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Tutti i mondi di Gina Lollobrigida in mostra a Roma fino all’8 ottobre

Ci sono tutti i volti della Lollobrigida nella mostra “I mondi di Gina”, fino all’8 ottobre all’Istituto Centrale per la Grafica di Roma. 120 fotografie che ritraggono l’attrice, fotografa, disegnatrice, scultrice.

E in esposizione ci sono gli abiti, i costumi di scena, i suoi gioielli,

le copertine dei giornali a lei dedicati, le locandine dei film e molte

altre testimonianze.

LA MOSTRA FINO ALL’8 OTTOBRE, CON FOTOGRAFIE,ABITI, GIOIELLI, FILMATI.

La mostra è ideata e curata dal Sottosegretario del MIC, Lucia Borgonzoni, e dalla Presidente di Cinecittà, Chiara Sbarigia, che spiega: “Intanto volevamo restituirle un po’ il suo status di grande diva che si era un po’ offuscato negli ultimi anni con le trasmissioni televisive, le vicende giudiziarie, che avevano prevalso sulla grandezza della donna e della diva. Abbiamo rappresentato in una grande parte della mostra lei fotografa

.Nella sua seconda vita ci sono le sculture, rappresentate in alcune foto, ci sono dei collage.

C’E’ ANCHE UN PO’ DELLA VITA PRIVATA DI GINA LOLLOBRIGIDA

C’è anche un po’ della vita privata, la più bella di Gina, felice, nel suo primo matrimonio, con il bambino”.

In mostra ci sono immagini che provengono soprattutto dall’Archivio Luce Cinecittà e dal Centro Sperimentale di Cinematografia ma anche foto di autori della Magnum. L’omaggio dedicato alla Lollobrigida continuerà a Venezia, come spiega il Sottosegretario Borgonzoni. “Ci sarà una mostra all’Excelsior, dove ci sarà sia lei che la Magnani. Due donne che forse rappresentano il concetto di femminismo al massimo, perché tutte e due si sono fatte da sole. Una, con un mondo di donne bellissime, ha preferito mandare avanti non la sua bellezza ma il suo saper fare arte, Anna Magnani. E dall’altra parte una donna che senza l’aiuto di nessuno ha deciso di conquistare il mondo e ha conquistato il mondo. In più presenteremo un premio a Venezia, che sarà un premio intitolato a lei, per sempre”.

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Almanacco. 12 giugno 1651: a Roma inaugurazione della Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 12 giugno 1651:

si svolge l’inaugurazione della Fontana Dei Quattro fiumi a

Piazza Navona alla presenza di Papa Innocenzo X, realizzata, a partire

dal luglio del 1648, dallo scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini.
Il Pontefice, quando l’opera viene scoperta dai teli che la proteggevano, ammirato esclama: “Cavalier Bernini, con questa vostra piacevolezza

ci avete accresciuto di 10 anni la vita!”.

La Fontana si erge al centro della Piazza, laddove si trovava un “beveratore” per i cavalli. È composta dalla raffigurazione dei quattro principali fiumi della Terra allora conosciuta: il Nilo (opera di Giacomo Antonio Fancelli), il Gange (di Claude Poussin), il Danubio (di Antonio Raggi) e il Rio della Plata (di Francesco Baratta). Alla sommità si trova l’ “Obelisco Agonale”, rinvenuto nel 1647 nel circo di Massenzio, sulla via Appia Antica.

La leggenda racconta che la statua del Rio della Plata tenga il braccio sollevato per proteggersi dal crollo della chiesa di Sant’Agnese in Agone, opera del rivale Borromini. Ciò è evidentemente privo di fondamento, in quanto la costruzione della Chiesa inizia nel 1652.

