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Cultura

Walle! walle al Museo Casa di Goethe

Walle! walle, mostra del Museo Casa di Goethe con la Klassik Stiftung Weimar e l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, da mercoledì 7 giugno. Opere di Danica Dakić, Arijit Bhattacharyya, Diana Pacelli, Farzane Vaziritabar e Lea Maria Wittich. Sulla base di un intenso studio della residenza di Goethe a Weimar, delle sue collezioni e del viaggio in Italia, Danica Dakić, vincitrice del Premio Roma Villa Massimo 2022/23, ha sviluppato un progetto espositivo a Weimar e a Roma insieme agli artisti da lei invitati. Arijit Bhattacharyya, Diana Pacelli, Farzane Vaziritabar e Lea Maria Wittich. Gli artisti, provenienti dalla Germania, dall’India, dall’Iran e dall’Italia, hanno sviluppato installazioni site-specific, che tracciano le connessioni tra i due luoghi goethiani ed esplorano anche nuovi linguaggi artistici per la diffusione culturale.

Da Walle! walle ripresa la formula magica di Der Zauberlehrling

La mostra riprende la formula magica della ballata di Goethe Der Zauberlehrling (L’apprendista stregone) per esplorare le relazioni tra la temporalità umana e le scienze naturali nel contesto delle attuali sfide globali: Quale potere ha l’arte in un tempo di minaccia esistenziale e come si percepisce nei diversi livelli del nostro presente in tutto il mondo? Che potere ha di fronte alle drammatiche conseguenze della distruzione della natura, delle crisi sociali e politiche, dello sconvolgimento delle presunte certezze con riferimenti al razzismo, al colonialismo o alle questioni di genere?

Danica Dakić

Il nuovo lavoro di Danica Dakić è una narrazione cinematografica di un viaggio (utopico) in Italia che si svolge tra la biblioteca vuota di Goethe nella sua casa di Weimar e il set di immagini vulcaniche del teatro di marionette del figlio August, tra due protagoniste bambine a Weimar e a Roma, che si dispiega tra passato e futuro. A partire dal giardino di Goethe, dove si coltivavano gli asparagi, Arijit Bhattacharyya ne esamina le origini nel colonialismo e le condizioni di produzione dell’ortaggio, ancora oggi popolare in Germania.

Diana Pacelli

Diana Pacelli ha intrapreso il suo viaggio da Weimar verso l’Italia. Nella sua performance, cammina da Buchenwald a Fossoli, cioè da un lager in Germania a un lager nel nord Italia, entrambi del periodo nazista. Facendo riferimento al Divano Occidentale-Orientale di Goethe, Farzane Vaziritabar trasferisce in Iran la testa di Giunone Ludovisi, una copia della quale si trova a Weimar e a Roma. Inoltre, Lea Maria Wittich aggiunge alla collezione geologica di Goethe una parte fittizia che collega il viaggio di Goethe in Italia con il potere della geologia.

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Cultura

All’Università LUMSA “Roma e i grandi eventi sportivi”

L’Università LUMSA e la sua comunità di laureati LUMSA Alumni Network premiano con la consegna del sigillo di Ateneo i laureati magistrali che hanno concluso gli studi con i pieni voti assoluti e la lode negli anni 2019, 2020, 2021 e 2022, domani in Aula Magna. Con questo importante riconoscimento s’intende complimentarsi per i risultati raggiunti negli studi e altresì accogliere nuovi componenti nella grande famiglia dei laureati di Ateneo che presenta il nuovo progetto LAN – LUMSA Alumni Network.

Cerimonia nell’Aula Magna dell’Università

La cerimonia di consegna del sigillo avverrà al termine dell’evento “Roma e i grandi eventi sportivi”, che vedrà la partecipazione come keynote speaker di Gian Paolo Montali, direttore generale della Ryder Cup 2023 di Golf e di Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e Alumno LUMSA. L’iniziativa, che sarà diffusa anche in diretta streaming sul canale YouTube d’Ateneo, vuole consentire un ampio momento di riflessione circa la gestione dei grandi eventi sportivi a Roma e il loro impatto sulla città. L’incontro, in particolare, sarà occasione per presentare il grande evento internazionale di settembre della Ryder Cup 2023 di Golf, che metterà di fronte i campioni di Europa e USA in una sfida a squadre emozionante, e permetterà di fare un bilancio degli eventi sportivi appena conclusi nella Capitale.

