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Conferenza stampa della LILT: bilancio 2024 e obiettivi 2025

Conferenza stampa della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, durante la quale il presidente nazionale Francesco Schittulli ha tracciato un bilancio delle attività svolte nel 2024 e delineato gli obiettivi per il 2025. Nel corso dell’anno, la LILT ha rafforzato il proprio ruolo di riferimento nella prevenzione oncologica in Italia, lavorando instancabilmente per promuovere stili di vita sani, sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce, autentico salvavita, e sostenere la cultura della prevenzione.

Le iniziative del 2024 illustrate durante la conferenza stampa

Durante il 2024, la LILT è stata promotrice di numerose iniziative strategiche. Tra queste, si è da poco conclusa con grande successo la campagna LILT for MEN – Nastro Blu, dedicata alla sensibilizzazione sui tumori della sfera genitale maschile. Grazie alla collaborazione con le Leghe calcistiche, la Federazione Italiana Giuoco Calcio e all’impegno di Pierluigi Collina, ambasciatore LILT, è stato possibile utilizzare lo sport come potente veicolo di messaggi positivi, specie tra i giovani. Iniziative come questa confermano come la prevenzione non sia solo una scelta individuale, ma un valore collettivo, in grado di generare un cambiamento culturale.

Video Passaggio di Testimone

Si colloca proprio in questo ambito il video “Passaggio di Testimone”, realizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Giuoco Calcio, che è stato presentato durante la conferenza stampa. Protagonisti del video sono la calciatrice azzurra Elena Linari e il calciatore Alessandro Buongiorno, che attraverso il simbolico passaggio del pallone testimoniano il passaggio dalla campagna di sensibilizzazione per il tumore al seno a quella per i tumori della sfera genitale maschile, ribadendo l’importanza della prevenzione come strumento essenziale per la salute e il benessere.

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Cheratite da Acanthamoeba, dialogue meeting oggi a Roma

La ‘Cheratite da Acanthamoeba’ è una grave infezione oculare parassitaria, rara ma subdola, progressiva e dolorosa, che rappresenta una seria minaccia per la vista, soprattutto per quanti, praticando sport acquatici o attività natatorie, fanno contestualmente un uso improprio di
lenti a contatto. Se utilizzati in maniera errata, questi dispositivi medici rappresentano infatti la causa prevalente, nell’85 % dei casi, della contrazione di questa infezione, la cui virulenza, se non diagnosticata tempestivamente e adeguatamente contrastata, può condurre perfino alla perdita della vista.

Difesa dalla Cheratite da Acanthamoeba

Le uniche vere ed efficaci armi di difesa sarebbero la prevenzione, la diagnosi precoce e la terapia mirata, che però non sempre sono a portata di mano perché i suoi sintomi iniziali sono aspecifici e i clinici non sempre sono nelle condizioni di identificarli tempestivamente, intervenendo in modo mirato. Aumentare la conoscenza della patologia e la consapevolezza dei rischi ad essa connessi, ribadire il ruolo centrale della prevenzione, dare enfasi all’importanza di accedere a diagnosi precoce e alla nuova terapia mirata, stimolando contemporaneamente articolate e diffuse azioni informative sul corretto utilizzo delle lenti a contatto, sono gli obiettivi che hanno indotto la rivista di politica sanitaria ‘Italian Health Policy Brief’ a promuovere il Dialogue Meeting tenutosi oggi a Roma, a Palazzo Sturzo, sul tema ‘Conoscere e riconoscere la Cheratite da Acanthamoeba’, evento organizzato in collaborazione con l’Alleanza per l’Equità di Accesso alle Cure per le Malattie Oculari.

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CIRCE, progetto europeo a cui partecipa la ASL Roma 3, è partito oggi

CIRCE, il progetto europeo a cui partecipa la ASL Roma 3 per la promozione della salute in età pediatrica e in particolare di quella dei ragazzi di età compresa tra 8 e 12 anni, è partito ufficialmente questa mattina, nella Sala Consiliare del Comune di Fiumicino. L’iniziativa si sviluppa presso gli istituti scolastici di Fiumicino che aderiscono al progetto, dove una squadra dell’Azienda sanitaria composta da medico, infermiere, nutrizionista, psicologo, professionista sanitario e dell’educazione motoria, si occupa di promuovere attività diverse di informazione e sensibilizzazione sul tema della prevenzione e sulla promozione di stili di vita salutari.

