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Al Gemelli il rinnovo dell’accreditamento come Academic Medical Center

Il Gemelli IRCCS ha ottenuto il rinnovo dell’accreditamento come Academic Medical Center da parte della Joint Commission International (JCI), leader mondiale nell’accreditamento in ambito sanitario, che promuove il miglioramento continuo della qualità e sicurezza delle cure, con un’attenzione particolare ai bisogni dei pazienti e dei familiari. Il ‘Gold Seal of Approval’® della JCI, che viene riconfermato ogni tre anni, è stato sottoposto come previsto a una rigorosa rivalutazione, lo scorso maggio. E il ‘verdetto’ dei valutatori, giunto ufficialmente lo scorso 10 luglio, giorno del 60 anniversario dalla nascita del Policlinico Gemelli, è stato entusiasticamente favorevole.

Soddisfazione dei vertici del Gemelli

La notizia è stata accolta con grande soddisfazione da parte dei vertici della Fondazione Gemelli e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «Questo risultato – sottolinea l’Avvocato Carlo Fratta Pasini, Presidente della Fondazione Policlinico Gemelli – non sarebbe stato possibile senza lo sforzo e l’impegno quotidiano di tutti, dalla componente medica, a quella assistenziale e amministrativa, agli specializzandi e agli studenti, nel mantenere standard di eccellenza nel lavoro, nelle cure, nello svolgere tutti i giorni attività finalizzate a garantire alle persone che si rivolgono a noi un ambiente sicuro, accogliente, etico ed empatico. Ed è dunque a tutta la grande famiglia del Gemelli che va il nostro più sentito ringraziamento. L’accreditamento JCI peraltro non è un traguardo, ma un percorso, un work in progress che consente di continuare a migliorare la qualità del lavoro quotidiano».

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‘Se lo proteggi ora sarà più forte domani’ della Asl Roma 3

‘Se lo proteggi ora sarà più forte domani’, questo lo slogan scelto dalla Asl Roma 3 per la campagna a favore delle vaccinazioni in gravidanza. Volantini e locandine saranno distribuiti nei presidi sanitari della Asl e soprattutto nei sette centri vaccinali del territorio, al fine di sensibilizzare le future mamme e per alzare l’attenzione sull’importanza, anche in gravidanza, dei vaccini. Nel vasto territorio della Asl Roma 3 circa il 25% delle donne in gravidanza sceglie di vaccinarsi, vale a dire 1 su 4.

Se lo proteggi eviti rischi

«I numeri che raccogliamo ci spingono ogni anno a lanciare un nuovo appello a chi aspetta un figlio, perché sappiano che i vaccini rappresentano il primo atto di amore nei confronti del proprio bambino e anche che esistono dei rischi nel caso in cui la mamma non si sottoponga alla vaccinazione», spiega Francesca Milito, Direttore Generale della Asl Roma 3. «Le vaccinazioni stimolano la mamma a produrre anticorpi che poi sono trasmessi al bambino attraverso la placenta e nel periodo neonatale attraverso il latte materno. Difterite, tetano, pertosse (dTpa) e influenza, sono le vaccinazioni fortemente raccomandate e in grado di proteggere la salute della mamma e del neonato nei primi mesi di vita.

Vaccinazione dTpa consigliata

La vaccinazione dTpa è consigliata anche se la futura mamma è già stata vaccinata, o sia in regola con i richiami decennali o abbia già contratto la pertosse in passato, poiché altrimenti non potrebbe trasmettere al feto una quantità di anticorpi materni sufficienti per proteggerlo, dal momento che questi si esauriscono nel tempo. Se la neomamma non è stata vaccinata in gravidanza può comunque eseguire la vaccinazione dopo il parto. Sono controindicate le vaccinazioni con virus vivi attenuati come quelle contro morbillo-parotite-rosolia, varicella, febbre gialla e febbre tifoide. Il periodo ideale per la vaccinazione dTpa è intorno alla 28a settimana di gestazione, mentre la vaccinazione contro l’influenza stagionale va effettuata tra metà ottobre e fine di dicembre, indipendentemente dal trimestre della gravidanza. Raccomandiamo di programmare le vaccinazioni indicate e di prenotarle in tempo utile.