Incontro moderato da Benedetta Rinaldi

L’incontro sarà moderato da Benedetta Rinaldi, giornalista e conduttrice Rai e Alumna LUMSA, dopo i saluti istituzionali a cura del prof. Francesco Bonini (rettore dell’Università LUMSA), del dott. Riccardo Di Stefano (presidente dei giovani imprenditori di Confindustria nonché Alumno LUMSA) e del prof. Filippo Giordano (presidente del Corso di laurea magistrale in Management, Finance and Data Analytics e delegato del rettore per LUMSA ALUMNI Network). A conclusione del dibattito seguirà la cerimonia della consegna del sigillo ai laureati magistrali eccellenti. La consegna del sigillo in Aula riguarda, per ovvi motivi di spazio, solo una piccola rappresentanza dei laureati magistrali.

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Cultura

Il dipinto “Ritratto di Eleonora Gonzaga” giunge a Roma per la prima volta

Il dipinto “Ritratto di Eleonora Gonzaga” (1622), l’unico ritratto firmato e datato di Lucrina Fetti, giunge a Roma per la prima volta, grazie ad un accordo tra la Sovrintendenza Capitolina – Direzione Musei Civici, la Fondazione Palazzo Te e il Museo di Palazzo Ducale di Mantova. L’opera, di proprietà dell’Accademia Nazionale Virgiliana, sarà in mostra dall’8 giugno al 1° ottobre 2023 nella Pinacoteca dei Musei Capitolini, all’interno della Sala VI dedicata alla pittura bolognese e dell’Italia settentrionale, e rappresenta una delle tele più interessanti dell’artista anche per il contributo che fornisce alla ricostruzione della presenza delle artiste donne a Roma tra XVI e XIX secolo.

Esposizione del dipinto inaugurata l’8 giugno alle 18

L’esposizione sarà inaugurata giovedì 8 giugno, alle 18, con una visita guidata tenuta dalla Direttrice della Direzione Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina Ilaria Miarelli Mariani. Nata a Roma con il nome di Giustina intorno al 1589, Lucrina Fetti impara a dipingere in famiglia con il più noto fratello Domenico. Come altre artiste della sua epoca, viene destinata a una vita monacale e la sua produzione artistica, ritratti e scene religiose, è stata quasi totalmente interna al convento di Sant’Orsola a Mantova, dove si trasferisce nel 1614 al seguito di Domenico, chiamato da Ferdinando Gonzaga come pittore di corte. Questo convento rappresentava all’epoca una delle corti femminili più raffinate d’Europa.

Convento fondato nel 1599

Fondato nel 1599 da Margherita Gonzaga, sorella di Ferdinando IV e vedova di Alfonso d’Este, divenne luogo di istruzione e ritrovo culturale per le giovani principesse Gonzaga e le nobili cittadine. Margherita, amante dell’arte, lo fece decorare con affreschi e dipinti e Lucrina divenne la principale artista di quella che era considerata la “corte” parallela del potere gonzaghesco. L’opera esposta ritrae Eleonora Gonzaga, figlia minore del duca Vincenzo e di Eleonora de’ Medici, cresciuta nel convento delle orsoline dalla zia Margherita fino al matrimonio con l’imperatore Ferdinando d’Asburgo nel 1622.

Ritratto per le nozze della giovane

Un ritratto importante, eseguito in occasione delle nozze della giovane, che la ritrae in vesti maestose, consone al ruolo che andava a rivestire alla corte di Vienna. Eleonora indossa un abito sontuoso di broccato intessuto di fili d’oro e ornato da pizzi, abilmente realizzato dall’artista. Sulla sinistra del corsetto appare un pendente con il monogramma asburgico mentre sul tavolo la corona imperiale e una lettera su cui si legge “alla Sacra Maestà dell’Imperatrice Gonzaga”.

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Almanacco. 5 giugno 2015: muore a Roma Giacomo Furia

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande artista.