Il motore del progetto CIRCE

Il progetto pilota si muove all’interno di una logica di Health Promotion Center, realizzato tra le scuole e la Casa della Salute di Palidoro a Fiumicino, vero motore del progetto europeo CIRCE- Joint Action, iniziativa di carattere internazionale che ha scelto come partner la ASL Roma 3 selezionandola tra diverse aziende sanitarie italiane. L’iniziativa prevede prima di tutto una serie di interventi educativi e formativi, come seminari, workshop e open day nelle scuole di Fiumicino rivolti, in primo luogo, alle famiglie e al personale scolastico. I primi incontri ci sono già stati al fine di coinvolgere la cittadinanza e ne seguiranno altri con l’obiettivo di allargare il più possibile la platea.

Secondo step del programma

Il secondo step del programma riguarda attività e colloqui individuali per sviluppare programmi personalizzati mirati a migliorare le abitudini alimentari e l’attività fisica dei ragazzi. All’incontro hanno partecipato il Sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, la dottoressa Daniela Sgroi, Direttore del Dipartimento Cure Primarie ASL Roma 3 e Responsabile Scientifico del Progetto CIRCE, e medici, psicologi e nutrizionisti della ASL Roma 3 Roberto Morello, Alessia Di Mario, Rita Massimino, Claudia Onori, Anna Maria Adriatico, Emanuela Corbari ed Antonio Fiore.

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La Carta della salute dell’occhio è promossa da Apmo

La Carta della salute dell’occhio è promossa da Apmo (Associazione Pazienti Malattie Oculari) e realizzata nell’ambito della campagna per la prevenzione e il trattamento dei disturbi e patologie oculari ‘La salute dei tuoi occhi non perderla di vista’, in collaborazione con Aimo (Associazione Italiana Medici Oculisti) e SISO (Società Italiana di Scienze Oftalmologiche), con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dell’Intergruppo parlamentare prevenzione e cura delle malattie degli occhi e anche di altre 18 tra associazioni dei pazienti e società scientifiche.

Carta presentata oggi a Roma

Il paper, presentato oggi nel corso di un evento nella Capitale, frutto di un intenso lavoro sinergico tra associazioni dei pazienti, società scientifiche, clinici, membri dell’Accademia, rappresentanti istituzionali, ed elaborato con la supervisione di un Board di elevato prestigio scientifico, fotografa l’attuale scenario assistenziale delle principali patologie degli occhi nel Paese, facendo emergere i progressi compiuti ma anche le criticità di sistema, configurandosi quale ‘Road Map’ dell’Oculistica nel nostro Paese.

Il Presidente APMO

«La Carta della salute dell’occhio – ha detto Francesco Bandello, Presidente APMO, Direttore Clinica Oculistica Università Vita-Salute San Raffaele di Milano – vuole spiegare a chiunque quali e cosa sono le malattie dell’occhio, qual è il loro impatto sulla vita e sui costi, quali benefici e vantaggi si possono ottenere con le cure e l’importanza della prevenzione e di regolari controlli della vista».

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Libro Bianco ‘HIV. Le parole per tornare a parlarne’ presentato a Roma

Libro Bianco ‘HIV. Le parole per tornare a parlarne’, presentato oggi a Roma in occasione dell’evento “HIV. Dalle parole alle azioni. Insieme per porre fine all’epidemia”. Il 14,5% degli italiani pensa ancora che sia sufficiente baciare una persona con HIV in modo appassionato per contrarre il virus. L’11,8% vede il rischio nell’usare i bagni in comune con persone con HIV, il 16,6% nell’essere punti da una zanzara che prima ha punto una persona con HIV o respirare l’aria respirata da una persona con HIV (5,2%). Numeri che dimostrano come ci sia ancora confusione sulla trasmissione del virus. Eppure, il 57,3% degli italiani afferma di essere molto o abbastanza informato sul tema dell’HIV, ma solo il 10,6% afferma di saperne ‘molto’.

