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BuBBles Revolution il 2 e 3 marzo all’Auditorium della Conciliazione

BuBBles Revolution sabato 2 e domenica 3 marzo arriva all’Auditorium della Conciliazione, l’emozionante show di Marco Zoppi e Rolanda, considerati tra i massimi Bubbles Artist internazionali e insigniti a New York dall’International Magician Society del Merlin Award, l’Oscar della Magia. Reduce da un tour in tutto il mondo, Marco Zoppi torna nella Capitale dopo lo straordinario successo dello scorso anno, quando registrò 6000 presenze al Teatro Olimpico concludendo la permanenza col sold out.

L’esperienza di BuBBles Revolution

L’esperienza delle bolle di sapone appartiene al vissuto di ciascuno di noi e forse è uno dei primi affascinanti misteri che catturano la nostra fantasia. La meravigliosa perfezione della rotondità, la fragilità impalpabile, l’evanescenza della bolla sono elementi che, nonostante l’evoluzione tecnologica e l’avvento del digitale che pervade ogni aspetto delle nostre vite, mantengono un fascino unico che, nelle mani di Marco e Rolanda, diventano ingredienti di un’opera artistica sublime. A metà tra scultori d’arte e giocolieri di creazioni fantastiche i due artisti conducono il pubblico in un viaggio emozionante nel magico mondo delle bolle di sapone, una dimensione fantastica dove tutto è possibile e non esistono limiti all’immaginazione.

Spettacolo di e con le bolle di sapone

«BuBBles Revolution non è uno spettacolo di bolle di sapone, ma è uno spettacolo con le bolle di sapone – racconta Marco Zoppi – perché nello show utilizziamo le bolle non come fine, bensì come mezzo per raccontare una storia. E non intendo la storia mia e di Rolanda, ma quella di tutti noi. Perché è la storia di un’emozione che ci appartiene e che è tanto semplice quanto complicata da spiegare: lo stupore!». In un crescendo di immagini sempre più sorprendenti, Marco e Rolanda attraverso le loro mani e con il solo ausilio del sapone e di pochi oggetti magici, plasmano creazioni multiformi e colorate, trasparenti e madreperlate, lucide o candide come il fumo di scena con cui giocano. Disegnano nell’aria una danza suadente di figure sorprendenti portandoci in un universo fantastico. Bolle sempre più grandi che si fondono rivelandoci in quanti modi diversi è possibile giocare con queste creazioni oniriche.

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L’impero colpisce ancora celebrato al Roma Film Music Festival

L’impero colpisce ancora, il secondo capitolo in ordine cronologico di Star Wars, celebrato al Roma Film Music Festival, con la formula del cineconcerto (foto Flavio Ianniello). L’appuntamento è all’Auditorium Conciliazione sabato 11 maggio (ore 20,30) e domenica 12 (ore 15 e 20,30). Roma Film Music Festival, la manifestazione internazionale dedicata al mondo delle colonne sonore e ai suoi protagonisti, a Roma dall’8 al 13 aprile, annuncia così in prima assoluta per l’Italia un nuovo appuntamento, extra festival, dopo aver già comunicato la proiezione di “007 Skyfall In Concert”, in programma a Roma venerdì 12 e sabato 13 aprile.

L’impero colpisce ancora dopo 44 anni

A distanza di 44 anni torna quindi sul grande schermo, in alta definizione, il capolavoro di George Lucas come non lo avete mai sentito, con un’orchestra di oltre 80 elementi che in perfetto sincrono con le immagini eseguiranno la colonna sonora composta da John Williams, che proprio in questo lungometraggio ci ha regalato l’immortale ritornello della Marcia Imperiale. Una colonna sonora registrata all’epoca dalla London Symphony Orchestra e oggi eseguita dal vivo dall’Orchestra Italiana del Cinema, il primo ensemble sinfonico italiano ad essersi dedicato esclusivamente all’interpretazione di colonne sonore, diretta per l’occasione dal Maestro Ernst Van Tiel.

