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Giornata nazionale della Raccolta del Farmaco anche a Cerveteri

Giornata nazionale della Raccolta del Farmaco è l’iniziativa promossa dalla Fondazione Onlus Banco Farmaceutico: fino a lunedì 12 febbraio ogni cittadino che si recherà nelle farmacie aderenti all’iniziativa potrà acquistare e donare farmaci che saranno destinati a persone in difficoltà. Anche quest’anno la Multiservizi Caerite e le farmacie private hanno risposto all’appello dei volontari del Centro di Solidarietà Cerveteri e di tante realtà associative di volontariato del territorio, organizzando punti di raccolta all’interno delle farmacie del territorio.

Partner della Giornata nazionale

Oltre al Centro di Solidarietà, prendono parte alla maratona solidale: Scuolambiente, Auser, il Gruppo Scout Agesci 1, i ragazzi del Servizio Civile della Cooperativa Solidarietà, la Consulta dei Cittadini Migranti e Apolidi e i ragazzi del Giovanni Cena. Aderiscono all’iniziativa la Farmacia n.5 di via Settevene Palo 81 a Cerveteri, la Farmacia n.2 di via Oriolo n.1 a Cerenova, la Farmacia Cavallini di via Vivaldi a Valcanneto e la Farmacia Prato Cavalieri di via Mario Pelagalli a Cerveteri.

Il sindaco Gubetti

«Un appuntamento con la solidarietà che si rinnova anche quest’anno – ha detto Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri – chiamiamo alla raccolta tutti i cittadini per dare un sostegno concreto a chi sta vivendo un momento di difficoltà. Con un piccolo gesto possiamo aiutare chi ha veramente bisogno e mettere a disposizione dei beni di prima necessità come i medicinali. La nostra città risponde sempre dimostrando una grande solidarietà e generosità: sono certo che il nostro appello sarà accolto da tantissimi. Un sentito ringraziamento alle farmacie comunali e private che hanno aderito all’iniziativa».

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Messa a punto dal Gemelli tecnica contro la degenerazione maculare atrofica

Messa a punto dai ricercatori del Gemelli una nuova tecnica per rallentare l’evoluzione della degenerazione maculare atrofica legata all’età. Le iniezioni sotto-retiniche di un prodotto derivato dal sangue di cordone ombelicale si sono dimostrate in grado di rallentare l’evoluzione di questa condizione, ancora orfana di trattamento e che può portare alla perdita della vista. In Italia ne soffre qualche milione di persone sopra i 50 anni. La degenerazione maculare ‘atrofica’ (secca o dell’anziano), è una delle patologie oculari più frequenti nel mondo industrializzato negli over 50 e può portare a perdita completa della vista nella parte centrale del campo visivo.

Vari stadi di gravità

Interessa in vari stadi di gravità qualche milione di italiani, mentre le stime per il 2050 prevedono che saranno affetti da questa patologia 280 milioni di persone nel mondo. La forma ‘secca’ rappresenta il 90% di tutte le maculopatie degenerative senili e ad oggi non dispone di un trattamento autorizzato in Europa. A fronte della diffusione di questa patologia così invalidante insomma, c’è un grave unmet need relativo al suo trattamento. Al Gemelli si sta dunque tentando una strada innovativa, descritta in una recentissima pubblicazione su Opthalmology Science, che sfrutta le capacità rigenerative del sangue da cordone ombelicale.

Messa a punto dal Prof. Rizzo

«La degenerazione atrofica è una patologia molto comune ed invalidante negli anziani, per la quale ad oggi in Europa non esiste alcun trattamento – spiega il professor Stanislao Rizzo, Direttore della UOC di Oculistica di Fondazione Policlinico Gemelli e professore ordinario di Oculistica presso l’Università Cattolica – e quindi abbiamo dunque avuto l’idea di utilizzare un derivato del sangue di cordone ombelicale, il plasma ricco di piastrine (PRP). Siamo i primi al mondo ad aver fatto questa esperienza e quello appena pubblicato è il nostro studio di fase 1».