Chiarimento dei dubbi

Il personale sanitario, medici, ostetriche e infermieri, sono sempre disponibili a chiarire i dubbi e a rispondere alle domande spesso utili a combattere i pregiudizi e le fake news che ancora circolano su internet», spiega Patrizia Grammatico, Responsabile U.O.S. Immunoprofilassi della Asl Roma 3. Anche il papà e i nonni, così come le altre persone che si prenderanno cura del bambino, possono vaccinarsi contro difterite, tetano, pertosse, influenza, morbillo, parotite, rosolia e varicella: un modo ulteriore per proteggere le future mamme e i loro bambini.

Prenotazioni sul sito o per telefono

Per prenotare è sufficiente collegarsi al sito della Asl Roma 3, cliccando sul logo Sportello Unico Vaccinazioni. È sempre possibile prenotare chiamando da telefono fisso il numero verde 800 605040 e da telefono mobile il numero 06.56.48.83.01, tutti e due dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 18. Una volta preso l’appuntamento è necessario presentarsi muniti della documentazione sanitaria personale e della tessera sanitaria.

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La moda dei cinghiali sembra sia passata, ma non è così

«La moda dei cinghiali sembra sia passata! Nessuno ne parla più, se non i privati cittadini ormai disperati. Il problema, però, rimane ed è molto serio. Registriamo quotidianamente denunce, segnalazioni ed anche pericolose aggressioni. La questione più delicata, che può essere una vera bomba, è quella della PSA (Peste Suina Africana) che non si è arrestata nella sua diffusione e rappresenta un pericolo per gli importanti allevamenti di suini nella nostra intera regione». È quanto dichiara Flavio Pezzoli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Roma e Provincia. «Non intendiamo creare allarmismi – aggiunge Pezzoli – ma vogliamo solo stimolare un confronto costante con i decisori regionali e locali, sia tecnici che politici, affinché non si sottovaluti questa vera e propria emergenza epidemiologica che potrebbe assumere risvolti pesantissimi a danno delle aziende zootecniche».

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La Guida ‘Nutripiatto in Movimento’

La Guida ‘Nutripiatto in Movimento’, realizzata nell’ambito del più ampio progetto ‘Nutripiatto’, programma di educazione alimentare pensato per i più piccoli e sviluppato da Nestlé con il contributo scientifico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e di Sipps, sarà presentata a Firenze, nel corso del XXXVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. Nasce con l’obiettivo di rispondere alle necessità delle famiglie che intendono compiere scelte alimentari equilibrate, educando i bambini alla corretta porzionatura degli alimenti, in base all’età e al profilo personale.

Guida non solo nell’alimentazione

Oltre a un’alimentazione varia ed equilibrata, è importante mantenere uno stile di vita attivo che tenga conto del movimento e dell’attività fisica, fondamentali per il benessere dei più piccoli. È quindi necessario sensibilizzare le famiglie anche sull’importanza di uno stile di vita attivo e non sedentario fin dalla più tenera età. La nuova Guida ‘Nutripiatto in Movimento’ è pensata per orientare sulle esigenze nutrizionali dei piccoli quando praticano attività motoria/sportiva. Il testo, infatti, approfondisce questi temi proponendo ricette e spuntini per i vari momenti con diverse esigenze nutrizionali e promuovendo un approccio che fa del gioco e dell’attività sportiva una modalità di apprendimento per una crescita adeguata.

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Bambino Gesù in missione a Karak

Bambino Gesù in missione a Karak. L’Istituto delle Suore Missionarie Comboniane gestisce l’Ospedale italiano del posto, in Giordania, dal 1939, quattro anni dopo la sua fondazione. Nella popolazione della provincia, a circa 140 km della capitale Amman, sono oggi presenti numerosi profughi soprattutto siriani e iracheni. La collaborazione con il Bambino Gesù è iniziata nel 2013 con un appello radiofonico che offriva l’opportunità di avere a disposizione per un consulto gratuito gli specialisti di neuropsichiatria e neuroriabilitazione pediatrica dell’ospedale. All’appello risposero subito 150 famiglie. Nel decennio intercorso da allora sono stati curati più di 800 bambini ed effettuate circa 2300 visite.

