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Commissione Difesa Vista ETS a fianco della Cardio Race 2024

Commissione Difesa Vista ETS rinnova il suo impegno a fianco della Cardio Race 2024, manifestazione nata nel 2013 e giunta alla sua VIII edizione per sensibilizzare sul tema della salute del cuore a 360°, dalla ricerca sulle malattie cardiovascolari alla lotta contro la morte cardiaca improvvisa.

Commissione Difesa Vista dal 4 al 6 ottobre all’Ippodromo Capannelle

Presso lo storico Ippodromo delle Capannelle di Roma, CDV ETS parteciperà alla tre giorni mettendo a disposizione team specializzati che offriranno screening gratuiti della vista. I controlli saranno svolti venerdì 4 ottobre dalle ore 10 alle ore 18, sabato 5 ottobre dalle 10 alle 18 e infine domenica 6 ottobre dalle 9 alle 16, presso il Villaggio della Salute, spazio tematico dedicato alla prevenzione sanitaria.

1200 visite nel 2023 alla Cardio Race

Con 1200 visite mediche effettuate, 3100 visitatori e 2000 runners presenti all’edizione 2023, la Cardio Race si conferma un evento di primo piano dedicato alla salute cardiovascolare, promuovendo la cultura del benessere attraverso un ricco programma di incontri, gare e corse. I medici oculisti e gli ottici che effettueranno gli screening promossi da Commissione Difesa Vista ETS si avvarranno delle migliori strumentazioni dei partner tecnologici, nonché leader del mercato, Essilor, Zeiss e Frastema Ophthalmics, mentre il gruppo GreenVision collaborerà all’iniziativa di CDV fornendo il proprio supporto con i professionisti per la parte ottica.

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Le campagne vaccinali nel Lazio partono domani 1° ottobre

Le campagne vaccinali anti-Covid, antinfluenzale e anti-polmonite pneumococcica, che sono aperte alle fasce della popolazione previste dalle raccomandazioni ministeriali, partono domani nel Lazio. Per la vaccinazione anti-Covid 19, il cui vaccino sarà disponibile con oltre 500mila dosi e la possibilità di un ulteriore incremento, è possibile recarsi direttamente negli ospedali e nei centri delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere, dei Policlinici e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Prezioso sarà il contributo, sin da subito, dei Medici di medicina generale, ai quali si affiancheranno, successivamente, le Farmacie di comunità.

Campagne vaccinali per tutti

La vaccinazione anti-Covid 19 è disponibile per tutta la popolazione, e raccomandata prioritariamente per gli over 80, gli ospiti delle strutture per lungodegenti, le persone con elevata fragilità, in particolare i soggetti con marcata compromissione del sistema immunitario, gli operatori sanitari e sociosanitari. Nei prossimi giorni saranno resi disponibili anche i consueti servizi di prenotazione on-line sul sito regionale e di richiesta telefonica della vaccinazione domiciliare. Sempre dal primo ottobre, la campagna vaccinale antinfluenzale è rivolta prevalentemente agli over 60, alle persone fragili e ai bambini fino ai 6 anni compiuti; mentre la campagna anti-polmonite pneumococcica è a favore soprattutto delle persone fragili e degli anziani. La macchina organizzativa è stata pianificata prima dell’estate ed è pronta a partire, confermando il Lazio tra le Regioni leader della vaccinazione.

Lazio Regione leader

La nostra Regione, infatti, risulta tra le prime in Italia ad aver acquistato le dosi a sostegno della campagna antinfluenzale, per la quale sono disponibili un milione e 305mila vaccini dallo scorso giugno con la possibilità di un incremento. La Regione Lazio garantirà la somministrazione delle dosi, soprattutto grazie al lavoro essenziale e nevralgico svolto dai Medici di medicina generale, dai Pediatri di libera scelta e dalle Farmacie. I cittadini del Lazio potranno recarsi anche nei punti di vaccinazione predisposti dalle Asl, dalle Aziende ospedaliere, dai Policlinici e dagli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

Rete efficace e radicata

Grazie a una rete efficace e radicata, e a un’ampia disponibilità di tutte le specialità vaccinali anti-pneumococciche, a Roma, Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti e nelle rispettive province, sarà inoltre possibile vaccinarsi per prevenire la polmonite pneumococcica: un’infezione grave, molto diffusa e frequente, soprattutto tra gli over 60 e gli anziani. Un’importante mobilitazione, quella promossa dalla Regione Lazio, sulla base di 140 centri vaccinali gestiti dalle Asl, oltre alla partecipazione di circa 3mila e 900 medici di famiglia, 450 pediatri di libera scelta, 500 farmacie e 20 strutture accreditate.

