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Cancro del colon-retto, Gubetti: amministrazione di Cerveteri in prima linea per iniziative di prevenzione

“Negli ultimi anni il cancro del colon retto in Italia si conferma uno tra i tumori con più elevata prevalenza e incidenza in entrambi i sessi e purtroppo è ancora gravato da elevati tassi di morbilità e mortalità. Lo screening è uno strumento di salute tanto più efficace quanto più partecipato e ha come scopo principale di intercettare le lesioni precancerose rappresentate dai polipi del grosso intestino o dai tumori in una fase precoce di malattia”. Lo ha dichiarato venerdì Elena Gubetti, sindaca di Cerveteri. “Come Amministrazione siamo da sempre in prima linea per promuovere iniziative volte alla prevenzione. Proprio per questo, ricordo a tutti i cittadini, uomini e donne, di età tra i 50 ei 74 anni, che è possibile ritirare e riconsegnare l’apposito kit diagnostico presso tutte le farmacie comunali di Cerveteri – ha aggiunto Gubetti -. Un’iniziativa importante, che ho fortemente voluto insieme alla Multiservizi Caerite e che faciliterà dunque l’utenza nella fruizione dello screening”.

Andrea Pranovi

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Il Servizio sanitario nazionale ha un ruolo fondamentale per gli italiani

Il Servizio sanitario nazionale riveste un ruolo fondamentale, anche nelle aree del Mezzogiorno: l’89% dei cittadini lo ritiene infatti un pilastro della nostra società. Uno spazio ‘sacro’ dove ridimensionare le diseguaglianze territoriali, socio-economiche e culturali. Il 90,5% dei pazienti ritiene positiva o comunque sufficiente la qualità delle prestazioni ricevute.

Rapporto Ospedali&Salute Reinventiamo il Servizio Sanitario

È quanto emerso a Roma nel corso della presentazione del 21° Rapporto Ospedali&Salute ‘Reinventiamo il Servizio Sanitario. Come evitare la deriva di una Sanità per Censo’, promosso da Aiop, l’Associazione Italiana delle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali e delle aziende socio-sanitarie residenziali e territoriali di diritto privato, e realizzato in collaborazione con il Censis. Il Rapporto è un documento unico nel suo genere che, da sempre, coniuga le più accurate evidenze elaborate dal ministero della Salute, dal ministero dell’Economia e delle Finanze, da Agenas e da altri osservatori privilegiati con l’esperienza dei cittadini-pazienti.

Il primo risultato

Il primo risultato, dunque, è la sovrapposizione che si realizza tra i due punti di vista, quello della percezione diretta degli utenti e quello degli erogatori del Ssn, nelle sue articolazioni di diritto pubblico e di diritto privato. «Dal Rapporto Censis-Aiop – ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci – emergono tanti punti di forza e molte criticità. Così come emerge anche dai dati Ocse, rispetto ai quali la sanità italiana è ai primi posti, il Ssn ha una elevata capacità di garantire le cure migliori ai propri cittadini ma non possiamo ignorare come essi sperimentino continue barriere all’accesso alle prestazioni. Mi riferisco ai tempi d’attesa eccessivamente lunghi, a liste addirittura bloccate. Mi riferisco alle persone che rinunciano a priori a curarsi, atteggiamento questo di sfiducia, una rappresentazione di una sanità in crisi».

Comunicazione Comesrl

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Aumentano i bambini con sindromi rare, oggi sconosciute

Aumentano i bambini con sindromi rare, oggi sconosciute. Lo afferma la Fondazione Roma Litorale Ets, ente di alta specializzazione accreditato con il Servizio Sanitario della Regione Lazio che si occupa ogni giorno di oltre 450 bambini con disabilità del neurosviluppo e fragilità sul litorale romano.

Aumentano bambini il cui ritardo di sviluppo può essere attribuito a una causa genetica

«Nella pratica clinica di un Centro di Riabilitazione Infantile come la Fondazione Roma Litorale Ets, è sempre più frequente la presa in carico di bambini il cui ritardo di sviluppo può essere attribuito a una causa genetica – spiega il dottor Fabrizio Paolini, neuropsichiatra infantile di fama nazionale – ed è molto probabile che questa causa, pur esistendo, non sia stata ricercata e trovata. A oggi infatti si pensa che circa il 30% dei casi di ritardo nel neurosviluppo infantile debba essere attribuito a una causa genetica. Grazie all’incremento delle conoscenze della genetica molecolare, allo studio dell’esoma e alle migliori tecniche utili a individuare anche le più piccole alterazioni del genoma umano, microdelezioni, sempre più spesso si arriva ad una diagnosi di disturbo del neurosviluppo su base genetica.

