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Incontro Pediatrico-Neonatologico dell’Ospedale G.B. Grassi il 25 maggio

Incontro Pediatrico-Neonatologico dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia ‘Quando l’ospedale ed il territorio si incontrano con… Ostia 38’, sabato 25 maggio, presso l’Aula Magna del Centro FIJLKAM a Ostia. Responsabile Scientifico dell’iniziativa, patrocinata dalla Asl Roma 3, è Luisa Pieragostini, Direttore di Pediatria presso l’Ospedale Grassi.

Incontro momento di confronto

«Questo congresso rappresenta per la nostra Asl un momento importante di confronto su una branca della medicina alla quale teniamo in modo particolare: la pediatria. Il reparto del Grassi è in forte espansione, e se da una parte vanta il record di dimissione in 48 ore, dall’altra ha saputo mettere a disposizione delle famiglie anche un ambulatorio per i controlli neonatologici entro i 7 giorni dalla nascita indispensabili per le diagnosi salvavita, come da indicazione della Società Italiana di Neonatologia. Nel reparto pediatrico del Grassi abbiamo una media di 25 pazienti al mese, mentre l’osservazione breve, ricoveri non superiori alle 44 ore, può raggiungere anche 35 pazienti al mese.

Oggetto di riflessione e studio

Il programma scientifico dell’iniziativa sarà oggetto di riflessione, studio e condivisione delle esperienze maturate dal personale medico della Asl Roma 3. La formazione continua, anche nella sanità, è davvero utile al percorso di crescita che ci vede tutti coinvolti, giorno dopo giorno, nel migliorare i servizi offerti ai cittadini», spiega Francesca Milito, Direttore Generale della Asl Roma 3.


Comunicato Stampa

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Nasce l’Osservatorio Nazionale Donazione Sangue e Plasma

Nasce l’Osservatorio Nazionale Donazione Sangue e Plasma: un progetto che ha lo scopo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul tema della carenza di sangue. L’Osservatorio, presentato a Roma nella sede dell’Hotel Nazionale in Piazza di Monte Citorio, è istituito dall’Associazione Donatori e Volontari Personale Polizia di Stato – “DonatoriNati” e vede l’adesione anche della Polizia stradale, Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane), Fondazione GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto) e l’Associazione Familiari Vittime della Strada.

Nasce con l’obiettivo di mettere a sistema l’impegno di tutti

L’obiettivo è quello di mettere a sistema l’impegno di altre Associazioni del settore, Enti Pubblici e Privati, Istituzioni ed Autorità, generando uno scenario tecnico e normativo dal quale partire per la progettazione di azioni concrete atte a individuare una soluzione alla problematica della carenza di sangue. Il tema della carenza di sangue è di crescente rilevanza non soltanto in ambito sanitario, nei numerosi casi in cui le normali cure medico-chirurgiche possono essere insufficienti, ma anche nel caso di eventi eccezionali quali terremoti, disastri o incidenti. Dalla ricerca realizzata dalla società di ricerca, intelligence e consulenza Nomisma, presentata durante l’evento, è emerso un dato allarmante: sebbene, al momento, l’Italia possa ritenersi autosufficiente nella produzione di sangue, in futuro tale autosufficienza è destinata a ridursi, fino ad arrivare alla dipendenza da altri Stati e alla conseguente necessità di importazione.


Ufficio Stampa

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Cento città palestre a cielo aperto per Sportcity Day

Cento città, grandi e piccole, accomunate dall’idea di trasformare i propri spazi urbani in palestre a cielo aperto in occasione della quarta edizione dello Sportcity Day, in programma il 22 settembre prossimo nelle piazze, vie, parchi, fiumi, laghi, palestre e playground di tutta Italia. A quattro mesi dall’evento, le 100 città aderenti possono essere considerate un bel traguardo, e con questi numeri si prevede che in questa edizione dell’evento organizzato da Fondazione Sportcity saranno oltre 150 le città in movimento.

Oltre cento città

Tutte insieme in un vero e proprio crogiolo di iniziative e di eventi per offrire ai cittadini una domenica speciale, nella quale fare sport insieme all’aria aperta riappropriandosi di aree che nella normalità sono teatro delle frenetiche attività quotidiane. I Comuni che hanno sposato la filosofia di Fondazione di lavorare insieme per una “Repubblica del Movimento”, hanno intuito, prima di altri, che questa “rivoluzione dolce” è possibile. Benessere, qualità della vita, felicità e promozione della cultura del movimento, sostenibilità, attenzione all’ambiente sono i comuni denominatori che detteranno, oggi come nel futuro, le linee guida in tutti i territori.