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Gemelli CUORE è il nuovo ospedale venuto dal futuro

Gemelli CUORE (acronimo di Cardiovascular Unique Offer ReEngineered) il nome del nuovo ospedale venuto dal futuro, che sorgerà a breve su una collina davanti al Policlinico Gemelli, all’interno del campus universitario della Cattolica. Un centro di cure cardiologiche e cardiochirurgiche avanzate, costruito intorno al cuore delle persone e realizzato in collaborazione con Fondazione Cuore, da sempre promotrice di opere uniche in ambito socio-sanitario.

L’obiettivo di Gemelli CUORE

Obiettivo di Gemelli CUORE sarà quello di offrire le migliori cure personalizzate ai pazienti affetti da malattie cardiovascolari, cioè le più avanzate terapie mediche e psicologico-relazionali. Un’équipe multidisciplinare di specialisti accompagnerà pazienti e familiari nel percorso verso la guarigione. «Efficacia ed efficienza, anche con l’ausilio delle più moderne tecnologie, mai disgiunte dall’approccio umano, saranno le cifre distintive del Progetto CUORE – ricorda il professor Massimo Massetti, ordinario di Cardiochirurgia all’Università Cattolica e direttore del Dipartimento CUORE -. L’umanizzazione delle cure deve sempre caratterizzare la pratica della medicina, in piena sintonia con il progetto Dignitas Curae, che promuove la centralità della persona e il rispetto della sua dignità».

Favorire il benessere

Spazi e ambienti di Gemelli CUORE sono progettati per favorire il benessere fisico, psicologico ed emotivo delle persone, che devono essere sempre al centro delle cure. Gemelli CUORE sarà anche un importante centro di ricerca e sviluppo della medicina cardiovascolare, nonché una palestra per tanti studenti e specializzandi. Oltre a essere progettato come edificio ‘green’, CUORE sarà circondato da un parco botanico-terapeutico, un percorso-giardino realizzato in collaborazione con Confagricoltura. «Il nostro sogno – conclude il professor Massetti – è che diventi un punto di riferimento per tanti, nel progresso della medicina cardiovascolare».

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‘Fuori Tutto – La vita con la fibrosi cistica tra sintomi e sogni’ della LIFC

‘Fuori Tutto – La vita con la fibrosi cistica tra sintomi e sogni’ è la nuova campagna di informazione e sensibilizzazione promossa da Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC) e Società Italiana per lo studio sulla Fibrosi Cistica (SIFC), con il contributo non condizionato di Vertex Pharmaceuticals, presentata a Roma nel corso di una conferenza stampa. «L’iniziativa – hanno spiegato – mira a mettere in luce il forte impatto della malattia sulla vita di chi ne è colpito, accendendo i riflettori non solo sui sintomi invisibili della malattia, ma anche sui sogni, le emozioni e la visione del futuro di chi ci convive ogni giorno».

Il fulcro di Fuori Tutto

Il fulcro della campagna è una mostra ispirata alle testimonianze di 10 pazienti, ognuna delle quali è stata interpretata da un giovane illustratore che ha realizzato la sua opera su uno specchio. La mostra, gratuita e aperta al pubblico, è stata inaugurata oggi nella Capitale, al termine della conferenza stampa, presso Piazza San Silvestro; sarà poi al Grand Hotel Arenzano (GE) in occasione del Forum annuale della LIFC. «Un progetto unico nel suo genere – hanno sottolineato gli organizzatori – e un momento di condivisione speciale per aiutare i pazienti che convivono con la fibrosi cistica a sentirsi meno soli nella lotta contro la malattia, dare voce alle loro diverse esperienze, tra sfide e vittorie, e aiutare le persone ad immedesimarsi e a interpretarle, scoprendole con delicatezza, passo dopo passo, attraverso immagini, forme e colori».

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Campagna di vaccinazione antinfluenzale della ASL Roma 3

Campagna di vaccinazione antinfluenzale della ASL Roma 3, con la possibilità di cosomministrazione del vaccino antipneumococcico e anti Covid, da mercoledì 16 ottobre. Aggressivo e intenso: questo il biglietto da visita del nuovo virus dell’influenza, che nella passata stagione in Italia ha colpito quasi 15 milioni di persone e che promette, per quella in arrivo, di essere ugualmente bellicoso. La vaccinazione è fortemente raccomandata alle donne in gravidanza, agli adulti e ai bambini con patologie croniche, donne e uomini a partire da 60 anni, agli operatori sanitari e addetti ai servizi essenziali come Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Protezione Civile, Donatori di sangue, personale degli allevamenti e dei macelli.