Il lavoro del Bambino Gesù

Si è lavorato, inoltre, alla formazione di terapisti locali e alla definizione di un programma di parent training mirato a sostenere i genitori nella gestione degli aspetti comportamentali del bambino. La comunità delle Suore comboniane è impegnata a mantenere la presenza nell’ospedale di Karak come segno di dialogo interreligioso e apertura verso tutti, coinvolgendo personale cristiano e musulmano nell’accoglienza e nella cura dei malati con particolare attenzione ai più poveri ed esclusi. Gli specialisti del Bambino Gesù sono stati presenti nella città giordana dal 20 al 28 giugno. In questo tempo hanno visitato 45 pazienti, 30 dei quali in follow-up perché presi in cura nelle missioni precedenti.

Svolta attività di formazione

Hanno inoltre svolto attività di formazione con due terapiste locali. Nel corso del video collegamento con il presidente Onesti, il direttore sanitario Massimiliano Raponi e il responsabile delle Relazioni internazionali Sandro Cristaldi, Valeri (responsabile UOS Disturbi dello spettro autistico) ha spiegato sinteticamente i tre criteri alla base del progetto in Giordania: «Il primo criterio è un intervento basato sulla famiglia perché qui non ci sono strutture e l’unica risorsa è, appunto, la famiglia; il secondo, un intervento basato sulle risorse della comunità; il terzo, un intervento che ha come obiettivo quello di trasferire conoscenze e buone pratiche sia ai genitori che ai terapisti locali». Si tratta di uno dei pochi progetti in Giordania, tra quelli proposti dalle organizzazioni non governative, in grado di rispettare questi tre criteri fondamentali.

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Il Goal della Vita torna a Roma lunedì 8 luglio

Il Goal della Vita torna a Roma lunedì 8 luglio per la terza edizione. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Mida Academy e dall’Associazione IURIS Vittime del Dovere della Polizia di Stato, in collaborazione con il Policlinico Umberto I e l’Università di Roma La Sapienza e patrocinata dall’IDI IRCSS Istituto Dermopatico dell’Immacolata, con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale, del Coni e dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

Slogan de Il Goal della Vita

L’iniziativa ha quest’anno come slogan “In salute e sicurezza con lo sport nel mondo dell’era digitale”. Anche per questa edizione ci sarà, in qualità di madrina, Maria Consiglio Visco Marigliano. Appuntamento alle ore 9 in piazza del Campidoglio a Roma per l’apertura della manifestazione con la partecipazione della Banda nazionale dell’Esercito italiano.

Apertura della giornata

Ad aprire la giornata saranno la presidente di Mida Academy, Antonella Minieri, e il presidente dell’associazione Iuris – Vittime del dovere e segretario generale del SILP – CGIL Roma e Lazio, Antonio Patitucci. Sono attesi, tra gli altri, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mulè, la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il Questore di Roma, Carmine Belfiore, il fondatore dell’Opera di Don Giustino Onlus, Don Antonio Coluccia, il direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, Francesco Vaia, il componente della procura federale della FIGC, Francesco Zicchieri, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, Paolo Nesta e infine il componente della commissione ricerca dell’Ordine dei medici di Roma, Alessandro Braccioni.

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Tumore seno HER2+: nuove opportunità di cura

Tumore seno HER2+: nuove opportunità di cura migliorano sopravvivenza, qualità di vita ed efficienza. La rimborsabilità della combinazione di trastuzumab e pertuzumab più chemioterapia ha recentemente modificato il percorso decisionale terapeutico di una forma di carcinoma mammario estremamente aggressiva, il tumore al seno HER2+, nel contesto neoadiuvante (pre-chirurgia). Conosciuta come doppio blocco, ha migliorato la sopravvivenza nelle pazienti ad alto rischio di recidiva.