Ognuno con il proprio contributo

Ognuno sarà protagonista portando il proprio contributo per sviluppare questo percorso culturale divenuto ormai inarrestabile. Sindaci, amministratori, stakeholder del mondo dello sport e del benessere psico-fisico, ma anche società sportive grandi e piccole, atleti e cittadini saranno coinvolti in un progetto che va oltre il mero esercizio fisico. In questi anni si è sviluppato un nuovo modo di pensare, di intendere la pratica sportiva e l’attività motoria, lontano dalla spasmodica ricerca della performance agonistica ma volto al wellness fisico e mentale. Un valore educativo che vuole contrastare in maniera concreta i dati drammaticamente emersi da una ricerca dell’’Osservatorio permanente sullo Sport della stessa Fondazione SportCity.


Ufficio Stampa

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Nuova tecnica al Gemelli per asportare noduli tumorali polmonari

Una nuova tecnica, messa a punto al Gemelli, consente di asportare in maniera mininvasiva noduli tumorali polmonari nelle primissime fasi di sviluppo, con caratteristiche che non li rendono riconoscibili all’occhio del chirurgo, in quanto, molto piccoli, ancora ‘poco densi’ e dunque non distinguibili dal tessuto polmonare normale.

Nuova tecnica messa a punto

«Si tratta di una tecnica – spiega la dottoressa Maria Teresa Congedo docente di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica e medico della UOC di Chirurgia Toracica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, diretta dal professor Stefano Margaritora, Professore Ordinario di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica oltre che Direttore della UOC stessa – che abbiamo messo a punto noi chirurghi toracici, insieme al professor Roberto Iezzi Professore Associato di Radiologia presso l’Università Cattolica e direttore della UOC di Radiologia d’Urgenza ed Interventistica della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e al dottor Andrea Contegiacomo della Radiologia d’Urgenza e Interventistica, che consiste nel far precedere l’intervento vero e proprio, dal posizionamento di una spirale metallica (microcoil) sotto guida TAC, all’interno di questi noduli polmonari fortemente sospetti per essere lesioni tumorali in fase iniziale.

Lesioni sfumate

Si tratta di lesioni ‘sfumate’, ‘soffici’ al tatto e molto piccole (in genere sotto il centimetro); per queste caratteristiche non sono distinguibili dal parenchima polmonare sano all’ispezione diretta. Questi noduli differiscono dai noduli polmonari tumorali ‘maturi’ che sono invece palpabili e immediatamente riconoscibili dall’occhio del chirurgo». Per questo motivo, i chirurghi toracici hanno deciso di chiedere aiuto ai radiologi interventisti per ‘marcare’ queste lesioni sospette con un repere metallico, una spiralina, in modo da renderle ‘visibili’ durante l’intervento chirurgico, che può essere effettuato con tecnica mini-invasiva endoscopica (toracoscopica). In una prima fase, i radiologi interventisti posizionano il microcoil nel nodulo, dall’esterno, sotto guida TAC.

Operazioni dei chirurghi toracici

Successivamente il paziente viene operato dai chirurghi toracici. «L’asportazione del nodulo con tecnica torascopica – spiega la dottoressa Congedo – viene effettuata con il paziente in anestesia generale; dopo aver praticato un’incisione di 3 cm sulla parete del torace, si inserisce una piccola videocamera, che consente di visualizzare il marcatore, posizionato in precedenza dai radiologi». In questo modo il chirurgo va ad asportare solo il nodulo sospetto, preservando il tessuto polmonare sano. E il paziente può andare a casa dopo appena due giorni perché i tempi di recupero sono rapidissimi. «Abbiamo iniziato ad operare con questa tecnica nel 2019 – ricorda la dottoressa Congedo – continuando poi a perfezionarla nel tempo. Lo scorso ottobre abbiamo presentato una comunicazione sulla nostra casistica di oltre 100 interventi, nel corso del congresso della Società Italiana di Chirurgia Toracica, ricevendo il premio per la migliore relazione della sezione chirurgia toracica mini-invasiva».

