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Le Giornate Ginecologiche Lidensi il 14 e 15 marzo

Le Giornate Ginecologiche Lidensi è l’iniziativa promossa dalla ASL Roma 3 che quest’anno si svolge venerdì 14 e sabato 15 marzo presso l’Hotel isola Sacra Rome Airport di Fiumicino. L’evento si aprirà in ricordo di Giovanni Scambia, il luminare della ginecologia scomparso qualche giorno fa a Roma.

Partecipano alle Giornate

Partecipano tra gli altri Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, Alessio Nardini, Direttore Generale dell’Unità missione per il Pnrr del Ministero della Salute, Massimiliano Maselli, Assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio e Mario Ciampelli, Direttore UOC Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale G.B Grassi di Ostia. Seguiranno gli interventi di alcuni dei professionisti più noti e competenti del settore e che operano sul territorio.

Il professor Mario Ciampelli

«Un’occasione di confronto e studio tra addetti ai lavori ed esperti. Ginecologia, ginecologia chirurgica, diagnostica ecografica, patologia ostetrica, gestione della sala parto e delle patologie oncologiche: saranno diversi gli argomenti sui quali dibattere per capire come affrontare al meglio determinati percorsi e anche alcune specifiche patologie, quali cure offrire ai pazienti, le più adatte in base alle esigenze», ha spiegato Mario Ciampelli, Direttore UOC Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale G.B Grassi di Ostia.

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La “Carovana della Prevenzione” diventa Carovana del Giubileo

La “Carovana della Prevenzione” di Komen Italia è un programma nazionale itinerante di promozione della salute femminile che offre gratuitamente esami strumentali per la diagnosi precoce dei principali tumori di genere, in particolare a donne che vivono condizioni di fragilità sociale ed economica. Ad oggi, grazie alle 7 unità mobili ad alta tecnologia della Carovana della Prevenzione, sono state offerte queste opportunità di tutela della salute ad oltre 222.000 donne, raggiunte in modo continuativo negli istituti penitenziari, nei centri di accoglienza, nelle parrocchie e nei conventi e in altri luoghi di conforto del disagio sociale, tra cui l’“Ambulatorio della Misericordia” in Vaticano e le “Lavanderie di Papa Francesco”.

Avviata la Carovana del Giubileo

Per rafforzare l’inclusione sociale e la tutela della salute, è avviato questo nuovo progetto denominato “Carovana del Giubileo” che con il Patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione per il Giubileo 2025 unirà in un impegno comune a favore della salute femminile la Komen Italia, Roma Capitale, la Città Metropolitana di Roma Capitale, l’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola e la Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”.

Partenza l’8 marzo

Grazie a questa virtuosa unione di forze, durante l’anno giubilare a partire da sabato 8 marzo, verranno organizzate in tutti i Municipi di Roma e in numerosi Comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale 22 “Giornate di promozione della salute femminile” durante le quali saranno offerti gratuitamente e “a domicilio” esami clinici e strumentali di diagnosi precoce dei principali tumori femminili ad oltre 3.000 donne fragili e/o pellegrine che parteciperanno alle iniziative giubilari. La scelta di dare avvio al programma l’8 marzo, Giornata internazionale della donna e del Giubileo del Mondo del Volontariato, ha un alto valore simbolico per la Komen Italia che, come Ente del Terzo Settore, basa la sua forza proprio sull’impegno generoso di migliaia di volontari, insieme ai quali ha realizzato per oltre 25 anni importanti progetti di tutela della salute femminile.

