Categorie
Salute

Organoide di osso creato in laboratorio da una ricerca di Sapienza

Organoide di osso creato in laboratorio per la prima volta. Si tratta di una riproduzione tridimensionale del tessuto cartilagineo e osseo umano, utilizzando cellule staminali scheletriche di pazienti con la sindrome di Hurler, per studiare i meccanismi e sperimentare trattamenti più efficaci per questa malattia genetica rara pediatrica che colpisce in Europa un bambino su 100.000. È stato possibile grazie a una ricerca portata avanti dalla Fondazione Tettamanti di Monza e da la Sapienza Università di Roma, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale JCI Insight.

Studio sull’organoide

Lo studio vede tra i co-autori il Professor Shunji Tomatsu dell’Università del Delaware, tra i massimi esperti mondiali di mucopolisaccaridosi, gruppo di patologie genetiche rare di cui fa parte la sindrome di Hurler. Questa patologia è causata dalla mutazione di un gene e dalla conseguente assenza dell’enzima che nell’organismo umano si occupa dello “smaltimento” di alcune catene di zuccheri, dette glicosaminoglicani. L’accumulo di queste molecole danneggia tutti gli organi e i tessuti e, in particolare, le ossa che risultano essere la parte del corpo più resistente alle terapie oggi disponibili.

Trapianto allogenico corretto

La enzimatica sostitutiva, che consiste nella somministrazione dell’enzima mancante, il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche e la genica, ovvero l’infusione nel paziente di cellule staminali ematopoietiche del paziente stesso in cui il gene mutato è stato “corretto” in laboratorio. L’organoide, che replica alcune caratteristiche peculiari delle ossa dei pazienti colpiti da questa patologia, è pertanto un modello prezioso per osservare con precisione ancora maggiore i meccanismi della malattia e su cui sperimentare farmaci più efficaci.

Categorie
Salute

“Basket d’Argento” per il benessere degli ospiti della RSA Korian

“Basket d’Argento” è l’innovativo progetto terapeutico sportivo dedicato al benessere psico-fisico degli ospiti della Residenza Sanitaria per Anziani Korian ad Aprilia, Villa Silvana. Il progetto, che nasce con l’obiettivo di creare un rapporto di coinvolgimento, interazione e scambio tra gli ospiti della Rsa, è frutto della collaborazione tra la struttura del network della salute Korian e la società sportiva Virtus Basket Aprilia.

Virtus Basket Aprilia a Villa Silvana

«Siamo molto soddisfatti di aver intrapreso questa nuova collaborazione con la Virtus Basket Aprilia – spiega Luca Grossi, Direttore Gestionale di Villa Silvana – società sportiva del territorio che porterà la propria esperienza agli ospiti delle nostre strutture. Con questo progetto confermiamo l’attenzione del gruppo Korian per il benessere psico-fisico dei propri pazienti a 360 gradi, tramite un approccio Positive Care che mira ad affiancare l’ospite in ogni aspetto della vita quotidiana, dalle necessità medico-assistenziali a quelle psico-sociali».

Al centro di Basket d’Argento

Al centro di “Basket d’Argento” la pallacanestro, uno sport riconosciuto per i suoi molteplici benefici per il cuore, l’apparato cardiovascolare, le articolazioni, il cervello e il benessere generale della mente. Grazie all’esperienza del presidente della Virtus Basket Aprilia, Roberto Lupelli, e dell’allenatore, Luca Sessa, gli ospiti avranno l’opportunità di partecipare a incontri terapeutici presso la struttura, affiancati da un fisioterapista e un educatore, che li guideranno attraverso esercizi mirati e adattati alle loro esigenze.

Il Presidente della Virtus Lupelli

«La proposta elaborata in sinergia con l’Rsa Villa Silvana – afferma il presidente della Virtus Roberto Lupelli – è una nuova esperienza per noi particolarmente stimolante sia sul piano umano che professionale. É la prima volta che adattiamo l’attività fisica a soggetti fragili, con esercizi di tipo aerobico di media-moderata intensità, in grado di stimolarne l’attenzione e la memoria attraverso movimenti finalizzati e di coordinazione. L’obiettivo ultimo non è solo la realizzazione del canestro, ma aumentare gli stimoli cognitivi, la gratificazione e l’autostima dei pazienti; in questo modo vincono tutti, acquisendo un maggiore livello di benessere psicofisico».

