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“Metti, una sera a cena” all’OFF/OFF Theatre dal 19 al 28 gennaio

“Metti, una sera a cena”, per la regia di Kaspar Capparoni, omaggio dell’OFF/OFF Theatre ad un autore fondamentale per la commedia italiana, creatore di storie che sono ancora oggi attualissime: Giuseppe Patroni Griffi. In via Giulia da venerdì 19 a domenica 28 gennaio 2024 andrà in scena il testo firmato da Patroni Griffi, che vedrà sul palco lo stesso Capparoni, tra gli attori amati dal drammaturgo, seguito da Laura Lattuada, Carlo Caprioli, Clara Galante e Edoardo Purgatori in una produzione a cura di Ge.A..

Metti, una sera a cena: i rapporti sentimentali di un gruppo di amici

La commedia (foto Umberto Fiore) è un’indagine sui rapporti sentimentali di un gruppo di amici con serate, conversazioni e riti che si ripetono e acrobazie di morbose relazioni, con la famosa scena d’amore a tre e l’omosessualità che, all’epoca, crearono il grande scandalo con il ritratto lucido, disincantato e anticipatore delle nevrosi erotiche della nostra epoca. Protagonisti di questa edizione sono Kaspar Capparoni, attore prediletto di Patroni Griffi, Laura Lattuada, Clara Galante, Carlo Caprioli e Edoardo Purgatori. Scene di Alessandro Chiti, costumi di Valter Azzini con la regia dello stesso Capparoni, per un evento teatrale e di spettacolo, un omaggio a Giuseppe, autore e regista protagonista di quel mondo teatrale di grande successo che ha segnato un’epoca.

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Club 27 all’Altrove Teatro studio dal 19 al 21 gennaio

Club 27, il nuovo spettacolo di Elisa Di Eusanion debutta all’Altrove Teatro studio, dal 19 al 21 gennaio. Evento di musica live e prosa in cui saranno omaggiati alcuni degli artisti musicali che sono deceduti a 27 anni e che hanno lasciato una traccia indelebile nel panorama musicale e non solo. Attraverso alcuni brani reinterpretati ed eseguiti dal vivo (Janis Joplin, Amy Winehouse, i Nirvana, The Doors e Jimi Hendrix) l’attrice condurrà gli spettatori in un viaggio molto profondo, pieno di emozioni intense, così come intense sono state le opere e le brevi vite di questi artisti.

Anche il dolore in Club 27

Il loro dolore, la loro insaziabile fame di amore, l’inadeguatezza, le insanabili fragilità, aiuteranno a riflettere e a capire come siamo tutti interconnessi in fondo in quell’assurdo, faticoso e al contempo stupefacente viaggio che è la vita e chissà se canzone dopo canzone, emozione dopo emozione non usciremo tutti dalla sala paradossalmente liberati e maggiormente connessi con quella zona di noi più delicata e fragile di cui troppo spesso ci dimentichiamo ma che necessita di tanta cura.

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Mercoledì alle 3 dal 18 al 28 gennaio al Teatro Spazio 18b

Mercoledì alle 3, dal 18 al 28 gennaio, sul palcoscenico del Teatro Spazio 18b: scritto e diretto da Francesca Romana Miceli Picardi. Anna soffre di schizofrenia, ma un giorno decide di ascoltare le voci e smette di prendere le sue medicine. Le voci le “consigliano” di andare a cercare la luna in macchina alle tre di notte. Una volta in strada, sbanda e fa una strage e finisce in carcere: dove la “aspettano” Valeria e Giada, due guardie penitenziarie che la condurranno dritta in un antro infernale: la cella zero. “Mercoledì alle 3” nasce dopo essere venuta a conoscenza della cella nuda. Dopo aver visionato più di trenta immagini di autopsie, ho iniziato fortemente a chiedermi: dove inizia il “credo” e quando si trasforma in ferocia? Cosa accade all’interno della mente umana, quando forte di una divisa che indossa, ne dimentica il valore e la usa per rivendicarsi, ottenere, umiliare? Il problema è sociale? Umano? Psicologico? Legato unicamente al limite della struttura carceraria?

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Cenerentola al Teatro Olimpico di Roma il 19 gennaio

Il primo appuntamento con la danza nel 2024 per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana sarà al Teatro Olimpico da venerdì 19 gennaio (ore 20.30) con la Cenerentola del regista e coreografo Luciano Cannito, prodotta da Fabrizio di Fiore per Roma City Ballet Company, una delle più recenti formazioni italiane, composta esclusivamente da artisti selezionati con audizioni internazionali, e che ad oggi si è conquistata già un posto di rilievo nel panorama nazionale.

