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Carburanti, gestori revocano secondo giorno sciopero

I gestori dei carburanti hanno revocato il secondo giorno di sciopero.

Lo annunciano in una nota al termine del tavolo al Mimit.

Una decisione assunta “a favore degli automobilisti, non certo per

il governo”, scrivono in una nota congiunta i presidenti delle due sigle, dopo un nuovo tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’altra principale associazione di categoria del settore, Faib Confesercenti, aveva già deciso ieri di ridurre la serrata a 24 ore. 

“Pur riconoscendo di aver potuto interloquire in maniera costruttiva

con il Ministero che si è speso per diventare interlocutore propositivo, l’incontro ha confermato il persistere di molte criticità, si legge nel comunicato, “anche quest’ultimo ennesimo tentativo di rimediare ad una situazione ormai logora, non è riuscito ad evidenziare alcun elemento di concretezza che possa consentire anche solo di immaginare interventi sui gravissimi problemi del settore e di contenimento strutturale dei prezzi.

Le proposte emendative avanzate dal Governo al suo stesso decreto non rimuovono l’intenzione manifesta di individuare i benzinai come i destinatari di adempimenti confusi, controproducenti oltreché chiaramente accusatori”.

I DISTRIBUTORI RIAPRIRANNO GIA’ DA QUESTA SERA ALLE 19

“Appare ormai chiaro che ogni tentativo di consigliare al Governo ragionevolezza e concretezza non può o non vuole essere raccolto.

Per questa ragione anche insistere nel proseguire nell’azione di sciopero, utilizzata per ottenere ascolto dal Governo, non ha più alcuna ragione

di essere” proseguono i due sindacati, “tanto più che uno degli

obiettivi fondamentali, vale a dire ristabilire la verità dopo le accuse false e scomposte verso una categoria di lavoratori, è stato abbondantemente raggiunto. I cittadini italiani hanno perfettamente capito. È, quindi, a loro, ai cittadini che i benzinai si rivolgono, non certo al Governo, revocando il secondo giorno di sciopero già proclamato, eliminando ogni possibile ulteriore disagio, a questo punto del tutto inutile. 

I distributori quindi riapriranno già da questa sera.

Il confronto a questo punto si sposta in Parlamento dove i benzinai hanno già avviato una serie di incontri con tutti i gruppi parlamentari perché il testo del decreto cosiddetto trasparenza raccolga in sede di conversione le necessarie modifiche”.

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Quattro famiglie su 10 ringraziano i nonni

In quattro famiglie italiane su dieci (40%) sono i nonni a salvare il bilancio domestico messo a rischio dall’inflazione, che colpisce il carrello della spesa con l’esplosione dei costi dell’energia a causa della guerra in Ucraina, con una tendenza che si è accentuata anche rispetto ai difficili anni della pandemia.

Rilevazione di www.coldiretti.it

È quanto emerge da una rilevazione on line della Coldiretti sul sito www.coldiretti.it divulgata in occasione dell’assemblea dei Senior della Coldiretti, la più grande associazione italiana di pensionati, a Roma nella sede della Coldiretti, dove è stato aperto il primo salone della cultura contadina salvata dai Senior, alla presenza del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella.

Quattro famiglie su dieci dicono grazie ai nonni pensionati

Tra gli italiani che beneficiano della presenza di un pensionato in casa, quasi i due terzi (63%) dichiarano che i nonni sono un fattore determinante per contribuire proprio al reddito familiare, mentre il 22% guarda a loro come un valido aiuto per accudire i propri figli, magari per portarli a scuola e seguirli anche una vola tornati a casa. Una possibilità che dà fiducia ma consente anche di risparmiare su doposcuola e baby sitter. Ma esiste anche una ridotta percentuale del 15% che trova dai nonni un aiuto a livello lavorativo, soprattutto per chi ha un’attività, dall’agricoltura all’artigianato, fino al commercio, e può così beneficiare dell’esperienza accumulata da chi è ora in pensione.

Nonni valore aggiunto

Come nella migliore tradizione agricola la presenza degli anziani fra le mura di casa è quindi quasi sempre considerata un valor aggiunto all’interno di un welfare familiare che deve fare i conti sia con la gestione delle risorse economiche disponibili sia con quella del tempo e dei figli in situazioni dove molto spesso entrambi i genitori lavorano e sono fuori casa la maggior parte della giornata. La presenza dei nonni è sempre più importante anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani verso abitudini più salutari nelle scuole e nelle case.

Stile nutrizionale

Uno stile nutrizionale basato sui prodotti della dieta mediterranea come pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito una speranza di vita tra le più alte a livello mondiale pari a 79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne, anche se con la pandemia si è verificata una brusca inversione di tendenza.