Buona la campagna dello scorso anno

Lo scorso anno tra i cittadini della ASL Roma 3 la copertura vaccinale è stata abbastanza buona rispetto ad altre realtà locali e nazionali. I Medici di Medicina Generale hanno vaccinato il 69,3% della popolazione di età ≥ ai 65 anni contro la media regionale del 67,6%. Grande contributo è stato anche quello delle farmacie e dei centri vaccinali. «Un obiettivo che l’azienda punta a migliorare. Il vaccino, riducendo le complicanze gravi, è uno strumento per proteggere noi stessi e chi ci sta vicino. Mi riferisco a tutti gli anziani e ai cosiddetti fragili, che sono nelle nostre famiglie, sul posto di lavoro o ricoverati nelle strutture sanitarie e socio sanitarie.

Per alcuni il vaccino è un salvavita

Per i soggetti più a rischio il vaccino è una sorta di salvavita. L’azienda si sta muovendo con grande anticipo per provvedere all’approvvigionamento dei vaccini, alla successiva distribuzione presso le nostre strutture e negli studi dei Medici di Medicina Generale. Contiamo sul supporto delle farmacie, che permettono ai cittadini di vaccinarsi a pochi metri da casa», ha spiegato Francesca Milito, Direttore Generale ASL Roma 3.

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Settimana di sensibilizzazione sulle malattie delle valvole cardiache

Settimana di sensibilizzazione sulle malattie delle valvole cardiache fino al 22 settembre, promossa nel nostro paese dall’Associazione Cuore Nostro, insieme a Fondazione Longevitas, in collaborazione con il Global Heart Hub, e presentata oggi presso il Senato della Repubblica in un evento realizzato su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini, vicepresidente della 10a Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato, presidente dell’Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita nelle Città.

Settimana intensa

All’evento ha partecipato lo schermidore Daniele Garozzo, campione olimpionico e medico. In Italia le malattie delle valvole cardiache sono particolarmente diffuse, e colpiscono annualmente il 13 per cento degli individui di età superiore ai 65 anni. Lo studio Prevasc (PREvalenza delle malattie cardioVASColari) condotto dalla Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) sugli over 65, ha rivelato che su oltre 800 persone esaminate, il 7 per cento di chi aveva più di 80 anni era affetto da stenosi aortica, il 10 per cento da insufficienza mitralica, il 15 per cento da fibrillazione atriale o scompenso cardiaco. L’Italia è il Paese più anziano d’Europa, con il 24,1 per cento della popolazione che supera i 65 anni, percentuale che si prevede supererà il 30 per cento entro il 2050.

Processo inarrestabile

Un inarrestabile processo di invecchiamento della popolazione in cui l’impatto di queste malattie si prefigura come un problema crescente. Le malattie delle valvole cardiache possono manifestarsi in modi diversi, ma i segni più comuni includono vertigini, stanchezza e affanno. Sintomi che possono sembrare banali, ma che spesso sono, invece, un segnale d’allarme che il cuore potrebbe non funzionare correttamente. Con una diagnosi precoce e un trattamento adeguato, molte di queste malattie sono curabili e gestibili: da qui l’importanza della campagna promossa per la Settimana di sensibilizzazione di quest’anno.

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Il Gemelli aggiunge altre medaglie d’eccellenza al suo palmarès

Il Gemelli aggiunge altre medaglie d’eccellenza al suo palmarès per specialità, nel ranking dei World’s Best Specialized Hospitals 2025, appena pubblicato. Anche quest’anno, il Gemelli si conferma primo in Italia per le specialità Ginecologia e Ostetricia (quest’anno balzata al quarto posto della classifica mondiale, dopo aver esordito lo scorso anno al settimo posto), Gastroenterologia (che consolida la sua posizione all’ottavo posto nel mondo) e Pneumologia.

Gemelli primo in Europa per Gastroenterologia e Ginecologia

Sia la Ginecologia che la Gastroenterologia del Gemelli, secondo questa classifica, sono inoltre prime tra i Paesi dell’Unione Europea. Di rilievo anche il secondo posto in Italia dell’Endocrinologia e della Neurologia e il terzo posto dell’Oncologia, della Cardiologia e dell’Ortopedia. I risultati della classifica 2025 sono stati accolti con grande soddisfazione dai vertici del Policlinico Gemelli e dagli artefici di questo successo internazionale.

