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La ASL Roma 1 si prepara per le maxi-emergenze con un nuovo Peimaf

La ASL Roma 1 si prepara ad affrontare le maxi-emergenze con un nuovo Peimaf (Piano di Emergenza Interno Massiccio Afflusso di Feriti) e una formazione dedicata iniziata al San Filippo Neri. Ridurre il tempo di reazione e migliorare la capacità di cura sono alcuni degli obiettivi che l’ospedale, ultimo anello della catena dei soccorsi durante una maxi emergenza, si prefigge quando il pronto soccorso si trova a gestire un massiccio e inaspettato afflusso di feriti.

Il nuovo Peimaf alla ASL Roma 1

Il Piano di Emergenza Interno per il Massiccio Afflusso dei Feriti consente di passare da una situazione di caos ad una ottimizzazione delle risorse per gestire in modo quanto più organizzato possibile l’emergenza in atto. Si tratta di un documento che assegna responsabilità precise, prevede come coordinare le azioni, identifica il personale, le competenze, le procedure e le risorse disponibili e prevede quattro fasi specifiche: la fase di allarme, quella di attivazione, la fase operativa e quella di cessato allarme.

Il Commissario Straordinario Quintavalle

«Avere un nuovo e dettagliato Peimaf per i nostri ospedali – ha commentato il Commissario Straordinario Giuseppe Quintavalle – era doveroso soprattutto in vista dell’imminente Giubileo 2025, che porterà a Roma milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo e sappiamo che per questo evento la posizione della ASL Roma 1 è particolarmente strategica. Dal punto di vista degli operatori è uno strumento di grande aiuto nella gestione di una eventuale maxi-emergenza e la formazione non poteva che essere il volano di qualsiasi strategia da porre in essere. Il documento è il risultato di un gruppo di lavoro multiprofessionale – che ringrazio – nel quale tutti si sono sentiti particolarmente coinvolti». Tra i vari docenti del corso anche il Dott. Manuel Monti, Dir. Pronto Soccorso dell’Ospedale di Gubbio e Gualdo Tadino.

Ufficio Stampa

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Segnali di speranza sulla SLA grazie ai Centri Clinici NeMO

Segnali di speranza sulla SLA grazie ai Centri Clinici NeMO. Dopo la recente approvazione di Tofersen da parte di EMA (l’Agenzia Europea per i Medicinali), la conferma concreta sull’efficacia clinica di questo farmaco arriva dal primo studio tutto italiano che ha analizzato il più alto numero di persone con SLA con mutazione SOD-1 nel nostro Paese e per il più lungo periodo di tempo.

Segnali positivi dallo studio

«Questo studio sul campo, nella realtà della pratica clinica fornisce dati importanti e convincenti – afferma il prof. Mario Sabatelli, Direttore Clinico del Centro NeMO Roma, presso la Fondazione Policlinico Gemelli e presidente della Commissione medico-scientifica di AISLA – Grazie all’esperienza clinica sulla Sla della rete dei Centri NeMO e alla loro capacità di collaborazione è stato possibile monitorare il gruppo dei pazienti per un periodo di tempo molto lungo, elemento fondamentale per comprendere l’impatto del farmaco in relazione all’evoluzione della malattia». Per un periodo di almeno un anno dopo la somministrazione iniziale del Tofersen, i Centri NeMO di Roma, Milano, Brescia, Trento e Ancona hanno raccolto e analizzato i dati di 17 pazienti.

Accesso al nuovo farmaco di 27 pazienti

Questo gruppo di pazienti rappresenta una parte dei 27 che hanno avuto la possibilità di accedere al farmaco a partire dal 2021 attraverso il programma di accesso anticipato. A questo periodo, si sono uniti 12 mesi di monitoraggio clinico antecedenti l’arrivo del farmaco, per un totale di circa 2 anni di valutazione. Proprio la numerosità del campione ed il lungo periodo di osservazione clinica sono da considerarsi estremamente significativi, data la rarità di questa specifica mutazione (2-3% delle persone con Sla in Italia, circa 150 in tutto) e la complessità stessa della malattia nel suo decorso clinico.