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Morbillo: medici famiglia, ‘nel Lazio rivediamo casi in 30enni, verificare se si è vaccinati’

Bartoletti (Fimmg), ‘E’ una malattia seria che non va sottovalutata’

Nel Lazio “c’è un allarme negli adulti, rivediamo casi nei giovani, 30enni non vaccinati, e personalmente è una situazione a cui noi medici di famiglia non assistevamo da decenni. Il morbillo è una malattia che non va sottovalutata perché è un virus ‘cattivo’ che porta febbre alta e l’enatema, un rush cutaneo nelle mucose nella faringe, poi arriva l’esantema con le bolle. Quello che consigliamo ai nostri assistiti è di verificare se si è fatta la vaccinazione anti-morbillo e nel caso negativo di farla”. Così all’Adnkronos Salute Pierluigi Bartoletti, segretario Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) Roma e provincia, interviene sull’alert per l’aumento dei casi di morbillo negli adulti (19-42 anni) rilanciato da una circolare del Servizio regionale di sorveglianza (Seresmi) del Lazio.

Perché nel Lazio c’è questa recrudescenza di morbillo negli adulti? “Queste malattie, appena spegni la ‘luce’, riemergono, ma non vanno davvero sottovalutate anche se si pensa di essere giovani e in buona salute”.

“Per il morbillo non c’è cura”, avvertono i medici di famiglia ricordando che “può dare in alcuni casi anche complicanze, dalla polmonite all’encefalite”. Ma cosa deve fare chi ha un sospetto di morbillo? “Ci si rivolge al proprio medico, se ci sono in atto già complicanze serie, che possono purtroppo arrivare in certi soggetti, sarà però necessario valutare anche il ricovero in ospedale”. Bartoletti precisa però che “ora la cosa necessaria è che tutti controllino se hanno o meno fatto la vaccinazione. Se non si è fatta occorre contattare l’Asl, perché noi non abbiamo i vaccini e purtroppo nel Lazio non abbiamo accesso all’anagrafe vaccinale, e prendere appuntamento per l’immunizzazione”.

(Frm/Adnkronos Salute)

ISSN 2465 – 1222
05-02-2024 12:34

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Sanità: Nicastri (Spallanzani), ‘crescono casi morbillo tra adulti, vaccino consigliato’

‘Bene circolare Regione Lazio per rinnovare raccomandazioni di prevenzione e controllo’

“Da dicembre è in atto una ripresa sensibile dei casi di morbillo tra gli adulti ma va detto anche che le misure di prevenzione che si stanno adottando nelle strutture di cura e ospedaliere per fronteggiare il Covid, ossia l’uso delle mascherine e la frequente igiene delle mani, stanno impedendo i cosiddetti ‘casi secondari’, quelli che si verificano in primis tra i sanitari e gli altri utenti che vengono in contatto con il malato”. La vaccinazione è consigliata “a tutti coloro che non lo hanno fatto o non hanno sviluppato gli anticorpi, e che lavorano in ambienti sanitari”. Così, in un’intervista su ‘Il Messaggero’, Emanuele Nicastri, direttore dell’unità di Malattie infettive ad alta intensità di cura dell’ospedale Spallanzani di Roma, commentando la circolare emanata dalla Regione Lazio per rinnovare agli operatori sanitari le raccomandazioni di prevenzione e controllo. Soprattutto l’invito alla vaccinazione rispetto a una delle malattie più contagiose.

“Ha fatto bene la Regione a emanare la circolare che – sottolinea Nicastri – di fatto è un warning ad alzare ancora di più la guardia per prevenire focolai ed epidemie”. E sui casi tra gli adulti: “Si tratta di malati con età media di 35/36 anni. Questo perché fino al 2017 il vaccino contro il morbillo non era obbligatorio. La circolare ministeriale poi introducendolo è andata a ritroso nella popolazione fino al 2000. Ma abbiamo la quasi totalità della popolazione nata negli anni ‘90 che non ha sviluppato gli anticorpi, a meno che non abbia già avuto la malattia”.

(Def/Adnkronos Salute)

ISSN 2465 – 1222
03-02-2024 10:07

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Complesso intervento chirurgico portato a termine al Sant’Andrea

Complesso intervento per neoplasia polmonare infiltrante l’atrio cardiaco portato a termine con successo presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, policlinico universitario di Sapienza Università di Roma e azienda di alta specializzazione della Regione Lazio: eradicato il tumore e ricostruita la camera cardiaca interessata, l’innovativa procedura, eseguita presso l’Unità di Chirurgia Toracica diretta da Erino Angelo Rendina, ha consentito anche di preservare la funzionalità respiratoria e cardiaca del paziente, evitando l’asportazione integrale del polmone. Un uomo di 68 anni presentava un tumore localizzato nella parte inferiore del polmone di destra che invadeva l’atrio cardiaco sinistro.

