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Settembre è sinonimo di ripresa… e di sfida

Settembre è sinonimo di ripresa: i bambini tornano a scuola e gli adulti ritornano al lavoro dopo un periodo di vacanza. Tuttavia, il rientro nella routine quotidiana può rivelarsi una sfida sia per i più piccoli, che per gli adulti. Il cambiamento di ritmo può causare stress, ansia e difficoltà nel riadattamento, influenzando il benessere emotivo, mentale e fisico.

La ripresa di settembre

Come possiamo affrontare il ritorno alla normalità con maggiore serenità? Secondo uno studio pubblicato nell’International Journal of Environmental Research and Public Health (2023), che ha coinvolto oltre 100 paesi e 44 culture, i determinanti della felicità sono stati inseriti in tre categorie principali: Salute, Speranza e Armonia. Questi tre elementi costituiscono la chiave per una vita equilibrata e soddisfacente. In particolare, il benessere mentale, fisico ed emotivo, un corretto equilibrio tra vita lavorativa e privata, relazioni sociali positive e prendersi cura di sé e degli altri, sono fattori cruciali per affrontare la routine in modo armonioso.

Adelia Lucattini

«Da alcuni anni si osserva un nuovo fenomeno che non aiuta né mentalmente, né fisicamente, la ripresa di un nuovo anno scolastico o lavorativo», afferma la psichiatra e psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, Adelia Lucattini. «Durante l’estate molti adolescenti non hanno potuto riposarsi adeguatamente. Per quanto riguarda gli adulti, sempre più spesso utilizzano il periodo estivo mentre ancora lavorano e le ferie, per studiare e professionalizzarsi. È importante sapere che carichi di studio o lavoro pesanti, non possono essere protratti a lungo, più di un mese, altrimenti vi è un rischio di burnout, di “esaurimento” nervoso e di sviluppare disturbi fisici da stress. E’ di fondamentale importanza l’equilibrio tra vita privata e lavoro, vita relazionale e studio».

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Accordo storico tra Gemelli e l’americana Guardant Health

Accordo storico per il Gemelli e per la comunità scientifica italiana. Per la prima volta in assoluto è stata siglata una partnership tra l’americana Guardant Health e un ospedale italiano, la Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, per un trasferimento di tecnologia relativo alla ‘biopsia liquida’. Il test, che permette di analizzare frammenti di DNA tumorali circolanti (ctDNA), fino ad oggi poteva essere effettuato solo presso i laboratori centralizzati della Guardant Health negli USA. Da oggi invece sarà possibile effettuare questo test direttamente al Gemelli (uno dei maggiori poli oncologici d’Italia con oltre 60 mila pazienti assistiti ogni anno) grazie a questo, che sarà il primo servizio all’avanguardia dedicato alla biopsia liquida, basato su technology transfer, fruibile all’interno di un ospedale italiano.

Benefici dell’accordo

A beneficiarne saranno non solo i pazienti seguiti presso il policlinico romano, ma tutti quelli italiani che dovessero farne richiesta. A livello clinico l’esame consente di rilevare precocemente alterazioni geniche e guidare le decisioni terapeutiche nei tumori solidi, permettendo di identificare il farmaco più efficace per il paziente. Inoltre, in caso di insorgenza di resistenze alle terapie tumorali in corso, questo permette un rapido cambio di rotta, con risparmi per l’SSN e soprattutto per il paziente, che può essere dirottato su altre terapie, anziché continuare a ricevere un farmaco al quale la sua tipologia di tumore non risponderà. Per ora, a livello clinico, le indicazioni di rimborso del test, riguardano i pazienti affetti da tumore del polmone con mutazioni EGFR e da tumore del seno con mutazioni ESR1.

Anche un ampio programma di ricerca

Ma l’accordo di partnership comprende anche un ampio programma di ricerca per l’ulteriore implementazione del test in routine diagnostica per altre forme tumorali. «Il Gemelli, uno dei più importanti poli oncologici italiani ed europei – commenta il professor Giovanni Scambia, Direttore Scientifico di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS – ancora una volta è in grado di offrire ai pazienti lo stato dell’arte della valutazione diagnostica, in un’ottica di oncologia di precisione, attraverso questo test innovativo. In questo senso l’aver siglato questa partnership con la Guardant Health rappresenta un passaggio fondamentale per il nostro Policlinico».

