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“Fatima. Il musical. Storia di una presenza” al Teatro Viganò

“Fatima. Il musical. Storia di una presenza” aiuta a compiere un viaggio, nella storia del Messaggio di Fatima, evento determinante nella Chiesa Cattolica della Chiesa, e nella nostra vita. Lo spettacolo si terrà il 24 gennaio a Roma presso il Teatro Viganò, in Piazza Fradeletto, 17, alle 21.

Prima apparizione di Fatima

È il 13 maggio del 1917 quando presso la Cova da Iria, località di un villaggio nel Portogallo centrale, tre bambini vedono per la prima volta la Vergine Maria con un Rosario in mano. È la prima di sei apparizioni che Lucia di 10 anni e i suoi cugini Francisco e Jacinta, fratelli di 9 e 7 anni, avranno fino a ottobre, sempre il 13 del mese. E proprio il 13 ottobre una folla stimata tra le 30 e le 100 mila persone vide il “miracolo del sole”, che cambiò colore, dimensione e posizione per circa dieci minuti. Nel 1930 il vescovo di Leiria dichiara “degne di fede le visioni”, autorizzando il culto alla Madonna di Fatima. Una storia, quella di Fatima, che si intreccia con le vicende del Novecento.

Giovanni Paolo II al santuario nel 1981

Un anno dopo aver subito l’attentato, avvenuto il 13 maggio 1981, Giovanni Paolo II si recherà al Santuario portoghese, tornandovi poi nel 1991 e nel 2000. Annunciando il suo viaggio nel contesto della visita alla Chiesa in Portogallo, dirà: «Approfittando di tale invito desidero soprattutto rispondere al bisogno del cuore, che mi spinge a recarmi, nel primo anniversario dell’attentato alla mia persona, ai piedi della Madre di Dio a Fatima, per ringraziarla del suo intervento per la salvezza della mia vita e per il ricupero della salute». Lo spettacolo è realizzato grazie al contributo della Fondazione Antognozzi onlus dall’Opera di Roma della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, movimento ecclesiale che affonda le sue radici nella spiritualità di Fatima.

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Nicola Angelucci “Identithree” all’Alexanderplatz Jazz Club domani

Nicola Angelucci “Identithree” all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, mercoledì 22 gennaio. Con Nicola Angelucci, batteria, Enzo Pitropaoli, contrabbasso e Enrico Zanisi, pianoforte. Tre musicisti di tre diverse generazioni, tre identità musicali diverse, ciascuna riconoscibile e riconosciuta. “Identithree” intreccia in maniera molto spontanea le personalità e i background differenti di Nicola Angelucci, Enrico Zanisi ed Enzo Pietropaoli. Il trio si esprime soprattutto attraverso brani originali ma anche spiritual e standard della tradizione jazzistica, dinamicamente reinventati, con la naturalezza di chi conosce perfettamente la materia ed è in grado di trarne il massimo godimento per sé e per gli ascoltatori.

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I Duran Duran al Circo Massimo il 15 e 16 giugno

I Duran Duran torneranno nel Bel Paese per infiammare il palco del Circo Massimo di Roma domenica 15 e lunedì 16 giugno 2025 in occasione di due show indimenticabili. A 40 anni dalla loro prima storica esibizione in Italia, nel 1985 al Festival di Sanremo con The Wild Boys. Inseriti nella Rock & Roll Hall of Fame nel 2022, i Duran Duran (foto Stephanie Pistel) hanno venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo durante la loro illustre carriera di quattro decenni.

Duran Duran nella storia della musica

Con 18 singoli in classifica negli Usa, 21 successi nella Top 20 del Regno Unito e ripetuti successi nelle classifiche italiane, tra cui il loro ultimo album in studio, la band si è affermata come uno dei gruppi più influenti e duraturi nella storia della musica. Hanno anche scritto l’unico tema di James Bond che ha raggiunto la prima posizione in tutto il mondo e hanno collaborato con alcune delle menti creative di maggiore spicco in ambito musicale, cinematografico e televisivo, tra cui David Lynch, che ha diretto uno dei loro film concerto di maggior successo. Tra i loro numerosi riconoscimenti figurano otto premi alla carriera e un’ambita stella sulla Hollywood Walk of Fame.

