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Glen Hansard il 30 giugno alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica

Glen Hansard è pronto a tornare in Italia per un imperdibile tour estivo organizzato da DNA concerti. Dopo il sold out al Teatro dal Verme di Milano lo scorso novembre, l’artista irlandese sarà di nuovo nel nostro Paese per cinque concerti speciali il 30 giugno a Roma, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Cantautore, chitarrista, attore, voce e chitarra dei The Frames, fondatore insieme a Markéta Irglová dei The Swell Season, vincitore del premio Oscar nel 2008 con Falling Slowly, miglior canzone originale tratta dal film Once, Glen Hansard (foto Stepan Vanfleteren) torna in Italia per presentare All That Was East Is West Of Me Now, il suo ultimo album uscito il 20 ottobre 2023, insieme ai brani più celebri del suo repertorio.

Disco di Glen Hansard dopo oltre 4 anni

Primo disco del cantautore dopo oltre quattro anni, segue un periodo in cui Hansard si è mosso tra collaborazioni con Eddie Vedder e Cat Power e performance dal vivo con The Frames e Markéta Irglová/The Swell Season. Tutte queste esperienze hanno contribuito a dare una direzione a All That Was East Is West Of Me Now, album a tratti rumoroso e meditativo, tentacolare e ipnotico, decisamente il disco più rock di Hansard dai tempi di Burn the Maps dei The Frames.


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“Agorà – Teatro e Musica alle Radici” a Roma fino al 24 ottobre

“Agorà – Teatro e Musica alle Radici”, il Festival con la direzione artistica di Chiara Casarico, organizzato da Il NaufragarMèDolce, la compagnia fondata da Chiara Casarico e Tiziana Scrocca nella Capitale. Trentatré appuntamenti, tutti ad ingresso libero tranne uno, che vedono al centro della kermesse teatro, musica, circo, clownerie e spettacoli itineranti. Gli eventi, in continuità con le passate edizioni, porteranno in scena fino al 24 ottobre l’arte e la cultura nelle zone periferiche della città.

Agorà per Chiara Casarico

«Agorà – Teatro e Musica alle Radici è un luogo di incontri e di connessioni, in cui gli artisti si mescolano agli spettatori, ricreando una piazza virtuale e concreta che richiama la città ideale e ricostruisce lo spazio dell’antica agorà», spiega la direttrice artistica Chiara Casarico. Quest’anno la manifestazione si suddivide in due trance, una estiva ed una autunnale: dal 12 giugno al 9 luglio 15 appuntamenti di teatro e musica itinerante, il Pop Up Theatre, animeranno piazze e giardini del IV Municipio e del XIV Municipio.

Ripresa delle attività il 6 settembre

Le attività riprenderanno il 6 settembre con una rassegna di spettacoli in cui la musica è sempre protagonista che animeranno le sere del Museo di Casal de’ Pazzi. Nel mese di ottobre si aggiungerà anche il Teatro del Lido di Ostia, che ormai da quattro anni ospita stabilmente buona parte della programmazione di Agorà. L’anima del festival è sempre la musica popolare, che quest’anno vede ospiti d’eccezione come Alessandro D’Alessandro, Valentina Ferraiulo e Susanna Buffa, Rita Superbi, Radicanto e Maria Moramarco per citarne alcuni.

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Trovare la pace oltre il rumore del mondo, con Prem Rawat il 22 giugno

Trovare la pace oltre il rumore del mondo, uno straordinario evento con Prem Rawat, unico appuntamento italiano del grande oratore per il 2024, sabato 22 giugno alle ore 18. presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma. L’evento, condotto dal giornalista Gianluca Fabi, gratuito e aperto al pubblico su prenotazione fino ad esaurimento posti, sarà l’occasione per ascoltare le parole di Rawat, un messaggio di pace trasversale, svincolato da convinzioni politiche, etiche o religiose, che indica un approccio alla vita basato sulla conoscenza di sé e un cammino che porta al raggiungimento della pace interiore, presente in ognuno di noi.

Trovare un antidoto alle preoccupazioni

Quello di Rawat vuole essere un invito ad allontanarsi dal rumore del mondo esterno e dalle preoccupazioni per entrare in connessione con il proprio mondo interiore. Un approccio semplice e pratico, un messaggio di pace che parte necessariamente dall’interno, come racconta lo stesso Rawat nel suo ultimo libro Impara ad ascoltarti (2020) pubblicato in Italia da BUR Rizzoli e presentato a Milano nel 2020 da Filippa Lagerback. Da cinquant’anni la missione di Prem Rawat, autore e divulgatore di fama internazionale, è proprio quella di portare un messaggio in tutto il mondo, Non è il mondo che ha bisogno di pace, sono le persone. Quando le persone del mondo si sentiranno in pace dentro di sé, il mondo sarà in pace.