Il libro bianco sottolinea la sottovalutazione del pericolo

Questa scarsa consapevolezza, però, porta a sottovalutare il pericolo. Il 63% degli italiani, infatti, si sente a rischio ‘nullo’, e il test viene eseguito solo dal 29,3% di quanti dicono di conoscere il virus. Inoltre, c’è poca informazione anche sulle strategie di prevenzione e profilassi pre-esposizione (PrEP), conosciuta solo dal 6,7%, e dei servizi che si possono trovare nei checkpoint (43,5%), presidi territoriali di cui il 56,5% non conosce l’esistenza. Il quadro emerge da un’indagine demoscopica realizzata da AstraRicerche per Gilead Sciences su un campione di oltre 1.500 persone fra i 18 e i 70 anni, i cui dati sono riportati all’interno del volume.

Quattro parole chiave

Il libro bianco, realizzato con il contributo di clinici, associazioni e rappresentanti delle Istituzioni, parte da quattro parole chiave: prevenzione, stigma, checkpoint e qualità di vita. Scopo del documento è quello di riportare l’attenzione sull’HIV, di riprendere il dibattito su problematiche ed esigenze ancora presenti e di proporre azioni concrete nella lotta a questa infezione. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, sono oltre 2.000 le nuove infezioni diagnosticate ogni anno.

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Al Bambino Gesù iniziata la sperimentazione clinica contro l’EBDR

Al Bambino Gesù è iniziata la sperimentazione clinica per la messa a punto di una terapia genica ex vivo contro le forme più gravi di epidermolisi bollosa distrofica recessiva (EBDR). Lo studio riguarda le forme più invalidanti e dovute alle mutazioni di un gene che causano l’assenza o una scarsa quantità di collagene VII, una proteina essenziale per la coesione degli strati cutanei (derma ed epidermide). La malattia, che si manifesta fin dalla nascita, provoca lesioni bollose, ulcere e cicatrici, causando numerose complicanze a carico di quasi tutti gli organi con limitazioni funzionali e riducendo significativamente l’aspettativa di vita. La prima causa di morte sono dei tumori della pelle (carcinomi squamocellulari cutanei).

La sperimentazione al Bambino Gesù

Il direttore della sperimentazione clinica (principal investigator) è il professor Franco Locatelli, responsabile di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico del Bambino Gesù. Nella fase in corso, l’Ospedale sta selezionando i pazienti idonei sulla base di criteri quali l’entità di collagene VII presente, l’assenza di tumori della pelle e di autoanticorpi contro il collagene VII, la disponibilità di cellule staminali epidermiche. Finora reclutati circa 25 pazienti. Il vettore per veicolare la terapia genica all’interno dei campioni di pelle è già stato sviluppato all’estero in un Centro che collabora strettamente con il Bambino Gesù a questa ricerca.

Altro trial dopo la prima fase

Una volta conclusa questa prima fase, si procederà ad un altro trial per sottoporre 1-3 pazienti alla terapia genica che consiste nel prelievo di campioni di pelle, al loro trattamento con la terapia genica e al successivo trapianto dei tessuti modificati. Intanto per i pazienti con epidermolisi bollosa distrofica recessiva è disponibile da marzo di quest’anno una terapia locale a base di corteccia di betulla, approvata dall’AIFA, che è prescritta nei Centri di riferimento per la patologia, tra cui il Bambino Gesù. Questo gel, di facile applicazione, accelera la guarigione delle ferite.

Studio multicentrico di fase 3

Contemporaneamente il Bambino Gesù partecipa a uno studio multicentrico internazionale di fase 3 per una terapia cellulare che prevede l’utilizzo di cellule mesenchimali della pelle (ABCB5+) per il trattamento di pazienti con epidermolisi bollosa distrofica recessiva. I risultati dello studio di fase 1 e 2 hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza di questa terapia nel ridurre l’infiammazione dei tessuti e la progressione della malattia e migliorando la guarigione delle lesioni.