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77 posti letto di degenza del San Filippo Neri inaugurati oggi

77 posti letto di degenza del San Filippo Neri inaugurati oggi alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e del Commissario della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle. Si tratta della palazzina B dell’ospedale e in particolare delle specialità di Neurochirurgia, Chirurgia vascolare, Otorinolaringoiatria e Cardiologia con un totale di 19 posti letto per piano e di 20 posti letto di Terapia Intensiva e Sub Intensiva, quest’ultima per i pazienti di complessità intermedia, nella adiacente Palazzina C.

77 posti letto per l’edificio B

L’edificio B, risalente agli anni ’50, presentava infatti condizioni strutturali, impiantistiche, di sicurezza antincendio e di infrastruttura tecnologica obsolete; le stanze di degenza, prive di servizi secondo una vecchia concezione ospedaliera costringevano i degenti a fruire di bagni di piano comuni, sono state restituite alla rete ospedaliera secondo i criteri costruttivi attuali.

Potenziamento in vista del Giubileo

Il potenziamento dell’ospedale garantirà una migliore qualità dell’assistenza anche in vista dell’imminente impegno giubilare della Capitale, grazie ad un nuovo fabbricato che ospiterà il polo radiologico, che accoglierà le nuove attrezzature elettromedicali tra cui una nuova TAC di ultima generazione, le centrali di monitoraggio e la sezione radiologica tradizionale per gli esami del Pronto Soccorso, i nuovi ecografi e i ventilatori polmonari, consentendo contemporaneamente la riorganizzazione degli spazi interni del nosocomio secondo moderni criteri di sicurezza, l’ampliamento del pronto soccorso e delle sale di attesa.

Ripristino ambienti

Il ripristino degli ambienti permetterà la riattivazione di un totale di 104 posti letto entro il 30 novembre 2024, utilizzando fondi del decreto legge 34 del 2020 e aziendali pari a 5,4 milioni di euro. «Questa è una bella giornata per il San Filippo Neri e per il Servizio Sanitario Regionale. Abbiamo inaugurato 77 posti letto, recuperati da una diversa organizzazione degli spazi dopo anni e anni di attese ed entro la fine dell’anno altri se ne aggiungeranno, per una spesa complessiva che supera i 5 milioni di euro», ha affermato Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.

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L’esposizione alla natura fa crescere i bambini in modo sano

L’esposizione alla natura, e in particolare agli ambienti montani, offre ai bambini un’opportunità unica per crescere in modo sano, equilibrato e resiliente. Il contatto con la natura e la pratica di attività motoria all’aria aperta non solo migliorano il benessere fisico dei bambini, ma li aiutano anche a sviluppare capacità sociali e psicologiche essenziali per il loro sviluppo complessivo. L’American Academy of Pediatrics ha da tempo riconosciuto come gli ambienti naturali possano offrire benefici specifici e ineguagliabili per la salute e il benessere dei più piccoli.

Esposizione agli ambienti montani

«Il vantaggio principale di trascorrere una vacanza in montagna è che offre un vero cambiamento di scenario e prospettiva anche psichica in un contesto naturale, soprattutto per chi vive in città», afferma la psichiatra e psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalista Italiana, Adelia Lucattini, aggiungendo: «Le montagne sono davvero spazi grandi e belli che spesso si estendono a perdita d’occhio. Valli, vette, altipiani, radure fiorite, laghi, fiumi, ghiacciai e talvolta anche piccole cascate che si possono osservare durante le escursioni in montagna. I benefici sono dati da fattori diversi che concorrono al benessere dei bambini e dei loro genitori: l’aria è decisamente più pulita e la percentuale di umidità è molto più bassa, gli acari hanno difficoltà a sopravvivere e in generale vi sono meno allergeni».

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Nuovo corso di laurea in Medicina e chirurgia Sapienza al Polo di Rieti

Nuovo corso di laurea in Medicina e chirurgia della Sapienza al via presso il Polo di Rieti. L’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) ha infatti accolto la proposta della Facoltà di Medicina e odontoiatria dell’Ateneo, accreditando il nuovo corso dall’anno accademico 2024-2025. Il corso di studi di Medicina e chirurgia “G” recepisce da subito gli aggiornamenti richiesti dal MUR, anticipando quanto diverrà obbligatorio per i corsi già presenti a livello nazionale: gli studenti che si immatricoleranno il prossimo anno accademico potranno acquisire anche gli elementi della medicina digitale e della medicina del territorio a supporto delle fondamentali conoscenze cliniche.

