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Il Policlinico Universitario Gemelli eccellenza per i trapianti

Il Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs è il primo ospedale nella Regione Lazio per trapianti di rene e tra i primi per i trapianti di fegato, ma anche il primo ospedale del Centro-Sud per i trapianti di rene da vivente e tra i primi nell’innovativa attività di trapianto da donatore a cuore fermo (i cosiddetti donatori DCD). Dei 448 trapianti effettuati nel Lazio nel 2023 (360 da cadavere, 62 da vivente, 26 relativi alle Regioni in convenzione), 121 realizzati al Gemelli. In particolare, su 215 trapianti di rene, 75 sono stati realizzati nel Policlinico universitario, il numero più alto della Regione.

Trapianti in crescita al Policlinico

In crescita anche l’attività di trapianto di reni da vivente, anche in questo caso, con i numeri più alti del Lazio e del Centro-Sud: al Policlinico Gemelli nel 2023 ne hanno realizzati 32, contro i 28 del 2022. «Tutti i centri del Lazio hanno dei numeri in crescita per l’attività trapiantologica – sottolinea il professor Salvatore Agnes, Ordinario di Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Direttore della UOC di Chirurgia Generale e Trapianti d’Organo e Direttore del Centro Trapianti della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs – ma il nostro Policlinico è quello che ha effettuato il maggior numero di trapianti di organi solidi (fegato e rene), per un totale di 121 trapianti.

Gemelli il più attivo nel Lazio

Il Gemelli è stato anche il più attivo a livello regionale nell’attività di donazione degli organi, avendo procurato 57 donatori, dei quali 34 utilizzati. I nostri punti di forza – prosegue il professor Agnes – sono da una parte l’aumento dei trapianti di rene da donatore vivente, che rimane uno dei programmi più attivi di Italia (siamo tra i primi a livello nazionale); l’altro è l’avvio dell’attività di donazione da donatore a cuore fermo (DCD), per la quale il Gemelli nel 2023 ha fornito 5 donatori; risultati ottenuti grazie allo straordinario lavoro del dottor Ciro D’Alò, coordinatore dell’attività prelievi d’organo e della sua equipe».

Il Prof. Marco Elefanti

Commenta invece il professor Marco Elefanti, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Gemelli: «Non possiamo che essere orgogliosi di questi risultati che ci pongono ai primi posti nel Lazio e nel Centro-Sud in un campo a elevata complessità e intensità di cura, come quello dei trapianti d’organo. Numeri in crescita continua di anno in anno, ma anche tanto impegno nell’innovazione come quello che ci ha portato ad avviare l’attività di trapianti da donatore a cuore fermo. Anche in campo trapiantologico il Gemelli si conferma sempre in prima fila accanto ai pazienti. Questi risultati così importanti sono il frutto dell’impegno messo in campo da tante professionalità all’interno del nostro Policlinico e ci avvicinano ai numeri dei grandi centri del Nord Italia, ponendoci come un punto di riferimento per tutto il Centro-Sud».

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Al Bambino Gesù i primi pazienti pediatrici trattati con cellule CAR-T

Al Bambino Gesù i primi pazienti pediatrici affetti da gravi patologie autoimmuni ad essere trattati con cellule CAR-T, capaci di mandare in remissione la loro malattia. Si tratta di un’applicazione innovativa della terapia genica basata sulla manipolazione dei linfociti T del paziente, sperimentata per la prima volta in ambito pediatrico su questo tipo di patologie.

Presentati i risultati del trattamento eseguito al Bambino Gesù

I risultati del trattamento, eseguito presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, sono stati presentati recentemente a Padova, nell’ambito dei lavori del Centro Nazionale 3 per lo sviluppo della terapia genica previsto dal PNRR, e ancora a Rotterdam, in occasione dell’ultimo Congresso europeo di Reumatologia pediatrica. Le malattie autoimmuni sono patologie caratterizzate da un’aggressione del sistema immunitario, che invece di difendere l’organismo da agenti patogeni come batteri e virus, attacca e distrugge i tessuti sani propri di un individuo scambiandoli per estranei e pericolosi. Questo malfunzionamento può causare un processo infiammatorio e la formazione di anticorpi che attaccano erroneamente le cellule sane colpendo potenzialmente qualsiasi parte del corpo, inclusi organi vitali quali il rene e i polmoni, le articolazioni, la pelle, i vasi sanguigni e altri tessuti