Categorie
Salute

Accessi alle cure per disturbi DAN in aumento del 40,1%

Accessi alle cure per disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DAN) in aumento del 40,1% tra 2019 e 2021, secondo quanto emerge dai dati condivisi dal Ministero della Salute. Oltre all’impatto sulla salute fisica degli individui, i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DAN), come anoressia, bulimia nervosa e binge eating, coinvolgono anche l’intera sfera psicologica della persona, spesso rimanendo latenti a livello sociale, con conseguente impatto sulla qualità della vita e sulla salute mentale delle persone che ne soffrono.

Accessi da Lombardia e Lazio

Dall’Osservatorio Unobravo emerge che la maggior parte delle persone alla ricerca di supporto psicologico per possibili DAN si concentra nelle due regioni più popolose dello Stivale: Lombardia (27,3%) e Lazio (11,1%). Proseguendo, le percentuali più alte si riscontrano in Emilia-Romagna (9,9%) e Veneto (8,9%), mentre si scende di qualche punto percentuale nel Sud Italia, a partire da Campania (6,3%), Sicilia e Puglia (entrambe al 4,2%).

Milano e Roma per le province

Considerando le singole province italiane, invece, la maggiore percentuale di coloro che dichiarano di non avere un buon rapporto con il proprio corpo si trova a Milano (12%), seguita da Roma (9,2%), Bologna (3,6%) e Napoli (3,3%). Dal punto di vista geografico, il 30% delle persone che hanno già ricevuto una diagnosi di DAN si concentra in Lombardia, seguono Lazio (12,1%) ed Emilia-Romagna (9%). Tra le province, le concentrazioni più alte sono a Milano (13,8%), Roma (10,2%) e Mantova (3,4%), seguita a poca distanza da Napoli (3,2%).

Categorie
Salute

Il servizio Tobia ora disponibile nella Asl Roma 3

Il servizio Tobia si espande e per la prima volta arriva in una Asl romana. La Asl Roma 3 è infatti operativa a tutti gli effetti. Il nuovo servizio sarà erogato presso l’Ospedale Grassi di Ostia. L’ambulatorio è situato al piano terra, di fronte al reparto di Pediatria, stanza 65, ed è raggiungibile seguendo la segnaletica “Centro Tobia”.

Dove il sevizio Tobia era già disponibile

Disponibile da 4 anni al San Camillo Forlanini di Roma, e da qualche mese negli ospedali San Giovanni – Addolorata, Sant’Andrea e Policlinico Tor Vergata e nelle due Asl di Rieti e Frosinone, Tobia è il servizio che offre alle persone con disabilità intellettiva o relazionale, che sono già in cura per la loro patologia specifica presso centri specializzati, l’opportunità di accedere alle procedure diagnostiche utili a prevenire e curare patologie non direttamente legate alla malattia principale da cui sono affetti.

Le nuove attività della Asl Roma 3

Alla presenza di Francesca Milito, Direttore Generale della Asl Roma 3, Massimiliano Maselli, Assessore Servizi sociali, Disabilità, Terzo settore, Servizi alla persona della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti, Vicepresidente Commissione Affari Sociali della Camera, Stefano Capparucci, coordinatore del Servizio Tobia – Dama, illustrate le nuove attività offerte nella Asl Roma 3. «Siamo particolarmente orgogliosi di essere la prima Asl romana ad ospitare un servizio da anni utile ai pazienti e alle famiglie. Siamo pronti per iniziare insieme alle associazioni del territorio questa nuova avventura, certi della grande professionalità dei nostri medici e di tutto il personale sanitario e sperando che nel tempo Tobia diventi punto di riferimento per tutti coloro che ne hanno bisogno.

I City Competent della Asl Roma 3

E infine vorrei sottolineare che per questa iniziativa ci siamo avvalsi dei City Competent della nostra Asl, impegnati da qualche tempo in una campagna di alfabetizzazione degli operatori e dei cittadini sul concetto di nuova assistenza territoriale. Esperimento che si è dimostrato efficace anche per il nuovo servizio Tobia», ha spiegato Francesca Milito, Direttore Generale della Asl Roma 3. «Il modello operativo Servizio Tobia – D.A.M.A. si configura come un progetto di sanità pubblica innovativo che intende realizzare percorsi assistenziali inclusivi, ad elevata integrazione socio sanitaria, offrendo interventi di prevenzione e cura appropriati ed efficaci in quanto modulati sui bisogni individuali e le esigenze di salute delle persone con disabilità complesse.