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‘O Curnuto Immaginario al Teatro Arcobaleno dal 24 al 26 febbraio

‘O Curnuto Immaginario al Teatro Arcobaleno da venerdì 24 a domenica 26 febbraio, da Molière, adattamento e regia Franco Cutolo, con Giovanni Mauriello e Peppe Parisi. E con Thayla Orefice, Francesca Colapietro, Lello Russo, Pietro Juliano, Tato Bottino, Rosaria Russo, Rosaria Troncone, Massimo Tambano, Musiche Giovanni Paisiello e Leonardo Vinci, direzione Musicale Luca Mennella. Musiche eseguite dal vivo da Sergio Carnevale, violino, Isabella Parmiciano, violino, Roberto Bianco, viola, Pasquale Termini, violoncello, Maylin Federico, contrabbasso.

Da Il Cornuto Immaginario di Molière

Scritto da Franco Cutolo, sul testo Il Cornuto Immaginario di Molière, e su libretti di opere del 700 napoletano, prodotto dalla Compagnia Li Febi Amici, lo spettacolo vede fra gli altri la partecipazione di Giovanni Mauriello, fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare, nonché interprete del Munaciello della Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, insieme a Peppe Parisi, altro straordinario interprete de la Gatta Cenerentola, nel ruolo de la Matrigna. Il grande patrimonio dell’Opera Buffa napoletana del ‘700, vanta di essere un genere assolutamente autoctono, che pone le basi per tutto il melodramma che fiorirà nei secoli a seguire, diventando patrimonio mondiale. Nell’ambito di questo genere esistevano rifacimenti e rielaborazioni di capolavori della letteratura (Socrate Immaginario, Don Chisciotte, Il Malato Immaginario, La cenerentola).

Conversione napoletana

Questo accadeva perché Napoli, essendo capitale europea della musica, aveva l’uso di convertire, secondo la cultura e il dialetto, tutto ciò che si produceva nel resto del mondo. Inevitabile che anche le opere di Molière, le cui rappresentazioni produssero una eco importante a livello europeo, fossero rielaborate dalla scuola musicale napoletana. Ciò avvenne anche con Il Cornuto Immaginario, capolavoro comico del genio francese, rielaborato dal notaio Pietro Trinchera, affermato librettista e autore di commedie del ‘700 napoletano, che ne fece una sua trascrizione esilarante. Attori-cantanti ed un ensemble musicale formato da violini, viola, violoncello contrabasso e clavicembalo, ci trasporteranno in una divertente e appassionante Napoli del ‘700, ricca di suoni, colori e canzoni.

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Mutandine al Teatro de’ Servi il 28 e 29 gennaio

Mutandine al Teatro de’ Servi, il 28 e 29 gennaio, spettacolo tutto al femminile con Cinzia Berni e la regia di Francesca Nunzi. Una scoppiettante commedia con al centro la storia di una donna alle prese con un trasloco che, tra imballi e valigie, ripercorre la sua vita attraverso il guardaroba. Andrea è una donna che ha avuto un’esistenza complicata, a partire dal nome, che per gli anglosassoni è un nome femminile, ma lei che è nata a Cecina ha sempre avuto una certa difficoltà a farlo capire alla gente. Poi è risaputo che il trasloco è la terza causa di stress dopo il lutto e il divorzio e la nostra protagonista sta cambiando casa perché si è appena separata. Il lutto le manca. Ma due su tre sono già abbastanza!

