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Scienza

Il mercato dei droni marini e subacquei a Sea Drone Tech Summit 2024

Il mercato dei droni marini e subacquei continua a crescere in Italia. Il valore di questo comparto ha raggiunto infatti i 76,2 milioni di euro nel 2023, in aumento rispetto ai 63,4 milioni stimati nel 2022, e toccherà i 203,9 milioni nel 2030, superando la stima di 189,1 milioni dello scorso anno. In particolare, sempre entro il 2030, il mercato dei robot sottomarini arriverà ai 138,1 milioni, mentre i natanti di superficie senza equipaggio toccheranno i 65,8 milioni.

Incremento del mercato mondiale

Questo trend corrisponde all’incremento del mercato mondiale dei veicoli e dei robot acquatici, che è previsto crescere dai 7,9 miliardi di euro nel 2024 ai 18,6 miliardi entro il 2030. Sono alcuni dei dati che emergono da “Above and belowe water drones market”, seconda edizione della ricerca sul mercato dei droni marini a livello internazionale, realizzata dalla società di consulenza strategica PwC Strategy & Italy. I risultati di questa ricerca saranno presentati in anteprima durante “Sea Drone Tech Summit 2024”, quarta edizione del congresso sulla robotica marina, che si svolgerà domani 29 e mercoledì 30 ottobre presso il Polo Acquatico della Federazione Italiana Nuoto a Ostia. Domani interverrà alla cerimonia inaugurale anche il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci.

Comunicato Stampa

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Scienza

Sabato 21 settembre La Carovana della Prevenzione arriva a Quartaccio

Sabato 21 settembre dalle ore 09:30 alle 15:30 alla scuola primaria Andersen IC Pio La Torre (via del Podere Trieste) farà tappa la “Carovana della prevenzione”. L’iniziativa dedicata alla salute femminile permetterà alle donne del territorio di accedere a

screening gratuiti per la prevenzione dei tumori al seno. 

L’evento al Quartaccio è promosso dall’associazione Susan G. Komen in collaborazione con il Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e col supporto di Roma Capitale e della Delegata

al sociale Tiziana Biolghini e del Consigliere Mariano Angelucci.

SI POTRANNO EFFETTUARE ESAMI GRATUITI PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO

“Questa iniziativa nasce dalla consapevolezza che molte donne, a

causa delle difficoltà quotidiane, spesso trascurano la propria salute. La tutela della salute femminile è un tema cruciale, non solo per il benessere delle donne stesse, ma anche per l’impatto positivo che

può avere sull’intera comunità. Le donne svolgono un ruolo fondamentale in ambito familiare, lavorativo e sociale, e garantire

loro la possibilità di prendersi cura di sé stesse è essenziale per

costruire una società più sana e solidale” – dichiara a RomaToday Simone Lepri, consigliere PD del municipio XIV che conclude ringraziando il presidente del municipio Marco Della Porta ,

l’Assessora Claudia Salerno e tutta la Commissione Scuola Politiche

per la Famiglia e Patrimonio invitiamo tutte le donne interessate a partecipare e a unirsi a noi in questa giornata dedicata al benessere e alla salute”. 

Enzo Ferreri

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Scienza

“Le meccaniche celesti” al Planetario di Roma il 21 luglio

Nella data in cui si ricorda l’anniversario del primo allunaggio che avvicinò l’umanità al cielo (21 luglio 1969), il Planetario di Roma dedica una serata a celebrare lo strumento che, viceversa, avvicinò

il cielo all’umanità: lo storico proiettore Zeiss Mark II, capolavoro dell’ottica e della tecnologia degli anni ’20 del secolo scorso, che fu protagonista e artefice delle meravigliose notti stellate nella prima sede del Planetario, l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, dal 1928 fino agli anni Ottanta.

L’EVENTO SI SVOLGERA’ DOMENICA 21 LUGLIO ALLE 21

L’evento, dal titolo “Le Meccaniche Celesti: i segreti dell’antico Proiettore Zeiss Mark II”, si svolgerà domenica 21 luglio alle ore 21 nell’attuale sede del Planetario presso il Museo della Civiltà

Romana all’EUR, nel cui atrio è esposto il proiettore Zeiss Mark II.