Complesso trattamento chirurgico

Dopo accurato studio pre-operatorio multidisciplinare, il paziente è stato sottoposto ad un complesso trattamento chirurgico che ha consentito l’asportazione del tumore e una successiva sostituzione parziale della camera cardiaca con una protesi biologica in grado di integrarsi perfettamente nel tessuto muscolare. Tale delicato intervento, in precedenza, era stato sempre eseguito con la contestuale asportazione dell’intero polmone. Per la prima volta la ricostruzione del cuore ha consentito di salvare l’integrità anatomica e funzionale della vena polmonare superiore e, conseguentemente, di preservare i due terzi sani del polmone di destra.

Intervento durato 5 ore

Il complesso intervento, durato circa 5 ore, è stato eseguito da una équipe multidisciplinare guidata dai chirurghi toracici e composta da cardiochirurghi e anestesisti, coadiuvati da perfusionisti e infermieri, in circolazione extra-corporea. Il cuore è stato temporaneamente fermato e fatto ripartire non appena terminata la completa ricostruzione con protesi. Il paziente è stato dimesso dopo due settimane, in ottime condizioni pronto per il proseguo delle cure oncologiche.

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Anna Di Nardo, dermatologa di livello internazionale, al San Gallicano

Anna Di Nardo, dermatologa nota a livello internazionale e tra i massimi esperti di immunologia della pelle e allergie, assume la direzione del Laboratorio di Fisiopatologia Cutanea all’Istituto San Gallicano. «Una figura che avrà un importante ruolo nelle attività dell’Istituto San Gallicano – sottolinea Laura Figorilli, direttore generale f.f. degli IFO – che ci vede sempre più impegnati su progetti di grande rilevanza nella clinica e ricerca scientifica sul fronte dell’immunogeniticità. Trova qui un team di laboratorio eccellente e tecnologie d’avanguardia per gestire ulteriori nuove sfide. A lei il mio benvenuto e augurio di buon lavoro e massimi successi professionali».

Le parole di Anna Di Nardo

Così la dottoressa Di Nardo: «Sono entusiasta di collaborare con un team composto da ricercatori di altissimo livello, in un IRCCS dove è possibile studiare e offrire diagnosi e cure innovative ai pazienti. Ho importanti progetti già avviati che qui troveranno la loro maturazione. Offrirò tutto il mio sostegno a quelli già in corso e a tanti altri da introdurre a livello internazionale».

18 anni di lavoro negli USA

La dottoressa Di Nardo ha trascorso gli ultimi 18 anni negli USA, dopo essere stata già all’ISG per 4 anni, e aver lavorato presso l’ospedale universitario di Modena. Dal 2006 ha iniziato la carriera di docente universitario presso l’università della California – San Diego per la dermatologia e la ricerca e dove è professore emerito. Laureatasi a Pavia e specializzata a Modena, ha poi frequentato il dipartimento di farmacologia della Schering a Berlino, l’università della California a San Francisco per poi approdare a San Diego e ora a Roma.

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Il Colonnello Villadei dallo spazio per il Bambino Gesù

Il Colonnello Walter Villadei, astronauta, impegnato da qualche giorno nella missione Ax-3 Voluntas sulla Stazione Spaziale Internazionale, ha offerto ai piccoli pazienti del Bambino Gesù un regalo davvero speciale: un collegamento audio e video dalla stazione orbitante intorno alla Terra. Il Colonnello Villadei ha risposto alle domande e alle curiosità di un gruppo di bambini radunato nella ludoteca della sede del Gianicolo, alla presenza del Presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti, e del Generale di Brigata Aerea Urbano Floreani, Capo del 5° Reparto “Comunicazione” dello Stato Maggiore dell’Aeronautica.

In collegamento con il Colonnello

Il collegamento rientra tra le attività che l’astronauta svolge nella missione Ax-3 Voluntas, guidata dal Ministero della Difesa tramite l’Aeronautica Militare e che coinvolge anche Agenzia Spaziale Italiana, università, centri di ricerca e imprese. Tante le curiosità dei piccoli con lo sguardo incollato verso l’astronauta che “galleggiava” nella stazione orbitante con alle spalle il tricolore italiano. A Cecilia che ha chiesto com’è la Terra dallo spazio, Villadei ha spiegato che “è straordinariamente bella. Sono stupende le sfumature azzurre degli oceani e le nevi sulle vette dell’Himalaya. E’ bello quando si passa sull’Italia, di notte con le luci o anche di giorno, e la si attraversa in un momento”.