AL TEATRO OLIMPICO DAL 19 AL 21 GENNAIO 2024

In scena fino a domenica 21 gennaio, il balletto in due atti, su musica di Sergej Prokof’ev, vede protagoniste nei ruoli principali le due stelle internazionali Iana Salenko e Dinu Tamazlacaru Principal Dancers del Teatro dell’Opera di Berlino, che si affiancano al Corpo di Ballo di Roma City Ballet e a Manuel Paruccini, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma nel ruolo della matrigna “en travesti”.

Firma regia e coreografia Luciano Cannito, già direttore artistico del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro Massimo di Palermo e del Balletto di Roma, che si avvale dei costumi di Giusi Giustino costumista e direttrice della sartoria del Teatro San Carlo di Napoli, e delle scene di Michele Della Cioppa, direttore degli allestimenti scenici del Teatro dell’Opera di Roma.

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Maurizio Giammarco “Romours” all’Alexanderplatz Jazz Club

Maurizio Giammarco “Romours” all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, venerdì 12 e sabato 13 gennaio. Con Rumours, una “task force” formata da due fiati, basso e batteria, senza strumento armonico, Maurizio Giammarco torna alle passioni primordiali, visto che nel 1976 il suo gruppo d’esordio come leader fu proprio con un quartetto simile (con Vittorini, Pietropaoli, Gatto). Negli ultimi tempi Giammarco ha messo a punto alcune nuove composizioni pensate proprio per questo tipo di formazione ma, cogliendo la palla al balzo, ha voluto anche riproporre qualche tema proveniente da quel passato appena citato e rimasto poi nel cassetto: temi che, pur revisionati attraverso la sensibilità e la competenza di oggi, rimangono emotivamente e concettualmente legati a quell’epoca.

Il quartetto di Maurizio Giammarco

Il quartetto “senza strumento armonico” offre ampi spazi di manovra, ma richiede una pianificazione di repertorio oculata e alti livelli di prestazione e interazione fra i musicisti coinvolti. Gli importanti e ineludibili riferimenti storici (Gerry Mulligan, Ornette Coleman, Elvin Jones, Anthony Braxton, Circle, Dave Douglas, Masada) annoverano esperienze eterogenee in cui momenti di grande organizzazione musicale si alternano a momenti di grande o totale libertà espressiva. Entrambe queste componenti sono presenti anche nella proposta di Rumours.

Legame dal 1979

In questa circostanza Giammarco incontra nuovamente Riccardo Del Fra – il legame fra i due comincia nel 1979 grazie a una mutua militanza con Chet Baker – e ha il piacere di dividere il palco con due formidabili realtà dell’odierna scena jazzistica internazionale come Fulvio Sigurtà e Ferenc Nemeth. Da molti anni Giammarco segue caparbiamente una sua personale strada di jazz d’autore, dove elementi di tradizione e d’attualità (e di altro ancora) si fondono in un’elaborata e ponderata sintesi compositiva. Fra classicità, sperimentazioni e spazi lasciati all’elaborazione estemporanea, la sua musica è sempre caratterizzata da un fattore ritenuto primario e vitale: la capacità di raccontare storie interessanti e possibilmente personali.

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Intestamè dal 19 al 21 gennaio al Teatro Lo Spazio

Intestamè in scena dal 19 al 21 gennaio, al Teatro Lo Spazio, spettacolo di Carlo Ragone e Loredana Scaramella. Musiche Stefano Fresi, musiche dal vivo Trio William Kemp. Vocalist Cristiana Polegri Può da un dolore nascere una risata? L’ingegno comico che spinge alla messa in dubbio di ogni cosa, all’irriverenza, al rovesciamento di ogni certezza, suggerisce che per un evento di grande pesantezza, la leggerezza sia l’antidoto migliore. Un uomo solo, alla morte del padre.

Intestamè, testamento assurdo

Un assurdo testamento: al figlio prediletto non spetta nulla, niente soldi, niente casa, ma solo poche sibilline parole: “A mio figlio Ferdinando ci lascio tutto. Tutto quello che non ho fatto”. Un lascito che spalanca inevitabilmente la porta ad un mondo che non sceglie i colori definiti della realtà, ma le sfumature della possibilità, dei rimpianti, delle nostalgie e, perché no, della magia. Un mondo di favola insomma. E non somiglia tanto ad una favola la storia di un figlio che, dopo aver vestito la giacca del padre, viene trasportato per incanto nella Napoli degli anni ’40, tra bombardamenti, fame e emigrazione?