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Benzina, da domani alle 19.00 sciopero dei distributori

Da domani alle 19 sulla rete ordinaria e dalle 22 sulle autostrade,

i distributori di carburanti saranno chiusi per sciopero.

Lo ricordano le organizzazioni Faib, Fegica e Figisc-Anisa in

una nota rilevando che “il Governo, invece di aprire al confronto

sui veri problemi del settore, continua a parlare di ‘trasparenza’

e ‘zone d’ombra’ solo per nascondere le proprie responsabilità e inquinare il dibattito, lasciando intendere colpe di speculazioni

dei benzinai che semplicemente non esistono”. 

RISTABILIRE LA VERITA’

 “Ristabilire la verità dei fatti – proseguono – diviene quindi

prioritario, per aprire finalmente il confronto di merito”. (ANSA).

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Caro vita: 200 euro in più al mese per le famiglie romane

I rincari che nel corso degli ultimi mesi hanno caratterizzato

una vasta gamma di prodotti, a partire dai carburanti fino ad

arrivare alle materie prime, fanno sentire le proprie conseguenze

sul portafoglio di moltissimi cittadini che si vedono pertanto costretti a modificare le proprie abitudini, sotto il segno di un’austerity di storie, e quanto mai attuale memoria.

Interessante in merito di rincari ed inflazione, la classifica stilata dal Codacons delle città italiane che presentano il maggior livello di inflazione.

LA CAPITALE PER IL MESE DI DICEMBRE SI POSIZIONA CON UN TASSO DI INFLAZIONE AL 10,3%

Stando ai dati Istat elaborati dall’associazione, al netto dei rincari e degli aumenti che stanno caratterizzando la vita dei romani (ma non solo), nella classifica la Capitale per il mese di dicembre si posiziona al di sotto della media nazionale con un tasso di inflazione al 10,3%.

Nello stesso mese la media nazionale è stata invece pari a +11,6% su base annua.

LA CLASSIFICA DEL CODACONS

Come dicevamo, l’interessante classifica è stata elaborata dall’Associazione dei consumatori sulla base dei dati raccolti dall’Istat. L’elenco mostra le  città italiane dove il livello di inflazione è maggiore. Nella classifica la Capitale occupa la parte bassa,  il tasso di crescita dei prezzi è di poco superiore al 10% e c’è la presenza di una maggiore spesa annua per famiglia che si attesta attorno ai 2.412 euro, ovvero circa 200 euro in piu’ al mese.

Dopo Roma troviamo Trieste, Catanzaro, Ancora, Potenza e Aosta. Ecco, invece, le città che campeggiano ai primi posti della classifica: Catania, Palermo e Messina. 

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Roma, Consorzio Tpl: costi fuori controllo, bus con 1 mln di km

Roma Tpl, consorzio “monobusiness e monocliente, perché in azione

in esclusiva per il trasporto pubblico nell’area metropolitana della Capitale”, ha accumulato, da giugno 2022 “differenti ritardi

nella corresponsione degli stipendi.

Quelli di dicembre li liquidiamo oggi, e siamo al 19 gennaio” perché l’azienda “non genera cassa attiva, nemmeno dalla bigliettazione,

e con i proventi del contratto di servizio con Roma Capitale,

acceso 13 anni fa, a fronte di una lievitazione dei costi, primo tra tutti quello del gasolio, va in sofferenza sia con i dipendenti, sia con i fornitori”.

Così l’Ad di Busitalia Luciano Grazzini ha esposto le problematiche

del consorzio che gestisce le linee extraurbane di bus, ma anche

alcune periferiche nella Capitale, che sono state al centro della commissione odierna Mobilità, presieduta dal commissario dem Giovanni Zannola.

SIAMO CONSAPEVOLI DEL PROBLEMA STIPENDI MA SIAMO IN SOFFERENZA

“Dopo maggio 2022 la situazione è oggettivamente peggiorata – ha ammesso Grazzini – costringendoci a pagare la 14esima in due ratei, e la 13esima con un ritardo di dieci giorni. Gestiamo le finanze con grande accortezza ma senza un sostegno specifico non ce la facciamo”. Sulla qualità del servizio, la cui gara è attualmente in corso, grava anche la vetustà del parco mezzi: “siamo nel 2023 e abbiamo alcune vetture immatricolate nel 2011, parametro ammesso dal Contratto di servizio – ha precisato Alessandro Semplici dell’area tecnica del consorzio – che in virtù della specificità del servizio intensivo richiesto hanno accumulato oltre un milione di chilometri percorsi, livelli cui si avvicinano anche altre vetture immatricolate nel 2016.