L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, fa parte del ciclo di appuntamenti con i quali il Planetario di Roma, già dallo scorso anno, ha aderito e partecipa alle celebrazioni internazionali per il Centenario dei Planetari, iniziate alla fine del 2023 e in corso fino a maggio 2025, per ricordare l’invenzione del planetario moderno.

Enzo Ferreri

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Scienza

CYBERHACK4AI in rampa di lancio all’Università Sapienza

CYBERHACK4AI, la maratona di progettazione per studenti, dottorandi, ricercatori e professori provenienti dalle facoltà di Sapienza Università di Roma per lo sviluppo di soluzioni innovative in ambito Cybersecurity e Intelligenza Artificiale, al via. L’iniziativa è realizzata dalla Regione Lazio tramite Lazio Innova, insieme a Saperi&Co di Sapienza Università di Roma e con partner e advisor di prestigio come Telsy, Asc 27, Zest e Cyber 4.0. Si tratta di una full immersion della durata di 24 ore, nel corso della quale gli studenti si sfideranno per dare vita a nuove idee imprenditoriali e lanciare soluzioni innovative attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’hackathon si terrà dal 1° al 3 ottobre 2024 nel Centro Saperi&Co di Sapienza Università di Roma (Piazzale Aldo Moro 5).

Partecipanti a CYBERHACK4AI

I partecipanti a CYBERHACK4AI avranno libero accesso alle tecnologie e alle facilities presenti nel Laboratorio e prenderanno parte a workshop, webinar e brevi sessioni di mentoring. Saranno ammesse un numero massimo di 80 persone, seguendo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, per un totale di 16 team multidisciplinari. In palio premi in denaro e servizi per i tre team vincitori: un premio del valore di 10.000 euro al progetto primo classificato; al secondo e terzo classificato 4.0000 euro ciascuno. Le squadre dovranno costituirsi in impresa entro 6 mesi dalla conclusione dell’hackathon. I progetti avranno, inoltre, libero accesso a tutte le strumentazioni messe a disposizione dalla Rete Spazio Attivo e dai FabLab regionali per il completamento e miglioramento del prototipo e della soluzione proposta. Sapienza Università di Roma supporterà i team nella verifica e successiva brevettazione del progetto. È possibile fare domanda fino alle ore 18 del 31 luglio 2024.

Comunicato Stampa

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Emozioni non solo nel cuore, ma anche nello stomaco

Emozioni non solo nel cuore, ma anche nello stomaco. Una ricerca condotta da Sapienza, Istituto Italiano di Tecnologia e Fondazione Santa Lucia, esamina le influenze reciproche tra l’attività gastrointestinale e un range di emozioni generate attraverso la visione di filmati. Grazie a pillole ingeribili dotate di sensori, lo studio è stato in grado di dimostrare lo stretto rapporto tra stati d’animo percepiti e condizioni dello stomaco, con particolare riferimento al suo PH. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale eLife.

Effetto delle emozioni forti

Che le emozioni forti siano in grado di farci battere il cuore più velocemente è cosa risaputa, ma quanto gli stati d’animo influiscano su altri organi o quale sia l’effetto di particolari condizioni fisiologiche sulle emozioni umane, non era stato ancora dimostrato. Una nuova ricerca in uscita sue eLife, coordinata da Sapienza in collaborazione con l’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia e Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma e sostenuta dal finanziamento europeo ERC Advanced Grant eHonesty, si è concentrata sull’apparato digerente e in particolare sullo stomaco.

PH stomaco sensibile

Attraverso l’uso di pillole ingeribili dotate di sensori è stato rilevato che il PH dello stomaco è fortemente legato alla percezione dei vari tipi di emozioni, aprendo la strada a future ricerche sul tema. A ognuno dei 31 partecipanti, tutti uomini tra i 20 e i 30 anni (per ridurre la variabilità del campione), è stata fatta ingerire una capsula di dimensioni millimetriche dotata di sensori in grado di misurare PH, temperatura e pressione all’interno degli organi digerenti.