Ufficio Stampa Gemelli

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Bambini e ragazzi con sclerosi tuberosa assistiti al Bambino Gesù

I bambini e i ragazzi con sclerosi tuberosa assistiti al Bambino Gesù negli ultimi 3 anni sono oltre 150. Si tratta di una delle più ampie casistiche a livello nazionale di pazienti pediatrici affetti da questa malattia genetica rara che colpisce diversi organi con manifestazioni cliniche anche molto gravi. Nella Giornata internazionale di sensibilizzazione sulla malattia, mercoledì 15 maggio, l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede ospita l’incontro scientifico per specialisti e famiglie promosso dall’Associazione Sclerosi Tuberosa, alla presenza del prof. John Bissler, nefrologo di fama internazionale.

I bambini colpiti sono uno su 6.000

La sclerosi tuberosa è una patologia genetica rara che colpisce un bambino ogni 6.000 nuovi nati. È dovuta all’alterazione di uno dei due geni (TSC1 o TSC2) che contengono le informazioni necessarie per produrre le proteine che contribuiscono a impedire lo sviluppo di tumori. Questa malattia, infatti, è caratterizzata dalla formazione di tumori benigni multipli (amartomi) localizzati prevalentemente a livello cerebrale, renale, cardiaco, polmonare e cutaneo.

Variano le manifestazioni cliniche

Le manifestazioni cliniche variano da soggetto a soggetto; nei casi più complessi possono portare a disabilità gravi, impattando notevolmente sulla qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie. La diagnosi precoce, già in epoca prenatale, prima della comparsa dei sintomi, permette ai clinici di identificare diversi segni di allarme e, quindi, di mitigare il decorso della malattia. Non esiste al momento una cura specifica e risolutiva, tuttavia, grazie alla ricerca scientifica e alla disponibilità di nuovi farmaci, è possibile trattare in modo efficace le singole manifestazioni e complicanze. Considerato il numero degli organi coinvolti e l’estrema variabilità dei sintomi, al Bambino Gesù la gestione dei pazienti è multidisciplinare.

Ufficio Stampa

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Al Policlinico Tor Vergata autotrapianto di rene con tecnica robotica

Un lavoro di equipe tra la UOSD Urologia, diretta dal Prof. Enrico Finazzi Agro’, e la UOC Chirurgia dei Trapianti, diretta dal Prof. Giuseppe Tisone, “a conferma dell’importanza di un approccio multidisciplinare”, ha consentito al Policlinico di Tor Vergata l’esecuzione di un autotrapianto di rene con tecnica completamenmte robotica. Il paziente, affetto da stenosi recidivante pan-ureterale, presentava una complessa anatomia vascolare e obesità. Dopo la nefrectomia robotica, eseguita dal Prof Albisinni (UOSD Urologia),

si e’ proceduto a ricostruzione microchirurgica, questa effettuata dal Prof. Tommaso Manzia (UOC Trapianti).

IL PRIMO AL CENTRO-SUD ITALIA

Infine, tramite una piccola incisione nascosta, in rene e’ stato reintrodotto in addome dove il Prof. Simone Albisinni (UOSD Urologia), con tecnica robotica, ha eseguito il trapianto e posizionato il rene accanto alla vescica. Il paziente ha potuto alimentarsi e alzarsi già 12 ore dopo l’intervento, grazie alla perfetta gestione dell’anestesia e del dolore da parte dell’equipe guidata dal Prof. Maurio Dauri.
Fondamentale la gestione infermieristica del personale di sala operatoria, in un intervento a così alta complessità. Il paziente e’ rientrato a casa dopo 48 ore di degenza in ottime condizioni e il suo rene si trova bene nella sua nuova “casa”.
“Il risultato straordinario ottenuto dal Policlinico di Tor Vergata nell’intervento di autotrapianto di rene con tecnologia completamente robotica, il primo nel centro-sud Italia, rappresenta un trionfo della ricerca e dell’impegno nell’eccellenza medica e nell’innovazione tecnologica,” dichiara Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università di Roma Tor Vergata.

Enzo Ferreri

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Il Presidente dell’Ecuador ha visitato l’Ospedale Bambino Gesù

Il Presidente dell’Ecuador, Daniel Roy Gilchrist Noboa Azín, accompagnato dalla Primera Dama, Angela Lavinia Valbonesi Acosta e da una delegazione di rappresentanti delle istituzioni ecuadoregne, ha visitato l’Ospedale Bambino Gesù dopo l’incontro in Vaticano con papa Francesco.