Le malattie dei piccoli pazienti

I tre pazienti trattati con le cellule CAR T dagli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù erano affetti in particolare da forme molto gravi di lupus eritematoso sistemico, una malattia cronica che può attaccare reni, polmoni e sistema nervoso centrale, e dermatomiosite, una rara patologia infiammatoria autoimmune che colpisce la cute ed i muscoli scheletrici. Nella recente letteratura scientifica sono descritti 5 casi di pazienti adulti con Lupus eritematoso trattati con successo grazie alla terapia con cellule CAR-T, più comunemente usata nell’ambito delle malattie neoplastiche, quali leucemie, linfomi e mielomi.

L’idea dei ricercatori dell’ospedale

Da questo precedente nasce l’idea dei ricercatori del Bambino Gesù di testare la stessa soluzione per la prima volta anche in ambito pediatrico, utilizzando il “costrutto” che aveva funzionato con gli adulti affetti da Lupus, ossia il prodotto di terapia genica messo a punto in questo caso dall’azienda biotecnologica Miltenyi. Di qui la richiesta ad AIFA di uso non ripetitivo (hospital exemption) del trattamento CAR-T per 3 pazienti con forme di malattia autoimmune particolarmente gravi e refrattarie ai trattamenti convenzionali.

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Trapianti e donazione degli organi in incremento nel Lazio

Trapianti e donazione degli organi hanno registrato anche nel 2023 un incremento numerico e operativo. I dati aggiornati a fine dicembre 2023, forniti dal Centro regionale – Unità operativa dell’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, che coordina tutta l’attività trapiantologica della Regione Lazio, mostrano un aumento del numero di donazioni e trapianti rispetto al 2022. Tra gennaio e dicembre dell’anno appena concluso, infatti, sono stati 446 i trapianti effettuati nei centri autorizzati della Regione Lazio, di cui 25 frutto di accordi interregionali, per una crescita di oltre il 14% rispetto allo scorso anno (il totale 2022 era stato di 389 trapianti).

Più trapianti di rene e fegato

Nello specifico sono stati eseguiti 214 trapianti di rene, 201 di fegato (di questi 80 al polo trapianti interaziendale San Camillo – Spallanzani), 20 di cuore, 4 di polmone e 7 combinati rene-pancreas. Un risultato che mette in luce la complessa attività dei cinque centri che operano nella Capitale: San Camillo Forlanini, Policlinico Umberto I, Policlinico Gemelli, Policlinico Tor Vergata e ospedale pediatrico Bambino Gesù. Inoltre, il team del Centro regionale Trapianti Lazio ha coordinato circa 1323 offerte di organi ricevute dal Centro nazionale da tutta Italia e dai paesi europei con il programma di cooperazione internazionale Foedus.

Coordinate nel Lazio 589 missioni

«Nello scorso anno, nel Lazio, sono state coordinate ed effettuate 589 missioni per trapianti con auto, 64 con aereo, 4 con elicottero. Sono stati trasportati 378 campioni biologici, 120 organi, mobilitando centinaia di nostri professionisti verso tutta Italia e anche all’estero, ad esempio in Francia, Svizzera e Grecia», ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Rocca: “La realtà nel Lazio”

«Oggi la realtà dei trapianti nel Lazio può contare su un eccellente apparato clinico chirurgico espresso dai team-trapianto, un importante apparato tecnologico-scientifico, nonché un sistema organizzativo di rete all’avanguardia che sta dimostrando un’efficiente e un’efficace risposta terapeutica per i pazienti, nel Lazio e a livello extra-regionale, come ci confermano i dati. Questa è la strada d’eccellenza che vogliamo continuare a percorrere, fatta di altruismo, generosità e speranza per il futuro», ha aggiunto il presidente Rocca.

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Asl Roma 6, partito il concorsone per medici Pronto Soccorso

Al via il concorso pubblico per la copertura a tempo pieno e indeterminato di n. 152 posti di Dirigente Medico – disciplina Medicina d’Emergenza – Urgenza, indetto dalla ASL Roma 6 in qualità di Azienda capofila.