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AIL rinnova la storica campagna dedicata alle Stelle di Natale

AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma dopo 18 anni rinnova la storica campagna dedicata alle Stelle di Natale, con l’obiettivo di unire ciò che è divenuto il simbolo dell’Associazione, il racconto delle storie dei pazienti e l’impegno sociale di AIL. L’iniziativa Stelle di Natale AIL, in programma 6, 7 e 8 dicembre in 4800 piazze italiane, storico appuntamento con la solidarietà promosso dall’Associazione che da 55 anni è al fianco dei pazienti ematologici e delle loro famiglie, è realizzata da 36 anni grazie al contributo di migliaia di volontari e all’opera delle sue 83 sezioni AIL sul territorio nazionale.

La manifestazione di AIL

La manifestazione ha permesso in tanti anni di sostenere e mettere in campo importanti progetti di Ricerca e Assistenza e ha contribuito a far conoscere i rilevanti progressi e i risultati ottenuti nel trattamento dei tumori del sangue. AIL lancia la nuova campagna di comunicazione integrata dedicata all’iniziativa Stelle di Natale ‘Segui la Stella’. Per la campagna prediletto un approccio intimo e delicato, affinché fosse un’esperienza personale a trasmettere il significato profondo che rappresenta la scelta della Stella di Natale AIL. Protagonista dello spot è una bambina con un obiettivo molto preciso: regalare speranza al paziente incorniciato dalla finestra di fronte alla sua.

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Il Policlinico Gemelli centro d’eccellenza nel trattamento del melanoma uveale

Il Policlinico Gemelli centro d’eccellenza a livello internazionale nel trattamento del melanoma uveale, grazie al suo team multidisciplinare che comprende oculisti, oncologi e radioterapisti.

Masterclass al Policlinico Gemelli

Orfano di terapia per molti anni, questo tumore raro è al momento al centro di una serie di studi clinici internazionali, al quale prende parte anche l’oncologia del Gemelli, che ha organizzato una masterclass sul melanoma uveale, con una lecture del professor Richard D. Carvajal, del Northwell Health Cancer Institute di New York, uno dei maggiori esperti mondiali sull’argomento. È il tumore più frequente dell’occhio, ma anche così il melanoma uveale è un tumore raro, con un’incidenza di 5 persone su un milione (i numeri relativi all’Italia sono di 300-400 nuovi casi l’anno). Si sviluppa a partire dai melanociti dello strato intermedio della parete dell’occhio, quella membrana colorata che comprende anche l’iride.

I sintomi d’allarme

Calo del visus o alterazioni significative del campo visivo sono i sintomi d’allarme di questo tumore. «Regolari visite oculistiche – spiega il professor Giovanni Schinzari, Associato di Oncologia Medica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma e Oncologo presso l’Oncologia Medica di Fondazione Policlinico Gemelli, diretta dal professor Giampaolo Tortora – potrebbero consentire di diagnosticarlo in fase molto iniziale, quando è più trattabile. La prima diagnosi è infatti clinica e viene effettuata dall’oculista. Noi lavoriamo in team con la dottoressa Monica Maria Pagliara, del gruppo del professor Gustavo Savino, direttore della UOC di Oncologia Oculare».

Melanomi uveali meno noti

Mentre tutti conoscono i melanomi della pelle, molto meno noti sono i melanomi uveali. Per questo, il professor Giovanni Schinzari e il dottor Ernesto Rossi hanno organizzato al Gemelli, una masterclass su questi tumori rari, con una lecture del professor Richard D. Carvajal, Direttore dell’Oncologia Medica, Northwell Health Cancer Institute di New York, uno dei maggiori esperti mondiali sull’argomento.

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Il bilancio dei primi 18 mesi di attività del Centro Antiviolenza “S.O.S. LEI”

Bilancio dei primi 18 mesi di attività del Centro Antiviolenza “S.O.S. LEI” del Policlinico Universitario A. Gemelli, nato grazie alla partnership fra WINDTRE, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli e Associazione Assolei: oltre 650 contatti telefonici e 113 donne supportate dal punto di vista legale e psicologico per aiutarle a uscire da contesti di violenza.

