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Economia

Il brusco abbassamento delle temperature danneggia le coltivazioni

Il brusco abbassamento delle temperature, con freddo e gelo notturno, danneggia le coltivazioni di verdure e ortaggi all’aperto, ma lo sbalzo termico improvviso ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del maltempo con il freddo artico che sta interessando l’intero Paese. Dopo un mese di dicembre che aveva fatto segnare una temperatura superiore di 2,09 gradi la media storica ma l’anomalia è stata addirittura di 2,54 gradi nel centro Italia e di 2,65 gradi nel mezzogiorno secondo le elaborazioni sulla banca dati aggiornata Isac Cnr.

Brusco abbassamento con vento artico

L’arrivo del grande freddo, con bufere di vento artico che hanno sradicato alberi e fatto crollare le temperature, colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli che reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. A preoccupare è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta.

Rischio gelo per fiori e gemme

La discesa della colonnina di mercurio con il gelo rischia peraltro di bruciare fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti dopo che il caldo anomalo di dicembre lungo tutta la Penisola ha favorito il risveglio anticipato delle varietà più precoci di noccioli, pesche, ciliegie, albicocche, agrumi e mandorle. Il cambiamento climatico si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 i 6 miliardi di euro.

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Economia

Aeroporti di Roma: accordo con sindacati per stabilizzazione 257 precari

Adr e sindacati hanno firmato un accordo per la stabilizzazione

degli organici operativi del Gruppo. Il piano interessa 257 lavoratori

ed è articolato in assunzioni a tempo indeterminato e trasformazione dei contratti di lavoro da part time a full time.
Dal prossimo mese di marzo, 66 lavoratori attualmente impiegati

negli scali di Fiumicino e Ciampino in attività di assistenza ai passeggeri, saranno assunti a tempo indeterminato mentre ad

altri 191 addetti il contratto a tempo determinato verrà trasformato

in indeterminato.

LE PAROLE DI MARCO TRONCONE AMMINISTRATORE DELEGATO DI ADR

“L’accordo sottoscritto oggi – ha dichiarato Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma – è il frutto della proficua collaborazione con le organizzazioni sindacali e rappresenta un importante investimento nel nostro capitale umano con la stabilizzazione di 257 lavoratori. Ancora una volta, confermiamo il nostro impegno di valorizzazione delle nostre persone, protagoniste dello sviluppo sostenibile del nostro aeroporto nel segno dell’eccellenza. Un impegno, mantenuto anche durante le fasi drammatiche della pandemia in una logica di salvaguardia dei livelli occupazionali, che ha contraddistinto l’azione aziendale nel segno delle internalizzazioni, della crescita professionale e della lotta al precariato, e che ha creato negli ultimi 10 anni oltre 1.400 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato. Con il nostro piano di sviluppo, siamo determinati a proseguire e accelerare su questo percorso”.

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Roma, Camilli: da Expo 2030 grandi ricadute economiche

L’Expo 2030 a Roma darebbe grandi ricadute economiche e occupazionali sul territorio.

Lo ha detto il presidente di Unindustria, Angelo Camilli, in una conferenza stampa in vista delle prossime elezioni regionali.
Sulla candidatura di Roma, ha detto Camilli, “c’è un nostro impegno importante come sul tutto il tema dei grandi eventi.

Anche l’impegno da parte del Governo sta crescendo molto.

Roma ha tutte le carte in regola. Faremo tutto il possibile per affiancare il comitato promotore”.

PRESIDENTE UNINDUSTRIA:ABBIAMO GIA’ PROGETTI PRONTI

“L’evento – ha concluso – darebbe grande visibilità in termini di immagine non solo per Roma e per il Lazio ma anche per tutto il paese, con ricadute economiche e occupazionali importanti.

Faremo tutto il possibile per migliorare la possibilità di successo

della candidatura. Abbiamo già progetti da mettere a terra per essere pronti al 2030”.

