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Blue Marble all’Alexanderplatz Jazz Club domani

Blue Marble all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, domani martedì 4 marzo. Formatosi qualche anno fa, il quartetto lavora su repertorio via via rinnovato ed è formato da Paolo Recchia, Michele Franzini, Francesco Puglisi e Lorenzo Tucci, musicisti di ampia esperienza le cui molteplici prestigiose collaborazioni nazionali ed internazionali (Ralph Alessi, Fabrizio Bosso, Maurizio Giammarco, Steve Grossman, Lee Konitz, Brian Lynch, Dado Moroni, Greg Osby, Enrico Pieranunzi, Larry Schneider, Alex Sipiagin, Phil Woods, per citarne solo alcune) sono ben documentate in numerose realizzazioni discografiche.

Creatività di Blue Marble

Il gruppo si esprime con creatività all’interno di un filone di robusto mainstream jazz contemporaneo, in cui trovano spazio libertà espressiva e senso della tradizione, grazie anche a composizioni originali dalle atmosfere molto varie, che ben si fondono con riletture fresche e mai banali degli “standard” e “jazz classic” di repertorio, in cui gli ampi spazi solistici sono gestiti con generosa creatività. Compatto e al tempo stesso reso variegato dalle venature che lo fanno unico, così è il marmo. Sembra una buona metafora per descrivere il modo in cui le personalità dei singoli forniscono il loro apporto per dare vita alla musica all’interno di un gruppo jazz.

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Per la rassegna Rossellini Spazio Jazz Post Atomic Zep l’11 marzo

Per la rassegna Rossellini Spazio Jazz, martedì 11 marzo, il sassofonista Francesco Bearzatti, e il suo trio, presenterà “Post Atomic Zep”, il suo nuovissimo album. Francesco Bearzatti, noto per il suo approccio al jazz, è solito spingersi oltre i confini del genere. L’album, su etichetta doKumenta Music e distribuzione a cura di Tag, si costituisce come un omaggio del tutto originale all’iconica rock band dei Led Zeppelin. Affiancato dai talentuosi Danilo Gallo al basso, e Stefano Tamborrino, alla batteria e agli effetti per chitarra dal vivo, Bearzatti offre una versione fresca ed elettrizzante di alcuni dei più grandi successi dello storico gruppo britannico.

Stile caratteristico di Bearzatti

Undici tracce che riflettono lo stile caratteristico del sassofono di Bearzatti, capace di fondere melodie intricate a improvvisazioni audaci e rocambolesche che risuonano di influenze che vanno dal free jazz al rock. “Post Atomic Zep” promette di essere un must per gli appassionati di musica avventurosa e di artisti come John Zorn e The Bad Plus. Ai grandi classici dei Led Zeppelin quali Stairway To Heaven e Going To California sono affiancate anche alcune composizioni originali frutto della visione creativa unica di Bearzatti e dei suoi collaboratori. Con il suo approccio innovativo alla piegatura del genere e all’esplorazione musicale, questo album farà sicuramente scalpore sia nel mondo del jazz che in quello del rock.

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Cosa potrebbe andare storto all’Altrove Teatro Studio dal 7 al 9 marzo

Cosa potrebbe andare storto torna in scena all’Altrove Teatro Studio, dal 7 al 9 marzo: commedia scritta e diretta da Giorgio Latini. Due improbabili ladri (foto Marco Bellucci) tentano di rapinare una banca, ma qualcosa non va secondo i programmi e si vedono costretti a barricarsi all’interno dell’edificio con due ostaggi. Comincia una trattativa con la polizia ma il direttore della banca riesce a liberarsi e li assale a tradimento. Di qui ha inizio un paradossale susseguirsi di avvenimenti in cui nulla è come sembra (nemmeno la rapina stessa) e l’inatteso confronto tra malviventi e presunte vittime porta ad una serie di situazioni sempre più comiche e al limite del surreale. Quattro mondi molto diversi si scontrano tra loro: soldi contro amore, potere contro libertà. Il lieto fine potrebbe ancora verificarsi, ma solo se tutti gli ingranaggi del piano si incastrassero alla perfezione. In fondo… cosa potrebbe andare storto? Il fallimento. Non la morte, non la povertà, non la solitudine. Il fallimento è ciò che più ci terrorizza in questa epoca in cui sembra che gli occhi di tutti ci siano puntati addosso.