Oratore in Inghilterra a 13 anni

Nato in India nel 1957, figlio di un noto oratore scomparso quando Prem Rawat era ancora un bambino, decide di seguire le orme paterne portando avanti e divulgando i suoi insegnamenti. Ha solo tredici anni quando arriva in Inghilterra dove ottiene un successo immediato e dilagante, seguono poi gli anni del trasferimento negli Stati Uniti dove si stabilirà con la famiglia che nel frattempo ha creato e prosegue la sua instancabile attività di divulgatore errante che continua tutt’oggi. Nel 2001 Prem Rawat ha dato vita ad una fondazione che porta il suo nome The Prem Rawat Foundation – TPRF, la cui missione non è solo rispondere alle necessità umane fondamentali come cibo, acqua e istruzione, ma soprattutto soddisfare l’esigenza, spesso trascurata, di pace.

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Elio e le Storie Tese in tour a Villa Ada il 26 giugno

Elio e le Storie Tese portano di nuovo sui palchi italiani lo spettacolo “Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo” dal 26 giugno all’8 settembre. “Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo” è uno show tra il sacro e il profano, che si apre come una messa laica, in cui vari personaggi di attualità sono invitati a pregare per i fan degli Elio e le Storie Tese, e che si chiude con la certificazione che tutto è stato suonato in diretta. «Senza basi, senza campionamenti, senza autotune, insomma senza un cazzo, tutto fatto in casa».

Elio e le Storie Tese vestiti di bianco

Elio e le Storie Tese, vestiti di bianco, su una scenografia studiata nel dettaglio, con la preziosa regia di Giorgio Gallione, sanno raccontare il nostro tempo in modo ironico e affascinante. Da “La terra dei cachi” a “Supergiovane”, da “Servi della gleba” a “Valzer transgenico” il repertorio del complessino è sempre attuale, perché in fondo la mentalità italiana non cambia mai, c’è sempre un buon motivo per scandalizzarsi. Lo spettacolo unisce alla musica i racconti e le immagini originali di una creatività senza limiti, per un viaggio attraverso le contraddizioni del nostro paese condotto con maestria e humour senza pari dagli Elio e le Storie Tese. Il tour inizierà proprio dalla Capitale la sera del 26 giugno a Villa Ada, nell’ambito di Villa Ada Festival.

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Ariete in concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 18 giugno

Dopo aver riempito i palazzetti di tutta Italia, Ariete torna al Roma Summer Fest per una notte che si preannuncia imperdibile, in programma il 18 giugno 2024 all‘Auditorium Parco della Musica

Ennio Morricone.

Con La Notte D’Estate, Ariete è pronta ad incontrare, ancora una volta, il suo pubblico per donarsi e portare la sua musica tra la gente: canzone dopo canzone, la cantautrice sa creare una dimensione live intima e profonda, in cui le persone condividono le proprie emozioni e accolgono quelle di Ariete, rispecchiandosi nelle storie raccontate nei suoi testi.

IL 18 GIUGNO ALL’ AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Senza filtri e profonda come la notte, La Notte D’Estate per Ariete

sarà un nuovo capitolo live in cui portare il suo repertorio più amato, come ad esempio “L’ultima notte” (triplo disco di platino), “Pillole” (disco di platino) e “18 anni”, oltre ai nuovi brani contenuti ne “La notte”, contribuendo a creare un concerto che mostra tutte le sfaccettature dell’artista matura che è oggi.

Enzo Ferreri

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Il cantautore romano SALE il 14 giugno al Teatro Villa Pamphilj

Il cantautore romano SALE ha vinto il bando LAZIOSound Touring, progetto per le eccellenze artistiche under 35, grazie al quale effettuerà un tour in Italia con la sua band per presentare i suoi lavori discografici e, in anteprima, il nuovo disco ancora in lavorazione. A Roma si esibirà al Teatro Villa Pamphilj, venerdì 14 giugno alle ore 18. L’ingresso è gratuito. Cosa resta del sogno pacifista degli anni ’60 e ’70 che unì le coscienze dei giovani di allora? Cosa può fare la musica per dare una speranza di pace e libertà?

Le risposte del cantautore romano

Il cantautore romano SALE (nella vita Eugenio Saletti), prova a rispondere in musica a queste domande con il concerto “Un eterno inutile presente: Canzoni contro la guerra”. Un percorso che parte da brani originali composti ispirandosi ai racconti di Pier Paolo Pasolini, Sami Modiano, Beppe Fenoglio e altri autori (che saranno contenuti nel suo prossimo lavoro discografico), uniti alla reinterpretazione di canzoni simbolo che vanno da Tenco a Calvino/Liberovici da De André e De Gregori riletti con uno stile e un suono personale.