Importanza del servizio Tobia

Il modello Tobia crea, in ambiti notoriamente strutturati e rigidi come quelli sanitari, un contesto favorevole all’ascolto per la qualità stessa della presa in carico della persona, all’accoglienza per la personalizzazione della relazione clinica e all’accompagnamento nei percorsi facilitati clinico-diagnostici», ha dichiarato Massimiliano Maselli, Assessore Servizi sociali, Disabilità, Terzo settore, Servizi alla persona della Regione Lazio.

Categorie
Salute

Intervento di alta tecnologia chirurgica al San Filippo Neri

Intervento di alta tecnologia e complessità chirurgica svolto con successo all’Ospedale San Filippo Neri di Roma, in collaborazione tra la UOC di Chirurgia Maxillo-facciale della ASL Roma 1 diretta dal Dottor Domenico Scopelliti e la UOC di Chirurgia Maxillo-facciale dell’Universita di Udine diretta dal Professor Massimo Robiony.

L’equipe chirurgica per l’intervento

Una equipe chirurgica ed anestesiologica composta dal Dottor Paolo Arangio, il Professor Robiony, insieme alla Dottoresse Tommasina Scalise, Alessia Cipriani, Maria Rosaria Calvello, e infine gli infermieri di sala Daniela Ursino, Sara De Santis e Giuseppe Miarelli, hanno effettuato un intervento su un paziente armeno, vittima di un conflitto bellico, affetto da una anchilosi dell’articolazione temporo-mandibolare destra, di ricostruzione totale con una protesi in titanio e polietilene, progettata e costruita appositamente per il paziente con alta tecnologia di stampa 3D.

Il commento del Dottor Scopelliti

«La virtuosa sinergia che siamo riusciti a realizzare con l’Università di Udine ci ha permesso di sfruttare le loro alte competenze tecnologiche per ottenere una protesi articolare temporo-mandibolare di ultima generazione che ha consentito al nostro paziente di poter riaprire la bocca e riprendere anche i movimenti necessari alla masticazione e all’articolazione della parola in modo corretto. C’è anche l’aspetto umano che attraverso la Smile House Fondazione ETS e gli accordi in essere con la Regione Lazio e la ASL Roma 1 ci hanno consentito di poter essere di aiuto a questo paziente che da diversi anni soffriva di questa condizione patologica estremamente invalidante. Siamo felici ed orgogliosi di poter condividere con tutto il personale delle sale operatorie e dei reparti degenza del San Filippo Neri questo straordinario risultato», ha commentato il Dott. Domenico Scopelliti, Primario della Chirurgia Maxillo-facciale della ASL Roma 1.

Categorie
Salute

Bentornata Gardensia dall’8 al 10 marzo con Aism

Bentornata Gardensia da venerdì 8 a domenica 10 marzo con Aism. Una gardenia e un’ortensia, due fiori in armonia, simboli di un legame profondo tra le donne e la sclerosi multipla. La Sclerosi multipla, malattia che colpisce in modo doppio le donne rispetto agli uomini, fa il suo ingresso nella vita tra i 20 e i 30 anni, un periodo di grandi progetti e sogni. Per questo Aism con ‘Bentornata Gardensia’ porta i suoi due fiori nelle piazze italiane per la Giornata Internazionale della Donna. Promossa da Aism, la manifestazione, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, invita tutti a partecipare scegliendo una pianta di gardenia, di ortensia o anche entrambe. Un gesto che va oltre la bellezza dei fiori, sostenendo la ricerca scientifica, l’unica arma oggi per sconfiggere la sclerosi multipla e le patologie correlate.

I volontari per Bentornata Gardensia

Venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 marzo, 14 mila volontari in circa 5 mila piazze celebrano il valore di Gardensia e la lotta alla Sm. Un invito a donare e a diffondere speranza per un futuro oltre la malattia, che coinvolge non solo chi ne è colpito, ma l’intera famiglia. Già da ora è possibile prenotare le proprie piante di gardenia e di ortensia, a fronte di una donazione minima di 15 euro ciascuna, contattando la Sezione Provinciale della propria città. I fondi raccolti nelle piazze andranno a garantire e potenziare i servizi destinati alle persone con Sm e a sostenere la ricerca scientifica su sclerosi multipla e anche patologie correlate.