 

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Gen Z contro lo spreco alimentare

Gen Z contro lo spreco alimentare. Il 44% dei giovani fra 18 e 25 anni non esita a ricorrere alla doggy bag quando, al ristorante, rimangono dei cibi; il 75% ordina solo quel che può effettivamente mangiare e il 90% preferisce “ingozzarsi” piuttosto che buttare alimenti. Sono questi i risultati più evidenti della ricerca sullo spreco alimentare fra le giovani generazioni condotta dal team scientifico dell’Università Lumsa coordinato dalla professoressa Laura Michelini (Associato di Economia e Gestione delle Imprese, Università LUMSA) e dal professor Massimiliano Scopelliti (Ordinario di Psicologia Sociale, Università LUMSA).

Gen Z (90% dei ragazzi) cerca di non gettare il cibo rimasto

Se il 90% dei ragazzi si dichiara pronto a mangiare pur di non gettare il cibo rimasto, la percentuale scende un po’ quando si tratta di organizzare la spesa settimanale: il 72% programma gli acquisti in modo tale da evitare l’acquisto di alimenti in eccesso. Appare meno diffuso l’utilizzo delle app per per il food sharing: 6 su 10 dichiarano di non averle mai utilizzate e solo l’8% confessa di adoperarle costantemente. La GenZ dimostra ancora una volta grande sensibilità ai temi ambientali: il 45% dichiara di compiere scelte ecologiche all’atto dell’acquisto e l’80% ritiene semplicemente che sprecare sia immorale.

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Dal 5 al 7 maggio a Roma tornano gli Electric days

Tornano in scena gli Electric Days, che con la terza edizione

torneranno a parlare di mobilità sostenibile e sfide elettriche per il futuro.

L’evento, in programma dal 5 al 7 maggio 2023 a Roma, sarà per la prima volta aperto al pubblico.
La tre giorni dedicata all’elettrificazione della mobilità e primo evento italiano di divulgazione dedicato alla transizione energetica della mobilità, promosso da Motor1.com e InsideEVs.it, si ripresenterà con una formula totalmente rinnovata: dopo le prime due edizioni digitali, gli Electric Days si terranno infatti presenza in uno dei più iconici parchi pubblici della capitale.

La cornice scelta è quella dell’Eur, quartiere modello per efficienza

e modernismo urbanistico, con il suo Parco Centrale del Lago, un’area verde che è anche un ecosistema unico nel suo genere.

L’EVENTO SARA’ APERTO AL PUBBLICO

Nel corso dei tre giorni si alterneranno momenti di dibattito e approfondimento sulle opportunità offerte dall’elettrificazione

e sulle sfide che stanno investendo la mobilità, chiamata di qui al 2035

a una vera e propria rivoluzione. Le attività di divulgazione coinvolgeranno anche gli studenti di scuole e università, mentre con i test drive in programma sarà il pubblico a poter vedere, capire e provare su percorsi dedicati, gli ultimi modelli di auto, moto e veicoli commerciali ‘alla spina’ e le tecnologie più avanzate connesse all’elettrificazione.
“Gli Electric Days – ha commentato Alessandro Lago, direttore di Motor1.com e ideatore dell’iniziativa – sono nati per guidare l’opinione pubblica in questo lungo e tortuoso processo di transizione della mobilità.

L’obiettivo è quello di aiutare le persone a fare scelte di mobilità consapevoli e questo è possibile solo spiegando le complessità e quindi i vantaggi, i limiti e i vincoli delle nuove tecnologie, senza pregiudizi.

La confusione rende l’argomento divisivo e le persone si bloccano.
Per questo crediamo che oggi più che mai sia necessario fare divulgazione”.

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Giornata contro gli sprechi a Roma il 4 febbraio

Giornata contro gli sprechi insieme a Campagna Amica sabato 4 febbraio. Più di un italiano su 3 (35%) ha tagliato gli sprechi adottando a casa soluzioni per salvare il cibo e recuperare quello che resta a tavola, con una svolta green spinta dall’inflazione e dai rincari di gas e bollette secondo la Coldiretti che sabato 4 febbraio per tutto il weekend negli agriturismi e nei mercati di Campagna Amica.