Sospeso nel limbo

Sospeso nel limbo di un tempo indistinto, Ferdinando avrà finalmente l’occasione di osservare com’era Matteo da giovane, di conoscerne le speranze e le illusioni. Racchiusi in quella giacca, come tante cartoline spedite da posti mai visitati, ci sono tutti quei viaggi che non ha mai potuto fare, l’America che è rimasta soltanto un miraggio, le avventure mai provate, i sogni mai realizzati. Così il figlio canta, balla, soffre, spera, ride come se fosse il padre; sente sulla sua pelle la straordinaria emozione che possono provare soltanto due bambini che, giocando con la luna, scoprono di essere fatti l’uno per l’altra. È vestendo i colori della vita del padre che, dopo tanto tempo, impara a conoscerlo. Ed è in questo che risiede la straordinaria potenza di quel criptico lascito testamentario. “O’ tiempo te vuo’ bene se tu ‘n ce sai pazzià“, dice Matteo al figlio. È il suo segreto: l’ultimo cavaliere, quello che vincerà la morte, vestirà soltanto una risata, perché il gioco è la chiave che permette di trasformare in esperienza gioiosa ogni dolore. Solo così possiamo sperare di tornare là, in quel posto da cui tutti veniamo: “dint’ ‘estelle“.

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Volano alberi spogli come radici dal 18 al 20 gennaio a Fortezza Est

Volano alberi spogli come radici, nuovo spettacolo della compagnia Collettivo Est, dal 18 al 20 gennaio a Fortezza Est, un monologo che affronta il tema della violenza maschile sulle donne. Partendo da un pezzo di stand up comedy sull’invidia del pene, la testimonianza della protagonista, una giovane donna sopravvissuta ad una relazione abusante, diventa un racconto che ha i tratti di un personale risveglio, una personale “primavera femminista”. Beatrice Mitruccio ripercorre alcuni momenti decisivi di una sua passata relazione tossica alternando alla sua voce, le voci del passato, dei ricordi, che la stessa regista-interprete ha bisogno di affidare a due attori (Paolo Perrone e Martina Tirone).

Volano le voci della coscienza

Queste prenderanno corpo come nei doppiaggi di Zero Calcare: voci della coscienza, crude e crudeli. Le ispirazioni, per l’idea dello spettacolo, sono le vicende di vita personale della drammaturga, come detto, ma anche lo studio dell’episodio della violenza di Verri e Mommina, tratto dall’opera Questa sera si recita a soggetto. «Anche non essendo il tema centrale dell’opera di Pirandello, egli descrive nel dettaglio, quasi fenomenologicamente, la gelosia e il possesso, questioni presenti anche nella nostra drammaturgia, partendo dalla figura di Verri, che, sentendosi sopraffatto dalla “vita psicologica” della moglie, cerca in tutti i modi di annullarla al suo volere», sottolinea Ludovico Cinalli, aiuto regia insieme a Perrone.

Racconti sinceri

I racconti degli episodi che di più hanno segnato la storia personale di Mitruccio sono detti al pubblico con la semplicità con cui un’amica lo farebbe con un’altra: con sincerità ed autoironia. Ed è proprio nell’ironia che il testo trova la sua piena realizzazione. La messa in scena dello spettacolo è essenziale.

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“Non mi trovo”, Pinuccio al Teatro Parioli il 16 gennaio 2024

Dopo il grande successo della prima parte del tour che ha registrato tre sold-out consecutivi solo negli ultimi giorni di dicembre, sarà il palcoscenico del Teatro Parioli di Roma ad accogliere la comicità e la satira pungente di Alessio Giannone – alias Pinuccio di Striscia la notizia – che approda a teatro con #Nonmitrovo, ritratto della famiglia 4.0, ovvero quella che oggi nasce, si sposa, si lascia a favore di fotocamera.

MARTEDI’ 16 GENNAIO AL TEATRO PARIOLI

Martedì 16 gennaio, dallo storico palco del Parioli, Pinuccio porterà in scena il suo nuovo spettacolo durante il quale emergeranno, tra risate e riflessioni, racconti di varie e bizzarre nuove abitudini di vita social affiancate a ricordi di vita reale e di meravigliosa normalità.