LA FONTANA FU COMMISSIONATA DA PAPA INNOCENZO X PER DECORARE PIAZZA NAVONA

La fontana fu commissionata da papa Innocenzo X per decorare

piazza Navona, sulla quale si stavano portando avanti i lavori di realizzazione di palazzo Pamphilj.
Nel 1647 il pontefice aveva commissionato a Francesco Borromini

la progettazione di una conduttura che portasse l’acqua dell’Aqua Virgo a piazza Navona e aveva bandito un concorso per la progettazione

della fontana presso la piazza.

Inoltre il papa manifestò la volontà di recuperare l’obelisco, poi detto Agonale, che giaceva in rovina nel circo di Massenzio sull’Appia Antica.

Il concorso fu vinto da Gian Lorenzo Bernini che per ottenere l’incarico realizzò un modellino argenteo in scala, alto circa un metro e mezzo,

e lo regalò a Olimpia Maidalchini, cognata del pontefice nonché personaggio di grande influenza nella Roma papalina.
Un altro progetto fu presentato da Borromini, che prevedeva un

obelisco alla cui base quattro grosse conchiglie con mascheroni gettavano acqua in una vasca.

LA REALIZZAZIONE DELL’OPERA INIZIO’ NEL 1648 E SI CONCLUSE NEL 1651

La realizzazione dell’opera iniziò nel 1648 e si concluse nel 1651

sotto la direzione del Bernini, che si avvalse di diverse maestranze scultoree tra cui Giovan Maria Franchi, Giacomo Antonio Fancelli, Claude Poussin, Antonio Raggi e Francesco Baratta.
Le spese per la costruzione della fontana furono talmente elevate

che, per finanziarle, il papa ricorse ad una tassazione sul pane,

con contemporanea riduzione del peso standard della pagnotta.

Il fatto scatenò l’odio del popolo di Roma non tanto sul pontefice

quanto sulla cognata, ritenuta responsabile indiretta del sopruso e già invisa ai romani.

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Almanacco. 9 giugno 68: Muore l’Imperatore romano Nerone

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 9 giugno 68:

muore NERONE Imperatore romano. Fu il quinto ed ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia succedendo al suo padre adottivo

Claudio nell’anno 54 e governò per quasi quattordici anni, fino al suicidio all’età di 30 anni circa.

SALI’ AL TRONO A SOLI DICIASSETTE ANNI E GOVERNO’ DAL 54 AL 68 D.C.

Per il primo quinquennio governò in modo tradizionale, aiutato dal prefetto Afranio Burro e dal filosofo Seneca. Il 58, indicato come

anno del mutamento, fu l’anno in cui Nerone cominciò a esigere più autorevolezza e volle governare in modo più personale.

Nel 60 istituì i giochi chiamati Neronia, costringendo i senatori

(e se stesso) a partecipare alle gare, dove emergeva l’immagine del divino imperatore.

Intanto intervenne in Oriente e progettò un viaggio in Grecia, per aderire alla politica ellenistica.

Nel 62, con il ritiro di Seneca e la morte di Burro, Nerone fu affiancato da Tigellino;

NEL 64 L’INCENDIO A ROMA, DEL QUALE FU ACCUSATO NERONE, DISTRUSSE UNA PARTE DELLA CITTA’

Nel 64 l’incendio probabilmente accidentale in Roma, del quale fu accusato lo stesso imperatore Nerone, distrusse una considerevole

parte della città.
Questo diede l’opportunità di una grandiosa ricostruzione, che toccò anche il palazzo imperiale che si espanse dal Palatino al luogo dove

ora c’è il Colosseo, che verrà edificato nel 72 d.C.

Nel 66 Nerone intraprese il programmato viaggio in Grecia e vi

permase troppo a lungo provocando difficoltà interne ed esterne a Roma.
Premuto da queste difficoltà, decise di tornare a Roma solo nel 68, quando la situazione era precipitata.

Anche se il suo comportamento ebbe certamente eccessi violenti e stravaganze, si può dire che non tutto ciò che gli venne imputato

dagli storici contemporanei sia vero: ad esempio fu accusato del

grande incendio di Roma, con l’obiettivo di ricostruire la città ed edificare la propria maestosa residenza, la Domus Aurea, fatto da

cui gli studiosi moderni tendono a discolparlo.