Repertorio del concerto

Il concerto attinge anche al repertorio dei suoi primi due dischi “L’innocenza dentro me” (finalista alle Targhe Tenco) e “Un eterno inutile presente” (vincitore di LAZIOSound Recording) e ha la capacità di trascinare e coinvolgere lo spettatore in un canto corale, che diventa un messaggio universale nel quale la musica assolve al suo antico ruolo: unire tutti nella speranza di un mondo migliore. Il concerto è realizzato grazie alla vittoria nel 2024 del bando LAZIOSound Touring e fa parte del tour nazionale che questa estate toccherà Puglia, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Sicilia, e naturalmente il Lazio.

Il progetto di SALE

Un progetto che nasce per non dimenticare, di fronte agli orrori delle centinaia di guerre che sconvolgono il mondo, che solamente attraverso il dialogo, il confronto, il rispetto e la cultura si costruisce la pace e un futuro migliore. Musica come speranza, musica come passione. Insieme a SALE (voce e chitarra) ci sono il chitarrista Umberto Scaramozza (con il quale ha condiviso l’esperienza all’Officina Pasolini) e la coppia ritmica formata da Davide Nocera (basso) e Alessandro Stella (batteria e percussioni). Ospite speciale: Stefano Saletti (bouzouki). SALE in Tour 2024 è una produzione realizzata nell’ambito del progetto LAZIOSound, finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.


Comunicato Stampa

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Libero Sax mercoledì 12 giugno al Caffè Letterario

Libero Sax, ideazione e adattamento di Claudio Fusacchia, con Cesare Felici, voce recitante, Pasquale Innanella al sax, Leonardo De Rose contrabbasso e Giampiero Silvestri, batteria, mercoledì 12 giugno al Caffè Letterario di Roma. Libero Sax prende vita dalla lettura del racconto “Pepper on the Rochs” contenuto nel libro “Natura morta con Custodia di Sax” di Geof Dayer, sogni immaginati del grande sassofonista contralto Art Pepper. Art Pepper dopo anni di successo negli anni Cinquanta affronta una lunga fase lontano dai palchi. Detenzione, problemi di salute lo spingono in un periodo buio. Tornerà, suonando magnificamente, nella seconda metà degli anni Settanta fino al 1982 anno della sua morte.

Le due parti di Libero Sax

“Libero sax” riprende due parti del racconto, Art Pepper in prigione, che per sfuggire alla costrizione della cella immagina di essere in spiaggia in compagnia di una donna, e nel cortile del carcere dove riprende tra le mani. Il suo sax e si lancia in un solo liberatorio. Oltre alla trama narrativa tra le righe emerge il potere della musica, capace di restituirci la libertà anche nei momenti difficili e il valore del silenzio come parte essenziale del suono. L’attore Cesare Felici e i musicisti, Pasquale Innanella al sax, Leonardo De Rose contrabbasso e Giampiero Silvestri, batteria, creano un’interattività tra parole e musica, tra le pagine di Dayer e le musiche di Art Pepper. Cesare Felici attore di tetro e cinema si è diplomato alla Scuola di recitazione Kairos e alla Cinematography Scholl, e frequentato diverse master class con Abel Ferrara, Pupi Avanti. In Teatro ha recitato tra le altre in opere di Ioneco, Checov, Saramago, Pirandello.

Ufficio Stampa

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Paesaggi del Corpo con la quinta edizione il 15 e 16 giugno

Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea nei Castelli Romani per la quinta edizione. Il 15 e il 16 giugno la Casa delle Culture e della Musica di Velletri accoglierà sei tra le più rilevanti compagnie di danza del panorama contemporaneo: il 15 si esibiranno Mandala Dance Company, C.ia Francesca Selva/Concorda Impresa Sociale e Company Blu; mentre il 16 giugno, in collaborazione con il Comune di Velletri, verranno ospitati Taiat Dansa (Es), ARB Dance Company e Déjà Donné.

Paesaggi del Corpo con Balancier

La giornata del 15 giugno si accenderà alle 18:30, quando andrà in scena Balancier (foto Vanessa D’Orazi) di Mandala Dance Company, compagnia internazionale diretta da Paola Sorressa, estremamente attiva in Italia e all’estero. Se tutti sembriamo alla ricerca di un equilibrio, statico o dinamico che sia, questa performance prospetta, invece, la vita come un oscillare infinito tra due poli. A seguire il lavoro Respiri di Bellezza prodotto da Concorda Impresa Sociale e firmato C.ia Francesca Selva, autrice che ha visto le proprie rappresentazioni figurare in prestigiose manifestazioni e festival italiani e internazionali.