Marco Patrignani

«Due anni fa abbiamo portato il primo capitolo della serie a Roma ed è stato un trionfo»: ricorda Marco Patrignani, fondatore dell’Orchestra Italiana del Cinema. «Da allora ci hanno continuamento chiesto di tornare con gli episodi successivi. Quindi eccoci qua, il momento è arrivato, saremo ancora una volta a Roma e per la prima volta a Milano».

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I Ricchi e Poveri il 21 maggio al Teatro Brancaccio

I Ricchi e Poveri il 21 maggio al Teatro Brancaccio per l’anteprima del loro tour che è prodotto da DM Produzioni. I Ricchi e Poveri (foto Amilcare Incalza) hanno partecipato alla 74° edizione del Festival di Sanremo con il brano “Ma non tutta la vita”, prodotto dall’etichetta DM Produzioni su licenza Carosello Records, casa discografica legata al gruppo sin dagli esordi (1967) quando Franco Califano, loro talent scout, organizzò la prima audizione proprio nei suoi studi milanesi.

Dichiarazione d’intenti dei Ricchi e Poveri con “Ma non tutta la vita”

Ma non tutta la vita è una dichiarazione di intenti, una traduzione in chiave pop della filosofia dell’attimo. Ti giri un momento la notte è finita. Le stelle già stanno cadendo, dell’amore che si aspetta ma non tutta la vita, dei treni da prendere al volo, delle occasioni da non sciupare. Il brano, scritto da Edwyn Clark Roberts, Cheope e Stefano Marletta e arrangiato da Merk&Kremont e Edwyn Roberts, è un inno a vivere pienamente la vita, a scendere adesso in pista. L’autocitazione nell’incipit Che confusione proietta un tormentone del passato nell’era della Gen Z e diventa subito riempipista con un ritmo elettro-dance.

Versi immediati

I versi sono immediati Anche la più bella rosa diventa appassita. Va bene, ti aspetto, ma non tutta la vita oppure Dammi retta scendi adesso in pista. Gira, gira, girerà la testa e si fondono perfettamente con le sonorità dance, sintesi della leggerezza festosa, vero e proprio marchio di fabbrica. «Questa canzone è un invito a non rinviare – raccontano Angela Brambati e Angelo Sotgiu – a lanciarsi per perseguire ciò che si desidera non solo nella sfera affettiva, nel rapporto di coppia, ma in generale nelle cose che ci appassionano».

22 milioni di dischi venduti

Il gruppo italiano più famoso nel mondo ha venduto 22 milioni di dischi, realizzato 30 album, con 6,7 milioni di ascoltatori mensili si conferma il più streammato di Spotify tra gli artisti in gara al Festival di Sanremo 2024, dato che attesta l’intergenerazionalità di un repertorio di grandi successi, tra i quali: La prima cosa bella, Che sarà, Mamma Maria, Voulez vous danser, Se m’innamoro e Sarà perché ti amo, diventata tra l’altro la colonna sonora di tante manifestazioni e società sportive nazionali e internazionali, più semplicemente un inno sinonimo di festa che ha collezionato oltre 200.000.000 di streaming.

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Forbici & Follia dal 29 febbraio al 4 marzo al Teatro Manzoni

Forbici & Follia dal 29 febbraio al 4 marzo al Teatro Manzoni, per la regia di Marco Rampoldi, con Max Pisu, Nino Formicola e Giancarlo Ratti. È il racconto di un giorno, come tutti gli altri, in un salone da coiffeur, che si trova nel luogo  in cui si svolge lo spettacolo. Anzi… del giorno in cui si svolge lo spettacolo. il giorno in cui la tranquilla vita  di pettegolezzi, che scorre allegramente fra le avances del parrucchiere ai clienti maschi, e i piccoli sogni della sua aiutante che ha, forse, una relazione con un equivoco antiquario, è interrotta dall’assassinio  della vecchia pianista che vive al piano di sopra, ed è la proprietaria di tutto l’edificio.

