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Covid oggi Lazio, 11.715 contagi e 41 morti. A Roma 4.931 casi

Sono 11.715 i nuovi contagi covid oggi 4 febbraio nel Lazio, secondo i dati dell’ultimo bollettino. Si registrano altri 41 morti.

A Roma i casi registrati sono 4.931. “Oggi nel Lazio su 24.501 tamponi molecolari e 82.919 tamponi antigenici per un totale di 107.420 tamponi, si registrano 11.715 nuovi casi positivi (+103), con un recupero di 1.169 notifiche in ritardo a Latina, e sono 41 i decessi (+15) con un recupero di notifiche, 2.077 i ricoverati (-27), 196 le terapie intensive (+4) e 4.605 i guariti.

Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10,9%. I casi a Roma città sono a quota 4.931. Continua il trend in discesa dei casi su base settimanale”.

A fare il punto è l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, al termine dell’odierna videoconferenza della task-force regionale per Covid-19 con i direttori generali delle Asl e aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Questa la situazione nel dettaglio.

Asl Roma 1: sono 1.686 i nuovi casi e 5 i decessi nelle ultime 24 ore. Asl Roma 2: sono 1.859 i nuovi casi e 8 i decessi nelle ultime 24h.

Asl Roma 3: sono 1.386 i nuovi casi e 6 i decessi nelle ultime 24h. Asl Roma 4: sono 515 i nuovi casi e 5 i decessi nelle ultime 24h.

Asl Roma 5: sono 931 i nuovi casi e 7 i decessi nelle ultime 24h.

Asl Roma 6: sono 1.462 i nuovi casi e 6 i decessi nelle ultime 24h.

Nelle province si registrano 3.876 nuovi casi.

Asl di Frosinone: sono 748 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24 ore. Asl di Latina: sono 2.052 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24h.

Asl di Rieti: sono 490 i nuovi casi e 0 i decessi nelle ultime 24h.

Asl di Viterbo: sono 586 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h.

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Covid Italia, Costa: “Da 11 febbraio via mascherine all’aperto e possibile apertura discoteche”

Stato di emergenza Covid in Italia, mascherine all’aperto, riapertura discoteche, ritorno ai concerti. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ne parla ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio 1. “L’obiettivo è quello di assolutamente non prorogare lo stato di emergenza il 31 marzo e per quel periodo tornare alla normalità” ribadisce il sottosegretario alla Salute.

E “gradualmente si arriverà a togliere le mascherine, in un momento molto prossimo all’aperto, e poi anche al chiuso.

Credo che, con i dati” dell’andamento di Covid “positivi, quelle all’aperto si dovrebbero togliere dall’11 febbraio: questo è un obiettivo che possiamo sicuramente darci” dice Costa.

Inoltre “se i dati continueranno a essere positivi – aggiunge – in poche settimane si potranno riaprire anche le discoteche.

Anche entro il prossimo weekend? “Valuteremo come abbiamo sempre fatto – risponde il sottosegretario alla Salute – Non mi sento di escludere che alla fine di questa proroga si possa dare in automatico una risposta anche alle discoteche”.

Quando potranno tenersi nuovamente i concerti?

“I dati” dell’andamento di Covid-19 “sono positivi” e “ci fanno guardare al futuro con fiducia.

Dobbiamo proseguire con la campagna di vaccinazione”, ma “è ragionevole pensare che febbraio possa essere il mese in cui quei settori che non hanno avuto risposte potranno averne” dice Costa.

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Segnali di ripresa per l’agroalimentare grazie a “Lazio Km zero”

Devastanti le conseguenze delle chiusure e delle restrizioni imposte alla ristorazione per contenere i contagi da Covid-19, con quasi 5 milioni di cibi e vini invenduti solo nel 2021 nella Penisola.

Bilancio da analisi di Coldiretti

È il bilancio che emerge da un’analisi di Coldiretti nel tracciare le ripercussioni sull’intera filiera agroalimentare Made in Italy, rispetto al periodo precedente alla pandemia. Un trend che continua a peggiorare con bar, trattorie, pizzerie, ristoranti e agriturismi deserti a causa della ripresa dei contagi nel 2022.

Difficoltà prolungate dalla variante Omicron

«Difficoltà che sono state prolungate dalla diffusione della variante Omicron – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – e aggravate dal balzo dei prezzi energetici, che ha fatto impennare i costi di produzione in campi, stalle, serre e cantine. Il calo dei casi positivi registrati in questo ultimo periodo apre, però, a scenari di ripresa che la nostra regione ha saputo cogliere, andando incontro proprio al settore della ristorazione e dell’industria con il bando “Lazio KM zero”».