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Oasi in ospedale WWF inaugurata al Bambino Gesù di Passoscuro

Oasi in ospedale WWF inaugurata presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, IRCCS Centro Cure palliative a Passoscuro (Fiumicino), struttura della Santa Sede. È un nuovo spazio naturale che permetterà di inserire il contatto con la natura nei percorsi di cura dei piccoli e giovani pazienti, e di favorire momenti di tranquillità e socializzazione per pazienti e famiglie. Si tratta della quinta Oasi in Ospedale realizzata dal WWF in Italia, dopo quelle già attivate nei mesi scorsi a Palermo, Bari, Padova e Napoli. L’Oasi in Ospedale di Passoscuro, sul modello delle altre già realizzate, è un’area verde con alberi, un giardino per le farfalle, siepi, uno stagno, piante aromatiche, casette nido e mangiatoie per uccelli. Gli spazi sono progettati includendo, oltre gli obiettivi educativi, anche quelli terapeutici.

Oasi e non solo

All’Oasi in Ospedale è anche affiancato un carrello che trasporterà piccoli giardini portatili così da farne godere i pazienti che non possono accedere all’Oasi. Inoltre, l’Oasi si propone come fonte di momenti di benessere psicofisico anche per le famiglie e i fratellini dei bimbi ricoverati, in un contesto difficile come quello che vive chi ha un proprio caro ricoverato in un ospedale di cure palliative. L’Oasi in Ospedale è un vero e proprio laboratorio all’aperto dove osservare, conoscere e imparare a prendersi cura della Natura, sia per momenti di relax che favoriscano il benessere psicofisico, sia per svolgere attività terapeutiche. L’Oasi in Ospedale di Passoscuro potrà essere utilizzata, in media, in un anno, da oltre 1000 persone. L’iniziativa prevede la formazione del personale aziendale coinvolto nel progetto a cura dell’Ufficio Educazione e Formazione del WWF Italia, con la partecipazione del WWF locale.

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L’Ospedale Bambino Gesù nella classifica World’s Best Hospitals

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è stato inserito anche quest’anno nella classifica World’s Best Hospitals, l’elenco dei migliori ospedali al mondo stilato a partire dal 2019 dalla rivista statunitense Newsweek insieme a Statista, piattaforma di intelligence di dati globali.

Sesto ospedale nel ranking mondiale

Nel dettaglio, il Bambino Gesù è il miglior ospedale pediatrico d’Italia, 6° nel ranking mondiale delle strutture specialistiche. Primo ospedale in Italia in ambito pediatrico fin dal 2020, quest’anno il Bambino Gesù ha scalato tre posizioni, passando dal 9° posto a livello globale del 2024 alla 6^ posizione. Sempre nel 2025, inoltre, è l’unica struttura pediatrica italiana inserita nel top 25. La rivista statunitense Newsweek, attraverso la classificazione World’s Best Hospitals, giunta alla settima edizione, riconosce le migliori strutture sanitarie al mondo in base ad una metodologia di valutazione che considera le raccomandazioni ospedaliere, le esperienze dei pazienti e i KPI medici, ovvero indicatori chiave di prestazione come, ad esempio, la sicurezza del paziente, le misure igieniche e la qualità del trattamento.

La classifica 2025 di Newsweek

Nel 2025 la classifica Newsweek è stilata analizzando le performance dei 2.445 migliori ospedali distribuiti in 30 diversi Paesi del mondo. Questo riconoscimento si aggiunge alle certificazioni internazionali ottenute dall’Ospedale negli anni, tra queste l’accreditamento JCI come Centro Medico Accademico per l’intensa attività nel campo della formazione medica e della ricerca clinica e scientifica. Attualmente il Bambino Gesù è il primo Centro pediatrico in Europa per numero di affiliazioni (20 su 24) alle Reti di riferimento europee per le malattie rare (ERN) e gestisce una delle più ampie casistiche europee in tutte le specialità pediatriche registrando oltre 2,5 milioni di prestazioni ambulatoriali, 95.000 accessi al Pronto Soccorso e oltre 30.000 procedure chirurgiche all’anno.

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Il G8 del Lichen scleroatrofico è nato

Il G8 del Lichen scleroatrofico è nato. Un network coordinato dall’Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS (ISG), che riunisce i centri di riferimento accreditati del Lazio, gli esperti sul territorio e l’Associazione Nazionale pazienti LISCLEA.