A 13 anni dall’aggiudicazione della gara è normale”.

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Concorso Zètema,12mila candidature per lavorare in musei e biblioteche

Un concorso che arriva dopo oltre otto anni dall’ultimo: Zètema

assume e il richiamo della società in house di Roma Capitale che contribuisce a gestire e valorizzare i beni artistici, monumentali

e culturali comunali, è grande.

A venti giorni dal termine ultimo per presentare la propria candidatura sono circa già 12mila le domande di partecipazione inoltrate.

Per la precisione, come apprende RomaToday proprio da Zètema, complessivamente 11734. 

IL CONCORSO RIGUARDA 77 NUOVE UNITA’ DI PERSONALE

Una cifra più o meno divisa in egual misura per i due profili ricercati.

Il concorso di Zètema riguarda infatti l’assunzione a tempo indeterminato di 77 nuove unità di personale: 67 assistenti in sala nei Musei Civici e 10 unità di front office nelle Biblioteche di Roma Capitale. Tutti part time. 

Un concorso, quello di Zètema, che come detto arriva ad otto anni dall’ultimo: dal 2015, infatti, non è stato possibile selezionare nuovo organico a causa della normativa relativa al blocco delle assunzioni nelle aziende partecipate.

Ora la chance per chi ambisce ad un posto nei musei civici o nelle biblioteche comunali. 

COME FARE DOMANDA A ZETEMA

Per partecipare al concorso di Zètema occorre essere in possesso almeno del diploma di scuola professionale o media superiore. E’ possibile candidarsi entro il 31 gennaio 2023 seguendo la procedura guidata alla pagina ‘Lavora con noi’ del sito web di Zètema che contiene anche il bando pubblico integrale. La selezione, svolta da apposita Commissione, si svolgerà attraverso una prova d’esame scritta, la valutazione dei titoli formativi e delle esperienze professionali e un colloquio attitudinale. Due settimane ancora, è possibile che le candidature arriveranno a quota 15mila. Poi per i concorsisti inizierà il countdown verso la prova scritta: il primo step per sperare in un contratto part time come assistente in sala nei Musei Civici o front office nelle Biblioteche di Roma Capitale. 

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Roma, a Corviale approvato nuovo Farmer’s Market

Una cittadella di aggregazione e scambio all’interno del quartiere Corviale, questo diventerà il nuovo Farmer’s Market che

Roma Capitale sta avviando e che vedrà la sua operatività

il prossimo anno.

L’Assemblea Capitolina ha infatti approvato un provvedimento

di variante urbanistica per sbloccare una lunga vicenda che aveva portato alla chiusura nel 2015 del mercato contadino.

Il progetto di riqualificazione è articolato in più parti e prevede all’interno degli immobili comunali di Via Marino Mazzacurati 79-81, dove un tempo c’era il vecchio Farmer’s Market, la riapertura

del nuovo mercato agricolo, la collocazione di una farmacia dell’Azienda capitolina Farmacap, un Ufficio Postale, e

l’apertura di un presidio della Polizia di Stato.

IL COSTO DELL’INTERVENTO E’ DI OLTRE 2,5 MILIONI DI EURO

Il costo complessivo dell’intervento è di oltre 2,5 milioni di euro.

In questa fase Roma Capitale sta concludendo le procedure per l’affidamento del progetto definitivo ed esecutivo che si concluderanno il 30 gennaio. 

Il nuovo mercato sorgerà di fronte alla Mazzacurati, una scuola per

360 bambini chiusa da 11 anni, ristrutturata e inaugurata a settembre.

In questo quadrante della città sono anche in via di riqualificazione le strade della Grande viabilità, come via della Pisana e via del Trullo.

Quello sul Farmer’s Market è solo uno degli interventi che interesseranno Corviale nei prossimi anni.

Roma Capitale ha, infatti, deciso di destinare 50 milioni di euro dei fondi del PNRR che consentiranno anche la riqualificazione della Trancia H, della Cavea, del Centro Campanella che verrà completamente rifatto, la realizzazione del nuovo centro sportivo di via Maroi e il recupero degli spazi verdi, con la creazione del ‘Parco di Corviale’ di oltre 10 ettari. L’obiettivo è quello di sostenere e accelerare questo processo con interventi in grado di rafforzare le relazioni tra i diversi spazi d’uso pubblico e iniziative capaci di accrescere e rinnovare il senso di comunità contribuendo al percorso di rigenerazione del quartiere.

COSA PREVEDE IL PROGETTO

Con il nuovo progetto gli ambienti saranno completamente riqualificati e accoglieranno servizi utili alla comunità.