Nuova misura della Regione Lazio importante aiuto

La nuova misura finanziata dalla Regione Lazio nell’ambito del sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dalla pandemia, rappresenta un aiuto per le attività di ristorazione, dell’industria, del commercio alimentare e delle bevande, che utilizzano o somministrano prodotti del territorio regionale. Difficoltà che a cascata riguardano anche le industrie alimentari e le aziende agricole lungo la filiera, impegnate a garantire le forniture e i posti di lavoro dei loro dipendenti.

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Medici extra UE, manifestazione d’interesse al San Giovanni Addolorata

È l’Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata la prima della Regione Lazio a bandire una manifestazione di interesse per il reclutamento di medici stranieri extra UE grazie all’accordo sottoscritto dalla Regione con AMSI (Associazione Medici di origine Straniera in Italia), che va nella direzione di integrare i professionisti stranieri cittadini di Paesi extra UE.

«Apriamo al reclutamento temporaneo del personale medico anche tra i cittadini di Paesi extra UE che siano titolari di permesso di soggiorno e che siano iscritti ad Ordini professionali del nostro Paese, che quindi già esercitano la professione medica e conoscono la lingua italiana. È una grande opportunità in un momento di emergenza. Si tratta di una platea professionalmente preparata a cui fino ad oggi era precluso l’accesso nel sistema pubblico», ha commentato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

«Innegabile è al giorno d’oggi la carenza di medici in tutte le strutture sanitarie del Lazio e del Paese in generale, a causa anche della pioggia di pensionamenti e alla contingenza pandemica, ma altrettanto vero è che la strada non può essere solo ed esclusivamente quella di attingere all’estero per trovare nuovi professionisti». Lo scrive in una nota il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini, membro della Commissione Sanità, commentando il via alle assunzioni di medici stranieri all’Ospedale San Giovanni.

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A Roma protestano le guardie giurate: l’8 febbraio mobilitazione

Scioperano gli addetti alla vigilanza armata e servizi fiduciari di Roma. Martedì 8 febbraio incroceranno le braccia i lavoratori e le lavoratrici delle aziende Cosmopol,

Poliziotto notturno e Ivu che nella Capitale contano circa 500 dipendenti.

Si tratta di guardie particolari giurate e sicurezza non armata presenti in sedi istituzionali, grandi aziende e siti archeologici: così luoghi come Ministero degli Esteri, Colosseo, Eni, Acea, Enea Sogin e Università Sapienza quel giorno rischiano di rimanere con le guardiole scoperte. 

Sciopero addetti vigilanza armata e servizi fiduciari

Una mobilitazione indetta “per chiedere il rispetto dei diritti dei lavoratori, contenuti in precisi accordi sottoscritti dalle aziende stesse” – scrivono in una nota congiunta Filcams Cgil Roma Lazio, Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti e Uiltucs Roma e Lazio.

Il presidio di protesta si terrà in Piazza Ss Apostoli, sotto la sede della Prefettura di Roma, a partire dalle ore 10. 

I sindacati: “Turni massacranti e mancato riconoscimento dei diritti”

I sindacati chiedono la corretta applicazione delle regole contrattuali per persone operative in un comparto ad alto rischio.

Tra i punti sotto accusa: il mancato versamento dei contributi destinati alla pensione integrativa, la mancata erogazione dell’assegno familiare agli aventi diritto, la mancata iscrizione dei lavoratori al fondo di assistenza sanitaria integrativa. “A ciò si aggiungono altri elementi, quali il mancato riconoscimento degli scatti di anzianità, dei livelli di inquadramento corretti in relazione alla professionalità e dell’ad personam a chi ne ha diritto”- scrivono le organizzazioni sindacali sottolineando come ai lavoratori non sia nemmeno erogato il rimborso relativo alle esercitazioni obbligatorie al poligono di tiro, al rinnovo dei titoli e alle visite mediche.

“Sotto il profilo normativo – dicono – ci troviamo di fronte a turni di lavoro che, compresa la prestazione straordinaria, superano le 48 ore settimanali, alla mancata erogazione dei permessi maturati e non goduti degli anni precedenti e all’alto residuo di ferie degli anni precedenti”. 

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Legambiente, Roma all’ottavo posto in Italia per lo smog

I motori diesel stanno inquinando l’aria della capitale: Roma è fra le dieci città più inquinate di Italia per la presenza di biossido di azoto, per la precisione è ottava. In media l’aria della capitale contiene 33 microgrammi di No2 – appunto biossido di azoto – per ogni metro cubo di aria: secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità dovrebbe contenerne massimo 10 microgrammi.