Risultati dello studio appena pubblicati su Journal of Neurology

I risultati dello studio, appena pubblicati su Journal of Neurology, la rivista ufficiale della Società Europea di Neurologia, mostrano una stabilizzazione o addirittura un lieve miglioramento clinico per un significativo numero di pazienti coinvolti (il 53% del gruppo di studio). Ciascun paziente è stato monitorato ogni 12 settimane con le scale di valutazione clinica standardizzate (ALSFRS-R, FVC, MRC) per verificare la funzionalità generale, la capacità respiratoria e la forza muscolare negli arti.

Comunicato Stampa

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Studiare i benefici dello sport nei bambini con malattie croniche: ricerca del Bambino Gesù

Studiare i benefici dell’attività sportiva nei bambini e nei ragazzi affetti da malattie croniche è l’obiettivo del progetto di ricerca avviato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con l’Università degli studi di Roma “Foro Italico”. L’iniziativa, sostenuta dall’associazione “La Stella di Lorenzo”, si inserisce all’interno di un accordo di collaborazione tra l’Ateneo romano e l’Ospedale della Santa Sede improntato sul binomio salute e sport, in sintonia con la Giornata nazionale dello Sport che si celebra in tutta Italia domenica 2 giugno.

Le malattie croniche non trasmissibili da studiare nel progetto di ricerca

Le malattie croniche non trasmissibili, a cui è dedicato il progetto di ricerca, comprendono le malattie cardiovascolari, le malattie dismetabolico-endocrinologiche, le malattie oncologiche, le malattie renali e quelle respiratorie croniche. Negli ultimi decenni tali patologie hanno superato le patologie infettive come causa principale di morte nella popolazione generale. La loro insorgenza e il loro aggravamento sono legati a fattori di rischio comportamentali (uso di tabacco, alimentazione non salutare, uso di alcol e sedentarietà), biologici (ipertensione, sovrappeso od obesità) e ambientali (inquinamento dell’aria, sia outdoor che indoor).

Sedentarietà fattore di rischio

Come detto, la sedentarietà è uno dei fattori di rischio più importanti per lo sviluppo e/o l’aggravamento delle malattie croniche non trasmissibili, soprattutto in età pediatrica. Sulla base di tale evidenza nasce il progetto di ricerca “I benefici dello sport nelle patologie croniche”, con lo scopo di valutare gli effetti di programmi di Attività Motoria Preventiva e Adattata (AMPA) nei bambini e ragazzi affetti da tali patologie. La ricerca è finanziata dalla ONLUS “La Stella di Lorenzo”, il cui presidente, Maurizio Fabbri, è il papà di Lorenzo Fabbri, il giovane scomparso improvvisamente nel 2012 all’età di 19 anni a causa di un malore e alla cui memoria è dedicata l’Associazione.

L’impegno della Stella di Lorenzo

La Stella di Lorenzo è da anni impegnata in iniziative di promozione della salute cardiaca e di prevenzione attraverso la ricerca e lo screening. Lo studio, grazie alla collaborazione tra la Medicina dello sport del Bambino Gesù e l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, coinvolgerà in due anni circa 60 pazienti, di età compresa tra gli 8 e i 18 anni. Il protocollo di allenamento si articolerà in due sedute settimanali e avrà una durata di almeno 4 mesi; tutti i partecipanti saranno sottoposti, prima e dopo lo svolgimento del protocollo, a valutazione dei parametri cardiorespiratori e funzionali, per valutare gli effetti dell’attività fisica adattata su tali parametri dell’efficienza fisica.

Ufficio Stampa

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“Oscar” per il trattamento degli ictus al Gemelli

Oscar per il trattamento degli ictus al Gemelli. Il Policlinico universitario è lieto di annunciare che il percorso aziendale del paziente con ictus ischemico ha ricevuto il riconoscimento Angels Award dell’ESO (European Stroke Organization), categoria Diamond, lo status più alto. Il premio è stato ritirato dal dottor Giovanni Frisullo, che ha un incarico di docenza nella Scuola di specializzazione di Neurologia dell’Università Cattolica ed è Responsabile della UOS Neurologia d’Urgenza nonché Coordinatore del Percorso aziendale del paziente con ictus ischemico del Policlinico Gemelli.