NERONE ACCUSO’ DELL’INCENDIO I CRISTIANI

Nerone accusò dell’incendio i cristiani, che furono arrestati e

condannati in massa.

Infine, qualche anno dopo, abbandonato anche dai pretoriani

e dall’esercito, venne deposto dal Senato e tentò di fuggire, ma alla fine, vistosi perduto, si tolse la vita nei pressi di Roma, nella villa di uno dei suoi liberti.

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La Cinquina finalista del Premio Letterario Sportivo Invictus

Cinquina finalista del quarto Premio Letterario Sportivo Invictus, organizzato dalla casa editrice Lab DFG, patrocinato dal Comune di Cisterna di Latina, Roma Capitale, Regione Lazio e Fondazione Roffredo Caetani, Associazione Italiana Editori, annunciata presso lo Spazio Culturale WeGil di Roma, a Trastevere. Due nuovi partner sono l’Istituto per il Credito Sportivo e la Banca Popolare del Lazio – Blu Banca.

I giurati presenti

All’incontro erano presenti tra gli altri i giurati Elena Pantaleo, campionessa del mondo di kickboxing e membro della Commissione Atleti CONI, Edmondo Maria Capecelatro, presidente Banca Popolare del Lazio, i grandi lettori rappresentati da Cristina D’Angelo, Marco Incagnola e Marco Munno, il vice sindaco di Cisterna Maria Innamorato, il deputato Marco Perissa, il presidente nazionale OPES Italia Juri Morico, il vice responsabile della Direzione Commerciale e Marketing dell’Istituto per il Credito Sportivo Alessandro Bolis e anche il direttore Rai Libri Marco Frittella.

La cinquina finalista del Premio Invictus

La cinquina finalista: Un gioco da ragazzi, di Bruno Conti con Giammarco Menga (Rizzoli), Pantani per sempre, di Davide De Zan (Libreria Pienogiorno), Una squadra, di Domenico Procacci (Fandango Libri), Entra in gioco con la testa, di Nicoletta Romanazzi (Longanesi), Vittorio Pozzo – Il padre del calcio italiano, di Dario Ronzulli (Minerva). Ha presentato l’evento il conduttore Radio Rai Gabriele Brocani, Direttore Artistico del Premio Invictus.

In concorso 100 titoli del 2022

Giunto alla quarta edizione, il concorso ha visto quest’anno la partecipazione di oltre 100 titoli pubblicati nel 2022, tra i quali la giuria, presieduta dal bicampione olimpico Davide Tizzano, ha scelto i cinque che si contenderanno l’ambito titolo nella serata finale, in programma il 7 settembre prossimo a Palazzo Caetani, Cisterna di Latina. Il 23 giugno, nell’incantevole cornice del Giardino di Ninfa verranno presentati i titoli di Extra Invictus, sezione riservata ai titoli che non fanno parte della cinquina, ma meritevoli di menzione.

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Evento di chiusura del Corso “Dialoghi sulla legalità” a Sapienza

L’evento di chiusura del Corso di Formazione “Dialoghi sulla legalità”, attività didattico-culturale realizzata dalla Sapienza è in programma domani alle ore 12.30, presso l’Aula 101 della Facoltà di Giurisprudenza. Il corso, erogato gratuitamente dall’Ateneo e inaugurato lo scorso 17 marzo, ha visto la partecipazione di oltre 2000 iscritti tra universitari e personale della Sapienza e studenti e studentesse delle scuole superiori.