Ottimizzazione della cura al tumore

L’introduzione delle formulazioni sottocutanee rappresenta un’altra importante occasione di ottimizzazione del percorso di cura. Rispetto alla formulazione endovenosa, riduce i tempi di allestimento, somministrazione, osservazione e i costi diretti e indiretti, con benefici sia per l’organizzazione del centro ospedaliero che per la qualità di vita delle pazienti. Anche di questo si è discusso a Roma nel corso dell’evento macroregionale DUAL ANSWHER2+, promosso da Roche con l’obiettivo di ospitare un dibattito sulle opportunità che offrono queste innovazioni terapeutiche e tecnologiche.

Alessandra Fabi

«La terapia neoadiuvante – ha affermato la Responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale Medicina di Precisione in Senologia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Roma, Alessandra Fabi – è ormai un caposaldo prechirurgico nel tumore mammario HER2+, determinando un significativo beneficio clinico, associato a una qualità di vita della paziente e alla qualità del percorso terapeutico. Il trattamento neoadiuvante dei tumori HER2+ con il doppio blocco anti HER2 contribuisce, infatti, a rafforzare il modello ‘Breast Unit’, in cui sono impegnati anatomopatologi, chirurghi, radiologi, oncologi, psicologi e altre figure. Aumenta la percentuale di risposte complete patologiche e sopravvivenza libera da malattia».

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AIAF-APS prosegue con “Caring Fabry”

Per AIAF-APS, Associazione Italiana Anderson-Fabry, sono circa 20 le giornate che, in media, una persona con malattia di Fabry perde ogni anno per recarsi in ospedale e sottoporsi a visite e terapie. Un dato già rilevato nel 2018 e riconfermato attraverso una survey più recente. Per questo, a sei anni di distanza dalla prima rilevazione, prosegue e si rafforza l’impegno di AIAF nella definizione e diffusione di un sistema di presa in carico del paziente che consenta di abbattere al massimo questo dato. Trattandosi di una patologia multisistemica, con interessamento prevalente di sistema nervoso, reni e cuore, un investimento così importante in “giornate perse” deriva, nella maggior parte dei casi, dalla difficoltà di far combaciare appuntamenti con specialisti diversi.

Caring Fabry di AIAF dal 2018

Da questa rilevazione di criticità è nato il progetto “Caring Fabry”, promosso da AIAF a partire dal 2018 e realizzato in collaborazione con la Società Helaglobe Srl, che ha proprio l’obiettivo di colmare la disparità tra bisogno di assistenza e attuale presa in carico, disegnando il modello ideale di presa in carico del paziente con malattia di Anderson-Fabry. In questo modo potranno essere ottimizzati i tempi e potrà essere migliorato il funzionamento degli attuali centri di cura.

Presidiente Stefania Tobaldini

«Le persone con Malattia di Fabry hanno necessità di sottoporsi a numerose visite di controllo multidisciplinari, spesso organizzate in date diverse, che costringono a molteplici assenze dal lavoro o da scuola. A queste giornate, spesso si aggiungono ulteriori giornate di assenza per la gestione delle terapie, pari a 26 giorni annui per i pazienti in cura con la terapia enzimatica sostitutiva che non possono curarsi a casa. Anche la necessità di ritirare i farmaci in ospedale (spesso lontano da casa) per alcuni pazienti comporta ulteriori assenze dal lavoro. Tutte queste assenze comportano la necessità di fare ricorso a permessi, ferie o giorni di malattia al lavoro», spiega Stefania Tobaldini, presidente AIAF. «Non solo – prosegue – il problema si riversa molto frequentemente anche sulle famiglie, perché spesso si ha bisogno dell’accompagnamento da parte di un familiare».

Ufficio Stampa

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Ricerca di Sapienza e di Fondazione Santa Lucia sulla vitamina B6 nei tumori

Una ricerca coordinata dalla Sapienza e dalla Fondazione Santa Lucia ha dimostrato che la mancanza della vitamina B6 è in grado di trasformare i tumori benigni in forme più aggressive. La comprensione di questo fenomeno, descritto in un articolo pubblicato su Cell Death & Disease e indagato sperimentalmente sul moscerino della frutta è utile per chiarire i legami presenti tra carenza di micronutrienti e comparsa di tumori La carenza di vitamina B6 è correlata all’insorgenza di tumori maligni secondo una nuova ricerca dei Dipartimenti di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin e di Scienze Biochimiche Alessandro Rossi Fanelli della Sapienza e del Laboratorio di Neurobiologia Cellulare della Fondazione Santa Lucia di Roma.