Il G8 per un unico obiettivo

Queste realtà insieme lavorano per un unico obiettivo: contrastare una malattia rara, invisibile e invalidante, che colpisce in prevalenza le donne, anche bambine. Il Lichen scleroatrofico è una infiammazione cronica della pelle che colpisce soprattutto l’area genitale, causando una progressiva alterazione dell’anatomia. Nel 4-5% dei casi la malattia può evolvere in carcinoma squamocellulare. Per i pazienti colpiti da Lichen scleroatrofico ricevere una diagnosi precoce è di fondamentale importanza, anche se non facile, per bloccare i danni dell’infiammazione tramite trattamenti tempestivi e un follow-up multispecialistico a lungo termine.

Favorire la corretta gestione del Lichen

Sensibilizzare e favorire la corretta gestione della patologia è proprio la missione del nuovo forum G8. La prevalenza del lichen scleroatrofico (LSA) è dell’1-1,5%, con crescente aumento nella popolazione generale. In Italia colpisce 2 donne su 100, soprattutto in due fasi della vita: età pediatrica e postmenopausa. Si tratta di una malattia estremamente insidiosa, perché i sintomi nella fase iniziale possono essere confusi con altre malattie dermatologiche comuni. Il campanello d’allarme che in genere porta il paziente a rivolgersi a un medico è legato ai cambiamenti dell’aspetto dei genitali, il prurito, bruciore o dolore causati dall’infiammazione cronica.

Costruire reti per i percorsi di cura

Il Lichen per essere gestito al meglio necessita di avere a disposizione tante professionalità diverse, che non sono sempre presenti in un’unica realtà assistenziale, è quindi necessario costruire delle reti e aprirsi al territorio per garantire percorsi di cura più fluidi e coordinati. «Il neo nato G8 – ha dichiarato Alessandra Latini, Responsabile della Dermatologia MST/HIV, Malattie Tropicali e delle Migrazioni – ha lo scopo di raccogliere esperienze e testimonianze utili alla creazione di una rete multidisciplinare di strutture accreditate, che possano meglio rispondere alla crescente domanda di assistenza. Consideriamo prioritario definire chi sono i professionisti esperti sul LSA: dermatologi, chirurghi plastici, ginecologi, urologi, fisioterapisti e psicologi».

Aderenti al G8

Hanno aderito esperti dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Policlinici Universitari Gemelli e Sant’Andrea, Campus Biomedico Universitario, Centri LSA sul territorio e i volontari di LISCLEA. «Vogliamo – ha proseguito Latini – che il G8 diventi un modello assistenziale traslazionale esportabile, calato nella realtà del SSN odierno, finalizzato al superamento dei limiti scientifico-assistenziali, e che possa coinvolgere sempre nuove realtà territoriali, con l’unico fine comune di fornire una offerta assistenziale di eccellenza».

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L’Ospedale Bambino Gesù punto di riferimento per le malattie rare

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù rappresenta un punto di riferimento nazionale e internazionale per le malattie rare. Partecipa alla Rete Regionale delle Malattie Rare del Lazio e alle Reti di Riferimento Europee (ERN – European Reference Networks). La Rete Regionale del Lazio comprende 21 Istituti, i cui Centri sono dedicati alle malattie rare incluse nei LEA (921 gruppi/malattie rare). Attualmente, oltre 62.000 pazienti con malattie rare risultano iscritti nella Rete Regionale, di cui il 26% in età pediatrica.

Unità operativa dell’ospedale

Nel 2024, l’unità operativa di Malattie rare e genetica medica del Bambino Gesù diretta dal dottor Andrea Bartuli ha seguito 18.326 pazienti iscritti alla Rete. Tra il 2014 e il 2024, le unità di ricerca di Citogenomica Traslazionale guidata dal dottor Antonio Novelli e di Genetica Molecolare e Genomica Funzionale del dottor Marco Tartaglia hanno identificato circa 100 nuovi geni malattia. A livello europeo, il Bambino Gesù è il primo centro pediatrico in Europa per numero di affiliazioni alle ERN, con accreditamenti in 20 delle 24 reti attualmente attive. Le ERN riuniscono centri clinici di eccellenza selezionati sulla base della loro competenza specifica. Oggi, queste reti coinvolgono oltre 300 ospedali in 26 Paesi europei.