Il “concorsone” per i medici di pronto soccorso è iniziato ieri e terminerà il 12 gennaio. Partecipano medici in formazione specialistica e/o con comprovata esperienza in emergenza-urgenza.

I partecipanti sono 163, ciò significa che si è scongiurata l’ipotesi della mancata o sottodimensionata partecipazione. Il concorso è in aggregazione con altre aziende sanitarie di Roma e del Lazio (Asl Roma 1,3,4,5, Asl Viterbo, Latina e Frosinone, Policlinico Tor Vergata, Ospedale Sant’Andrea e Ares 118).

IL CONCORSONE TERMINERA’ IL 12 GENNAIO

Il Commissario Straordinario Francesco Marchitelli si dice ottimista:

“Il messaggio è passato: questo concorso pubblico rappresenta un’importante opportunità professionale nel campo della sanità, offrendo una via per entrare a far parte di un settore cruciale e

dinamico all’interno del sistema sanitario. Non è semplice e le

difficoltà si conoscono ma è innegabile che i medici di pronto soccorso svolgono un ruolo vitale nella catena di assistenza sanitaria.

Sono responsabili di fornire cure istantanee e cruciali a pazienti che richiedono assistenza immediata.

Questi professionisti devono essere pronti a gestire situazioni ad alta pressione, prendere decisioni rapide e lavorare in equipe per garantire un trattamento tempestivo e adeguato. Inoltre, è una strada che

consente ai medici di accedere a posizioni all’interno di una struttura sanitaria, fornendo una solida base per una carriera stabile nel settore pubblico della sanità.

Guardiamo a una solida costruzione di una comunità della salute fatta di professionisti motivati”.

LE PAROLE DEL DIRETTORE SANITARIO ASL ROMA 6 LA REGINA

Soddisfazione arriva anche da parte del Direttore Sanitario Asl Roma 6, Vincenzo Carlo La Regina: “Fa piacere vedere i banchi pieni di persone. Sono figure importanti cui viene offerta la possibilità di lavorare in

un ambiente dinamico, di contribuire alla salute e al benessere della comunità e di crescere professionalmente in un settore cruciale per

il sistema sanitario”.Il direttore UOC Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza Asl Roma 6 Simona Curti pone l’accento sull’opportunità: “Questo concorso offre la possibilità di crescita professionale, permettendo ai medici di acquisire esperienza pratica, sviluppare competenze specifiche nel trattamento delle emergenze mediche

e avere accesso a programmi di formazione continua per restare

sempre aggiornati sulle ultime tecniche e protocolli medici.

Lavorare come medico di pronto soccorso offre prospettive

di carriera interessanti. La possibilità di acquisire esperienza pratica in situazioni ad alta intensità, la soddisfazione nel salvare vite e il continuo apprendimento nel campo delle emergenze mediche sono solo alcuni dei benefici che questa posizione offre”.

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Open day nel Lazio per la vaccinazione anti-Covid nel week end

Open day della Regione Lazio per la vaccinazione anti-Covid in programma il 6 e 7 gennaio. Tutte le persone dai 18 anni in su potranno accedere liberamente e senza prenotazione alla vaccinazione presso le strutture delle Aziende sanitarie, ospedaliere e degli Istituti presenti sul territorio regionale che aderiscono all’iniziativa.

I centri dell’Open day

Di seguito i centri vaccinali che garantiranno il servizio nelle date del 6 e 7 gennaio. Asl Roma 1: centro di via Jacobini, dalle 8 alle 13.30 di domenica 7 gennaio; Asl Roma 2: Casa della salute Santa Caterina delle Rose, via Nicolò Forteguerri, dalle 8.30 alle 17.30 di sabato 6 gennaio e domenica 7 gennaio; Asl Roma 3: Ostia, Casa della Salute del Lungomare Toscanelli, dalle 8 alle 14 di sabato 6 gennaio; Centro vaccinale di via Portuense 571, dalle 8 alle 14 di domenica 7 gennaio; Asl Roma 4: Civitavecchia, piazza Verdi, dalle 9 alle 18 di domenica 7 gennaio; Asl Roma 5: Guidonia, Distretto sanitario di via dei Castagni, dalle 8.30 alle 13.30 di domenica 7 gennaio; Colleferro, Distretto sanitario di via degli Esplosivi, dalle 8.30 alle 13.30 di domenica 7 gennaio; Asl Roma 6: Genzano, Polo Ospedaliero, dalle 8 alle 14 di sabato 6 gennaio e domenica 7 gennaio;