Angels Award, come un Premio Oscar

L’iniziativa Angels Award mira a costruire una comunità globale di centri per la cura degli ictus (stroke unit) e di ospedali in grado di affrontare questa urgenza, cercando di incrementare, giorno dopo giorno, il numero dei pazienti con ictus trattati presso questi ospedali, per ottimizzare la qualità delle cure. Ogni 30 minuti un paziente colpito da ictus muore o riporta un’invalidità permanente solo per il fatto di essere stato portato in un ospedale non attrezzato a gestire l’emergenza ictus. È in questo contesto che l’iniziativa Angels Award cerca di fare la differenza, premiando gli ospedali caratterizzati da elevate performance nella gestione delle persone con ictus, che abbiano registrato e fornito dati in grado di aiutare la ricerca di settore e di individuare le aree di possibile miglioramento nel trattamento di questi pazienti.

I criteri per lo status Diamond

«I criteri per ottenere lo status ‘Diamond’ degli ESO Angels Awards – ricorda il dottor Frisullo – si basano sul monitoraggio della qualità tramite una serie di parametri, quali il fatto di avere oltre il 75% dei pazienti con ictus trattati entro 60 minuti di tempo door-to-needle (l’intervallo di tempo in minuti tra l’arrivo al pronto soccorso e la trombolisi in stroke unit) e oltre la metà trattata con un door-to-needle inferiore a 45 minuti. Il trattamento dell’ictus deve infatti essere effettuato prima possibile, trattandosi di una patologia tempo-dipendente».


Ufficio Stampa

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Il Centro Sclerosi Multipla del Bambino Gesù spegne 10 candeline

Il Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, attivo dal 2014 per la diagnosi, il trattamento e il follow-up di bambini e ragazzi sotto i 18 anni, taglia il traguardo dei 10 anni di attività. Il Centro offre cure personalizzate per questa malattia neurodegenerativa, utilizzando le terapie più adatte ai pazienti pediatrici. La partecipazione a trial clinici internazionali consente, inoltre, l’accesso a nuove cure avanzate mentre è in corso la fase di approvazione per l’età pediatrica. La sclerosi multipla (SM) è una malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale caratterizzata dalla perdita di mielina in più aree del cervello e del midollo spinale, con la formazione di lesioni che possono evolvere da infiammatorie a croniche.

Sintomi della Sclerosi Multipla

La SM può manifestarsi con sintomi diversi a seconda delle regioni interessate, come difficoltà a camminare, problemi di equilibrio o deficit della vista. Sebbene possa insorgere a qualsiasi età, colpisce principalmente giovani adulti tra i 20 e i 40 anni. Nel 10% dei casi, la malattia si manifesta tra i 10 e i 18 anni, mentre è più raro l’esordio prima dei 10 anni. La sclerosi multipla in età pediatrica ha peculiarità cliniche, diagnostiche e terapeutiche che la differenziano dalla forma adulta, richiedendo un approccio specifico. Il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario dei bambini sono in sviluppo, quindi l’uso dei farmaci deve tenere conto di questa particolarità. Nel bambino la SM generalmente non causa gravi disabilità permanenti, più comuni negli adulti.

Il Centro dedicato ai bambini

Un centro dedicato ai bambini aiuta anche a mitigare l’impatto psicologico che potrebbe derivare dal contatto con le disabilità dell’adulto. Il Centro Sclerosi multipla del Bambino Gesù offre servizi di diagnosi e cura specifici per i pazienti sotto i 18 anni, comprese valutazioni psicologiche. Attualmente segue circa 50 pazienti in terapia con agenti modificanti il decorso della malattia, cioè farmaci in grado di rallentarne la progressione. Segue anche pazienti con malattie simili alla sclerosi multipla, tra cui circa 10 pazienti con neuromielite ottica, una malattia spesso legata a degli autoanticorpi.

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OMaR diventa divulgatore per l’Italia di Screen4Care

OMaR diventa collaboratore e divulgatore per l’Italia di Screen4Care,
progetto di ricerca europeo sullo screening genetico neonatale. Lo screening genetico neonatale è un approccio innovativo che mira a potenziare ciò che fino ad oggi è stato possibile fare, in termini di diagnosi precoce di malattie rare e genetiche, con gli screening tradizionali basati su metaboliti, come nello screening neonatale esteso (SNE), e non sull’analisi diretta del gene coinvolto. Grazie all’utilizzo della genetica è infatti possibile individuare alla nascita un numero superiore di patologie rispetto a quelle ricercate oggi.

Informare l’opinione pubblica

Mentre la scienza lavora per mettere in luce le buone pratiche, disegnare le flowchart e valutare quali possano essere i problemi tecnici, è importante sensibilizzare e informare in modo puntuale e corretto l’opinione pubblica, che include i futuri genitori, il mondo medico e i decisori pubblici nazionali e regionali.