Presidente Onesti ad accoglierli

Ad accoglierli nella sede del Gianicolo c’era il presidente Tiziano Onesti. Per il Bambino Gesù erano presenti anche il direttore sanitario Massimiliano Raponi, il responsabile delle relazioni internazionali Sandro Cristaldi e il responsabile dell’unità di cardiochirurgia Lorenzo Galletti. L’incontro è stata l’occasione per fare il punto sulla collaborazione in atto da alcuni anni tra il Bambino Gesù e l’Ospedale Baca Ortiz di Quito, grazie al supporto di IILA, Organizzazione internazionale italo-latino americana. Nel 2020, il personale sanitario dell’ospedale della capitale ecuadoregna ha partecipato ad alcuni incontri a distanza per la gestione dell’emergenza Covid-19.

Progetto in ambito cardiochirurgia

Successivamente è stato avviato un progetto nell’ambito della cardiochirurgia che è tuttora in corso di svolgimento. Dopo una prima fase caratterizzata dalla formazione a distanza per il personale sanitario locale e dalla consulenza per casi clinici complessi, è previsto nei prossimi mesi l’arrivo da Quito al Bambino Gesù di 6 figure professionali per attività di training presso l’unità di cardiochirurgia. L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività di cooperazione internazionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che conta progetti di formazione per il personale medico e infermieristico attivi in 18 Paesi del mondo.

Visita all’unità operativa

Al termine dei colloqui tra le due delegazioni, il presidente Noboa Azín e la Primera Dama hanno visitato l’unità operativa di cardiochirurgia dell’ospedale, che si occupa del trattamento chirurgico di tutte le cardiopatie, congenite e acquisite, in età neonatale e pediatrica. Con circa 600 procedure chirurgiche e interventistiche ogni anno, insieme ad un’intensa attività trapiantologica, la cardiologia e la cardiochirurgia dell’Ospedale Pediatrica Bambino Gesù rappresentano un punto di riferimento per le famiglie a livello nazionale e internazionale.

Bambino Gesù Ufficio Stampa

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Al via ad Anzio l’11 e il 12 maggio il Tour della Salute

Parte da Anzio la sesta edizione del Tour della Salute, che quest’anno toccherà 15 località, offrendo ai cittadini l’opportunità di sottoporsi a consulti gratuiti finalizzati a ridurre il rischio di malattie croniche e di partecipare ad attività aggregative.
La tappa laziale del Tour si svolge sabato 11 maggio e domenica 12, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, in piazza Garibaldi.

La manifestazione è promossa da Asc – Attività Sportive Confederate, con il contributo incondizionato di Eg Stada e il patrocinio del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

In piazza saranno allestiti 6 ambulatori in cui sarà possibile sottoporsi

a controlli gratuiti di tipo cardiologico, dermatologico, nutrizionale, reumatologico, psicologico e veterinario.

IN PIAZZA CONSULTI MEDICI GRATUITI ED ATTIVITA’ MOTORIA

Sarà inoltre presente uno sportello dedicato alle apnee notturne e

una stazione di check-up che consentirà ai cittadini di sottoporsi

alla misurazione di diversi parametri vitali che saranno analizzati dall’intelligenza artificiale.
Alla tappa di Anzio prende parte anche il dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 6, presente con un camper per gli screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella, del collo dell’utero e

del colon retto e con uno dedicato alla prevenzione, all’interno del quale saranno a disposizione professionisti specializzati nella promozione

di corretti stili di vita e nella prevenzione delle malattie croniche.
Oltre ai consulti medici, saranno proposte molteplici attività motorie, ludiche e aggregative, curate da istruttori e operatori aderenti alla rete Asc. Inoltre, il progetto ‘La salute al centro’ punta a promuovere

l’attività sportiva supportando un cambiamento dei propri stili di vita.
“Questa sesta edizione del Tour della Salute è la più completa di sempre, poiché contempera tutti gli aspetti fondamentali nell’ottica di salvaguardare, non soltanto la propria salute fisica, ma anche quella psichica e finanche il benessere dei propri animali da affezione”,

ha affermato Giuliano Lombardi, presidente Comitato scientifico del Tour della Salute.