Fuori provincia di Roma

Asl Frosinone: Frosinone, Centro vaccinale di via A. Fabi, dalle 8.30 alle 13.30 di domenica 7 gennaio; Anagni, Centro vaccinale, dalle ore 8.30 alle 13.30 di domenica 7 gennaio; Pontecorvo, Centro vaccinale, dalle 8.30 alle 13.30 di domenica 7 gennaio; Asl Latina: Ospedale S. M. Goretti, dalle 8.30 alle 13.30 di domenica 7 gennaio; Asl Rieti: Rieti, Distretto 1, Centro vaccinale via delle Ortensie, dalle 9 alle 18 di sabato 6 gennaio; Poggio Mirteto, Distretto 2, via Finocchieto, dalle 9 alle 18 di domenica 7 gennaio; Asl Viterbo: Viterbo, Cittadella della Salute, via Enrico Fermi 15, dalle 9 alle 17 di domenica 7 gennaio;

Altri centri Open day

INMI L. Spallanzani: via Portuense 292, dalle 8.30 alle 14.30 di sabato 6 gennaio e domenica 7 gennaio; Istituti Fisioterapici Ospitalieri – IFO: via Fermo Ognibene 23, dalle 8 alle 20 di sabato 6 gennaio e domenica 7 gennaio; Policlinico Umberto I: dalle 8 alle 18 di sabato 6 gennaio e domenica 7 gennaio; Policlinico Tor Vergata: dalle 8 alle 14 di domenica 7 gennaio; San Camillo Forlanini: dalle 8 alle 20 di sabato 6 gennaio e domenica 7 gennaio. Per ulteriori informazioni sul calendario degli appuntamenti, in costante aggiornamento, si consiglia di consultare il sito salutelazio.it e quello delle Aziende sanitarie di appartenenza. I prossimi open day sono in programma per il 20 e 21 gennaio 2024.

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Trattamenti di chirurgia estetica come regalo di Natale

I trattamenti di chirurgia estetica negli ultimi anni hanno guadagnato popolarità tra i regali più richiesti. In occasione delle festività natalizie, molti hanno pensato proprio ai trattamenti estetici come regali unici e personalizzati. Il Lazio è al quarto posto, dietro Lombardia, Liguria e Campania. Uno studio di Estetica24.com ha permesso così di stilare una classifica sui trattamenti più ricercati, rivelando quali sono i desideri più diffusi degli italiani.

Podio dei trattamenti

La blefaroplastica, in cima alla classifica, è il regalo ideale per chi desidera un aspetto più giovane e riposato. Questo intervento, che consiste nel rimodellare le palpebre, può avere un impatto notevole sull’aspetto generale del viso, donando un’espressione più fresca e vivace. Secondo i dati che la piattaforma ha analizzato la blefaroplastica è ricercata in rete da 22.200 italiani ogni mese, per l’80% da donne: quasi 800 signore ogni giorno, con in testa le liguri e le romane seguite dalle friulane, dalle sarde e infine dalle lombarde. Per mettere questo regalo sotto l’albero bisognerà mettere a budget tra i 2.000 e i 3.000 euro in funzione della regione e del prestigio del chirurgo estetico.

Filler per labbra secondi

I filler per le labbra, al 2° posto, sono diventati un regalo di tendenza sotto l’albero di Natale. Con un traffico di ricerca di oltre 21.000 utenti, queste procedure estetiche non invasive offrono un miglioramento immediato, regalando labbra più piene e definite. Questo trattamento è perfetto per chi desidera un cambiamento sottile ma impattante, senza il bisogno di un intervento chirurgico. I filler labbra possono essere un gesto apprezzato per chi cerca di esaltare la propria bellezza naturale con un tocco di eleganza e giovinezza.