Assoluta novità di studio

L’utilizzo di questo tipo di tecnologia, sviluppata per la medicina gastrointestinale, è un’assoluta novità negli studi di tipo psicologico e si dimostra promettente per le future ricerche in tale ambito. Contemporaneamente i partecipanti sono stati monitorati anche all’esterno, attraverso la misurazione delle pulsazioni cardiache, dell’attività elettrica (e dunque nervosa) dello stomaco e osservando i battiti delle ciglia. Successivamente sono stati mostrati loro cinque tipi di video in grado di scatenare emozioni diverse: paura, disgusto, felicità, tristezza e uno stato neutrale non specifico.

Emozioni allo stomaco

Da un questionario compilato dai volontari è emerso che gli effetti prodotti non si concentrano solo nel cuore o nei polmoni ma coinvolgono, già a un livello percepibile, direttamente lo stomaco, soprattutto nei casi di disgusto e paura.

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“La sicurezza alimentare è scienza” presentato alla Camera dei Deputati

La sicurezza alimentare è scienza, evento promosso e organizzato dal Cluster Agrifood Nazionale CL.A.N. con lo scopo di aumentare la consapevolezza e l’importanza che la sicurezza alimentare riveste per i cittadini, illustrandone i progressi metodologici, i processi e gli scenari futuri del food safety, presentato alla Camera dei Deputati.

Il Ministro Francesco Lollobrigida

«È con grande piacere che colgo questa opportunità per portare un saluto al Presidente Mascarino e a tutti voi e per sottolineare, a nome del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di tutto il Governo, la nostra vicinanza a organizzazioni come la vostra, che giocano un ruolo cruciale nel settore agroalimentare. Il nostro impegno è quello di sostenere e promuovere l’opera di organizzazioni che, con dedizione e competenza, contribuiscono alla sicurezza alimentare, anche attraverso l’innovazione e la creazione di nuove competenze.

Più sicurezza per il reparto alimentare

Siamo certi che grazie alla vostra collaborazione e al nostro supporto, riusciremo a costruire un futuro più sicuro e prospero per l’agroalimentare italiano». È quanto ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura, della Sostenibilità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida in un messaggio di saluto inviato agli organizzatori in occasione dell’apertura dei lavori. Il 60% degli italiani intervistati ha fiducia nel progresso scientifico e tecnologico e la fetta più ampia appartiene ai giovani fra i 18 e i 34 anni che rappresentano il 75% del dato complessivo aggregato.

Ruolo dell’industria alimentare

Anche l’industria alimentare, grazie al suo processo produttivo, svolge un ruolo molto importante nel consolidare questo ‘sentiment’ positivo e i giovani sono coloro che lo esprimono maggiormente. Per l’80% c’è l’etichettatura degli alimenti, seguito dalla certificazione di qualità (79%) e dalla trasparenza (78%). Osservando il dato complessivo aggregato rivolto all’industria, la fiducia della popolazione è pari al 71%.

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Tigre dai denti a sciabola e gatto: più simili di quanto si creda

Tigre dai denti a sciabola e gatto: più simili di quanto si creda, secondo uno studio a cui ha preso parte la Sapienza. Questo rivela una continuità morfologica tra specie estinte, dotate di canini lunghi come zanne, e i loro eredi moderni. La ricerca spiega anche le ragioni dell’acquisizione e della rapida scomparsa di tale caratteristica. I risultati, pubblicati sulla rivista Current Biology, forniscono nuove prospettive sull’evoluzione di alcune specie di predatori. I denti a sciabola, ossia i canini superiori allungati caratteristici di alcuni dei più feroci predatori mai esistiti, hanno affascinato generazioni di scienziati e appassionati in tutto il mondo.

Tigre dai denti a sciabola estinta

L’acquisizione di questa particolare caratteristica è comune principalmente ad alcune specie, oggi tutte estinte, appartenenti a due gruppi: i felidi e i nimravidi, che sono completamente scomparsi. Essendo presenti in organismi non strettamente imparentati tra loro, i denti a sciabola sono considerati il classico esempio di un fenomeno noto come ‘convergenza evolutiva’. Tuttavia, il meccanismo progressivo che ha permesso a questi gruppi distinti di riuscire ad acquisire i loro canini allungati resta da chiarire scientificamente.