Rallentare la sclerosi multipla

Grazie ai progressi compiuti dalla ricerca scientifica, esistono terapie e trattamenti in grado di rallentare il decorso della sclerosi multipla. La ricerca negli ultimi 20 anni ha fatto passi da gigante per assicurare cure molto efficaci che hanno cambiato l’impatto sulla qualità di vita quotidiana. Ma le cause della malattia sono ancora sconosciute e la ricerca è fondamentale per trovare la cura risolutiva.

Categorie
Salute

Sanofi lancia la campagna ‘La Ricerca più Preziosa’

Sanofi lancia la sua campagna ‘La Ricerca più Preziosa’, volta a dare il proprio contributo di sensibilizzazione su quanto sia fondamentale e preziosa la ricerca scientifica, tanto più quella di lungo periodo ed elevata incertezza come quella dedicata a dare nuove prospettive di cura e di vita a chi convive con una malattia rara, 2 milioni di persone solo in Italia.

Video sui canali social di Sanofi

Il video della campagna, disponibile sui canali social di Sanofi, gioca sul parallelismo tra la ricerca, talvolta spasmodica, di tutto ciò che è esclusivo, raro e unico, ma spesso effimero, e la ricerca invisibile, silenziosa e costante, che ha più valore di qualsiasi altra, di chi ogni giorno si impegna a dare risposte efficaci per patologie gravi e pericolose per la vita, spesso orfane di trattamenti. Questa tipologia di ricerca vede impegnata direttamente anche Sanofi, che da oltre 40 anni si pone la sfida di individuare e sviluppare terapie per diverse malattie rare, con l’obiettivo di migliorare la storia naturale di queste patologie e la qualità di vita delle persone che ne sono affette e delle loro famiglie.

L’AD Marcello Cattani

«Sanofi – afferma il Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia e Malta, Marcello Cattani – è da sempre fortemente impegnata nella ricerca di soluzioni innovative nelle malattie rare. Attualmente, nella nostra pipeline di ricerca contiamo ben 13 progetti su 83 dedicati alle malattie rare e alle malattie rare del sangue. Il coinvolgimento diretto dei pazienti oggi è fondamentale per ascoltare la voce di chi vive in prima persona una patologia, stabilire relazioni di fiducia fra azienda e associazioni, costruire percorsi di cura condivisi».

Categorie
Salute

Policlinico Gemelli ancora una volta ‘migliore ospedale d’Italia’

Il Policlinico Gemelli è ancora una volta il ‘migliore ospedale d’Italia’ secondo la classifica stilata ogni anno dal magazine americano Newsweek, in collaborazione con Statista R. È il quarto anno di fila che il Policlinico universitario si colloca al vertice dell’eccellenza in Italia, consolidando anche la sua posizione di assoluto rilievo nella classifica mondo, piazzandosi al 35° posto assoluto (lo scorso anno era 38° nel ranking dei migliori ospedali del mondo) nel top 250 mondiale.

Policlinico Gemelli unico ospedale italiano nei primi 50 al mondo

È l’unico ospedale italiano tra i primi 50 al mondo. Per stilare la classifica dei 250 migliori ospedali del pianeta, quest’anno sono stati inclusi nell’analisi ben 2.400 ospedali di 30 Paesi. Un lavoro ciclopico e una crescita esponenziale per il prestigioso ranking internazionale di Newsweek, se si pensa che la prima classifica, datata 2019, analizzava le performance di appena mille ospedali di 11 Paesi. «Il primato del Policlinico Gemelli – commenta il Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Avv. Carlo Fratta Pasini – è per noi motivo di grande soddisfazione.

Punto di forza

Il punto di forza del Policlinico Gemelli è nella sua storia e nella sua missione di ospedale al servizio di tutti che coniuga cure e ricerche di avanguardia, ma anche formazione di medici e operatori sanitari. Un modello che unisce la continua innovazione tecnologica e gestionale, con l’eccellenza nell’assistenza ai pazienti. Risultati resi possibili dal costante supporto economico dei Fondatori, Università Cattolica e Istituto Toniolo, e dal quotidiano impegno di migliaia di donne e di uomini, coinvolti professionalmente e sovente anche emotivamente, nella missione del Gemelli».