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Le Gratitudini all’Auditorium Leone XIII di Carpineto Romano domani

Le Gratitudini all’Auditorium Leone XIII di Carpineto Romano, sabato 1° marzo alle ore 21. Dal romanzo di Delphine De Vigan, adattamento e regia Paolo Triestino, con Lucia Vasini, Lorenzo Lavia, Paolo Triestino e Carmen Di Marzo. La voce di Muriel è di Anna Gualdo. “Vi siete mai chiesti quante volte al giorno dite grazie? Grazie per il sale, per la porta, per l’informazione. Grazie per il resto, per il pane, per il pacchetto di sigarette. Grazie di cortesia, quasi vuoti. Grazie a te, grazie di tutto. Grazie infinite, grazie mille. Grazie professionali: grazie per la sua risposta, il suo interessamento, la sua collaborazione.

Gratitudini inno alla vita

Vi siete mai chiesti quante volte nella vita avete detto grazie sul serio? Un vero grazie. A chi? All’insegnante che vi ha fatto amare i libri? Al ragazzo che è intervenuto il giorno in cui siete stati aggrediti per strada? Al medico che vi ha salvato la vita? Alla vita stessa?” Si apre così Le Gratitudini (foto Stefano Scanferla), di Delphine de Vigan. Un dirompente inno alla vita, dove quattro esistenze si intrecciano in un mirabile incrocio di sentimenti, passioni, rimpianti, ma dove tutto è ancora possibile. Basta volerlo, con caparbietà e decisione. E con un sorriso.

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La Scomparsa di Majorana il 2 marzo al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti

La Scomparsa di Majorana domenica 2 marzo alle ore 18, al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti. Dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, trasposizione teatrale e regia Fabrizio Catalano con: Loredana Cannata, Alessio Caruso, Roberto Negri e Giada Colonna. Scomparso nel 1938, partito in nave da Palermo ma apparentemente mai approdato a Napoli, il giovane e promettente fisico siciliano, Ettore Majorana chiuso in sé stesso e concentrato su studi di cui non parlava con nessuno, aveva forse intuito prima d’ogni altro la strada per la creazione di una devastante arma nucleare. Ne era rimasto atterrito e aveva voluto estraniarsi dal mondo prima che questo precipitasse nel baratro dell’era atomica. Il senso della vicenda di Majorana è che non c’è futuro per l’umanità senza un’etica applicata alla ricerca scientifica. Questo spettacolo è un’indagine poliziesca, un thriller ad orologeria, un sogno ad occhi aperti. Quattro personaggi, per tutta la notte, oltre l’alba, fino al tragico scioglimento dell’enigma daranno vita ad una sorta di processo dove l’intruso si trasformerà da imputato in accusatore, da inquisito in voce della coscienza.

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Hybris al Teatro Comunale D’Annunzio di Latina domani

Hybris al Teatro Comunale D’Annunzio di Latina, domani, 28 febbraio: di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con Antonio Rezza (foto Annalisa Gonnella) e Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Miriam Fricano, Enzo Di Norscia, Antonella Rizzo, Daniele Cavaioli e Cristina Maccioni, produzione RezzaMastrella, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Teatro di Sardegna, coproduzione Spoleto, Festival dei Due Mondi. Come si possono riempire le cose vuote? È possibile che il vuoto sia solo un punto di vista? La porta…perché solo così ci si allontana. Ognuno perde l’orientamento, la certezza di essere in un luogo, perde il suo regno così in terra e non in cielo. L’uomo fa il verso alla belva. Che lui stesso rappresenta. Senza rancore. La porta ha perso la stanza e il suo significato, apre sul nulla e chiude sul nulla. Divide quello che non c’è… intorno un ambiente asettico fatto di bagliori. L’essere è prigioniero del corpo, fascinato dall’onnipotenza della sua immagine trasforma il suo aspetto per raggiungere la bellezza immobile e silente che tanto gli è cara. Le gabbie naturali imposte dal mondo legiferano della nascita, della crescita e della cultura, ma la morte è come al solito insabbiata; ai bambolotti queste cose sembrano inutili sofferenze, antiche volgarità.

