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Problemi senza fine per il Superbonus del 110%

Problemi senza fine per il Superbonus del 110%. Un volano per l’economia, il settore edilizio e l’efficientamento energetico delle abitazioni. Questo era l’obiettivo del Superbonus 110%, che sembra però sia rimasto su carta. Il provvedimento inserito nel Decreto “Rilancio” del 2020, infatti, sta costando molto a tanti cittadini sia in termini economici che di disagi. Lo dimostrano le segnalazioni che continuano ad arrivare agli Sportelli dell’associazione Codici, che ha avviato una campagna di assistenza per sbloccare situazioni di stallo e cercare di recuperare i soldi spesi per interventi incompiuti o mai iniziati.

Codici: “Problemi per tutti”

«In questi mesi – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – siamo venuti in contatto con una realtà difficile e complicata. Si sono rivolti alla nostra associazione cittadini alle prese con cantieri abbandonati da ditte che improvvisamente hanno fatto perdere le loro tracce, con lavori pagati ma mai partiti, con interventi che avrebbero dovuto apportare dei miglioramenti a livello energetico ed anche di sicurezza che però non si sono verificati. Sono situazioni molto delicate. Prima di tutto c’è il danno economico, dovuto anche al fatto che in alcuni casi i cittadini hanno sostenuto ulteriori spese per completare le opere o rifarle del tutto perché realizzate male. Poi c’è il discorso dei disagi dovuti al fatto di trovarsi in abitazioni con lavori in corso o da ultimare».

Azione legale di Codici

Per rimediare a queste situazioni, l’associazione Codici ha avviato un’azione legale che punta ad ottenere un risarcimento per i danni ed i disagi subiti. I cittadini in difficoltà a causa del Superbonus 110% possono fare una segnalazione e richiedere assistenza telefonando al numero 06.55.71.996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 375.779.34.80 oppure scrivendo un’e-mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org.

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Giorgia Bagaglini, imprenditrice vitivinicola del Lazio, premiata da Forbes Italia

Giorgia Bagaglini, 28 anni, giovane imprenditrice vitivinicola del Lazio, premiata dalla prestigiosa rivista Forbes Italia come giovane protagonista del mondo vinicolo “Best Under 40″. «L’assegnazione di questo premio a un giovane viticoltore laziale – ha detto l’assessore all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare della Regione Lazio, Giancarlo Righini – dà lustro all’intero territorio regionale. Come amministrazione regionale, stiamo investendo molto sulle nuove generazioni. Dal loro impegno dipende, infatti, il futuro del settore e il mantenimento delle più vive tradizioni vitivinicole laziali».

Percorso di Giorgia iniziato dalla pandemia

Giorgia ha iniziato il suo percorso durante la pandemia, lavorando duramente con il suo team per dare un’impronta più giovanile grazie alla sua visione moderna e artistica, rispettando comunque la tradizione del territorio. Il primo punto di forza della sua azienda, infatti, è l’alta sperimentazione applicata in cantina e in vigneti di oltre 50 anni che ha fatto guadagnare alle sue bottiglie una serie di riconoscimenti nazionali e internazionali. L’Arte è l’altra prerogativa: alcune etichette dell’azienda raffigurano opere dell’artista veliterno di fama mondiale Agostino De Romanis, amico di vecchia data, per altre invece Giorgia ha avviato una collaborazione annuale con il liceo artistico di Velletri al quale commissiona annualmente la loro progettazione.

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A Roma e provincia calcolo dell’ISEE con l’Assistente Digitale Poste

A Roma e provincia è possibile ottenere la documentazione per il calcolo dell’ISEE in modo semplice e veloce con l’Assistente Digitale Poste. Per ricevere direttamente all’indirizzo e-mail certificato il rendiconto annuale dei prodotti finanziari e assicurativi detenuti presso Poste Italiane è sufficiente contattare l’Assistente Digitale voicebot al numero verde 800.00.33.22 o allo 06.45.26.33.22, oppure tramite chatbot sui siti poste.it, postepay.it e l’App Poste Italiane.