A lanciare il grido d’allarme è il rapporto di Legambiente “Mal’aria”, basato sui dati statistici e scientifici dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Quali sono i quartieri e le vie più inquinate della capitale?

In base al report di Legambiente e alle centraline dell’Arpa, il più inquinato da biossido di azoto è Eur Fermi dove la media annuale di No2 è di 47 mg (microgrammi) per ogni m3 di aria.

Poi c’è la zona di corso Francia, dove la presenza di No2 è di 43 mg per m3, via Magna Grecia con 36 mg per m3, via Tiburtina con 35 mg per m3, via Cipro e via Bufalotta con 32 mg per m3, Largo Arenula con 30 mg per m3, infine via Cinecittà con 27, Largo Preneste con 26, viale Cavalieri con 23, persino l’area di Villa Ada presenta 21 mg per ogni m3 di aria.

A sorpresa via di Malagrotta registra 16 microgrammi di biossido di azoto per ogni metro cibo di aria, comunque ampiamente sopra il limite indicato dai medici dell’Oms che è di 10 mg per m3.

Al contrario il quadrante più inquinato da No2 è quello compreso fra quartieri Tiburtino, Don Bosco, Casilino, Prenestina, Tuscolana, Appia: che del resto è il quadrante più antropizzato e popoloso.

Il biossido di azoto, che è un gas irritante e nocivo e può dare problemi agli alveari polmonari e rimane al suolo perché pesa poco più dell’aria. È portato soprattutto dalle vetture a motore diesel e non ha una causa diretta con i riscaldamenti.

“I dati del biossido di azoto nell’aria mettono Roma tra le peggiori situazioni in Italia: questo gas è sprigionato da motori a combustione diesel ed è irritante e velenoso per l’apparato respiratorio e per gli occhi “, dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio, “è necessario ridurre l’enorme numero di autovetture circolanti e rilanciare il trasporto pubblico, la sharing mobility, la ciclabilità, le zone a traffico limitato e nuove aree ciclopedonali con percorsi di mobilità dolce attraverso i parchi romani.

L’agglomerato urbano di Roma e l’area della Valle del Sacco in provincia di Frosinone, sono peraltro tra i territori italiani responsabili delle multe europee per la qualità dell’aria”.

Rimane un allarme rosso anche sul tema delle polveri sottili presenti nell’aria a causa di caldaie, autoveicoli e motori ad autocombustione. Nel 2021 la capitale ha registrato 37 giornate in cui l’aria ha superato i livelli massimi di 50 mg per m3; dovrebbero essere 35 secondo la legge italiana.

Le vie dove nell’aria si concentra il maggior numero di polveri sottili sono la Tiburtina con una media annua di 30 mg per m3, Eur Fermi con 28 per m3, via della Bufalotta con 26, largo Preneste, Cinecittà e Malagrotta con 25, Castel di Guido con 20.

“La salute dei cittadini è stata messa sistematicamente a rischio per le elevate concentrazioni degli inquinanti atmosferici”, spiega Andrea Minutolo responsabile scientifico di Legambiente.

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Sciopero a Roma: domani a rischio bus, treni e metro.

Domani, venerdì 4 febbraio, sarà giornata di sciopero del trasporto pubblico.

La protesta, indetta dal sindacato Usb a livello nazionale, sarà di 4 ore. L’agitazione è programmata dalle 8:30 alle 12:30.

A Roma saranno interessate la rete Atac (bus, filobus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Nord e anche collegamenti dati da Atac in sub-affidamento ad altri operatori), e le linee bus gestite dalla Roma Tpl.

Possibili disagi anche sui collegamenti Cotral.

Durante le sciopero, nelle stazioni della rete metroferroviaria che resterannoeventualmente aperte, non sarà garantito il servizio di scale mobili, ascensori e montascale.

Le linee RomaTpl a rischio per lo sciopero del 4 febbraio

Ecco l’elenco completo delle linee bus interessate dallo sciopero: 08, 011, 013, 013D, 017, 018, 022, 023, 024, 025, 027, 028, 030, 031, 032, 033, 035, 036, 037, 039, 040, 041, 042, 048, 049, 051, 053, 054, 055, 056, 057, 059, 066, 074, 078, 081, 086, 088, 135, 146, 213, 218, 226, 235, 314, 339, 340, 343, 349, 404, 437, 441, 444, 445, 447, 502, 503, 505, 541, 543, 546, 548, 552, 555, 557, 657, 660, 663, 665, 701, 702, 710, 711, 721, 763, 763L, 764, 767, 771, 777, 778, 787, 789, 808, 889, 892, 907, 908, 912, 982, 985, 992, 993, 998, 999, C1 e C19. 