Studio pubblicato su Current Biology

Un innovativo studio pubblicato su Current Biology e condotto da un team internazionale di biologi dell’evoluzione, a cui ha preso parte anche un ricercatore della Sapienza, con la partecipazione dell’Università della California – Berkeley ed dell’Università di Liegi, ha investigato i pattern evolutivi che stanno dietro allo sviluppo dei denti a sciabola per fare nuova luce su questo accattivante e popolare aspetto della paleontologia. Il gruppo di ricercatori ha raccolto dati morfologici cranio-mandibolari relativi a numerose specie attuali ed estinte mediante l’uso di moderni scanner 3D e li ha analizzati con test statistici. In questo modo è stato possibile rivelare una continuità morfologica tra i piccoli felidi attuali e i loro antenati dai denti a sciabola, andando di fatto a confutare la teoria ritenuta finora universalmente valida che ci fosse una netta separazione tra i due gruppi di specie.


Comunicato Stampa

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Scienza

L’innovativa PTeye® utilizzata per la prima volta in Europa al Gemelli

L’innovativa sonda PTeye® (Medtronic) è stata utilizzata per la prima volta in Europa dagli endocrinochirurghi di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, durante un intervento di chirurgia ‘live’ effettuato nel corso del 10° Congresso Europeo di Endocrinochirurgia (ESES 2024).

Utilizzo dell’innovativa PTeye®

Il nuovo device, appena approvato per l’impiego in Europa, registra l’auto-fluorescenza naturale delle paratiroidi, permettendo così di individuarle con precisione e ‘risparmiarle’ durante un intervento di tiroidectomia. Questa edizione dell’ESES è il congresso di chirurgia endocrina più grande mai organizzato in Europa. Vi prenderanno parte oltre 600 esperti provenienti da una cinquantina di Paesi di tutto il mondo, dagli Usa, al Messico, all’Australia. Brillano nel buio come lucciole le paratiroidi, quattro minuscole ghiandole endocrine ‘nascoste’ all’interno della tiroide e fondamentali per il metabolismo del calcio.

Ghiandole difficili da riconoscere

Ma durante un intervento di asportazione della tiroide può essere difficile riconoscerle. E la loro asportazione o il danneggiamento accidentale comporta per il paziente l’assunzione di una terapia sostitutiva a vita, a base di calcio e vitamina D (che si va a sommare alla terapia giornaliera con L-tiroxina, in caso della tiroidectomia totale). «Nella chirurgia della tiroide, come in altri campi – spiega il professor Marco Raffaelli, Ordinario di Chirurgia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOC di Chirurgia Endocrina e Metabolica di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e local organizer del 10° congresso ESES – è imperativo ridurre al minimo le complicanze.

Ricerca di strumentazione attiva

Ecco perché la ricerca di strumentazioni in grado di preservare l’integrità dei nervi laringei e delle paratiroidi è molto attiva. Per quanto riguarda le paratiroidi, nel corso di questo congresso presenteremo per la prima volta in Europa un nuovo device, il PTeye®, dotato di una sonda sterile monouso che rileva l’autofluorescenza naturale delle paratiroidi, che ci consentirà di individuarle con maggior facilità e precisione. È una cosa straordinaria per noi chirurghi perché rappresenta un vero avanzamento verso una safety sempre maggiore degli interventi di tiroidectomia».

Ufficio Stampa

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Scienza

L’ultimo leone delle caverne d’Europa nella pietra a Grotta Romanelli

L’ultimo leone delle caverne d’Europa identificato nella pietra rinvenuta a Grotta Romanelli da un team internazionale di cui fanno parte anche ricercatori della Sapienza. Il reperto è stato datato a circa 12.000 anni fa, quando erano presenti ormai pochi esemplari di leone nel nostro continente. Un nuovo studio, frutto di un approccio interdisciplinare che ha coinvolto ricercatori di diversi enti, fra cui Sapienza Università di Roma, ha identificato in una pietra rinvenuta 80 anni fa a Grotta Romanelli (Castro, Lecce) l’immagine di un grande leone, databile a circa 12.000 anni fa.

Ultimo leone delle caverne in Europa

Il reperto costituisce l’ultima rappresentazione e anche l’ultima testimonianza di leone delle caverne in Europa. La ricerca, a cui hanno collaborato anche CNRS, Université Jean-Jaurés, ISPC-CNR, Universidad Complutense de Madrid, Università di Milano, Università di Torino, IGAG-CNR e Università di Cagliari, è stata pubblicata sulla rivista Quaternary Science Reviews.