Accordo tra OMaR e Screen4Care

Scienza e comunicazione devono dunque lavorare in parallelo ed è proprio per questo che è stato concordato un accordo di collaborazione tra OMaR – Osservatorio Malattie Rare e il progetto europeo Screen4Care (S4C) coordinato dall’Università di Ferrara e da Pfizer. Proprio in virtù di questo accordo, i giornalisti di OMaR hanno avuto la possibilità di partecipare al secondo “In-Person Project Meeting” a Copenaghen, occasione per fare il punto sugli obiettivi raggiunti nel corso del secondo anno di attività del progetto S4C e guardare alle sfide future, con un focus sull’importanza della partecipazione attiva di tutti i membri del consorzio.

Screen4Care progetto quinquennale

Screen4Care è un progetto quinquennale (2021-2026), finanziato con 25 milioni di euro dall’Unione Europea e dall’EPFIA – European Pharmaceutical Federation of Industries and Associations, che lavora su un approccio di ricerca innovativo volto ad accelerare la diagnosi delle malattie rare e basato su due pilastri centrali: lo screening genetico neonatale e le tecnologie digitali.


Ufficio Stampa

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L’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli ha riattivato i servizi

L’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli ha riattivato, i reparti e i servizi nel pieno rispetto del cronoprogramma, anticipando i lavori stabiliti dalla tabella di marcia, come nel caso del reparto di Oncologia e il relativo Day hospital oncologico, entrambi operativi dal 20 maggio.

Visita in ospedale del Presidente Rocca

Questa mattina il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore regionale della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria, Andrea Urbani, e il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria locale Roma 5, Silvia Cavalli, hanno constatato lo stato di riqualificazione e le nuove apparecchiature della struttura sanitaria.

Superamento emergenza dopo sei mesi

Dopo sei mesi, il nosocomio vede il superamento dell’emergenza scaturita dall’incendio dello scorso dicembre, nel corso del quale hanno perso la vita tre persone, e torna a garantire le prestazioni chirurgiche, diagnostiche e ambulatoriali alla comunità, a eccezione del pronto soccorso che tornerà a essere operativo dal prossimo 30 settembre, come stabilito dal cronoprogramma presentato il 18 marzo scorso, i cui servizi sono comunque garantiti dal Punto di primo intervento attivato dal 25 marzo. L’Azienda sanitaria locale Roma 5 ha provveduto, dopo il dissequestro della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli, dell’ala A e dell’ala B, alla riattivazione in sicurezza sia delle tecnologie sia degli impianti che dei reparti, dei servizi e degli ambulatori del presidio, che già da 24 ore è tornato ad essere fruibile quasi al completo dei propri spazi sanitari.


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Le persone con sofferenze psicologiche sul lavoro aumentano: il Lazio è secondo

Le persone che dichiarano di avere sofferenze psicologiche correlate all’ambito lavorativo aumentano. Secondo l’INAIL, infatti, nel primo trimestre 2024 sono oltre 22.000 le denunce di malattie professionali legate a disturbi psichici e comportamentali. Una crescita del 17,9% rispetto allo stesso periodo del 20231. A confermarlo anche i dati raccolti dal servizio di psicologia online Unobravo nell’ambito dell’analisi condotta per indagare il rischio di burnout in Italia e il disagio psicologico legato al lavoro: nel primo quadrimestre del 2024, le persone che manifestano disagio sul fronte lavorativo sono infatti aumentate del 109,7% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Persone con disagio nel Lazio +77,2%

Nel 2023, le persone che in Lazio manifestavano disagio psicologico sul fronte lavorativo sono cresciute del 77,2% rispetto all’anno precedente e la tendenza si sta confermando anche per quest’anno: nei primi quattro mesi del 2024, infatti, emerge una crescita del 105,5% rispetto allo stesso periodo del 2023, con oltre un quarto (27,3%) dei rispondenti laziali che si trova ad affrontare problemi connessi al lavoro e ricerca per questo un supporto psicologico. A livello provinciale la maggior parte di coloro che dichiarano di avere problemi di natura psicologica legati alla sfera lavorativa si concentri nella provincia di Roma (83,7%). Nettamente inferiori le percentuali legate alle altre aree della regione, tutte al di sotto del 7%: Latina (6,8%), Frosinone (5,1%), Viterbo (3,1%) e Rieti (1,3%).