Giornata a Circo Massimo

A partire da quello al Circo Massimo in via San Teodoro 74 a Roma in tutta Italia dalle ore 9 spiegherà i trucchi salva spesa e i segreti della cucina degli avanzi, con le tradizioni contadine delle diverse regioni in occasione della Giornata nazionale di prevenzione contro gli sprechi alimentari. L’elenco degli appuntamenti è sul sito www.campagnamica.it. La lotta agli sprechi inizia nel carrello della spesa e finisce con la riscoperta dei piatti del giorno dopo che valorizzano gli avanzi e aiutano a conservare e trasmettere le tradizioni culinarie del passato alle nuove generazioni.

Consigli e ricette dal vivo

Durante la giornata i tutor della spesa di campagna amica offriranno consigli utili per gli acquisti mentre i cuochi contadini di Terranostra prepareranno dal vivo le ricette della nonna basate su una tradizione del recupero anti spreco in grado di esaltare sapori e fantasia nel segno del risparmio e della sostenibilità. Per l’appuntamento sarà diffusa l’analisi Coldiretti/Censis su come sono cambiati gli sprechi alimentari degli italiani ma anche i consigli per contenerli.

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Altroconsumo: un italiano su tre in difficoltà per bollette e consumi

Un italiano su tre versa in una condizione economica difficile a

causa della morsa dell’inflazione che avvolge la quotidianità

delle famiglie e in questo scenario le più colpite sono quelle meno abbienti. Grazie ad un’indagine statistica – svolta insieme alle

omologhe organizzazioni di consumatori di Spagna, Belgio e Portogallo parte di Euroconsumers – Altroconsumo ha potuto fotografare l’attuale condizione economica e i comportamenti adottati dagli italiani,

che si vedono costretti a tagliare una parte dei consumi o a ricorrere a prestiti.

IL 31% DELLE PERSONE NON E’ IN GRADO DI ACCANTONARE ALCUN RISPARMIO ALLA FINE DEL MESE

L’Organizzazione ha rilevato una situazione economica in netto peggioramento: ad aprile dello scorso anno, il 31% delle persone intervistate raccontava di non essere stata in grado di accantonare alcun risparmio alla fine del mese (e nei 12 mesi precedenti).

Questa percentuale è salita però al 41% a dicembre 2022.

Affrontare la quotidianità diventa quindi sempre più complicato:

il 37% del campione è dovuto ricorrere ai risparmi accumulati, arrivando a dover chiedere una mano ad amici e parenti nel 13% dei casi.

Per Altroconsumo “è preoccupante” che molte famiglie non riescano a onorare spese di prima necessità quali le bollette; infatti, per il 42% degli italiani è diventato praticamente un costo insostenibile.

Cambiano drasticamente le abitudini legate all’acquisto di cibo, il 20% delle persone compra meno prodotti alimentari: in particolar modo il 31% acquista meno carne e pesce, mentre il 16% riduce il consumo di frutta e verdura.

IL CAROVITA PENALIZZA LE FAMIGLIE PIU’ FRAGILI

I dati Altroconsumo confermano che il carovita penalizza ulteriormente le famiglie più fragili: il 44% di coloro che si trovano in una situazione economica già compromessa ha avvertito un “grande impatto negativo” sulla propria qualità di vita.

L’inflazione costringe gli italiani a cambiare i propri modelli di consumo, facendo necessariamente dei tagli: il 57% del campione analizzato afferma di aver rinunciato a molte attività culturali, mentre il 59% ha ridotto il budget destinato a viaggi e vacanze.

In questo contesto solo il 2% delle persone sostiene di non aver cambiato alcuna delle proprie abitudini né di aver tagliato le spese per il tempo libero. Inoltre, nel 56% dei casi i cambiamenti di stile di vita causati dall’aumento dei prezzi hanno avuto un impatto negativo sul benessere psicologico delle persone.

UN ALTA PERCENTUALE DI CITTADINI E’ CONVINTA CHE LE AZIENDE STIANO APPROFITTANDO DELL’INFLAZIONE

Un’alta percentuale di cittadini (78%) è convinta che le aziende stiano approfittando dell’inflazione per aumentare i loro profitti in maniera ingiustificata ed emerge inoltre uno stato di sfiducia sul ruolo delle istituzioni. Quasi metà del campione, il 48%, non crede che il Governo eserciti un controllo efficace per evitare che si verifichino aumenti ingiustificati di prodotti e servizi.