Disturbi del neurosviluppo da origine genetica rara

Nel nostro Centro non è raro incontrare bambini con disturbi del neurosviluppo da origine genetica rara. A differenze delle patologie ‘non rare’, per le quali la letteratura scientifica fornisce linee guida, prendere in carico un bimbo affetto da una patologia rara impone, ancor più che negli altri casi, una attenta valutazione, con particolare attenzione al singolo sintomo presente».

Ufficio Stampa
Fondazione Inclusione Salute e Cura Roma Litorale ETS

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Mercoledì 6 aprile nuovo appuntamento con “A Mente Libera”

Mercoledì 6 aprile dalle ore 10,30 alle 12,30 al Macro si terrà un nuovo incontro di “A Mente Libera”, il progetto sperimentale promosso da Roma Capitale e dall’Ufficio di scopo per le Politiche giovanili per aiutare i più giovani ad approfondire i temi legati al benessere mentale. In particolare, l’appuntamento, sarà dedicato ai Disturbi del comportamento alimentare. “E’ molto positivo il riscontro che ‘A Mente Libera’ sta registrando tra i giovani romani – hanno dichiarato ieri Barbara Funari, assessora alle Politiche sociale e alla Salute di Roma Capitale, e Lorenzo Marinone, incaricato del Sindaco per le Politiche giovanili – L’obiettivo è offrire strumenti in più per approfondire temi e anche stimolare ragazze e ragazzi a non chiudersi in se stessi ma a cercare aiuto all’esterno”. “La formula innovativa dell’incontro con esperti e testimonial, unita a quella degli incontri individuali – hanno aggiunto Funari e Marinone -, è una mano tesa nei confronti dei più giovani e un modo per dare fiducia attraverso la condivisione”.

Andrea Pranovi

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Un defibrillatore impiantabile salva la vita al Gemelli

Un defibrillatore impiantabile ha consentito di scoprire un infarto acuto a un paziente a rischio di aritmie mortali e di ‘avvertire’ i cardiologi della centrale di controllo del Policlinico Gemelli che hanno fatto arrivare subito in ospedale l’ignaro paziente, senza sintomi specifici, per salvargli la vita con un’angioplastica. Questa è la storia di Mario, narrata dai suoi cardiologi su British Medical Journal Case Reports.

Defibrillatore a distanza per seguire i pazienti usciti dall’ambulatorio

Seguire i pazienti a distanza, una volta usciti dall’ambulatorio o dal ricovero in ospedale per vedere come si comporta il loro cuore mentre tornano alle loro normali attività quotidiane, persino durante il riposo notturno, è diventato da anni prassi comune, grazie all’importante sviluppo tecnologico che hanno avuto i dispositivi elettronici impiantabili, quali defibrillatori, pacemaker o device per il monitoraggio dello scompenso cardiaco. Il continuo invio di segnali dall’apparecchio impiantato al paziente, alla centrale di monitoraggio dell’ospedale, consente al cardiologo di rilevare i problemi sul nascere e di intervenire tempestivamente, richiamando immediatamente il paziente per un controllo in ospedale, quando qualcosa non va per il verso giusto.

Da anni al Policlinico Gemelli

È quanto accade da anni al Policlinico Gemelli, dove l’unità di Aritmologia riceve ogni giorno un’enorme quantità di informazioni teletrasmesse dai dispositivi dei pazienti seguiti presso questa struttura. Ma a volte le potenzialità di questi gioielli tecnologici, veri e propri angeli custodi impiantati ai pazienti, superano addirittura le aspettative. Come nel caso del signor Mario (nome di fantasia), la cui storia è descritta dai cardiologi del Gemelli in un articolo appena pubblicato su British Medical Journal Case Reports.
Ufficio Stampa Policlinico Gemelli

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La Fondazione La Scuola del Sorriso arriva a Roma

La Fondazione La Scuola del Sorriso arriva a Roma grazie all’ingresso nel suo network del dottor Pierluigi Pelagalli, esperto in odontoiatria pediatrica e punto di riferimento sul territorio per il settore pedodontico. Il dottor Pelagalli, con la sua pluriennale esperienza in campo odontoiatrico, rappresenta un valore aggiunto per la Fondazione, portando con sé non solo le competenze professionali ma anche una profonda sensibilità verso le esigenze specifiche dei giovani pazienti.