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Gianna Nannini il 26 giugno al Circo Massimo

Gianna Nannini il 26 giugno al Circo Massimo con Rock Show. Il live al Circo Massimo di Roma, organizzato da Friends & Partners e The Base in collaborazione con l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, si unisce al grande progetto Sei nell’anima che, oltre al tour indoor tutto sold out concluso a dicembre e alla leg estiva Sei nell’anima – Festival European Leg 2025, comprende l’album Sei nell’anima Columbia Records/Sony Music Italy), il film Sei nell’anima liberamente tratto dal libro autobiografico “Cazzi miei” (2016), ristampato per l’occasione con il titolo Sei nell’anima. Rock Show di Gianna Nannini (foto Alex Majoli) è un’occasione imperdibile per vivere una serata di grandi classici, uno dei momenti più iconici dell’estate musicale a Roma.

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Natalio Mangalavite Trio domani all’Alexanderplatz Jazz Club

Natalio Mangalavite Trio all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, martedì 21 gennaio. Un trio ideato da Natalio Mangalavite per festeggiare l’Alexanderplatz giunto al suo quarantunesimo anno di attività. Il gruppo vede alla batteria Lorenzo Tucci già compagno del pianista argentino nel Latin Mood (sestetto capitanato da Javier Girotto e Fabrizio Bosso) e al basso elettrico, Fabrizio Cucco. Un programma fatto soprattutto di composizioni originali di Natalio e qualche cover ben conosciuta assicurano una serata divertente, passionale e coinvolgente. Il mondo latino nel jazz e contaminazioni.

Il mondo di Natalio

Il mondo di Natalio con la sua lunga carriera e esperienza garantisce una serata da non perdere. Natalio Mangalavite, nato a Cordoba in Argentina, ha frequentato la “Escuela de nignos cantores de Cordoba” (Argentina), pianoforte al Conservatorio provinciale di Cordoba, la“Escuela canaria de jazz” en Las Palmas de gran Canaria (diretta da Luis Vecchio) arrangiamenti e composizione, però fondamentalmente è un autodidatta. Pianista e arrangiatore di Ornella Vanoni, maestro di musica e canto in Tv (Operazione trionfo e Superstar) in orchestra a “Domenica in”, “Fantastico”, e tanti altri. Docente di latin-jazz nella scuola Saint Louis di Roma. Protagonista di vari progetti jazz- folk con i migliori musicisti italiani ed esteri.

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Stabat Mater allo Spazio Rossellini il 26 gennaio

Stabat Mater allo Spazio Rossellini di Roma, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL, domenica 26 gennaio, con la Compagnia di Danza Fabula Saltica: coreografia, Claudio Ronda, musica di Giovanni Battista Pergolesi e brani originali di Paola Magnanini, danzatori: Cassandra Bianco, Laura De Nicolao, Davide Dibello, Federica Iacuzzi, Claudio Pisa, Manolo Perazzi, Antonio Taurino, Chiara Tosti.

Stabat Mater di Jacopone da Todi

Lo Stabat Mater è una meditazione, attribuita a Jacopone da Todi, che dà voce alle sofferenze di Maria mentre viene crocifisso il figlio Gesù. Questa preghiera ci interroga su come può una Madre sopravvivere al dolore che consegue all’ingiusta morte del proprio figlio e ci riporta tragicamente al presente. Ci permette di riflettere sull’arroganza e la superbia dell’uomo. Ci parla della morte, di questa inafferrabile distanza tra il più misterioso e inaccessibile ma anche imprevedibile degli eventi che possa capitare a chi è ancora in vita, della solitudine del dolore, di chi nel dolore rimane, delle madri di guerre e delle violenze pubbliche e private a noi contemporanee, che non conoscono resurrezioni.

Sopravvivere alla morte di un figlio

Con una progressione di quadri visivi e sonori che si succedono senza soluzione di continuità, il nostro Stabat Mater ci interroga su cosa resta dopo che si sopravvive alla morte di un figlio, di come riuscire a dare una forma e uno spazio al dolore. Il dolore archetipo di Maria, stigmatizzato nello Stabat Mater di Pergolesi, è il lamento di una voce umana che chiama alla condivisione, è come se quella voce dicesse di non essere lasciata sola, di essere aiutata a partecipare al suo dolore, di farlo anche nostro, condiviso.