Trapianto capelli per i maschietti

Chiude il podio il trapianto di capelli, una soluzione sempre più popolare per la perdita di capelli. Regalare un trattamento di trapianto capelli può significare donare non solo capelli più folti, ma anche un rinnovato senso di fiducia in se stessi. Il regalo è prevalentemente atteso dagli uomini e ricercato da quasi 15.000 maschietti ogni mese, raddoppiate negli ultimi due anni. Segue l’addominoplastica, che mira a rimodellare l’addome, è una scelta regalo per chi desidera una trasformazione fisica più marcata. Questo intervento può rappresentare un passo verso un nuovo inizio e un miglioramento dell’immagine corporea ed quarto in classifica con quasi diecimila ricerche al mese (9.900 ricerche mensili).

Rinoplastica solo quinta

Infine al 5° posto la rinoplastica, che modifica la forma del naso ed è ideale per chi cerca un cambiamento sottile ma significativo. Un naso riarmonizzato può trasformare l’equilibrio del viso, regalando un nuovo profilo estetico. La rinoplastica è l’ultimo intervento di chirurgia estetica tra i top 5 più ricercati dagli italiani in questo 2023 subito dietro all’addominoplastica con poco meno di 9500 ricerche al mese, provenienti soprattutto da Campania, Lazio e Calabria.

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Al Policlinico Gemelli il primo intervento per ridurre il grado di insufficienza mitralica

Al Policlinico Gemelli il primo intervento per ridurre il grado di insufficienza mitralica su un giovane con distrofia di Duchenne. Una ‘molletta’ sulla valvola mitralica inserita con procedura endovascolare. L’unico altro precedente pubblicato in letteratura è stato effettuato a Tokio lo scorso anno e consiste nel ridurre il grado di insufficienza mitralica con una procedura mininvasiva endovascolare (MitraClip). L’aspettativa di vita dei pazienti con Duchenne si è sensibilmente allungata negli ultimi anni e questo intervento può migliorare la qualità di vita dei ragazzi con insufficienza mitralica grave.

Il 23enne Roberto seguito al Policlinico Gemelli da diversi anni

Roberto ha poco più di vent’anni, è un ragazzo solare che studia chitarra al conservatorio di Matera, ha tanti amici e ‘non si annoia mai’, come dice lui stesso in un video su YouTube. Una delle sue più grandi passioni è il cinema, soprattutto quello americano. E poi, lui adora il mare. Per questo Roberto, che ha la distrofia muscolare di Duchenne, si è tanto battuto per realizzare il primo lido inclusivo, accessibile e sostenibile del metapontino. Si chiama ‘Il sogno del capitano’ ed è stato inaugurato la scorsa estate dal comune di Bernalda, dove abita il ragazzo. Ma lui ha ancora tanti altri sogni nel cassetto da realizzare. «Roberto ha 23 anni – ricorda la professoressa Marika Pane, direttore clinico dell’UOC Nemo Pediatrico di Fondazione Policlinico Gemelli e Associato di neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma – e noi lo seguiamo da 7-8 anni.

Prognosi infausta

La sua è una malattia importante, a prognosi purtroppo infausta perché ad oggi la distrofia di Duchenne non ha una cura e l’età media di sopravvivenza è di 27 anni. Ma la storia naturale di questa malattia sta cambiando e nell’arco delle due ultime decadi siamo riusciti a regalare a questi ragazzi in media più di 10 anni di vita e di buona qualità. Per Roberto, che ha intorno una famiglia meravigliosa, il problema cardiologico era diventato importante; negli ultimi tempi aveva avuto una serie di riacutizzazioni di scompenso cardiaco gravi e ripetute. Con la nostra consulente cardiologa, la dottoressa Priscilla Lamendola, abbiamo iniziato prima un trattamento con l’Entrsto®, un farmaco anti-scompenso di uso pionieristico nei pazienti con Duchenne. E lui aveva risposto abbastanza bene.

Terapia meno efficace nel tempo

Poi però nel tempo questa terapia è diventata sempre meno efficace. Ed essendoci questo problema alla valvola mitrale, la dottoressa Lamendola aveva suggerito questo intervento di correzione. Discusso il caso con il professor Trani, si è deciso che ci fossero i presupposti per procedere. Questo probabilmente non impatterà sulla durata di vita di Roberto, ma di certo ne migliorerà la qualità».