Bilancio in ambito del convegno: “La violenza sulle donne: oltre la notizia”

I dati sono stati resi noti nell’ambito del convegno “La violenza sulle donne: oltre la notizia” con esperte, medici, artiste e giornaliste in corso quest’oggi al Policlinico Gemelli, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’iniziativa è coordinata dal Comitato RiViGe (Risposta alla Violenza di Genere) nato nel 2023, a pochi mesi dall’apertura del Centro e di cui di cui fanno parte diversi esperti del Gemelli. In Italia, nel periodo dal 1° gennaio al 17 novembre 2024 registrati 98 omicidi con vittime donne, di cui 84 uccise in ambito familiare o affettivo. In 51 casi, l’autore del delitto è stato il partner o l’ex, come riportato dal Ministero dell’Interno.

Attività dal 1° marzo 2023

Il Centro opera dal 1° marzo 2023, in sinergia con le Forze dell’Ordine, con le quali collabora per la redazione delle denunce e la ricerca, se necessario, di case rifugio. In generale, i numeri del primo anno e mezzo di attività di “S.O.S. LEI” descrivono un fenomeno trasversale, confermato dall’eterogeneità delle richieste ricevute sia per età, sia per nazionalità, che per estrazione sociale.

Il dettaglio dei casi

Più nel dettaglio, analizzando i casi supportati nel solo 2024, delle donne aiutate dal Centro più del 70% sono italiane, anche per una maggiore difficoltà delle donne di provenienza straniera nel chiedere aiuto. Del totale dei casi accolti da gennaio scorso, il 45% ha tra i 18 e i 40 anni, la metà ha più di 40 anni, mentre il 4% è minorenne. Ai numerosi casi di violenza fisica, psicologica o verbale, si accompagnano anche un numero rilevante di fenomeni di violenza digitale e stalking (7%) e di violenza economica (5%).

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Novembre dedicato alla prevenzione dei tumori maschili con la LILT

Novembre è il mese dedicato alla prevenzione dei tumori maschili, un’occasione preziosa per accendere i riflettori su un tema di fondamentale importanza per la salute pubblica. In questo contesto, la LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, lancia la nuova campagna di sensibilizzazione LILT for MEN dal claim Fallo per la tua salute, che vede come protagonista un testimonial d’eccezione: Pierluigi Collina. Icona internazionale del calcio e simbolo di integrità sportiva, Collina assume il ruolo di ambasciatore LILT per la prevenzione oncologica maschile, incarnando il forte legame tra sport e salute. Alza il braccio e fischia con determinazione, come tante volte ha fatto nella sua carriera arbitrale.

L’ammonizione per novembre di Collina

Ma questa ammonizione di Pierluigi Collina ha un significato tutto diverso: è un avvertimento per tutti gli uomini che rimandano i controlli urologici a non ripetere il comportamento “scorretto”, ma piuttosto ad attivarsi per prevenire i tumori maschili. Un gesto compiuto con un insolito cartellino di colore blu, proprio come la campagna del mese di novembre, e dotato di un ribbon, simbolo di tante battaglie per la salute.

Cartellino blu per la prevenzione

«Il cartellino blu, con il piccolo ribbon tipico delle iniziative a favore della salute – commenta Collina – è per “ammonire” gli uomini su quanto sia importante la prevenzione e l’effettuare controlli periodici che potrebbero consentire di individuare eventuali patologie ad uno stato ancora iniziale e quindi più facilmente risolvibili. Credo che lo sport abbia il compito di essere d’aiuto a campagne di sensibilizzazione come quella portata avanti dalla LILT e sono molto contento di poter offrire il mio contributo». Il volto di Pierluigi Collina e il cartellino blu entreranno in 48 stadi italiani in una giornata di campionato di serie A, B e C tra fine novembre e inizio dicembre grazie alla straordinaria collaborazione di tutte le Leghe Calcio italiane.

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