Scelta del cliente

Una volta completato il riconoscimento, specificando l’anno di riferimento, il cliente potrà richiedere la tipologia di certificazione desiderata, scegliendo tra documentazione ISEE o Consistenze Patrimoniali. La richiesta può essere inoltrata dall’intestatario del rapporto, oppure, per i prodotti cointestati, anche da un solo cointestatario mentre per i rapporti intestati a minori è necessario recarsi in ufficio postale. Introdotto nel 2019 al fianco degli operatori umani per garantire una costante assistenza, grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale l’Assistente Digitale Poste ha contribuito a far evolvere e innovare l’assistenza clienti del Gruppo Poste Italiane, gestendo una mole sempre più crescente di richieste da parte dei clienti, tramite diversi canali di contatto, dal telefono al web e alle app.

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Apertura di Hansen sul tema dell’etichetta d’origine a Agricoltura È

L’apertura di Hansen sul tema dell’etichetta d’origine e le perplessità espresse sul Nutriscore vanno nella direzione delle battaglie intraprese da Coldiretti a tutela dei cittadini e degli agricoltori europei per assicurare piena trasparenza nelle scelte di acquisto, promuovendo la Dieta mediterranea. Un cambio di passo importante rispetto a indirizzi del passato che vanno ora sostenuti assicurando che le risorse della Pac vadano solo ai veri agricoltori ed evitando ogni ipotesi di farle confluire in un fondo unico che rappresenterebbe la fine della Politica agricola comune. È quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’incontro a Roma con il Commissario Ue all’Agricoltura, organizzato nell’ambito di “Agricoltura È”, con la partecipazione del presidente Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo.

Hansen allo stand Coldiretti

Hansen si è intrattenuto nello stand di Coldiretti dove gli è stata presentata l’iniziativa della raccolta firme come valido strumento di supporto al lavoro che il Commissario sta svolgendo sul tema dell’origine. La valorizzazione del lavoro degli agricoltori europei passa innanzitutto dall’introduzione dell’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti gli alimenti in commercio nell’Unione, dando la possibilità ai consumatori europei di fare scelte d’acquisto consapevoli, una scelta importante come sottolineato dallo stesso Commissario. Questo obiettivo è al centro della proposta di legge di iniziativa popolare lanciata da Coldiretti per difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori e porre fine allo scandalo dall’attuale norma del codice doganale sull’origine dei cibi che consente l’italianizzazione grazie ad ultime trasformazioni anche minime. È possibile sottoscrivere la proposta di legge in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e in tutte le sedi territoriali.

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Al Palazzo delle Esposizioni il primo Festival dell’Imprenditore

Il Palazzo delle Esposizioni ospiterà il primo Festival dell’Imprenditore, il 13 e 14 giugno prossimi. «Il Made in Italy rappresenta oltre il 30% del PIL nazionale e le esportazioni delle nostre PMI ammontano a più di 600 miliardi di euro annui. La qualità e l’eccellenza delle produzioni italiane sono riconosciute in tutto il mondo, ma per continuare a crescere è fondamentale garantire alle imprese condizioni favorevoli, con meno burocrazia, accesso facilitato ai finanziamenti e politiche economiche mirate. Confimprenditori si impegna affinché il Festival dell’Imprenditore diventi un evento di riferimento per la valorizzazione delle PMI e del Made in Italy, rafforzando il legame tra il mondo produttivo e le istituzioni».

Presentazione del Festival al Palazzo delle Esposizioni il 13 e 14 giugno

Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, presentando nella sala del consiglio camerale della Camera di Commercio di Roma il Festival dell’Imprenditore, che si terrà il 13 e 14 giugno a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni. «Le PMI rappresentano il 99% del tessuto produttivo del nostro Paese e costituiscono un pilastro fondamentale per la crescita economica, la creazione di occupazione e l’innovazione. Tuttavia, nonostante il loro straordinario contributo, si trovano spesso ad affrontare sfide sempre più complesse: dalla burocrazia alle difficoltà di accesso ai fondi europei, fino alla necessità di adeguarsi alle trasformazioni imposte dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale.