Il professore Dallapiccola

«Il Bambino Gesù da anni partecipa a numerose reti nazionali e internazionali dedicate alle malattie rare – afferma il professor Dallapiccola – Grazie a questa esperienza, abbiamo deciso di promuovere e coordinare la nascente “Rete Italiana delle Malattie Rare Non Diagnosticate”, alla quale hanno già aderito 24 Ospedali Italiani, tra cui 11 IRCCS, attivi in 14 Regioni, per creare un vero e proprio network nazionale di ambulatori dedicati all’ascolto e alla presa in carico dei malati rari senza diagnosi. Lavorare in rete permetterà di condividere metodologie e di armonizzare gli interventi e i protocolli; creare percorsi sociali e sanitari, offrendo valutazioni cliniche multidisciplinari e indagini avanzate strumentali e di laboratorio; proporre diagnosi cliniche funzionali, definendo le aree di maggiore fragilità e di massima attenzione, per offrire interventi clinici e terapeutici grado di garantire la migliore qualità di vita».

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Presentazione del 2° Rapporto One Health il 24 febbraio in Senato

Presentazione del 2° Rapporto One Health “La salute della città e dei territori”, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con l’Istituto Piepoli, lunedì 24 febbraio, alle ore 15, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato della Repubblica, in via della Dogana Vecchia 29. Lo studio analizza le prospettive di sviluppo delle aree urbane italiane entro il 2050, approfondendo temi come l’invecchiamento della popolazione e le trasformazioni sociali, economiche e culturali. Il tutto è stato affrontato nell’ottica del modello One Health, che offre un approccio integrato per gestire le sfide legate alla salute, all’urbanizzazione e alla sostenibilità con una visione globale e interdisciplinare.

Istituzioni alla presentazione

Interverranno tra gli altri all’evento: Vannia Gava, Viceministro all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica; Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Andrea Paganella, Segretario di Presidenza del Senato della Repubblica; Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e Vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici; Giancarlo Righini, Assessore Bilancio, Programmazione Economica, Agricoltura e Sovranità Alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste Regione Lazio; Barbara Acreman, Domenico Mastrolitto, Direttore Generale Campus Bio-Medico SpA e Marcello Fiori, Direttore Generale Inail. L’evento ha il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Regione Lazio e di Roma Capitale.

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Complesso intervento di Otorinolaringoiatria al San Filippo Neri

Un complesso intervento chirurgico, quello eseguito dalla Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Filippo Neri. Si tratta di un trattamento di impianto cocleare multielettrodo di ultima generazione, comunemente detto “orecchio bionico”, e contestuale trattamento di otite medica cronica in un paziente affetto da sordità profonda bilaterale. L’intervento è stato eseguito dall’equipe coordinata dal Dott. Ruscito, Primario della Otorinolaringoiatria dell’ospedale: i dottori Italo Cantore, Paolo De Carli, Francesca Cianfrone, Davide Fernandez, l’anestesista Lucio Paglione, gli infermieri strumentisti Valentina Rubicini e Marco Melucci.

Impianto già testato

L’impianto, già testato, sarà attivato tra circa 20 giorni, dopo un solo giorno di degenza e le necessarie cure postoperatorie, questo consentirà il ripristino della funzionalità uditiva. Il dispositivo consente infatti di stimolare elettricamente direttamente il nervo acustico in pazienti che hanno perso del tutto o quasi la funzionalità dell’orecchio, primo ed unico organo di senso “sostituibile” tramite un device impiantabile chirurgicamente.