Forbici & Follia, giallo e commedia

Ma, colpo di scena, tutti i presenti hanno un movente, che giustificherebbe il delitto, e hanno avuto la possibilità di compierlo. e  si scopre che, in realtà, due clienti sono poliziotti in borghese e devono arrestare il colpevole… come? Con la  collaborazione degli spettatori/testimoni oculari, che possono risolvere il mistero, grazie a ciò che hanno  visto accadere, e alle domande che sapranno porre. Forbici & Follia è uno spettacolo con due nature contrapposte che si rafforzano a vicenda: quella del  racconto giallo, che deve portare a capire chi sia l’assassino, e quella della comicità, che scaturisce dal gioco  di interazione con il pubblico che si appassiona,  progressivamente, fino a diventare l’unico possibile giudice. 

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La Rosa non ci ama, dal 22 al 25 febbraio, al Teatro Lo Spazio

La Rosa non ci ama, dal 22 al 25 febbraio, sul palcoscenico del Teatro Lo Spazio, spettacolo di Roberto Russo con la regia di Gianni De Feo. In una piazza notturna, dove fanno da sfondo le mura della Basilica di San Domenico Maggiore circondata da silenziosi palazzi cinquecenteschi, emergono le ombre di due personaggi: un uomo e una donna (foto Manuela Giusto). Vestiti di cenci, potrebbero essere due clochards o vagabondi casuali senza tempo.

La Rosa nella città di Napoli

Siamo nella città di Napoli, in un’epoca non definita, davanti al palazzo che appartenne al Principe Carlo Gesualdo da Venosa e dove, nella notte tra il 16 e il 17 ottobre del 1590, lo stesso Principe infierì con efferata violenza sul corpo di sua moglie Maria D’Avalos e dell’amante di lei Fabrizio Carafa, Duca D’Andria. Questa la cronaca di uno dei più famosi delitti passionali. Durante l’azione scenica l’identità dei due personaggi gradualmente si svela. Questi sono proprio le ombre dei due nobili coniugi, fantasmi senza pace costretti ogni notte a ritrovarsi per ripetere, nei secoli, lo stesso rito necessario a rielaborare gli eventi sanguinolenti del passato.

La gamma cromatica delle anime

Attraverso la ricomposizione dei colori del Cubo di Rubik, essi rivivono tutta la gamma cromatica delle loro anime. Lui, uomo sensibile e geniale inventore dei colori della musica, raffinato madrigalista e stimato ispiratore dei tempi a venire. Lei, bellissima donna passionale e vitale. Tuttavia, entrambi vittime dei loro ruoli e del loro tempo! La Rosa, simbolo d’amore di tutte le epoche, attrae e affascina con la seduzione del suo profumo e la bellezza dei suoi colori, ma può anche uccidere con la sola punta sottile di una spina. In uno scontro verbale dai toni rabbiosi, appassionati e talvolta violenti, i due si affronteranno e si scontreranno fino al punto di riconoscere e accettare le reciproche colpe. Solo così, in un abbandono catartico, i due fantasmi potranno infine purificare la propria anima e raggiungere la pace.

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Icaro presenterà il disco d’esordio all’Auditorium Parco della Musica

Icaro presenterà in anteprima assoluta il suo disco d’esordio all’Auditorium Parco della Musica di Roma in occasione della rassegna musicale Retape curata da Ernesto Assante. L’album, dal titolo “Dove la luce finisce”, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 5 aprile. Notato da emittenti radio e tv come No Name e MTV Music, che ha inserito il videoclip “non andare via” in rotazione nella playlist “Italian Hits”, e dopo l’apertura dei concerti di Mezzosangue al Rock in Roma e all’Eremo Club di Molfetta (BA), Icaro porterà per la prima volta dal vivo in full band i brani che faranno parte della tracklist del suo album d’esordio “Dove la luce finisce”.