Il professor Giovanni Scambia

«Il risultato ottenuto dalla Ginecologia e Ostetricia del Gemelli nella classifica World’s Best Specialized Hospitals 2025 – afferma il professor Giovanni Scambia, Direttore scientifico del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ordinario di Ginecologia all’Università Cattolica – ci gratifica molto perché premia la nostra volontà di essere sempre all’avanguardia da un punto di vista tecnologico, di riservare grande attenzione agli aspetti organizzativi della nostra struttura e, allo stesso tempo, di curare molto il rapporto con le nostre pazienti. Tutto questo rende la Ginecologia del Gemelli un dipartimento davvero ‘paziente-centrico’. Un concentrato di tutta l’innovazione possibile, mai disgiunta però da una estrema attenzione all’umanizzazione delle cure».

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L’ECG ottimo strumento di screening: studio del Bambino Gesù

L’ECG (elettrocardiogramma) per il rilascio della certificazione sportiva agonistica rappresenta un ottimo strumento di screening per individuare precocemente eventuali cardiomiopatie, o altre patologie, che possono aumentare il rischio di morte improvvisa anche in giovani atleti apparentemente sani. Uno studio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, pubblicato sulla rivista ufficiale della Società Europea di Cardiologia Pediatrica (Cardiology in the Young), ha rilevato la presenza di anomalie nel tracciato elettrocardiografico per il 9% dei circa 600 tra bambini e ragazzi esaminati. Il 3% dei giovanissimi atleti, dopo ulteriori approfondimenti, sono stati sospesi precauzionalmente dall’attività agonistica per le problematiche cardiache riscontrate.

ECG esame semplice ed efficace

L’ECG è un esame molto semplice ed efficace, che registra l’attività elettrica del cuore in forma di grafico, attraverso una sequenza di onde e segmenti rettilinei. Una di queste onde – l’Onda T – rileva in particolare la ripolarizzazione ventricolare, potremmo dire il “tempo di ricarica” del cuore. Normalmente la forma di questa Onda è positiva, con la curva verso l’alto rispetto all’asse orizzontale del grafico. Quando invece è negativa, può essere generalmente indice di possibili anomalie del muscolo cardiaco. La presenza dell’Onda T negativa nell’elettrocardiogramma di screening, dunque, o “Inversione dell’Onda T” (WTI), è registrata come anomalia della ripolarizzazione e può generare qualche sospetto anche in soggetti molto giovani e apparentemente sani, fino a determinare una controindicazione alla pratica sportiva agonistica.

Ottenere l’idoneità sportiva

I protocolli di valutazione per l’idoneità sportiva sono molto severi e prevedono in questi casi delle indagini ulteriori (ecocardiogramma, risonanza magnetica, TAC cardiaca, ecc..) per arrivare a una possibile diagnosi o escludere una cardiopatia sottostante. Partendo da queste premesse, medici e ricercatori della Medicina dello Sport dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno promosso uno studio per valutare la prevalenza di anomalie della ripolarizzazione (inversione dell’Onda T) in una popolazione di giovani atleti agonisti e determinare se queste anomalie, rilevate dal tracciato ECG, possano essere associate all’insorgenza di cardiomiopatie in assenza di altre caratteristiche patologiche.

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Asportata enorme massa addominale: salvata una donna di 76 anni all’Ospedale di Frascati

All’ospedale San Sebastiano di Frascati si è compiuta una vera

e propria impresa medica: un delicatissimo intervento chirurgico

ha permesso di rimuovere una neoformazione addominale di

dimensioni eccezionali, salvando la vita di una donna di 76 anni.

Grazie alla competenza e all’affiatamento dell’équipe chirurgica e anestesiologica, la paziente ha potuto superare un’operazione complessa, riportando ora uno stato di salute stabile e promettente.

La paziente, una donna già reduce da un accesso recente in un altro ospedale, si è recata al Pronto Soccorso di Frascati in preda a forti

dolori addominali. Il suo addome appariva notevolmente disteso, e subito è stato chiaro al personale medico che si trovavano di fronte a una situazione seria. Gli esami clinici, insieme a una tomografia computerizzata con mezzo di contrasto, hanno evidenziato una massa

di dimensioni straordinarie, che occupava interamente la cavità addominale.

ECCEZIONALE INTERVENTO AL SAN SEBASTIANO DI FRASCATI

Questa neoformazione non solo schiacciava gli organi interni e le strutture vascolari, ma aveva anche provocato una grave anemia, come rivelato dagli esami ematici. La situazione richiedeva un intervento rapido e risolutivo, dato il pericolo imminente per la paziente.