Grande soddisfazione

«Una grande soddisfazione per tutti noi, con questo delicatissimo intervento di grande complessità, che unisce professionalità ed alta tecnologia, rendiamo la nostra offerta diagnostica ancora più ampia, un unicum nella nostra Regione a vantaggio di cittadini anche non residenti nel Lazio, sono oltre il 30% dei pazienti da noi sottoposti ad otochirurgia, e questo rende l’ospedale San Filippo Neri e la Azienda ancora più attrattiva, per questo ringrazio il Primario Dott. Ruscito e tutta la sua l’équipe di altissimo livello». Così il Direttore Generale, Giuseppe Quintavalle.

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‘Note di luce – quando la musica illumina’ il 24 febbraio

‘Note di luce – quando la musica illumina’, concerto di beneficienza organizzato dal Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, in collaborazione con l’Associazione “Oppo e le sue stanze Onlus”, giunge alla sua terza edizione il 24 febbraio.

Prendere parte a Note di luce

«Vi rinnoviamo anche quest’anno il nostro invito a prendere parte a questo evento musicale all’insegna della solidarietà, attraverso il quale vogliamo accendere i riflettori sull’importanza della prevenzione e della diagnosi tempestiva delle patologie oncologiche femminili. Il raccolto della serata andrà a supportare le attività cliniche e di ricerca della Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli», spiega il professor Giovanni Scambia, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, nonché ideatore della manifestazione ‘Note di Luce’.

Condotto da Carlo Conti

Squadra che vince non si cambia e infatti anche quest’anno il gala di beneficienza, che si terrà presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica ‘Ennio Morricone’, sarà condotto da Carlo Conti, reduce dai successi sanremesi, con la partecipazione di Annalisa Manduca. Una serata all’insegna della musica ma non solo, che vedrà la partecipazione di tanti amici, dalla giovane Angelica Stuppia, ad Arisa, Giuseppe Fiorello, Clementino, Ermal Meta, Fabrizio Moro e Paola Turci.

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La fabbrica del sorriso al Gemelli

La fabbrica del sorriso al Gemelli, con un convegno sulle nuove tecniche implantologiche. Restituire il sorriso, ma anche la possibilità di mangiare e di parlare bene, in poche ore, grazie a speciali tecniche che utilizzano innovative griglie di ancoraggio in titanio e speciali impianti. In questo modo, chirurghi maxillo-facciali e odontoiatri riescono a riabilitare il sorriso anche nei casi ritenuti un tempo impossibili da trattare per carenza di supporto osseo.

Creare la fabbrica del sorriso

E al Gemelli, il 22 febbraio prossimo un convegno fa dialogare tra loro le aziende produttrici delle nuove tecnologie e dei nuovi impianti con i professionisti di settore, per creare sinergie sul campo e co-progettare le soluzioni del futuro. Con il passare degli anni, in tutti noi si verifica un importante ‘riassorbimento’ delle ossa della mandibola e del mascellare superiore, quelle che albergano gli alveoli dei denti. Ma, anche tra i giovani, possono realizzarsi gravi atrofie del mascellare superiore, o della mandibola, in seguito a gravi infezioni, traumi o tumori. E qualunque ne sia la causa, non solo si arriva alla perdita dei denti, ma può diventare molto difficile posizionare impianti e protesi per mancanza di solidi punti di ancoraggio osseo.

Il professor Giulio Gasparini

«Finora – spiega il professor Giulio Gasparini, Associato di Chirurgia maxillo-facciale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Responsabile della UOS di Chirurgia periprotesica – il problema della mancanza di sostegno osseo per gli impianti, si risolveva solo facendo dei complessi e delicati innesti ossei, prelevati dallo stesso paziente. Si tratta tuttavia di interventi abbastanza importanti e con un esito non sempre sicuro, che quindi possono non garantire il ripristino di un buon punto di ancoraggio osseo. Gli impianti infatti devono essere alloggiati in una struttura ossea tridimensionale solida, perché sono come una vite che noi andiamo ad avvitare all’interno di un punto di ancoraggio resistente».

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