Il 5 giugno 2015: Muore a Roma GIACOMO FURIA. E’ stato un attore italiano.
Debutta a teatro il 7 dicembre del 1945 con la compagnia di Eduardo De Filippo. Al teatro napoletano Santa Lucia è in scena Napoli milionaria; Giacomo Furia interpreta il ruolo di Peppe ‘o cricco.
Eduardo gli offre questo ruolo, importante per un esordiente, a seguito del forfait dell’interprete titolare.

ESORDISCE AL CINEMA NEL 1947

Esordisce al cinema nel 1947 sotto la regia di Mario Mattoli in Assunta Spina.
Si impone nel ruolo di Tifariello al fianco di una sanguigna Anna Magnani nella parte della protagonista.
Diviene in seguito efficace caratterista in numerose pellicole di Totò, insieme al quale recitò in 17 film.

Tra centinaia di ruoli secondari, avrà il ruolo di vero protagonista solo

in due film: L’oro di Napoli in cui interpreta il personaggio di Rosario, ingenuo marito della bella pizzaiola Sophia Loren; La banda degli onesti , con Totò e Peppino De Filippo dove interpreta il pittore Cardone.

Altre interpretazioni memorabili sono quelle ne Il medico dei pazzi, e Totò, Eva e il pennello proibito.
Viveva da anni a Roma, nel quartiere Trieste ed è stato uno degli ultimi attori che hanno avuto la fortuna ed il merito di lavorare con Totò e di raccontarne la figura.
È deceduto presso la clinica “Villaverde” di Roma all’età di 90 anni

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Cultura

Undici artisti e un giardino, a Veio l’Ordine nascosto dal 3 giugno al 3 luglio

L’Ordine Nascosto è il titolo di una mostra di arte contemporanea

che si inaugura a Roma, sabato 3 giugno, in un giardino del

complesso del Parco Archeologico di Veio.

Una scelta variegata di sculture e installazioni, in un’operazione

di connessione con quella rete di piccoli e grandi innesti naturali che rispecchiano l’essere umano, viene esposta nel giardino del

Consorzio La Giacinta, di proprietà di due degli artisti in mostra, Alberto Emiliano Durante e Giulia Manfredi.

DAL 3 GIUGNO AL 3 LUGLIO SCULTURE E INSTALLAZIONI

Oltre alle loro, ci sono opere di Fausto Roma, Yo Akao, Sergio Baldassini, Antonio Barbieri, Emanuele Giannetti, Chiara Lecca,

Alice Padovani, Silvia Scaringella e Ludovico Tersigni.

Insieme hanno scelto di ridelineare lo spazio espositivo all’aperto secondo una mappatura cognitiva, in una mostra collettiva fruibile fino al 3 luglio a cura di Francesca Romana de Paolis.

Le opere sono collocate in punti precisi del giardino, secondo il disegno fortemente simbolico della Spirale Aurea, ovvero una figura geometrica che rappresenta l’espandersi dell’anima cosmica dalla quale tutto si origina e diventa manifesto. 

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A Roma tesori archeologici dell’antica via Campana al Drugstore Museum fino al 18 giugno

Una strada, anni di ricerca sul campo, tre reperti molto particolari:

si chiama “Tre Storie dalla via Campana” la mostra archeologica

della Soprintendenza Speciale di Roma, curata da Alessio De Cristofaro presso il Drugstore Museum di via Portuense 317, visitabile fino al 18 giugno.

Là, dove fino agli anni ’90 si trovava il primo drugstore della

capitale aperto 24 ore su 24, si possono ora ammirare delle meraviglie del passato: una testa-ritratto femminile non finita, appartenente a un sarcofago del III secolo d.C, utilizzata come materiale in una delle pavimentazioni tardo-antiche della via Campana Portuensis;

un raro cippo iscritto, che testimonia l’attività a Roma in qualità di costruttori di strade delle guardie militari imperiali, i famosi pretoriani, la piu antica testimonianza epigrafica sulle coorti pretorie finora nota nell’Urbe;

e infine un bronzetto del III secolo d.C. che raffigura una divinità orientale tuttora di difficile identificazione, forse perduta da un viaggiatore o da un mercante lungo la via Campana-Portuensis.