Il nuovo corso per la Rettrice Polimeni

«Si tratta di un importante risultato che premia lo sforzo di Sapienza per implementare la capacità di formazione dei laureati in Medicina e chirurgia, in linea con le esigenze formative rappresentate dai Ministeri competenti – dichiara la rettrice Antonella Polimeni – La Sapienza rafforza la presenza dell’Università sul territorio, uno degli obiettivi di governo dell’Ateneo, che ha attivato presso il polo di Rieti corsi di studio anche in ambito ingegneristico ed economico. Proprio in questa ottica di potenziamento dell’offerta formativa e dello sviluppo di un polo di ricerca integrato– prosegue la Rettrice – Sapienza e Tuscia hanno ottenuto dal MUR il finanziamento di un accordo di programma che è stato presentato lo scorso anno alla presenza del ministro Anna Maria Bernini.

Ringraziamento al ministro Bernini

A tal proposito desidero ringraziare il ministro Anna Maria Bernini per il supporto che ha dato e che vorrà continuare a fornire a questo progetto così importante anche per il territorio. L’iter di attivazione del nuovo corso Medicina e chirurgia – conclude la Rettrice – è frutto di una piena sinergia con la Regione Lazio, la ASL Rieti, l’Ordine dei medici della provincia di Rieti, con le istituzioni locali, in particolare il Comune di Rieti, che hanno supportato le esigenze clinico-assistenziali e logistiche necessarie a dare forza alla proposta di accreditamento del corso».

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Trascorrere del tempo al mare aiuta lo sviluppo psicofisico dei bambini

Trascorrere del tempo al mare durante l’infanzia offre una vasta gamma di benefici per lo sviluppo psicofisico dei bambini, con effetti che si estendono fino all’età adulta. Questo è quanto emerge dallo studio “Shaping Summertime Experiences: Opportunities to Promote Healthy Development and Well-Being for Children and Youth”, condotto dal National Research Council and Institute of Medicine di Washington, e dal BlueHealth International Survey, pubblicato sul Journal of Environmental Psychology.

Perché trascorrere del tempo al mare

«Gli ambienti acquatici, in particolare il mare con le sue correnti e le diverse profondità, possono essere vissuti come pericolosi da genitori preoccupati per i loro bambini che ancora non sanno nuotare o quando si trovano in zone che non sono sorvegliate da bagnini e da adulti esperti nuotatori, per questo, alcuni genitori sono un po’ in ansia, oltre che in allarme per le temperature elevate», afferma la psichiatra e psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalista Italiana, Adelia Lucattini.

Abituare i bambini all’acqua

«Tuttavia – prosegue – abituare i bambini a sentirsi a proprio agio in ambienti acquatici e aiutarli a sviluppare abilità di nuoto fin dalla tenera età, può avere benefici per tutta la vita. Indiscussi e ben noti sono i vantaggi per la salute fisica, ma lo sono altrettanto, se non di più, per la vita psicologica e affettiva. Chi vive in un ambiente naturale ha capacità di comprensione maggiori, una maggiore sensibilità verso l’ambiente e verso il prossimo. Ha maggior coraggio nell’affrontare le novità, nello studio, nel lavoro, nelle amicizie, in famiglia».

Esperienze estive hanno ruolo cruciale

Le esperienze estive, in particolare quelle trascorse in ambienti naturali come il mare, giocano un ruolo cruciale nel garantire che i bambini soddisfino i loro bisogni fondamentali, tra cui la sicurezza, l’alimentazione, la stimolazione psico-emotiva e sociale. Il contatto con il mare, con il suo ambiente ricco di stimoli sensoriali e la possibilità di esplorare nuovi orizzonti, contribuisce allo sviluppo delle competenze sociali, affettive e intellettuali dei più piccoli.

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Casi di morbillo in crescita sul territorio della ASL Roma 3

Casi di morbillo in crescita sul territorio della ASL Roma 3. I dati raccolti nel Lazio nel primo semestre 2024 indicano 163 casi accertati contro 1 solo caso accertato nello stesso periodo del 2023. L’azienda sanitaria romana per sensibilizzare l’opinione pubblica e alzare l’attenzione sul tema ha deciso di promuovere una campagna social sull’importanza della vaccinazione contro questa malattia.