Nell’incertezza generale che caratterizza lo scenario attuale, emerge

un piccolo spiraglio di luce: gli italiani infatti dimostrano una

maggiore consapevolezza nel seguire comportamenti anti-spreco,

come ridurre il riscaldamento in casa, utilizzare gli elettrodomestici a pieno carico e con programmi eco.

Il 72% degli intervistati ritiene di essere più informato su questi temi

e il 68% afferma di voler continuare in questo senso, anche quando l’emergenza energetica sarà terminata.

Inoltre, il 44% dei consumatori ha preso almeno un’iniziativa per migliorare il risparmio energetico in casa, come installare pompe di calore o pannelli solari.

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Frutta e verdura biologiche nel paniere dell’Istat

Frutta e verdura biologiche entrano nel paniere dell’Istat a conferma di una sempre maggiore attenzione da parte dei consumatori verso la sostenibilità nel piatto. Nove famiglie italiane su dieci (89%) hanno acquistato almeno una volta prodotti biologici nell’ultimo anno. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Nielsen diffusa in occasione dell’aggiornamento da parte dell’Istat dell’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo nel 2023. La lista di ortofrutta bio “new entry” comprende arance, mandarini, limoni, banane, mele, pere, pesche, kiwi, pomodori da insalata, melanzane, zucchine, peperoni, carote, cipolle.

Frutta e verdure biologiche per oltre 3,9 miliardi di euro

Il valore degli acquisti di prodotti biologici ha raggiunto la cifra di oltre 3,9 miliardi di euro, con la grande distribuzione a rappresentare il canale di vendita principale anche se a registrare il maggior incremento delle vendite (+5%) sono i mercati contadini assieme a gas e piccoli negozi. A spingere il fenomeno bio è la leadership dell’Italia a livello europeo con 86mila imprese e il 17% della superficie coltivata a bio contro una media Ue del 9%.

Superfice coltivata a bio raddoppiata negli ultimi 10 anni

Nello spazio di dieci anni la superficie coltivata a bio è praticamente raddoppiata (+99%) salendo alla cifra record di quasi 2,2 milioni di ettari, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea, e arrivando molto vicino agli obiettivi previsti dalla strategia Ue per il cibo “Farm to Fork”, che prevede di portare le superfici bio europee al 25% entro il 2030. Ma in un momento di crisi energetica l’agricoltura biologica consente anche di tagliare di un terzo i consumi energetici attraverso l’utilizzo di tecniche meno intensive, le filiere corte e la rinuncia ai concimi chimici di sintesi prodotti con l’uso di gas.

Uso di sostanze 100% Made in Italy

Si va dall’uso di sostanze naturali e 100% Made in Italy per concimare i terreni e sostituire i fertilizzanti dall’estero, rincarati con un effetto valanga sulla spesa delle famiglie, al riutilizzo degli scarti di produzione (foglie, gusci, paglia, ecc.) per garantire energia pulita, fino al potenziamento delle filiere corte con la vendita diretta che abbatte i trasporti. In questo modo si riesce a ridurre i consumi di energia in media del 30% rispetto all’agricoltura tradizionale.

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Imprese: a Roma nel 2022 aumentate al ritmo più alto in Italia

In un anno non facile per l’economia italiana a causa soprattutto del perdurare della guerra in Ucraina e dell’elevato tasso di inflazione e

in uno scenario che rischia di volgere al negativo, Roma e il Lazio mostrano dei dati economici incoraggianti.

La Capitale, nel 2022, ha registrato il miglior tasso di crescita nazionale (+1,77%, più che doppio rispetto alla media nazionale del +0,79%). L’anno scorso, a Roma, ci sono state 26.564 iscrizioni a fronte di 18.565 cessazioni per un saldo attivo di +7.999 imprese.

Il numero totale delle imprese registrate a fine dicembre 2022, a Roma

e provincia, è pari a 450.825 unità.