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Riccardo Del Fra Quintetto all’Alexanderplatz Jazz Club

Riccardo Del Fra Quintetto Roma-Berlino-Parigi all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, domani e dopodomani. Un evento speciale in due serate, con un quintetto che unisce tre capitali della musica jazz, interpretando brani dal Great American Songbook e dal repertorio hard-bop degli anni ’60 e ’70. «Per questo progetto speciale – afferma Riccardo Del Fra – sono lieto di circondarmi di solisti di talento, sensibili e particolarmente lirici. È un incontro singolare e originale. Tutti insieme rappresentiamo tre paesi e generazioni diverse, ma musicalmente parliamo la stessa lingua. Ho, scelto un programma di brani tratti dal Great American Songbook e dal repertorio hard-bop dei migliori compositori jazz degli anni Sessanta e Settanta. Sarà speciale e divertente!».

Gli studi di Riccardo del Fra

Riccardo Del Fra è nato a Roma e ha studiato al Conservatorio di Musica di Frosinone. Molto presto ha iniziato a esibirsi in concerti e registrazioni jazz con l’Orchestra della RAI-TV di Roma. Ha suonato con un gran numero di solisti jazz ed è stato il bassista fisso di vari gruppi. Alla fine del 1979 avviene l’incontro decisivo a Roma con il trombettista Chet Baker. Riccardo Del Fra suona al fianco di Chet per circa otto anni in tournée, per la radio e per la televisione; una collaborazione che porta alla registrazione di dodici album, di video e del film “Chet’s Romance” di Bertrand Fèvre. All’inizio degli anni ’80 Riccardo Del Fra si stabilì a Parigi. Nel 2004, fu nominato direttore del Dipartimento Jazz del Conservatorio Nazionale Superiore di Musica e Danza di Parigi, dove insegnava dal 1998. Riccardo Del Fra è anche un compositore attivo che ha scritto per ensemble jazz e classici, oltre che per il cinema.

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All’OFF/OFF Theatre torna dal 4 al 6 marzo “Pietro Orlandi, Fratello”

All’OFF/OFF Theatre torna dal 4 al 6 marzo il testo “Pietro Orlandi, Fratello”, scritto e diretto da Giovanni Franci con protagonista l’attore Valerio Di Benedetto nei panni di Pietro, produzione Fondamenta Teatro e Teatri. A più di quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, suo fratello Pietro elabora con grande coraggio un bilancio doloroso, intimo e toccante della lunga battaglia da lui condotta sempre in prima linea alla ricerca della Verità.

Lo spettacolo all’OFF/OFF Theatre

Uno spettacolo che è il resoconto dell’incontro avvenuto tra il fratello di Emanuela e il regista che, al termine del loro colloquio, ha scritto il suo nuovo testo teatrale che indaga percorsi a lui non nuovi. Franci infatti, è lo stesso regista de “L’Effetto che fa”, tratto dal caso Varani o de “Il caso Estermann”. Uno spettacolo con cui ripercorrere quarant’anni anni di silenzi ostinati, torbidi segreti e incredibili menzogne, a tu per tu con il pubblico. Sono tre le piste principali che si sono susseguite nel tempo: quella del terrorismo internazionale, quella economica, che coinvolge la criminalità organizzata e quella della pedofilia.

Piste d’indagine molto diverse

Tre piste molto diverse, ma con un unico minimo comun denominatore: la Città del Vaticano, lo Stato più piccolo e più potente al mondo. Un atto unico serrato, una “stand up tragedy” che affronta uno degli eventi più oscuri che hanno attraversato la storia del nostro Paese. Tutti gli episodi sono ripercorsi dalla memoria di Pietro Orlandi, che agli avvenimenti più noti ed eclatanti accosterà i ricordi più intimi e dolorosi, cercando, insieme allo spettatore, di elaborare un quadro più chiaro possibile di quanto avvenuto finora. Cercare Emanuela significa cercare la verità. La famiglia Orlandi ha diritto alla verità, tutti noi abbiamo diritto alla verità, sia la società civile sia i fedeli che desiderano una Chiesa onesta e senza ombre.