Dopo aver stabilizzato i parametri ematici della donna, l’équipe chirurgica dell’Ospedale di Frascati, guidata dal dottor Massimiliano Boccuzzi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale, e dal suo assistente, il dottor Mario Rizzello, ha preso in carico la paziente. L’intervento è stato programmato per la mattina successiva.

L’OPERAZIONE E’ DURATA CIRCA QUATTRO ORE

L’operazione è durata circa quattro ore e ha richiesto precisione assoluta. La massa, che misurava ben 51×48 cm, aveva origine

dallo stomaco e si era estesa a contatto con importanti strutture

vascolari e il fegato, comprimendo gran parte degli organi addominali. La sua rimozione era un’impresa chirurgica di alta complessità,

data la vicinanza a queste strutture vitali.

La riuscita dell’intervento – si aggiunge – è stata possibile anche

grazie alla perizia dell’équipe anestesiologica, composta dal dottor Raffaele Formica e dal dottor Fabrzio Fattorini, sotto la direzione del dottor Benedetto Alfonsi.

Il team ha mantenuto la paziente in condizioni stabili nonostante le difficoltà legate alla pressione che la massa esercitava sulle strutture vascolari, sui polmoni e sul fegato. Ogni momento in sala operatoria

è stato delicato, con un monitoraggio costante dei parametri vitali e

un controllo chirurgico-metabolico impeccabile.

Un riconoscimento speciale va anche agli infermieri e agli operatori socio-sanitari del blocco operatorio e del reparto di Chirurgia.

“La loro dedizione e attenzione ai dettagli hanno garantito il corretto svolgimento delle operazioni pre e post-operatorie. Senza il loro contributo, l’intervento non avrebbe avuto lo stesso esito positivo”,

si sottolinea.

Alla fine dell’operazione, la paziente è stata trasferita nel reparto di chirurgia, senza necessità di ricorrere alla terapia intensiva, segno dell’efficacia dell’intervento e della stabilità delle sue condizioni.

Dopo un ricovero di sette giorni, è stata dimessa in buone condizioni

di salute. Oggi, a distanza di poco tempo dall’intervento, la donna gode di una ripresa straordinaria, testimoniando l’importanza di un approccio integrato e specializzato nella gestione di casi così complessi.

“Questa operazione rappresenta un esempio concreto di come l’affiatamento tra le diverse figure professionali possa fare la

differenza nei casi critici. La sinergia tra chirurghi, anestesisti, infermieri e operatori sanitari ha dimostrato come il perfetto coordinamento e la professionalità possano salvare vite umane

anche in situazioni particolarmente critiche”.

Enzo Ferreri

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#SavingTime. Più tempo grazie alla ricerca sui tumori del sangue

#SavingTime. Più tempo grazie alla ricerca sui tumori del sangue, è il titolo della prima iniziativa di Lilly dedicata ai tumori ematologici, invisibili e intangibili ma che solo in Italia colpiscono oltre mezzo milione di persone. #SavingTime nasce nel mese dedicato alla sensibilizzazione su queste terribili neoplasie, con l’obiettivo di ricordare i progressi compiuti dalla ricerca scientifica nel fornire nuove speranze ai pazienti e dare voce ai bisogni di cura ancora oggi insoddisfatti.

La musica classica con #SavingTime

Con il patrocinio di Fondazione GIMEMA, Franco Mandelli Onlus, AIL Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi e Lampada di Aladino ETS, #SavingTime porterà la musica classica fuori dai confini consueti, in luoghi all’aperto, rendendola metafora della ricerca scientifica, così come la musica classica, tradizionalmente confinata in teatri e sale da concerto, è portata all’esterno annunciando nelle piazze italiane la nascita di un nuovo giorno, la ricerca scientifica, risultato dell’armonica collaborazione tra più professionisti, acquisisce valore quando esce dai laboratori ed entra nella vita quotidiana delle persone.

A Roma sabato 14 settembre

Nell’ambito di #SavingTime nel mese di settembre, tradizionalmente dedicato alla sensibilizzazione sui tumori del sangue, saranno quindi promossi tre concerti all’alba (l’inizio di un nuovo giorno, metafora delle nuove speranze aperte dalla ricerca scientifica) aperti al pubblico, in 3 città d’Italia: Roma in collaborazione con il Conservatorio Santa Cecilia il 14, Napoli con la partecipazione del Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella il 21 e Milano con i musicisti dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Musica ‘Giuseppe Verdi’ di Milano il 28. I brani eseguiti diventeranno successivamente una playlist, disponibile su Spotify, che potrà riempire il silenzio delle sale d’attesa nei reparti di ematologia degli ospedali, offrendo un momento di conforto e sollievo a pazienti e caregiver.

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