IL LAZIO E’ LA PRIMA REGIONE ITALIANA PER TASSO DI CRESCITA DELLE IMPRESE

Dati, quelli della Capitale, che aiutano il Lazio a essere la prima

regione italiana per tasso di crescita delle imprese (+1,55%) e seconda (dopo la Lombardia) per saldo attivo: +9.526 nel 2022 (34.480 le iscrizioni a fronte di 24.954 cessazioni).

Questo è quanto emerge dal report Movimprese diffuso oggi.

TAGLIAVANTI: ORA FAVORIRE NUOVO CICLO DI INVESTIMENTI

“Pur in una situazione generale socio-politica che va sempre

osservata con grande cautela e attenzione e in un quadro economico globale di forte imprevedibilità, i dati diffusi oggi dalla rilevazione

di Unioncamere/Infocamere – sottolinea il Presidente della Camera

di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti – confermano una

tenace dinamicità del nostro tessuto produttivo e una diffusa capacità delle imprese di adattarsi alle mutevoli condizioni del mercato economico. Roma nel 2022, con un tasso di crescita delle imprese pari all’1,77%, è la città che ha fatto meglio a livello nazionale e questo, visti anche i dati del Lazio, ci deve indurre a un certo ottimismo, ma naturalmente non bisogna adagiarsi e insistere nelle azioni di supporto al tessuto produttivo locale Abbiamo davanti a noi due grandi appuntamenti internazionali: il Giubileo del 2025 che dovremo gestire al meglio e l’Expo 2030 che – in caso di aggiudicazione – potrebbe rappresentare un’occasione unica di rilancio economico non solo per Roma, ma per tutto il Paese.

Dobbiamo fare un passo avanti e avere una nuova visione di crescita, sviluppo e inclusione sociale.

E’ necessario – conclude Tagliavanti – favorire un nuovo ciclo di investimenti, invertendo la tendenza degli ultimi anni e le ingenti risorse del Pnrr possono essere la leva giusta per scardinare lo scenario fin qui disegnato: sarà fondamentale avere la capacità di saperle gestire nell’interesse di tutti”.

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Prima sperimentazione per la tracciabilità del settore vinicolo

Prima sperimentazione di un sistema di anticontraffazione e tracciabilità per tutto il settore vitivinicolo ad indicazione geografica tipica (IGT), con l’avvio di una significativa intesa tra Coldiretti, Sannio Consorzio Tutela Vini, Agroqualità e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Intesa siglata a Palazzo Rospigliosi a Roma alla presenza, dei Presidenti di Coldiretti, Ettore Prandini, e del Sannio Consorzio Tutela Vini, Libero Rillo, degli Amministratori Delegati di Agroqualità, Enrico De Micheli, e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Francesca Reich.

Prima collaborazione con Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato

Con l’obiettivo di valorizzare e rafforzare i sistemi di sicurezza e garanzia del settore IGT, il Consorzio ha deciso di adottare, per primo, il modello di anticontraffazione e tracciabilità realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. L’accordo di collaborazione, di durata triennale, è incentrato sull’impiego da parte di tutti i produttori della denominazione del Benevento IGT di un sistema di sicurezza e garanzia costituito dall’applicazione di un sigillo antifrode sulle bottiglie di vino.

App Trust your Wine®

Ad integrazione della sicurezza fisica, la soluzione offerta attraverso l’utilizzo dell’app – Trust your Wine®, permette al consumatore di ottenere informazioni a garanzia della qualità certificata del prodotto, della Filiera e del territorio di origine aprendo uno spazio di comunicazione diretto ed innovativo fra produttore e consumatore.

Prandini: “Combattere contraffazione”

«Il vino Made in Italy è uno dei nostri migliori ambasciatori nel mondo come dimostra il record storico per le esportazioni che a livello globale hanno sfiorato gli 8 miliardi di euro nel 2022 grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero. A trainare il successo del vino italiano è la continua ricerca della qualità che va comunicata con la trasparenza in etichetta e l’informazione al consumatore per combattere le contraffazioni e garantire la tracciabilità», afferma il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini.