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Rapporto OSB, Carusi a RRC: serve un Piano Nazionale di Salute

Ai microfoni di Radio Roma Capitale con Andrea Pranovi è intervenuto oggi il professor Duilio Carusi, adjunct professor alla Luiss Business School e coordinatore dell’Osservatorio Salute Benessere e Resilienza.
Ieri, presso la sala Zuccari in Senato, su iniziativa della senatrice Ylenia Zambito, è stato presentato il rapporto di ricerca “Unire i puntini: verso un Piano Nazionale di Salute” stilato dall’Osservatorio Salute Benessere e Resilienza della Fondazione Bruno Visentini.
L’indagine mira alla misurazione dell’Indice di Vicinanza alla Salute con l’obiettivo di registrare i cambiamenti nelle dinamiche, nei servizi e nelle condizioni di salute dal 2010 ad oggi.
I dati rilevati restituiscono risultati allarmanti per la ripresa auspicata nel post pandemia: in termini di isolamento, disgregazione delle relazioni sociali, interventi medici rimandati, stress degli operatori del settore, vulnerabilità di stili di vita ed alimentari a causa del cambiamento climatico è la Salute a pagare il prezzo più alto.
Di fatto, nel 2022 l’Indice di Vicinanza è sceso di ben 14 punti rispetto al valore base di 100 punti fissato per il 2010, anno di inizio delle rilevazioni.
Il concetto di Vicinanza alla salute descrive la relazione nello spazio e nel tempo intercorrente tra individuo e possibilità di fruizione del bene salute, quest’ultima in particolare necessita di una nuova lettura, racconta Duilio Carusi: “c’è bisogno di rendere questi servizi (medici, ndr) e quindi la salute disponibile e realmente fruibile” anche attraverso lo strumento della telemedicina e l’uso corretto dell’amministrazione pubblica digitale.

“Il dato critico è che questo trend è in continuo peggioramento – continua – ci sono alcuni trend che non fanno prevedere una ripresa avviata”, tra i fattori evidenziati dal professor Carusi il fenomeno della migrazione sanitaria, specchio “dello squilibrio tra la popolazione che vive nel mezzogiorno e la popolazione che vive nel resto di Italia” e della lontananza anche spaziale che ancora caratterizza il rapporto tra cittadino e sistema sanitario.

Il rapporto si pone nel quadro più ampio della logica “One Health” e della strategia di “Health in all policies” sostenuta dall’OMS coerentemente agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, descrive l’esigenza di nuovi strumenti organizzativi e tecnologici ed auspica anche per l’Italia una pianificazione a livello nazionale. Positiva la risposta delle istituzioni: “Il Ministro Schillaci in Senato ha annunciato che inizieranno tempestivamente a lavorare ad un Piano Sanitario Nazionale“, conclude Duilio Carusi.

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Studio internazionale sul tumore al pancreas con Sapienza Università

Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature Signal Transduction and Targeted Therapy, che ha visto la collaborazione multidisciplinare di diversi centri in Italia fra cui la Sapienza Università di Roma, ha svelato per la prima volta il meccanismo di sopravvivenza e progressione del tumore al pancreas, aprendo la strada a nuovi approcci terapeutici.

Lo studio dei ricercatori

Secondo i ricercatori, alla base c’è la mancata espressione di una piccola molecola di RNA non codificante (microRNA) denominata miR-15a, la quale è normalmente espressa nel pancreas sano ma è spesso persa durante le fasi precoci di trasformazione neoplastica. Il miR-15a rappresenta una sorta di freno molecolare che mantiene costantemente bassi i livelli della proteina Fra-2, un fattore di trascrizione di cruciale importanza per la risposta del tumore allo stress. In assenza di miR-15a, le cellule tumorali sollecitate dalla carenza di nutrienti sono libere di esprimere il fattore di trascrizione Fra-2 che, a cascata, attiva la trascrizione di geni fondamentali per la loro sopravvivenza. Tra i geni targets di Fra-2, vi è il recettore per IGF1 (IGF1-recettore), responsabile dello stimolo proliferativo.

Gian Luca Rampioni Vinciguerra

«La scoperta di questo meccanismo – spiega Gian Luca Rampioni Vinciguerra, primo nome dello studio e ricercatore del Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare della Sapienza – accresce la nostra comprensione della malattia e fornisce un razionale utile per l’impostazione delle terapie. Nei nostri modelli, il tumore del pancreas in carenza di nutrienti diventa dipendente dall’attivazione di IGF1-recettore e, quindi, estremamente sensibile alla sua inibizione farmacologica, che diventa un’arma estremamente efficace per contrastare la crescita tumorale».

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Tiroide e gravidanza: istruzioni per l’uso dal Gemelli

Tiroide e gravidanza: istruzioni per l’uso dagli esperti del Gemelli che consigliano cosa sapere e quali controlli effettuare prima di affrontare una gravidanza. Una tiroide malfunzionante in eccesso (ipertiroidismo) o in difetto (ipotiroidismo) può dare problemi di fertilità.

Controllo della tiroide

«Se una coppia ha difficoltà a concepire dunque – spiega il professor Alfredo Pontecorvi, direttore della UOC di Medicina Interna, Endocrinologia e Diabetologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Ordinario di Endocrinologia dell’Università Cattolica – una delle cose da controllare è proprio la funzionalità tiroidea. Prima di affrontare una gravidanza, oltre agli esami di routine consigliati dal ginecologo, è importante dosare il TSH, per essere certi di affrontare la gravidanza con una tiroide che funziona correttamente, soprattutto se si è over 30 (a quest’età il 7-8% delle donne ha un ipotiroidismo subclinico) o se si ha familiarità per patologie autoimmuni o malattie tiroidee».

Regolarizzare la funzione tiroidea

Se dagli esami, emerge un ipotiroidismo, è quindi necessario regolarizzare la funzione tiroidea, prima di affrontare la gravidanza. «Nel caso delle donne affette da ipertirodismo – prosegue il professor Pontecorvi – se sono già in trattamento con farmaci tireostatici (metimazolo), nel primo trimestre è consigliabile sostituirlo con il propiltiouracile, per poi tornare al metimazolo dal secondo trimestre di gravidanza in poi. In alternativa, si potrebbe risolvere il problema dell’ipertiroidismo alla radice, prima di affrontare la gravidanza, ad esempio asportando la tiroide chirurgicamente». Anche se la donna sviluppa ipertiroidismo in gravidanza, il farmaco di scelta nei primi tre mesi è il propiltiouracile, mentre negli ultimi due trimestri si può sostituire con il metimazolo.

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Personale sanitario, Anelli: stiamo lavorando al risarcimento per le vittime del Covid19

Si celebra a Roma oggi, martedì 20 Febbraio, la Giornata Nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato istituita per legge al fine di riconoscere l’attività svolta dagli operatori sanitari a tutela della salute dei cittadini.
L’evento, ospitato dalle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia ed organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, avrà luogo dalle 9.30 alle 13.00 e vedrà la presenza, tra gli altri, del Ministro della Salute Orazio Schillaci.
L’appuntamento commemora il sacrificio compiuto dal personale sanitario durante la pandemia da Covid19, un riconoscimento lontano dall’essere meramente simbolico, come spiega il Presidente della Federazione degli Ordini dei medici Filippo Anelli: “Stiamo lavorando con il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per sbloccare i circa 6 milioni di euro, da recuperare dall’Inail a favore delle famiglie dei sanitari morti in servizio per Covid. Pensiamo con Schillaci di mettere in moto un meccanismo per distribuire queste risorse nel più breve tempo possibile”. Dalle parole di Anelli emerge a gran voce l’esigenza da parte delle famiglie delle vittime di essere ascoltate e riconosciute dallo Stato, conclude affermando “è un dovere da parte dello Stato dare una risposta, anche se assolutamente parziale, per un dolore così grande e un sacrificio così forte a quelle famiglie che hanno perso i loro congiunti. Credo che sia un modo per lo Stato di dire grazie. La medaglia d’oro al valore per tutti i medici è stata una risposta importante, ma è anche importante l’attenzione nei confronti delle famiglie“.

Lo sblocco dei fondi a sostegno delle famiglie dei sanitari che hanno perso la vita per garantire il diritto alla salute durante la diffusione dei contagi da Covid19 continua a raccontare la gratitudine della Comunità tutta, come sottolinea anche il presidente della Regione Lazio Rocca nel discorso dedicato agli operatori: “Gratitudine e riconoscenza. Sono questi i sentimenti che nutro nei riguardi del personale sanitario, socioassistenziale e di tutti i volontari del Lazio. Quando è nata questa Giornata, nel 2021, l’Italia e l’Europa si trovavano ad affrontare una pandemia che avrebbe messo a dura prova il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Senza lo spirito di servizio, la dedizione e l’amore di tutte le professionalità sanitarie e del volontariato, non ce l’avremmo fatta. Ancora e per sempre: grazie!”

Le istituzioni tornano ad affrontare la centralità dell’operato del servizio pubblico, specialmente in periodi di crisi, “Siamo solo all’inizio di un percorso per riorganizzare la nostra sanità pubblica. I prossimi obiettivi sono l’abolizione del tetto di spesa per le assunzioni di personale, l’aumento delle indennità di specificità e la valorizzazione degli specializzandi” afferma il Ministro della Salute Schillaci, al fine di “restituire attrattività al servizio pubblico, fare in modo che i nostri professionisti restino nelle nostre strutture trovando condizioni economiche, professionali e organizzative, incentivanti”.

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Ginnasticachina® per sentirsi in forma senza stress

Ginnasticachina® di Federica Accio è un modo tutto nuovo e indolore per sentirsi in forma senza stress. Una dichiarazione di guerra alla filosofia condivisa “no pain no gain”. Il suo approccio è quello di ascoltare il corpo, allenarsi con intelligenza e rispetto, senza sacrificare il benessere per ottenere risultati. L’obiettivo non è il dolore, ma piuttosto la crescita sana, sostenibile e senza compromessi per il corpo e la mente. L’anti personal trainer, come si definisce, celebre per i suoi programmi “anti allenamento” online, ad oggi conta più di 118 mila follower su Instagram e ha pubblicato due libri che hanno venduto oltre 15 mila copie.

Ginnasticachina® cattura l’attenzione

Informaconfede è la piattaforma di riferimento per chi desidera vivere un benessere senza compromessi, senza dover affrontare dolore e fatica e soprattutto senza dover passare ore in palestra. Federica Accio, icona di questo stile di vita salutare ha saputo catturare l’attenzione di un pubblico vasto e variegato con Ginnasticachina®. La filosofia di Informaconfede è radicata nell’idea che è possibile raggiungere il massimo benessere senza dover sottostare a un regime di allenamento estenuante o rinunciare al proprio comfort. Si basa sull’ascolto del proprio corpo e sulla consapevolezza dei movimenti.

Per chi evita la palestra

La piattaforma propone una serie di esercizi studiati appositamente per coloro che, per motivi di tempo o semplicemente per preferenza personale, evitano di frequentare la palestra. Questa rivoluzionaria visione dello “star bene senza fatica” ha attirato anche chi, fino a oggi, ha trovato difficile mantenere un impegno costante con l’attività fisica. Informaconfede si propone come un’alternativa valida per chi desidera adottare uno stile di vita salutare senza dover sacrificare ore preziose della propria giornata in un ambiente che potrebbe risultare intimidatorio o poco adatto alle proprie esigenze. Offrendo una prospettiva innovativa sul benessere e dimostrando che è possibile ottenere risultati significativi con approcci più accessibili e sostenibili.

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Nata con il cuore a metà, ma mamma di due gemelli

Nata con il cuore senza un ventricolo diventa mamma di due gemelli. L’evento eccezionale è accaduto a Roma grazie alla determinazione della giovane donna e al lavoro congiunto degli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che l’hanno assistita sin da bambina per la grave cardiopatia congenita, e del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dove è stato eseguito il parto cesareo. Mamma e bambini, un maschietto e una femminuccia, stanno bene: «Sapevo di correre tanti rischi con il mio cuore a metà, ma volevo diventare mamma. La nascita dei gemelli è stata un’emozione indescrivibile».

Nata senza ventricolo destro

La mamma dei gemellini è nata con il cuore privo del ventricolo destro, la porzione di muscolo cardiaco che spinge il sangue verso i polmoni per ossigenarsi. Si tratta di una cardiopatia congenita complessa che richiede una serie di interventi correttivi entro i primi anni di vita. Nel caso specifico, la paziente del Bambino Gesù era stata sottoposta all’età di 4 anni a un’unica operazione per costruire un sistema di circolazione alternativo, detto di Fontan, che porta il sangue dalle vene cave direttamente ai polmoni, senza passare per il cuore. Questa condizione sottopone l’organismo a un costante superlavoro: la circolazione sostenuta da un solo ventricolo richiede, infatti, terapie e controlli serrati per tutto l’arco della vita; nel 5% dei casi si arriva al trapianto.

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Salute: Rocca, ‘cardiopatia congenita, con Ssr garantito supporto e vicinanza a piccoli pazienti’

“Donare speranza a quel neonato su 100 che, nel nostro Paese, soffre di una cardiopatia congenita. In occasione della Giornata Mondiale è fondamentale ricordare quanto sia importante la diagnosi prenatale, attraverso la quale è possibile garantire un passaggio dall’età infantile a quella adulta. Faremo di tutto per valorizzare le nostre eccellenze, garantendo ai nostri piccoli pazienti e alle loro famiglie tutto il supporto, la vicinanza e l’amore del Servizio Sanitario Regionale”. Così il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca in occasione della Giornata Mondiale delle cardiopatie congenite.

(Sib/Adnkronos)

ISSN 2499 – 4987
14-02-2024 10:58

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Il fumo passivo delle sigarette elettroniche può nuocere ai bambini

Il fumo passivo delle sigarette elettroniche può incidere sulla salute dei bambini. Una collaborazione italiana tra la Sapienza Università di Roma, I.R.C.C.S. Neuromed e Mediterranea Cardiocentro, evidenzia gli effetti sul sistema cardiovascolare del fumo passivo da sigarette a tabacco riscaldato. Un concetto ben noto, ma fino ad oggi rimasto legato solo alle sigarette “tradizionali”. Ora una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Environmental Pollution ha evidenziato come anche le sigarette “heat-not-burn” (HNBC), quelle che riscaldano il tabacco senza bruciarlo, potrebbero influenzare negativamente la salute cardiovascolare dei bambini ed adolescenti esposti.

Studio sul fumo passivo

Lo studio, che ha visto la collaborazione tra Sapienza Università di Roma, I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e Mediterranea Cardiocentro di Napoli, ha preso in esame tre gruppi di bambini e adolescenti di età compresa tra 2 e 18 anni, divisi in base all’esposizione al fumo che potevano avere in famiglia: non esposti ad alcun tipo di fumo, esposti a quello tradizionale, esposti a quello di tabacco riscaldato. Una serie di esami, eseguiti su prelievi ematici e prove strumentali, ha quindi misurato lo stress ossidativo, la funzione endoteliale (un indicatore chiave della salute dei vasi sanguigni) e l’attivazione delle piastrine (un fattore di rischio per la formazione di trombi).

Autori dello studio

«Il dato più importante emerso dalla nostra ricerca – dicono gli autori, Lorenzo Loffredo e Anna Maria Zicari, Sapienza Università di Roma, e Roberto Carnevale, Sapienza Università di Roma e I.R.C.C.S. Neuromed – è che non ci sono differenze significative tra fumo di sigaretta tradizionale e fumo da tabacco riscaldato. In entrambi i casi, i bambini e gli adolescenti esaminati presentavano, rispetto a quelli non esposti ad alcun tipo di fumo, un più elevato stress ossidativo, una maggiore attivazione piastrinica ed una alterazione della funzione endoteliale e quindi un maggior rischio cardiovascolare».

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OK dell’Agenzia italiana del Farmaco a una nuova terapia per il cancro

OK dell’Agenzia italiana del Farmaco a una terapia innovativa per il trattamento in prima linea dei pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B, il tipo di cancro aggressivo più comune tra quelli che colpiscono il sistema linfatico. Con 500mila nuove diagnosi all’anno in tutto il mondo, poco più di 13mila casi solo in Italia soprattutto tra gli over 65, ma non sono infrequenti pazienti con più di 40 anni, arrivare a un farmaco per contrastare il progredire della malattia era da tempo uno degli obiettivi della ricerca. Ora l’Aifa lo ha approvato. Si tratta del polatuzumab vedotin, che potrà essere somministrato ai pazienti adulti in associazione con rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone sintetizzate nella sigla R-Chp.

OK dopo studio Polarix

Il sì dell’Aifa è arrivato dopo che lo studio Polarix, portato nel nostro Paese da Roche Italia, ha dimostrato che la combinazione di polatuzumab e R-Chp riduce del 27% il rischio di progressione della malattia, ricaduta o morte. Per quanto in moltissimi casi il linfoma diffuso a grandi cellule B venga contenuto bene dai trattamenti iniziali, quasi il 40% di chi ne è affetto sperimenta una seconda fase aggressiva della patologia. Con la somministrazione della nuova terapia a base di polatuzumab questa percentuale è destinata a ridursi, come è emerso dalla fase tre dello studio Polarix, che ha coinvolto 879 pazienti. Così il professor Maurizio Martelli, direttore di Ematologia al Policlinico Umberto I di Roma: «Celebriamo un importante passo avanti nella lotta contro il linfoma diffuso a grandi cellule B. La decisione dell’Aifa apre le porte a una nuova era di trattamento per i pazienti di recente diagnosi».

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Insegnanti preparati a gestire le crisi epilettiche al Bambino Gesù

Gli insegnanti preparati a gestire le crisi epilettiche che si verificano in classe nell’ambito del progetto “La scuola non ha paura delle crisi” promosso dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sono 6.000. Avviata nel 2016 in collaborazione con la Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE), l’iniziativa conta l’adesione di 130 istituti di Roma e provincia, 60 dei quali raggiunti negli ultimi 2 anni. Il dato presentato in occasione della Giornata mondiale dell’Epilessia. L’attività educativa, che risponde al bisogno di sicurezza delle famiglie con bambini affetti da epilessia, è curata dal personale specializzato del Bambino Gesù (medici, psicologi, infermieri) tramite incontri periodici nelle scuole.

Esercitazioni pratiche per gli insegnanti

Attraverso esercitazioni pratiche e video-tutorial, gli insegnanti vengono preparati ad affrontare gli attacchi epilettici e a somministrare correttamente, quando è necessario, i farmaci in grado di interrompere la crisi che si manifestano in classe. L’epilessia è una malattia neurologica che interessa mediamente l’1% della popolazione, ma i più colpiti sono proprio i bambini: nel 60% dei casi, infatti, la malattia insorge prima della pubertà, entro i 13-14 anni, con possibili conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio e ricadute sul piano sociale. L’epilessia si manifesta con crisi di vario tipo che possono presentarsi in qualsiasi momento della giornata.

Il 90% delle crisi dura meno di 2′

Circa il 90% delle crisi epilettiche dura meno di 2 minuti e richiede solo assistenza fisica, ma non interventi medici. Quando la crisi dura più a lungo può essere necessaria l’assistenza in urgenza e il ricovero in centri di terapia intensiva. In queste situazioni una somministrazione corretta e tempestiva di farmaci specifici può interrompere la crisi, evitare il ricovero e, soprattutto, impedire gravi conseguenze per il paziente.