Contrasto ai casi in aumento con la vaccinazione, sicura ed efficace

«L’Italia è il secondo Paese dell’Unione Europeo per numero di casi di morbillo. Un dato che merita certamente l’attenzione da parte di tutti gli addetti ai lavori e che si accompagna a una crescita costante di casi registrata anche sul territorio di competenza della nostra ASL. Il morbillo è una malattia infettiva esantematica trasmissibile attraverso le secrezioni nasali e faringee e le goccioline respiratorie tra le più contagiose al mondo, potenzialmente mortali. Il vaccino utilizzato per la prevenzione del morbillo è sicuro ed efficace e la maggior parte delle persone che ricevono le due dosi raccomandate ottiene una protezione che dura per tutta la vita, uno scudo anche se esposte al virus», spiega Francesca Milito, Direttore Generale della ASL Roma 3.

Morbillo virus endemico

«Nel nostro Paese il virus del morbillo è endemico, ovvero abbastanza diffuso. Ciò favorisce l’insorgenza della malattia e l’istaurarsi di focolai epidemici tra le persone non vaccinate adeguatamente. Chiaramente la sua diffusione è facilitata dal fatto che il virus, oltre ad essere facilmente trasmissibili, non riconosce confini geografici, per cui gli attuali numerosi spostamenti per lavoro, turismo o altre ragioni ne alimentano la diffusione», aggiunge Aldo Benevelli, Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma 3.

Moltiplicazione dei casi

«Coloro che sono particolarmente a rischio di morbillo sono le persone che non possono essere vaccinate perché troppo giovani o che hanno particolari condizioni di salute. Il virus persiste nell’aria e sulle superfici fino a due ore dopo la diffusione, conservando la capacità di infettare. Il morbillo si diffonde così facilmente tanto che, se una persona ne è affetta, il 90% dei contatti non vaccinati si infetteranno. La diffusione del virus è particolarmente temibile quando interessa comunità chiuse in cui sono presenti soggetti non vaccinati. Il morbillo, insieme alla parotite, alla rosolia e varicella può essere prevenuto con un vaccino vivo attenuato (MMR-V). Il Ministero della Salute raccomanda che i bambini ricevano due dosi del vaccino MPR-V, iniziando con la prima dose all’età di 12-15 mesi e la seconda dose all’età di 5-6 anni.

L’appello dell’azienda sanitaria

L’appello che rivolgiamo come azienda sanitaria è di seguire le indicazioni del Ministero della Salute, che raccomanda non solo ai bambini, ma anche agli adolescenti e agli adulti e a tutti gli operatori sanitari e socio sanitari suscettibili di sottoporsi alla vaccinazione antimorbillosa. Ridurre la copertura vaccinale è pericoloso, tanto più in una area come la nostra ad alta densità abitativa. Non esiste un trattamento specifico per la malattia, noi operatori sanitari possiamo aiutare i pazienti affetti alleviandone i sintomi e affrontandone le complicanze. La misura più efficace contro il morbillo è la prevenzione attraverso la somministrazione del vaccino», conclude Benevelli.

Contatti per informarsi

Per effettuare la vaccinazione è possibile consultare il sito aziendale cliccando sull’icona “Sportello Unico”, chiamando da telefono fisso il numero verde 800 605040 o da telefono cellulare il numero 06 56488301, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 18 o contattando via email il seguente indirizzo: vaccinazioni@aslroma3.it.

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Nuova TAC al Santo Spirito, acquistata con fondi PNRR

Nuova TAC al Santo Spirito di Roma, acquistata con fondi PNRR. L’inizio della attività è fissato per il 3 settembre, dopo i collaudi elettrici e di fisica sanitaria. La nuova TAC 128 slice è una soluzione tecnologica avanzata, affidabile e a bassa dose che garantisce una diagnosi di precisione. Il suo sistema di intelligenza artificiale adattiva infatti consente di effettuare esami di alta qualità riducendo le dosi di raggi X fino al 90%. Questo permetterà di utilizzare questo esame anche a scopo preventivo.

Nuova TAC con camera fast 3D

Inoltre la TAC ha una camera fast 3D camera per il posizionamento del paziente e garantisce una migliore ricostruzione integrata con riduzione del disallineamento. Il Commissario Straordinario Giuseppe Quintavalle: «Stiamo ponendo particolare attenzione alla tecnologia, alla sicurezza e al comfort delle nostre strutture, in particolare dell’ospedale Santo Spirito che sarà al centro del flusso dei pellegrini nell’imminente anno giubilare. Questa apparecchiatura elettromedicale di ultima generazione non solo garantisce un maggior benessere del paziente ma riduce il consumo energetico consentendo di diminuire l’impatto ambientale. In ottica One Health sappiamo bene che un ambiente più sano, significa più salute per i nostri cittadini. Ringrazio quindi tutti gli operatori della ASL Roma 1 che ogni giorno stanno lavorando con impegno a questo miglioramento».