Comunità vicina

Nell’antichità nessuno era lasciato solo nel suo cordoglio, la comunità, specie quella delle donne, si affiancava al dolente, si faceva condolente, il lamento antico era un rituale obbligatorio e quel lamento aveva una sua identità ritmica e musicale e questo dava una forma al dolore, lo delimitava, lo chiudeva in un tempo musicale, si trasformava in arte, in estetica comunitaria, impediva che portasse alla follia.

Riconoscere la sofferenza

Ma siamo ancora in grado di provare, riconoscere la sofferenza come parte dell’umanità e della vita, di “sentire insieme” di provare assieme un’identica emozione? Oggi nel dolore siamo soli, arranchiamo a trovare forme di condivisione, ci chiudiamo in noi stessi, nel nostro intimo, oppure quando siamo testimoni del dolore altrui non sappiamo che fare, non abbiamo un rituale di condivisione del dolore, tutto è affidato al singolo e il singolo non sa che fare.

Novità assoluta dello Stabat Mater

Dal punto di vista musicale, il progetto propone una novità assoluta che, da un lato proietta l’opera in una dimensione contemporanea e dall’altro permette ai vari episodi di legarsi ancor più efficacemente alla danza. Si è scelto infatti di unire alcuni quadri con inserti musicali composti appositamente da Paola Magagnini; tali parti conservano il sentire originale del testo di Pergolesi, non attingono da materiale altro, ma sono parte del tessuto sonoro originale, elaborato, rimaneggiato e rivissuto in chiave attuale.

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Senza Voce al Teatro Lo Spazio dal 24 al 26 gennaio

Senza Voce, in scena al Teatro Lo Spazio, dal 24 al 26 gennaio, spettacolo scritto e diretto da Vincenzo Longobardi. Senza voce è un dramma moderno che, rievocando la tragica storia di una famigliavittima a distanza di anni degli strascichi lasciati dal secondo conflitto mondiale, rivive nella nostra epoca.

La riflessione di Senza Voce

Senza voce è una riflessione sull’ingiustizia della guerra: «nessuna guerra è giusta», dice papa Francesco, nessuna guerra comincia e finisce, ma porta con sé oltre il tempo e lo spazio le tracce di ferite profonde, causa di dolori ingiustificabili e indicibili. Senza voce è la storia della mia famiglia che, quasi per ironia della sorte, da sempre, è stata segnata da alcuni degli eventi più significativi che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese. «La tragica morte in tenera età dei miei due zii, Guido e Tripoli, mai conosciuti, è sempre stata molto presente nei racconti di mia nonna, di mia madre e delle mie zie. Una storia antica che mai come oggi diventa presente ed attualissima», annota Vincenzo Longobardi. Il dolore della guerra è immutabile.

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Maurizio Battista, col suo Summer Tour, il 12 agosto a Sabaudia

Maurizio Battista, col suo Summer Tour, annuncia una nuova data: il 12 agosto a Sabaudia all’Arena del Mare BCC Roma. L’organizzazione della rassegna è curata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci, con il patrocinio del Comune di Sabaudia. Lo spettacolo è prodotto da Fabio Censi. Torna l’imperdibile comicità di Battista tra aneddoti, ospiti e tante battute per passare una serata all’insegna della comicità. Maurizio Battista esplora le intricatissime e divertenti sfumature della vita attraverso il suo caratteristico occhio irriverente e dissacrante, con la sua tipica autoironia Comico, conduttore televisivo, cabarettista e attore, regista: Maurizio Battista è questo e molto altro! La sua comicità si incentra sulla parodia di aspetti e comportamenti comuni nella quotidianità oltre che per la capacità di scovare fatti di cronaca bizzarri e divertenti.

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