Evento conclusivo di un corso di cui andiamo fieri per diverse ragioni

«Concludiamo un Corso di cui andiamo molto fieri per diverse ragioni, innanzitutto perché è un unicum nel panorama nazionale, non ci risultano altri corsi di formazioni gratuiti, multidisciplinari e accessibili liberamente all’intera comunità universitaria e ad esterni in altri Atenei o enti di formazione. Siamo orgogliosi della risposta della nostra Comunità studentesca: in una settimana abbiamo registrato oltre 2000 iscrizioni e la frequenza, nel corso dei tre mesi, è sempre stata regolare», dichiara la rettrice Antonella Polimeni, che aggiunge:

Continuare queste attività

«La risposta al Corso, e la partecipazione alle numerose iniziative che si realizzano in Sapienza sulle diverse tematiche della Legalità e contro le organizzazioni criminali, fa emergere con chiarezza la necessità di continuare a programmare attività come questa che avvia a conclusione, in grado di aprirsi anche al territorio».

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Gian Paolo Montali al convegno “Roma e i grandi eventi sportivi”

Gian Paolo Montali direttore generale della Ryder Cup 2023 di Golf è intervenuto al convegno “Roma e i grandi eventi sportivi”, organizzato dall’Università LUMSA e dalla sua comunità di laureati LUMSA Alumni Network, un ampio momento di riflessione sulla gestione dei grandi eventi sportivi a Roma e il loro impatto sulla città.

Gian Paolo Montali

«Siamo a 114 giorni dall’evento. Sei anni fa nessuno ci credeva perché portare la Ryder Cup in Italia è come se avessero assegnato i mondiali di sci alla Giamaica. Un’impresa titanica, perché non è solo una gara di sette giorni, ma un progetto di dodici anni che vede la crescita e lo sviluppo del golf nel nostro paese con particolari obiettivi: la valorizzazione del territorio italiano da nord a sud e il turismo golfistico. I lavori stanno procedendo, il campo è pronto, stiamo lavorando sulle strade che porteranno trecentomila persone a vedere la gara dal vivo. Abbiamo ancora tante cose da fare, ma adesso stiamo incrociando le dita perché questa manifestazione che porterà l’Italia in giro per il mondo, dovrà essere all’altezza delle grandi organizzazioni e valorizzare quello che è il brand del Paese.

Progetto Ryder Cup fino al 2027

Se il golf è ancora uno sport di élite? Stiamo lavorando da sei anni perché il progetto non finirà con la Ryder Cup, ma andrà avanti fino al 2027 con l’obiettivo di fare in modo che la gente riesca a recepire che questo è uno sport per tutti e non solo per ricchi. Abbiamo dato vita ad una serie d’iniziative, il golf nelle scuole, il golf per le donne, l’inclusione sociale, il Road to Rome, per far vedere a tutti che questo è uno sport alla portata di tutti e con alto valore educativo e culturale. Roma è pronta all’evento? Noi abbiamo cercato sin dal primo giorno di essere pronti a dare all’Italia una grande manifestazione.

Investimenti di altissimo livello

Voglio ricordare che questo è un progetto del paese Italia quindi del governo italiano e proprio per questo motivo che stiamo lavorando sui dettagli in modo che gli investimenti fatti e l’approccio siano di altissimo livello. Fino a un anno e mezzo fa in pochi s’interessavano a questo evento, negli ultimi periodi abbiamo tante attenzioni e la gente ha capito davvero il valore che porterà al livello d’indotto economico la Ryder Cup.

Non bisogna cantare vittoria

Si sta tutto veicolando nel modo giusto, ma da ex uomo di campo finché l’ultimo pallone non è a terra, non cantiamo vittoria e speriamo veramente di dare una grande immagine non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche dal punto di vista della bellezza del nostro Paese: una città come Roma con il suo grande fascino avrà la capacità di far diventare questa edizione della Ryder Cup forse la più iconica tra tutte quelle finora disputate». Così Gian Paolo Montali.

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Almanacco. 8 giugno 1999 muore a Roma Corrado

Oggi ricordiamo nel nostro almanacco un grande conduttore e doppiatore.

L’8 GIUGNO 1999 Muore a Roma 74anne il conduttore televisivo Corrado Mantoni.

Fu lui il primo annunciatore radiofonico italiano a diffondere notizie storiche come quelle della fine della seconda guerra mondiale,

della nascita della Repubblica Italiana e della morte di Trilussa.

