Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande artista.
Il 3 LUGLIO 2017 Muore a Roma PAOLO VILLAGGIO.
Interprete di personaggi legati ad una comicità paradossale e grottesca, come il professor Kranz e il timidissimo Giandomenico Fracchia,
è divenuto celebre per la creazione letteraria e la seguente trasposizione cinematografica (in dieci pellicole) della maschera del ragionier Ugo Fantozzi, con la quale è entrato nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani.
All’attività comica ha fatto eco quella di scrittore, iniziata proprio con un libro su Fantozzi, al quale seguiranno altri otto sul ragioniere, e vari libri di carattere satirico.
Ha recitato in parti più drammatiche, partecipando a film di registi
come Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli.
NEL 1992 HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO ALLA CARRIERA
Nel 1992, in occasione della 49ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera. Nell’agosto del 2000 gli viene assegnato al Festival del cinema di Locarno il Pardo d’onore alla carriera.
Negli anni del dopoguerra Villaggio conosce Fabrizio De André, futuro cantautore, diventandone intimo amico e con il quale dividerà gran parte delle sue scorribande giovanili.
L’amicizia, in seguito, si farà anche artistica e produrrà all’inizio degli anni sessanta i testi delle canzoni Il fannullone (che sembra sottolineare in maniera ironica i giorni dissipati dai due amici:
“Senza pretese di voler strafare/io dormo al giorno quattordici ore…”)
e Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, entrambi scritti da Villaggio, incisi e cantati da Fabrizio De André, autore delle musiche.
Quest’ultimo brano (inserito nell’album del cantautore Volume I) conosce gli strali della censura a causa di parole ritenute troppo licenziose, provocando agli autori guai di natura giudiziaria.