Impegno congiunto

Affrontare queste sfide richiede un impegno congiunto tra il mondo imprenditoriale e le istituzioni. Confimprenditori presenterà una proposta di legge affinché la Giornata dell’Imprenditore diventi un appuntamento istituzionale riconosciuto, volto a celebrare il valore delle imprese e il loro contributo allo sviluppo economico e sociale del Paese. Dovrà essere un evento senza bandiere o tessere associative e politiche, ma aperto a tutti gli imprenditori che ogni giorno portano avanti l’economia di questo Paese».

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La spesa media dalle famiglie nel Lazio per l’acqua è di 568€

La spesa media sostenuta dalle famiglie nel Lazio nel 2024 per la bolletta idrica si attesta a 568€, in diminuzione del 2,5% rispetto al 2023. A livello nazionale la spesa media è di 500€ a famiglia, la regione in cui si spende meno è il Molise (€ 234, dato invariato rispetto all’anno precedente). Al contrario, la regione con la spesa più elevata risulta essere la Toscana (€ 748) dove rispetto all’anno precedente si registra un aumento medio del 2,3%. L’incremento più consistente rispetto al 2023 interessa l’Emilia Romagna (+8,8%) e l’Abruzzo (+8,5%).

A Frosinone spesa media più alta

Frosinone resta in testa alla classifica delle province più care con una spesa media annuale di 917€ (+5,7%) mentre Milano conquista anche nel 2024 la palma di capoluogo più economico con 185€. Fra i capoluoghi di provincia, aumenti a due cifre percentuali per Salerno (+16,1%), Novara e Verbania (+12,9%), Rovigo (+11,1%). A Latina si registra un decremento di ben il 37%. Notevoli spesso le differenze tariffarie anche fra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione; nel Lazio, oltre al record di Frosinone, si va dai 656€ di Viterbo ai 370€ di Latina. La fotografia emerge dal XX Rapporto sul servizio idrico integrato, a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva.

Famiglia tipo di 3 perone

Il Rapporto ha preso in esame le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2024 in riferimento ad una famiglia tipo composta da 3 persone un consumo annuo di 182 metri cubi. Se ci attestiamo su un consumo di 150 mc l’anno, la spesa sarebbe di € 394 con un risparmio di € 106. Mentre chi ha accesso al bonus sociale idrico, appartenente ad un nucleo familiare di tre persone e soglia ISEE fino a 9.530 euro, il risparmio annuo si attesta sui 110€.

Dispersione idrica al 42,4% in Italia

In base agli ultimi dati Istat (anno 2022), la dispersione idrica raggiunge il 42,4% nel territorio complessivo italiano. In alcune aree del Paese (soprattutto Sud e Isole) si disperde più della metà dei volumi d’acqua immessi in rete. Spicca in negativo la Basilicata dove va disperso il 65,5%, segue a breve distanza l’Abruzzo (62,5% di acqua dispersa) mentre la Valle d’Aosta si ferma sotto il 30% (ma peggiora comunque il dato rispetto al 2020). Fra i capoluoghi di provincia molto negativo il dato di Potenza, dove la dispersione idrica supera il 70%. Nel Lazio la dispersione idrica più alta si registra a Latina (67,7%), mentre Roma registra un 27,9%.

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La CNA presenta 100 proposte di semplificazioni

La CNA presenta un pacchetto di 100 proposte di semplificazioni per liberare le energie delle piccole imprese. Una robusta e ampia opera di semplificazione amministrativa e normativa continua a rappresentare una priorità per il Paese, per favorire la competitività, rafforzare la produttività e quindi dare vigore alla crescita.