Collaboratore dei Cinegiornali dell’epoca.

Parallelamente alla carriera radiofonica, muoveva i primi passi come attore e doppiatore, seguendo le orme del fratello Riccardo.

TOTO’ LO SOPRANNOMINO’ “SCOGNOMATO”

Come nome d’arte scelse “Corrado”, suggeritogli da Carlo Romano, anch’egli attore e doppiatore , negli anni in cui vi erano conduttori come Silvio Gigli,

e dopo poco tempo era già popolarissimo, grazie alla sua eleganza ed ironia.

Da questa sua scelta di utilizzare il solo nome (senza cognome)

derivò il soprannome “lo scognomato” datogli da Totò nella scenetta Il premio Nobel.

Negli anni cinquanta, per un decennio, fu l’unico presentatore ufficiale, categoria nata con lui, della radio italiana.

INIZIA LA SUA CARRIERA TELEVISIVA

Passò in televisione negli anni sessanta, dopo aver

sperimentalmente trasmesso i suoi programmi radiofonici in TV, come fu per il programma Rosso e nero, in cui aveva come valletta

Sophia Loren, e ospitò tra gli altri Danny Kaye e Gregory Peck.

Diventò il conduttore ufficiale delle più importanti manifestazioni italiane:

concerti, premiazioni, Miss Italia. Condusse numerose trasmissioni, di cui alcune entrate di diritto nella storia della televisione.

Per oltre cinquanta anni fu l’archetipo della conduzione radiotelevisiva insieme a Mike Bongiorno, Raimondo Vianello, Enzo Tortora e Pippo Baudo.

Presentò Canzonissima 1970 e Canzonissima 1971, lanciando Raffaella Carrà.
Il sodalizio artistico con la popolare show-girl si ricostituì nel 1982 per la terza edizione di Fantastico:

la relativa finale, da lui presentata in diretta, è una delle ultime

col massimo ascolto raggiunto, e per questa trasmissione ricevette a Chianciano il Premio della Critica radiotelevisiva come miglior presentatore televisivo.

IL DRAMMATICO INCIDENTE STRADALE

Il 13 luglio 1978, mentre faceva ritorno a Roma da Civitavecchia,

dove il Rally canoro aveva fatto tappa, perse il controllo della sua Lancia Gamma, uscendo di strada in una curva

all’altezza di Santa Marinella, a causa della velocità eccessiva.

Corrado riportò una frattura del femore, e gravissime risultarono le condizioni della soubrette Dora Moroni.

IL PASSAGGIO A FININVEST

Dall’autunno 1982 Corrado passò al gruppo Fininvest , e ne inaugurò gli studi di Roma.

Tra i suoi programmi più celebri sono da ricordare Il pranzo è servito e La corrida:

quest’ultimo, remake televisivo della fortunata omonima trasmissione radiofonica condotta e type=’text/javascript’ ideata dallo stesso Corrado dalla fine

degli anni sessanta fino alla fine degli anni settanta sul Secondo Programma (poi divenuto Radio 2), è considerato il suo cavallo di battaglia.

È morto nella clinica Villa Margherita di Roma dove era ricoverato

da qualche settimana per un acutizzarsi della sua malattia,

all’età di 74 anni, a seguito di una neoplasia polmonare. È sepolto nel Cimitero Flaminio di Roma.

Nel 2004, la città di Roma gli ha intitolato una via nella zona della Bufalotta dove visse da giovane.

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Quorum dal 9 all’11 giugno alle Terme di Diocleziano

Quorum, festival d’arte contemporanea, in programma da venerdì 9 a domenica 11 giugno 2023 alle Terme di Diocleziano a Roma. La manifestazione è una tre giorni di laboratori, talk, performance, mostre, proiezioni, musica. Quorum vuole essere un’opportunità di incontro per interrogarsi sul senso delle discipline culturali e sul loro rapporto con la società, nella consapevolezza che dalla capacità di saper costruire in modo funzionale questa dialettica si definisce lo stato di salute intellettuale di un Paese e di una generazione.

