il giorno 12 , ma di questa linea se

ne perdono rapidamente le tracce, e sui binari della Flaminia tornano a circolare i tram a cavalli.

Il 22 Dicembre 1892 il Comune di Roma e la SRTO stipulano una convenzione per la costruzione e l’esercizio di cinque nuove relazioni tranviarie e per il prolungamento di due linee esistenti.
Il tutto ancora a trazione animale.

I tempi cominciano però ad essere maturi per attuare la trazione elettrica.

L’ESPERIMENTO VIENE SVOLTO SULLA LINEA STAZIONE TERMINI-PIAZZA S.SILVESTRO

L’esperimento questa volta viene svolto sulla linea Stazione Termini – P.za San Silvestro, con alimentazione a 550 V CC da filo aereo e

ritorno della corrente attraverso le rotaie di corsa. L’equipaggiamento della linea viene curato dalla Società Thomson Houston, mentre per l’esercizio la SRTO acquista 10 vetture motrici, numerandole da 201 a 210.
L’esercizio sperimentale viene inaugurato dalla vettura 204 il 2 Settembre 1895.

Il servizio per il pubblico rimane a cavalli fino al 19 Settembre, quando il servizio elettrico viene attivato anche per il pubblico, ricevendo grandi consensi tra la popolazione.

Il successo del nuovo servizio provoca un rapido sviluppo di elettrificazioni e di nuove linee, ad opera della S.R.T.O.: La San Silvestro – Sant’Agnese viene elettrificata dal 15/7/1896, il 24/1/1897

è la volta dei percorsi P.za Venezia – Via Cavour – Ferrovie e P.za Venezia – San Giovanni; il successivo 6 Marzo è la volta del tratto Via Sant’Eufemia – Testaccio, mentre il 19 dello stesso mese la stessa linea è prolungata alla Basilica di San Paolo.

Il 26 Luglio 1897 viene concessa alla SRTO una linea tranviaria

(ancora a cavalli) per il nuovo quartiere dei Prati di Castello, ma dopo alcuni esperimenti condotti sulla linea per S. Agnese ed una prova di trazione con vetture ad accumulatori eseguita il 23/1/1898, viene deciso di elettrificare tutta la rete tranviaria, sia con filo elettrico che con accumulatori.

L’adozione di quest’ultimo sistema era dovuto all’idea, allora molto diffusa, che gli impianti della rete aerea deturpassero il panorama delle strade cittadine.

La Giunta Comunale ratifica la decisione di elettrificazione il 5/07/1898: a quella data sono ancora a cavalli le linee di Via Nazionale, Trastevere, Ripetta, Corso Vittorio per San Pietro e

Prati di Castello e le linee della Via Flaminia.

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Cultura

A “Lungo il Tevere…Roma” Un fiume di Cinema – Incontri lungo il Tevere

“Lungo il Tevere…Roma”, la più frequentata manifestazione d’intrattenimento ed eventi culturali dell’Estate Romana, con una partecipazione popolare di più di 1 milione di visitatori, ospiterà nel suo Salotto sul fiume l’iniziativa Un fiume di Cinema – Incontri lungo il Tevere, una serie di appuntamenti dedicati all’arte del Cinema e della Tv, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Fondazione Cinema per Roma, Zètema Progetto Cultura e l’Associazione culturale La Vela d’Oro, organizzatrice dell’evento, dopo il successo dell’arena Cinematografica dello scorso anno, porteranno lungo il Tevere i protagonisti del Cinema e della Tv.

Lungo il Tevere attori, registi e sceneggiatori a confronto con il pubblico

Registi, attori, sceneggiatori si confronteranno con il pubblico per raccontare storie e aneddoti curiosi, e discutere sul futuro della Città che in tutto il mondo è riconosciuta come la culla del passato, del presente e del futuro della Settima Arte. Ivano De Matteo, Rocco Papaleo, Massimiliano Bruno, Giuseppe Cerasa, Sara Baccarini, Valentina Ferlan, Simona Marchini, Steve Della Casa e Francesco Panella sono tra gli ospiti di questa edizione. In collaborazione con Zètema Progetto Cultura e l’Associazione culturale La Vela d’Oro, viene inoltre presentato il Progetto ARTevere scorre.

Anche due eventi collaterali

Parallelamente agli incontri sono infatti previsti due eventi promossi e organizzati dalle studentesse e dagli studenti del Master universitario di Primo livello in Economia, in “Economia, Organizzazione e Progettazione dello Spettacolo dal Vivo e degli Eventi 2022/2023”, promosso dal Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo della Università La Sapienza di Roma, diretto dal Prof. Stefano Locatelli e coordinato dalla Prof.ssa Roberta Scaglione. La programmazione prevede una serie di brevi esibizioni di teatro, musica, danza, performing art che si alterneranno nelle serate dell’11 e del 13 luglio dalle ore 21.

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Cultura

Roberto Diso Romics d’Oro per la XXXI edizione

Roberto Diso, autore bonelliano, celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro durante la XXXI edizione del Festival, in programma dal 5 all’8 ottobre 2023 a Fiera Roma. Roberto Diso nasce a Roma il 16 aprile 1932. A ventidue inizia la collaborazione con Il Vittorioso, poi lavora a lungo in Inghilterra e in Francia, dove realizza le serie Lancelot e Dan Panther. In collaborazione con lo studio di Alberto Giolitti lavora anche ad alcune storie fantastiche destinate al mercato tedesco e nel 1965 disegna alcuni episodi di Goldrake, un fumetto per adulti creato da Renzo Barbieri.

Roberto Diso bonelliano dal 1974

Nel 1974 avviene l’incontro con Sergio Bonelli, che gli affida due storie per la Collana Rodeo e quindi lo coinvolge nella lavorazione di Mister No. Da allora è lui il disegnatore-principe nonché il copertinista della serie che racconta le avventure negli anni Cinquanta dell’anti-eroe, pilota americano, Jerry Drake, soprannominato Mister No. Pur avendo lavorato soprattutto a Mister No, per la Sergio Bonelli Editore ha realizzato anche storie di Tex, Nathan Never, Dragonero e Volto nascosto, oltre a due Romanzi a fumetti: Mohican e Linea di sangue. Nel 1985 si cimenta anche con la scrittura, realizzando testi e disegni di Rodo, personaggio nato per la rivista Giungla!, pubblicato anche da L’Eternauta.

A novant’anni non ha finito di disegnare

E Roberto Diso a novant’anni ha ancora voglia di accompagnarci con le sue storie: in occasione dei 45 anni di Mister No, la Sergio Bonelli Editore ha presentato lo scorso giugno Mister No – La collana cronologia, un’edizione interamente a colori, di grande formato con le storiche copertine originali firmate da Diso e Gallieno Ferri. Dopo l’addio ai lettori nel dicembre 2006, Jarry Drake torna quindi a raccontare i suoi viaggi, caratterizzati dai pericoli dell’immensa e inesplorata foresta amazzonica, in una collana di centosessanta volumi, pubblicati a cadenza settimanale ogni giovedì.

Mostra di Roberto Diso a Romics

Una mostra di originali ripercorrerà a Romics la sua lunga carriera coronata dall’assegnazione del Romics d’Oro; un’occasione unica per celebrare gli oltre settant’anni di Roberto Diso dedicati al fumetto, un maestro per eccellenza della nona arte, un tratto fortemente riconoscibile e unico, uno spirito libero che non cede alla tecnologia ma continua a sognare e farci sognare con matita, pennello e pennino.