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Prima seduta di ecobroncoscopia all’ospedale San Filippo Neri

Prima seduta di ecobroncoscopia effettuata all’ospedale San Filippo Neri della ASL Roma 1. Si tratta una procedura eseguita con strumentazione di nuovissima generazione, ecobroncoscopi e videoendoscopi digitali di minime dimensioni e processori per immagini digitali ed ecografiche ad alta ed ultra-definizione, con i quali il Servizio di Endoscopia bronchiale della Pneumologia della ASL capitolina diretta dal Dott. Luca Triolo sarà in grado di offrire una resa diagnostica elevatissima.

Prima seduta di EBUS

La eco-broncoscopia conosciuta con l’acronimo internazionale di EBUS (Endo-bronchial Ultra-sound) è una procedura utilizzata per diagnosticare diversi tipi di patologie polmonari a localizzazione toracica, ma al di fuori delle vie aeree. Questa procedura è anche molto importante nella diagnostica delle patologie a coinvolgimento linfonodale intratoracico, come le malattie onco-ematologiche, le malattie granulomatose polmonari e le malattie infettive come quelle tubercolari.

Permette studio endobronchiale

Associata alla visione endoscopica permette lo studio endobronchiale e la valutazione ecografica di tutte le strutture solide extrabronchiali (linfonodi e masse tumorali), con il doppler consente il perfetto riconoscimento delle strutture vascolari interne o esterne alla lesione target, minimizzando i rischi, e può essere unita ad una tecnica di prelievo cito-istologica, con notevole vantaggio per le analisi citologiche, istologiche e per i drivers molecolari dedicati alla terapia oncologica individualizzata. Proprio per questo è fondamentale per la tipizzazione delle neoplasie polmonari e la loro corretta stadiazione.

Eseguita in anestesia generale

L’ecobroncoscopia, eseguita in anestesia generale ed effettuata in camera operatoria, richiede un’organizzazione articolata ed ha quindi bisogno contemporaneamente di diverse competenze. Si tratta di una collaborazione virtuosa tra molte figure professionali e servizi, in particolare il gruppo di Dirigenti Medici e degli Infermieri del Servizio di Endoscopia bronchiale guidato dal Dott. Giorgio Fumagalli, gli Infermieri della Camera Operatoria del blocco C, che hanno avuto un ruolo di supporto, gli Anestesisti coordinati dal Dott. Roberto Carlucci, gli Anatomo-patologi coordinati dal Dott. Vito Gomes.

Il dott. Luca Triolo

«Abbiamo eseguito le prime due procedure con grande soddisfazione – ha commentato il Dott. Luca Triolo Direttore della Pneumologia – sia per i risultati diagnostici ottenuti sia per l’immediato affiatamento dei professionisti coinvolti, che ringrazio. L’acquisizione di questa procedura contribuisce ad allineare la struttura agli standard nazionali e completa l’offerta diagnostica ed assistenziale, in una visione di continuo e costante miglioramento».

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“Andare a vaccinarsi contro il Covid”: l’appello di HappyAgeing

“Andare a vaccinarsi contro il Covid”. È l’appello che HappyAgeing, insieme alle Società scientifiche, ai Sindacati SPI CGIL, FNP CISL, UIL Pensionati e a Federsanità ANCI che aderiscono all’Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo, rivolge a tutti i cittadini italiani, anche in vista delle prossime festività natalizie in cui i momenti conviviali aumenteranno.

Perché andare a vaccinarsi in un video

In un video, il Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di HappyAgeing, Michele Conversano, spiega le ragioni di questo appello urgente: «Purtroppo i malati di Covid stanno aumentando, come anche le persone che sono costrette a ricoverarsi in ospedale. Si stanno riempiendo di nuovo le terapie intensive di malati che finiscono in ospedale non con il Covid, ma a causa del Covid. Il virus sta circolando, come pensavamo che sarebbe accaduto, ma purtroppo la campagna vaccinale non sta proseguendo con la forza e la tempestività di cui abbiamo bisogno».