Mancava Quorum

«Nel variegato panorama dei festival italiani ne mancava uno dedicato all’arte contemporanea italiana, nel vasto programma di iniziative che la Quadriennale di Roma sta producendo con la direzione artistica di Gian Maria Tosatti abbiamo pensato di iniziare a colmare questo vuoto», afferma Umberto Croppi, presidente della Quadriennale di Roma, che prosegue: «è un inizio, appunto, l’avvio sperimentale di un percorso che intendiamo proseguire nel tempo, con la prospettiva di realizzare uno strumento, sempre più ampio e partecipato, che consenta di fare il punto sulla produzione, sulla critica, sulla diffusione dell’arte contemporanea, in Italia e all’estero. Con la cautela e la cura che una nuova creatura necessita, ma senza l’ambizione di esaurire un compito che richiederà tempo e graduale coinvolgimento, ci auguriamo che tutti quelli che hanno a cuore uno dei settori più vivi della nostra cultura vogliano sostenerci con la propria partecipazione attiva».

Lieti di partecipare

Così Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano: «Siamo davvero lieti di partecipare alla realizzazione di Quorum e di accoglierlo nelle grandi Aule delle Terme di Diocleziano, perché il Museo Nazionale Romano è un museo di archeologia che si interroga e si confronta con la modernità e la contemporaneità, anche grazie al dialogo con istituzioni prestigiose come la Quadriennale di Roma. Il rapporto tra antico e contemporaneo è da sempre alla base del processo di trasmissione intellettuale e artistica che plasma il mondo in cui viviamo, e la partecipazione a questo festival è un modo, per il museo, di attualizzare questo rapporto composito e sfaccettato, rappresentato anche dalla mostra L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi, curata da Massimo Osanna, Stéphane Verger, Maria Luisa Catoni e Demetrios Athanasoulis, in corso nelle Aule I-V».

Quattro grandi aule

Quattro grandi Aule delle Terme, con accesso dedicato da viale Luigi Einaudi, ospiteranno i singoli momenti della manifestazione, tra i quali spiccano dieci talk, affidati alla moderazione del direttore artistico della Quadriennale Gian Maria Tosatti, in cui si confronteranno artisti, critici, docenti universitari, filosofi, esponenti delle istituzioni, direttori e curatori di musei italiani e internazionali, rappresentanti di spazi no-profit.

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Almanacco. 7 giugno 1929: Nasce lo Stato della Città del Vaticano

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 7 giugno 1929:

Nasce lo Stato della Città del Vaticano: La nazione più piccola del mondo, custode da oltre due millenni della cristianità, nacque

nell’Italia mussoliniana, creando un’eccezione unica al mondo sulla natura giuridica degli Stati.

IL RICONOSCIMENTO DEL GOVERNO DOPO LA FIRMA DEI PATTI LATERANENSI

Il riconoscimento del nuovo soggetto da parte del governo italiano

era avvenuto l’11 febbraio del 1929 con la firma dei Patti Lateranensi, così chiamati perché sottoscritti da Benito Mussolini e papa Pio XI

nella Sala dei Papi del palazzo di San Giovanni in Laterano.
Quattro mesi dopo lo stesso Pontefice emanò la legge fondamentale della Città del Vaticano, che disegnava la forma di governo del nuovo Stato, insieme ad altre cinque leggi su aspetti legati alla cittadinanza, alla pubblica sicurezza e all’ordinamento amministrativo ed economico.

Come si evinceva dal primo dei 21 articoli del testo, che recita «Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.», si delineava una “monarchia assoluta elettiva”, di natura teocratica, i cui principali compiti di governo erano attribuiti al cardinale Segretario di Stato.