Come siamo cambiati negli ultimi vent’anni? “Assai”, secondo Giannone, che con la lente della satira racconta il nuovo focolare dell’italiano medio, portando in scena una galleria esilarante di ricevimenti di nozze super pacchiani, ecografie svelate in un post, esibizione di pupi e balletti. Tanto che il comico, già autore di Annessi e Connessi. La vita al tempo dei social (ed. Mondadori), implora un giudice immaginario di condannarlo all’ergastolo, così senza cellulare potrà nascondersi da questo mondo sempre in mostra a cui sente di non appartenere più.  

“Sono partito dai ricordi della mia infanzia – dice lui, barese, classe 1979 – fatti di molte meno immagini, perché i social non c’erano. Oggi pubblichiamo in media 25 foto al giorno. Prima, sviluppavamo un rullino da 36 foto dopo un’intera estate. Di queste, dieci venivano sfocate, quattro con gli occhi chiusi e due con gli occhi rossi demoniaci. E poi c’era sempre quella in cui mia madre mi diceva: Non sto bene, buttala. Non mancava mai anche quella per la nonna, serviva in caso di dipartita nell’anno in corso”.

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Daniele Silvestri sarà in concerto con 30 date a Roma

Daniele Silvestri sarà in concerto a Roma – all’Auditorium Parco della Musica – da gennaio ad aprile 2024, con 30 date, per festeggiare in modo speciale i suoi 30 anni di carriera.

Il cantautore romano lo ha annunciato nel corso del suo ultimo concerto all’Auditorium Parco della Musica lo scorso 25 luglio. Trenta concerti consecutivi che si svolgeranno in Sala Petrassi, in quella che – come Silvestri l’ha definita – è la sua nuova definitiva casa. 

LE DATE DEL TOUR A ROMA

“Il cantastorie recidivo” è il titolo dell’evento che lo vedrà protagonista dei 30 concerti romani a partire dal 18 gennaio e fino al 14 aprile. Di seguito tutte le date: 

  • Gennaio: 18, 19, 20, 21, 26, 27, 30, 31
  • Febbraio: 1, 2, 26, 27, 28
  • Marzo: 1, 2, 3, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 27, 28, 29
  • Aprile: 11, 12, 13, 14
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Elena Bonelli in Era Gabriella Ferri al Teatro Ghione

Elena Bonelli in Era Gabriella Ferri al Teatro Ghione di Roma, dal 12 al 14 gennaio: di e con Elena Bonelli e con Maurizio Mannoni e Pier Francesco Pingitore e con Giandomenico Anellino, chitarra e Fernando Diaz, pianoforte. Costumi, Renato Balestra, regia, Stefano Reali. Recentemente raccontata dal documentario RAI “La Voce Di Roma “e della canzone romana, Elena Bonelli rende omaggio a Gabriella Ferri con uno spettacolo che la celebra nel ventennale della sua scomparsa.

L’omaggio di Elena Bonelli

La grande Gabriella sarà ricordata tra parole e canzoni ma anche testimonianze di colui che l’ha creata e che le ha dato il successo consacrandola come grande interprete della romanità, ovvero Pierfrancesco Pingitore che sarà in scena con Elena Bonelli e Maurizio Mannoni nel racconto della straordinaria quanto incredibile vita di Gabriella Ferri. La storia è intermezzata dall’interpretazione delle canzoni che lei ha cantato, da quelle napoletane a quelle spagnole, fino alle romane e saranno interpretati i brani musicali come grazie alla vita, Malafemmina, Maruzzella, ma anche molti brani meno conosciuti scritti per lei proprio da Pierfrancesco Pingitore che ricorderà l’artista con una sua “ode “a Gabriella.

Tante curiosità sconosciute

Nello spettacolo molte sono le curiosità sconosciute alla maggior parte delle persone che catturano lo spettatore. È il caso quindi di dire nozioni ed emozioni. Canzoni e dichiarazioni. Tante risate e belle storie raccontate. Elena Bonelli interpreta con passione e verità il difficile personaggio e continua la sua Mission di divulgazione della storia della canzone romana. Dice l’artista: «…. i miti non si possono imitare in quanto unici ed irripetibili, però vanno ricordati e celebrati perché lo meritano e soprattutto fatti conoscere alle nuove generazioni. E questo è l’aspetto che più mi piace quando ne parli ai giovani e li vedi molto interessati e affascinati dal racconto». Lo spettacolo vede in scena due straordinari musicisti come Giandomenico Anellino alla chitarra e Fernando Diaz al pianoforte che accompagneranno la voce di Roma Elena Bonelli.