Casi Covid gravi in crescita

Dal 7 al 13 dicembre, infatti, sono entrate in terapia intensiva Covid 220 persone, facendo registrare un +11,1% rispetto alla settimana precedente. Negli stessi giorni si sono verificati 322 decessi, il 4,9% in più rispetto alla settimana precedente (fonte: lab24 sole24ore). «Teniamo a ricordare l’importanza della vaccinazione contro il Covid – prosegue Conversano – perché anche se il virus non è più quello di due anni fa, è diventato infatti meno aggressivo, continua a costituire un grosso rischio se ad esserne colpite sono persone ultrasessantacinquenni o soggetti fragili, con patologie come diabete-cardiopatie-broncopatie, o pazienti reumatologici od oncologici. Per tutte queste persone il sistema immunitario non è efficiente come dovrebbe essere.

Difese immunitarie non sufficienti

Inoltre, le difese immunitarie sviluppate negli anni scorsi dopo aver contratto la malattia o dopo esserci vaccinati non sono più in grado di difenderci adeguatamente, abbiamo quindi bisogno di rinforzare il nostro sistema immunitario con una nuova dose di vaccino contro il Covid. Quello attuale è un vaccino aggiornato, sicuro e innocuo che non ha effetti collaterali particolari, se non quelli comuni a tutti gli altri vaccini e che abbiamo già visto in passato con le altre vaccinazioni contro il Covid, quindi febbricola o dolore nel sito di inoculazione. Grazie alla nuova dose di questo vaccino, dunque – sottolinea il Presidente CTS HappyAgeing – avremo una difesa immunitaria aggiornata capace di impedire al virus di provocare quelle complicanze che purtroppo stiamo registrando».

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Open Day anti Covid, sabato vaccini per tutti: anche quello anti-influenzale nel Lazio

Tornano sabato 23, a Roma, i primi Open day della Regione Lazio

per la vaccinazione anti covid. Obiettivo immunizzarsi prima di Natale, per passare sereni i cenoni e le feste e per affrontare, subito dopo, il ritorno a lavoro senza paura di contagio. Per ora, nonostante il virus

sia tornato pesantemente in circolazione, nel Lazio le persone vaccinate contro il covid sono ancora poche: poco più di 115mila contro il milione di cittadini laziali che ha effettuato il vaccino antinfluenzale.

Anche il covid, però, può ancora causare complicazioni respiratorie

nei soggetti a rischio. Così le somministrazioni straordinarie dei

vaccini contro il covid, a cui potrà aggiungersi su richiesta quella antinfluenzale, si terranno in più centri vaccinali con lo scopo di ampliare il numero delle persone immunizzate contro il virus.

La Asl Roma 1 metterà a disposizione il centro di via Jacobini 6,

dalle 8 alle 14, la Asl Roma 2 assicurerà l’apertura straordinaria nella Casa della salute Santa Caterina della Rosa in via Nicolò Forteguerri 4 nella fascia oraria 8-14 mentre la Asl Roma 3 aprirà al pubblico la Casa della Salute del Lungomare Paolo Toscanelli 230, ad Ostia, dalle ore 8 alle 17.

SI REPLICA 6, 7, 20 E 21 GENNAIO

Aperti inoltre il polo vaccinale del Sant’Andrea in via Grottarossa

1035-1039, dalle 8 alle 14 e il centro vaccini del policlinico Umberto I nell’edificio George Eastman di viale Regina Elena 287b, sempre dalle 8 alle 14.

L’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini svolgerà l’open day presso il primo piano del padiglione Piastra nella fascia oraria 8-14 ed infine

al policlinico di Tor Vergata sarà a disposizione di chi vorrà vaccinarsi l’ambulatorio di viale Oxford 81 dalle ore 8 alle 14. La vaccinazione è aperta per gli over 18.

Chi non potrà vaccinarsi sabato prenda nota: le prossime date per gli open days regionali sono state già fissate il 6 e il 7 gennaio e il 20 e 21 gennaio. E questa volta saranno aperti non solo i centri vaccinali di Roma ma anche quelli delle Asl delle diverse province. Resta libera, ovviamente, la possibilità di vaccinarsi con i medici di medicina generale o nelle farmacie abilitate.