AD ELEGGERE IL PAPA ERA IL COLLEGIO CARDINALIZIO, RIUNITO IN CONCLAVE

Ad eleggere il Papa era il collegio cardinalizio, riunito in conclave.
Definiti anche i simboli nazionali: la bandiera, costituita da un

«drappo partito di giallo e bianco, col bianco caricato al centro delle Chiavi incrociate (decussate) sormontate del Triregno.»; l’inno nazionale, indicato come “Inno e Marcia Pontificale”, composto da Charles Gounod.
Tra gli aspetti cruciali affrontati nelle altre leggi quello della cittadinanza, spettante «ai cardinali residenti in Vaticano e a Roma, ai residenti stabili in Vaticano per ragioni di carica, dignità o impiego e a coloro cui sia concesso dal Pontefice, coniugi e figli di cittadini», e della proprietà, non riconosciuta in quanto tutti gli immobili appartengono alla Santa Sede.

Nel 2001 la legge fondamentale venne modificata da Giovanni Paolo II che, tra le altre cose, cancellò definitivamente la pena di morte , mai applicata dopo il 1929 e abolita da Paolo VI nel 1967.
Alla luce della superficie che occupa, pari a 0,44 km², e del numero dei cittadini residenti (836 nel 2012), il Vaticano detiene due primati mondiali: è lo stato più piccolo e il meno popoloso del pianeta.

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Almanacco. 6 giugno 1888: a Roma viene inaugurato dal Re, Ponte Garibaldi

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 6giugno 1888:

Viene inaugurato dal Re il ponte intitolato a Garibaldi progettato dall’ingegner Vescovali, è largo 20 metri, comprende due marciapiedi

di 4 metri ognuno.

L’opera fu inaugurata il 6 giugno 1888 contemporaneamente all’apertura di via Arenula.

All’epoca si tratta va del terzo ponte piu’ largo del mondo (23 metri ) dopo due ponti parigini.

FU DEDICATO A GIUSEPPE GARIBALDI

Fu costruito tra il 1884 e il 1888; fu dedicato a Giuseppe Garibaldi,

eroe dei due mondi e uno degli artefici dell’unità d’Italia.
Il ponte, allargato nel 1959, fu realizzato per favorire l’espansione verso Trastevere.
Presenta due campate metalliche poggiate su un pilone centrale e su

due pile minori rivestite in travertino ed è lungo circa 120 metri.

DENOMINATO INIZIALMENTE “PONTE DELLA REGOLA”

Denominato inizialmente “ponte alla Regola”, fu successivamente dedicato all’eroe dei due mondi in ricordo delle sue imprese nella Repubblica Romana del 1849: infatti le 4 colonne, sovrastate da

una sfera, collocate ai due accessi del ponte vollero ricordare le

otto battaglie vinte da Garibaldi, con tanto di nomi e date di

riferimento sopra incisi.

Originariamente era costituito da un pilone centrale e due archi in ferro ma tra il 1953 ed il 1958 si dovette compiere una notevole opera di restauro, causata dal notevole aumento del traffico.
La struttura fu sostituita da un manufatto costituito da due arcate a

sesto ribassato ed a tre cerniere, ognuna della luce netta di 55 metri e realizzata con centine metalliche incorporate.

La larghezza venne ridotta a 23 metri e la lunghezza a 120 metri.

In estetica il ponte ci ha rimesso notevolmente: le ringhiere-parapetto, semplici e lineari, non hanno nulla di artistico, a differenza delle precedenti, più accettabili e gradevoli.
Lo stesso giorno viene aperta al pubblico la nuova Via Arenula

(che collega Ponte Garibaldi a Largo di Torre Argentina) e prende

il nome da quello del Rione Arenula, poi corrotto in Regola,

così chiamato per la presenza di lunghi arenili sulle sponde del Tevere.
L’apertura della strada comporta la demolizione di molti edifici dell’antico quartiere medievale, tra cui la Chiesa di Sant’Elena dei Credenzieri.

Durante una manifestazione studentesca, nel 1977, venne uccisa Giorgiana Masi, su una colonna del ponte è posta una targa commemorativa che ricorda il tragico evento.