Enzo Ferreri

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Il Progetto “Il Nido della Cicogna” presentato presso la Regione Lazio

Il Progetto “Il Nido della Cicogna” presentato presso la Regione Lazio. Si tratta di una campagna di formazione e informazione a sostegno della natalità, per la promozione della riproduzione consapevole, la prevenzione dell’infertilità e la preservazione della fertilità femminile con lo screening per la ridotta riserva ovarica. Quattro le fasi illustrate dalla dott.ssa Arianna Pacchiarotti, Direttore del Centro PMA San Filippo Neri, insieme al Commissario Straordinario della ASL Roma 1 Giuseppe Quintavalle insieme ai testimonial Raoul Bova, Rocio Muñoz Morales, Rosanna Banfi e Virginia Leoni.

Obiettivi del progetto

Una campagna di identificazione della popolazione femminile con ridotta riserva ovarica, uno screening ematologico, la pianificazione della gravidanza e la crioconservazione preventiva degli ovociti mediante stimolazione ormonale, prelievo ovocitario e crioconservazione degli ovociti. Gesti semplici ma di grande efficacia per una riproduzione più consapevole quindi, dagli sportelli di ascolto nelle scuole all’educazione dei medici del territorio, dalle campagne di comunicazione sui social network al coinvolgimento di testimonial per video e reel da proiettare nelle scuole e negli eventi culturali per focalizzare l’attenzione sull’impatto che l’ambiente ha sulla fertilità con lo scopo di promuovere la salute riproduttiva.

Massima facilità per lo screening

Anche per lo screening massima facilità, un prelievo ematico da eseguire presso il centro di PMA ma anche “on the road” grazie al camper attrezzato della ASL Roma 1. I test sul prelievo ematico saranno poi eseguiti dal laboratorio del San Filippo Neri. Tutto per mettere in condizione la donna di pianificare la gravidanza o in alternativa di crioconservare gli ovociti. L’obiettivo della campagna è ridurre il ricorso a tecniche di fecondazione assistita di tipo eterologo, identificare precocemente le pazienti attraverso uno screening della riserva ovarica, pianificare una gravidanza in tempi consoni con la propria problematica, accedere alla preservazione preventiva della fertilità con la possibilità della crioconservazione dei propri ovociti, in modo da differire il progetto gravidanza dall’età ovarica.

Ufficio Stampa

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Proteina del sangue che predice il rischio di cancro e infarto negli anziani

La proteina del sangue che predice il rischio di cancro e infarto negli anziani. Una ricerca congiunta condotta da Sapienza Università di Roma in collaborazione con I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, Mediterranea Cardiocentro di Napoli e Università LUM di Casamassima, che ha messo in luce un’associazione significativa tra ipoalbuminemia (bassi livelli di albumina nel sangue) e un aumento del rischio di mortalità per malattie vascolari e cancro in individui anziani.

Livelli della proteina determinanti

La ricerca, condotta sulla base dei dati raccolti dallo studio epidemiologico Moli-sani e pubblicata sulla rivista scientifica eClinical Medicine-Lancet, ha analizzato un vasto gruppo di persone (circa 18.000 soggetti, dei quali 3.299 di età pari o superiore ai 65 anni), dimostrando che livelli di albumina inferiori a 35 g/L sono collegati a un rischio maggiore di morte negli anziani. Questa relazione è stata osservata anche dopo aver escluso fattori come malattie renali o epatiche e stati infiammatori acuti, che possono influenzare i livelli di albumina.

Rettrice Antonella Polimeni

«La possibilità di ottenere indicazioni predittive su malattie con alta incidenza e elevato rischio di morte, come quelle cardiovascolari o i tumori, attraverso un esame semplice e ampiamente disponibile, anche a basso costo – commenta la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni – rappresenta una importante conquista per la medicina moderna. Questo studio, che conferma e consolida l’eccellenza delle attività scientifica delle università e degli enti di ricerca italiani in campo medico, ha anche un importante valore sociale attribuibile alle possibili ricadute nell’ambito della prevenzione».

Professor Francesco Violi

Francesco Violi, Professore Emerito della Sapienza Università di Roma e ideatore dello studio: «La nostra analisi origina dal fatto che nel sangue l’albumina è una proteina che svolge attività antiossidante, antinfiammatoria e anticoagulante. La sua diminuzione, pertanto, accentua lo stato infiammatorio sistemico, facilitando l’iperattività delle cellule predisposte alla cancerogenesi o alla trombosi. È importante, in questo contesto, sottolineare che cancro e infarto cardiaco condividono una base comune proprio nella presenza di uno stato infiammatorio cronico, e che pazienti a rischio di malattie cardiovascolari, come i diabetici e gli obesi, sono anche a rischio di cancro».