Ricerca su Cell Death & Disease

Lo studio, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Cell Death & Disease, ha chiarito i meccanismi alla base di questo legame effettuando per la prima volta esperimenti in vivo su esemplari di Drosophila melanogaster, il comune moscerino della frutta. In particolare, questa ricerca ha dimostrato che la deficienza della vitamina B6 è in grado di trasformare tumori benigni che esprimono l’oncogene RasV12 (un gene legato alla formazione di neoplasie) in forme più aggressive che producono metastasi. La vitamina B6 è un composto idrosolubile e dalle proprietà antiossidanti, che rende possibile l’attività di enzimi coinvolti nel 4% delle reazioni metaboliche.

Importanza della vitamina B6

Per questo motivo, all’interno del delicato equilibrio cellulare, la carenza di vitamina B6 determina, fra le altre cose, danno al DNA e aberrazioni cromosomiche. I ricercatori hanno dimostrato per la prima volta in vivo la correlazione tra la deficienza della vitamina B6, il danno genomico e lo stress ossidativo nelle cellule tumorali. Per arrivare a tale risultato, gli studiosi hanno utilizzato la Drosophila melanogaster. Attraverso opportuni incroci genetici, gli scienziati hanno ottenuto larve di Drosophila che esprimessero contemporaneamente l’oncogene Ras, che provoca tumori benigni, e una proteina fluorescente verde in modo da poter seguire agevolmente le masse tumorali e le eventuali metastasi generatesi dal tumore primario. Tali larve, trattate con uno specifico inibitore della vitamina B6 per ridurne la concentrazione, sono state poi esaminate per valutare gli effetti di tale deficienza sul fenotipo tumorale.

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I cambiamenti climatici influiscono sulla salute degli anziani

I cambiamenti climatici influiscono negativamente sulla salute fisica e psicologica degli anziani. Le alte temperature e l’inquinamento atmosferico, in particolare, rappresentano minacce significative. Per questo, i medici, gli psicoterapeuti e tutto il personale sanitario dovrebbero essere sempre più pronti a rispondere ai rischi associati a questi cambiamenti. A spiegarlo è la psicoanalista Ordinario e psichiatra della Società Psicoanalitica Italiana Adelia Lucattini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha specificato con chiarezza chi sono gli anziani in base all’età anagrafica: giovani anziani (65-74 anni), anziani (75-84 anni), grandi anziani (85-99 anni) e centenari.

Popolazione europea invecchia

Secondo gli ultimi dati ISTAT, la popolazione europea sta invecchiando rapidamente. Tra il 2001 e il 2020, la quota degli ultraottantenni è quasi raddoppiata, passando dal 3.4% al 6%. Questo fenomeno demografico presenta sfide significative, in particolare per quanto riguarda il benessere mentale nella terza età. La psicoanalista Adelia Lucattini sottolinea l’importanza di considerare l’impatto psicologico dei cambiamenti climatici sugli anziani.

Cambiamenti climatici provocano stress

«Il caldo estremo come si sta verificando in modo duraturo negli ultimi anni, può provocare stress da calore, diminuzione delle capacità reattive emotive e psicologiche, depressione e disturbi del sonno», spiega Adelia Lucattini, aggiungendo: «La solitudine, la sedentarietà, l’isolamento a casa e la deprivazione sensoriale possono esacerbare questi effetti, portando a una diminuzione delle interazioni, della capacità verbale e del ragionamento, come accade in alcune forme di demenza, con cui possono essere confuse.

Non lasciare gli anziani soli

È essenziale che gli anziani non siano lasciati soli. È importante che siano stimolati a partecipare ad attività con i familiari, a svolgere esercizio fisico controllato con un insegnante, e se possibile, trascorrere del tempo in località con climi più miti. Il supporto psicoanalitico può aiutare gli anziani ad affrontare le difficoltà legate all’età, sia fisiche che psicologiche, a riflettere sulla propria esistenza, a riorganizzare il presente e trovare nuove motivazioni e vitalità interna».

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