Sul palco insieme a Icaro

La formazione che accompagnerà l’artista sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma sarà: al basso Walter Pandolfi, in arte Wallie (Thegiornalisti, Matteo Paolillo), alla batteria Luca Monaldi (Matteo Paolillo) e alle chitarre e tastiera Daniele Giuili (Ariete, Mezzosangue, Coez). Il giovane cantautore, riguardo la release del suo primo lavoro discografico, afferma: «Ho sempre immaginato come sarebbe stato il giorno in cui per la prima volta avrei suonato il mio disco dal vivo e tutte le volte mi immaginavo in un posto diverso, forse un po’ per paura di creare aspettative. Oggi so che quel posto si chiama Auditorium Parco della Musica e credo di non poter essere più contento di così perché lo presentarò in un posto importante di Roma, la mia città, la casa che amo».

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UnterWasser presenta nello Spazio Rossellini, Out

UnterWasser, presenta, domenica 18 febbraio, nello Spazio Rossellini di Roma, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL, Out, con: Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio, ideazione, drammaturgia, regia, costruzione pupazzi, scene, costumi, suoni: Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio.

Spettacolo visuale

Out (foto Jacopo Niccoli) è uno spettacolo visuale, multidisciplinare, un’originale fiaba di formazione raccontata attraverso il linguaggio immaginifico del teatro di figura, un’opera poetica per adulti, che può essere vista anche dai bambini. Un viaggio iniziatico che conduce il protagonista fuori dalla casa, metafora delle certezze, per metterlo in relazione col mondo e con i suoi inevitabili contrasti. Il linguaggio poetico delle diverse tecniche utilizzate trasporta il pubblico in una dimensione onirica, trasmettendo il suo messaggio universale attraverso l’uso di archetipi.

UnterWasser dal 2014

UnterWasser è un gruppo di ricerca, fondato nel 2014 da Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti e Giulia De Canio, che indaga le reciproche contaminazioni tra il teatro di figura e le arti visive. La compagnia intraprende un lavoro su due binari paralleli: da una parte quello performativo, dall’altra quello espositivo/installativo. Il teatro di UnterWasser è un’Installazione mobile da fruire nell’evolversi delle scene, nella fluidità del loro scorrere. La materia si trasforma davanti allo spettatore e le prospettive si modificano secondo il principio del montaggio cinematografico. Protagonisti sono l’oggetto artistico, l’immagine, la scultura, la materia in movimento.

Performer al servizio dell’oggetto

Il performer è al servizio dell’oggetto e ne diviene animatore. Le installazioni di UnterWasser hanno una drammaturgia teatrale, un movimento narrativo che le rende dinamiche ed evocative. Le immagini sono tratte dal mondo dell’onirico, pozzo da cui attingere suggestioni dell’universo interiore, con riferimenti estetici ispirati all’arte figurativa.

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Jarrusu Perché e come morì Pasolini al Teatro Spazio 18b

Jarrusu Perché e come morì Pasolini debutta in prima assoluta, dal 22 al 25 febbraio, al Teatro Spazio 18b, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giovanni Greco. Ancora Pasolini. Ancora vita morte e miracoli pasoliniani post mortem: conversioni e confessioni, dimenticanze e ritrovamenti, bugie e deviazioni. Cercando un montaggio diverso dello stesso girato esistenziale, delle tre piste nere che lo avrebbero alternativamente portato alla morte (quella dell’omosessualità̀ morbosa e notturna, quella dell’eversione nera e fascista, quella del petrolio e della morte di Mattei), evocando l’infinita persecuzione giudiziaria (33 processi in 25 anni), frutto dell’oscenità̀ delle sue opere.

Al centro il corpo del poeta

Per arrivare a mettere al centro il corpo del poeta morto/vivo già̀ in vita e vivo/morto a quasi cinquant’anni dalla morte. Un corpo che richiama altri corpi martoriati, altri morti senza giustizia esposti a una consunzione di parole oltre che di tempo. Altri corpi di poveri cristi adagiati tra le braccia senza forza di madri incredule e raggelate come statue della Pietà, come Madonne bestemmiate dalla mediocrità̀ del buon senso comune, dall’ipocrisia del quieto vivere, dalla connivenza tra l’orrore e la malafede.