Le altre aree interessate

La protesta di venerdì potrà comportare anche alcune riduzioni di orario nelle attività al pubblico di Roma Servizi per la Mobilità, come lo sportello permessi di piazzale degli Archivi (i servizi potranno non essere garantiti a partire dalle 12, fini alle 11,30 è previsto l’ingresso degli utenti che hanno preso appuntamento) il contact center infomobilità 0657003 (potrebbe non essere attivo a partire dalle 14).

Nel corso dell’agitazione, non sarà garantito il servizio delle biglietterie; i parcheggi di interscambio resteranno aperti. Il servizio delle biglietterie on-line resta sempre attivo.

Le motivazioni dello sciopero

“Per la non volontà da parte del Governo di programmare un serio e credibile piano economico di investimento mirato al superamento della criticità strutturale dei servizi pubblici essenziali del Paese quali trasporti, scuola e sanità già di per sé evidenti nella fase pre-pandemica; per interrompere l’ossessionante e vizioso criterio che vece bruciare fior di soldi pubblici attraverso appalti e subappalti ad aziende che offrono servizi di scarsa qualità e lavoro sottopagato garantendo loro profumati profitti”, così l’Usb.

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Bollettino Covid Lazio:11.612 casi. I guariti superano i nuovi positivi

Oggi nel Lazio su 24.174 tamponi molecolari e 77.402 tamponi antigenici per un totale di 101.576 tamponi, si registrano 11.612 nuovi casi positivi al Covid (+1.052), sono 26 i decessi ( = ), 2.104 i ricoverati (+15), 192 le terapie intensive (-4) e +13.761 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 11,4%. I casi a Roma città sono a quota 5.433.

I guariti superano i nuovi casi e si registra un calo dell’incidenza. Rispetto a stesso giorno di una settimana fa sono 1.865 i casi in meno. A Palestrina aprirà un nuovo centro vaccinale pediatrico per la fascia 5-11 anni.

Ieri gli operatori della Asl sono andati a domicilio per il primo vaccino di nonna Giuseppina, 107 anni a Maranola in provincia di Latina.

È una delle vaccinate più anziane alla quale va un grande abbraccio’

Sono 281.167 le persone attualmente positive al Covid 19 nel Lazio, di cui 2.104 ricoverati, 192 in terapia intensiva e 278.781 in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 625.684 e i morti 9.900 su un totale di 916.661 casi esaminati, secondo il bollettino di oggi della Regione Lazio.

Asl Roma 1: sono 1.845 i nuovi casi e 5 i decessi nelle ultime 24h.
Asl Roma 2: sono 2.189 i nuovi casi e 3 i decessi nelle ultime 24h.

Asl Roma 3: sono 1.399 i nuovi casi e 1 decesso nelle ultime 24h.
Asl Roma 4: sono 1.022 i nuovi casi e 3 i decessi nelle ultime 24h.
Asl Roma 5: sono 980 i nuovi casi e 3 i decessi nelle ultime 24h.
Asl Roma 6: sono 1.214 i nuovi casi e 5 i decessi nelle ultime 24h.

Nelle province si registrano 2.963 nuovi casi:

Asl di Frosinone: sono 798 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h.
Asl di Latina: sono 1.231 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h.
Asl di Rieti: sono 270 i nuovi casi e 0 i decessi nelle ultime 24h.
Asl di Viterbo: sono 664 i nuovi casi e 2 i decessi nelle ultime 24h.

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Maturità 2022: Venerdì 4 febbraio il corteo degli studenti a Roma

Domani a Roma alle 10.00 i licei si sono dati appuntamento a Piramide, per manifestare contro il “nuovo” formato dell’esame di maturità, direzione Miur.

Due scritti (tema e prova d’indirizzo) più orale: il 22 giugno 2022 partirà l’esame di Stato per la Maturità con queste nuove regole, e scoppia la polemica. Alla fine il Ministero ha deciso lo svolgimento dell’esame di Stato per la scuola secondaria: tornano le prove scritte, e gli studenti non ci stanno. 

Il motivo per cui i liceandi non hanno preso bene questa nuova versione dell’esame è evidente: dopo 2 anni di esame svolto solamente orale, quest’anno si torna alle origini, sempre con commissione composta dai propri prof. 

E, dopo che molti licei hanno annunciato una mobilitazione nazionale il 4 febbraio, tantissimi altri approfittano intanto dei social network per indirizzare commenti non proprio soft contro il nuovo esame e soprattutto contro il ministro Bianchi, artefice dei cambiamenti della Maturità 2022.