Il lavoro a bordo dell’ISS

L’astronauta ha spiegato ai bambini il lavoro a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dedicata alla ricerca. Il suo compito comprende esperimenti per studiare e mitigare gli effetti fisiologici del volo spaziale sugli esseri umani, capire i cambiamenti biologici legati alla salute e alle malattie sulla Terra e condurre attività per valorizzare le competenze italiane in campo operativo, tecnologico e anche commerciale applicate allo spazio.

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Covid, 4 anni fa coppia cinese allo Spallanzani. Vaia: “Mai più impreparati”

Mentre il Parlamento si divide su una bozza del nuovo Piano pandemico 2024-2028, sono passati oltre 1.400 giorni dal ricovero della coppia cinese di Wuhan all’Inmi Spallanzani di Roma, Wuhan Xiangming Liu e Yamin Hu in gita nel nostro Paese ma con il Sars-CoV-2 nel proprio corpo. Il 29 gennaio l’Italia faceva i conti con il nuovo virus ribattezzato poi Covid, oggi dopo 4 anni abbiamo imparato a conoscere le decine di varianti dai nomi più assurdi, da Centaurus a Kraken. Quattro anni 4 fa la coppia fu soccorsa in un albergo del rione Monti al centro di Roma. Il marito appena ricoverato mostrava una polmonite interstiziale bilaterale, la moglie aveva all’inizio sintomi lievi, ma entrambi si sono aggravati in poco tempo. La coppia venne fu sottoposta a una terapia a base di antivirali combinati e antinfiammatori. Dopo quasi 3 mesi, dopo aver fatto la riabilitazione tra marzo e aprile al San Filippo Neri, vengono dimessi il 21 aprile per tornare in Cina.

In questi 4 anni abbiamo conosciuto sempre meglio il Covid e la sua forza. Dopo il 2020-2021 quando il virus ha picchiato duro con tanti casi e decessi nel mondo, i sacrifici per affrontare lockdown, la mascherina obbligatoria e la Dad per fermare nei primi mesi del 2020 la diffusione dei contagi, con l’arrivo dei vaccini a mRna, gli antivirali, la sanità pubblica è riuscita a contenere e gestire la malattia. La scienza è andata veloce per rispondere al nuovo virus arrivato dalla Cina e i risultati si sono visti. Le ondate degli anni successivi 2022 e 2023 hanno fatto salire i contagi soprattutto in inverno ma mai hanno messo in difficoltà le terapie intensive. Stiamo convivendo, come molti avevano previsto già in tempi non sospetti, con il Covid. Una endemia, un rumore di fondo del virus che ci porteremo ancora a lungo. L’eredità di questi quattro anni nei quali la parola pandemia è diventata una costante della nostra vita prende forma nelle azioni di prevenzione che le istituzioni nazionali e internazionali, dall’Oms agli Ecdc, stanno elaborando per una prossima ‘malattia X’, ovvero una prossima pandemia.

In Italia uno dei pochi a mantenere una linea di ottimismo e fiducia nella scienza e negli italiani anche momenti più cupi dell’emergenza è stato Francesco Vaia, allora direttore dello Spallanzani e oggi alla guida della Prevenzione del ministero della Salute. “Momenti indimenticabili che hanno lasciato il segno in tante cose e che hanno tracciato il solco per il futuro. Un futuro che abbiamo intravisto da subito. Andare oltre la pandemia – afferma Vaia all’Adnkronos Salute – è stato il messaggio che abbiamo lanciato dalla fontana dell’istituto i miei colleghi ed io appena avuto consapevolezza dell’andamento epidemiologico. Il solco è tracciato e tanti semi sono gettati. Mai più impreparati – rimarca il direttore – mai più senza strumenti e presidi, mai più un’Italia lunga e stretta, differenziata nell’offerta di salute”.

