Il prossimo weekend, nella notte tra il 29 e il 30 ottobre torna
l’ora solare: questo significa che dovremo portare indietro di
un’ora le lancette dell’orologio. Non una buona notizia, almeno quest’anno: significa che dovremo consumare più energia.
Anche per questo l’Unione europea si è espressa in materia,
lasciando libertà agli Stati di valutare l’adozione di una sola tipologia di orario, solare o legale.
I VANTAGGI ENERGETICI
Adottare l’ora legale comporta alcuni vantaggi, soprattutto energetici, che non si possono trascurare:
gli ultimi dati raccolti risalgono al 2020 ma i numeri dicono
che grazie all’ora legale (giornate più lunghe, perciò più luce) il risparmio è stato di circa 400 milioni di kWh di energia, il consumo medio annuo di elettricità di circa 150mila famiglie.
Da non trascurare i benefici ambientali: 250mila tonnellate di CO2 nell’atmosfera.
Ultimo, ma non meno importante, è il risparmio in termini monetari: circa 66 milioni di euro.
Terna, società di diffusione della rete elettrica nazionale, ha stimato
che anche i prossimi dati ricavati dal 2021 indicheranno
un risparmio economico in linea con quello degli anni passati.
Dal 2004 al 2020 grazie all’ora legale, lo Stato italiano ha risparmiato circa 10 miliardi di kWh ovvero 1 miliardo e 720 milioni di euro.
LE CONSEGUENZE PER LA SALUTE
Non manca però chi evidenzia i problemi legati alla salute che il cambiamento dell’ora impone.
In America, il passaggio tra ora solare e ora legale è stato collegato a una riduzione della produttività lavorativa, aumento dell’incidenza di infarti e ictus, e una maggiore probabilità di incidenti stradali.
Secondo Annamaria Colao, Presidente Sie e Ordinario di endocrinologia all’università Federico II di Napoli, “oggi ad ovest si dorme 20 minuti in meno a notte, per un totale di 115 ore in meno all’anno: così è più probabile avere un sonno insufficiente che si traduce, oltre che in un calo del 3% della produttività, in una probabilità dell’11% più alta di essere in sovrappeso e del 21% di andare incontro a obesità e diabete.
Anche il rischio di attacchi cardiaci sale del 19% mentre quello di tumore al seno cresce del 5%.
Secondo l’opinione della professoressa Colao espressa in un’intervista su Wired, “è possibile che abbia addirittura più benefici per la salute rendere permanente l’ora solare, che almeno sulla carta sembra più in sincrono con il nostro orologio biologico.
Di certo però è giunto il momento di interrogarsi sull’opportunità di scegliere un orario fisso tutto l’anno”
Le serate più luminose sarebbero meno affini all’orologio biologico del nostro organismo, che di sera ha bisogno del buio per produrre melatonina e garantirsi riposo.
IL PARLAMENTO EUROPEO TRA ORA SOLARE E LEGALE
Già nel 2019 il Parlamento europeo ha approvato una direttiva che abolisce il passaggio annuale tra ora solare e ora legale, rinviando ai singoli Stati la scelta di uno o l’altro orario lungo tutto l’anno.
In teoria, le nuove regole sarebbero dovute entrare in vigore dal 2021 ma, a causa della pandemia, la situazione resta bloccata tra
Consiglio europeo e Commissione europea.
Molti credono che la questione sia legata alla tensione presente tra Irlanda e Regno Unito, in particolare sul confine dell’Ulster.
Come riporta un’indagine commissionata dal governo irlandese, l’80% dei cittadini è contrario a qualunque misura che possa portare ad avere fusi orari differenti ai due lati del confine.
Per questo in molti preferiscono rinviare sine die il problema, con buona pace delle bollette, sempre piu’ alte.