Un pezzo unico, che testimonia il pluralismo culturale e le capacità sincretistiche del paganesimo di età imperiale.

UN “MUSEO DI PROSSIMITA'” CHE CUSTODISCE REPERTI AFFASCINANTI

Un percorso espositivo che arricchisce il patrimonio culturale del Drugstore Museum, un vero e proprio museo di prossimità che mira

ad avvicinare i cittadini all’archeologia di questa zona di Roma e in

cui parte dell’antica necropoli Portuense è stata musealizzata in un ampio open space. Al suo interno, cinque tombe che vanno dal

I al III secolo dopo Cristo, del tipo a recinto, a camera, a colombario

e a inumazione, con decorazioni molto varie: dalla pavimentazione a mosaico agli stucchi, fino agli affreschi.

Nel museo si può ammirare anche l’antichissima sepoltura del cosiddetto Guerriero della Muratella: un adulto con un corredo di armi

e utensili in selce, fra cui diverse punte di frecce, vissuto nel periodo fra 3700 e 2300 a.C.

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Almanacco. 3 giugno 1960: inaugurazione a Roma del Palazzo dello Sport

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 3 giugno 1960:

INAUGURAZIONE DEL PALAZZO DELLO SPORT ALL’EUR.

Il giorno dopo ospitò il primo incontro di pugilato professionistico,

che vide l’italiano Giulio Rinaldi battere il francese Gérminal Ballarin davanti a circa quindicimila spettatori.

LA COSTRUZIONE

La costruzione avvenne tra il 1958 e il 1960. La struttura completata presenta due ordini di gradinate per un totale di circa 12 000 posti

con ampie luci libere, frutto della realizzazione in cemento armato; le gradinate sono sostenute da pilastri inclinati che fanno anche funzione di sostegno e raccordo con la struttura di copertura: questa, spessa solo 9 centimetri, è anch’essa in cemento armato e ha la forma di calotta sferica.

A completare l’opera e mascherare l’andamento curvilineo delle gradinate e l’inclinazione dei pilastri di sostegno, una copertura frontale in cristallo a facciata continua che conferisce al Palazzo la sua tipica forma cilindrica.

Progettato nel 1956 dall’architetto Marcello Piacentini con consulenza strutturale dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, e realizzato tra il 1958 e il 1960 per i XVII giochi olimpici di Roma, la struttura – di proprietà di EUR SpA – ospita da allora eventi sportivi, convegni e concerti.
È anche noto come PalaSport o PalaEur dal nome del quartiere in cui è ubicato.

LO SPORT D’ELEZIONE PER IL PALAZZETTO E’ SEMPRE STATO IL PUGILATO

Fin dalla sua inaugurazione lo sport d’elezione del Palazzetto è

sempre stato il pugilato, per via delle caratteristiche dell’impianto, sufficientemente ampio ma non troppo dispersivo (anche se per le riunioni di più grosso richiamo è stato talora utilizzato il Palazzo dello Sport all’EUR, capace di più di 10 000 posti); fino al 2002, inoltre, fu sede della Roma Volley; in passato, negli anni settanta, aveva ospitato anche la Federlazio, che nel 1976-77 in tale impianto si laureò campione d’Italia (la Roma Volley disputò, invece, le gare finali al Palazzo dello Sport).

E’ STATA ANCHE SEDE DEGLI INCONTRI DELLA PALLACANESTRO VIRTUS ROMA

Fino al 1983 il Palazzetto fu anche sede degli incontri interni della Pallacanestro Virtus Roma, all’epoca sponsorizzata Bancoroma: la squadra tornò a giocare in tale impianto nel 1984 per un breve periodo a causa di un contenzioso con l’Ente EUR per l’utilizzo del Palazzo dello Sport, per poi tornare presso quest’ultimo fino al 2000 quando l’edificio dell’EUR andò incontro a un intervento di ristrutturazione; dal 2000 al 2003, quindi, il Palazzetto tornò a ospitare la Virtus, sponsorizzata dapprima Aeroporti di Roma, poi Lottomatica.

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Cultura

“Antico Egitto. La vita oltre la vita” prorogata sino al 31 agosto

“Antico Egitto. La vita oltre la vita”, nuova personale di Luigi Ballarin, prorogata sino al 31 agosto, presso all’Accademia d’Egitto di Roma. L’esposizione, che abbraccia otto opere di grandi dimensioni, si concentra in particolare sulla bellezza del tempio di Abu Simbel, fortemente voluto e costruito da Ramses II (1303 a.C. – 1212 a.C.) per celebrare la sua vittoria contro gli Ittiti nella battaglia di Kadesh. L’artista ha voluto così ricordare maestosità e significati di questo tempio trovato sepolto dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt nel 1813. La mostra sarà aperta dalle 10 alle 16 dal lunedì al venerdì con ingresso libero.

Antico Egitto di Ballarin

Ballarin si ispira alle antiche e tradizionali forme decorative dei tempi egizi per riproporre in chiave moderna, rinnovata, non solo le rappresentazioni, ma anche i suoi messaggi. Grazie alle tecniche miste e all’uso dell’acrilico e dello smalto, rende insolite le sue decorazioni, apparentemente imprecise da vicino, ma perfette da lontano. Ad arricchire le opere, effetti metallici che donano alle opere una grande luminosità, narrando memorie e ricordi, emozioni e racconti, simboli e spiritualità, come nella scena della psicostasia (ossia la pesatura del cuore).

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Cultura

Graduatorie del bando “Estate Romana 2023-2024”

Graduatorie del bando “Estate Romana 2023-2024”, avviso pubblico biennale, con un finanziamento complessivo di 4 milioni di euro, 2 milioni di euro per ogni annualità. Il bando è stato pensato per selezionare proposte culturali (spettacoli dal vivo o altri eventi di natura culturale, come ad esempio teatro, danza, musica, proiezioni cinematografiche, performance, azioni artistiche, workshop, incontri ecc.) in grado di attirare un pubblico più ampio possibile e che abbiano carattere diffuso, coinvolgendo i territori di tutti i Municipi di Roma Capitale.

Graduatorie hanno promosso 197 progetti che saranno sostenuti

Sono in tutto 197 i progetti che sono risultati idonei e che saranno sostenuti: 184 per la prima sezione, la più ampia, da 1.500.000 € per ognuna delle due annualità, finalizzata alla selezione di attività culturali da realizzare in luoghi pubblici o privati della città. Di questi, i primi 40 progetti, vincitori, accederanno al contributo finanziario e ai vantaggi economici di altro tipo previsti dal bando, come ad esempio la pubblicizzazione attraverso campagne di comunicazione e informazione multicanale realizzate dall’Amministrazione Comunale, l’accesso a condizioni agevolate alle concessioni di occupazione di suolo pubblico per la parte non commerciale o l’abbattimento dell’importo della polizza assicurativa obbligatoria per il verde. I successivi 144 progetti avranno accesso esclusivamente ai vantaggi economici illustrati qui sopra.

Vantaggi per chi non riceve il contributo

L’accesso a questi vantaggi da parte di chi non riceve il contributo, perché non rientrato nelle graduatorie, ma è stato ritenuto idoneo rappresenta un’importante novità rispetto al passato; 3 progetti per la seconda sezione, destinata alla selezione di attività culturali dello stesso tipo delle precedenti, da realizzare però in luoghi pubblici considerati ad alta attrattività e specificamente individuati dall’amministrazione Capitolina: Villa Ada, Villa Celimontana e Piazzale Garibaldi (Terrazza Gianicolo). Per questi eventi non è previsto alcun contributo finanziario da parte dell’amministrazione Capitolina, bensì solo i vantaggi economici di altro tipo. 10 progetti per la terza sezione, da 500.000 euro annui, che era riservata a chi intende organizzare proiezioni di film ad accesso libero in aree pubbliche o private, dando priorità alle zone periferiche della città.