Rapporto dell’Osservatorio CNA

Le 100 proposte sono contenute nel VI Rapporto dell’Osservatorio CNA Burocrazia presentato oggi a Roma, alla presenza del giudice emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese, del presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, e con un videomessaggio del ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Sono state numerose le semplificazioni realizzate nel corso degli anni ma imprese e cittadini non avvertono il necessario cambio di marcia, la cattiva burocrazia rimane una foresta pietrificata che penalizza e frena il dinamismo delle imprese. Le 100 semplificazioni contenute nell’Osservatorio non si limitano a segnalare lacci e ostacoli, offrono la soluzione operativa senza pregiudicare le necessarie tutele o abbassare il livello dei controlli puntando a migliorare il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione.

Analisi dell’impatto economico

Molte delle semplificazioni proposte sono accompagnate da un’analisi dell’impatto economico. Alcune semplificazioni contenute nell’Osservatorio sono di sistema e riguardano l’intera platea imprenditoriale, le altre si concentrano su 29 settori (dal tessile alle costruzioni, dalla meccatronica all’oreficeria) che esprimono circa 830mila imprese e 3,6 milioni di lavoratori. In termini percentuali l’impatto interessa poco meno del 18% delle imprese attive e del 20% degli addetti. Il Centro studi della CNA ha stimato in modo prudenziale che la messa a terra delle 100 proposte può contribuire a ridurre da 313 a 263 ore l’anno il tempo dedicato alle pratiche burocratiche, quindi con un risparmio netto di quasi 1.500 euro a impresa e un taglio da 7 miliardi di costi della burocrazia, che pesano per ora oltre 43 miliardi l’anno.

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Sos invasione di grano canadese nelle campagne italiane

Sos invasione di grano canadese nelle campagne italiane, con gli arrivi aumentati del 68% e i prezzi pagati agli agricoltori che crollano nonostante un’annata che ha visto un calo del 20% del raccolto, mentre diminuiscono le scorte nella Ue. A lanciare l’allarme è la Coldiretti sulla base di un’analisi su dati Dg Agri relativi alla campagna commerciale 2024/2025 (da luglio a dicembre 2024).

Perché l’Sos di Coldiretti

Dal Paese dell’acero sono arrivate 392mila tonnellate di grano duro, con un incremento del 68% rispetto allo stesso periodo della campagna 2023/2024 e stime di un ulteriore incremento ad inizio anno. Grano che viene trattato in pre raccolta con il glifosato, con una modalità vietata nel nostro Paese. Coldiretti è favorevole agli scambi commerciali, ma serve un’armonizzazione delle regole basate sul principio di reciprocità e di trasparenza. Un obiettivo che ha portato la più grande organizzazione agricola d’Italia e d’Europa a farsi capofila della riunione a Ortigia delle associazioni agricole dei Paesi del G7. Una situazione che rischia peraltro di peggiorare a causa dei dazi. Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan la guerra commerciale tra Usa e Canada potrebbe far calare gli acquisti di cereali canadesi negli States spingendo di fatto a indirizzarli verso altri mercati se non andranno ad incrementare le scorte.

Conferma di un trend degli ultimi anni

Il boom di arrivi conferma un trend che negli ultimi anni ha visto una serie di Paesi, dal Canada alla Turchia, fino alla Russia, alternarsi di fatto nell’inondare il mercato italiano di prodotto, spesso in coincidenza con il periodo di raccolta, con il risultato di far crollare le quotazioni del grano nazionale che nella prima settimana di marzo hanno visto un calo del 12% dei prezzi pagati agli agricoltori, con 327,50 euro a tonnellate contro i 372,50 dello scorso anno, secondo un’analisi Coldiretti su dati della borsa merci di Bologna.