Esibizione site specific

L’esibizione site specific si rifà al romanzo di formazione di S. H. Hinton, The Outsiders, per creare una coreografia che lascia spazio all’improvvisazione e si adatta e modella al luogo dell’azione performativa. I temi affrontati sulla scena sono quelli della fugacità dell’esistenza e dell’attimo che rende straordinaria la quotidianità. Al termine della serata Company Blu porterà in scena Ec(g)osystem, spettacolo ideato dalla coreografa e performer Charlotte Zerbey. Un assolo ispirato alle teorie linguistiche di Noam Chomsky sull’origine e le proprietà del linguaggio, che punta a mettere a fuoco il ruolo dell’abilità creativa e artistica dell’uomo nello sviluppo delle sue capacità distintive. Il percorso della danzatrice si avvia dal bambino che, mentre acquisisce un vocabolario individuale, sviluppa combinazioni verbali appropriate in base alle particolari circostanze di relazione; per poi estendersi a fenomeni storico-culturali più ampi, fino a sfociare nelle espressioni poetiche.

Ufficio Stampa

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“La prima festa”, concerto gratuito con Carl Brave e Noemi il 16 giugno all’Ippodromo delle Capannelle

È ufficialmente iniziato il countdown per il concerto del 16 giugno all’Ippodromo delle Capannelle, un evento con tanti artisti che

arriva strategicamente tra la fine della scuola e l’inizio delle vacanze.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha presentato in Campidoglio l’evento, promosso da Roma Capitale in collaborazione con OtrLive e Rock in Roma, che inaugura l’estate dei giovani.

Presente il cantante Carl Brave, direttore artistico e headliner dell’evento che chiuderà il concerto con un suo live.

GLI ARTISTI PROTAGONISTI

Un concerto unico con un programma ricco di artiste e artisti tra

i quali, Noemi, Ditonellapiaga, Lil Jolie, Caffellatte, Shama24k e Piccolo Principe e molti altri che saranno confermati nei prossimi giorni.

Enzo Ferreri

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Gala finale del Corso di Direzione D’Orchestra del Maestro Ennio Nicotra

Gala finale del Corso di Direzione D’Orchestra tenuto dal Maestro Ennio Nicotra, domenica 9 giugno, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma. Saranno eseguite la Sinfonia N. 9 di Dvorak e la Sinfonia N. 40 di Mozart, dall’Orchestra Sinfonica Città di Roma, La Sinfonia n. 9 in Mi minore di Antonín Dvořák, op. 95, nota anche col titolo di Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”, è la nona e ultima sinfonia del compositore ceco. Fu pubblicata dall’autore come Sinfonia n. 5 perché le prime quattro sinfonie furono da lui non considerate e pubblicate postume. Il titolo si riferisce al Nuovo Mondo, ossia il continente americano, poiché fu composta negli Stati Uniti d’America. Nel giugno del 1891 Dvořák fu invitato a New York dalla mecenate Jeannette Thurber, esponente dell’alta società, che aveva fondato nel 1885 il National Conservatory of Music of America.

Antonín Dvořák a New York nel 1891

La signora Thurber offrì al compositore la direzione dell’istituto musicale; dopo una certa esitazione, ottenute le garanzie necessarie, Dvořák accettò e giunse nella città americana nel mese di settembre con la moglie e i due figli più piccoli; la proposta era allettante anche perché lo stipendio era notevole, quindicimila dollari all’anno. L’incontro con una cultura musicale complessa e molto diversa da quella europea del maestro boemo ebbe notevoli influenze e ripercussioni sulla sua ideazione compositiva. La cultura locale infatti stimolò e arricchì il musicista che propose una sinfonia di matrice classica europea, ma contaminata dalla musica autoctona americana.

Conoscenza arricchita da studenti afroamericani

Diversi studenti di colore che frequentavano il conservatorio gli fecero conoscere brani dei neri afroamericani, come gli spiritual e le canzoni delle piantagioni. Successivamente, nello Iowa, Dvořák poté ascoltare la musica dei nativi americani. Le influenze di queste nuove conoscenze musicali non furono però dirette; nella sua sinfonia l’autore non utilizza mai citazioni, ma filtra le suggestioni ricavate da esse tramite la sua sensibilità di musicista europeo.

Composizione della sinfonia

La sinfonia fu composta tra il 19 dicembre 1892 e il 24 maggio 1893 a New York. Non volendo che la sua opera fosse identificata come sinfonia americana, il titolo Dal nuovo mondo fu apposto dall’autore all’ultimo minuto, prima di mandare la partitura al direttore d’orchestra per le prove. La sinfonia venne eseguita in prima assoluta alla Carnegie Hall il 16 dicembre di quello stesso anno dalla New York Philharmonic diretta da Anton Seidl, ottenendo subito un enorme successo. Neil Armstrong portò l’opera sulla Luna durante la missione Apollo 11, la prima con atterraggio sul satellite, nel 1969.


Ufficio Stampa