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“Musicarello Shock” al Teatro di Tor Bella Monaca dal 22 al 24 febbraio

“Musicarello Shock”, andrà in scena al Teatro di Tor Bella Monaca di Roma, da giovedì 22 a domenica 24 febbraio 2024, interpretato dall’attrice e cantante Valentina De Giovanni, liberamente ispirato alla vera storia della prima divorziata d’Italia, scritto e diretto da Matilde D’Accardi, prodotto da Florian MetaTeatro. La storia di una ragazza di provincia (foto Manuela Giusto) che sogna l’amore di quei brani che, una nota dopo l’altra, la conducono altrove. “Farai come ti pare quando ti sposerai!”.

Musicarello Shock nell’Italia del 1960

Siamo nell’Italia del 1960, in una piccola cittadina di provincia, una ragazza prigioniera delle rigide regole paterne sogna di essere salvata dall’amore, quello meraviglioso e senza fine di cui parlano le canzoni. Ma solo una volta sposata scoprirà chi è e cosa vuole davvero, e imparerà a lottare per la sua realizzazione. Liberamente ispirato alla vera storia della prima divorziata d’Italia e di molte altre delle nostre madri, questo monologo musicale racconta le vicende, i pensieri e le emozioni di molte ragazze del Boom, che suonano ancora tremendamente attuali.

Musica leggera anni ’50, ’60 e ’70

Attraverso brani che hanno reso immortale la musica leggera italiana negli anni ‘50, ‘60 e dei primi ‘70, Musicarello shock ricostruirà con ironia e nostalgia la battaglia per la legalizzazione del divorzio nel Bel Paese, che nel 2020 ha compiuto il suo settantesimo anniversario, e la trasformazione di mentalità che ha aperto la strada all’emancipazione delle italiane e al riconoscimento dei loro diritti.

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Paura al Teatro de’ Servi, dal 22 al 25 febbraio

Paura approda sul palcoscenico del Teatro de’ Servi, dal 22 al 25 febbraio, spettacolo scritto e interpretato da Annalisa Aglioti con la regia di Michela Andreozzi. Come ci comportiamo quando sentiamo l’inciampo della paura? Che macchinazioni di autodifesa mettiamo in moto? Come si forma e come cambia il nostro carattere incrociando le paure più consuete di alcune fasi della nostra vita?

La voce della paura a guidare

Uno spettacolo comico o più che altro una mappa senza satellite della nostra città mentale dove spesso a guidarci non c’è alcuna voce elettronica esperta di ogni strada ma solo la voce interiore della paura che più che darci le indicazioni, ci dà soltanto controindicazioni, segnalandoci esclusivamente blocchi, limiti di velocità e sensi unici. Una galleria di donne diverse dietro la cui personalità fissata su un unico punto di vista, come accade spesso ai personaggi dei fumettim si può leggere sempre lo sgambetto di una qualche paura che non si è riusciti a superare.

Diceva Lennon

Diceva John Lennon che esistono due forze motivanti fondamentali nell’uomo: la paura e l’amore. Figuriamoci per la donna in un pianeta a misura di maschi. Ma è poi necessario superare proprio tutte le nostre paure? Da dove viene questo mito dell’invincibilità e l’imperativo di dover abbattere assolutamente i propri limiti? Non abbiamo proprio nulla da imparare quando qualcosa ci spaventa? Vorrei tentare allora di ospitare per un po’ la paura, non di nascosto e al buio come al solito, ma alla luce dell’ironia e dell’iperbole, per provare a dirne così qualcosa in più, visto che dell’amore ne hanno parlato già tantissimi grandiosi e inarrivabili scrittori, tra cui naturalmente l’illustrissimo Anonimo, celeberrimo poeta dei baci Perugina.