Effetto negativo sulle semine

La concorrenza di prodotto straniero sta avendo un effetto negativo anche sulle semine. Secondo le prime stime il quadro tendenziale è quello di un calo significativo delle superfici a grano duro in media del 6-7% con punte del 10% fra la Puglia e la Sicilia dove di fatto di concentra la produzione nazionale. Alla concorrenza sleale dall’estero si sono sommati, nelle aziende agricole italiane, gli effetti dell’aumento dei costi di produzione legato alla difficile situazione internazionale e quelli dei cambiamenti climatici, con la siccità che lo scorso anno ha tagliato la produzione nazionale di un quinto.

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L’olio extravergine di oliva traina l’export Made in Italy

L’olio extravergine di oliva traina la crescita in valore dell’export Made in Italy, con un aumento del 45% nel 2024, davanti a salumi (+10%) e formaggi e latticini (+9%), anche se è il vino a restare la voce più pesante per un valore di 8,1 miliardi. È l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane che vedono l’agroalimentare tricolore chiudere l’anno a quota 69,1 miliardi, il record di sempre.

Non solo l’olio

Il segno positivo caratterizza anche tutti gli altri principali comparti del cibo tricolore, dal +6% per ortofrutta fresca e per quella trasformata, al +5% della pasta. Se guardiamo al valore dell’export, la prima voce resta il vino con 8,1 miliardi, seguita da ortofrutta fresca (6,5 miliardi), ortofrutta trasformata (5,7 miliardi), formaggi (5,4 miliardi), pasta (4,3 miliardi), olio (2,5 miliardi), salumi (2,3 miliardi) e pesce (1 miliardo).

Minaccia dei dazi americani

Un patrimonio dell’economia nazionale che ha tutte le carte in regola per raggiungere l’obiettivo di portare il valore annuale dell’export agroalimentare a 100 miliardi nel 2030, ma sul quale pesa però oggi la minaccia dei dazi americani. L’ipotesi di una tariffa aggiuntiva del 25% sulle esportazioni agroalimentari Made in Italy rischia, infatti, di causare un calo delle vendite in quello che è il secondo mercato di riferimento per il cibo Made in Italy. I consumatori a stelle e strisce si ritroverebbero a pagare due miliardi in più, di cui quasi 500 milioni solo per il vino, circa 240 milioni per l’olio d’oliva, 170 milioni per la pasta, 120 milioni per i formaggi.

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Gli acquisti di birra nel 2024 crescono del 2%

Gli acquisti di birra nel 2024 crescono con un aumento in volume del 2%, che rappresenta un segnale positivo per un comparto che sta puntando sul consumo consapevole e sul legame col territorio a partire dalle esperienze di filiera corta dal campo al bicchiere. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti e Consorzio Birra Italiana su dati ismea relativi ai primi nove mesi diffusa in occasione dell’incontro a Gualdo Cattaneo, con la partecipazione di Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti, dell’on. Mirco Carloni, presidente Commissione agricoltura della Camera e di Teo Musso, presidente Consorzio Birra Italiana, assieme a Pompeo Farchioni, presidente del Gruppo Agroalimentare Farchioni, e di Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria.

Acquisti in aumento e non solo

Un momento di confronto con i produttori di tutta Italia per tracciare le linee di sviluppo del settore, ma anche per sottolineare l’impatto positivo di alcune misure adottate, a partire dalla riduzione dell’accisa per i piccoli birrifici artigianali, entrata in vigore dal 1° gennaio 2025. Un provvedimento fortemente sostenuto da Coldiretti e dal Consorzio Birra Italiana e passato proprio grazie all’impegno dell’onorevole Carloni e dei parlamentari che hanno lavorato sull’emendamento, e del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare.

Legge su birra agricola

Ma un sostegno importante al settore potrebbe venire anche dal prossimo arrivo della legge sulla birra agricola. Quella della birra artigianale è una realtà in forte ascesa nei gusti degli italiani, con quasi 1200 birrifici attivi in tutta Italia, spesso guidati da giovani, di cui circa ¼ è agricolo, ovvero produce da sé le materie prime necessarie, secondo l’analisi del Consorzio Birra Italiana, con una percentuale in costante crescita.

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