Reperto al Museo delle Civiltà

Il reperto, ora conservato presso il Museo delle Civiltà di Roma, è stato preso in esame con avanzate tecniche analitiche e ha permesso di svelare ulteriori dettagli sulla tradizione artistica di Grotta Romanelli, dimostrando quanto il contesto ambientale abbia influenzato lo sviluppo di un patrimonio simbolico-figurativo e quanto il leone delle caverne, uno dei più grandi felini mai esistiti, sia stato una figura di rilievo per le popolazioni preistoriche, come giustificherebbe la sua presenza nell’arte parietale e mobiliare europea.

Raffigurazione di oltre 11.000 anni fa

La raffigurazione sarebbe stata eseguita tra 12.700 e 11.000 anni fa, quando ormai pochi esemplari di leone delle caverne erano presenti in Europa, apparentemente proprio in sud Italia. E quello rappresentato a Grotta Romanelli offre il limite temporale, oltre il quale non vi sono più tracce di questo animale nel nostro continente. I ricercatori hanno anche riscontrato una serie di raschiature sulla pietra, dovute alla preparazione della superficie, e la presenza di tracce di pigmento rosso che rivelano l’uso di ocra. Gli aspetti tecnici, stilistici e tematici collocano l’arte di Grotta Romanelli nella tradizione artistica della fine del Paleolitico superiore europeo. Oltre al leone, sul blocco sono stati incisi un asino europeo (Equus hydruntinus), una serie di linee senza ordine apparente, e un rettangolo frangiato che fu realizzato prima del leone.

Stampa e comunicazione
Sapienza Università di Roma

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Costruire strutture complesse con mattoncini di DNA

Costruire strutture complesse con mattoncini di DNA. Una ricerca internazionale, a cui ha collaborato un team della Sapienza, ha sviluppato un metodo per individuare la soluzione ottimale e più efficiente, attraverso un meccanismo di auto-assemblaggio. La scoperta apre a nuove prospettive per la progettazione di nanomateriali e per applicazioni in campi come la fotonica e la nanoelettronica. I risultati sono pubblicati su Science. Tutti i bambini, avendo tra le mani i mattoncini lego o i pezzi di un puzzle, hanno provato almeno una volta a realizzare una costruzione o a ricomporre l’immagine nascosta nelle tessere.

Costruire con il DNA

Riuscire ad assemblare le molecole di DNA, come fossero i mattoncini lego o i pezzi di un puzzle, per realizzare strutture complesse come i cristalli, è l’ultima frontiera della fisica. Il DNA si presta a essere utilizzato a tale scopo, grazie alla complementarietà delle quattro basi azotate, che lo rende molto versatile e adatto a unirsi in composti. Attraverso un meccanismo detto di ‘auto- assemblaggio’ le molecole stesse, anche in enorme numero, formano una struttura organizzata come conseguenza di interazioni specifiche e locali tra i costituenti, senza azioni esterne. Tuttavia, riuscire a ottenere e a controllare l’auto-assemblaggio delle particelle non è semplice.

La sfida da vincere

Data una determinata struttura, la sfida è riuscire a sintetizzarla in maniera corretta ed efficiente, riducendo il più possibile il numero delle diverse componenti necessarie. Una collaborazione internazionale ha cercato di indagare a fondo il problema in uno studio in uscita su Science. Tra gli esperti coinvolti anche Lorenzo Rovigatti, Francesco Sciortino e John Russo del Dipartimento di Fisica della Sapienza, insieme ai colleghi della Ca’ Foscari, di Columbia e della Arizona State University. Riprendendo l’esempio precedente, i mattoncini lego e i pezzi di un puzzle sono in realtà due processi alternativi e diversi di costruzione. I primi sono tutti simili tra loro e sono progettati in modo da potersi legare con qualsiasi altro mattoncino per creare infinite forme. I secondi invece sono tutti diversi e si legano solo al loro corrispondente, in una posizione ben precisa, per formare un disegno predefinito.

Ufficio Stampa