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La Giornata Nazionale del Sollievo al Gemelli

La Giornata Nazionale del Sollievo, che quest’anno cade il 26 maggio, è promossa della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dal Ministero della Salute e dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, grande giornalista di cui ricorrono 50 anni dalla morte. Alla sua vigila, sabato 25 maggio, alle ore 11, nel piazzale antistante l’ingresso del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dov’è collocata l’iconica statua di San Giovanni Paolo II, opera del maestro Pierotti, si esibirà eccezionalmente la Banda musicale del Corpo della Gendarmeria Vaticana. A dirigere l’orchestra sarà il Maestro Vice Direttore Francesco Carmignani.

Vigilia della Giornata con il premio “Fabrizio Frizzi – l’Arte del sollievo”

Clou dell’evento del sabato al Gemelli la cerimonia di consegna del premio “Fabrizio Frizzi – l’Arte del Sollievo” da parte della Fondazione Gigi Chirotti al conduttore e autore televisivo Carlo Conti “quale straordinario testimonial della cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale e promotore di iniziative benefiche”. Alla manifestazione interverranno Marco Elefanti, Direttore Generale Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Antonio Gasbarrini, Preside Facoltà di Medicina e chirurgia Università Cattolica, Maria Antonietta Gambacorta, direttrice UOC Radioterapia Oncologica Policlinico Universitario Gemelli IRCCS e infine Lucia Zaino, coordinatrice Attività professionalizzanti Corso di Laurea in Infermieristica Facoltà di Medicina e chirurgia Università Cattolica.

Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti

In rappresentanza della Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti interverranno il Presidente Vincenzo Morgante, direttore di TV2000, il Presidente esecutivo Avv. Fabrizio Siggia e il past president Emilio Carelli, giornalista. Nell’occasione Confagricoltura nazionale offrirà 1.600 rose ai pazienti del Policlinico Gemelli e al personale sanitario femminile al lavoro in ospedale nelle giornate di sabato e domenica. Un piccolo gesto per simboleggiare così la vicinanza dell’Agricoltura italiana proprio nel mese dedicato alla rosa. Si ringrazia per il dono il presidente di Confagricoltura Massimo Giansanti e l’Unione Provinciale di Latina.


Ufficio Stampa

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All’ospedale Belcolle di Viterbo primo trattamento radioterapia stereotassica

E’una tecnica altamente sofisticata che consente di trattare lesioni

di piccolissime dimensioni, con dosi di radiazioni elevate, concentrandole sulla malattia con una precisione millimetrica.

Questo consente di trattare la parte lesionata, risparmiando al massimo

i tessuti sani circostanti.
Il primo trattamento con questa tecnica, eseguito nei giorni scorsi su

una donna, nel reparto di radioterapia dell’ospedale Belcolle di Viterbo, è stato possibile grazie a due nuovi acceleratori lineari in dotazione all’ospedale, e alle specifiche competenze acquisite dall’equipe del reparto diretto da Maria Elena Rosetto.

La paziente ha ben tollerato il trattamento con una totale assenza di complicanze.
Dopo il primo trattamento, si è avviato un percorso per altri pazienti oncologici adatti per questa specifica procedura.
 “Questo importante obiettivo – spiega Maria Elena Rosetto -, in termini di progressione costante della qualità delle cure erogate presso la nostra struttura, è stato raggiunto grazie alla dotazione da parte dell’Azienda di due nuovi acceleratori lineari di ultima generazione, recentemente installati, e dopo un lungo lavoro di preparazione e di acquisizione di competenze specifiche. Un percorso formativo che ha coinvolto soprattutto i professionisti medici e fisici, ma anche i tecnici e gli infermieri”.

CON UNA TECNICA SOFISTICA CHE RISPARMIA I TESSUTI CIRCOSTANTI

La radioterapia stereotassica cerebrale, infatti, è una procedura che richiede l’interazione di tutte le figure professionali dell’unità operativa di Radioterapia, ma che, allo stesso tempo, prevede la partecipazione e la collaborazione dei professionisti della Asl viterbese delle unità di Fisica sanitaria e anche e di Diagnostica per immagini. In particolare, quest’ultima, interviene per l’esecuzione di un accurato esame diagnostico di risonanza magnetica cerebrale, necessario per la pianificazione del trattamento.

Enzo Ferreri