Aderito con entusiasmo alla fondazione

«L’odontoiatria è da sempre una parte fondamentale della mia famiglia – ha dichiarato il dottore Pelagalli – avendo io proseguito la strada di mio padre. L’attenzione sempre crescente verso la cura dei bambini ci ha portato ad aderire con entusiasmo alla Fondazione La Scuola del Sorriso. Crediamo nei principi di solidarietà e nell’importanza di agire verso il sociale, soprattutto per aiutare i bambini meno fortunati. Con la Fondazione, cerchiamo di andare oltre la semplice assistenza occasionale, inserendo i bambini in programmi di prevenzione per garantire loro una salute dentale duratura.

Cure sostenibili per i bambini

Questo ci permette di accompagnare i bambini lungo tutto il loro percorso di crescita, fornendo cure continue e sostenibili. Roma è una grande città, con numerose comunità e realtà – ha proseguito il dottore Pelagalli. La nostra attività è cruciale per rispondere alla grande necessità di supporto e sostegno per i bambini. Ci stiamo mettendo in contatto con varie associazioni locali per offrire la nostra disponibilità e garantire la cura della bocca dei più piccoli. Inoltre, bisogna informare e sensibilizzare le famiglie sull’importanza della salute orale fin dalla più tenera età. La prima visita dal dentista dovrebbe avvenire già tra i 6 e i 12 mesi di vita del bambino, abituandolo poi a visite periodiche per garantirne una crescita sana e prevenire eventuali problemi dentali».

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La commissaria europea per la Salute Kyriakides al Bambino Gesù

La commissaria europea per la Salute, Stella Kyriakides, in Italia per una serie di impegni istituzionali, questa mattina ha fatto visita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Insieme alla sua delegazione, accolta nella sede del Gianicolo per l’incontro con il presidente Tiziano Onesti. Al centro dei colloqui, l’attività clinica e di ricerca dell’Ospedale nel campo dell’oncologia pediatrica e delle malattie rare, ambiti nei quali il Bambino Gesù, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), è all’avanguardia a livello internazionale.

Con la commissaria europea

Per l’Ospedale Pediatrico, oltre al presidente Onesti, hanno partecipato il direttore generale Antonio Perno, il direttore sanitario Massimiliano Raponi e il direttore scientifico Andrea Onetti Muda. Al termine dell’incontro, la commissaria Kyriakides e la sua delegazione hanno visitato il reparto di Oncoematologia: guidati dal prof. Franco Locatelli, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Oncoematologia, Trapianto Emopoietico e Terapie Cellulari, hanno incontrato alcune famiglie ricoverate e ricevuto informazioni sull’organizzazione e sulle attività specialistiche del reparto, dove si effettuano ogni anno circa 200 trapianti di midollo. Prima di lasciare l’Ospedale la commissaria europea per la Salute ha ricevuto in dono, in ricordo della visita, un disegno realizzato appositamente per lei da uno dei piccoli ricoverati.

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Depressione post partum: coinvolgere i pediatri di famiglia

Depressione post partum: coinvolgere maggiormente i pediatri di famiglia nei programmi di screening per l’individuazione del problema. Questa, secondo Valentina Grimaldi, pediatra-psicoterapeuta e consigliera dell’Ordine dei Medici-chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma (Omceo Roma), la strada da seguire per intercettare precocemente i segnali di disagio prima che diventino un disturbo vero e proprio.