Sezione per la cultura del cinema

Una sezione pensata per promuovere la cultura del cinema presso un pubblico più vasto possibile e incentivare la fruizione degli spazi pubblici in aree non centrali della città. Per i progetti di questa sezione è previsto un finanziamento oltre ai vantaggi economici aggiuntivi. «La risposta ottenuta dal nostro bando biennale per l’Estate Romana è stata molto soddisfacente; delle oltre 350 domande di partecipazione ricevute, ne abbiamo potute selezionare poco meno di 200, che ci consentiranno, questa estate e la prossima, di offrire ai romani e ai turisti una programmazione estiva di alto livello e articolata su tutto il territorio cittadino – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Miguel Gotor

Sezione specifica

In particolare, per questo bando abbiamo tenuto ad avere una sezione specifica dedicata alle arene cinematografiche all’aperto, che sono un elemento che caratterizza tradizionalmente l’Estate Romana sin dalla sua nascita, contribuendo ad assicurarle la sua natura popolare e diffusa. Altra novità di rilievo è l’attenzione che abbiamo dedicato alla questione ambientale. Le proposte vincitrici, infatti, debbono garantire un bassissimo impatto. Gli spettacoli dovranno essere plastic free e gli organizzatori di ogni evento dovranno obbligatoriamente indicare nella loro comunicazione al pubblico come potervisi recare utilizzando i mezzi pubblici», ha concluso Gotor. Quest’anno l’Estate Romana inizierà il 15 giugno e finirà il 15 ottobre.

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Cultura

Almanacco. 1 Giugno 1898 Inaugurato il Teatro Adriano

Nel nostro almanacco ricordiamo il 1 giugno 1898.

Il Politeama Adriano in Prati, opera dell’architetto Luigi Rolland,

viene inaugurato con la Gioconda di Ponchielli diretta dal maestro Edoardo Mascheroni.

Edificato una prima volta in legno, sull’area in cui oggi

sorge la Chiesa Valdese, per volontà di Ludovico Serafini Vigneri e Pio Gallas, ospitò,

tra le altre rappresentazioni, il Ballo Excelsior ma, dopo

sette mesi dalla sua prima costruzione, fu distrutto da un incendio nel maggio del 1895.

Venne poi ricostruito sempre da Pio Gallas con Romeo Bisini

in piazza Cavour su progetto di Luigi Rolland (padre del più famoso Luigi Moretti) ed inaugurato il 1º giugno 1898 con

La Gioconda di Ponchielli diretta dal Maestro Edoardo Mascheroni,

il 7 giugno andò in scena La bohème di Puccini.

LA STRUTTURA DEL TEATRO

Il teatro era in parte in muratura ed in parte in cemento armato, materiale all’epoca all’avanguardia in campo edilizio.

La facciata si presentava a due piani con il corpo centrale avanzato, un’ampia copertura ad arco a pianterreno e finestroni

ad arco nella parte superiore;

il corpo mediano arricchito da semicolonne di ordine tuscanico e ionico.

La sala a ferro di cavallo, molto vasta, decorata in bianco e

oro con tappezzerie rosso scuro, era sormontata da una

fila di palchi di platea, due ordini di palchi, una galleria ed un loggione in stile romano.

Il soffitto affrescato dallo scenografo Alessandro Bazzani,

d’ispirazione barocca, alternava erme avvolte da motivi floreali

a medaglioni sorretti da putti rappresentanti musicisti

(Verdi, Donizetti, Rossini, Bellini) e poeti (Goldoni, Alfieri, Metastasio, Cossa).

Complessivamente poteva ospitare 5000 spettatori, vi erano anche dei posti per solo ascolto.

SI SONO ESIBITI I MITICI BEATLES

Nell’insieme lo stabile era molto curato e lussuoso, destinato ad ospitare eventi di varia natura:

opere liriche, concerti, balletti, operette, varietà e spettacoli circensi.

È stato spesso utilizzato, anche, come sede di eventi

e manifestazioni politiche, tra le quali la solenne commemorazione massonica nel centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi,

che ebbe luogo il 3 luglio 1907.

Domenica 27 giugno e lunedì 28 giugno 1965 vi si esibirono

in concerto i Beatles, in tournée in Italia.

Nonostante la trasformazione in cinema l’Adriano

fu comunque utilizzato come sede per convegni e riunioni.