Il progetto prevede la rifunzionalizzazione degli spazi attraverso un utilizzo multifunzionale dell’immobile che sarà suddiviso in due parti:  

in una parte sarà realizzato il Nuovo Farmer’s Market, che ospiterà anche la Farmacia Comunale e l’Ufficio Postale;  

nella seconda parte verrà stabilito un Presidio della Polizia di Stato. 

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Industria, Istat: produzione cala a novembre, -0,3% mese e -3,7% anno

Produzione industriale in calo a novembre 2022. Secondo le stime dell’Istat l’indice destagionalizzato della produzione industriale

è diminuito dello 0,3% rispetto a ottobre 2022.

Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2022 l’indice complessivo è sceso, in termini tendenziali, del 3,7%

(i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 come a novembre 2021).

NEL TRIMESTRE SETTEMBRE-NOVEMBRE IL LIVELLO DIMINUISCE DELL’1%

Nella media del trimestre settembre-novembre il livello della produzione diminuisce dell’1% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale solo per i beni strumentali (+0,1%) mentre cala per l’energia (-4,5%), i beni di consumo (-0,4%) e i beni intermedi (-0,3%).
Crescono, su base annua, solo i beni strumentali (+1,8%); diminuiscono, invece, i beni di consumo (-2,6%), i beni intermedi (-5,2%) e in misura molto marcata l’energia (-16,2%).

IL COMMENTO DELL’ISTAT

Tra i settori di attività economica che registrano variazioni tendenziali positive si segnalano la fabbricazione di mezzi di trasporto e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+7,3% per entrambi i settori), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,4%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+2,4%). Le flessioni più ampie si registrano nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-17,1%), nell’industria del legno, della carta e della stampa (-10,8%) e nella fabbricazione di prodotti chimici (-8,6%).

“A novembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale – è il commento dell’Istat – continua a ridursi, seppure con una intensità minore rispetto ai due mesi precedenti; in calo risulta pure il complesso del trimestre settembre-novembre rispetto ai tre mesi precedenti.

La dinamica negativa è estesa a quasi tutti i settori, con l’eccezione dei beni strumentali che registrano un profilo positivo negli ultimi cinque mesi anche se in progressiva decelerazione. La produzione, al netto degli effetti di calendario, diminuisce anche in termini tendenziali.

A livello settoriale è molto ampia la caduta dell’energia, mentre sono in crescita solo i beni strumentali”.

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Sciopero benzinai, venerdi’ 13 gennaio sindacati convocati dal Governo

Dopo l’annuncio dello sciopero di due giorni da parte dei benzinai,

il governo ha convocato i sindacati di categoria a Palazzo Chigi.

L’incontro si svolgerà domani, venerdì 13 gennaio, alla presenza dei ministri Adolfo Urso, Giancarlo Giorgetti e del sottosegretario Alfredo Mantovano. 

VENERDI’ L’INCONTRO A PALAZZO CHIGI

Lo scontro tra i gestori e l’esecutivo è nato quando, nella

nuova finanziaria, non è stato prorogato lo sconto sulle accise, spingendo con nuovi aumenti i prezzi dei carburanti.

Il governo aveva accusato i distributori di speculazione,

facendo poi dietrofront.

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Record storico per le esportazioni del vino Made in Italy

Record storico per le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo per un valore vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022 grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero, ma a pesare sono i costi delle aziende spinti dai rincari energetici, il moltiplicarsi delle imitazioni sui mercati esteri ed il rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette.

Record emerge da dati Istat

È quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sulla base dei dati Istat in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati” nonostante i pareri contrari di Italia. Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici.

Forte crescita anche in Francia

Stati Uniti, Germania e Regno Unito Regno Unito nonostante la Brexit salgono sul podio dei principali clienti del vino italiano, ma in fortissima crescita sono le vendite anche in Francia, concorrente storica. A pesare sulla prima voce dell’export agroalimentare nazionale sono però gli aumenti dei costi di produzione diretti o indiretti a causa del caro energia. Nei vigneti si registrano infatti rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Una bottiglia di vetro costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali. Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%, secondo l’analisi Coldiretti.

Etichette allarmistiche

Nel nuovo anno a preoccupare è anche il via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino in Irlanda che rappresentano un pericoloso precedente che rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria allarmistica e ingiustificata, capace di influenzare negativamente le scelte dei consumatori. L’autorizzazione della Commissione fa seguito infatti a ripetuti blitz a livello comunitario come il tentativo di escludere il vino, insieme a carne e salame, dai finanziamenti europei della promozione nel 2023, sventato anche grazie all’intervento della Coldiretti.