Parte integrante del servizio del Lazio

Così il Direttore Generale della Fondazione Policlinico Gemelli, professor Marco Elefanti: «I risultati della nuova classifica di Newsweek ci rendono davvero orgogliosi di essere alla guida di questa realtà d’eccellenza, una fondazione non profit che re-investe tutte le sue risorse per il continuo miglioramento, e altresì orgogliosi di essere parte integrante del servizio sanitario della Regione Lazio».

Categorie
Salute

Malattie rare: OMaR e SIGU firmano accordo di collaborazione

Malattie rare, OMaR e SIGU firmano accordo di collaborazione. Diffondere informazioni corrette sulle patologie geneticamente caratterizzate, e quindi principalmente sulle malattie rare e non diagnosticate; sul ruolo delle scienze omiche nella diagnosi e nei percorsi di presa in carico, dall’identificazione del rischio fino alla diagnosi e all’impostazione di terapie adeguate. Sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza e sui possibili impieghi della genomica e favorire il confronto tra mondo scientifico e decision makers.

Protocollo d’intesa su malattie rare

Sono questi alcuni dei principali obiettivi del Protocollo d’intesa stipulato, a ridosso della Giornata Mondiale per le Malattie Rare, da OMaR – Osservatorio Malattie Rare e SIGU – Società Italiana di Genetica Umana. Attraverso questo importante accordo basato su una comune visione e un reciproco riconoscimento di ruoli e competenze, OMaR e SIGU si impegnano a supportare le rispettive attività mettendo in comune conoscenze scientifiche, una rete capillare di genetisti da una parte e capacità di divulgazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica dall’altra.

Scambio di conoscenze

Uno scambio di expertise e conoscenze che permetterà di realizzare attività di comunicazione in partnership per promuovere la cultura sulle malattie genetiche e rare, diffondere informazioni e stimolare la discussione sui temi connessi con e tra le Associazioni dei pazienti, la comunità scientifica e il mondo istituzionale, al fine di creare un ambiente maggiormente favorevole all’implementazione, nella pratica clinica, delle scienze omiche, in linea con quanto elaborato dal Piano Nazionale per la Genomica. Nei prossimi mesi saranno quindi promosse iniziative congiunte di informazione e formazione sul tema delle malattie rare e verranno organizzati momenti di confronto, sia pubblici che a porte chiuse.

Categorie
Salute

I tumori oculari in primo piano al Gemelli il 2 marzo

I tumori oculari sono neoplasie rare che necessitano di una presa in carico multispecialistica e di percorsi di accesso privilegiato. Proprio per questo l’Oculistica del Gemelli, uno dei principali centri di riferimento a livello nazionale e internazionale, promuove per il prossimo 2 marzo un incontro con rappresentanti della Medicina Generale e degli Oculisti del territorio. L’intento è quello di istituire una rete e percorsi dedicati volti a facilitare la presa in carico di questi pazienti. Tante le terapie oggi a disposizione accanto ad una chirurgia sempre più conservativa e meno invasiva.

Tumori degli occhi rari

Quelli degli occhi sono tumori rari e così non sono molti i centri in Italia e in Europa ad occuparsi di queste patologie. «Il più frequente tumore maligno primitivo intraoculare è il melanoma della coroide – ricorda il professor Gustavo Savino, direttore della UOC Oncologia Oculare di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS – del quale si registrano ogni anno in Italia circa 350-400 nuovi casi. Di questi, circa un centinaio arrivano alla nostra osservazione. Ci sono poi tutti i tumori della superficie oculare (carcinoma squamo-cellulare, melanoma della congiuntiva) e i tumori degli annessi (palpebre) e della regione orbitaria, che seguiamo e trattiamo presso il nostro centro.

Nel 2023 circa 3.300 visite

Nel 2023 abbiamo effettuato circa 3.300 visite per tumori benigni e maligni oculari e perioculari e 650 interventi chirurgici». Quello della Fondazione Policlinico Gemelli è infatti uno dei principali centri, tra i pochi che si occupano in Italia di patologie tumorali intra e perioculari. «La presa in carico di pazienti con tumori estremamente diversi – afferma il professor Savino – è resa possibile anche e soprattutto grazie all’approccio multidisciplinare che coinvolge una serie di specialisti, che si riuniscono ogni due settimane per discutere i casi più complessi (lo scorso anno sono stati 170 e sono in costante aumento) all’interno del tumor board dei tumori oculari, istituito nel 2019 e afferente al coordinamento centrale del Comprehensive Cancer Center diretto dal professor Giampaolo Tortora».