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Il tour di presentazione di Soloist anche all’Auditorium Parco della Musica

Il tour di presentazione di Soloist, il nuovo album in solo di Davide “Boosta” Dileo, in uscita ad aprile su vinile e digitale, parte da Vicenza il 29 aprile, e il 30 sarà all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un’occasione unica per conoscere e ascoltare una dimensione sonora inedita di uno dei musicisti più rappresentativi della scena musicale contemporanea. Prodotto da Tema e in collaborazione con Ventidieci, le date del Soloist tour sono in continuo aggiornamento. Dileo (foto Damiano Andreotti) parteciperà l’8 marzo alla finale del San Marino Song Contest con il brano BTW, per poi proseguire con il Club Tour 2025 dei Subsonica, che terminerà il 30 marzo a Modugno.

A seguire il Club Tour dei Subsonica

Un pianoforte a coda e una postazione elettronica. Questi i riferimenti strumentali di cui Boosta si serve per esprimere sul palco le diverse tonalità di colore e le sfumature timbriche che caratterizzano la sua musica. Non un semplice concerto, né una semplice scaletta, ma una narrazione musicale a cui è difficile rimanere indifferenti, un’esperienza immersiva di condivisione autentica e connessione intima con il pubblico. Anche grazie a questo nuovo progetto, Boosta continua a spingersi oltre i confini dell’arte, esplorando nuove forme espressive e lasciando il segno in ogni ambito in cui si cimenta, dalla musica alla scrittura, dalla produzione al sound design.

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Il tour del Musical TYA – Shrek al Teatro Italia l’1 e 2 marzo

Il tour del Musical TYA – Shrek farà tappa a Roma al Teatro Italia sabato 1 marzo alle ore 17.30 e alle 21.00 e domenica 2 marzo alle 17.30. Lo spettacolo è prodotto da AncheCinema, società pugliese fondata da Andrea Costantino che, negli ultimi nove anni, ha consolidato il proprio ruolo nella produzione e distribuzione culturale, attraverso la gestione di quattro teatri, la produzione di grandi spettacoli e anche un’intensa attività di progettazione. La crew tecnica di Shrek – il Musical TYA è composta da professionisti di origine pugliese affermati a livello nazionale che affiancano un cast artistico formato da attori, cantanti e ballerini noti in Italia e all’estero. La regia è firmata da Graziano Galatone, performer di punta del fortunatissimo Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante.

Il musical del tour dal film del 2001

Il musical, riadattamento dell’omonimo film DreamWorks del 2001 vincitore del Premio Oscar come Miglior Film di Animazione tratto dal libro illustrato di William Steig, ha debuttato nella sua produzione originale a Broadway nel 2008 per poi andare in scena nei teatri di tutto il mondo. Una complessa attività di negoziazione internazionale ha permesso alla produzione pugliese di ottenere i diritti ufficiali di Shrek – il Musical TYA dal licenziatario Dreamworks Theatricals, parte di Universal Theatrical Group, ramo dedicato allo spettacolo dal vivo della celebre Universal Pictures.

Debutto a Bari nel 2022

Il musical ha debuttato a ottobre 2022 al Teatro AncheCinema di Bari con diciassette repliche, successivamente al Teatro Curci di Barletta nell’ambito della stagione di prosa del Teatro Pubblico Pugliese e al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro con un assoluto successo di pubblico e critica. Lo show è arricchito dal libretto di David Lindsay-Abaire (Premio Pulitzer 2007 per il Teatro), dalle musiche di Jeanine Tesori (vincitrice del Tony Award – il premio Oscar del teatro musicale – per “Fun Home”) e dalle imponenti scenografie fisiche e digitali (queste ultime basate sull’engine di videogiochi UNITY) che ricreano perfettamente le varie ambientazioni del mondo di Shrek con oltre venti cambi di scena.

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