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HIV: se hai il dubbio, fai il test, con la Asl Roma 3

HIV: se hai il dubbio, fai il test. La Asl Roma 3 scende in campo per sensibilizzare la cittadinanza sul tema e soprattutto per informare che al CTC (Centro Test e Counseling) per l’HIV di Ostia Antica è sempre attivo un servizio a disposizione dei cittadini che, anche senza prescrizione medica, possono effettuare gratuitamente il test.

HIV nel Lazio superiore alla media

«Il Lazio è la regione italiana con la maggiore incidenza di Hiv, superiore alla media nazionale che aumenta, peraltro, proprio a Roma. Un dato che desta preoccupazione, perché parliamo di numeri elevati ai quali si aggiunge il fatto che la diagnosi, in oltre il 60% dei casi, attesta che la malattia è già in fase avanzata. Abbiamo deciso di promuovere questa campagna social per alzare l’attenzione sul tema e fare in modo che i cittadini sappiano che il personale medico e infermieristico della nostra azienda è a disposizione a Ostia Antica con un servizio gratuito che, oltre al test, garantisce counseling informativo pre e post-test sull’HIV», spiega Francesca Milito, Direttore Generale della Asl Roma 3.

Malattia di cui si parla poco

«L’HIV è una malattia di cui purtroppo si parla poco, ma che in realtà, come testimoniano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, circola ancora molto. Esiste una fetta larghissima di persone che non sa di esserne affetta e che quando lo scopre deve affrontare un percorso decisamente più impervio di quello successivo a una diagnosi precoce. Le cure ci sono e permettono oggi al paziente di condurre una vita normale, ma il messaggio che vogliamo lanciare come azienda sanitaria è che, in caso di dubbio, è necessario fare il test. Per noi stessi e per chi ci sta vicino. Il nostro centro a Ostia Antica vuole essere una sorta di punto di riferimento per il paziente che deve affrontare la malattia.

Persone malate seguite da centro clinico di secondo livello

Le persone con positività per l’infezione da HIV o i soggetti esposti al contagio in ambito occupazionale o non, per necessità di profilassi, vengono condotte verso un Centro Clinico di secondo livello per consentire la presa in carico dell’utente», spiega Francesca Leone, Responsabile Attività Assistenziali Prevenzione della Asl Roma 3. Il Centro Test e Counseling per l’HIV si trova a Ostia Antica, in Via dei Romagnoli 781, ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 (nelle giornate di lunedì e di giovedì dalle 8.30 alle 16.30). Anche gli stranieri temporaneamente presenti sul territorio possono effettuare il test.

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Scoperte nuove ‘impronte’ dell’emicrania al Bambino Gesù

Scoperte nuove ‘impronte’ dell’emicrania nel cervello e nell’intestino di bambini e ragazzi. Due studi recenti condotti dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno indagato struttura cerebrale e composizione del microbiota degli emicranici rivelando differenze significative rispetto ai soggetti sani. Entrambe le ricerche aprono la strada a percorsi mirati e personalizzati per la cura di questa malattia neurologica che colpisce oltre 1 bambino su 10.

Scoperte rese note dall’Ospedale

L’Ospedale rende noti i risultati degli studi in occasione della Giornata Mondiale del Cervello. L’emicrania, la forma più frequente di cefalea primaria tra i bambini e gli adolescenti, è una patologia neurologica che colpisce circa l’11% della popolazione pediatrica. È spesso dovuta a una predisposizione genetica, confermata dalla presenza di altri casi in famiglia. Può presentarsi a qualsiasi età, persino nei primi mesi di vita, anche se tra i più piccoli la malattia non si manifesta con il mal di testa ma con sintomi come vomito ciclico, dolori addominali e articolari ricorrenti, vertigini, torcicollo e mal d’auto. L’équipe del Centro per lo studio e la cura delle cefalee in età evolutiva del Bambino Gesù segue ogni anno 1.500 nuovi casi di bambini emicranici erogando circa 3.000 prestazioni tra visite ambulatoriali e day hospital.

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