“Fare sempre memoria è un esercizio utile a tutti ed in ogni contesto – prosegue Vaia – Degli accadimenti avvenuti in questo quadriennio, dalla presenza della coppia cinese in poi, restano scolpiti alcuni momenti chiave: il coraggio dato agli italiani, fin da subito, mentre da più parti ci si nascondeva o si lasciava andare al più nero pessimismo – racconta – La forza positiva del popolo che ci ha creduto, il grande lavoro degli operatori sanitari fotografato in due momenti distinti: la festa della Repubblica con Mattarella il 2 giugno allo spallanzani ed il G20 con i camici bianchi trani grandi della terra ed il loro grazie”.

“Nel mentre conviviamo anche con il Sars-Cov-2, come da tempo previsto, rendiamo centrale la prevenzione nel nostro paese. La prevenzione è la vera attrice del cambiamento – rilancia Vaia – Se adeguatamente supportata sarà l’architrave della sostenibilità del sistema sanitario e darà l’impulso necessario per una sua ripresa”.

“Le liste d’attesa, la vera vergogna del nostro Ssn, la carenza del personale sanitario, la povertà del territorio, sono le sfide che abbiamo davanti. Le vinceremo se prevarranno l’ottimismo razionale e la voglia di crederci che abbiamo messo nella battaglia che abbiamo vinto”, conclude.

(Frm/Adnkronos Salute)

ISSN 2465 – 1222
27-Jan-2024 11:21

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Studio pionieristico sul ruolo della proteina SALL4 a La Sapienza

Studio pionieristico sul ruolo della proteina SALL4 e della sua inibizione nel trattamento del medulloblastoma, un tumore cerebrale pediatrico, realizzato dal gruppo coordinato da Lucia Di Marcotullio, del Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza Università di Roma. I risultati, ottenuti grazie al sostegno di AIRC, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Cell Death & Differentiation e premiati al 35° Meeting internazionale dell’Associazione italiana colture cellulari. Da anni il gruppo guidato da Lucia Di Marcotullio svolge ricerche in campo oncologico nei laboratori della Sapienza di Roma per comprendere i meccanismi molecolari e identificare vie terapeutiche innovative.

Studio identifica SALL4

Di recente il gruppo ha aggiunto un nuovo tassello per chiarire e curare meglio il medulloblastoma, uno dei tumori cerebrali pediatrici più aggressivi. Lo studio ha permesso di identificare per la prima volta la proteina SALL4 quale importante regolatore della via di segnalazione di Hedgehog, essenziale per lo sviluppo embrionale. Di Marcotullio e colleghe hanno inoltre chiarito che l’anomalo accumulo della proteina interferisce con questa via di segnalazione, provocandone l’attivazione e la conseguente crescita tumorale.

Risultati ottenuti

Uno degli aspetti più promettenti dei risultati ottenuti riguarda alcuni dati che suggeriscono l’uso della talidomide quale strategia terapeutica per indurre la degradazione di SALL4 nei tumori che la esprimono in eccesso. L’inibizione di SALL4 si è rilevata infatti efficace sia nel bloccare la crescita delle cellule tumorali, sia nel contrastare la controparte staminale del tumore, responsabile di recidive e del fallimento delle attuali terapie.

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Al Gemelli chirurgia vascolare ‘di precisione’ salva 65enne

Al Gemelli chirurgia vascolare ‘di precisione’ con una protesi aortica ‘ritagliata’ su misura per il paziente. Grazie alla collaborazione con il professor Ludovic Canaud, luminare dell’Ospedale Universitario di Montpellier e pioniere della tecnica detta Physician Modifyed Endovascular Graft (PMEG), il direttore della Chirurgia Vascolare del Policlinico Gemelli Yamume Tshomba insieme alla sua équipe sono riusciti a salvare la vita di un paziente di 65 anni, posizionandogli all’interno dell’arco aortico per via percutanea, ovvero senza incisioni chirurgiche, una protesi che ne ha impedito la rottura a causa di un’ulcera penetrante.

L’intervento al Gemelli

Dopo la ricostruzione tridimensionale delle immagini della TAC del torace e attraverso una stampante 3D è stato realizzato un modello in resina dell’arco aortico del paziente sul quale sono state studiate le modifiche da praticare manualmente a una protesi vascolare standard per poter essere posizionata nell’arco aortico stesso, preservandone la pervietà dei vasi (carotidi, succlavie) che da esso nascono. Il paziente oggi sta bene, è tornato nella sua casa in provincia di Avellino pochi giorni dopo l’intervento e la sua TAC di controllo è perfetta. Questi ‘tagli’ d’autore alla Lucio Fontana, gli hanno salvato la vita.