Depressione post partum erroneamente confinata in un periodo breve

«Noi pediatri molto spesso non siamo coinvolti, se non marginalmente, nei programmi di screening – spiega Grimaldi – perché la despressione post partum viene erroneamente confinata al periodo immediatamente dopo il parto, ma in realtà si è visto che non è più così e che può verificarsi fin ben oltre i primi mesi di vita del bambino, pertanto insieme a ginecologi, ostetriche e neonatologi, il pediatra di famiglia può avere un ruolo molto importante. Infatti, siamo proprio noi che, dopo il parto, incontriamo più frequentemente il bambino e la mamma, dunque coinvolgerci attivamente nell’individuazione dei segnali di depressione, in rete con gli altri specialisti, può davvero fare la differenza.

Tutti gli specialisti chiamati a dare il proprio contributo

Ogni specialista e operatore sanitario è chiamato a dare il proprio importante contributo per intercettare questa problematica che coinvolge un numero sempre maggiore di donne». Il periodo perinatale, ossia quello che precede e segue immediatamente la nascita, è infatti un momento di grande vulnerabilità nella vita di una donna. In questo periodo aumenta significativamente il rischio di sviluppare disturbi psichici, con conseguenze negative che si ripercuotono sulla salute del bambino, del partner e della vita di coppia. Offrire un trattamento quanto più possibile tempestivo alle madri in difficoltà, in questa delicata fase, è dunque un’importante azione di salute pubblica. Non solo, individuare e curare le situazioni a rischio nelle donne significa tutelare, nel breve e nel lungo termine, un sano sviluppo psichico dei bambini.

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Tornano nel Lazio gli open day sulla dermatite atopica

Tornano nel Lazio gli open day sulla dermatite atopica con consulti gratuiti a Roma. Si riaprono infatti le porte della dermatologia di oltre 40 Centri universitari ed ospedalieri italiani in occasione della campagna di sensibilizzazione sulla Dermatite Atopica dell’adulto “Dalla parte della tua pelle”, promossa dalla SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse e giunta alla sua quarta edizione. Un’iniziativa che consentirà ai cittadini di tutta Italia di ricevere, dal 23 marzo al 15 aprile 2024, consulenze dermatologiche gratuite.

Open Day tornano grazie al patrocinio di ADOI e ANDeA

La campagna, realizzata con il Patrocinio di ADOI (Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica) e ANDeA (Associazione Nazionale Dermatite Atopica) e anche con contributo non condizionante di Sanofi, sull’onda del successo dello scorso anno ha ampliato la sua offerta: rispetto ai 28 Centri che nel 2023 hanno aderito all’iniziativa, mettendo sotto la lente più di 1300 pazienti, quest’anno quelli coinvolti saranno più di 40, da Nord al Sud del Paese. Grazie ai consulti realizzati durante gli “Open Day” sarà possibile, in caso di diagnosi positiva, indirizzare i pazienti verso i Centri di riferimento SIDeMaST sul territorio affinché intraprendano il percorso terapeutico più adatto ad ognuno di loro. La prenotazione è obbligatoria al numero verde 800.08.68.75, attivo 7 giorni su 7 dalle 10 alle 18.

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Percorso dedicato ai sarcomi, tumori rari al Gemelli da fine mese

Percorso dedicato ai sarcomi, tumori rari sarà inaugurato al Gemelli a fine mese, e contestualmente sarà varato un Percorso Clinico-Assistenziale dedicato ai Sarcomi dei Tessuti Molli. Il nosocomio romano è centro di riferimento in tutto il Centro Sud per il trattamento di questi tumori rari e complessi. Pubblicata su una rivista scientifica internazionale, la storia di Maria, paziente affetta da leiomiosarcoma della vena renale, operata con successo con l’ausilio del robot. Tecnicamente l’intervento è consistito nell’asportazione della vena renale malata, risparmiando il rene. Non ci sono state conseguenze a livello vascolare, perché nel frattempo la paziente aveva sviluppato un circolo collaterale, una sorta di by-pass spontaneo, che consentiva di drenare il sangue venoso del rene sinistro non più dalla vena renale, parzialmente ostruita, ma dalla vena ovarica (o gonadica) sinistra. A distanza di appena 4 giorni dall’intervento Maria è tornata a casa. Guarita. E a distanza di due anni dall’intervento, non presenta alcuna recidiva. Questo intervento di asportazione di un leiomiosarcoma della vena renale con tecnica chirurgica robotica mini-invasiva rappresenta un first assoluto in Italia.