Il grido è comune: non è giusto che il ministro non tenga conto di questi ultimi 3 anni passati in maggioranza in Dad. 

«Il ministro Bianchi, come se nulla fosse, ha annunciato il ritorno degli scritti all’esame di maturità 2022, di cui una prova di italiano e la seconda prova sulla materia d’indirizzo.

Non solo il Ministro non si è degnato di ascoltare le richieste delle migliaia di studenti in protesta da mesi per un rientro in sicurezza e per una scuola diversa, ma ora vuole mettere in crisi anche migliaia di maturandi in tutta Italia. Noi non ci stiamo.

Per l’ennesima volta torneremo a bussare alle porte del vostro Ministero dell’Istruzione blindato e lo faremo con la rabbia e la determinazione che ci contraddistingue». Con queste parole gli esponenti del movimento studentesco romano La Lupa lanciano l’appuntamento per manifestare.  

Gli studenti sembrano irremomovibili: «Riempiremo le strade e le piazze di tutte le città di questo paese fino a che il ministero non tornerà sui suoi passi».

L’accusa che i maturandi fanno alle istituzioni è quella di «incasellarci in dei numeri, piuttosto che accompagnarci in un percorso di apprendimento.

Siete stati sordi alle nostre richieste dall’inizio dell’anno – continua la Rete ricordando le occupazioni e i cortei che hanno caratterizzato l’autunno caldo della Capitale -, ci avete riconsegnato una scuola piena di incertezze, volete che affrontiamo la maturità come se non avessi passato i due anni peggiori della nostra vita.

Questa volta, però, non faremo un passo indietro». Viene lanciata così una mobilitazione nazionale fissata venerdì 4 febbraio a Roma, con scuole invitate a scioperi e sit-in in ogni quartiere ma soprattutto a partecipare al corteo che partirà alle 10 da Piramide per dirigersi al Miur.

La battaglia è annunciata: «Saremo sotto al Ministero dell’Istruzione e nelle piazze del Paese», dice Tommaso Biancuzzi della Rete degli studenti medi: «Abbiamo aspettato fin troppo: servivano certezze per gli studenti e non patiboli.

L’esame così rischia di essere una condanna per tutti noi.

Vogliamo un esame senza scritti e con una tesina che ci permetta di elaborare, studiare e collegare quello che abbiamo imparato in questi anni. Basta giocare sulla nostra pelle». 

La decisione del Ministro Bianchi è un po’ una doccia gelata, fanno capire dalla Rete: «Ci si stava preparando ad una maturità più ‘soft’ – aggiunge Soffientini – e anche per i docenti potrebbe rappresentare una difficoltà ricalibrare il programma da qui a giugno date le nuove disposizioni».

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Covid:D’Amato,con misure Cdm verso fine stato emergenza

Quelle prese ieri in Consiglio dei Ministri “sono misure che aspettavamo e confermano che c’è una fase discendente.

Mi sembra che siano di buon senso e oramai la strada è tracciata: si va verso la fine dello stato di emergenza e progressivamente andranno anche allentate alcune misure che finora abbiamo utilizzato”.

Così l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, rientrando nella sede della giunta regionale, dopo un evento pubblico. “Sulla scuola è importante ciò che è stato fatto: semplifichi la vita alle famiglie, alle scuole stesse – ha aggiunto D’Amato -. Consente soprattutto, a chi è vaccinato, di rimanere in classe di evitare la dad e questo mi sembra un fatto così”.

In merito alle polemiche di una parte politica l’assessore ha sottolineato: “C’è un po’ di demagogia è chiaro che tutte le misure che sono state adottate per tutta la popolazione e vanno ad agevolare chi si è vaccinato, ma non può essere altrimenti.

D’altronde vale anche l’effetto opposto, ovvero, lasciare a casa chi si è vaccinato è ingiusto”.

Per cui “è una scelta che va fatta per difendere la salute e la scuola in presenza, attraverso la vaccinazione, per consentire ai ragazzi di avere la loro socialità e la loro formazione”.

Intanto c’è un dato confortante riguardo i dati che arrivano per la nostra Regione.

 “Abbiamo oltre 1000 casi in meno rispetto allo stesso giorno della scorsa settimana.

Per cui questo trend si va consolidando.

Per noi è un’ottima notizia perché porterà, nelle prossime due settimane, a un allentamento anche della pressione sulla rete ospedaliera”.

Così l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, rientrando nella sede della giunta regionale, al termine di un evento pubblico.